lunedì 26 agosto 2019

13 ... terza stagione



Ho iniziato a vedere la terza stagione di 13 con il consueto prologo educativo comprensivo di avvertenze per l'uso.
Sicuramente 13 è un prodotto interessante perché entra con uno stile tutto suo nel complicato e per certi versi intraducibile universo adolescenziale americano, che ha un denominatore comune con qualsiasi altro universo analogo, la giovinezza, con tutti gli struggimenti, insicurezze, malesseri e pulsioni del caso.
I temi trattati sono universali, bullismo, droga, sesso, violenza gratuita, solitudine esistenziale, incomunicabilità fra diverse generazioni, diversità e chi più ne ha più ne metta.
l'originalità sta tutta nei personaggi che sono spesso improbabili, ma non meno affascinanti.
I personaggi sono cinematografici e in questo modo rendono però la vicenda, farcita di problematiche reali, più intrigante.
Può servire una serie come 13 a fare riflettere i giovani?
Ne dubito.
I giovani, quelli veri che si muovono nel mondo reale, devono fare i conti con diversi aspetti presenti nella fiction, ma nell'italietta di oggi hanno un problema in più, nessuna prospettiva futura, nessuna speranza di realizzazione, nessun aiuto dallo Stato, entità sempre più effimera e alla deriva, e quando devi sbatterti ogni giorno per capire come costruirti un futuro, 13 può diventare davvero una commedia quasi divertente, non trovate?

venerdì 23 agosto 2019

Mindhunter 2


Fine anni settanta.
Tornano gli agenti speciali dell'FBI che crearono l'unità di analisi comportamentale.
Tornano gli efferati omicidi, i serial killer spietati e folli, in questa realizzazione affascinante di un libro Mindhunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano (Mind Hunter: Inside FBI’s Elite Serial Crime Unit).

Alla base del nero per eccellenza sicuramente c'è l'analisi della follia psicotica che spinge degli individui quasi sempre solitari a trasformarsi in predatori.
Inquietante, ancora più coinvolgente se davvero basato su storie reali, affascinante ricostruzione di un periodo storico che in un certo senso dovrei conoscere bene, mentre in Italia si sparava nelle piazze (1977) in America si cominciava a studiare un fenomeno, quello dei serial killer, tanto cinematografico quanto terribile.
Bravi gli attori, credibili le ricostruzioni, ottima regia.
Su Netflix

lunedì 19 agosto 2019

Sekiro shadows die twice




Alla fine non ce l'ho fatta a resistere, orfano dei Souls ho fatto la follia agostana, non ho fatto cadere governi ma ho acquistato Sekiro shadows die twice, ho impiegato un oretta a superare il primo combattimento con un mini boss e adesso mi accingo a inoltrarmi nel gioco vero e proprio.
Lo so che mi farà soffrire, lo so che metterà alla prova la mia pazienza e mi farà imprecare e maledire l'acquisto, ma che ci posso fare.
Ho provato  a farmi piacere giochi spettacolari, bellissimi, come Red dead redemption due, ma al di là della longevità, incredibile, e della bellezza e della poesia, all'ennesima galoppata per raggiungere un qualsiasi luogo ho deciso che mi ero davvero rotto le scatole e allora via al nuovo delirio in attesa del loro prossimo gioco che dicono uscirà nel 2020 Elden Ring annunciato come un'evoluzione dei Souls ideato in collaborazione con quel geniaccio di George R.R Martin (Trono di spade) con la regia del grande Miyazaki, insomma vedremo se davvero risponderà alle aspettative dei tanti intrepidi pazzerelloni, come il sottoscritto, che attendono al varco il nuovo capolavoro.
Vi terrò aggiornato sulle mie peripezie con Sekiro, per scoprire se è davvero impossibile, per ora l'esordio lo trovo bellissimo, ma sono davvero poco obiettivo.

sabato 17 agosto 2019

la scimmia nuda





È stato fatto un serio e coscienzioso tentativo di insegnare a parlare ad un giovane scimpanzé, ma con scarso successo. L’animale venne allevato in casa, in condizioni identiche a quelle di un bambino. Associando le ricompense a base di cibo con i movimenti delle labbra, si tentò ripetutamente di persuaderlo ad articolare qualche parola semplice. A due anni e mezzo, l’animale era in grado di dire "mamma", "papà" e "tazza". Alla fine riusciva a dire queste parole nelle occasioni giuste, ed infatti quando voleva bere sussurrava "tazza". Il difficile compito di insegnargli a parlare venne continuato, ma a sei anni (quando la nostra razza supera le 2000 parole), tutto il suo vocabolario non ne comprendeva più di sette. La ragione di questa differenza sta nel cervello, non nella voce. Lo scimpanzé possiede un apparato vocale che da un punto di vista strutturale è perfettamente in grado di emettere un’ampia gamma di suoni. 

Tratto dalla scimmia nuda di Desmond Morris

Ho scoperto La scimmia nuda grazie a Gabbani che vinse mi pare, e convinse, con la famosa canzone di qualche tempo fa, poi mi capitò di imbattermi nel saggio antropologico del noto etologo e decisi di leggerlo. Lo sto ancora leggendo, è uno dei miei compagni di questa estate 2019 e il brano che ho allegato sopra è solo un esempio di quanto questa analisi mostri aspetti decisamente illuminanti sul nostro essere umani, sulle origini, sulla improbabile origine divina e soprattutto sulla nostra evoluzione dovuta in grande parte alle dimensioni del nostro cervello.
Vi consiglio la lettura, per quanto datata (1967), utile per cercare di comprendere chi siamo e le differenze sostanziali con gli altri primati, una per tutte, noi siamo gli unici animali che si dedicano con passione allo sterminio dei nostri simili, uno dei tanti spunti di riflessione. Quando vi troverete a un bivio, spiazzati, indecisi, perplessi di fronte al vostro destino questa lettura forse vi darà qualche utile spunto per ricordarvi che un tempo eravamo solo animali con la coda e poi una scintilla animò il nostro intelletto, che cominciò a lavorare per evolversi e portarci fino a qui, noi siamo il frutto di quella incredibile evoluzione, non lamentiamoci degli effetti collaterali.

venerdì 16 agosto 2019

omicidi a Sandhamn



L'avvenente fanciulla della locandina sopra è una delle protagoniste di questa piacevole fiction svedese ambientata in una amena località turistica, Sandhamn, nell'arcipelago al largo di Stoccolma.
I diversi episodi sono tratti da alcuni romanzi di una scrittrice svedese per me sconosciuta.
La trama segue uno schema sempre uguale, omicidio, indagine condotta dal poliziotto protagonista, l'ispettore Thomas Andreasson spesso coadiuvato dalla bella Nora Linde sua amica d'infanzia, avvocato che trascorre sull'isola parte dell'estate.
Il numero di omicidi perpetrato sull'isola ricorda per certi versi analoga situazione che affligge Cabot Cobe, città fittizia del Maine, dove le persone si ammazzano allegramente ma difficilmente sfuggono al fiuto investigativo della Signora in giallo.
Ecco, Nora Linde è una sorta di avvenente signora in giallo svedese, bella, poco svedese, meno fiuto investigativo ma una innata propensione a trovarsi nel posto giusto al momento giusto per assistere a un omicidio.
La serie è ben scritta, i luoghi piacevoli, i gialli interessanti;  l'idea di ambientare storie truci in luoghi incantevoli ricorda un'altro pacchetto altrettanto improbabile ma godevolissimo come Delitti in paradiso.
Per le vostre serate estive quindi vi consiglio i paesaggi svedesi, scoprirete nuovi personaggi con una grande propensione al buon bere e alla compagnia, pesce affumicato e situazioni delittuose senza l'angoscia tipica dei neri metropolitani.
Intrattenimento puro, senza pretese ma  dignitoso.
Su prime Amazon

martedì 13 agosto 2019

Polizia Locale ... Il Presidente di tutti noi







Lo Schiaffo alla Polizia Locale
Sappiamo bene tutti delle oramai note e infauste parole spese dal presidente della Repubblica contro la Polizia Locale e tutte quelle figure che, rappresentando le funzioni pubbliche, meritano meno considerazione rispetto alle forze dell' ordine...   
Penso così ai tanti poliziotti locali feriti, offesi, aggrediti a morsi, calci, pugni, umiliati, denigrati per strada, in rete, nei social...
Ma penso anche, ad esempio, ai tanti verificatori che si sono fatti spaccare il naso (fino a farsi staccare un braccio con un machete) per pretendere il rispetto di una delle prime e più semplici regole del vivere civile come quello di pagare il biglietto del bus o del treno. 
Davvero, presidente Mattarella, ritiene che lo sputo sulla divisa di un vigile o di un controllore sia meno grave di quello sulla divisa di un carabiniere?

Non mi scandalizzo nemmeno più per la definizione di VIGILI URBANI (il mancato riconoscimento del nostro ruolo viene da molto lontano ed ha tanti politici e presidenti colpevoli di questo) ma se il mio attuale presidente afferma che un'offesa, minaccia, oltraggio alla mia divisa non è equiparabile a quella fatta a un poliziotto o carabiniere allora davvero alzo le mani e penso ai miei colleghi là fuori oggi, sotto il sole d'agosto, a metterci la faccia e la pelle e mi chiedo quanto ancora sarà lunga e dura la nostra battaglia!
Finisco questa mia considerazione con una immagine:








La foto (tratta da Il Resto del Carlino on line - ediz. di Reggio Emilia) dei ''vigili urbani'' di Reggio Emilia che stanno cercando senza soste, insieme alle Forze dell'Ordine, l'assassino della barista  ventiquattrenne Hui ‘Stefania’ Zhou.

Chissà se la guarderà il nostro presidente...e chissà se riterrà ancora che i 69 poliziotti locali caduti in servizio fino ad oggi non meritino lo stesso rispetto dei caduti delle altre Forze dell'Ordine!


Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna



lunedì 5 agosto 2019

absentia



Lei è sempre bellissima per chi ama il genere ed è brava come attrice, in questo caso ha anche speso dei soldi per produrre la serie della quale ho appena terminato di vedere la seconda stagione.

Lei è la Stana Katic di Caste, indimenticabile poliziotta che in questa serie veste i panni di una agente dell'FBI ritrovata dopo 6 anni di rapimento.

La prima stagione è interessante, classico thriller, dalle tinte a tratti fosche, con qualche forzatura e molta fantasia, ma pur sempre godibile.

Il problema subentra nella seconda stagione.

Credo che i replay, spesso resi obbligatori dal successo di una serie, sono rischiosi perché rischiano di svilire quanto di buono era emerso nella prima stagione.

La seconda stagione è più confusa, arrangiata, molte forzature, alcuni dettagli tirati davvero via, diverse imprecisioni e una trama che a tratti sembra sfilacciarsi fino a una conclusione quasi affrettata.

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