giovedì 19 aprile 2018

La solitudine dello scrittore




l'amicizia è nei visi dei miei compagni d'avventura, grande Marco alle letture, e puntuali tutti a sopportare le mie due uscite annuali. L'amicizia è nei loro sorrisi, nel nostro non prenderci troppo sul serio e nell'occhio magico di chi sa cogliere volti e momenti come Claudio Guerra

La prima presentazione è andata, molti amici, lettori affezionati e il pubblico che preferisco.
Si può decidere di essere scrittori senza compromessi se non quelli di incontrare a metà strada il popolo dei lettori, e i veri lettori mica scherzano, guai a deluderli.

Mi sono presentato con gli amici di sempre  a raccontare del mio scrivere e forse a fine percorso saprò la vera motivazione, cosa mi spinge a cercare, a inseguire, a creare, non può essere solo narcisismo.

Grazie a chi c'era, a chi mi ha pensato e soprattutto a chi ha deciso di leggermi.
Leggere un autore è sempre una sfida, spero di non deludervi
alla prossima

martedì 17 aprile 2018

Il bibliotecario a 2,99 euro saldi primaverili




Per  i lettori digitali, per chi come me è costretto a leggere Kobo perché non ha più spazio in libreria, per chi preferisce il digitale perché spende meno e legge di più, ecco il mio ultimo Trebbi in super offerta a 2,99 euro (un caffè con salata vuota costa di più a Bologna), lo trovate ai link sotto:

amazon  Kindle

Mondadori  Kobo

Feltrinelli kobo

domenica 15 aprile 2018

Il relatore






Non voglio mentirvi, non sono uno dei buoni, non sono neanche particolarmente generoso, però posso affermare, alla luce della mia piccola carriera in progress, di essere uno scrittore, magari non eccelso, sicuramente autodidatta, probabilmente dimenticabile, però pur sempre uno scribacchino e credo nel famoso proverbio, una mano lava l'altra. Credo nella collaborazione, molto più proficua della spietata competizione e credo anche nelle affinità, elettive a volte a volte solo anagrafiche, geografiche, di genere.
Morale da qualche tempo ho iniziato a presentare autori e quest'anno sono a quota due, un' esperienza faticosa, ma gratificante, bisogna leggere il testo, preparare le domande e soprattutto sapere mettersi da parte, castrando il proprio ego, per un giorno, un'ora, uno spazio da dedicare a un collega scrittore.
Luca Occhi, che mi ha presentato a San Lazzaro, ha detto parole illuminanti sull'argomento:
"ci sono gli scrittori che preferiscono competere e snobbare i colleghi, ci sono quelli che invece credono sia più vantaggiosa la collaborazione", mi perdoni Luca per la parafrasi ma il senso era quello.
Noi che siamo addetti ai lavori sappiamo quanto sia difficile una presentazione, ipotetica la partecipazione, dubbio il risultato.
Portare in giro romanzi, belli o brutti che siano (lo giudicheranno i lettori) è diventata una sfida al nulla dilagante,  le librerie indipendenti, le biblioteche stanno diventando le roccaforti di una schiera di lettori e scrittori che a dispetto della imperante malinconia culturale, dei social e delle trasmissioni spazzatura, scelgono di uscire di casa per dialogare, per acquistare libri.
Siamo in un nuovo medioevo e il rinascimento probabilmente noi nemmeno lo vedremo.

giovedì 12 aprile 2018

La consistenza del sangue ... frammenti 2






"L’agente scelto Oliviero Billi è fermo in via Indipendenza, il berretto bianco sporco calato sugli occhi marroni, le mani grandi piantate sui fianchi, le gambe appena divaricate nei pantaloni blu della divisa estiva, si gode il lento procedere di decine di lavoratori, un fiume pigro e colorato che va gonfiandosi con il trascorrere dei minuti confluendo festoso verso il centro della città, piazza Maggiore.

La collega, Cristina Atti, sta masticando un ghiacciolo all'interno dell’auto bianca e blu della municipale, è a dieta ufficialmente da oggi e fa una fatica boia a rinunciare alla colazione classica – brioche salata vuota e cappuccino.

Sorride impercettibilmente Oliviero, lui non fa colazione al bar, non mangia le porcherie che masticano i colleghi, detesta bar e baristi di questa città cara, sazia e bugiarda.
Oliviero è un nostalgico, però non ricorda di chi o di cosa. 

Guarda il lento sciamare della folla e invidia quei sorrisi inconsapevoli, uno slancio vitale che lui non prova da anni. Laureato in storia contemporanea, concorso in polizia municipale e a seguire dieci anni per strada a osservare il mondo e la sua storia passargli davanti. Quarant'anni, un appartamento in un piccolo palazzo del centro di San Pietro in Casale, due genitori anziani, una fidanzata occasionale, impiegata nell'ufficio postale di San Pietro, e il suo lavoro. 

Un lavoro a targhe alterne, a flusso variabile, un giorno a regolare il traffico, un altro a fare il poliziotto per caso in ausilio alle altre forze dell’ordine, un altro a difendere il palazzo comunale dagli attacchi degli anarchici informali, un altro a liberare un appartamento occupato, un campo zingari, una scuola abbandonata, così senza tregua, un po’ vigile, un po’ poliziotto, un po’ coglione, pensa Oliviero, le mani sempre sui fianchi e un sorriso congelato sul bel viso abbronzato di corse in campagna e gli occhiali scuri che gli conferiscono un aspetto truce. Il suo ispettore lo ha pregato di indossarli solo quando è davvero necessario, spaventano il cittadino. Ma Oliviero pensa che ci vuole ben altro per spaventare il bolognese medio. Ben altro."

mercoledì 4 aprile 2018

La consistenza del sangue ... si va in scena

Prima presentazione come da tradizione presso la Libreria Il secondo Rinascimento a Bologna con la consueta squadra:
Andrea Piselli si confronterà con Sergio Dalla Val sul romanzo e Marco Piovella si occuperà delle letture.
L'amicizia passa attraverso i miei romanzi, si concretizza in questi eventi che nel tempo diventano pietre miliari della mia esistenza e non è retorica. Dal 2010, dalla prima presentazione, i miei anni sono contraddistinti dal cadenzato susseguirsi di eventi, presentazioni, momenti collettivi, gli unici in realtà dove esco dalla mia tana per socializzare.
Se siete di Bologna, se passate dal centro, se avete voglia di condividere una delle mie storie e un bicchiere di Pignoletto con il sottoscritto dovete solo appuntarvi luogo e ora.
Vi aspetto.

lunedì 2 aprile 2018

Assassinio sull'Orient Express




Se non era per Sky forse avrei perso questo piccolo capolavoro che donava nei giorni pasquali ai clienti affezionati, ne avevo sentito parlare in giro quando uscì nel natale 2017 e i commenti non erano lusinghieri, noioso, troppo esistenziale, troppo parlato, ripetitivo.

E' una delle versioni della famosa trasposizione di un romanzo di Agatha Christie scrittrice che non amo sopratutto per lo stile, come non amo il giallo classico.
La realizzazione portata in scena da Kenneth Branagh è sublime.
Vendetta, complotto, giustizia, redenzione, espiazione, nella migliore tradizione teatrale come in una tragedia del grande Shakespeare. Kenneth Branagh mette lo spettatore di fronte ai grandi quesiti: Il senso della giustizia, l'esigenza riparatrice, l'armonia della natura.
Poirot inaspettatamente etero, magro, è elegante, compulsivo ossessivo, grande conoscitore dell'animo umano, con un senso morale superiore e un gran bisogno di vacanza che nel film si concretizza nel suo divertito modo di leggere Dickens.
Narrativa si mescola a finzione cinematografica in uno scenario innevato imponente.
Dimenticavo, il cast è stellare, tantissimi attori tutti bravissimi, 90 minuti di grande cinema.

sabato 31 marzo 2018

La consistenza del sangue ... articolo del Corriere







Primo articolo, Corriere di Bologna a firma di Massimo Marino, bella sorpresa nell'uovo pasquale.
Un bravo giornalista riesce a sintetizzare e nello stesso tempo a sottolineare gli elementi essenziali.
Marino è davvero bravo in questo.
Grazie

domenica 25 marzo 2018

Buio relativo



Quando Antonio Bagnoli editore Pendragon mi ha scritto chiedendomi in amicizia di presentare il primo romanzo di Daniele Guidetti, ho accettato, perché Antonio mi piace, è un editore bolognese, uno che coraggiosamente tiene la posizione in un mercato editoriale dominato dai soliti noti.
Non conoscevo Daniele e sono andato a documentarmi in rete mentre cominciavo a leggere il romanzo, e ho scoperto con una certa emozione che questo signore è uno dei primi fotografi di fashion italiani che tradotto significa moda, sfilate, luoghi luccicanti dove donne bellissime indossano abiti di famosi stilisti, un professionista dell'immagine, una persona lontana da me e dal mio mondo, tanto concreto quanto localizzato.
Abbiamo fatto conoscenza a cena dalle mie parti e al di là della sua simpatia ci siamo incontrati su un  punto fondamentale e decisivo, la scrittura creativa.
Tutto il resto, la nostra storia, i diversi ambiti lavorativi, la differenza generazionale, sono finiti sullo sfondo.
Il suo romanzo mi è piaciuto perché risponde a una regola tanto semplice quanto indispensabile per piacere, intrattenere il lettore spingendolo a continuare nella lettura pagina dopo pagina per capire come andrà a finire.
La storia è dinamica, un romanzo d'azione, e visto che sto guardando Narcos e sono un appassionato di Breaking Bad non poteva non piacermi. Si parla di narco traffico, di sud America, c'è molta violenza ma è la stessa violenza che puoi leggere in una qualsiasi adventure di Don Wislow, o Faletti, perché questo romanzo ha una caratteristica che lo distingue dai miei, è un prodotto che potrebbe essere esportato e trasposto cinematograficamente. Daniele Guidetti è uomo che vive di immagini e si vede da come riesce a renderle vive sulla carta.
Permettere al lettore di vedere un luogo o una situazione attraverso parole scritte al computer non è da tutti e Guidetti ci riesce con facilità probabilmente grazie alla sua esperienza professionale, chi lavora con le immagini deve per forza capire quale inquadratura, sfumatura, colore sarà più efficace per sedurre il pubblico e il suo Perù vero o ricostruito che sia diventa luogo magico attraverso le pagine di Buio Relativo.

Se fossi uno che azzarda punterei sul suo primo romanzo.
Ma sono troppo vecchio per scommettere, mi limito a consigliarvelo, dentro troverete un mondo, molti personaggi interessanti, molta azione e anche l'amore, come nella migliore tradizione letteraria, 350 pagine di puro intrattenimento con alcuni spunti di riflessione sulla vita e sulle dinamiche che ci portano a volte, quasi casualmente, sull'orlo del precipizio.

Una scommessa tutta italiana che parte da Bologna con la speranza di conquistare il mondo.


mercoledì 21 marzo 2018

#taxiwriter ... un nuovo modo di leggere la città



 Le presentazioni sono una cosa vecchia, le facciamo perché è una piacevole consuetudine incontrare i lettori, perché sono un modo per sancire la propria presenza in città, come fanno i cani quando marchiano il territorio.
Sono passato da lì, in quella libreria, in quella biblioteca, in quel locale, quindi sono, esisto, qualcuno mi ha dato spazio e credito per raccontare l'ultimo romanzo, l'ultimo libro, ma lo sappiamo tutti che è già cosa superata, a meno che tu non sia un youtuber brufoloso o un rapper scatenato.
Oggi tutto passa dalla rete, anche io in questo momento che scrivo, e tutti acquistano in rete, libri, telefoni, abbigliamento, videogiochi.
Dopo una presentazione la cosa importante è postare le immagini e devono essere credibili, una presentazione disertata meglio non farla vedere, allora si mostrano solo i protagonisti, lo scrittore, il relatore, il locale.
Un gioco di specchi, uno sbattimento senza pari.
Sabato 24 marzo 2018 invece parteciperò a un nuovo esperimento tutto bolognese, probabilmente già tentato altrove, ma non ne ho trovato traccia.
Nell'ambito di rosaenero festival sarà possibile trascorrere trenta minuti con uno scrittore a bordo di un taxi Cotabo sui luoghi del romanzo e della narrazione.
Trovate tutte le indicazioni cliccando il link in rilievo.
Una nuova idea.
O ci reinventiamo ogni giorno o rischiamo di scomparire.
Leggere sta diventando una nuova forma di resistenza e non aggiungo a cosa, lo sapete già.





domenica 18 marzo 2018

quattordici figli


La consistenza del sangue è il mio nuovo romanzo, quattordici figli, pietre miliari dell'esistenza in un percorso disordinato in mezzo alla tempesta, perché si scrive, e solo chi lo fa spesso può capire, in mezzo ai guai, i crucci, i pensieri, il maledetto quotidiano, e tutto ciò che capita entra nel tuo scrivere e alla fine capisci che meglio scrivere, mille volte meglio di ciò che ti aspetta fuori domani, dicono neve, neve il 19 marzo 2018 ... meglio 100000 volte scrivere.


sabato 17 marzo 2018

La consistenza del sangue




"A Bologna, ci sono i viali di circonvallazione, che corrono intorno alla città, costeggiando fantasmi di antiche mura medioevali che a testimonianza della loro esistenza hanno lasciato grandi porte di pietra ristrutturate da un'amministrazione previdente. Se passerete da queste parti vi capiterà di notare, all'altezza di Porta Lame, due statue in bronzo raffiguranti due partigiani".

Così comincia il mio ultimo romanzo.

I due partigiani li potete notare nella bella copertina realizzata grazie alla fotografia dell'amico Trabucchi che da sempre collabora con il sottoscritto per la realizzazione di quasi tutte le cover.

Non fatevi ingannare dall'incipit.
Non si tratta di un romanzo storico, e nemmeno di un saggio sulla resistenza, ma di un classico nero metropolitano che in questo caso potrei definire crepuscolare, visto che va di moda, soprattutto perché racconta l'ultimo mese di lavoro di un commissario prima dell'agognata pensione.

La consistenza del sangue è uno dei titoli più coerenti nella mia produzione letteraria e solo chi come me ha potuto osservarla di vicino, per strada, nei luoghi oscuri, potrà indovinare il perché di tale titolo.

Da oggi, 17 marzo, nelle librerie bolognesi e in rete, ovunque voi siate.
A breve in versione digitale.

In aprile la prima presentazione in data ancora da decidere.


giovedì 15 marzo 2018

Logan - The Wolverine






C'erano i super eroi Marvel, e io ero giovanissimo, la differenza fra me stesso che leggeva l'uomo ragno, Devil,  Silver Surfer nei fumetti e me stesso che li vede oggi nello schermo in alta definizione quasi quarant'anni dopo è soprattutto anagrafica e in questo caso esistenziale.
L'ultimo capitolo della saga dedicata a uno dei supereroi più sofferto della Marvel, The Wolverine è in forte sintonia con il mio tempo mortale, è un film crepuscolare dove insieme a una dose di sana violenza tagliente e sanguinolenta si muove Logan in un mondo che non sente più suo. Anno 2029, El Paso, i mutanti sembrano scomparsi dalla faccia della terra e Logan si preoccupa di mantenere in vita Charles Xavier ultimo testimone quasi demente di un'epopea dissolta.
Wolverine dovrà fare i conti con il proprio corpo malconcio e  con una nuova persona da portare in salvo, una bambina molto affine a lui.
Un film triste, violento, romantico, con una citazione western dal film Il cavaliere della valle solitaria che suona come un canto del cigno, la storia di un anziano pistolero che cerca di fare pace con il suo passato ma alla fine deve arrendersi alla sua natura.
Questo film a differenza di tanti altri esperimenti sul mondo Marvel l'ho sentito molto vicino, forse il super eroe che credevo di essere a vent'anni non c'è più, si è arreso di fronte all'ineluttabilità della vita, adesso è rimasto solo l'uomo

venerdì 2 marzo 2018

Vikings



Ho iniziato a vedere Vikings che trovo davvero liberatorio, ricostruzione storica o pura fantasia? Poco importa, gli eroi della vicenda decidono che a ovest ci sono nuove terre da esplorare e depredare e dopo avere costruito una nave partono per l'avventura.
I vichinghi non hanno paura di nulla, nemmeno di morire, perché sanno che oltre la morte andranno nel Valhalla e realtà o finzione il loro approccio con la vita e la morte è potente e il nostro mondo, l'Europa cristiana, appare fragile di fronte all'impatto di questi guerrieri che fanno sacrifici umani, praticano il libero amore e banchettano con birra e carne.
Che dire, l'età media era molto bassa, la vita era dura, ma quanta energia vitale sembrano incarnare questi vichinghi, che avevano come occupazione prioritaria saccheggiare l'inerme Europa ridendosela del nostro Dio e delle nostre tradizioni.
Per gli amanti del genere da non perdere su Netflix

mercoledì 28 febbraio 2018

seven seconds




Seven seconds è una serie composta da 10 puntate di una fiction nera e drammatica che parte da un banale incidente automobilistico nel quale un giovane poliziotto di New York appena approdato alla narcotici investe un quindicenne afroamericano e si affida poi ai suoi colleghi per insabbiare l'accaduto.
La potenza della fiction è nella ricostruzione realistica di un possibile accadimento nel quale si cerca a tutti i costi di deviare la verità, nascondendola. Dal sotterfugio e dall'arroganza di coloro che invece di servire  e proteggere deliberatamente decidono di travisare la realtà per uscirne impuniti nasce questa vicenda avvincente e angosciante.
Bravi tutti gli attori, bella l'atmosfera degradata e disperata della periferia newyorkese, su Netflix.

martedì 27 febbraio 2018

Lo Stato Sociale - Una Vita In Vacanza (Sanremo 2018)



I ragazzi dello Stato sociale mi sono simpatici, non  mi interessa il loro eventuale orientamento politico, mi piace il brano e mi piace il messaggio, o almeno io lo leggo così, tutti hanno diritto alla ricerca della felicità o perlomeno della leggerezza, e comunque poco mi importa io ne avrei davvero molto bisogno di affrancarmi da una vita davvero troppo stressante, quindi ben venga una vita in vacanza.

sabato 24 febbraio 2018

Bellaria buona sanità




Bellaria: buona sanità :: Segnalazione a Bologna

Bellaria, buona sanità.
 Siamo abituati a sparare a zero sulla sanità italiana, a volte a ragione, ma credo sia importante sottolineare le eccellenze.
Ho dovuto sottopormi a una colonscopia nell'ambito della prevenzione che in Regione Emilia Romagna si attua per i tumori del colon. Ho preso appuntamento al Bellaria, mi hanno dato istruzioni semplici e precise per prepararmi all'esame e il giorno previsto mi sono presentato con il mio carico di ansia e preoccupazione, perché grazie a Dio alla mia età non avevo ancora subito un accertamento tanto invasivo. Ho incontrato personale competente, preparato, attento alle esigenze del paziente, mi hanno trattato non come un numero ma come un individuo, con rispetto e attenzione, sono stati bravissimi e sono uscito da questa esperienza con una consapevolezza, dobbiamo valorizzare i nostri professionisti, la nostra sanità quando funziona, infermieri, medici, anestesisti, operatori socio sanitari. Un plauso, quindi, al Reparto di gastroenterologia del Bellaria, alla loro umanità, professionalità, sensibilità e in particolare a Daniele, l’infermiere che mi ha preparato e rassicurato. Certi mestieri sono vocazionali, non c’è niente da fare, e ci vuole talento e fede per farli bene. Se capiterà anche a voi due consigli, Bellaria e anestesia. Prevenire è meglio che curare, date retta a un vecchio.



lunedì 19 febbraio 2018

il firmacopie ... nuove strategie di comunicazione



Metti una brutta giornata di febbraio, pioggia battente tutto il giorno e una domenica pomeriggio nella quale l'unica cosa davvero desiderabile è rimanere al calduccio nella propria tana.
Io invece su gentile invito di Feltrinelli sono partito dalla bassa e sono arrivato fino a Casalecchio allo Shopville dove in una luminosa libreria Feltrinelli mi hanno allestito una postazione degna di Castle, con tavolino e romanzo bene in mostra, sia in vetrina che all'interno.
Anche in una normale domenica di febbraio sono riuscito a comunicare con nuovi potenziali lettori che non mi conoscevano e che coraggiosamente mi hanno avvicinato.
Alcuni erano curiosi e mi hanno fatto domande varie:
Ma lei è uno scrittore? Uno scrittore vero?
Una bambina carina e simpatica con suo padre mi ha chiesto diverse cose sul mestiere dello scrivere.
Un altro mi ha chiesto il perché del titolo del mio ultimo romanzo e mi ha raccontato che lui c'era in via Gorki quando i banditi della Uno bianca uccisero Adolfino Alessandri.
Un altro cercava l'ultimo di Camilleri e alla fine ha preso anche l'ultimo di Fagnoni.
Potenziali lettori, bolognesi in gita alla ricerca di un luogo di incontro in una brutta domenica di febbraio.
Persone che non mi conoscevano e che da oggi magari cominceranno leggermi.
Una lezione di vita, un bagno di umiltà, perché nel mastodontico mercato editoriale dove le classifiche sono piene dei soliti noti e le scansie sono zeppe di ogni genere di libro, emergere è quasi una chimera, quindi grazie alle grandi librerie bolognesi che mi permettono di sancire la mia esistenza.


sabato 17 febbraio 2018

Il bibliotecario a Pieve di Cento



Due diverse penne per raccontare il lato oscuro, il sottoscritto e l'amico Santo Triolo.
Vi aspettiamo alla Locanda della Tramvia di Pieve di Cento.
Martedì 20 febbraio 2018
Cena e due romanzi:
Il bibliotecario di via Gorki e Una nota stonata.

Vi aspettiamo

venerdì 9 febbraio 2018

Il bibliotecario di via Gorki ... frammenti 3








Davide sorseggia la bevanda, senza perdere di vista Aurora, come animali stanno a distanza di sicurezza, guardinghi, non c’è più spazio per le parole, solo odio puro, tanto potente quanto irragionevole. «I tuoi figli stanno crescendo come te, cinici, cattivi, aridi, quando ti ho sposata non eri così».
Aurora scoppia a ridere, la consueta risata sgraziata e acida, stride nella cucina come il verso di una cornacchia. «Dovevo ascoltare i miei, avevano ragione, io e te non abbiamo nulla in comune, non sai nemmeno fare godere una donna, fai schifo anche a letto». Davide trangugia il resto del Negroni come un soldato prima di uscire dalla trincea con la grappa in dotazione e poi si avventa su Aurora con un solo balzo, la testa è leggera, gli occhi bruciano, ma le mani sono salde mentre afferrano la giacca Armani della moglie e la aprono staccando bottoni. «Adesso ti faccio vedere io come si fa godere una donna» e cerca di baciarle il collo, mentre le mani artigliano il seno, non si riconosce in quei gesti anche se non si è mai sentito così libero. Aurora gli pianta le unghie nel collo e lo colpisce secco con una ginocchiata ai testicoli e Davide scivola a terra senza fiato, mentre lei lo colpisce ancora e ancora con le scarpe appuntite nella schiena, nei fianchi. «Che uomo… ubriaco dopo un Negroni, uno che si fa picchiare da un extracomunitario e chiede aiuto a un investigatore privato per vendicarsi, tu non vuoi giustizia per il tuo amico negro, tu vuoi che prendano quello che ti ha pestato, sei un poveretto, senza coglioni» respira forte, mentre gli urla contro, il viso in fiamme, la giacca strappata, le unghie sporche di sangue, sembra una strega vestita a festa. «Adesso esco, perché altrimenti faccio una sciocchezza, quando torno non voglio più trovarti in questa casa, intanto vado a farmi refertare al pronto soccorso e poi ti denuncio per violenza domestica, perché lo sai… le donne sono sempre vittime». Davide rimane a terra, la testa pesante, un languore intenso parte dai testicoli e si diffonde alla schiena, alle gambe. «Vedi Davide, nel mio mondo, io vinco, tu perdi, è il tuo destino».

martedì 6 febbraio 2018

il bibliotecario ... nuova recensione da Librogerrriero



Nuova recensione del mio ultimo romanzo, Il bibliotecario di via Gorki, della scrittrice Paola Rambaldi direttamente dal Blog curato da Marilù Oliva
la trovate qui

mercoledì 31 gennaio 2018

il bibliotecario ... recensione da Economia Italiana






Nuova recensione davvero interessante di economia italiana con una nota biobliografica davvero completa sul sottoscritto.
Ve l'appiccico qui:

Spazio dedicato al bolognese Massimo Fagnoni, classe 1959, laureato in Filosofia, per quasi vent’anni attivo nei servizi sociali e psichiatrici della sua città, mentre da quindici anni a questa parte risulta in forza alla Polizia locale. E proprio dalla collaborazione con la forze dell’ordine sono nati gli spunti giusti per raccontare storie noir. Così dalla sua penna hanno preso voce romanzi di un certo peso, che si nutrono di un contesto graffiato dal degrado, dalla delinquenza, dallo spaccio di droga, oltre che dalle conseguenze legate a filo stretto alla grave crisi economica che negli ultimi anni ha investito l’intero Paese, rapportandosi con preoccupanti risvolti politici e sociali. 
Ed è appunto su questo filone che ha preso corpo "IL BIBLIOTECARIO DI VIA GORKI" (Fratelli Frilli Editori, pagg. 212, euro 12,90), incentrato ancora una volta sul disincantato investigatore Galeazzo Trebbi. Il personaggio che abbiamo imparato a conoscere durante gli anni del terrorismo, per poi ritrovarlo in scena in ambiti più locali, ma sempre di grande impatto. Lui pronto a frugare fra le miserie e l’emarginazione della sua città, rapportandosi con i privilegi e il lusso della ricca borghesia, ma anche scavando sotto il tappeto dell’indifferenza. 
Tematiche che l’autore riporta in scena in questo suo ultimo lavoro, intriso di errori di percorso e di discutibili rapporti, ma anche supportato da personaggi ben caratterizzati (gli bastano infatti pochi tratti per rendere credibili i suoi protagonisti). Ferma restando un’apprezzabile costruzione della trama, mai lasciata al caso, pronta a rapportarsi con la quotidianità dolente che si nasconde dietro una buona dose di indifferenza. Ma veniamo a briciole di trama legate al lavoro che stiamo proponendo: 
“Davide Ciampi è un uomo tranquillo, laureato in storia, lavora come bibliotecario in via Gorki, quartiere Navile di Bologna, ha due figli e una moglie commercialista che porta a casa i soldi e non nutre per lui una grande considerazione. Davide ha un unico amico, e se ne rende conto solo quando scompare in una città zeppa di neve. Si tratta di un ambulante nordafricano che ha circa la sua età, che si chiama Alì e che vende la sua merce davanti alla Coop di via Gorki. Lui è il primo ad accorgersi della sua sparizione quando ritrova la merce abbandonata davanti al supermercato”.
Nessuno sembra interessato alla sua comparsa, ma non certo Davide, che troverà supporto in Galeazzo Trebbi, il quale decide di aiutarlo per cercare di capire cosa sia realmente successo. In questo spalleggiato dal commissario Guerra e dai suoi uomini. “La verità, come al solito, si anniderà dietro le pieghe di una città sazia e annoiata, dove nulla è come appare e nessuno risulta davvero innocente, tranne Davide, che in questa vicenda perderà i suoi punti di riferimento. Tanto che la sua vita non sarà più quella di un tranquillo bibliotecario di periferia”. 
Per la cronaca Massimo Fagnoni aveva debuttato nella narrativa di settore nel 2010 con Bologna all’inferno (Giraldi), seguito a ruota da La ragazza del fiume (0111 edizioni) e quindi, l’anno successivo, da Belva di città (Eclissi), primo romanzo della serie imbastita sul maresciallo Greco. E poi via via sino ad accasarsi alla Fratelli Frilli, per la quale ha pubblicato Il silenzio della Bassa, Il giallo di Caserme Rosse e Bologna non c’è più (primo premio al concorso letterario “I Sapori del giallo”, poliziotti che scrivono). In ogni caso inframmezzando le uscite targate Frilli con altre per i tipi della Eclissi, della Giraldi e della Minerva, per la quale nel 2017 ha pubblicato Il ghiaccio e la memoria." (Mauro Castelli)http://www.economiaitaliana.it/…/PerchA-il-papa-si-affida-a…

domenica 28 gennaio 2018

polizia locale ... noi ragazzi del 59




Gennaio 2018, entro in un qualsiasi patronato consapevole del fatto che non ne uscirò vivo.
So che è presto, troppo presto, quest'anno compirò 59 anni, sono troppo giovane per aspirare alla pensione, ma voglio sapere quanti anni mi mancano e soprattutto quanti ne ho maturati.
Una solerte impiegata, cortese e motivata, mi accoglie, premette che non essendo iscritto al loro sindacato dovrò pagare un contributo alla fine, lo sapevo già, ormai neanche il patronato è gratuito, ma chi se ne frega.
Fa i conti e la sentenza è quasi immediata, ho iniziato a tribolare nel 1980, però ho perso mesi per strada, quindi maturerò i 36 anni di contributi nel marzo del 2018, quindi andrò in pensione con tutto comodo nel 2026.
Tranquillo, mi dice, ci andrai con il contributivo, non con la pensione di vecchiaia, a soli 66 anni e sette mesi.
Le lascio anche 20 euro di contributo, ed esco, la gambe molli, una leggera nausea, e un senso di morte incombente.
Io godo di buona salute, perciò nulla osta che possa continuare a lavorare per strada fino a sessantasei anni.
Già adesso la vista vacilla, di notte non ne parliamo, sono leggermente sordo, e se rimango in piedi troppe ore la mia fascite plantare chiede dazio, ma a 64,65, 66 anni come sarò?
Non penso solo al fisico, anche alla capacità di evitare i pericoli per me e per gli altri, la memoria, la vista, la forza.
Come potrò essere utile in divisa?
Quanto sarà imbarazzante uscire in pattuglia?
Quale immagine darò dell'amministrazione per la quale lavoro?
Forse in un piccolo comune, molto piccolo, potrei occuparmi di anagrafe e mercati, non senza fatica, ma potrei farlo, ma in una media città con mille problematiche sociali di cosa potrei occuparmi a 65 anni, a 66?
Le contraddizioni del nostro piccolo, mediocre paese ci stanno esplodendo in mano e noi saremo le prime vittime del paradosso.
Arrivo a casa, accendo la televisione, hanno firmato il contratto i dipendenti statali, i colleghi della polizia e i carabinieri avranno presto l'aumento, loro vanno già in pensione prima di noi.
Meglio per loro ... peggio per noi, figli di un dio minore

Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

sabato 27 gennaio 2018

Il bibliotecario di via Gorki ... recensione di Milano Nera



Qualche anno fa era una chimera una recensione di Milano Nera, poi ho cominciato a pubblicare con Frilli e sicuramente lui ha fatto la differenza, ho conosciuto gente in gamba, giovani autori, intellettuali del nero, sceneggiatori gente appassionata come Mirko Giacchetti che conobbi a Lomellina e che da allora frequento nel web e che nel frattempo è cresciuto come scrittore, è sceneggiatore, spero un giorno anche per me, attore e mente accesa una volta tanto, persona intelligente, come Alessio Piras.
Io non ho tanti amici e invecchiando il concetto di amicizia muta e si trasforma, l'amicizia non è più condivisione di quotidiano ma più spesso di idee, di passioni e quindi grazie a Mirko, a Milano Nera e alla sua bella recensione che potete leggere 
qui

martedì 23 gennaio 2018

black mirror ... caduta libera



Black Mirror fa pensare mi dice un amico, uno di quelli che ama come me netflix più di ogni altra cosa televisiva ormai.
Vi consiglio intanto l'episodio Caduta libera perché è geniale nella sua semplicità e quanto mai realistico.
I like ci seppelliranno, già lo stanno facendo, inseguiamo nei social i like come fossero denari da accumulare, ma sappiamo perfettamente che dietro c'è spesso il nulla.
Scrittori che mi chiedono senza conoscerli e senza averli mai letti di cliccare mi piace al loro libro così, per simpatia, compiliamo test sicuramente farlocchi per poi postarli orgogliosi, insomma inseguiamo un virtuale apprezzamento, ma che cosa rimane alla fine?
Frequento i social, e non ne faccio mistero, principalmente per diffondere i miei scritti, pubblicità quasi gratuita in un panorama editoriale colmo di tutto e del suo contrario, ma lo ammetto poco mi interessano i like, poco ci credo, costano il tempo di un clic e io stesso confesso di distribuirli con leggerezza.
Nel telefilm in oggetto la realtà è ancora più spietata con i like del mondo cresci in considerazione ed è l'unico modo  per sancire la propria esistenza e avere accesso al lato "giusto" del mondo.
Fiction? non credo, fra poco diventerà realtà e chi avrà un basso punteggio in gradimento non potrà più affermare la propria personalità in altro modo se non attraverso la rete.
Se pensate a come la rete ha portato  ragazze e ragazzi al suicidio non credete che stiamo ormai per superare il punto di non ritorno?

lunedì 22 gennaio 2018

sabato 20 gennaio 2018

la presentazione di Corticella gennaio 2018



La presentazione di ieri sera ha segnato sicuramente un salto di qualità.
Dopo alcuni anni nei quali ho presentato i miei romanzi a Corticella continuando con costanza a frequentare i luoghi di aggregazione storici del quartiere, ieri sera per la prima volta ho avuto la palpabile sensazione di essere riconosciuto dai tanti presenti,  alcuni di loro ormai assidui frequentatori delle mie presentazioni.
Ho ricevuto un concreto attestato di affetto dai tanti intervenuti e sento di avere segnato una prima concreta tappa nel mio percorso di scrittore.
Corticella rappresenta una porzione importante nella mia esperienza di vita e grazie a Galeazzo Trebbi è diventato territorio di appartenenza.
Grazie a  Valerio Gardosi del Blues Cafè, e del suo appoggio e condivisione.
Grazie a Paola Picco e alla biblioteca di via Gorki.
Grazie a Stefano Baratti dell' Associazione della Cà Bura del Parco dei Giardini e a tutti gli amici intervenuti.
Scrivere è mestiere faticoso, ma quando i risultati sono così tangibili tutto diventa leggero e dà un senso al nostro esistere.

mercoledì 17 gennaio 2018

Fabri Fibra - Stavo Pensando A Te



Non amo il rap, ma per Fabri Fibra faccio un eccezione, forse perché non è uno sbarbino e racconta storie plausibili, i suoi testi non sono mai scontati e alla fine sembra contro corrente, racconta un'Italia in salita e non fa il gradasso, la sua fragilità, vera o fittizia, funziona. Ricorda Vasco Rossi in questo bel brano, ma possiede una sua originalità, il personaggio del resto mi piace da tempo e la sua incertezza è la nostra incertezza e non importa l'età, importa l'anima e in questa canzone c'è.

E a chi non è mai capitato di pensare a una qualsiasi lei/lui e pentirsi di ciò che si è fatto e la stanchezza del vivere affiora nella canzone, quella stanchezza che a volte mi farebbe davvero scappare a gambe levate da un quotidiano che fiacca la creatività e annulla i desideri.
E bravo Fabri Fibra.



mercoledì 10 gennaio 2018

Recensione del Corriere di Bologna



Sabato pomeriggio, sto guardando The closer il mio telefilm preferito del momento.
Qualcuno mi chiama al cellulare, e solitamente sono seccature il sabato, difficilmente belle notizie, a una certa età funziona così.
Invece dall'altra parte c'è un giornalista del Corriere di Bologna che vuole intervistarmi in merito al Bibliotecario di via Gorki, lo sta leggendo e ha pensato anche di scriverci un articolo.
Per un attimo temo lo scherzo di qualche collega burlone, in polizia municipale ne conosco diversi, invece è vero, autentico, è un giornalista, Massimo Marino, persona di cultura che si occupa della pagina culturale del Corriere e ha, scopro, vari interessi e passioni, come il sottoscritto.
Mi cambia il senso della giornata, mi ricorda che sono uno scrittore, e mi dona una bella sensazione, rinforzando il mio ego che ogni tanto ha bisogno di un buon ricostituente.
L'articolo è perfetto, chiaro, intelligente, come lo vorresti a ogni nuova uscita.
Grazie quindi a Marino e a ogni giornalista che ha deciso di perdere il proprio tempo per leggermi e magari recensirmi.
In questo mercato saturo di ogni forma di scrittura è oro colato leggersi in un giornale solo per il fatto di avere scritto un libro, provare per credere.

martedì 9 gennaio 2018

Genius




Storia vera e  aderente alla realtà dei fatti, il film composto da un cast stellare, narra la storia di amicizia e professionale fra lo scrittore Thomas Wolfe e il suo editor Max Perkins.
Il film è dignitoso senza essere travolgente, ma la cosa che mi ha colpito soprattutto è il racconto del rapporto  fra lo scrittore e il suo editor.
Il rapporto scrittore editor è uno degli aspetti più interessanti nel progetto di costruzione di un libro di narrativa.
Nella mia esperienza ho incontrato diversi modelli di editor tutti al femminile e tutti interessanti.
Il rapporto che si crea con l'editor è importante, intimo, anche se vissuto a distanza, perché l'editor è colui che entra in contatto per primo con il tuo lavoro di scrittore.
Detto ciò mi sono quasi commosso compenetrandomi nella vicenda, provate a immaginare anni 20, essere un giovane scrittore a New York, e vendere 15000 copie in un mese, mentre nella stessa casa editrice ci sono scrittori del calibro di Fitzgerlad e Hemingwai, una casa editrice potente e un momento storico nel quale essere scrittori poteva significare vivere a contatto con i mostri sacri della nostra letteratura.
Il lavoro che i due uomini, lo scrittore e l'editor, tessono per arrivare alla pubblicazione dei due romanzi di Wolfe è impensabile in un periodo storico nel quale l'editing spesso viene sacrificato a causa di esigenze di mercato, un mercato saturo di libri,  pubblicazioni, autori, dove emergere diventa davvero quasi impossibile.
Quello era un periodo magico, dove però si moriva per un qualsiasi accadimento casuale, come accadde al giovane Wolfe scomparso a 38 anni per una tubercolosi celebrale, privando il mondo di un autore davvero interessante.
La scrittura però può rendere immortali, congelando nel tempo il talento della giovinezza.

domenica 7 gennaio 2018

the closer



In questo periodo di feste natalizie 2017 nonostante io abbia tutto da sky a Netflix alla fine per rimpinzarmi di qualcosa veramente buono ho dovuto fare una scorpacciata di questa serie tv andata in onda dal 2015 al 2012.
La protagonista, il vice capo Johnson, è un'attrice con i fiocchi ed è coadiuvata da un team di attori e colleghi bravissimi, ognuno con un'umanità e una concretezza spettacolari.
I casi sono dei puri polizieschi metropolitani in una Los Angeles apocalittica ma mai priva di una particolare sfumatura di originalità.
I casi, tutti diversi, sono sempre interessanti, non manca il senso dell'umorismo e diventa impossibile non  entrare in empatia con lei e con i comprimari.
Se decidete di guardarla trovate tutte le sei stagioni in rete.
Merita.

sabato 6 gennaio 2018

call of duty WWII



Cosa deve essere stata la seconda guerra mondiale per chi l'ha effettivamente combattuta?
Cosa hanno provato quegli uomini entrando in un qualsiasi campo di concentramento tedesco? Soldati abituati a obbedire e a morire ma non a chiedersi il perché delle loro azioni.
Allora non si parlava ancora di trauma post traumatico da stress, allora si tornava alla propria vita per chi aveva la fortuna di ritrovarla e si ricominciava, o come in Europa si ricostruiva.
Un tempo tanto vicino da essere ancora presente alle nostre più o meno oneste commemorazioni.
Ma se da una parte c'è la politica, la storia, le speculazioni filosofiche e le dinamiche di potere, dall'altra ci sono gli uomini, milioni di uomini che hanno combattuto, che sono morti, spesso nemmeno sapendo il perché.
Vi sembrerà improbabile, ma la mia esperienza di gioco con Call of Duty WW2 mi ha suscitato riflessioni, mentre ero intendo ad ammazzare nazi in giro per l'Europa.
Il gioco è come un film, inizia con lo sbarco in Normandia feroce e violento come nel mitico Salvate il soldato Ryan e tutto il gioco è guerra, guerra pura, ma ci sono anche i personaggi e un'amicizia che lega tutta la vicenda, ci sono uomini, puzza di piedi, sudore e sangue, molto sangue.
C'è l'onore e cosa serve l'onore, cosa rimane dell'onore?
Forse una medaglia da deporre sulla tomba di un fratello che come uno spirito buono accompagna il protagonista per tutto il gioco.
E il protagonista sei tu che imbracci il garand, piuttosto che una delle innumerevoli armi che troverai sul tuo cammino.
Ho giocato nella modalità più feroce, ma nonostante non abbia più i riflessi di un ventenne me la sono cavata, anche perché, ripeto, Call of duty non è semplicemente un gioco.
Non ho provato l'esperienza multiplayer e ho solo provato l'angolo zombie.
Non mi interessa interagire con ciurme di adolescenti assetati di record e non c'erano zombie nella seconda guerra mondiale.
Il gioco non è solo ginnastica per cervelli pigri, può anche essere un'esperienza intellettuale, e se poi mi sbaglio chi se ne frega, a me piace, a prescindere.

venerdì 5 gennaio 2018

Il bibliotecario vi aspetta in via Gorki




Era destino una presentazione nella biblioteca dove si svolge in parte la trama del mio ultimo romanzo. Vi aspetto con l'amico Davide Pappalardo, le letture di Marco Piovella e una vera e propria ambientazione in tempo reale, per chi ha già letto il romanzo, e per chi vuole prima capire cosa si cela dietro la vita quotidiana di un bibliotecario di periferia.
Vi aspetto il 19 gennaio 2018 alle 19 in via Gorki, con il Blues Cafè di Valerio Gardosi, Paola Picco e un quartiere da scoprire.

giovedì 4 gennaio 2018

Il bibliotecario di via Gorki ... frammenti 2







“È stato un caso, non voleva toccarmi la caviglia, sicuramente si è agitata sotto il tavolo mentre parlava e mi ha sfiorato per sbaglio, dico, sono vecchio … vecchio per lei perché a quarantotto anni sono ancora accettabile, mica da buttare, dovrei fare palestra, forse, e mi sa che adesso mi decido a trasformare il secondo garage quello vuoto, ci attacco una bella stufetta elettrica e una panca, due attrezzi, e mi rimetto in forma come Kevin Spacey in American Beauty, tanto Aurora non potrà che approvare, ma forse con una sbarbina come quella io avrei qualche speranza sfoggiando informazioni, del resto i giovani adesso sono così approssimativi, con quel linguaggio strappato e sintetico fatto di faccine, abbreviazioni e poco altro, senza sentimenti, senza emozioni, ecco ciò che cercano certe ragazzotte emozioni vere”.