venerdì 19 aprile 2013

Polizia Locale e social network






"Un agente della municipale di Bologna ha pubblicato una foto su una 'visita' a un campo rom accompagnandola con la frase: scoppia la polemica"

Prendo la frase direttamente dal Carlino online proprio per non rischiare di fare la parafrasi dell’articolo. Leggo anche il volantino delle USB, sull’'argomento, quello intitolato RAZZISTI E SCIACALLI.

Ma andiamo con ordine e per fare questo devo premettere, come scrivevo pochi giorni fa nel mio blog, che non mi piace Facebook anche se lo uso e cerco soprattutto di non farmi usare dallo strumento, perché come tutti i social network non nasce per altruismo, ma come sappiamo è un grande business per chi ne può utilizzare i dati, e questo è un fatto che non bisogna mai dimenticare quando si decide di iscriversi e utilizzare un mezzo di socializzazione. 

Detto ciò, è chiaro che nel momento in cui uno di noi decide di utilizzare il mezzo deve fare doppia attenzione, nel mostrare immagini, nel prendere posizione e anche a quanto pare quando decide di cliccare semplicemente un mi piace.

E'’ ridicolo lo so, ma ci tocca, perché indossare una divisa significa prendersi responsabilità, e noi lo sappiamo, lo sappiamo bene. L'’opinione pubblica è sempre pronta a crocifiggerci, perché noi siamo considerati gli esattori dei Comuni, i cani da guardia delle amministrazioni locali.
Se adesso però osservo l'’episodio in tutta la sua consistenza trovo poco o niente, frasi spezzate, sicuramente non brillanti, ma neppure così scandalose e irriverenti, mostrano un lato del nostro lavoro, sottolineano il disagio di operatori sempre in prima linea, sempre nei luoghi più degradati, perché noi siamo coloro che tali luoghi li conoscono meglio, siamo esperti del territorio e delle sue problematicità.
Questa è l'’unica informazione che è stata trascurata da tutti gli attori in campo.


I media hanno dato voce a un quotidiano on line autogestito Zic che in maniera retorica e semplicistica scava per cercare il marcio anche dove non c’è, per sparare, metaforicamente parlando, su qualsiasi divisa si muova, sport nazionale ormai, perché criminalizzarci sia che indossiamo la divisa degli agenti della polizia locale o un'’altra forza dell’'ordine, non importa, basta attaccare.

I colleghi dell’'USB invece, nel loro volantino, parlano di compiti tradizionali del nostro Corpo, disattesi, perché costretti a impegnarsi nel controllo e repressione del disagio e delle categorie denominate nomadi (impropriamente) o dei senza tetto genericamente.

Entrambi gli interventi, sia quello autogestito dal sito politicizzato, amplificato dai media, sia quello del sindacato di base saltano a piè pari un aspetto invece determinante, e cioè il ruolo sempre più importante del nostro corpo nel tessuto sociale della città.
Non è questione di amministrazioni di sinistra o di destra, ma è un problema sociale.
Nel tempo il lavoro è cambiato, e i compiti tradizionali si sono trasformati. Oggi non ci occupiamo solamente di viabilità e traffico, abbiamo dovuto imparare, nostro malgrado, a gestire il degrado, la microcriminalità, e la gestione dei rapporti con le cosiddette categorie sociali menzionate nel volantino dell'’USB. Noi siamo coloro che la città la conoscono meglio, perché qui ci siamo formati, siamo diventati un punto di riferimento per la collettività, se ci occupassimo d’'altro, come dicono i colleghi dell’'USB, sicuramente in città si creerebbe un vuoto operativo difficile da colmare.
Su un punto però sono d’accordo con i colleghi, sulla condanna della facilità con cui i mass media ci utilizzano sempre come facili bersagli, in un mondo dove la realtà non è più rilevante, ma serve solo come spunto per creare notizie diffamatorie che servono per vendere giornali, o per veicolare un'’opinione pubblica assuefatta alla maldicenza e alla denigrazione.

Due considerazioni finali.


Noi come SULPM non ci stancheremo mai di difendere i colleghi, fino alla fine e fino a prova certa di colpevolezza, perché questo deve essere il mandato di un Sindacato dei lavoratori: difendere l' uomo o la donna che indossa la divisa, con lucidità e coraggio.

Ultima considerazione, in realtà una raccomandazione: Facebook se proprio volete utilizzarlo fatelo misurando le parole, controllando i pensieri, proprio come fate nella vostra vita di relazione, quella vera, quella di tutti i giorni, perché una fotografia, un’'affermazione, anche un solo clic sbagliato, rimarrà in rete nei secoli dei secoli a vostra futura sventura.
per la Segreteria SULPL di Bologna,
Massimo Fagnoni

mercoledì 17 aprile 2013

e vagando in rete incontro Loriano Macchiavelli




Loriano Macchiavelli, scrittore bolognese, lo conoscete? Alcuni lo associano al suo personaggio più conosciuto il poliziotto Sarti Antonio, con questa disposizione di cognome e nome voluta e spesso citata dallo stesso autore. Adesso vi confesserò una cosa terribile, non ho letto nessuno dei romanzi di Macchiavelli dedicati al famoso brigadiere (credo), ogni tanto in libreria ho sfogliato curioso le prime pagine non trovando nulla di attraente in quello scrivere, e questo prima di iniziare l'avventura della scrittura.
Ho letto invece tutti i romanzi che Macchiavelli ha scritto con un altro famoso emiliano Francesco Guccini: Macaroni, Un disco dei Platters, Questo sangue che impasta la terra, Lo spirito e altri briganti. Mi sono piaciuti tutti.
Il mio rapporto con questo scrittore conosciuto,  apprezzato e premiato, si ferma qui, non l'ho mai incontrato né ascoltato, poi vagando in rete, mi sono imbattuto in un suo piccolo intervento nel portale di Letteratura italiana Rai che vi linko qui.
E' simpatica la sua piccola apparizione durante la quale spiega perché ha cercato di fare morire il suo personaggio più riuscito impersonato poi dall'attore Cavina in televisione.
Macchiavelli parla della grettezza dello scrittore che arriva a detestare il suo personaggio quando diventa più famoso di lui.
Forse è un problema che Camilleri potrà capire ma per me rimane oscuro, io preferisco che i lettori mi riconoscano nel  maresciallo Greco,  non mi interessa che la gente mi cerchi per ciò che sono al di fuori della scrittura,  preferisco  mi chiedano dei personaggi, che sono vivi, liberi, disperati, allegri, moribondi o morituri, e sono ciò che ho di più vitale, perché  credo fermamente che nello scrivere ci sia la realizzazione più alta dei pensieri, della fantasia, della creatività.

Altro punto che non condivido con il maestro: lui dissente da un opinione di un personaggio  che attribuisce istinti omicidi agli scrittori di gialli, lui è sicuro del contrario,  odia la violenza, non sa adoperare le armi e crede sia necessario ridicolizzare il cattivo, l'assassino dei romanzi, ricordando ogni tanto al lettore che sta leggendo un romanzo, quasi per non spaventarlo troppo.

Io penso l'opposto, cerco il realismo anche nelle situazioni più assurde,  è la realtà che entra prepotente nel nostro quotidiano,  da quella attingo a piene mani, cercando di portare il lettore dentro le situazioni, dentro i personaggi, accompagnandolo nei  drammi, nelle miserie, poi alla fine quando chiudo il romanzo è finita,  come un film, se ti ha emozionato ho realizzato il mio obiettivo, altrimenti ho fallito, se volessi ridicolizzare un assassino scriverei libri comici e lasciamo stare gli istinti omicidi, sicuramente descrivere comportamenti criminali per me è stato terapeutico.

Come siamo distanti io e il maestro, distanze generazionali, anagrafiche, culturali.
Lui è uno scrittore a tutto tondo, ha vinto tanti premi e probabilmente ci vive dei suoi libri, però di un' ultima cosa sono sicuro : lui afferma che scrivere è facile e potrebbero farlo tutti.

Per me scrivere è fatica, impegno, sofferenza, sudore e ancora fatica, lo facciamo già in tanti con scarsi risultati, non è facile per niente e non tutti possono farlo, ma forse, se fossi Loriano Macchiavelli potrei raccontarlo anch'io tanto chi potrebbe contraddirmi? Giusto un qualsiasi Massimo Fagnoni

domenica 14 aprile 2013

Lupi Neri su Bologna ... booktrailer





Grazie come al solito all'amico e collaboratore Pier Averara che da anni mi supporta nel blog e in rete dove spesso mi perderei.
Con pochi file riesce a montare un book-trailer incisivo che entra in pochi secondi in circolo e ti spiega il romanzo senza svelarlo, essenziale e veloce come la comunicazione deve essere nei nostri giorni convulsi.
Il book-trailer era già ieri sera nella mia pagina Facebook e oggi sul blog dal mio canale Youtube per chi Facebook non ce l'ha, beati loro.
E qualcuno potrebbe dirmi perché invece io sono iscritto a Facebook, ma la risposta è scontata, Facebook è uno dei modi nel quale posso raggiungere un vasto numero di contatti velocemente e noi scrittori non sponsorizzati abbiamo solo Facebook, Twitter e i blog.
Spero di diventare un giorno abbastanza conosciuto da potermi permettere di non utilizzare più Facebook, lo dico serenamente, non mi piace, non mi piace l'utilizzo che molti ne fanno, la sua intrinseca pericolosità mediatica, la superficialità con la quale alcuni lo usano mettendo in piazza dati e immagini, specialmente i minori, assuefacendosi all'utilizzo di uno strumento di controllo delle informazioni senza pensare alle conseguenze.
Se un giorno non mi vedrete più in Facebook vorrà dire che  avrò smesso di scrivere o non ne avrò più bisogno.
Detto ciò vi lascio il video di presentazione di Lupi neri su Bologna che vi attende nelle librerie bolognesi e in rete.
Mi hanno chiesto di un  eventuale ebook.
Ci stanno lavorando, se dovesse accadere ve lo comunicherò prontamente, su questi schermi.

sabato 13 aprile 2013

i candidati del movimento 5 stelle




Ve lo immaginate Grillo presidente di tutti noi? Io mi sa che cambierei paese e in fretta, me lo immagino come un novello Zeus con tanto di strali micidiali su chi non si comporta a sua immagine e somiglianza. Però i suoi follower hanno votato anche per lui e poi giù una bella lista tanto scontata quanto retorica, personaggi integerrimi, sopra ogni sospetto, buoni, manca giusto Saviano, perché era troppo giovane per essere candidato.
Ma un presidente come Obama in Italia ci sarà? Uno bello, tosto, con le spalle larghe e robuste, coraggio e determinazione.
I 50 mila votanti ce l'hanno messa tutta, si sono concentrati molto ma io non vorrei nessuno di quei signori alla presidenza, non che pensi male di loro, ma non rappresentano nulla di nuovo, nulla di risolutivo, nulla di veamente utile.
Neanche il voto dei grillini sembra interessante, è molto in sintonia con sondaggi e opinioni e poi questa novità dell'utilizzo della rete, hacker a parte, è una cosa che noi non siamo ancora in grado di fare. Il sondaggio è stato affidato  alla società privata del guru a 5 stelle, così ho sentito, il tutto diventa affidabile come i sondaggi di sky, non meritano neppure uno sbadiglio, e a malapena un post annoiato nel mio blog preferito.

lunedì 8 aprile 2013

Renzi ad amici



Chissà se sono stato tanto giovane anch'io, giovane come quel ragazzo toscano che vedete in fotografia?
Può darsi, ma forse ero diverso, avevo altre priorità, lui ha 38 anni, tre figli e fa il sindaco a Firenze, sta dicendo in giro che o si torna a votare o si fa un governissimo, ma magari ho sentito male, ma non ci sarebbe niente di male per un ex democristiano, perché non dimentichiamolo lui viene dal Partito Popolare italiano o no?
Adesso morde il freno, si capisce che non gli va giù di avere perso le primarie mentre molti dicono che se vinceva lui adesso il PD governerebbe.
La politica non è poi tanto difficile da interpretare ormai, è solo melmosa e per questo motivo ci si perde per strada come nel labirinto di shining rischiando di rimanerci secchi e magari congelati.

E Renzi doveva andare dalla De Filippi, perché? Ma ascoltatelo voi, che io non c'ho voglia, io mi fido, mi è bastato un secondo di Blob, dove ad una folla plaudente tanto festosa quanto inconsistente, lui ha detto che i politici non devono togliere i sogni ai giovani italiani.
Ma di che sogni stiamo cianciando?
Qui c'è gente che non dorme la notte cercando di capire come pagare le proprie personali gabelle, oggi hanno assaltato due furgoni blindati sull'autostrada con i kalashnikov e quelli che l'hanno fatto non sognano, fanno sul serio e andrà sempre peggio.
Renzi è andato in tv per realizzare il suo sogno, personale, unico, inequivocabile, è andato a casa di Silvio, ancora una volta a chiedere credito, ma mi sa che farà fatica anche lui a realizzare i suoi sogni, perché qui o si esce insieme dalla palude o si sprofonda tutti quanti.

domenica 7 aprile 2013

walking dead terza stagione ...fine



Fine terza stagione di Walking dead  e non stanca, non delude, riesce a mantenere la giusta concentrazione di suspense e  pathos, un po' come una vita non noiosa.  Non c'è tempo per rilassarsi o per sperare, la speranza è legata al raggiungimento dell'ora successiva e i nemici non sono necessariamente gli azzannatori, così definiti dagli uomini del governatore, personaggio dominante nella terza serie.
I nemici in realtà, quelli definitivi, sono umani, in un mondo disumanizzato i pochi superstiti si scannano per il predominio di un territorio, di uno stile di vita, del potere.
Efficace metafora dei tempi, non trovate?
I personaggi principali, i buoni, hanno perso i requisiti di base della classica bontà, soprattutto l'imperativo cristiano del porgere l'altra guancia, e riescono comunque a esprimere umanità, ad amarsi, a proteggersi, come superstiti su una zattera che sta affondando.

A chi piace il genere e non si spaventa per le scene più splatter continuo a consigliare le peripezie di questo allegro gruppo di eroi, su sky, come al solito.

sabato 6 aprile 2013

la raccolta differenziata






Cosa sono i gesti quotidiani? Quelli che tutti facciamo, più o meno, e sto parlando di quelli che vivono in condomini, o in ville, poco importa,  gesti che diamo per scontati e che occupano una parte residuale nelle nostre occupazioni, relativa.
Uno di questi gesti è buttare la spazzatura o il rusco come dicono dalle mie parti.
In casa mia io sono l'addetto, esco nelle sere ventose, piovose o nevose e butto i rifiuti negli appositi cassonetti,  in ogni nucleo c'è sempre un addetto immagino,  uno che lo fa per abitudine o divisione dei compiti. Compito lieve, che occupa una manciata di minuti,  costa denaro, e viene pagato dai cittadini con apposita tassa comunale.

Due considerazioni la tassa cambia nome,  La nuova tassa si chiama Tares e va a sostituire la Tarsu sui rifiuti e assorbirà la Tassa di igiene ambientale e altri servizi comunali.

 

Tares, la nuova tassa comunale sui rifiuti e i servizi introdotta dalla Legge di Stabilità lo scorso anno. A margine della discussione sul rimborso dei debiti delle amministrazioni locali nei confronti delle imprese, l’associazione dei Comuni (Anci) ha annunciato il via definitivo della nuova tassa a partire dal mese di maggio 2013. Si tratta dell’ennesimo cambio di data da quando è stata annunciata la Tares che, ricordiamo, doveva partire già da gennaio prima di essere spostata a luglio. Ora maggio sembra l’ipotesi più realistica, e c’è un’altra novità: la maggiorazione di 30 centesimi a metro quadro verrà applicata solo da dicembre, somma che andrà tutta direttamente allo Stato.


Cosa significa in concreto ce lo spiega una nota della UIL: la Tares, dovendo finanziare anche il costo dei servizi indivisibili forniti dal Comune, necessiterà di un indispensabile extra sulla spesa, rimborsato ovviamente dai cittadini con la sovratassa di 30 centesimi al metro quadro (o 40, come detto). Queste due aggiunte da applicare alle attuali tariffe Tarsu peseranno mediamente 53 più 27 euro, per un totale appunto di 80 euro di ulteriore spesa. Per l’Imu sulla prima casa, la famiglia media ha pagato 275 euro, mentre di Tares ne verserà 305, quando invece la Tarsu si fermava a 225 euro. Ovvero il 37,5 per cento di spesa in più, 80 euro.

Morale pagheremo di più per i motivi sopra citati, e questa è la prima nota fastidiosa ma comprensibile.

Poi arriva la seconda novità che coinvolge il mio piccolo comune e molti altri comuni piccoli o grandi della penisola: da maggio 2013 noi inizieremo la raccolta differenziata:
Questo significa che dovremo (dovrò) dividere l'umido, dalla carta, dal vetro, dall'indifferenziato, dalla plastica il tutto usando appositi sacchetti  e utilizzando appositi contenitori condominaili, nei giorni prescritti negli orari prescritti, interagendo per forza con altri condomini nella suddivisione del compito, che da individuale diventa collettivo.

Perché di compito si parla. C'è stata un'assemblea comunale molto partecipata, che io ho volutamente ignorato, un addetto mi ha spiegato a casa mia dove e quando dovevo  ritirare il kit rifiuti e da maggio si comincia questo nuovo delirio ecologista, ambientalista.

Mi piace tutto ciò? No, non mi piace, non mi diverte, non mi interessa, io ero già in grado di differenziare e perdevo poco tempo a smaltire senza dovere per forza farlo insieme ad altri in giorni e orari non scelti da me.

Vivo in un piccolo appartamento privo di terrazze o giardino e dovrò inventare uno spazio per tutti i diversi sacchetti e contenitori  e  dovrò pagare una tassa più salata del passato per un lavoro che farò soprattutto io e in più  è Hera che gestisce il tutto, la stessa azienda che mi spedisce fatture da 400 euro alla volta per l'erogazione del gas.

Cosa c'è di bello in tutta questa vicenda?

Nulla, solo una perdita di tempo per una differenziazione imposta e complicata.
Certo c'è gente che la spazzatura non la vede nemmeno, di quella cosa se ne occupa solitamente la servitù e allora sì' che diventa bello essere ecologisti, ma diciamoci la verità in questo momento mi sento poco, civico, poco ambientalista e molto esasperato, quasi quasi qualche pomodoro maturo lo tengo da parte, non lo infilo nel sacco dell'umido, chissà che non venga buono in altre piazze, magari da lanciare.


venerdì 5 aprile 2013

Lo specchio delle sue brame alla libreria Gulliver ... Fossolo 2 Bologna



La locandina è bella chiara e mi piace assai, chissà che un giorno non faccia anch'io una presentazione alla Gulliver.
Che dire? Vi aspetto insieme agli autori, replica della mia esperienza di relatore e intervistatore, mi piace anche se mi sa che nei prossimi mesi non avrò tanto tempo per farlo, vedremo.
Ci vediamo sabato 13 aprile ore 16,30 alla libreria Gulliver così controllo se hanno il mio ultimo romanzo. :-)

mercoledì 3 aprile 2013

Lupi neri in libreria



Oggi mi ha telefonato Roberto Mugavero per dirmi che il libro era nato.
Un po' come un figlio, la mia quinta creatura, diversa dalle precedenti, e per questo forse ancora più amata, perché ogni romanzo è un pezzettino di noi che noi spediamo in giro nella speranza, che venga comprato, regalato, preso in prestito, e non posso dire rubato ne fotocopiato perché sarebbe reato e rimango sempre un tutore dell'ordine e della legalità.

Stiamo ragionando su dove cominciare con le presentazioni, non esiste una regola, non esiste un modello, è chiaro se Fazio dovesse avere un buco libero un sabato sera potrei rendermi disponibile, ma deve avvisarmi per tempo :-)

Bene, come capirete sono contento, e intanto sto correggendo un nuovo romanzo, e ho idee, molte idee, devo lavorare in fretta perché il tempo è spietato, unico giudice veramente equo e sopra le parti.

Comunque troverete il romanzo in tutte le librerie bolognesi già da venerdì 5 aprile 2013, e quando dico tutte proprio tutte come al solito.
Lo trovate sul sito della Casa Editrice ed esattamente qui, e spero che lo troverete presto online, perché a causa di un piccolo disguido tecnico esiste ma sotto un altro titolo, ma confido che Minerva come una Dea metterà le cose nel loro giusto ordine.

A presto, poi mi direte cosa ne pensate di Massimiliano Re, a me  è simpatico.

lunedì 1 aprile 2013

In treatment



 Non ho visto la serie americana, sarà che non riesco a prenderli troppo sul serio gli americani, Allen compreso, quando parlano di analisi, sarà per il fatto che in America, l'analisi per un certo periodo era scontata, almeno nelle classi più abbienti, tutti andavano dall'analista, un po' come si va dal dentista.

Oggi ho guardato in sequenza i primi 5 episodi in ordine  cronologico di In Treatment, con l'ultima seduta di Castellitto con il proprio super visore.

A me piace Castellitto, come attore intendo, è convincente, mi piacque molto nel film tratto da un romanzo di sua moglie Non ti muovere, mi è piaciuto anche in altri ruoli, ho un vago ricordo di lui psichiatra nel  Il grande cocomero.

Ha questa faccia sofferta e riesce sempre a calarsi in ruoli realistici, concreti.
Mi piacciono anche gli altri attori del cast dall'affascinante anestesista a Giannini etc.

Mi convince il format, mi convince l'idea.
Prima le sedute dove l'analista appare professionale, vero, gli darei 100 euro anch'io a un tipo così, poi mi spiazza l'ultima seduta con il super visore, bravissima anche l'attrice che l'interpreta, Licia Maglietta,  dove l'analista Mari viene allo scoperto, torna ad essere oggetto del trattamento e fa emergere le sue insicurezze, le sue miserie.

Perché è di questo che si parla, di miserie umane, sensi di colpa, desideri inconfessabili, matrimoni esauriti, nevrosi suicide e cosucce così, cose di tutti i giorni, attraverso le quali tutti siamo destinati a passare se siamo esseri più o meno umani.

Attendo le altre puntate spero che la serie regga fino alla fine del trattamento e mi curo un pochino anch'io nelle nevrosi dei protagonisti, chissà che alla fine non diventi più buono.

Su Sky.

sabato 30 marzo 2013

i nostri marò



Non ne faccio una questione politica, anche se è molto politica, si chiama politica internazionale, e se questa partita è stata giocata così male probabilmente è anche a causa dei nostri rapporti internazionali, in questo caso con quel grande paese che si chiama India.

Porsi dei problemi morali o di correttezza nei confronti dell'India mi riesce difficile, non è forse il paese dove stanno andando per la maggiore gli stupri omicidi per strada? Un paese che probabilmente soffre di grosse contraddizioni, sono in tanti, e tanto diversi da noi, e adesso hanno due nostri connazionali per le mani.

Non sono due imprenditori, non sono due giornalisti, non sono due volontari in missione umanitaria, sono due militari che probabilmente stavano solo facendo il lavoro per il quale sono stati arruolati, e lo stavano facendo in ottemperanza ad accordi internazionali.

Inoltre siamo sicuri che siano davvero coinvolti nella sparatoria, siamo convinti che siano davvero loro i militari che quel giorno hanno scambiato due pescatori per pirati?
Noi non siamo sicuri di nulla, solo del fatto che i nostri politici hanno fatto molta confusione  e  ci rimetteranno i due marò.
E per loro vale la pena spendere due righe, un pensiero, una preghiera, un'imprecazione, perché io faccio parte della loro specie, della loro classe sociale, ho il loro stesso destino, quello di chi viene tutelato per sbaglio e mandato allo sbaraglio per scelta.
Adesso non so come finirà, e neanche loro lo sanno, non sono scappati, non si sono nascosti, perché sono persone per bene, ma cosa potranno mai pensare loro e i loro familiari del nostro paese, del nostro non governo?
Potrebbero essere figli nostri, gente che ha scelto l'esercito per fare un mestiere dignitoso, in un Italia che va a fondo.
E' questo che ancora una volta ci stanno raccontando? Tornano a casa solo quelli che hanno gli agganci, vengono tutelati solo coloro che scelgono di andare all'estero dalla parte giusta?
Vi ricordate la strage del Cermis dove morirono venti persone a causa di una manovra acrobatica di un pilota americano? Leggetevi nel link com'è andata a finire.

Spero che i nostri ragazzi non debbano fare come in fuga di mezzanotte per scappare da quel paese tanto grande  e tanto civile chiamato India.
E le strumentalizzazioni lasciamole a chi può permettersele, io non sono né di destra né di sinistra, ma potrei essere il padre di uno di quei marò e non sarei molto fiero di essere ancora italiano.

giovedì 28 marzo 2013

il potere dell'arroganza



La signora seccata che vedete nella fotografia a sinistra si chiama Roberta Lombardi, laureata in giurisprudenza, lavora per un'azienda che si occupa di arredo di interni, e quindi io non ne ho bisogno poiché la mia casa l'ha arredata tutta l'Ikea, ha un bimbo piccolo e si interessa di politica dal 2007, quando fu folgorata dal blog di Grillo, un po' come John Beluschi quando in chiesa vide la luce nel bel film The Blues Brothers. Ha già uno striminzito profilo su Wikipedia, ma confido che crescerà.
E ieri a Bersani gli ha detto davanti a tutta l'Italia che le sembrava di essere a Ballarò.
la superficialità dell'arroganza, il pensare di contare solo perché gli altri non contano più nulla, solo perché come dice un'altra simpaticona sono impresentabili.

Ma osserviamo l'altro signore quello a destra, non magro, non bello, poco simpatico anche lui, (e diciamocelo) Vito Crimi, anche lui un risicato profilo su Wikipedia, del 72, una non laurea in matematica, dal 2007 segue il m5s. Uscendo dal colloquio con Napolitano sorridendo ironizza sullo stato di salute mentale del Presidente Napolitano, tutti e tre, lui, lei e Grillo, lo trovano sveglio e reattivo.

Questa è l'alternativa? Un comico molto nervoso e urlante, un guru informatico, imprenditore, ex dipendente dell'Olivetti, il signor Casaleggio che ha curato il blog di Grillo, e questi due capogruppo.

Loro sanno dire no, e quel no è il no di gran parte del'Italia, anche il mio.

La nostra attuale classe politica se lo merita il nostro no, forse lo merita anche Bersani, anche se istintivamente continuo a fidarmi di lui. Però, che a dire no, siano queste persone: due sconosciuti fino a ieri, senza particolari doti, oltre a quelle di essersi aggregati al carro di Grillo in tempi non sospetti,  un comico e un guru informatico.

E hanno un bel da dire che dietro c'è la gente normale.
La gente normale fa fatica a pagare le bollette, vuole stabilità, vuole una proposta ragionevole e io credo che di fronte a tutto questo nulla, di fronte a tutta questa pochezza politica e a questa arroganza non ci sia che una soluzione, oltre a quella di emigrare ... tornare a votare e ... sperare che questa volta gli italiani pensino prima con la testa poi con la pancia.

martedì 26 marzo 2013

Amanda e Sollecito ... e l'idea di giustizia


Ieri durante la mia prima intervista radio televisiva inerente al mio nuovo romanzo Piera Vitali mi ha chiesto cosa significa per me noir.
La storia di Perugia è tipicamente noir. Tre indiziati, un solo colpevole per ora riconosciuto in galera, gli altri due assolti fino alla cassazione e ora di nuovo sotto processo.
La realtà è molto nera, quando non sai chi sono davvero i colpevoli, quando il movente non è comprensibile, quando anche quelli che sono stati dichiarati innocenti destano sospetti e quando la giustizia davvero non trionfa.
In un paese dove si urla che non devono esistere discriminazioni razziali e dove la giustiza dovrebbe essere uguale per tutti, strideva la prossima assoluzione con formula piena dei due ex fidanzatini, bianchi come il latte, lei addirittura americana, entrambi difesi da diversi avvocati, e entrambi con simpatie e antipatie forti da parte dell'opinione publica.
Strideva  l'unico colpevole nerissimo e subito arresosi con un bel patteggiamento.
Lui è in galera, lui non ha suscitato particolari simpatie, non mi sembra che per lui si siano mosse folle di fans o movimenti di opinione.
Quanto conta essere carini e americani e ricchi per non andare in galera?
Quanto conta essere carini, italiani e adeguatamente benestanti per non andare in galera?
Oggi li descrivevano come i due poveri ragazzi ancora una volta sulle spine, e la vittima? Lei invece non era una ragazza?
Cos'è  noir?
Basta leggere la cronaca, mai stata più nera di quella dei nostri giorni.

venerdì 22 marzo 2013

Lupi neri su Bologna



Stanno per scendere sulla città turrita e sarà un bel problema capire chi sono e soprattutto cosa vogliono. Sono i miei Lupi neri su Bologna, primo romanzo edito dalla grande casa editrice Minerva, la prima della classe a Bologna che mi ha fatto il grande onore di prendermi nella sua scuderia.

Lunedì 25 marzo 2013 per la prima volta vado in televisione intervista a Ciao Radio Tv, canale 210 del digitale terrestre alle ore 9.45, e anche in streaming per chi si diletta di smartphone e accessori simili.

Alle 11 invece si continua presso Ciao Radio frequenze 90.100 e 91.200.
Se qualcuno ha tempo, voglia e possibilità mi può ascoltare e vedere, va mo là!

Il romanzo non è ancora nelle librerie o in rete ma tutto avverrà molto presto e come al solito ne sarete informati in tempo reale.
Mi piace Minerva ha fatto una sorpresa anche a me, aveva detto prima di Pasqua e il grande Mugavero (l'editore) è stato come al solito di parola.

Venite a scoprire i miei lupacchiotti, vi piaceranno.
Un'ultima amenità per chi non mi conosce, e per quel simpatico infermiere che mi ha chiesto quanto spendo per pubblicare e lo capisco, essendo sconosciuto ai più è la prima cosa che può venire in mente.
Non spendo per pubblicare.
Questo è il mio quinto romanzo e l'unica mia spesa è la fatica di scrivere.
Non vivo con i miei libri, ma ... mai dire mai.
Poi mi piace molto anche il mio mestiere principale, è complementare a questo e mi serve per trovare storie interessanti da inventare.

A presto

martedì 19 marzo 2013

auguri papà



Mi arrivano su facebook gli auguri che mi ricordano uno dei miei ruoli, quello di padre.
Anche io voglio fare i miei migliori auguri ai papà, non a tutti, alla maggioranza.
Lo so ci sono padri padrone, padri violentatori, padri distratti, padri che uccidono mogli, compagne e figli.

Ma la maggioranza, è composta da persone normali, normali come le compagne con le quali condividono il quotidiano e con le quali hanno deciso, più o meno consapevolmente, di crescere figli in questo mondo incomprensibile.

Io li conosco, li incontro al lavoro, molti miei colleghi hanno uno, due, tre figli.
Li ascolto raccontarsi negli spogliatoi, prima di indossare una divisa.
Io sono uno dei più vecchi, figli grandi, ma molti di loro hanno bambini piccoli da crescere in un'Italia che si lamenta politicamente di una scarsa natalità, e poi affossa qualsiasi speranza di crescita.

I figli stanno tornando ad essere e non da ieri, un lusso che non tutti possono permettersi.

I miei colleghi fanno tenerezza, arrivano al lavoro stanchi, i loro figli li hanno svegliati nel cuore della notte e loro hanno provveduto e supportato le compagne, com'è giusto che sia, hanno cambiato pannolini, cullato  pargoli, scaldato il latte e lo hanno fatto con naturalezza, perché hanno interiorizzato il compito.
Sono i padri di oggi, e ce ne sono tanti così, credo la maggior parte, prendono i permessi concessi solitamente alle madri, rimangono a casa, si occupano dei figli, delle mogli e non ditemi che è cosa scontata, i nostri padri facevano diverso e non erano cattivi, erano ... i nostri padri, altra generazione.

Li ascolto questi uomini grandi, perché adesso i figli si fanno tardi e li ammiro, perché lavorano, e non dormono e condividono e si sbattono e non si lamentano, fanno il loro mestiere e fanno  i mariti e i padri, oggi  festeggiamo loro e noi.

Festa poco citata, poco celebrata, poco pubblicizzata, ma va bene, a me non piacciono le feste obbligatorie, quelle che devono ricordare l'importanza dei ruoli, il padre, la madre, gli innamorati, le donne.

Però in questo giorno di festa fittizia, dove qualche figlio avrà regalato brutte cravatte o una scatola di cioccolatini, il mio pensiero va ai padri separati, io lo sono, anche se adesso vedo con distacco quel ruolo, forse perché è passato molto tempo e riesco a sopravvivere.

Ma per quei padri che non riescono a vedere i figli, ne soffrono e a volte quasi perdono il senno fra miserie nuove e dolori irrisolvibili, colpevoli di un errore di valutazione, o semplicemente protagonisti di un matrimonio naufragato, dicevo,  per quei padri non esiste festa possibile, né possibile soluzione.
Nuovi poveri, derelitti, condannati a essere i nuovi emarginati sociali.
Penso a quei padri lì e pure non trovando nulla da festeggiare li abbraccio idealmente, senza suggerire nulla oltre a continuare a vivere, se non per i figli che non si possono vedere, per sé stessi ... dovere morale.

lunedì 18 marzo 2013

presa diretta



Presa diretta è la dimostrazione che il buon giornalismo esiste, gode di buona salute e può avere una pulsante funzione sociale e quindi politica, io non lo guardo sempre perché mi crea più ansia di Walking Dead.

Ieri sera è andata in scena la vita tragica dei nostri precari e quando ti ritrovi alla mia, età con figli in procinto di iscriversi all'università, può essere educativo guardare certe trasmissioni.
Il 17 marzo 2013 sono andati in scena i liberi professionisti,   nuovi schiavi: architetti, laureati in Legge, medici, poi mi sono fermato perché ne avevo abbastanza.

Sapevo che i laureati in legge erano condannati a anni di tirocinio gratuito lavorando come schiavi per 8-10-12 ore al giorno e passa senza una reale speranza di impiego per studi legali a volte in difficoltà  a causa  di un mercato già saturo di avvocati.

Non conoscevo la realtà dei medici, arruolati come liberi professionisti  dalle unità sanitarie locali con contratti rinnovati di sei mesi in sei mesi sempre sul filo del rasoio, senza tutele, senza garanzie.
Stiamo parlando di medici e infermieri che spesso lavorano in reparti nevralgici della nostra sanità, reparti d'eccellenza, come la pediatria d'urgenza a Roma e bazzecchole di questo tipo.

Questa è l'Italia, altro che Grillo, Bersani e Monti e Berlusconi.

L'Italia vera  che tutti i giorni scende nell'arena della precarietà è quella,  in quel paese  si muovono milioni di giovani e dietro  genitori costretti a mantenere i figli a tempo indeterminabile.
Milioni di uomini e donne che non hanno più nessun motivo per fare figli, o costruire famiglie. Con quali prospettive?

Il governo? Sicuramente è indispensabile un nuovo governo, con senso di responsabilità e maturità, e indicativa è la leggerezza con la quale invece le diverse forze in campo si stanno muovendo.
Ma quale  governo riuscirà a fermare la deriva pericolosa e melmosa nella quale le migliori risorse del paese si devono dibattere tutti i giorni?
Morale? Se avete un figlio/a costringeteli, dopo le scuole medie, a frequentare una bella scuola professionale:
a Bologna c'è l'Itis o le Aldini ottime fucine di periti e operai. E' possibile che un giorno trovino una occupazione, mandateli a fare scuole professionali per imparare a cucinare o per imparare a usare di nuovo le mani: idraulici, imbianchini, falegnami.
Perché crisi o non crisi la gente avrà sempre bisogno di qualcuno che ripari le cose e convinceteli ad abbandonare sogni di gloria: le facoltà di Giurisprudenza e Medicina dovrebbero chiuderle in attesa di tempi migliori, ma dopo gli stessi baroni che lì dentro ingrassano e comandano come potrebbero continuare a dominare il loro piccolo miscrocosmo?

Un'ultima cosa, complimenti a Riccardo Iacona e alla sua squadra, guardate ogni tanto la sua trasmissione, è amara come una medicina cattiva di quelle che aiutano a  ritrovare il senno.

domenica 17 marzo 2013

the following? bocciato



Partiamo dal presupposto, e parlo questa volta in qualità  di cantastorie, che una storia per quanto incredibile debba avere un senso, un esempio per tutti i romanzi di King, a volte incredibili ma comunque avvincenti e coinvolgenti, lo stesso Walking  dead che parla di un mondo apocalittico zeppo di non morti è in diversi passaggi assolutamente coinvolgente.
Following no ... non convince. Parte forte con questo clone bello di Hannibal Lecter che dalla prigione riesce a manovrare un esercito di invasati soggiogandoli, ma non si sa come.
Sembra l'invasione degli ultra corpi, ti volti  e spunta un nuovo adepto dell'assassino seriale specializzato in Edgar Allan Poe, che palle ...
L'avvocata di colore è costretta a comunicare al mondo un messaggio in codice leggendo una poesia di Poe, ma le forze dell'ordine non sono costrette a farglielo leggere.
I poliziotti sembrano le comparse di certi giochi elettronici, quelli vecchi però, dove avevano un'intelligenza strategica limitata e vengono sistematicamente massacrati, buggerati, aggirati  dai cattivi. Il cattivo è sì cattivo, ma è mellifluo, antipatico nella sua onnipotenza ingiustificata.
Manca il vero motore che solo potrebbe spingere ciurme di individui a compiere tanti atti criminali tutti insieme ... il denaro o il sesso, o l'amore.
Questo esercito di dementi che uccidono, rapiscono,  seviziano  obbedendo ciecamente al loro leader incarcerato sono improbabili, come ha fatto a sedurli e coordinarli così bene?
E il bravo protagonista,  Kevin Bacon, molto dimagrito e quasi sofferente, non ce la fa a coprire le enormi falle di questa fiction,  per me  quasi esilarante.
Quando un giallo ti fa soprattutto ridere, a dispetto delle intenzioni, comincia a puzzare di minchiata e perdonate l'eufemismo.

venerdì 15 marzo 2013

Cielo d'agosto, recensione






In coda al mio esordio come relatore di altri scrittori, e nello specifico sto parlando della presentazione del romanzo Lo specchio delle sue brame avvenuta mercoledì 13 marzo 2013 presso la libreia Coop del Centro lame, dicevo in coda a questo lieto evento ecco la recensione dello scrittore Nicola Arcangeli che mi ha postato su facebook e che vi giro, nel caso qualcuno non avesse letto il mio ultimo romanzo e avesse bisogno di una spintarella per andare a cercarlo.

 A me il libro è piaciuto: ha molti punti di forza, uno su tutti la tua capacità di descrivere le scene (quasi pittoriche e decisamente suggestive) e di rendere reale ciò che il lettore via via legge.
Io ero nella buca del ragazzo (Mario se ricordo bene) dell'officina quando c'è stata la prima mattanza del cowboy: era molto efficace e prendeva.
I tuoi personaggi, anche quelli di contorno, sono veri, hanno un cuore che batte, penso all'ex poliziotto con un occhio fuori uso, Poverini, penso al contadino, al commissario di Olbia... trasmettono, non come in tanti altri libri dove si leggono solo stereotipi o, peggio, macchiette.
E poi la storia è articolata, ma al punto giusto, rivela piano piano e ci porta a un finale toccante.
Un'ultima considerazione, spesso scorrendo le pagine emerge una visione crepuscolare della vita e della società contemporanea, a volte anche critica e sarcastica, altre quasi lapidaria. Tutto questo ha dato un tono greve che ha aiutato la storia a mantenere una sua 'ruvidità' e una bella onestà verso il lettore.
Complimenti.


mercoledì 13 marzo 2013

porca miseria



Io sono quello lì, più o meno, più vecchio, con meno capelli e con la cravatta a giorni alterni, ma le mie tasche sono vuote come le sue, sono uno dei nuovi poveri e cominciando a farsi vedere in giro forse diventeremo reali.
Questo mese così per ridere, stavo controllando le spese, le normali spese casalinghe, per ora mi sono fermato a quota 800 euro, solo di bollette (Enel, telecom) spese condominiali, spese scolastiche ( se hai dei figli è mese di iscrizione all'anno successivo), e qualche altra amenità, non ho ancora citato mutuo e assicurazione auto, per non tediarvi troppo.
E mi rendo conto che comincio ad essere a livello di guardia.
I nostri sindacati (dipendenti pubblici) stanno discutendo con l'amministrazione per il mantenimento di alcune indennnità, a mio avviso non discutibili, ma intanto il nostro stipendio è fermo al palo di decisioni pregresse che forse vedranno uno sblocco nel prossimo anno, forse.
Guai a chi tocca i dipendenti pubblici, due colleghe della Regione in Umbria, mi pare, sono state uccise da una persona malata di mente, qualcuno avrà goduto, ma non conosce le nostre buste paga.
I dipendenti pubblici hanno stipendi che potevano avere un senso negli anni settanta, oggi sono ridicoli e risibili, e poco importa che si lavori 36 ore la settimana se non arrivi alla fine del mese.
Tutto questo sproloquio per dire, urlare, in un sussurro, che non so voi, ma io quando faccio fatica ad addormentarmi perché non so come trovare i soldi per chiudere le falle, difficilmente riesco ad appassionarmi ad altro.
Non mi frega niente del Papa e della sua elezione e delle ore dedicate da Sky e da tutti i telegiornali alla sfilata di cardinali grassi, vecchi e a volte davvero poco ascetici.
Mi fa rabbia la farsa politica di un governo che probabilmente non avrà neanche un anno di vita e ci costringerà a tornare a votare.
Mi fa arrabbiare il drappello di cittadini urlanti davanti al palazzo di giustizia ancora una volta per difendere lui sempre e solo lui, stranamente ancora una volta sotto processo.
Mi piacerebbe andare in letargo e svegliarmi con le spese pagate alla fine di questa stagione miserabile, sicuramente risparmierei sul mangiare, che alla fine rimane la cosa più economica in questo periodo davvero di vacche magre.


domenica 10 marzo 2013

Accorsi e l'Orlando furioso





Tutto iniziò con una pubblicità e anche i più giovani la ricorderanno, alcuni pensano che Accorsi sia un sopravvalutato, chissà forse, a molti non sta simpatico perché dicono che ha un atteggiamento spocchioso da grande attore senza esserlo, chissà.

Io posso solo dire che oggi l'ho visto per dieci minuti mentre recitava un brano dell'Orlando furioso, forse il più bello, quello della consapevolezza dell'eroe, quando comprende che l'amata Angelica è innamorata di un altro un qualsiasi fante di nome Medoro.

E Accorsi, che sta portando questo Orlando furioso per gli italici teatri, è bravo. In poche battute riesce a trasmettere ciò che un attore dovrebbe sempre trasmettere, l'amore, la gelosia, l'odio, la rabbia, e infine la follia che insieme compongono il poema cavalleresco del grande Ludovico Ariosto.

E se almeno una volta nella vostra vita avete provato analoghi sentimenti non potrete che provare una grande simpatia, mista a pena e comprensione per il povero Orlando che si trasformò da innamorato trascurato a molto furioso.  Anche io avrei staccato la testa del povero contadino mentre mi raccontava di come fosse sbocciato l'amore fra Angelica e Medoro e tante teste avrei staccato a morsi nella mia vita ogni volta che qualcuno mi faceva presente, così con noncuranza, di come un mio qualsiasi amore se la stava spassando con qualcun altro.

Sono arrivato tante volte a un passo della follia, ma sono stato anche molto fortunato in amore, ed è per questo motivo che mi piace molto questo Orlando raccontato dal bravo Accorsi, non andrò a teatro a vederlo, ma solo per pigrizia, forse però merita ... forse.

giovedì 7 marzo 2013

Questa volta faccio il relatore













E' bello una volta tanto non essere io il protagonista di una presentazione, ma solo il relatore, o comunque il lettore, scrittore, che conoscerà i due autori del romanzo Lo specchio delle sue brame, romanzo del quale ho scritto poco tempo fa una recensione.
Bene ... chi vuole conoscere i due autori del romanzo può incontrarli con me al Centro Lame di Bologna il 13 marzo 2013 alle 18, i dettagli sopra.

lunedì 4 marzo 2013

Grillo e l'art 67 della Costituzione




Si sono riuniti a Roma presso l'Hotel Saint John vicino a Piazza San Giovanni i futuri deputati del M5S, hanno schivato le domande dei giornalisti come giocatori di rugby in fuga verso la meta, la stessa cosa la fa Grillo nascondendosi dentro una giacca a vento e corricchiando lungo una spiaggia toscana, inseguito dai giornalisti.




Si nascondono ma non come accadeva con la Carboneria, quando era necessario nascondersi e seguire un rigido codice comportamentale e compartimentato per sfuggire ai controlli dello Stato, loro si nascondono, dai giornalisti, evitano il contatto, sfottono gli avversari, attaccano Bersani, o almeno Grillo fa tutte queste cose, le diffonde in  rete, pretende la fedeltà assoluta, il rispetto dei patti, come in una sorta di patto di sangue o contratto pre matrimoniale.
Adesso sei stato eletto e quindi non devi sgarrare e attacca

L'Articolo 67 della Costituzione della Repubblica italiana  che recita:
« Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato »
Questo articolo della Costituzione italiana fu scritto e concepito per garantire la libertà di espressione più assoluta ai membri del Parlamento italiano eletti alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. In altre parole, per garantire la democrazia i costituenti ritennero opportuno che ogni singolo parlamentare non fosse vincolato da alcun mandato né verso il partito cui apparteneva quando si era candidato, né verso il programma elettorale, né verso gli elettori che, votandolo, gli permisero di essere eletto ad una delle Camere (divieto di mandato imperativo). Il vincolo che lo lega agli elettori assume, invece, la natura di responsabilità politica.

Magari in passato ci fossero stati più politici responsabili nei confronti del proprio paese piuttosto che inchiodati agli interessi di partito.
Mi viene in mente un voto che sanciva come una ragazza nord africana fosse invece la nipote di un politico egiziano, contro ogni logica, contro ogni morale.







Grillo adesso teme l'indipendenza dei suoi adepti?
Crede sia possibile giocare a rimpiattino con la politica in un paese dove non esistono regole che non siano state infrante, dove la morale è un opzional. Pensa sia sufficiente ordinare ad alcune centinaia di giovani neo eletti, adesso voi fate come sancisce il nostro regolamento o vi scomunico, come è avvenuto a Bologna con Favia  o l'abbiamo già dimenticato?

Mi ripeto, mi piacerebbe pensare che questa massa di giovani italiani appena eletti rappresenti il vento del cambiamento, ma faccio fatica a fidarmi di chi gioca a rimpattino con il nostro futuro prossimo, sa di fanatismo all'italiana, il peggiore, o finisce in farsa, o in tragedia come la storia del 900 insegna, e non so cosa sia meglio augurarsi, mentre il pil è analogo a quello che il nostro paese aveva durante la seconda guerra mondiale, parola di Bersani.


domenica 3 marzo 2013

la nona su sky arte



La nona di Beethoven per me è soprattutto un film, e precisamente Arancia meccanica, scandaloso, potente, violento e colorato, irriverente e denso di tutto il male,  con dentro la musica più bella del creato, e ieri mattina ho guardato questo incredibile concerto.
Guardavo, da profano, i musicisti e il loro maestro all'opera, ascoltando i solisti, e pensavo che quegli  esseri umani incarnano un pezzettino di perfezione, sono pagati e spero bene, per donare sensazioni a un livello diverso dal solito carrozzone commerciale che transita per radio e televisione, incarnando la continuità, permettendo a un opera come la nona di vivere in eterno.
Non è vero che l'immortalità non esiste, questi uomini e donne che lavorano in teatri come quello del video e suonano e cantano e dirigono,  nel momento della massima realizzazione di un opera, sfiorando la perfezione esecutiva, diventano immortali, allietando cuori buoni e cuori oscuri, come quello di Alex, a dimostrazione del fatto che il bello alberga nei luoghi più impensati senza pregiudizi o remore, senza stucchevoli congetture retoriche.

sabato 2 marzo 2013

Jovanotti canta Dalla



Sky ricorda Dalla a un anno dalla morte e fra le diverse iniziative ecco 20 minuti di Jovanotti che si concludono con l' anno che verrà cantata da lui, in  sua memoria.
Al di là dell'avvenimento, per me, in questo momento, è l'artista più vicino alla mia idea di musica italiana,  in grado di evocare immagini,  suscitare emozioni. Lo sento vicino quando scrivo, mi accompagna quando faccio sport, più giovane di me ma non tanto da non avere condiviso il mio tempo, mi piace, perché è vitale senza essere  scoppiato,  sensibile, senza essere melenso, ed è stato in grado di rinnovarsi, reinventandosi ad ogni album, cosa che Ligabue non è riuscito a fare ripetendosi all'infinito, cosa che Vasco Rossi non può più fare, grande poeta ma secondo me a fine carriera.
La sua interpretazione dell'anno che verrà, pure nella sua generosità, a fatica  evoca la voce unica di Dalla, ma in ogni caso mi riporta a un periodo nel quale per me iniziava davvero, con il nuovo anno, una stagione di prospettive nuove, era il 79, fine liceo inizio università. Impossibile dimenticare quel brano,  quel periodo, e le delusioni degli errori successivi, inevitabili quando sei giovane, ma svaniscono nella struggente malinconia di quel brano, tanto antico quanto attuale. Continuiamo ad accumulare sacchetti di sabbia vicino alla finestra, ma la fine del tunnel sembra non giungere mai.

venerdì 1 marzo 2013

La Carfagna a servizio pubblico



E' oggettivamente bella non trovate?
Peccato che si occupi di politica, peccato che lo faccia dalla parte sbagliata, peccato che difenda posizioni indifendibili.
Credo che la bellezza sia un valore aggiunto, non dovrebbe essere sprecata, è come una bella copertina, curata, ben disegnata, che attira l'attenzione e nasconde il vuoto di un romanzo scadente.

Ieri sera ho visto servizio pubblico e dopo tanto ho ascoltato un abile istrione della comunicazione ... Santoro, e l'ho trovato invecchiato, un  po' appesantito, ma sempre lui, forse un po' più pacato del solito.

Fra gli ospiti la Carfagna appunto, il mio ex sindaco Cofferati che rimpiango molto poco, Massimo Cacciari, e lo spirito del movimento 5 stelle , soprattutto Grillo che dilaga ovunque in questi giorni.

Ho apprezzato Cacciari, mi ha ricordato quanto il PD ha non fatto in questi anni, e se è vero come ha sottolineato Cofferati, che spesso non ha potuto fare perché non aveva i numeri alla Camera, nessuno mi toglie dalla testa che anche il PD ha le sue responsabilità nell'attuale situazione, soprattutto una lentezza nella proposta politica, una rigidità, e forse interessi e compromessi, che hanno portato Bersani e non Renzi alle elezioni 2013.

Ma al di là dei miei dubbi e della simpatia che il nuovo movimento trasversale di Grillo suscita in me, la vera eroina rimane la Carfagna, che per motivi fideistici e sicuramente di posizione si è presentata nella tana del lupo per difendere le cose fatte dalla destra negli ultimi anni, peccato che non le abbia elencate ero curioso.
Penso al mio contratto bloccato almeno fino al 2014, alle progressioni verticali bloccate da due anni, alla situazione di chi lavora onestamente per l'amministrazione pubblica e ce ne sono tanti, ridotto in miseria da una destra irresponsabile, e penso alla scuola, alla sanità, ai conflitti d'interesse, e non mi viene in mente nemmeno una cosa positiva, tranne forse avere tolto l'ici, con il danno successivo perpetrato ancora una volta a danno dei comuni.

Perché si ostina a difendere il cavaliere? mi vengono in mente diversi motivi, tutti validi ma estremamente personali, lontanissimi dalla difesa degli interessi del paese che lei ha sbandierato tutta la sera.
Bisogna riconoscerlo al cavaliere, si è circondato di collaboratori fedeli e in questo caso affascinanti, ma in questo momento c'è una tempesta perfetta in atto e arriva da Genova, spero spazzi via tutta questa apparenza, una vera rivoluzione pacifica, e aria fresca finalmente.

martedì 26 febbraio 2013

Chi ha paura di Grillo?



Aspettavo queste elezioni come una liberazione, come ha detto Nanni Moretti, credo al comizio di  chiusura della campagna del PD ( io l'ho visto in blob), aspettavo la liberazione di 70 milioni di cittadini italiani dallo strapotere di un solo uomo, o meglio di una strana classe politica assuefatta alla corruzione e al clientelismo.
Moretti ha avuto una sorta di chiaroveggenza quando ha diretto Habemus Papam, non si può cogliere sempre nel segno.
Sapevo che il movimento 5 stelle avrebbe realizzato un buon risultato non credevo in questi termini e non ci credeva nessuno neanche gli esperti di sondaggi.

Il movimento 5 stelle non mi convince, non sono preparato sull'argomento, nel senso che per essere esperti di questo movimento bisogna farne parte, e frequentare assiduamente la rete.
Io sono spesso in rete, ma non tanto da seguire il blog di Grillo. Mi sono fatto l'opinione che per conoscere bene questo  movimento bisogna necessariamente farne parte, stringendo un patto di appartenenza, una specie  di patto di sangue, mi sbaglio? Correggetemi.
Ho visto i giornalisti, sempre a blob credo, tenuti a forza ai margini del comizio conclusivo romano.
Lasciamo perdere la simpatia o l'antipatia che nutro per certo giornalismo oggi, ma non mi sembra un atteggiamento molto democratico.

I movimentisti chi li conosce? Grillo urla ( urla quasi sempre) che è gente della strada che si fa il mazzo per tirare avanti la famiglia, ma voi sapete chi sono? Adesso lo impareremo. e quanto servirà imparare a conoscerli se questo governo non arriverà nemmeno all'autunno?

Uno di questi simpatici ragazzi, giovanissimi e felici, diceva che l'idea di questo movimento contagerà l'intera Europa, ma qual'è la loro idea la politica fatta in rete? La partecipazione virtuale? Cosa pensano questi nuovi idealisti che la rete, così evanescente, inaffidabile, aggirabile, possa essere il nuovo veicolo della democrazia in Italia? Poi, quanti sono gli italiani che effettivamente hanno una minima padromnanza del mezzo, in un paese dove neanche il 50 per cento della popolazione legge un libro l'anno.

Grillo ha una grande energia ed  è stato bravo, ricordo ancora quando fu epurato dalla televisione di Stato per avere preso in giro Craxi e compagni, si è tolto una montagna dalla scarpa, ha inventato una bella macchina da guerra, ma ho un presentimento, il suo movimento non risolverà i miei problemi economici, e non darà una prospettiva di futuro ai nostri figli, se mi dovessi sbagliare sono sempre pronto a scusarmi.

Per me Grillo rimane un comico, l'ennesimo comico al potere, sai che novità.

lunedì 25 febbraio 2013

risultati elettorali 2013




L'italia, con la lettera minuscola non s'è desta.

Guardo i primi risultati, ascolto come ogni volta i commenti dei nostri politici e ho una sensazione di sconfitta, e la conferma che ce lo meritiamo ciò che abbiamo.
Non credo che in Germania votino male come qui, e neanche in Francia o in Inghilterra, noi siamo e rimaniamo un paese del terzo mondo, appendice allegra e solare dell'Africa, forse è per questo che il nostro paese è tanto amato dai nord africani.
In Campania ha vinto o sta vincendo il pdl, e mi piacerebbe capire come mai i campani non si chiedano cosa farebbe la Lega, alleata di Berlusconi, se potesse con il sud, stessa cosa sta accadendo in Sicilia.
E mi chiedo, quanto sarà davvero costata alla destra e a Berlusconi questa campagna elettorale, quali patti avrà dovuto fare per conquistare il sud ancora una volta.
In Lombardia sta vincendo ancora una volta il pdl, ma non è in Lombardia che si è consumato l'ennesimo scandalo alla regione, o forse lo diceva solo Crozza?

Il discorso è solo uno o gli italiani sono definitivamente rincitrulliti o qualcosa non torna.

Il 25 % dell'elettorato non ha votato e forse avrei fatto bene anch'io a non votare.
il m5s è il terzo partito italiano e sicuramente non sarà in grado di governare con nessuno.
Le uniche note positive sono che Monti adesso capirà che è ora di andare dai suoi nipoti e Ingroia potrà inneggiare a Che Guevara altrove, e forse tornerà a fare il giudice.

Cosa accadrà da domani?
Lo sapevo che dovevo imparare l'inglese da giovane, aveva ragione mio padre, ma adesso dove posso scappare? non conosco neanche una lingua straniera.


domenica 24 febbraio 2013

masterchef fine stagione




Lascia l'amaro in bocca questa seconda edizione di Masterchef, è il trionfo della grande cucina, è il trionfo dell'antipatia, piove sul bagnato e la vincitrice non aveva probabilmente bisogno dei 100000 euri, di un libro di ricette pubblicato, di pubblicità.

Del resto non era molto simpatico neanche Maurizio, il secondo classificato, e forse riuscirà comunque a diventare un grande chef.
Alla fine la prima serie mi era piaciuta perché il vincitore era un ragazzo dall'aspetto gentile e umile che a quanto pare ha conservato le sue caratteristiche anche dopo, ma immaginate quanto si gonfierà l'ego già ingombrante dell'avvocato, come amava chiamarla continuamente Cracco.

Lo spettacolo non deve premiare necessariamente il più bravo, dovrebbe aiutarci a sognare, compensando le ingiustizie quotidiane. Tiziana è probabilmente la più brava nel circo mediatico di masterchef 2013 ma anche una delle più facoltose, e io avrei considerato tutti i parametri prima di aggiudicarle lo scettro, e non sono io a pensarlo ma i numerosi telespettatori indignati per il verdetto finale, sbilanciati in commenti irati su twitter.

Sembra quasi, secondo molti, che i tre guru della cucina internazionale abbiano premiato un'altra aristocratica come loro, alcuni addirittura hanno sollevato dubbi di legittimità e di correttezza nel verdetto finale.

Io non mi sbilancio e neppure mi interessa, come non mi interessano le polemiche sul marito, presunta comparsa nell'indagine sullo scandalo finmeccanica.

Insomma complessivamente masterchef quest'anno ha perso una qualità che aveva manifestato nella prima edizione, cioè la possibilità per un nessuno di diventare qualcuno, il vecchio sogno americano, quest'anno non è andata così, ha vinto la più brava, la meno simpatica e una vincente nata ... alla fine per noi poveri sognatori televisivi rimane solo la frustrazione, pessima pubblicità per un  programma sostanzialmente popolare, se fossi negli autori ci penserei.

sabato 23 febbraio 2013

paradiso amaro



Può essere amaro il paradiso? Anche se stiamo parlando delle mitiche Hawaii? Anche se sei ricco e stai per diventare ancora più ricco? Anche se sei George Clooney? E' amaro questo film del bravo regista Alexander Payne e l'ho visto volentieri.mi sono goduto quel mare, spesso attraversato da nuvole umide, mentre fuori dalla mia finestra si stava scatenando la più brutta bufera di questo inverno 2013.
Clooney è bravo, e coraggioso, come al solito, nel senso che difficilmente i suoi film sono facili o commerciali, e questo non fa eccezione.
La storia è banale nella sua asciutta concretezza, un padre di due ragazze e un marito deve affrontare la realtà di un ruolo fino a quel momento disatteso a causa di un incidente che causa il coma della moglie.
Poi scopre che la stessa aveva un amante.
Clooney si muove in un mondo dove l'estate, un po' crepuscolare, sembra non calare mai e cerca di fare del suo meglio per non vedere il proprio mondo familiare naufragare definitivamente.
Vuole vedere anche colui che la moglie aveva deciso di amare e per il quale stava pensando di divorziare.
E non importa che voi viviate alle Hawaii o alla Bolognina, ma quando un amore finisce come cantava un improbabile Cocciante, ti ritrovi a fare i conti con il tuo fallimento, come uomo, come maschio, come padre e più sei vecchio più tutto si complica.
In sottofondo le musiche locali, sono perfette anche se quasi imbarazzanti.
Su Sky.

venerdì 22 febbraio 2013

the following






E' iniziata la nuova serie The following.
Se andate a tradurre i significati sono diversi e portano più o meno alla stessa definizione: coloro che seguono, i seguenti, i fans, i tifosi. Per chi ha Twitter è di uso comune il termine e qualifica anche la personalità di chi incontri, un buon equilibrio fra following e follower qualifica la persona, io ad esempio ho 500 persone che seguo (in teoria) e 187 che mi seguono (in teoria) dovrebbe forse essere più equilibrato il rapporto fra i due gruppi, ma in realtà personalmente twitto pochissimo, uso lo strumento per inserire i miei post e non ho tempo per inserire messaggi volanti, non ho la testa twittante, e anche se sono iscrittoa tutto frequento poco i social network, devo confessarlo.

La cosa intrigante di questo nuovo telefilm americano è l'idea di un leader matto come un cavallo, modello Hannibal per intenderci, che costretto dietro le sbarre nel braccio della morte riesce a muovere in sua vece diverse pedine assassine per perpetrare i suoi insani progetti omicidi.

L'idea è un po' sfruttata, in realtà già nel silenzio degli innocenti c'era l'idea dello psicopatico in grado di manipolare gli altri inducendoli a fare cose, si parte sempre dall'individuo geniale, carismatico, affascinante per finire alle marionette, soggetti deboli, anch'essi malati, e quindi facilmente manipolabili.

Poco realistico nel complesso il formato, abbastanza intrigante, anche se le forze di polizia appaiono spesso impotenti, nonostante lo spiegamento di uomini, per arginare il male e proteggere i diversi personaggi.

Siamo solo all'inizio, vedremo l'evoluzione, per ora è divertente, bravi  i protagonisti, Kevin Bacon e l'attore inglese bravo e bello James Purefoy e l'ex compagnadel serial killer, la bellissima Natalie Zea.

Il poeta maledetto che ispira la setta malvagia è Edgar Allan Poe, poveretto continua ad essere usato da cani e porci per sottolineare il male.

Insomma che dire, qualcosa in questa serie non mi suona bene, sa di raffazzonato, come se gli autori avessero deciso di costruire qualcosa di terrificante con ingredienti recuperati qua e là senza grande impegno, e inoltre è poco credibile la potenza complessiva del gruppetto di delinquenti pazzi.

Vedremo, per ora mi guardo la serie e sorrido, vedremo se in seguito mi appassionerò, ma ho qualche dubbio.

mercoledì 20 febbraio 2013

Una mamma per amica ... fine



Una Mamma per amica chiude i battenti per me che mi sono visto tutte le stagioni fino alla fine per la prima volta e ultima.
Solo chi ha visto tutte le puntate può capire cosa significa non frequentare più casa Gilmore che comunque non sarà più la stessa poiché la figlia Rory parte come giornalista al seguito della campagna elettorale di quello che poi diventerà il primo presidente americano di colore.
Rory è la figlia che molti vorrebbero avere, e Lorelai è madre e compagna ideale.
In quel mondo assolutamente improbabile che si chiama Stars Hollow si muove un variegato numero di personaggi tutti caratterizzati in maniera attenta, ognuno con un suo perché e sarebbe lungo quanto inutile descriverli.
Ciò che rimane di questa serie è una sorta di nostalgia per la televisione ben fatta, per la capacità degli attori di interpretare ruoli non scontati snocciolando dialoghi intelligenti, comici, con una leggerezza e una eleganza difficilmente riscontrabili in altre serie.
Fuori sta per iniziare a nevicare, sabato e domenica forse andrò a votare tappandomi il naso, non ci sono prospettive per i nostri figli, per il nostro futuro, stipendi fermi, speranze  risicate.
Mi perdo quindi in quella bellissima cittadina dove il tempo essersi fermato e dove nessuno conosce la parola crisi per sognare ad occhi aperti di un mondo dove laurearsi ha ancora senso e dove la gente ha ancora voglia di stare insieme.
Quando una serie funziona ti rimane in memoria e questa mi accompagnerà per un bel po'.

lunedì 18 febbraio 2013

Dexter fine stagione



E' finita la settima stagione e ho tirato un sospiro di sollievo.
Dexter per me è come un amico e negli anni ho imparato a volergli bene, il problema è che ha perso mordente e fascino perchè semplicemente ha deciso di non rispettare più il codice.
Il codice a mio avviso è la formula vincente di questa fiction, è la regola che salva il personaggio, sia dal punto di vista estetico e spettacolare, sia nella finzione della trama.
Infatti Dexter nel momento in cui si innamora della bellissima Hanna e nel momento in cui comincia a condividere la sua natura con altri inizia a perdere spessore, inizia a fare errori.
Il mio dubbio è: l'inizio della fine è voluto o è casuale?
Scrivendo storie mi rendo conto quanto sia inevitabile pensare a una conclusione, anche se l'unico personaggio seriale costruito dal sottoscritto, il maresciallo Greco, è per ora nel limbo pure avendo al suo attivo tre romanzi inediti, quindi, non mi pongo il problema per ora.
Ma in televisione è inevitabile affrontare la conclusione di una serie, l'unico caso conosciuto di apparente indifinitezza della conclusione riguarda un posto al sole, ma le soap opera seguono percorsi diversi.

Morale ... è tempo di morire,  citando una famosa battuta di Blade Runner, almeno come serie.
 Dexter non ha più né la voglia né la capacità di gestire la sua seconda natura e forse anche gli sceneggiatori hanno valutato che sia tempo di dedicarsi ad altro, credo che la prossima sarà l'ultima stagione, speriamo  scelgano una fine adeguata.
Dexter rimane un pezzo del mio immaginario, il mio oscuro passeggero ne sentirà spesso la mancanza.

domenica 17 febbraio 2013

Il caso Pistorius




Spunta la pista investigativa del delitto passionale nel caso del campione paralimpico Oscar Pistorius, accusato dell’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp. Secondo l’ipotesi accusatoria, a scatenare la rabbia omicida di Pistorius sarebbe stata la gelosia nei confronti di Mario Ogle, 24 anni, cantante che è apparso a fianco della vittima in un reality show locale simile all’Isola dei Famosi: a supporto della tesi c’è la testimonianza di Dominique Piek, collega di Reeva, secondo cui Pistorius era talmente geloso da voler impedire la partecipazione della fidanzata allo show.

Fino a qui le ultime di cronaca copiate da un sito specializzato in gossip.
Non è importante il bel ragazzo che vedete in fotografia, questo Mario Ogle cantante sul quale non c'è niente altro da dire.

Non sarebbe importante neppure un' eventuale storia fra lui e la bellissima Reeva Steenkamp, ordinaria amministrazione nel mondo luccicante dei reality e della moda, musica, sport.

L'unica cosa che mi ha veramente colpito in tutta questa vicenda è la superficialità, l'indifferenza, il vuoto.

Non è vero che un uomo è semplicemente un uomo.
Il campione Pistorius, che io ammetto di non conoscere, è quello che oggi definiscono come un diversamente abile, e forse per lui il termine è corretto, nel senso che pure con una pesante disabilità, è campione mondiale, e questo  signore avrebbe ucciso la fidanzata, bellissima, per gelosia.

Le domande ovvie di noi pettegoli sono: perché una donna che vive nel mondo della superficialità e apparenza si  innamora di un eroe decisamente alternativo? Perché comunque lui l'ha uccisa? Esiste la reale possibilità che differenti concetti di bellezza possano coesistere o la tragedia di questi due giovani ripropone  l'impossibilità del trionfo dei buoni sentimenti in un mondo dove nulla è reale ma solo gossip, marketing, reality e ancora una volta apparenza, nella sostanza coppie fittizie per ingrossare il business.

Infatti il reality prosegue e manda in onda immagini della bella Reeva anche se è già morta e forse sepolta.
Nessuna pietà per questi moderni gladiatori delle pagine patinate di riviste e siti specializzati.
L'unico vero dramma è una vita stroncata in nome del nulla quello che domina ovunque ormai.