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sabato 30 dicembre 2023

Bologna non c'è più ... in edicola


 

Bologna non c'è più è arrivato in edicola il 28 dicembre 2023 grazie alla Gazzetta dello sport, all'interno di una collana di quaranta titoli della Fratelli Frilli Editori e a una collaborazione fra la Casa Editrice e il quotidiano sportivo.

Per me è una doppia soddisfazione, uno dei primi titoli usciti sempre in edicola è Il silenzio della bassa il 5 luglio di quest'anno.

Bologna non c'è più nacque come un progetto personalissimo legato alla mia idea sul terrorismo nostrano.

Sono cresciuto in Emilia, terra di partigiani e gente spiccia e negli anni settanta ero un adolescente travolto dalla violenza terrorista.

Arrivato alla maturità ho deciso di scrivere una storia che affrontasse le suggestioni soggettive legate al fenomeno.

In seguito al sodalizio con la Fratelli Frilli decisi di coinvolgere Trebbi in un'indagine su una pista terroristica e nacque Bologna non c'è più.

Se non avete trovato il titolo in edicola vi consiglio di cercarlo qui

Oppure su Amazon.

Se invece volete una copia dell'ormai esaurito Il silenzio della bassa, potete ordinarlo qui

lunedì 25 giugno 2018

Titoli Frilli a metà prezzo



Due miei romanzi li trovate a un ottimo prezzo in cartaceo

Oggi vi propongo 36 titoli in cartaceo della Frilli nella Promo "TAGLIATI PER IL GIALLO" a metà prezzo! Li trovate comodamente nel nostro Shop Frilli (http://shop.frillieditori.com/index.php) oppure nelle librerie anche ordinandoli!  — con Massimo Fagnoni,

Bologna non c'è più e Il giallo di caserme rosse a 6,90 euro

giovedì 22 dicembre 2016

Buon Natale da Trebbi




Trebbi ha lasciato il maggiolone  vicino ai Salesiani, oltre il ponte della stazione di Bologna, ha alzato il bavero del cappotto color cammello, si è calato il Borsalino sulla testa e con il sigaro acceso piantato in bocca ha cominciato a camminare verso il centro della città.
A natale tre giorni, la città è in festa, l'atmosfera è elettrica, le vetrine illuminate, le strade umide di alta pressione inquinata. La nebbia sale la mattina presto e scompare solo con il sole di mezzogiorno, polveri sottili, temperature che non hanno nulla di invernale, ma che importa, fra tre giorni è natale.
Fuori dai negozi file scalpitanti per i ritardatari dei regali obbligatori, nuovi propagatori di gadget inutili, nuovi diffusori di false speranze. il grande store della Apple in via Rizzoli, attira centinaia di consumatori desiderosi di potere spendere un migliaio di euro per un telefono.
In via Indipendenza ci sono i soliti venditori abusivi controllati a distanza da quelli della municipale, in giro ci sono squadre di ladri indaffarati per conquistare la loro personalissima tredicesima, qualcuno piangerà a natale per essersi fatto derubare, picchiare, depredare, qualcuno piangerà a natale per avere speso la tredicesima in qualche macchinetta mangiasoldi in un bar cinese della prima periferia bolognese, ma chi se ne frega, tre giorni a natale.
Le polemiche sono accantonate, ora ciò che conta è preparare la tavola, riunire i parenti a tutti i costi e ritrovarsi  in mille cene di reparto, ufficio, comparto, classe.
Il natale impone i propri riti, ma Trebbi non partecipa a nessuno di loro, per lui il natale è soprattutto il centro di Bologna, quell'albero in piazza del Nettuno solitamente sbilenco, le luci aeree in via dell'Indipendenza e le facce dei cittadini, quelli che velocemente camminano sotto i portici.
Trebbi non festeggerà in cene affollate, per lui quest'anno cena di pesce con Angela in una trattoria fuori Bologna, qualche film selezionato da guardare con lei durante la notte che celebra la salvezza dell'umanità e qualsiasi caso difficile rimandato al 27 dicembre.
Perché lui lo sa, lo sente. Il natale è un'aspettativa isterica, il sabato del villaggio, la speranza di un reale cambiamento, la speranza della salvezza, ma lui è convinto che ci sia poco da salvare per una moltitudine di persone che ha perso di vista il vero senso delle cose.
Entra da Feltrinelli di piazza Ravegnana, perché alla fine il suo natale è ancora e soprattutto comprare un romanzo, uno nuovo, e regalarsi qualche ora di vera fuga da qualsiasi ipotesi natalizia.
Trebbi si trova davanti a decine di proposte editoriali, i soliti mostri sacri dell'editoria italiana, le consuete strenne natalizie obbligatorie, anche qui il natale è proposta commerciale, è un prodotto che non può sbagliare allettando il consumatore medio quello che in libreria entra solo per le feste.
Fra i romanzi ne trova uno in classifica di vendite, è di un piccolo scrittore locale, un vigile, pensa un po', lo conosce, lo ha incontrato per strada quando ancora ci lavorava, un suo coetaneo, uno che passa spesso da Corticella. Gli scappa da ridere pensando che un tipo così possa avere scritto un romanzo, un noir metropolitano addirittura. Il titolo lo intriga "Il giallo di Caserme Rosse" di una casa editrice genovese. Lo prende in mano, lo apre, lo sfoglia, lo annusa e si dirige verso la cassa.
Sta leggendo l'inverno di Frankie Machine di Don Wislow, ma dopo proverà leggere questo noir nostrano, il natale di Trebbi è semplice alla fine, un buon romanzo, cena di pesce con la propria donna e un pensiero grato a quel bambino che reale o inventato ha davvero salvato un sacco di gente.
Sotto le due torri due finti zampognari suonano un brano natalizio. Trebbi  alza di nuovo il bavero del cappotto e si dirige lento verso via dell'Indipendenza.
Tre giorni a natale e basterebbe così poco per dargli un nuovo significato, Trebbi alza le spalle e ringrazia per essere arrivato fino a qui, alla fine questa rimane la cosa più importante in un mondo di camion che piombano sui mercatini di natale, un giorno alla volta fino a un'ipotesi di domani cercando di non perdere pezzi per strada, e tutto il resto ... tutto il resto è talmente effimero, ma chi ne frega ... tre giorni a natale, chi riflette è perduto.

venerdì 16 dicembre 2016

PROMOZIONE giallo Natale Frilli



Saldi natalizi. I miei tre romanzi li trovate su tutte le piattaforme a 2,99 euro.
Troppo pigri per cercarli eccoli qui:

Mondadori (Kobo)

Amazon (Kindle).

Ibs (Kobo)

Feltrinelli (Kobo)

con meno di 9 euro potete portarvi a casa uno degli investigatori bolognesi del momento e magari diventerete amici.
A proposito per chi si diverte e per chi invece va in depressione, comunque buone feste.

lunedì 24 ottobre 2016

Bologna non c'è più e Il silenzio della Bassa in saldo fino al 31 ottobre





Domani sta arrivando veloce e insieme a lui arriverà il terzo romanzo dedicato alle indagini complicate di un bolognese atipico, Galeazzo Trebbi, ex sbirro, pieno di contraddizioni, e con un personalissimo senso della giustizia.
Non lo conoscete?
Potete leggere i primi due romanzi con una spesa davvero modica.
2,99 euro su qualsiasi piattaforma, fino al 31 ottobre e crepi l'avarizia.
Siete Kindle? Lo trovate qui
Preferite il Kobo? Lo trovate qui


sabato 3 settembre 2016

Bologna non c'è più primo premio a Langhirano, Poliziotti che scrivono

All'interno dell'annuale rassegna i sapori del giallo che si svolge in settembre ogni anno a Langhirano
esiste uno spazio intitolato 
DALLA REALTA' ALL'IMMAGINARIO
poliziotti che scrivono
il Patron è un poliziotto con il gusto della lettura
Luigi Notari
I partecipanti al premio sono poliziotti, carabinieri e dal 2015 anche agenti della Municipale
Quest'anno a difendere i nostri colori c'ero io e Emiliano Bezzon 
Comandante della Polizia Municipale a Varese.
Inaspettatamente ho vinto il primo premio con
I tempi stanno cambiando?
Anche per noi della Polizia Municipale si apre uno spazio di confronto culturale con i colleghi delle forze di Polizia?
Chissà.
Io sono contento, orgoglioso e grato a Luigi Notari e agli organizzatori della bella rassegna.
Mio nipote mi ha chiesto al ritorno a Bologna
Quanti soldi hai vinto zio?
Non si vince denaro quando si scrive, quasi mai.
Il premio è e rimane uno di quelli che scaldano il cuore e aiutano a trovare nuove parole, a inventare nuovi personaggi.
Ma questa è un'altra storia.







lunedì 8 agosto 2016

Bologna non c'è più e il silenzio della bassa 1,99 euro su IBS e Amazon





Settimana che precede ferragosto svendita di metà estate #bolognanoncepiu e #ilsilenziodellabassa


1,99 EURO

FORMATO EPUB
KOBO ETC

anche su Amazon
kindle

venerdì 29 luglio 2016

Bologna non c'è più ... riflessioni estive



Per te che sei già in fila in autostrada per le località marittime italiane,  quest'anno molto gettonate causa paura collettiva, eccoti alcuni consigli di lettura, ma soprattutto di riflessione.
Bologna non c'è più non parla solo della mia città ma di un modello sociale, di un modello culturale.
Lo stesso modello è entrato in crisi e si sta sgretolando sotto i nostri piedi.
Vale per tutte le città italiane che rappresentavano un idea quasi perfetta di convivenza sociale, vale quindi anche per l'Europa più moderna e progressista.
Troverai i dubbi di un'intera generazione nel mio racconto e un test.
Quel test è per te, sono 10 domande che Pietro, il protagonista del romanzo, rivolge ai suoi studenti atipici, dieci domande dirette alla pancia e al cuore relativamente alla loro indole rivoluzionaria.
Quando ti capiterà di leggere la seconda avventura di Galeazzo Trebbi, magari sotto l'ombrellone,  non dimenticarti quelle domande e cerca dentro di te le risposte, magari rimarrai sorpreso.

Bologna non c'è più, Frilli editore, lo puoi trovare qui.

In autunno uscirà il terzo romanzo sempre con il nostro amico Galeazzo Trebbi investigatore.
Buone vacanze

giovedì 7 luglio 2016

Saldi Frilli di inizio estate da 1,99 a 2,40 euro




Se non conoscete Galeazzo Trebbi investigatore privato ex poliziotto e avete in casa un lettore kindle o un kobo è il momento giusto di acquistare i due titoli che vedete sopra e leggerli in ordine cronologico prima Il silenzio della bassa, poi Bologna non c'è più.
Di seguito i link utili per l'acquisto con lo sconto estivo fino al 10 luglio:
Link amazon per i kindle qui dove troverete Il silenzio della bassa a 2 euro e 45 e Bologna non c'è più a 1 euro e 99
Link Ibs per i Kobo qui stessa cifra.
Mi raccomando, fino al 10 luglio 16, con meno di 5 euro portate a casa i miei primi romanzi Frilli e un bel pezzo di Emilia, bassa compresa.

martedì 31 maggio 2016

Una domenica a San Giuliano Milanese




Di nuovo in gita verso la Lombardia, i pochi che mi conoscono bene sanno quanto mi costi muovermi e soprattutto guidare, ma non potevo esimermi dall'invito dell'amico Gino Marchitelli e alla fine sono stato contento, ho mangiato cose ottime e molto vegetariane, bevuto un paio di bicchieri di un rosso generoso e ho conosciuto alcuni amici e compagni di Gino e ritrovato alcuni amici e colleghi scrittori.
C'era vita pulsante nella biblioteca di San Giuliano e desiderio di comunicare, mi sono sentito giovane insieme ad alcuni coetanei una volta tanto, gente che è cresciuta negli anni settanta e ne porta addosso cicatrici e medaglie.
Gli anni 70. quando la politica era una cosa buona, doverosa, obbligatoria come mangiare e respirare, quando esistevano gli ideali e gli obiettivi.
Ho scoperto che ci sono ancora persone motivate e generose e Gino è sicuramente uno di questi.
Domenica narrativa, impegno sociale e politica buona si sono dati appuntamento e l'unico cruccio è non avere incontrato Varesi che non ho ancora avuto il piacere di conoscere.
Avanti dunque fino alla prossima avventura e in bocca al lupo a Gino Marchitelli e alla sua lista civica.

domenica 22 maggio 2016

Bologna non c'è più a San Giuliano Milanese




















il 29 maggio 2016 torno in Lombardia a San Giuliano Milanese, e devo ringraziare Frilli che scegliendomi come autore mi ha permesso di entrare in contatto con alcuni dei più interessanti giallisti italiani, fra i quali Gino Marchitelli che mi ha invitato a partecipare a questa prima rassegna nazionale del noir.

Ci vediamo domenica quindi e potrò riabbracciare vecchi amici e vantarmi di essere nello stesso luogo con scrittori come Varesi e Morchio senza dimenticare nessuno degli altri che potete trovare nella locandina sopra.

Sono un ragazzo fortunato, ragazzo del 59.

sabato 21 maggio 2016

Bologna è una regola





Poi mi capita di rivedere questo video dopo avere letto l'ultima recensione di #bolognanoncepiu e la Bologna di Carboni è la stessa Bologna che racconto io e se tu la conosci riesci a ritrovarla nel bel video del cantautore emiliano.
C'è la Bologna notturna e deserta, che si muove attraverso luoghi noti da Piazza dei Martiri a Piazza Verdi, dal Portico di Santa Lucia, con i bancali chiusi a Via Saragozza, ed è una Bologna bellissima, che vedi scivolare sotto i portici davanti a un graffito in memoria di Lorusso, è la mia Bologna, quella della giovinezza, attraversata di notte fra osterie, balle colossali e milioni di sigarette fumate mentre si discorreva di rivoluzioni impossibili, donne irraggiungibili e intorno c'era solo Bologna, ci avvolgeva, coccolava, ci teneva lontano dagli impicci della realtà, dal futuro che ci veniva incontro veloce e bellicoso, impaziente di spegnere  illusioni,  smorzare  entusiasmi,  fiaccare  ideali.
Ma Bologna è davvero una regola, è la mia regola, è la regola che per quelli della mia generazione ci permette di vivere e respirare ancora con lo stesso sorriso sornione di allora.
E quando qualche amico mi chiede  ironicamente, ma te cosa scrivi, cos'è questa fregola?
Solitamente non so cosa rispondere, poi guardo Bologna, ascolto Carboni e mi torna in mente il tempo in cui l'estate era Bologna, le donne erano Bologna, la vita era la mia città e non c'era sera che non avessi qualche buon motivo per non credere nel futuro.
Oggi quindi scrivo per non perdere la  memoria, per continuare ancora a sorridere della regola Bologna.


venerdì 20 maggio 2016

Bologna non c'è più ... recensione di Alessio Piras



L'ennesima recensione per il mio #bolognanoncepiu.
Quando penso che l'eco del romanzo abbia ormai esaurito i suoi effetti e decido che si è scritto tutto ciò che si poteva scrivere, ecco spuntare una nuova riflessione, efficace, completa, appassionata e non posso che passarvela così come è stata scritta in Critica letteraria che trovate qui.




#CriticaNera - La fragile realtà che ci circonda: "Bologna non c'è più" di Massimo Fagnoni



Bologna non c'è più
di Massimo Fagnoni
F.lli Frilli Editore

La differenza sostanziale tra noir e poliziesco credo risieda principalmente in un elemento di base: in entrambi i generi avviene un crimine che sovverte l’ordine della società in cui si commette. Tuttavia, se nel poliziesco il detective risolvendo il delitto riporta ordine nell'universo che lo circonda, nel noir il delitto è manifestazione esplicita dei problemi e delle contraddizioni che affliggono la società: la sua soluzione non riporta l’ordine, ma, anzi, lascia tutti i problemi che l’hanno causato irrisolti e scoperti. Li rende visibili, li smaschera. L’indagine, con le sue scoperte, infatti, solleva il tappeto sotto il quale chi detiene il potere nasconde i guai della realtà. Quest’azione di disvelamento è profondamente sovversiva e temuta: forse per questo ilnoir è sempre stato considerato un genere letterario basso e incolto, in gran parte delegittimato.

Sono ormai trascorsi alcuni decenni dagli anni di piombo. La Storia non ha ancora messo il cappello su quel periodo cruciale del nostro passato recente e forse siamo ancora tutti intontiti dal fumo delle bombe e dalle molte, forse troppe, parole scritte a caldo. Dall'inizio degli anni ’90 del secolo scorso, poi, ci dicono che il mondo è cambiato: Berlinguer è morto, non c'è più l'Unione Sovietica, non esistono più destra e sinistra, la classe operaia è scomparsa insieme alle industrie, quelle che resero grandi città come Genova, Torino e la rossa Bologna. L'identità di classe, ci raccontano, non esiste più e anche la lotta per difendere gli interessi degli ultimi è ormai, vogliono farci credere, anacronistica. Il mondo globale ha spostato altrove la classe operaia, ha de-localizzato la lotta. Eppure, leggendo Bologna non c'è più di Massimo Fagnoni si percepisce una strana sensazione: si ha come l'impressione che qualcosa della bella fiaba che ci hanno raccontato negli ultimi dieci, quindici anni, non torni. È come se mancasse qualcosa.
Bologna non c'è più, infatti, dà modo al lettore di capire che la classe operaia non è sparita, non è stata de-localizzata. Ha solo cambiato volto: è nell'insicurezza di un'insegnante precaria, nella frustrazione di un operatore di un call-center che vende contratti di fornitura elettrica per telefono, nella rabbia di una segretaria sfruttata. Ed è una classe debole, abbandonata e dispersa, che non ha più neanche il riparo di un sindacato e per questo è alla mercé della follia di un esaltato, in una città, Bologna, che ha perso la sua identità, ma non ancora la sua anima.
Mancano i punti di riferimento, quindi, spazzati via dal capitalismo selvaggio e dalla globalizzazione più spietata, e chi ancora non si arrende allo status quo, chi legge l'inganno e prova rabbia, non sa dove e come sfogarla. I partiti politici vivono in una realtà parallela e anche quelli nuovi, come il Movimento 5 Stelle, dimostrano tutta la loro debolezza. Non hanno fondamenta, l'abbandono delle ideologie non ha comportato l'arrivo delle idee e i programmi elettorali si reggono sul nulla.
Pensiamo di essere enormemente più ricchi rispetto a trent'anni fa: abbiamo lo smartphone, il computer portatile, il tablet e facciamo acquisti su Internet. Amazon è il nostro bottegaio. Viviamo in un'overdose costante di consumo: vogliamo e otteniamo sempre di più. La crisi di valori lascia un vuoto in cui sguazzano falsi ideologi come Pietro Ricci, il filosofo-psicologo-terrorista che organizza una cellula simil-brigatista facendo leva proprio sul vuoto lasciato dalla politica e dal sindacato. I componenti di questa sgangherata combriccola di bombaroli sono l’immagine stessa del disincanto che contraddistingue l’Italia d’inizio millennio: hanno le librerie vuote come il conto in banca, vivono in appartamenti condivisi, o con i genitori, fino alla soglia dei quarant'anni, sono frustrati, non si sposano, non fanno figli, sussistono senza un'idea a cui aggrapparsi; senza un progetto sopravvivono in una squallida inerzia quotidiana. E il vuoto che hanno intorno è il brodo di cottura del disincanto che porta alla deriva, che scoppia con l'impeto di una molotov in un call-center, come quello dove lavora Marco, uno dei rappresentanti di questa nuova classe operaia in rivolta. Il disincanto ha il sapore amaro della disperazione, nel senso di “assenza della speranza”: in un futuro migliore, in un progetto di vita. La generazione dei personaggi terroristi di Bologna non c’è più è già vecchia: vive con lo sguardo rivolto al passato in un presente costantemente in bilico.
Bologna non c'è più smonta anche l'ultimo grande mito del Novecento rimasto vivo: la famiglia. La tragedia più devastante del romanzo non è quella della bomba al call-center o della rapina al centro scommesse, ma quella che si consuma in seno alla famiglia Lazzarini, dove il giovane rampollo Wolfgango è un tossicodipendente viziato e infelice. L'unico antidepressivo che riesce a trovare il ragazzo è dentro una siringa e ha il sapore dell'eroina: la società nella quale vive non è in grado di dargli altro. Potenzialmente Wolfgango può comprarsi tutto tranne quello che gli servirebbe davvero, la felicità. Allora acquista da uno spacciatore di periferia il pass per l'inconsapevolezza, per quello stato mentale di assuefazione e rilassatezza che la droga riesce a dare in maniera così efficace. Prima è la mente a chiederglielo, poi il corpo: quello di Wolfgango trema e prude e ha un bisogno disperato della puntura magica. E così la famiglia si dissolve nella solitudine del ragazzo che affronta da solo le sue paure e il suo mondo, perdendo miseramente. Ma non solo: lo stesso Galeazzo Trebbi, protagonista e splendido investigatore privato, degno di essere affiancato ai suoi più illustri colleghi Pepe Carvalho e Jules Maigret, è padre di una figlia distrutta dal consumo di droga. Quando la madre di Wolfgango lo assume per controllarlo, Trebbi rivive la propria personale tragedia, trattenendo a stento il turbinio di emozioni che si scatenano nella sua testa.
Con Bologna non c’è più, Fagnoni sembra volerci mettere in guardia nei confronti della società che ci sta lentamente fagocitando. È tutto un gran baccano, un rumore costante e assordante che ci fa stare bene e anestetizza le nostre autodifese. Ha l'effetto di una droga che distorce la realtà e ci convince che viviamo nel migliore dei mondi possibili, con il risultato che non ci alziamo più in un “coro di vibrante protesta” (Fabrizio De Andrè, La domenica delle salme) e quando lo facciamo siamo completamente fuori controllo.
Bologna non c'è più lascia l'amaro in bocca come deve farlo un buon noir. Come da manuale, Galeazzo Trebbi risolve il caso e consegna il colpevole alla giustizia, ma non può rimettere ordine nel mondo, che resta inesorabilmente imperfetto e fragile, con l’unico inconveniente che ora, questa fragilità, è uscita allo scoperto e non possiamo più permetterci di ignorarla.

giovedì 14 aprile 2016

Frilli Day a Bologna


Ho trascorso 4 ore del mio giorno di ferie in un luogo magico che non conoscevo in compagnia di scrittori e non c'era l'atmosfera che spesso si crea fra concorrenti di un medesimo settore, ma soprattutto la curiosità di conoscersi e finalmente di parlarsi senza la comunicazione delle chat e della rete.
Loriano Macchiavelli è apparso in una video intervista di Dario Villasanta e Stefano Zanerini.
Valerio Varesi ha postato una bella lettera aperta a tutti i partecipanti.
Un bravo attore ha letto magistralmente i brani di noi scrittori.

Ho dovuto lasciare il teatro e l'evento non era ancora concluso, questioni familiari, ma la prima impressione a caldo è quella di sentirsi parte di una squadra, tanto virtuale quanto appassionata. nelle quattro ore trascorse al Teatro del Navile ho conosciuto finalmente Mirko Giacchetti uno scrittore che fra le altre cose legge e frequenta il mio blog, e aveva una splendida t-shirt del mio gioco preferito Fallout 4, ho conosciuto Masella Maria, mio mito editoriale, Rocco Ballacchino e abbiamo parlato di Torino, Gino Marchitelli che rivedrò in maggio a San Giuliano  e Alessandro Bastasi e ho rivisto Matteo Bortolotti e Nicola Arcangeli, Roberto Carboni e scrittori tanti scrittori, appassionati, entusiasti e la lista potrebbe continuare,mi sono emozionato e per la prima volta trovo un senso di appartenenza e di questo devo ringraziare Carlo Frilli. Per la splendida organizzazione un plauso a Giusy Giulianini e Dario Villasanta e Stefano Zanerini. é stata una giornata da incorniciare, energia buona per il mio scrivere

Scrivere ed essere scrittori è anche questo sentirsi parte di un gruppo, condividere un luogo e un entusiasmo, emozionarsi per essere riconosciuto da tuoi pari in un contesto davvero vitale.

Poi ci sono i soldi, la fama, la gloria, ma alla fine sono  accessori abbastanza inutili da portarsi nella tomba.

martedì 12 aprile 2016

Bologna non c'è più ... recensione di Paolo Calabrò

Copio e incollo l'ennesima recensione di Bologna non c'è più 
qui il sito da dove l'ho copiata




Bologna non c’è più. Secondo noir 

Frilli di Massimo Fagnoni


Quando hai passato tutta la vita a compiere il tuo dovere sulla strada nel modo migliore, il brutto carattere passa in secondo piano. È il caso di Galeazzo Trebbi, poliziotto in pensione specializzato nel trattamento di “ragazzi difficili”, che ora lavora come investigatore privato. In una Bologna stritolata fra l’opulenza e i suoi tanti rischi, viene assoldato dai Lazzarini, famiglia in vista che al momento è preoccupata per Wolfango, giovane scapestrato nonché erede unico, che tra i suoi talenti maggiori non annovera né la voglia di studiare né il fiuto nello scegliersi le amicizie…
Massimo Fagnoni non è nuovo alla scrittura: giallista da sempre e autore di almeno nove volumi di genere (questo è il secondo con Frilli, dopo Il silenzio della Bassa, del 2014) racconta una storia più nera che gialla, frutto anche delle sue esperienze come agente di polizia locale in città. Trebbi non è l’unico protagonista qui (si potrebbe dire – e una volta tanto non sarebbe uno frase fatta – che la vera protagonista sia Bologna), ma il suo carattere altalenante tra lo scostante e l’ammiccante, che costringe di continuo il lettore a cambiare umore nei suoi confronti, lo piazza inevitabilmente al centro della scena. Ottimo l’uso del dialetto che – sempre benvenuto – qui è anche appropriato. Consigliato.

M. Fagnoni, Bologna non c’è più, ed. Frilli, 2015.

giovedì 7 aprile 2016

Un editore in noir Prima edizione ... tutta bolognese



Ieri scrivevo della gratificante lettera ricevuta da Pupi Avati, in merito a un mio romanzo.
Parlavo del necessario spirito d'iniziativa che deve essere  patrimonio culturale di ogni scrittore, editore, distributore, agente, libraio, perché per parlare fuori da ogni metafora, nel nostro paesuncolo dove tutti hanno il meglio della tecnologia in palmo di mano, la lettura è ancora patrimonio di pochi, anche se qualche indagine sostiene ottimisticamente il contrario.
Se ti sbatti, se non hai paura di esporti, se ti mostri, se ti dai da fare, se cerchi compagni di ventura, se sei pronto a muoverti e a farti conoscere, forse hai qualche possibilità di vendere i tuoi libri, e con un pò di fortuna e una buona dose di talento riuscirai a emergere.
Se rimani fermo sul margine del fiume aspettando di vedere passare la fortuna, e truppe di lettori ed estimatori che si accorgeranno di te perché il tuo modo di scrivere è unico e originalissimo, rischierai di aspettare invano.
Poi ci sono sempre le eccezioni da una parte e dall'altra.
Frilli è, nel panorama degli editori italiani, uno che lavora sodo, promuove i suoi autori e crede nel suo lavoro.
La prima edizione bolognese di Un editore in noir è dedicata alla Casa Editrice genovese, una Signora Casa Editrice, giovane, competitiva, che punta sulla qualità e sulla regionalità dei suoi autori.
Io ho due fortune, sono uno degli autori bolognesi sui quali Frilli ha deciso di investire, e sono uno dei bolognesi che farà gli onori di casa in questa giornata dedicata ai Frilli.
Grazie a chi ha creato l'evento:  Dario Villasanta,  Giusy Giulianini, Stefano Zanerini, e se mi sono dimenticato qualcuno chiedo venia.
Vi aspettiamo,
Sopra nella locandina le coordinate dell'evento.

venerdì 18 marzo 2016

Bologna non c'è più a Pieve di Cento




Per la rassegna Condimenti di cibo e letteratura Martedì 22 marzo 2016 alle ore 20, approdo a Pieve di Cento dove grazie a diversi amici conosciuti nel mio percorso di scrittore ho già avuto modo di presentare le mie storie fra la via Emilia e il West, fra Bologna e la Toscana, fra Bologna e Ferrara.
Mi sento molto cittadino della Bassa, ma anche bolognese e appenninico  e quindi come disse il grande Mazzini, mi pare, cittadino del mondo, del mio piccolo universo circoscritto dal punto di vista spaziale ma in contatto attraverso la rete con altri universi possibili.
Cibo e letteratura sono un connubio perfetto basta ci sia del buon vino e degli amici con i quali condividerlo.
Martedì ci saranno gli amici di sempre o almeno degli ultimi anni di scorribande letterarie e culinarie.
Ci sarà Claudio Balboni alla consolle, Marco Piovella alle letture, Andrea Piselli con le sue analisi e approfondimenti, Lara Gamberini per la parte fotografica, e la Trattoria da Filizon in via Giuseppe Garibaldi 60 a Pieve di Cento.
Se volete esserci dovete telefonare ai numeri scritti nella locandina.
Per 10 euro si beve buon vino e si mangia roba genuina.
Vi aspetto.



sabato 5 marzo 2016

Bologna non c'è più a Ozzano







3a serata della rassegna culturale organizzata dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Ozzano dell'Emilia.
"Così lontani così vicini" - Arcangeli e Fagnoni si raccontano attraverso i loro libri "Dove oggi è già domani" (Giraldi Editore e "Bologna non c'è più" (Frilli Editore)




Biblioteca 8 marzo 1908 - Piazza Allende 18 - Ozzano dell'Emilia ore 21

Letture ad alta voce a cura di Giuseppina Randi e del gruppo di lettura di Ozzano Emilia e per finire buffet e assaggi di vini della Palazzona di Maggio


venerdì 12 febbraio 2016