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domenica 17 agosto 2025

I compiti di un agente della Polizia Locale


 


In una chat di futuri agenti della PL bolognese uno dei probabili futuri colleghi chiede delucidazioni sul lavoro del poliziotto locale a Bologna, ha cercato informazioni in rete ma non ne ha trovate.

Ipotizzando che questa persona scrivesse sensatamente e che non stesse babbiando o fingendo, mi chiedo, cosa ha studiato per partecipare al concorso e soprattutto come è riuscito a superarlo?

Mi chiedo anche, chi saranno i futuri agenti della Polizia Locale, il loro livello di motivazione reale a scontrarsi con la necessità impellente di trovare un lavoro sicuro all'interno di un'amministrazione pubblica.

Però a quell' ipotetico futuro collega alcune informazioni posso dargliele io, dopo vent'anni in divisa.

Non so come si svolgerà il corso di formazione lavoro e sicuramente in quel periodo, breve, sarai affiancato a colleghi anziani che cercheranno di insegnarti i rudimenti, le regole essenziali, le procedure, l'approccio al cittadino, le cose da dire e quelle da non dire.

Poi terminato il corso che sicuramente supererai, ti daranno una divisa, un'arma, un fischietto,  tutti gli strumenti tecnologici attuali e ti manderanno per strada, in pattuglia.

Probabilmente sarai ancora affiancato a un collega più esperto, ma a quel punto tu sarai il protagonista e il responsabile del tuo operato.

Spesso sarai di pronto intervento e in quella situazione dovrai affrontare qualsiasi situazione, dalla buca, alla viabilità nei tanti cantieri in città legati al progetto tram, sarai davanti a una scuola  per l'attraversamento degli alunni e dei genitori, ti occuperai di rumori molesti negli orari non consentiti, correrai dietro al venditore abusivo con le sue borse contraffatte, accompagnerai un cittadino non comunitario e privo di permesso di soggiorno al fotosegnalamento, chiuderai una strada allagata, sarai di servizio di viabilità allo stadio durante una partita cercando di non diventare lo zimbello di un gruppo di ultras di una squadra ospite, dovrai sanzionare le infrazioni al codice della strada e troverai qualcuno più vecchio e deciso di te che ti dirà lei non sa chi sono io, e in una città piena di avvocati ne incontrerai a bizzeffe, dovrai sgomberare uno stabile popolare occupato, o entrare in un campo rom per un controllo.

Dovrai affrontare i trattamenti sanitari obbligatori.

Lavorerai di sera, di notte, a Natale a Capodanno, con la pioggia più difficilmente con la neve, visto il cambiamento climatico, con il caldo feroce, e dovrai essere il supporto del tuo collega, non lasciarlo mai solo e affrontare le tue paure, perché spesso avrai paura e dovrai imparare a dominarla.

Queste sono solo alcune delle cose che farai e nemmeno le peggiori.

Dovrai imparare ad amarlo questo lavoro oppure, come tanti hanno poi deciso, andare altrove a cercartene un altro.

mercoledì 25 giugno 2025

A proposito dei fatti di Genova ... si parla di Polizia Locale


 


Come molti di voi sapranno è storia recente, si parla di colleghi di un reparto della polizia locale genovese, credo reparto Sicurezza, accusati di violenze e vessazioni nei confronti di persone fermate.

Leggo su Facebook i consueti attacchi questa volta nei confronti di quella che è stata la mia divisa per vent'anni.

Generalizzazioni, tutte le divise sono di destra e razziste, non esiste poliziotto buono e le solite minchiate.

Non entro nel merito dei fatti di Genova, se ne sta occupando la magistratura che farà il suo dovere, e non escludo affatto responsabilità, come già accaduto in passato con altre forze dell'ordine.

La mia breve riflessione riguarda l'opinione pubblica, quella che esprime purtroppo giudizi  affrettati e taglienti e giudica, condanna, spesso sulla base di un titolo, o di un articolo.

Ho lavorato vent'anni in divisa, accanto a colleghi onesti che per uno stipendio fra i più bassi d'Europa hanno dedicato passione  e sacrificato spesso la propria vita per il senso del dovere, e parlo di tutte le divise, nessuna esclusa.

Certo esistono le mele marce, in tutti i settori comprese le forze dell'ordine, ma da qui a generalizzare, ancora una volta, subito pronti a sputare sentenze su un'intera categoria ce ne vuole di coraggio.

Bisogna conoscere ciò di cui si parla, per questo motivo non mi permetterei mai di parlare male dei nostri medici o infermieri in base a casi di mala sanità, perché credo fermamente nella buona fede e nell'onestà dei più a fronte della disonestà di alcune mele marce.

Ho scritto un libro per raccontare ciò che davvero secondo me è il nostro lavoro, e continuerò a credere a quelle storie e a quegli uomini e donne che ogni giorno rischiano la pelle per tutelare anche quei leoni da tastiera sempre pronti a sputare veleno.

giovedì 8 maggio 2025

Berretti Bianchi


 Rubo la mia quarta di copertina alla fine è la migliore introduzione al mio libro


Tutto quello che devi fare è scrivere una frase vera. Scrivi la frase più vera che sai. L’ affermazione non è mia ma del grande Hemingway, che ho letto e amato molto, e in questa raccolta di racconti non troverete niente altro che storie vere. Sono solo alcuni aneddoti di strada scritti da un poliziotto metropolitano come ho sempre amato definirmi. Nel nostro paese gli agenti della polizia locale hanno cambiato nome, pelle, dotazioni e definizioni, ma nell’immaginario collettivo rimangono sempre vigili urbani. Sono spesso odiati, temuti, denigrati, dimenticati, ma indispensabili in ogni città o paese perché parte del tessuto sociale della nostra società. Durante la mia ventennale carriera di agente ho iniziato a pubblicare e nel periodo di maggiore entusiasmo, dopo pochi anni di servizio, scrissi di getto alcuni racconti per cercare di descrivere il nostro lavoro. Non pretendo di avere raccontato tutto ciò che facciamo, sarebbe impossibile, ma ho cercato di immortalare alcune situazioni nelle quali mi sono ritrovato, affrontando, insieme a tanti colleghi, la realtà, quella vera, quella che spaventa e ferisce e che in parte mi ha permesso di essere la persona che sono oggi. Questi racconti sono un omaggio ai tanti colleghi che non ci sono più e a tutti quelli che ogni giorno portano orgogliosamente la loro divisa, rischiando in prima persona, per la tutela dei cittadini e del territorio 

domenica 27 marzo 2022

quiescenza


 

quiescènza s. f. [dal lat. tardo quiescentia, der. di quiescens -entis: v. quiescente]. – Stato di quiete, di riposo, di cessazione o sospensione dell’attività.


Sto camminando fra le corsie di un negozio della grande distribuzione, primo giorno di ferie, metà marzo 2022, terminerò le ferie residue a fine aprile e il 2 maggio inizierà l'ultima fase di vita dell'occidentale medio, quella della pensione.

Per circa dieci minuti ho provato una sensazione di panico, leggero affanno nel respiro, pensieri confusi, la prospettiva di un futuro da umarel a caccia di cantieri da spiare e commissioni familiari da espletare perché tanto "sei in pensione così non ti annoi".

A distanza di una settimana quell'iniziale sensazione di panico è scomparsa, vado in palestra tre volte la settimana, ariose passeggiate nei dintorni silenziosi di casa mia, caratterizzati da lunghe ciclabili, ho in programma di gonfiare i tubolari della mia bicicletta rimasta a prendere polvere per anni, ho rimesso mano al mio ultimo romanzo e mi preparo all'uscita del Frilli primaverile e sto bene, come cantava Gaber in un'illogica allegria.

Penso a tutti quelli che: la pensione è l'anticamera della tomba ... cosa vai a fare in pensione ... un uomo che non lavora è un uomo inutile ... adesso è tempo di volontariato ... con quota 100 non ce la farai ad arrivare alla fine del mese.

Etc etc.

Lo sapevo che per me sarebbe stato diverso, lo sapevo che mi sarebbe piaciuto, pazienza se nel nostro paese ridicolo le pensioni sono basse, pazienza se i nostri parlamentari la prendono dopo 4 anni, anche quelli che dovrebbero stare in galera.

Pazienza, perché io sto bene proprio ora, proprio qui, non è mica colpa mia se mi capita così.

Date retta, se potete fate come me, perché è il presente che conta.


giovedì 23 dicembre 2021

Polizia Locale ... la chimera della riforma


 Leggo velocemente il testo della proposta di legge di riforma della Polizia Locale che potete trovare qui e non mi stupisco della capacità tutta italiana di insabbiare qualsiasi tentativo di riforma.

Adesso, in questo preciso momento, possiamo dare la colpa a chiunque dell'ennesimo sgambetto a una riforma che attende dal 1986, ai poteri forti, ai partiti della sinistra, all'ignavia dei partiti della destra, a chi non vuole un'evoluzione della Polizia Locale, ma alla fine ha senso capire chi rema contro?

L'unico dato sensato è che i miei colleghi escono tutti i giorni per strada e rischiano la pelle nello stesso identico modo degli altri, i poliziotti di serie A, i Carabinieri, i colleghi della Penitenziaria, o della Guardia di Finanza, ma a differenza di tutti gli altri hanno meno tutele, meno diritti, stipendi più bassi, sono dipendenti comunali e vanno in pensione a 67 anni o con 43 anni e 10 mesi come tutti i dipendenti comunali.

Questa è l'unica realtà oggettiva, tutto il resto, l'accesso alle banche dati che rimane in ogni caso limitato, la divisa, gli strumenti di tutela personale, l'utilizzo dell'arma di servizio poco contano in un contesto nel quale rimaniamo relegati a un ruolo subordinato.

A me rimane l'amarezza di andare in pensione senza quella riforma che speravo di vedere prima della fine della mia carriera.

Ai colleghi giovani un invito, non arrendetevi, fate valere i vostri diritti, non dimenticatevi che il nostro lavoro copre l'intero territorio nazionale, arriva nei comuni più piccoli e si occupa di tutto, dalla polizia urbana ai trattamenti sanitari obbligatori.

Non hanno bisogno di noi? Facciamogli capire che senza il paese non può farcela.

Massimo Fagnoni Delegato SULPL Bologna

lunedì 27 settembre 2021

Uno Sbirro Qualunque - CHI È LO SBIRRO? (Official Video) (Prod.Aussi)





Nell'epoca dell'odio gridato, dei rappers con le pistole in mano nelle periferie divenute terra di conquista, nell'epoca del garantismo a prescindere e dello sbatti lo "sbirro" in prima pagina, vi passo un video nel quale mi sono imbattuto per caso su you tube e il messaggio vale per tutte le divise, nessuna esclusa, quelle che ogni giorno rischiano la pelle e la faccia per le strade del bel paese.

sabato 1 febbraio 2020

Polizia Locale ... i dimenticati





- Si è appena spenta l'eco delle elezioni regionali in Emilia Romagna ed ogni schieramento ha
proclamato, come consuetudine, il proprio successo: noi vorremmo che chiunque governi la Regione riconoscesse l'insostituibile ruolo della Polizia Locale nel garantire quotidianamente la sicurezza e il bene delle nostre comunità (ruolo troppe volte misconosciuto). Noi continueremo, negli uffici e sulle strade, a ''servire e proteggere'' e a produrre ''sicurezza''. Ciò che per noi è importante è essere tutelati per poter poi tutelare adeguatamente e senza timore le nostre comunità, ma il lungo ed inattuato percorso della riforma della legge quadro sulla Polizia Locale è la prova che governi e parlamento non hanno a cuore la sicurezza degli agenti di Polizia Locale e, conseguentemente, dei cittadini. Nella nostra Regione, che annovera tante città nei primi posti della triste classifica di reati perpetrati in danno a persone e proprietà, non esiste un assessorato alla sicurezza, mentre la Polizia Locale (su input delle locali amministrazioni civiche) già da tempo si occupa con successo del contrasto alla criminalità, pagandone però le conseguenze con un sempre più alto numero di feriti per violenze ed aggressioni subite (nel solo 2019, almeno 30 agenti feriti):
 nonostante questo, la nostra Regione non prevede (come ad esempio la Lombardia, che ha stanziato una consistente somma per indennizzare i caduti ed i feriti della Polizia Locale) alcuna forma di tutela, così come richiesto insistentemente dal nostro sindacato. Anche nella nostra città dobbiamo purtroppo registrare disinteresse da parte dell' Amministrazione (ad esempio, con un parco auto vecchio e – cosa ancor più grave - con l' assenza già da alcuni mesi dell' autovettura modificata per il trasporto in sicurezza dei fermati che talvolta sono aggressivi e violenti, pregiudicando la sicurezza degli agenti e dei fermati stessi). Tutti i giorni la Polizia Locale di Bologna è in prima linea per garantire la sicurezza della sua comunità (nel 2019 sono stati una decina i feriti per aggressione, e quest'anno sono già 2 i colleghi feriti, uno dei quali con ben 20 giorni di prognosi), pur facendo fronte ad un forte calo numerico del Corpo dovuto non solo a quota 100 ma anche al fisiologico e naturale pensionamento (e l'assunzione prevista dei 70 agenti sarà soltanto una piccola toppa). Ovviamente apprezziamo le Amministrazioni Virtuose, ma chiediamo che siano ''virtuose'' non solo dal punto di vista economico, ma anche per le tutele che devono garantire a chi è in prima linea nel contrasto all'illegalità e al degrado. A tutt'oggi da Governo, Parlamento, Regione Emilia-Romagna non sono pervenuti gesti concreti nei confronti delle donne e degli uomini della Polizia Locale: nei nostri confronti continuano a mostrare l'atteggiamento peggiore da riservare a chicchessia, l'indifferenza. In tutta la penisola continuiamo a fare un lavoro, rischioso, usurante, complesso ma senza le adeguate tutele ed è giunto il tempo di decidere se la sicurezza dei cittadini è prioritaria o meno e se si vuole impiegare la Polizia Locale anche a questo fine. Gli inganni hanno le gambe corte e se i cittadini se ne stanno accorgendo, noi lo sappiamo da sempre.

Bologna, 01 febbraio 2020 La Segreteria SULPL di Bologna

sabato 19 ottobre 2019

quota 100




Diamo qualche numero.
60 anni, 100 donazioni avis, 16 libri pubblicati.
Pensavo sarebbe stato un anno importante, importante per me intendo.

Invece sono qui a riflettere su quota 100 che mi permetterà, forse, di lasciare il lavoro con 62 anni e più di 40 anni di contributi, ma Renzi dice che è un errore e Renzi è un uomo d'onore.
Lui ha parlato con suo zio che si ostina a definire "vigile urbano" che ha solo 64 anni e cosa vuoi che sia un anno in più di lavoro?.

Sono stanco di Renzi, di questo Stato che continua a chiamarci vigili urbani, e ci tratta come gente che può lavorare fino a 67 anni, insieme a tutti gli altri cittadini, quelli che pagano le tasse, sicuramente perché non hanno scelta, magari perché sono gli onesti che reggono il paese.

Dicono, da che ho memoria, che non ci sono soldi, che stiamo rubando il futuro ai giovani, che sarà quota 100 ad affondare la nave, non i miliardi di evasione fiscale, con la quale tutti si riempiono la bocca, ma sulla quale nessuno è in grado di fare davvero qualcosa.

In conclusione, se non la toglieranno questa manovra iniqua per molti, salvifica per me, io la prenderò al volo, rinunciando a un'immediata liquidazione, si dimenticano di dirlo, rinunciando alla pensione piena, perchè io personalmente mi arrendo, non ci credo più e rendo merito al populista Salvini se riuscirò a raggiungere l'unico numero che davvero può cambiare la mia attuale esistenza.

martedì 13 agosto 2019

Polizia Locale ... Il Presidente di tutti noi







Lo Schiaffo alla Polizia Locale
Sappiamo bene tutti delle oramai note e infauste parole spese dal presidente della Repubblica contro la Polizia Locale e tutte quelle figure che, rappresentando le funzioni pubbliche, meritano meno considerazione rispetto alle forze dell' ordine...   
Penso così ai tanti poliziotti locali feriti, offesi, aggrediti a morsi, calci, pugni, umiliati, denigrati per strada, in rete, nei social...
Ma penso anche, ad esempio, ai tanti verificatori che si sono fatti spaccare il naso (fino a farsi staccare un braccio con un machete) per pretendere il rispetto di una delle prime e più semplici regole del vivere civile come quello di pagare il biglietto del bus o del treno. 
Davvero, presidente Mattarella, ritiene che lo sputo sulla divisa di un vigile o di un controllore sia meno grave di quello sulla divisa di un carabiniere?

Non mi scandalizzo nemmeno più per la definizione di VIGILI URBANI (il mancato riconoscimento del nostro ruolo viene da molto lontano ed ha tanti politici e presidenti colpevoli di questo) ma se il mio attuale presidente afferma che un'offesa, minaccia, oltraggio alla mia divisa non è equiparabile a quella fatta a un poliziotto o carabiniere allora davvero alzo le mani e penso ai miei colleghi là fuori oggi, sotto il sole d'agosto, a metterci la faccia e la pelle e mi chiedo quanto ancora sarà lunga e dura la nostra battaglia!
Finisco questa mia considerazione con una immagine:








La foto (tratta da Il Resto del Carlino on line - ediz. di Reggio Emilia) dei ''vigili urbani'' di Reggio Emilia che stanno cercando senza soste, insieme alle Forze dell'Ordine, l'assassino della barista  ventiquattrenne Hui ‘Stefania’ Zhou.

Chissà se la guarderà il nostro presidente...e chissà se riterrà ancora che i 69 poliziotti locali caduti in servizio fino ad oggi non meritino lo stesso rispetto dei caduti delle altre Forze dell'Ordine!


Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna



venerdì 26 luglio 2019

Uno di noi






Il primo pensiero è stato per lui, 35 anni, una faccia da italiano buono, uno dei tanti carabinieri che ho conosciuto lavorando per strada, spesso insieme a loro, per un controllo straordinario del territorio, o in Piazza Verdi, o durante uno sgombero,  uniti in un servizio deciso da altri, e in quei casi si parla, ci si confronta sui rischi, ma anche sulle cose della vita, un matrimonio, il mutuo da pagare, i figli... 

E Mario avrebbe potuto essere figlio mio, sposato da poco, una vita davanti, un lavoro del quale andare orgogliosi al punto da sposarsi in divisa.
Non è morto in un conflitto a fuoco con pericolosi latitanti, è stato ucciso da un qualsiasi balordo che aveva rubato una borsa dalla quale pensava di ricavare 100 euro per la sua restituzione.

Il secondo pensiero è andato ai miei colleghi più giovani, quelli che tutte le settimane arrestano balordi della stessa risma, ladri di polli, spacciatori spesso tossicodipendenti, ladri di biciclette che nel novanta per cento dei casi non vanno nemmeno in galera, ma al massimo subiscono un obbligo di firma, un divieto di dimora, perché il furto è considerato un reato minore nel nostro paese garantista.

Ma le otto coltellate necessarie a spegnere le speranze esistenziali di Mario e dei suoi familiari non sono un reato minore, sono state inferte con l'intento di uccidere per non rischiare la direttissima, o magari perché era fatto di qualche sostanza, gente che non ha nulla da perdere e che nel nostro paese rischia pochissimo, non puoi toccarli, non puoi difenderti, se li arresti devi subire l'umiliazione di vederli quasi sempre andare liberi a fare danni altrove.

Tutte le divise sono a rischio in questo paese che talvolta rasenta il ridicolo, specie quando antepone i carnefici alle vittime.
Puoi morire per un arresto banale, per un controllo, per un qualsiasi servizio uno dei tanti che la Polizia Locale svolge regolarmente con i tanti arresti effettuati per reati simili.

Penso ai colleghi che davvero potrebbero essere figli miei, giovani, motivati, orgogliosi di indossare la nostra divisa e contenti quando il cittadino ringrazia per l'arresto del ladro di turno, dello spacciatore che vende morte. Inutile cercare di scoraggiarli, hanno l'entusiasmo della giovinezza e il desiderio di sentirsi valorizzati compiendo il proprio dovere, ''per servire e proteggere'', come dicono in America...  anche se questo vuol dire rischiare la vita o la salute, come successo ieri ai colleghi di Genova, circondati e fatti oggetto di lanci di bottiglie da un branco di delinquenti stranieri che tentavano di far fuggire un pusher appena arrestato.
Noi lo facciamo il nostro dovere, nessuna divisa esclusa, 365 giorni l'anno, 24 ore su 24.

Adesso tocca alla Stato fare il suo, siamo stanchi di piangere i nostri morti mentre chi uccide continua a farla franca.
Un abbraccio ai colleghi dell'Arma e alla famiglia di Mario Cerciello Rega, uno di noi.
Nessuno deve restare indietro.

Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna




venerdì 19 luglio 2019

Riforma della Polizia Locale ... la storia infinita





In un luglio tropicale dove gli uragani imperversano sulla riviera adriatica improvvisamente viene annunciata la legge delega per permettere all'attuale governo di costruire in un anno una concreta riforma della vetusta legge 65 dell'86, una legge di 33 anni fa.



Quando uscì quella legge, negli anni 80, l'Italia ed il mondo erano diversi: svettavano ancora le torri gemelle a N.Y., Berlino e l’Europa erano divise da un muro e da una cortina di ferro ideologica, l' Italia cominciava a vedere la fine della stagione terroristica... i problemi certo non mancavano e il Parlamento sancì l' inizio del cambiamento della nostra professione, non più vigili urbani ma agenti di Polizia Municipale.

Noi della Municipale, oggi Locale, ci siamo adattati, abbiamo studiato, abbiamo chiesto formazione e oggi lavoriamo su quasi tutti gli aspetti che caratterizzano la sicurezza nelle città, nelle unioni fino ai più piccoli comuni. Siamo praticamente ovunque, siamo 60000, la vera polizia di prossimità.

Due partiti, il Movimento5Stelle e la Lega, avevano presentato due diversi disegni di legge nei quali si parlava di riforma e scrissi, nel 2018, che loro almeno si erano sforzati di fare una proposta e non ci avevano ignorati come vergognosamente avevano fatto i governi precedenti da Berlusconi a Renzi.



Ricordo alcuni passaggi della proposta di legge del M5S:

“L’accesso al comparto sicurezza con contestuale integrazione delle norme della legge n.121 del 1981 concernenti l’individuazione dei corpi di polizia che sono sottoposti alla disciplina unitaria della medesima legge”.

all’art. 19 (trattamento economico etc):

“1. Al personale della polizia locale compete il trattamento economico spettante agli appartenenti alla Polizia di Stato e organi equiparati.

2. Al personale della polizia locale è altresì corrisposta l’indennità di pubblica sicurezza etc.

6. In materia previdenziale e assicurativa, al personale della polizia locale si applica la legislazione statale vigente per i corpi di polizia ad ordinamento civile etc”.



Alcuni passaggi li ho ritrovati in un disegno di legge presentato pochi giorni fa dai Fratelli d'Italia.

Una domanda sorge spontanea: questi disegni di legge sono strumentali?

Sono buoni tutti a promettere riforme specialmente quando sanno che non verranno mai realizzate.

Fra i punti che leggete sopra e le linee guida relative alla delega al Governo per il riordino delle funzioni inerenti la nostra professione c'è una sostanziale differenza.

Il disegno di legge era semplice, comprensibile anche a un vecchio agente come me, concreto, prometteva un salto di qualità, la possibilità di avere un contratto pubblicistico, uscendo dalla palude dei contratti locali, finalmente avere alcune tutele fino a oggi riservate solo alle forze di polizia statali, con le quali oramai condividiamo rischi e funzioni.

Nella delega al Governo ci sono solo tiepidi accenni a quella legge, nessuna certezza, nessun reale slancio innovativo, ma questo non doveva essere il governo del cambiamento?

Attenti colleghi, nel prossimo anno si gioca una partita di vitale importanza per la Polizia Locale.

Non basta cambiare nome e riverniciare la facciata se non si vuole davvero investire sulla sicurezza delle nostre città, non basta prometterci il taser e magari anche assegnarlo a qualche Comune per poi mandarci allo sbaraglio.

Non possiamo continuare a tirare il carro rimanendo sempre il fanalino di coda... né forze dell'ordine, né impiegati comunali.

Se perdiamo questo treno... se e quando ce ne sarà un altro?

Questo governo ci ha dimostrato, a parole, attenzione e vicinanza, ma adesso deve seguire una reale volontà di cambiamento, il coraggio di andare contro a veti ministeriali e gelosie di casacca, per il bene del Paese e dei suoi difensori più negletti.

Spetta a noi tutti, al di là delle sigle sindacali e del colore politico, sforzarci di dialogare con il legislatore per non sprecare l'ultima possibilità di cambiamento.

Solo uniti si vince.

Massimo Fagnoni Delegato SULPL Bologna




mercoledì 1 maggio 2019

1 maggio



La festa dei lavoratori nel paese del lavoro nero.
Retorica? Chi se ne frega, leggo di quei laureati siciliani costretti a lavorare in un call center per 600 euro al mese.
Non è cambiato nulla, nulla potrà mai cambiare.
Penso ai contratti di apprendistato a 5 anni per permettere alle aziende di sfruttare manodopera a prezzi minimi retribuendo una miseria per apprendistati di lavori che si potrebbero imparare in 5 mesi.
Penso ai tanti che fanno lavori indispensabili come gli educatori professionali, gli operatori socio sanitari,  che però sono pagati con stipendi che non permettono loro di comprarsi una casa di costruirsi un futuro.
Il nostro è un paese arretrato e per certi versi sottosviluppato in un contesto europeo dove il lavoro ha un valore non solo quando produce beni di consumo ma anche e soprattutto quando è al servizio della società.
Ma chi se ne frega, l'importante è super pagare i calciatori e il loro mondo fittizio e non perdersi una puntata di Grande Fratello, questo è il nostro modello culturale vincente.
In questa giornata della retorica obbligatoria e delle piazze piene di niente io dedico un pensiero commosso e riconoscente ai tanti colleghi che sono in giro a metterci la faccia e la pelle per permettere a tutti gli altri di festeggiare.
Buon primo maggio colleghi e fratelli e attenzione là fuori è pieno di imbecilli.



venerdì 15 giugno 2018

Polizia Locale ... eppur si muove




Non sono nessuno, solo un ragazzo del 59, agente della Municipale bolognese e delegato SULPL.
In questi giorni della nuova legislatura nei quali tutti si sentono in dovere di esprimere giudizi e fare pronostici sul nuovo governo, soprattutto nei social, ne approfitto per scrivere due cose sulla nostra situazione alla luce delle diverse proposte di legge.
Abbiamo un nuovo contratto dopo quasi un decennio di attesa, non voluto dal mio sindacato, sottoscritto dai sindacati confederali in tutta fretta poco prima delle elezioni che hanno sancito il crollo del Partito Democratico e della sua idea di paese.
Il contratto privatistico in questione coinvolge noi insieme ai tanti dipendenti degli enti locali e ci permetterà questo mese di giugno 2018 di avere in busta paga un aumento talmente risibile da muovere più pena che ilarità e un gruzzoletto di arretrati che trovo offensivo e umiliante.
La parte inerente la Polizia Locale invece l’ho trovata poco chiara e in linea di massima irrilevante se non per ciò che riguarda le indennità che forse troveranno una loro nuova identità, inoltre emerge tutta la parte riguardante il famoso fondo Perseo Sirio che ha suscitato dubbi e preoccupazione, soprattutto fra le nostre fila, non spiegando chiaramente che ne sarà del cosiddetto 208.
Insomma nel complesso un contratto avvilente e degradante in sintonia con gli ultimi governi che avevano come parola d’ordine sacrifici da una parte e fannulloni dall’altra riferita ai dipendenti pubblici.
Ieri ho letto la proposta di legge quadro sull’ordinamento della polizia locale n. 318 a firma di molti deputati penta stellati che ha visto il nostro contributo sindacale di idee, e finalmente ho intravisto un reale cambio di direzione.
Alla pagina 4 leggo “l’accesso al comparto sicurezza con contestuale integrazione delle norme della legge n.121 del 1981 concernenti l’individuazione dei corpi di polizia che sono sottoposti alla disciplina unitaria della medesima legge”.
all’art 19 (trattamento economico etc) leggo:
“1. Al personale della polizia locale compete il trattamento economico spettante agli appartenenti alla Polizia di Stato e organi equiparati.
2. Al personale della polizia locale è altresì corrisposta l’indennità di pubblica sicurezza etc.
6. In materia previdenziale e assicurativa, al personale della polizia locale si applica la legislazione statale vigente per i corpi di polizia ad ordinamento civile etc”.
La legge è chiara, comprensibile.
Parallelamente è stata presentata un’altra proposta di legge leghista diversa ma sempre nella direzione di un reale cambiamento del nostro ruolo che fu inquadrato nell' ultima legge quadro del  1986.
Non so se una di queste proposte diventerà legge, non so nemmeno quanto questo governo riuscirà a lavorare, però una cosa la so, i precedenti governi di centro destra prima e centro sinistra poi hanno continuato a ignorarci con un’arroganza e una determinazione inossidabile, quasi non esistessimo, il governo Monti addirittura decise di toglierci uno dei pochi diritti che avevamo inerenti la causa di servizio e all’ equo indennizzo nell’ottica di non so quale risparmio.
Finalmente oggi qualcuno si è accorto di noi, riconosce il nostro ruolo sancito quotidianamente da un duro lavoro nelle strade delle nostre città, da risultati concreti verificabili nelle statistiche, finalmente qualcuno ha sottolineato nero su bianco cosa davvero facciamo.
Forse i poteri forti ancora una volta impediranno il cambiamento, ma almeno questi signori ci stanno provando....
Fra governi che ci hanno umiliato e offeso, non riconoscendo il nostro valore, ed un governo che almeno prova a darci una speranza di cambiamento, la scelta è obbligata, a mio avviso!
Sulla strada ci siamo noi, se dobbiamo rischiare la salute e la pelle credo sia meglio farlo con tutte le tutele del caso.
Rimane un dubbio: in Regione Emilia Romagna la maggioranza vota contro un invito a stipulare una polizza infortuni per la Polizia Locale (101 sono i poliziotti locali emilianoromagnoli feriti dal 2015 ad oggi, e solo per aggressioni)... perché la sinistra continua a snobbarci? 
Cosa davvero ha fatto in questi anni per fare crescere le tutele del nostro lavoro? Attendo risposte da chi non ha neanche una volta preso in considerazione le nostre domande.

Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

domenica 28 gennaio 2018

polizia locale ... noi ragazzi del 59




Gennaio 2018, entro in un qualsiasi patronato consapevole del fatto che non ne uscirò vivo.
So che è presto, troppo presto, quest'anno compirò 59 anni, sono troppo giovane per aspirare alla pensione, ma voglio sapere quanti anni mi mancano e soprattutto quanti ne ho maturati.
Una solerte impiegata, cortese e motivata, mi accoglie, premette che non essendo iscritto al loro sindacato dovrò pagare un contributo alla fine, lo sapevo già, ormai neanche il patronato è gratuito, ma chi se ne frega.
Fa i conti e la sentenza è quasi immediata, ho iniziato a tribolare nel 1980, però ho perso mesi per strada, quindi maturerò i 36 anni di contributi nel marzo del 2018, quindi andrò in pensione con tutto comodo nel 2026.
Tranquillo, mi dice, ci andrai con il contributivo, non con la pensione di vecchiaia, a soli 66 anni e sette mesi.
Le lascio anche 20 euro di contributo, ed esco, la gambe molli, una leggera nausea, e un senso di morte incombente.
Io godo di buona salute, perciò nulla osta che possa continuare a lavorare per strada fino a sessantasei anni.
Già adesso la vista vacilla, di notte non ne parliamo, sono leggermente sordo, e se rimango in piedi troppe ore la mia fascite plantare chiede dazio, ma a 64,65, 66 anni come sarò?
Non penso solo al fisico, anche alla capacità di evitare i pericoli per me e per gli altri, la memoria, la vista, la forza.
Come potrò essere utile in divisa?
Quanto sarà imbarazzante uscire in pattuglia?
Quale immagine darò dell'amministrazione per la quale lavoro?
Forse in un piccolo comune, molto piccolo, potrei occuparmi di anagrafe e mercati, non senza fatica, ma potrei farlo, ma in una media città con mille problematiche sociali di cosa potrei occuparmi a 65 anni, a 66?
Le contraddizioni del nostro piccolo, mediocre paese ci stanno esplodendo in mano e noi saremo le prime vittime del paradosso.
Arrivo a casa, accendo la televisione, hanno firmato il contratto i dipendenti statali, i colleghi della polizia e i carabinieri avranno presto l'aumento, loro vanno già in pensione prima di noi.
Meglio per loro ... peggio per noi, figli di un dio minore

Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

domenica 10 dicembre 2017

Polizia locale ... festivo infrasettimanale

L'uomo della strada, quello che per intenderci non indossa una divisa, non leggerà l'articolo che ho appiccicato sopra e se lo leggerà non lo capirà, se dovesse capirlo dirà le solite cose: Sti vigili cosa vogliono? Loro ... pieni di privilegi.
Io non conosco i giudici che hanno deciso i nostri diritti, perché fateci caso, nel nostro paese alla fine decidono sempre tutto loro, e non entro nel merito del loro giudizio solo perché sono un vigliacco e non mi metto a sindacare la loro opinione, perché loro sono i giudici.
Io mi rivolgo ai colleghi.
Cosa fa un cristiano l'8 dicembre? il 25 dicembre, il 26 dicembre, la notte dell'ultimo dell'anno? il primo giorno dell'anno?
A seconda del loro stato sociale, dei soldi in tasca e della loro condizione possono festeggiare, stare in casa e barricarsi, dormire tutto il tempo e comunque nessuno chiederà loro di lavorare.
Noi invece siamo costretti a essere in strada o per i vecchi come me in centrale radio a rispondere al telefono.
Si chiama senso del dovere e accordo contrattuale.
Non è una giornata come le altre, se in passato si è stabilito che pagarci la giornata come straordinario infrasettimanale era giusto, non capisco come sia possibile che oggi non lo sia più, in un paese dove, diciamocelo, il confine fra giusto e sbagliato è talmente labile da essere quasi inesistente.
Non facciamoci strappare la pelle fratelli, colleghi, compagni di lavoro.
Stanno cercando di umiliarci e ci riescono alla grande.
Mandiamo loro a lavorare gratis nelle giornate deputate alla famiglia, alla glorificazione delle festività, alla nostra piccola però indispensabile vita.
Attenzione stanno rubandoci il futuro, non permettiamolo.

Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

sabato 2 dicembre 2017

Polizia Locale ... con le spalle al muro




Chi tutela gli agenti della Polizia Locale?

Leggo su Facebook la testimonianza accorata di un collega che ha dovuto vigilare tre ladre bulgare arrestate da alcuni agenti del Reparto Sicurezza Urbana della Polizia Municipale di Bologna e ha assistito incredulo al processo per direttissima che nonostante i numerosi precedenti le ha viste uscire libere dall'aula condannate a un semplice divieto di dimora. Le tre donne potranno tornare a delinquere con la quasi certezza dell’impunità, mentre diverse pattuglie si sono alternate in due giorni per garantire la loro custodia presso le nostre celle e l’accompagnamento presso il tribunale dove è avvenuto il processo con un consistente dispiego di forze, energie e risorse distolte da altri compiti. Il collega era convinto che le tre pregiudicate sarebbero state condannate e recluse nel carcere cittadino e insieme a lui erano convinti tutti i protagonisti della vicenda, e mentre ancora una volta la giustizia si inceppa fra procedure burocratiche borboniche, garantismo a tutti i costi e carceri al limite del collasso, dall'altra parte altri colleghi vengono quotidianamente querelati, indagati, condannati a volte in maniera incomprensibile, come se non esistesse più una regola certa, come se solo il fatto di indossare una divisa sia diventato motivo sufficiente per passare dalla parte del torto, senza tutele, allo sbaraglio.
Come dimenticare l’altro collega aggredito nel 2016 da un ambulante tunisino mentre stava sequestrando la sua merce, l’agente aveva avuto una prognosi di dodici giorni per un trauma alla mano, ma il giudice aveva assolto il venditore asserendo che le condotte illecite avevano comportato un danno esiguo, nonostante la prognosi di quasi due settimane.
Chi determina l’esiguità del danno? Cosa accadrà quando tutti impareranno che possono picchiarci, insultarci, denigrarci, rischiando praticamente nulla?
Il nostro lavoro sta diventando uno slalom fra chi ci riprende, postando video sui social network e ci attacca in ogni modo e chi invece per sfuggire alla giusta condanna per un reato ci aggredisce, e intanto il numero di infortunati cresce ogni anno.
Il nostro lavoro è cambiato, come mutata è la società nella quale dobbiamo operare, ma nonostante i numerosi inviti del Parlamento Europeo al riconoscimento di un uguale ruolo delle diverse forze dell’ordine compresa la Polizia Locale, noi continuiamo a rimanere la Cenerentola delle forze di Polizia, costretti a lavorare fino a sessantasette anni per strada quando per tutti è evidente come possa essere imbarazzante affrontare una strada sempre più violenta e squilibrata dopo i sessant'anni.
L’anno volge al termine, le elezioni si avvicinano, abbiamo poco tempo per chiedere ragione dei nostri diritti, e il mio augurio per il prossimo anno è che tutte le storture che ci impediscono di lavorare serenamente vengano eliminate, e intanto domani saremo di nuovo in prima linea, perché mentre lo Stato si volta dall'altra parte, a noi non è concesso. Abbiamo scelto di servire e proteggere e lo faremo fino alla fine.


Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

mercoledì 6 settembre 2017

Polizia Municipale ... ennesima aggressione


Permangono gravissime le condizioni dell’ispettore della Polizia Municipale Luigi Licari aggredito sabato sera in via del Rotolo a Catania da un gruppo di giovani; a uno di essi, l’ispettore della polizia locale, aveva vietato di accedere con lo scooter poiché la strada era momentaneamente chiusa al traffico.
Non era lì a fare il ‘’poliziotto‘’, non stava svolgendo compiti considerati da molti estranei al nostro mandato, stava espletando una delle funzioni tipiche e storiche della Polizia Municipale, si chiama viabilità.
La violenza nei confronti delle forze dell'ordine e della polizia locale in Italia è cosa nota, ci sono dati e statistiche allarmanti (la polizia locale è al terzo posto per aggressioni, dopo carabinieri e polizia - dati ASAPS).
Il fatto che sia accaduto a Catania è relativo, l'epidemia di violenza e mancanza di rispetto per le divise ormai ha raggiunto tutto il paese, è diventata questione culturale e sociale.
Il cittadino medio ha considerazione per le divise per rispetto delle stesse o per timore delle conseguenze, accetta e condivide un contratto di tipo sociale.
Una fascia di popolazione invece se ne frega, perché sa che le conseguenze di un'aggressione selvaggia come quella occorsa al collega siciliano sono risibili, niente galera, al massimo una denuncia a piede libero, viene addirittura assolto ‘’per tenuità del fatto‘’ come successe a Bologna… se poi l'aggressore è minorenne non rischia praticamente nulla.
La situazione sta precipitando con una velocità inquietante, ed il governo non ce la fa a prendere i giusti provvedimenti, incapace e troppo incartato su se stesso, preoccupato per le prossime elezioni, per qualsiasi tema che non sia la tutela delle divise, preoccupato più a tutelare Caino che a salvare Abele.
E nel frattempo noi (insieme ai colleghi delle FFOO statali) continuiamo a farci male, a cadere, a rischiare la pelle, tutti i santi giorni (e con minori tutele delle FFOO statali).
Non è più tempo di vittimismo, è necessario trovare un terreno di confronto collettivo fra tutti i lavoratori della polizia locale, i sindacati devono dialogare fra loro, tutti i sindacati, mettendo da parte divisioni e antichi dissapori.
Solo uniti potremo portare a casa un risultato.
Uniti si vince.
Nessuno deve restare indietro.
Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

martedì 29 agosto 2017

Polizia Municipale ... bersagli mobili








Il decreto e la direttiva del Ministro dell’interno sullo svolgimento dei compiti istituzionali delle Forze di Polizia e sulla razionalizzazione dell’impiego delle stesse sul territorio. Alla Polizia Locale la competenza “preminente” in materia di sicurezza stradale in ambito urbano.
Proprio nella prima parte della direttiva, dove si tratta della sicurezza stradale, il Ministero affida alla specialità della Polizia Stradale in via principale i servizi elencati nell’articolo 11 del codice della strada e in via esclusiva quelli svolti in ambito autostradale. Sulla viabilità ordinaria concorrono con la Polizia Stradale, la Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri e, nei limiti del territorio di appartenenza anche la Polizia Locale che, nell’arco delle 24 ore (se ovviamente i turni e il personale lo consentono), svolgerà i servizi di polizia stradale in via preminente, così da consentire alle Forze di Polizia di dedicarsi alle loro competenze principali, secondo quanto previsto dalla direttiva. Ovviamente tale impegno sarà assicurato secondo le disponibilità e le risorse delle Città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia e, progressivamente, sino a quelli più piccoli. Tale ripartizione di competenze in capo alla Polizia Locale avverrà tramite il coordinamento dei prefetti in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, come peraltro già da tempo accade, soprattutto nei comuni medio grandi.

 
Tempo di terrorismo islamico, ognuno deve fare la sua parte e noi, la Cenerentola di questo paese che tanti politici cercano di rendere ridicolo, dovremo occuparci in maniera preminente dell'infortunistica stradale.
Cosa che facciamo già nelle grandi città, quindi come spesso accade, stanno parlando di nulla, perché tutti gli addetti ai lavori sanno che noi siamo e saremo sempre lì in strada a rilevare incidenti... come staremo davanti alle fioriere e alle transenne delle feste grandi o piccole di mille comuni, a garantire tranquillità e sicurezza come le forze dell'ordine statali.
 
Come potete notare nell'immagine sopra (che ritrae un collega milanese), noi siamo e saremo agli imbocchi delle aree pedonalizzate, a controllare i varchi, così come siamo nelle zone dove ferve la movida, in prima linea durante feste, sagre paesane e manifestazioni...
 
ma il legislatore ha sancito e vergato un messaggio chiaro per noi della polizia locale, noi che non contiamo nulla e nulla pesiamo nel campo della sicurezza delle grandi e medie città, dobbiamo occuparci di tutto ciò che non potrà più seguire la polizia di serie A, viabilità, infortunistica, perché loro saranno impegnati a debellare il terrorismo e noi a fare ciò che ci viene meglio, i vigili urbani.
Gli agenti delle forze dell'ordine statali devono portare l'arma anche a letto, riporla sotto il cuscino, in attesa dell'isis, mentre noi non dobbiamo avanzare sacrosante rivendicazioni e dobbiamo fare ciò che lo Stato ordina.
Peccato però che a cadere sotto al fuoco degli assassini di Charlie Hebdo sia stata anche una collega della municipale parigina, accorsa proprio per un incidente stradale...caduta come, ad esempio, i due coraggiosi agenti napoletani che sacrificarono la proprio vita per proteggere i concittadini da un folle armato di fucile.
 
Il Governo e molte Regioni non riconoscono il nostro ruolo, ignorano i rischi che corriamo insieme ai colleghi statali, o fanno finta di ignorarli, e ancora una volta si burlano di noi.
Se il Governo vuole avere vigili urbani, che sia coerente e ci faccia essere in tutto e per tutto impiegati comunali!!
 
 
 
Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

mercoledì 9 agosto 2017

Polizia Municipale ... morsicati e disprezzati.




Lido Adriano venditore abusivo morde gli agenti che lo controllano.

Estate è anche questa, e per noi della Municipale le spiagge possono diventare campo di battaglia contro la vendita di marchi contraffatti, contro l'abusivismo commerciale, spesso alimentato dalla criminalità organizzata che utilizza i senegalesi sulle spiagge per un mercato dell'illegalità che vive e prospera nell'indifferenza generale.
Fino a qui la cronaca.
E la gente come si comporta?
Quelli che in spiaggia prendono il sole, mangiano il cocco, fanno il bagno nell'acqua  così così dell'adriatico, quella gente lì, i nostri concittadini.
Ebbene sembra che come al solito gli astanti abbiano scelto da che parte stare facendo il tifo per il senegalese morsicatore, in seguito arrestato.
C'è una morale?
Non esiste una morale e nemmeno un lieto fine, esiste solo un problema culturale, quello che differenzia il nostro paese, che si spaccia per europeo, da un qualsiasi paese decisamente civile.
Nel nostro paese l'illegalità è la norma, il mancato rispetto delle regole è l'unico credo possibile, e chi deve farle rispettare è il nemico.
Non esistono altre verità, siamo ancora lontani dalla civiltà, lontanissimi dall'Europa, figli poveri e ignoranti della peggiore scuola del mondo, quella che si nutre di luoghi comuni e pregiudizi.
Fino a quando l'uomo della strada non comprenderà che le divise esistono per proteggere le regole della civile convivenza il nostro paese non potrà fare altro che galleggiare trasportato da una melmosa deriva, e in questo universo garantista a prescindere scelgo la legalità, scelgo chi ha deciso di servire e proteggere.


lunedì 7 agosto 2017

Uno di noi






Era uno di noi, è una cosa banale da dire, lo so, ma io lo conoscevo, ho avuto il privilegio e la fortuna di condividere parte del mio quotidiano con lui e mi ritengo fortunato perché Matteo aveva il dono della leggerezza e non è cosa scontata, riempiva gli spazi del reparto con la sua fisicità, con la simpatia. Lui aveva l’armadietto in ufficio vicino alla mia postazione, quindi lo vedevo arrivare o a inizio turno o alla fine di una giornata in pattuglia e aveva sempre un sorriso, una battuta, una parola gentile, era sempre disponibile, generoso, allegro, era impossibile non volergli bene, non trovarlo simpatico. Era amico di alcuni vecchi colleghi di reparto, amico fraterno, e un poco invidiavo la loro amicizia, perché Matteo era una persona che vorresti avere fra i tuoi amici, ricordo che quando ancora non faceva parte del reparto Sicurezza mi capitava di incontrarlo quando ero in giro in pattuglia e gli dicevo che mi sarebbe piaciuto averlo fra i miei colleghi di reparto, perché era una persona sulla quale non ci sono dubbi o incertezze, lo sai che sarà un ottimo compagno di pattuglia, equilibrato, esperto, attento, intelligente.

Per fare il nostro lavoro, spesso denigrato e bistrattato, è necessario avere alcune caratteristiche per essere i migliori. Il pulismano deve conoscere la città, la sua storia, o almeno averla interiorizzata, deve sapere trattare con il petroniano, ma anche con lo studente universitario che arriva da luoghi lontani, con l’extracomunitario, con il malato di mente, con l’automobilista, e pochi uomini hanno tutte queste capacità o conoscenze, non è un fatto di preparazione, ma di umanità.

Matteo incarnava tutte le qualità per essere un vero pulismano bolognese.

Ti porterò con me Matteo tutti i giorni e tu per me sarai un esempio da seguire quando mi rapporterò con gli altri, tu mi hai insegnato come il rispetto per gli altri e la disponibilità paghino sempre.

Ci sarà sempre un posto per te nei miei ricordi e non smetterò di sperare di vederti rientrare dopo un servizio di pattuglia con la tua risata contagiosa, il tuo sorriso indimenticabile.