martedì 24 aprile 2018

Come un gatto in tangenziale




Non pensavo mi sarebbe piaciuto, colpa di Albanese che negli ultimi anni mi ha abituato ad alcuni dei più brutti film italiani che mi sia capitato di vedere, colpa del cinema italiano che continua a sfornare commedie che non fanno ridere, anzi fanno spesso piangere.

Invece mi è piaciuto, coppia perfetta,  Albanese (dimagrito?) e una Cortellesi in stato di grazia, insieme in un film intelligente.

Fuori dalla solita retorica del volemose bene, siamo tutti clandestini, siamo tutti uguali. La periferia descritta nel film è sicuramente fittizia e ridondante, ma dà l'idea.
Ci sono luoghi brutti oltre ogni possibile capacità di integrazione e la contaminazione è una parola buona per politici con la faccia di bronzo, buonisti della domenica, e aspiranti rivoluzionari della porta accanto.

Ci sono luoghi nelle nostre periferie che fanno paura, anfratti bui dove regna degrado, ignoranza, odori sgradevoli e molta disperazione.

Ci sono altri luoghi sempre nelle nostre città, per pochi eletti, da noi li puoi trovare in collina, dietro muri di cinta invalicabili, con sistemi di allarme e cani ringhianti, ci sono persone che mai e poi mai potranno incontrarsi e mai cambieranno, il destino ha già scelto la loro strada e non ci sono progetti o 
chiacchiere che serviranno a cambiare le cose.

Il film racconta più o meno questa verità e come un uomo e una donna distanti anni luce possano incontrarsi comunque a dispetto delle loro origini per una storia che magari avrà vita breve, come un gatto in tangenziale.





domenica 22 aprile 2018

bolognesi per sempre




E' già nelle librerie bolognesi, ieri l'ho visto alla libreria Coop del Centro Nova,  Bolognesi per sempre, raccolta di racconti a firma di un nutrito gruppo di scrittori bolognesi per nascita o adozione fra i quali anche il sottoscritto.

Mi piacciono i racconti di questa antologia perché non sono i soliti aneddoti tipici e celebrativi di una città, ma una vera esperienza in soggettiva del proprio senso di appartenenza a una storia o a una città.

Nello specifico il mio racconto, L'11 marzo di un giovane (comunista) è la vera storia di un Massimo Fagnoni diciassettenne e del suo 11 marzo 77, una giornata che per la mia generazione, e non solo per la mia, ha rappresentato lo spartiacque fra le due anime di Bologna e tante altre cose, la fine dell'idea di città ideale, la fine di un sogno, la presa di coscienza della realtà.

Solo chi c'era può capire e condividere.

Il mio racconto non ha nessuna pretesa storiografica o sociologica, è solo la giornata di quel giovane che non sono più, un bolognese a tratti pentito, a tratti nostalgico, che deve tanto alla sua città e che nello stesso tempo non ha mai vissuto Bologna come il centro del mondo, ma come  luogo eletto per passarci la maggiore parte della propria esistenza.

Leggendo i racconti la sorpresa è stata ritrovare altre soggettività a confronto, altri sguardi disincantati, racconti intelligenti, taglienti, attuali.

Vi lascio alla lettura di  Bolognesi per sempre, perché chi nasce o vive a Bologna può amarla, odiarla, rimpiangerla, denigrarla, ma non può rinunciare a lei e alla sua anima, è come l'amore della tua vita, difficile duri in eterno, ma ti accompagnerà per sempre ovunque deciderai di andare. 

sabato 21 aprile 2018

walking dead 8 fine stagione



Si è conclusa l'ottava stagione ... finalmente.
Ci sono serie che vorresti non finissero mai e quando terminano hai la morte nel cuore, a me è capitato con Dexter, con una mamma per amico, Breaking bad, Medium e potrei indicarne altre ma mi fermo qui.
Però quando una serie termina c'è una ragione. La migliore in assoluto è che era ora che finisse, come tutte le cose belle.
Quando una cosa continua per sempre o è una brutta soap opera o è una forzatura.
Ero convinto che Walking Dead fosse alla fine, c'erano tutti i presupposti e senza volere fare spoiler, credevo che la serie sarebbe finita con un epico scontro fra Rick e Negan.
Mi sbagliavo.
Confesso che Walking Dead ha cominciato a puzzare, a casa mia, dal famoso episodio sanguinolento con mazza e crani spaccati, il primo della settima stagione, direi a occhio.
Da allora gli sceneggiatori hanno cominciato a collezionare puntate spesso mediocri e credo che l'ottava stagione sia la più brutta in assoluto toccando vette di retorica e buonismo insensato per una serie come questa.
Continuerò a vedere la serie per due motivi, non ho perso una puntata e sono curioso di vedere quanto in basso scenderanno gli sceneggiatori per tenere in vita una creatura che assomiglia sempre più a un non morto che a un essere vivente.

giovedì 19 aprile 2018

La solitudine dello scrittore




l'amicizia è nei visi dei miei compagni d'avventura, grande Marco alle letture, e puntuali tutti a sopportare le mie due uscite annuali. L'amicizia è nei loro sorrisi, nel nostro non prenderci troppo sul serio e nell'occhio magico di chi sa cogliere volti e momenti come Claudio Guerra

La prima presentazione è andata, molti amici, lettori affezionati e il pubblico che preferisco.
Si può decidere di essere scrittori senza compromessi se non quelli di incontrare a metà strada il popolo dei lettori, e i veri lettori mica scherzano, guai a deluderli.

Mi sono presentato con gli amici di sempre  a raccontare del mio scrivere e forse a fine percorso saprò la vera motivazione, cosa mi spinge a cercare, a inseguire, a creare, non può essere solo narcisismo.

Grazie a chi c'era, a chi mi ha pensato e soprattutto a chi ha deciso di leggermi.
Leggere un autore è sempre una sfida, spero di non deludervi
alla prossima

martedì 17 aprile 2018

Il bibliotecario a 2,99 euro saldi primaverili




Per  i lettori digitali, per chi come me è costretto a leggere Kobo perché non ha più spazio in libreria, per chi preferisce il digitale perché spende meno e legge di più, ecco il mio ultimo Trebbi in super offerta a 2,99 euro (un caffè con salata vuota costa di più a Bologna), lo trovate ai link sotto:

amazon  Kindle

Mondadori  Kobo

Feltrinelli kobo

domenica 15 aprile 2018

Il relatore






Non voglio mentirvi, non sono uno dei buoni, non sono neanche particolarmente generoso, però posso affermare, alla luce della mia piccola carriera in progress, di essere uno scrittore, magari non eccelso, sicuramente autodidatta, probabilmente dimenticabile, però pur sempre uno scribacchino e credo nel famoso proverbio, una mano lava l'altra. Credo nella collaborazione, molto più proficua della spietata competizione e credo anche nelle affinità, elettive a volte a volte solo anagrafiche, geografiche, di genere.
Morale da qualche tempo ho iniziato a presentare autori e quest'anno sono a quota due, un' esperienza faticosa, ma gratificante, bisogna leggere il testo, preparare le domande e soprattutto sapere mettersi da parte, castrando il proprio ego, per un giorno, un'ora, uno spazio da dedicare a un collega scrittore.
Luca Occhi, che mi ha presentato a San Lazzaro, ha detto parole illuminanti sull'argomento:
"ci sono gli scrittori che preferiscono competere e snobbare i colleghi, ci sono quelli che invece credono sia più vantaggiosa la collaborazione", mi perdoni Luca per la parafrasi ma il senso era quello.
Noi che siamo addetti ai lavori sappiamo quanto sia difficile una presentazione, ipotetica la partecipazione, dubbio il risultato.
Portare in giro romanzi, belli o brutti che siano (lo giudicheranno i lettori) è diventata una sfida al nulla dilagante,  le librerie indipendenti, le biblioteche stanno diventando le roccaforti di una schiera di lettori e scrittori che a dispetto della imperante malinconia culturale, dei social e delle trasmissioni spazzatura, scelgono di uscire di casa per dialogare, per acquistare libri.
Siamo in un nuovo medioevo e il rinascimento probabilmente noi nemmeno lo vedremo.

giovedì 12 aprile 2018

La consistenza del sangue ... frammenti 2






"L’agente scelto Oliviero Billi è fermo in via Indipendenza, il berretto bianco sporco calato sugli occhi marroni, le mani grandi piantate sui fianchi, le gambe appena divaricate nei pantaloni blu della divisa estiva, si gode il lento procedere di decine di lavoratori, un fiume pigro e colorato che va gonfiandosi con il trascorrere dei minuti confluendo festoso verso il centro della città, piazza Maggiore.

La collega, Cristina Atti, sta masticando un ghiacciolo all'interno dell’auto bianca e blu della municipale, è a dieta ufficialmente da oggi e fa una fatica boia a rinunciare alla colazione classica – brioche salata vuota e cappuccino.

Sorride impercettibilmente Oliviero, lui non fa colazione al bar, non mangia le porcherie che masticano i colleghi, detesta bar e baristi di questa città cara, sazia e bugiarda.
Oliviero è un nostalgico, però non ricorda di chi o di cosa. 

Guarda il lento sciamare della folla e invidia quei sorrisi inconsapevoli, uno slancio vitale che lui non prova da anni. Laureato in storia contemporanea, concorso in polizia municipale e a seguire dieci anni per strada a osservare il mondo e la sua storia passargli davanti. Quarant'anni, un appartamento in un piccolo palazzo del centro di San Pietro in Casale, due genitori anziani, una fidanzata occasionale, impiegata nell'ufficio postale di San Pietro, e il suo lavoro. 

Un lavoro a targhe alterne, a flusso variabile, un giorno a regolare il traffico, un altro a fare il poliziotto per caso in ausilio alle altre forze dell’ordine, un altro a difendere il palazzo comunale dagli attacchi degli anarchici informali, un altro a liberare un appartamento occupato, un campo zingari, una scuola abbandonata, così senza tregua, un po’ vigile, un po’ poliziotto, un po’ coglione, pensa Oliviero, le mani sempre sui fianchi e un sorriso congelato sul bel viso abbronzato di corse in campagna e gli occhiali scuri che gli conferiscono un aspetto truce. Il suo ispettore lo ha pregato di indossarli solo quando è davvero necessario, spaventano il cittadino. Ma Oliviero pensa che ci vuole ben altro per spaventare il bolognese medio. Ben altro."

mercoledì 4 aprile 2018

La consistenza del sangue ... si va in scena

Prima presentazione come da tradizione presso la Libreria Il secondo Rinascimento a Bologna con la consueta squadra:
Andrea Piselli si confronterà con Sergio Dalla Val sul romanzo e Marco Piovella si occuperà delle letture.
L'amicizia passa attraverso i miei romanzi, si concretizza in questi eventi che nel tempo diventano pietre miliari della mia esistenza e non è retorica. Dal 2010, dalla prima presentazione, i miei anni sono contraddistinti dal cadenzato susseguirsi di eventi, presentazioni, momenti collettivi, gli unici in realtà dove esco dalla mia tana per socializzare.
Se siete di Bologna, se passate dal centro, se avete voglia di condividere una delle mie storie e un bicchiere di Pignoletto con il sottoscritto dovete solo appuntarvi luogo e ora.
Vi aspetto.

lunedì 2 aprile 2018

Assassinio sull'Orient Express




Se non era per Sky forse avrei perso questo piccolo capolavoro che donava nei giorni pasquali ai clienti affezionati, ne avevo sentito parlare in giro quando uscì nel natale 2017 e i commenti non erano lusinghieri, noioso, troppo esistenziale, troppo parlato, ripetitivo.

E' una delle versioni della famosa trasposizione di un romanzo di Agatha Christie scrittrice che non amo sopratutto per lo stile, come non amo il giallo classico.
La realizzazione portata in scena da Kenneth Branagh è sublime.
Vendetta, complotto, giustizia, redenzione, espiazione, nella migliore tradizione teatrale come in una tragedia del grande Shakespeare. Kenneth Branagh mette lo spettatore di fronte ai grandi quesiti: Il senso della giustizia, l'esigenza riparatrice, l'armonia della natura.
Poirot inaspettatamente etero, magro, è elegante, compulsivo ossessivo, grande conoscitore dell'animo umano, con un senso morale superiore e un gran bisogno di vacanza che nel film si concretizza nel suo divertito modo di leggere Dickens.
Narrativa si mescola a finzione cinematografica in uno scenario innevato imponente.
Dimenticavo, il cast è stellare, tantissimi attori tutti bravissimi, 90 minuti di grande cinema.