martedì 17 settembre 2019

Hakan Nesser ... l'uomo che odiava i martedì




Non sono un amante del giallo svedese, scandinavo e in generale nordico.
Mi piacciono in generale le realizzazioni seriali televisive su netflix o sky ma tendo a leggere altro.
Nesser mi ha conquistato invece con Gunnar Barbarotti un poliziotto fuori da ogni rotta possibile, davvero originale, riflessivo, fragile,di un'umanità che trascende il suo ruolo, sicuramente un poliziotto improbabile nella realtà dura delle nostre città, ma interessante in una trasposizione letteraria.
Non vi racconterò la trama del suo penultimo romanzo, forse uno dei più struggenti.
L'indagine è soprattutto funzionale alla creazione dei personaggi, tutti curati, descritti, approfonditi, quindi non poteva non piacermi.
Vi consiglio di iniziare dal primo L'uomo senza un cane e se vi piace il genere dovrete leggerli tutti, perché è un ciclo che inizia e finisce come capita solitamente delle cose della vita.

domenica 15 settembre 2019

the boys




Tratto dall'omonimo fumetto scritto da Garth Ennis e disegnato da Darick Robertson anni 2006, è una realizzazione Prime video e riesce nuovamente a stupirmi dopo l'esperienza con Happy.


Questa volta i cattivi sono i super eroi in un universo dove sono per tutti le star da amare e imitare ma nella realtà sono psicopatici con pieni poteri di fare e disfare a piacimento.
In un certo senso un'anticipazione dei nostri anni dove non conta ciò che vali ma quanto sei bravo a venderti e mostrarti in rete, non si capirebbe altrimenti il successo di alcuni pseudo artisti/cantanti/blogger che non hanno né arte né parte ma spaccano alla grande.

Linguaggio esplicito, ultra violenza, sesso e molta azione.

Su Amazon Prime Video

venerdì 13 settembre 2019

riflessioni siciliane



Oggi 13 settembre 2019, l'acqua è talmente calda che tuffarsi e nuotare avviene senza fatica, senza sforzo anche per un freddoloso come me.
Alle 16 passo dal bar sulla spiaggia, "Anticaglie" per un caffè, domenica prossima ultimo giorno di apertura, lunedì i gestori partono direzione nord, in sottofondo canta Cremonini e scherziamo sul fatto che è un cantautore bolognese, gli racconto delle nostre colline e di come sia davvero divertente percorrerle in vespa.
Mi chiedono da dove possono salire, gli dico da via Saragozza, per via di Casaglia, ma gli dico anche che la Sicilia è più bella.
Mi dicono che hanno mangiato da Vito, una volta, tortellini introvabili, io gli consiglio La Gigina a Corticella, cucina bolognese doc, non ci sono mai stato ma ne parlano assai bene.
Loro ascoltano Cremonini io penso a una canzone di Battiato

Passammo l'estate su una spiaggia solitaria
E ci arrivava l'eco di un cinema all'aperto
E sulla sabbia un caldo tropicale dal mare


che ascoltavo quando avevo la loro età, anzi ero più giovane.

Sicilia, Emilia, terre lontane, diverse suggestioni, paesaggi, cibi, ma unite in un pomeriggio di settembre, perché l'estate qui non è ancora finita e la testa si sblocca davanti al mare, a una spiaggia deserta, e ricomincio a immaginare situazioni, personaggi, storie.

Mi scappa da ridere quando sento miei coetanei mugugnare che la pensione li spaventa, li spaventa il vuoto, la fine dell'età produttiva.

Il vuoto è vacanza, apre la testa a nuove frontiere, ti permette di fare progetti esistenziali 
nuovi, ti ricorda che non siamo nati per lavorare, ma per vivere e per perseguire l'irraggiungibile felicità che non esiste, ma affiora in un pomeriggio perfetto a Punta Secca.

Se non sapete cosa fare coetanei in età da pensione, ricominciate a fare una cosa bella, leggete un libro, quello che avete abbandonato su qualche comodino e lasciato lì solitario a prendere polvere.


lunedì 26 agosto 2019

13 ... terza stagione



Ho iniziato a vedere la terza stagione di 13 con il consueto prologo educativo comprensivo di avvertenze per l'uso.
Sicuramente 13 è un prodotto interessante perché entra con uno stile tutto suo nel complicato e per certi versi intraducibile universo adolescenziale americano, che ha un denominatore comune con qualsiasi altro universo analogo, la giovinezza, con tutti gli struggimenti, insicurezze, malesseri e pulsioni del caso.
I temi trattati sono universali, bullismo, droga, sesso, violenza gratuita, solitudine esistenziale, incomunicabilità fra diverse generazioni, diversità e chi più ne ha più ne metta.
l'originalità sta tutta nei personaggi che sono spesso improbabili, ma non meno affascinanti.
I personaggi sono cinematografici e in questo modo rendono però la vicenda, farcita di problematiche reali, più intrigante.
Può servire una serie come 13 a fare riflettere i giovani?
Ne dubito.
I giovani, quelli veri che si muovono nel mondo reale, devono fare i conti con diversi aspetti presenti nella fiction, ma nell'italietta di oggi hanno un problema in più, nessuna prospettiva futura, nessuna speranza di realizzazione, nessun aiuto dallo Stato, entità sempre più effimera e alla deriva, e quando devi sbatterti ogni giorno per capire come costruirti un futuro, 13 può diventare davvero una commedia quasi divertente, non trovate?

venerdì 23 agosto 2019

Mindhunter 2


Fine anni settanta.
Tornano gli agenti speciali dell'FBI che crearono l'unità di analisi comportamentale.
Tornano gli efferati omicidi, i serial killer spietati e folli, in questa realizzazione affascinante di un libro Mindhunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano (Mind Hunter: Inside FBI’s Elite Serial Crime Unit).

Alla base del nero per eccellenza sicuramente c'è l'analisi della follia psicotica che spinge degli individui quasi sempre solitari a trasformarsi in predatori.
Inquietante, ancora più coinvolgente se davvero basato su storie reali, affascinante ricostruzione di un periodo storico che in un certo senso dovrei conoscere bene, mentre in Italia si sparava nelle piazze (1977) in America si cominciava a studiare un fenomeno, quello dei serial killer, tanto cinematografico quanto terribile.
Bravi gli attori, credibili le ricostruzioni, ottima regia.
Su Netflix

lunedì 19 agosto 2019

Sekiro shadows die twice




Alla fine non ce l'ho fatta a resistere, orfano dei Souls ho fatto la follia agostana, non ho fatto cadere governi ma ho acquistato Sekiro shadows die twice, ho impiegato un oretta a superare il primo combattimento con un mini boss e adesso mi accingo a inoltrarmi nel gioco vero e proprio.
Lo so che mi farà soffrire, lo so che metterà alla prova la mia pazienza e mi farà imprecare e maledire l'acquisto, ma che ci posso fare.
Ho provato  a farmi piacere giochi spettacolari, bellissimi, come Red dead redemption due, ma al di là della longevità, incredibile, e della bellezza e della poesia, all'ennesima galoppata per raggiungere un qualsiasi luogo ho deciso che mi ero davvero rotto le scatole e allora via al nuovo delirio in attesa del loro prossimo gioco che dicono uscirà nel 2020 Elden Ring annunciato come un'evoluzione dei Souls ideato in collaborazione con quel geniaccio di George R.R Martin (Trono di spade) con la regia del grande Miyazaki, insomma vedremo se davvero risponderà alle aspettative dei tanti intrepidi pazzerelloni, come il sottoscritto, che attendono al varco il nuovo capolavoro.
Vi terrò aggiornato sulle mie peripezie con Sekiro, per scoprire se è davvero impossibile, per ora l'esordio lo trovo bellissimo, ma sono davvero poco obiettivo.

sabato 17 agosto 2019

la scimmia nuda





È stato fatto un serio e coscienzioso tentativo di insegnare a parlare ad un giovane scimpanzé, ma con scarso successo. L’animale venne allevato in casa, in condizioni identiche a quelle di un bambino. Associando le ricompense a base di cibo con i movimenti delle labbra, si tentò ripetutamente di persuaderlo ad articolare qualche parola semplice. A due anni e mezzo, l’animale era in grado di dire "mamma", "papà" e "tazza". Alla fine riusciva a dire queste parole nelle occasioni giuste, ed infatti quando voleva bere sussurrava "tazza". Il difficile compito di insegnargli a parlare venne continuato, ma a sei anni (quando la nostra razza supera le 2000 parole), tutto il suo vocabolario non ne comprendeva più di sette. La ragione di questa differenza sta nel cervello, non nella voce. Lo scimpanzé possiede un apparato vocale che da un punto di vista strutturale è perfettamente in grado di emettere un’ampia gamma di suoni. 

Tratto dalla scimmia nuda di Desmond Morris

Ho scoperto La scimmia nuda grazie a Gabbani che vinse mi pare, e convinse, con la famosa canzone di qualche tempo fa, poi mi capitò di imbattermi nel saggio antropologico del noto etologo e decisi di leggerlo. Lo sto ancora leggendo, è uno dei miei compagni di questa estate 2019 e il brano che ho allegato sopra è solo un esempio di quanto questa analisi mostri aspetti decisamente illuminanti sul nostro essere umani, sulle origini, sulla improbabile origine divina e soprattutto sulla nostra evoluzione dovuta in grande parte alle dimensioni del nostro cervello.
Vi consiglio la lettura, per quanto datata (1967), utile per cercare di comprendere chi siamo e le differenze sostanziali con gli altri primati, una per tutte, noi siamo gli unici animali che si dedicano con passione allo sterminio dei nostri simili, uno dei tanti spunti di riflessione. Quando vi troverete a un bivio, spiazzati, indecisi, perplessi di fronte al vostro destino questa lettura forse vi darà qualche utile spunto per ricordarvi che un tempo eravamo solo animali con la coda e poi una scintilla animò il nostro intelletto, che cominciò a lavorare per evolversi e portarci fino a qui, noi siamo il frutto di quella incredibile evoluzione, non lamentiamoci degli effetti collaterali.

venerdì 16 agosto 2019

omicidi a Sandhamn



L'avvenente fanciulla della locandina sopra è una delle protagoniste di questa piacevole fiction svedese ambientata in una amena località turistica, Sandhamn, nell'arcipelago al largo di Stoccolma.
I diversi episodi sono tratti da alcuni romanzi di una scrittrice svedese per me sconosciuta.
La trama segue uno schema sempre uguale, omicidio, indagine condotta dal poliziotto protagonista, l'ispettore Thomas Andreasson spesso coadiuvato dalla bella Nora Linde sua amica d'infanzia, avvocato che trascorre sull'isola parte dell'estate.
Il numero di omicidi perpetrato sull'isola ricorda per certi versi analoga situazione che affligge Cabot Cobe, città fittizia del Maine, dove le persone si ammazzano allegramente ma difficilmente sfuggono al fiuto investigativo della Signora in giallo.
Ecco, Nora Linde è una sorta di avvenente signora in giallo svedese, bella, poco svedese, meno fiuto investigativo ma una innata propensione a trovarsi nel posto giusto al momento giusto per assistere a un omicidio.
La serie è ben scritta, i luoghi piacevoli, i gialli interessanti;  l'idea di ambientare storie truci in luoghi incantevoli ricorda un'altro pacchetto altrettanto improbabile ma godevolissimo come Delitti in paradiso.
Per le vostre serate estive quindi vi consiglio i paesaggi svedesi, scoprirete nuovi personaggi con una grande propensione al buon bere e alla compagnia, pesce affumicato e situazioni delittuose senza l'angoscia tipica dei neri metropolitani.
Intrattenimento puro, senza pretese ma  dignitoso.
Su prime Amazon

martedì 13 agosto 2019

Polizia Locale ... Il Presidente di tutti noi







Lo Schiaffo alla Polizia Locale
Sappiamo bene tutti delle oramai note e infauste parole spese dal presidente della Repubblica contro la Polizia Locale e tutte quelle figure che, rappresentando le funzioni pubbliche, meritano meno considerazione rispetto alle forze dell' ordine...   
Penso così ai tanti poliziotti locali feriti, offesi, aggrediti a morsi, calci, pugni, umiliati, denigrati per strada, in rete, nei social...
Ma penso anche, ad esempio, ai tanti verificatori che si sono fatti spaccare il naso (fino a farsi staccare un braccio con un machete) per pretendere il rispetto di una delle prime e più semplici regole del vivere civile come quello di pagare il biglietto del bus o del treno. 
Davvero, presidente Mattarella, ritiene che lo sputo sulla divisa di un vigile o di un controllore sia meno grave di quello sulla divisa di un carabiniere?

Non mi scandalizzo nemmeno più per la definizione di VIGILI URBANI (il mancato riconoscimento del nostro ruolo viene da molto lontano ed ha tanti politici e presidenti colpevoli di questo) ma se il mio attuale presidente afferma che un'offesa, minaccia, oltraggio alla mia divisa non è equiparabile a quella fatta a un poliziotto o carabiniere allora davvero alzo le mani e penso ai miei colleghi là fuori oggi, sotto il sole d'agosto, a metterci la faccia e la pelle e mi chiedo quanto ancora sarà lunga e dura la nostra battaglia!
Finisco questa mia considerazione con una immagine:








La foto (tratta da Il Resto del Carlino on line - ediz. di Reggio Emilia) dei ''vigili urbani'' di Reggio Emilia che stanno cercando senza soste, insieme alle Forze dell'Ordine, l'assassino della barista  ventiquattrenne Hui ‘Stefania’ Zhou.

Chissà se la guarderà il nostro presidente...e chissà se riterrà ancora che i 69 poliziotti locali caduti in servizio fino ad oggi non meritino lo stesso rispetto dei caduti delle altre Forze dell'Ordine!


Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna



lunedì 5 agosto 2019

absentia



Lei è sempre bellissima per chi ama il genere ed è brava come attrice, in questo caso ha anche speso dei soldi per produrre la serie della quale ho appena terminato di vedere la seconda stagione.

Lei è la Stana Katic di Caste, indimenticabile poliziotta che in questa serie veste i panni di una agente dell'FBI ritrovata dopo 6 anni di rapimento.

La prima stagione è interessante, classico thriller, dalle tinte a tratti fosche, con qualche forzatura e molta fantasia, ma pur sempre godibile.

Il problema subentra nella seconda stagione.

Credo che i replay, spesso resi obbligatori dal successo di una serie, sono rischiosi perché rischiano di svilire quanto di buono era emerso nella prima stagione.

La seconda stagione è più confusa, arrangiata, molte forzature, alcuni dettagli tirati davvero via, diverse imprecisioni e una trama che a tratti sembra sfilacciarsi fino a una conclusione quasi affrettata.

Su prime amazon

venerdì 26 luglio 2019

Uno di noi






Il primo pensiero è stato per lui, 35 anni, una faccia da italiano buono, uno dei tanti carabinieri che ho conosciuto lavorando per strada, spesso insieme a loro, per un controllo straordinario del territorio, o in Piazza Verdi, o durante uno sgombero,  uniti in un servizio deciso da altri, e in quei casi si parla, ci si confronta sui rischi, ma anche sulle cose della vita, un matrimonio, il mutuo da pagare, i figli... 

E Mario avrebbe potuto essere figlio mio, sposato da poco, una vita davanti, un lavoro del quale andare orgogliosi al punto da sposarsi in divisa.
Non è morto in un conflitto a fuoco con pericolosi latitanti, è stato ucciso da un qualsiasi balordo che aveva rubato una borsa dalla quale pensava di ricavare 100 euro per la sua restituzione.

Il secondo pensiero è andato ai miei colleghi più giovani, quelli che tutte le settimane arrestano balordi della stessa risma, ladri di polli, spacciatori spesso tossicodipendenti, ladri di biciclette che nel novanta per cento dei casi non vanno nemmeno in galera, ma al massimo subiscono un obbligo di firma, un divieto di dimora, perché il furto è considerato un reato minore nel nostro paese garantista.

Ma le otto coltellate necessarie a spegnere le speranze esistenziali di Mario e dei suoi familiari non sono un reato minore, sono state inferte con l'intento di uccidere per non rischiare la direttissima, o magari perché era fatto di qualche sostanza, gente che non ha nulla da perdere e che nel nostro paese rischia pochissimo, non puoi toccarli, non puoi difenderti, se li arresti devi subire l'umiliazione di vederli quasi sempre andare liberi a fare danni altrove.

Tutte le divise sono a rischio in questo paese che talvolta rasenta il ridicolo, specie quando antepone i carnefici alle vittime.
Puoi morire per un arresto banale, per un controllo, per un qualsiasi servizio uno dei tanti che la Polizia Locale svolge regolarmente con i tanti arresti effettuati per reati simili.

Penso ai colleghi che davvero potrebbero essere figli miei, giovani, motivati, orgogliosi di indossare la nostra divisa e contenti quando il cittadino ringrazia per l'arresto del ladro di turno, dello spacciatore che vende morte. Inutile cercare di scoraggiarli, hanno l'entusiasmo della giovinezza e il desiderio di sentirsi valorizzati compiendo il proprio dovere, ''per servire e proteggere'', come dicono in America...  anche se questo vuol dire rischiare la vita o la salute, come successo ieri ai colleghi di Genova, circondati e fatti oggetto di lanci di bottiglie da un branco di delinquenti stranieri che tentavano di far fuggire un pusher appena arrestato.
Noi lo facciamo il nostro dovere, nessuna divisa esclusa, 365 giorni l'anno, 24 ore su 24.

Adesso tocca alla Stato fare il suo, siamo stanchi di piangere i nostri morti mentre chi uccide continua a farla franca.
Un abbraccio ai colleghi dell'Arma e alla famiglia di Mario Cerciello Rega, uno di noi.
Nessuno deve restare indietro.

Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna




mercoledì 24 luglio 2019

La linea verticale



La linea verticale significa rimanere in piedi, rimanere vivi.
Così sulle tracce delle opere di Mattia Torre scomparso prematuramente pochi giorni fa ho cominciato a vedere questa realizzazione Rai in 6 puntate interpretate magistralmente da un Mastandrea in stato di grazia, illuminato da quel tunnel fosforescente che ci aspetta tutti alla fine del viaggio.
Si parla di cancro, si parla di ospedali, si parla di morte.
Argomenti pesanti entrano dentro e fanno male specialmente quando chi è in ospedale è relativamente giovane, ma giovani o non giovani la vita è una sola e come dice il protagonista, un attimo prima sei tutto preso dal tuo quotidiano un attimo dopo ti ritrovi in una delle istituzioni totali più restrittive del mondo, l'ospedale e decidi di starci per curarti, operarti, insomma sfangarla.
E non c'è possibile educazione alla precarietà dell'esistenza, continuiamo a raccontarci che bisogna vivere con più leggerezza, che non dobbiamo farci soverchiare dalle nevrosi quotidiane, ma ci ricordiamo dell'importanza di vivere liberamente solo quando siamo a un passo da essere fottuti.

Guardatevi la Linea verticale se ne avete il coraggio e ringraziate per ogni giorno concesso, per ogni serata fra buon vino, buon sesso e buoni amici, perché la vita è un battito di ali di farfalla a un passo dalla tempesta.

Su Raiplay

lunedì 22 luglio 2019

Burnout fra colline e valli



Chi mi conosce sa quanto mi costa muovermi dalla bassa per andare in giro a parlare dei miei scritti.
Invecchiando sono diventato pigro e sempre più schivo, ma in questo caso faccio un'eccezione.
Serata in collina a Tolé con l'amico Arcangeli e Sabrina Leonelli parleremo dei nostri libri e spero ci saranno molti villeggianti ad ascoltare.
Vi aspetto.
i dettagli li trovate sopra.

domenica 21 luglio 2019

la luna e ... la pensione



Vi parlo con la pancia dalla mia domenica sera, accanto a farmi compagnia un fedelissimo ventilatore.
Sono soddisfatto del mio fine settimana, ho appena saldato il carrozzaio per i danni della grandine … 1000 euro e la macchinina è quasi come quella che avevo acquistato, valore 12000, interessi dei crucchi nemmeno li ricordo (è una up) la finirò di pagare fra 2 anni e mezzo ma già oggi vale la metà della metà.
Accendo la televisione e avrete notato parlano solo di Luna, i 50 anni del primo atterraggio dell'uomo sulla Luna, esticazzi direbbe il grande capo di seiunozero.
Io c'ero, ero bambino, ma mio padre mi diede il permesso di assistere, perché mio padre ci credeva nel grande sogno, e per questo penso ancora a lui con tenerezza.
Oggi il nostro eroe PARMITANO è in orbita da qualche parte, e io lo ammiro, non tanto e solo per questo fatto, ma perché lui ce l'ha fatta a realizzare il suo sogno, che attenzione è solo suo, esclusivamente suo, indissolubilmente suo, o sbaglio?

Il suo sogno è anche vostro?
Dai non scherziamo.
50 anni fa sono scesi sulla Luna e allora?
Qualcosa è cambiato?

Facciamo una botta di conti.
Oggi leggo in rete che la CGIL, che il Signore la benedica, e accidenti ai 20 anni di tessera che ho pagato per lei, propone 66 ANNI PER ANDARE IN PENSIONE, CON 42 ANNI DI CONTRIBUTI E 1000 EURO.

Ditemi che è una notizia falsa, ditemi che sto sognando, perché diversamente, cosa frega a me, cosa può fregare a voi che l'amico PARMITANO sia in orbita  inseguire il suo sogno?

Qui a terra ci sono i compagni del PD, i compagni della CGIL che ci stanno dicendo che non ci sono soldi e che dobbiamo morire lavorando.

Fra la Luna e la malinconia cosa devo festeggiare? E soprattutto posso scendere? Anche in corsa.

sabato 20 luglio 2019

VALERIO MASTANDREA "Gola"..( 2a parte) di Mattia Torre..cinema palazzo ...






Mattia Torre non lo conoscevo e lo scopro solo ora apprendendo che è morto, relativamente giovane, a 47 anni per un tumore, ma conoscevo indirettamente il suo talento visto che Boris, serie nella quale è stato sceneggiatore, è una delle fiction italiane che ho profondamente amato.

Il talento di descrivere vizi e virtù del nostro paese e del nostro tempo con leggerezza e intelligenza non è cosa comune, vi lascio al bravo Mastandrea, che interpreta un brano di Torre, raccontando una delle nostre peculiarità tutta italiana, tutta nostrana, trasversale, apolitica, universale, che bene descrive la nostra vera essenza.

Il nostro paese è farcito da diverse anime, fazioni, schieramenti, organizzazioni, partiti, cosche, e i più scaltri sono bravissimi a pontificare esprimendo giudizi, sparando a zero, ma l'unica cosa che davvero sappiamo fare in maniera magistrale è cucinare e mangiare e guai a chi ci rompe le scatole quando lo stiamo facendo.

La nostra è fame atavica, chimica, eterna e per soddisfare questo appetito ci dimentichiamo di tutto e di tutti indistintamente, mostrando solo in quel momento di massima voracità la nostra vera essenza.

la  parte la trovate su youtube


venerdì 19 luglio 2019

Riforma della Polizia Locale ... la storia infinita





In un luglio tropicale dove gli uragani imperversano sulla riviera adriatica improvvisamente viene annunciata la legge delega per permettere all'attuale governo di costruire in un anno una concreta riforma della vetusta legge 65 dell'86, una legge di 33 anni fa.



Quando uscì quella legge, negli anni 80, l'Italia ed il mondo erano diversi: svettavano ancora le torri gemelle a N.Y., Berlino e l’Europa erano divise da un muro e da una cortina di ferro ideologica, l' Italia cominciava a vedere la fine della stagione terroristica... i problemi certo non mancavano e il Parlamento sancì l' inizio del cambiamento della nostra professione, non più vigili urbani ma agenti di Polizia Municipale.

Noi della Municipale, oggi Locale, ci siamo adattati, abbiamo studiato, abbiamo chiesto formazione e oggi lavoriamo su quasi tutti gli aspetti che caratterizzano la sicurezza nelle città, nelle unioni fino ai più piccoli comuni. Siamo praticamente ovunque, siamo 60000, la vera polizia di prossimità.

Due partiti, il Movimento5Stelle e la Lega, avevano presentato due diversi disegni di legge nei quali si parlava di riforma e scrissi, nel 2018, che loro almeno si erano sforzati di fare una proposta e non ci avevano ignorati come vergognosamente avevano fatto i governi precedenti da Berlusconi a Renzi.



Ricordo alcuni passaggi della proposta di legge del M5S:

L’accesso al comparto sicurezza con contestuale integrazione delle norme della legge n.121 del 1981 concernenti l’individuazione dei corpi di polizia che sono sottoposti alla disciplina unitaria della medesima legge”.

all’art. 19 (trattamento economico etc):

1. Al personale della polizia locale compete il trattamento economico spettante agli appartenenti alla Polizia di Stato e organi equiparati.

2. Al personale della polizia locale è altresì corrisposta l’indennità di pubblica sicurezza etc.

6. In materia previdenziale e assicurativa, al personale della polizia locale si applica la legislazione statale vigente per i corpi di polizia ad ordinamento civile etc”.



Alcuni passaggi li ho ritrovati in un disegno di legge presentato pochi giorni fa dai Fratelli d'Italia.

Una domanda sorge spontanea: questi disegni di legge sono strumentali?

Sono buoni tutti a promettere riforme specialmente quando sanno che non verranno mai realizzate.

Fra i punti che leggete sopra e le linee guida relative alla delega al Governo per il riordino delle funzioni inerenti la nostra professione c'è una sostanziale differenza.

Il disegno di legge era semplice, comprensibile anche a un vecchio agente come me, concreto, prometteva un salto di qualità, la possibilità di avere un contratto pubblicistico, uscendo dalla palude dei contratti locali, finalmente avere alcune tutele fino a oggi riservate solo alle forze di polizia statali, con le quali oramai condividiamo rischi e funzioni.

Nella delega al Governo ci sono solo tiepidi accenni a quella legge, nessuna certezza, nessun reale slancio innovativo, ma questo non doveva essere il governo del cambiamento?

Attenti colleghi, nel prossimo anno si gioca una partita di vitale importanza per la Polizia Locale.

Non basta cambiare nome e riverniciare la facciata se non si vuole davvero investire sulla sicurezza delle nostre città, non basta prometterci il taser e magari anche assegnarlo a qualche Comune per poi mandarci allo sbaraglio.

Non possiamo continuare a tirare il carro rimanendo sempre il fanalino di coda... né forze dell'ordine, né impiegati comunali.

Se perdiamo questo treno... se e quando ce ne sarà un altro?

Questo governo ci ha dimostrato, a parole, attenzione e vicinanza, ma adesso deve seguire una reale volontà di cambiamento, il coraggio di andare contro a veti ministeriali e gelosie di casacca, per il bene del Paese e dei suoi difensori più negletti.

Spetta a noi tutti, al di là delle sigle sindacali e del colore politico, sforzarci di dialogare con il legislatore per non sprecare l'ultima possibilità di cambiamento.

Solo uniti si vince.

Massimo Fagnoni Delegato SULPL Bologna




giovedì 18 luglio 2019

lo scrittore e l'impegno sociale



Leggo in questi giorni tristi per la morte di Camilleri gli interventi di altri che come me scrivono e in qualche modo, come me, pubblicano, quindi per definizione scrittori.
Molti di questi parlano, come già avevano fatto in passato, dell'impegno politico e sociale che deve essere patrimonio dello scrittore che proprio in virtù del suo essere ha un dovere morale, civico, politico, di esprimere una posizione, di schierarsi.

Utilizzo il mio blog che ogni anno registro e nel quale sono davvero libero di esprimermi, visto che nessuno vi obbliga a leggermi, per dire che secondo me, il fatto di essere uno che scrive non mi obbliga necessariamente a prendere una posizione e non lo faccio, non  perché rischierei di perdere il 50 per cento dei miei sparuti lettori, ma semplicemente perché non credo che lo scrittore abbia questo dovere morale.

Il fatto di scrivere romanzi, racconti, non mi colloca su un piano diverso dal mio vicino di casa che è molto bravo a riparare impianti idraulici, o al mio medico che è molto bravo a curarmi, io sono uno che ha la presunzione, la faccia tosta e anche l'arroganza di scrivere storie con la pretesa addirittura di venderle,  se fossi un grande scrittore, come Camilleri, forse potrei anche pensare di usare la mia autorevolezza culturale per dire la mia, ma nel mio caso rischierei solo di coprirmi di ridicolo.
Credo che chi vuole capire come la penso dovrà fare lo sforzo di leggere una mia storia e forse qualche indizio utile lo troverà in quei luoghi.

In conclusione:

Ognuno si senta libero di fare le proprie battaglie come meglio crede, scrivendo proclami in un qualsiasi network, esprimendo imdignazione, piuttosto che solidarietà e sacro furore per la causa che crede di dovere perorare, ma lasci gli altri liberi di rimanere nei propri stracci.

Come dichiarò Eco smuovendo l'ira di tanti non concordi con lui:

I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel.

Io la penso nello stesso modo, cerco di usare i socialmedia per pubblicizzare i miei libri, per raccontare storie, mostrando, al massimo, tramonti siciliani e condividendo la recensione di un film o un libro. A volte racconto la mia battaglia sindacale nell'unico ambito che conosco abbastanza bene, il mio lavoro, il resto, l'impegno politico, la sana passione sociale, la lascio a chi ancora ci crede, ai professionisti della politica e a chi non ha mai nessun dubbio, nessuna incertezza, beati loro.

giovedì 4 luglio 2019

Liga ... non è tempo per noi




 La prima tappa dello Start Tour 2019, in programma a Bari, non è andata benissimo: sembrerebbe che dei 50 mila posti disponibili, i biglietti venduti siano stati soltanto 30 mila, poco più della metà

Rubo dal Giornale di Sicilia.

Una breve riflessione.
Io seguo Ligabue dagli esordi, ho quasi tutti i suoi cd, tranne gli ultimi.

Ho amato il suo stile ruvido emiliano, mi piaceva il suo approccio rock e romantico, da Non è tempo per noi, a Ho messo via, Ballando sul mondo fino a Una vita da mediano, Tutti vogliono viaggiare in prima e potrei citarne tante altre.

Ma devo ammettere che, a differenza del meno affine Vasco Rossi, Ligabue ha sempre avuto il problema della ripetitività di toni, ritmi, e in molti casi contenuti.

Adesso siamo davvero al capolinea, non lo ascolto più e come nel caso di Jovanotti alcuni brani mi muovono un discreto fastidio, come l'ultimo Certe donne brillano, con il suo consueto ammiccamento al pubblico femminile fatto spesso di retorica e banalità.

Ero convinto che nel nostro paese il pubblico bue seguisse pedissequamente le mode e le abitudini senza scartare mai di lato  e che Ligabue avrebbe continuato a incassare lodi fino alla fine del suo tempo lavorativo, forse mi sbagliavo e questa potrebbe essere l'unica nota positiva nella constatazione della fine di uno degli ultimi mostri sacri del rock italiano.

Tutto ha una fine, a volte basta ammettere di non avere più nulla di interessante da proporre, e cercare magari nuovi interessi nella vita.

domenica 30 giugno 2019

Compagno di scuola



Ieri sera ho festeggiato con una ventina di amici il nostro diploma 1979, quinta G, Liceo Scientifico Augusto Righi, 40 anni e sentirli tutti, vi assicuro.
La serata è stata, a dispetto di qualsiasi aspettativa personale, piacevole, nessuno struggimento fuori luogo, nessuna nostalgia mal riposta, un semplice ritrovarsi fra sopravvissuti.
Perché diciamocelo, arrivare a 59 anni, 60 nel mio caso, integri e lucidi, in questo modello sociale, è davvero un miracolo.
Noi c'eravamo, quasi tutti, purtroppo qualcuno non ce l'ha fatta, ma l'abbiamo ricordato in maniera degna.
Cosa rimane davvero per me?
Rimane questa canzone.
Io già allora sentivo la nostalgia per quel magico periodo che mai si sarebbe riprodotto.
Erano gli anni 70, avevo 18 anni, una incredibile esigenza di fare sesso, e nessuna femmina realmente disponibile.
Parlavamo molto, ci ubriacavamo molto e le canne, le manifestazioni e tutto quell'insieme di scemenze che molti miei coetanei hanno vissuto.
Fra le botte e le ubriacature è un miracolo che si sia arrivati integri fino a qui.
Era in quel preciso momento, in quell'attimo, che si sviluppava il mito, non oggi, non alle cene piacevoli ma distanti.
Quindi ragazzi, che non stimo e non amo, protagonisti del vostro presente, non sperate un giorno di ritrovarvi e cantando in una qualsiasi serata rivivere quella magia, perché la magia è solo di quel momento, il momento esatto nel quale la vivete.
Il Righi era magico perché c'era una mitica sezione G che faceva magie e vi amo tutti voi superstiti di quegli anni e di voi canterò le gesta nei miei scritti, mimetizzandoli fra morti ammazzati e noir bolognesi, perché io Fabrizio e Adriana me li ricordo bene perché ditemi chi non si è mai innamorato di quella del primo banco.

Vi lascio con Venditti, una buona estate e coccolate il vostro passato, alla fine sarà l'unica cosa a farvi compagnia.

sabato 29 giugno 2019

the rookie




Un collega mi ferma per le scale e mi dice guarda The Rookie sulla Rai, merita, sai c'è quello che faceva Castle.
La serie del famoso scrittore con poliziotta al seguito l'ho vista tutta e mi ha deluso solo alla fine, quindi mi sono armato di santa pazienza e sono andato a cercare in rete la serie che mamma Rai ha già trasmesso ma della quale non ho trovato nulla su Rai Play.
Parentesi, ma quanto sono scadenti e poco fruibili sia Rai Play che Mediaset play?
Destinate a essere soppiantate da sky, netflix e forse anche Prime.

Detto ciò, ho visto la prima puntata e mi è piaciuta molto.
La storia di tre reclute della polizia di Los Angeles con un anziano poliziotto (40 anni) che mi ha fatto pensare alla mia esperienza diretta, anch'io sono entrato in PL a quarant'anni.

Per dovere di cronaca, non c'è confronto fra il nostro lavoro e quello della polizia americana.
Sono convinto che in Italia Polizia Locale, Polizia di Stato e Cc svolgano compiti molto simili, con la differenza che noi abbiamo molte più mansioni da espletare in capo a un giorno, dalla commerciale all'edilizia passando per la polizia giudiziaria etc ma sono cose già dette quindi noiose.

La giornata di lavoro di un poliziotto americano è molto diversa, regole d'ingaggio diverse, molti conflitti a fuoco, molti morti anche fra le forze dell'ordine.

Però alcuni elementi in comune ci sono fra noi e loro, lo spirito di corpo, l'entusiasmo di fare un lavoro al servizio della collettività, l'adrenalina dell'azione, i traumi e i lutti da rielaborare, lo stress di un lavoro che si svolge sulle 24 ore 365 giorni l'anno.

Insomma ho sentito una vicinanza con quei poliziotti televisivi, con tutte le licenze artistiche del caso.

Serie ben orchestrata, bravo Nathan Fillion e bravi tutti, sulla Rai o in rete.

mercoledì 26 giugno 2019

Red Dead redemption due



Ci sono i Souls, poi ci sono giochi come questo che non c'entra nulla con Dark Souls e forse era la pausa video ludica di cui avevo bisogno.
Le dinamiche di gioco sono completamente diverse bisogna entrarci gradualmente e alla fine è come trovarsi dentro un film interattivo del quale tu decidi la trama in parte, ma che in realtà segue binari preordinati,  basta seguire i binari e fare le scelte opportune.
Il gioco è molto bello, l'ambientazione favolosa a chi piace il genere, i dialoghi spesso intriganti, è un gioco ricco di personaggi, situazioni, estremamente longevo fino al limite della noia, perché se vuoi completare tutte le missioni e situazioni immagino siano necessarie centinaia di ore.
C'è anche una parte online che credo sia praticamente un altro gioco.
Insomma è un gioco da provare con un solo problema, non c'è l'ansia, la frenesia, l'eccitazione di un qualsiasi souls, le dinamiche nevrotiche, gli scontri definitivi, la cooperazione online per sconfiggere i boss, insomma tutte quelle caratteristiche che mi hanno cambiato la vita di video giocatore.
Attendo con trepidazione Elder Ring sperando di ritrovare quelle atmosfere  e cavalco flemmatico nelle immense praterie di Red Dead cercando un senso in tutto ciò

martedì 25 giugno 2019

Big little lies 2

CONTIENE SPOILER


Era così scontato che Meryl Streep sarebbe stato l'elemento disturbante della seconda stagione, avrei potuto scommetterci dei soldi, non sapevo che avrebbe rivestito il ruolo della madre psicotica del maschio violento della prima stagione, ma sapevo che sarebbe stato elemento di spicco e negativo di questa seconda.

Devo essere sincero, ottimo cast, brave tutte queste leonesse hollywoodiane, muovono però in me un fastidio di tipo ideologico, nell'epoca della morte della sinistra ecco che queste stucchevoli borghesi annoiate mettendo in scena un dramma inconsistente smuovono in me la parte antiborghese sepolta sotto anni di ignavia.
Dai … il protagonista negativo della prima serie che muore cadendo dalle scale, dopo avere massacrato una Nicole Kidman che in questa fiction interpreta la parte della minchiona passiva pervasa dai sensi di colpa e dalla nostalgia per quel rapporto malato con lo stupratore di turno.

La crisi esistenziale della bella  Zoe Kravitz che non riesce a superare il trauma per avere spinto lo stronzo mentre massacrava la moglie e le sue amiche..

La figura della madre/suocera/ nonna insopportabile, perfida, infida e scommetto destinata a fine iniqua, insomma un drammone poco credibile, come poco credibili le situazioni e le protagoniste, compresa la ritrovata famiglia dei due gemelli perfidi e nevrotici con il fratellino acquisito tramite stupro.

Insomma, che strazio, certe sceneggiature americane buone davvero per un pubblico anestetizzato, no realismo, no costruzione, trama scontata, peccato, un'occasione perduta e un cast stellare sprecato.



domenica 23 giugno 2019

grandine




Ieri è caduta la grandine su Bologna.
Non solo su Bologna ma io vi racconto di Bologna perché c'ero.
Guardavo quella specie di tifone a 120 km orari abbattersi sulla mia piccola up e non potevo fare nulla, se fossi uscito a proteggerla con il mio corpo, e forse meglio avrei fatto, adesso sarei morto o ferito gravemente e non dovrei pagare 1200 euro di danni, visto che da inguaribile coglione non ho assicurazione cristalli ed eventi atmosferici.
Starei meglio se fossi morto? Chissà almeno non dovrei dare uno stipendio a carglass e varie ed eventuali.
Morale?
Forse ha ragione la piccola svedese che ha solo un difetto, non è simpatica, non buca lo schermo, almeno il mio e non mi convince, non mi fido di lei, troppo mediatica, già in classifica di vendite con la sua casa in fiamme.
Però una cosa ve la posso dire.
Ieri a Bologna c'era l'apocalisse, senza se  senza ma.
Mi dispiace per chi verrà dopo di noi, a loro decidere il senso di fare figli in questa terra di nessuno.

venerdì 21 giugno 2019

l'italia s'è desta



Premetto non amo il calcio.
In passato mi è capitato di tifare rossoblu, avevo 14 anni.
Qualche volta ho seguito i mondiali, sono stato uno dei primi a guardare le partite con i commenti della gialappa's.
Mi fa schifo tutto il business che gira intorno al calcio, il calcio mercato, le varie collusioni etc.
Non mi piacciono i calciatori, tatuati, milionari, padroni del mondo, padroni delle vite di chi ha solo un interesse nella vita il campionato di calcio.

E' per questo motivo che scrivo due parole di gratitudine nei confronti della Nazionale femminile, controcorrente, davvero alternativa, coraggiosa, caparbia, tenace, queste splendide fanciulle da tempo giocano a questo buffo sport, ma solo ora emergono, perché in assenza del calcio di serie a, quello maschile che da tempo mostra lacune e criticità a livello nazionale, ecco che il calcio femminile diventa momento da guardare, record d'ascolto, motivo d'orgoglio.

Le azzurre stanno dimostrando al paese che non hanno bisogno del paesuncolo per giocare bene, per tirare fuori la grinta e il talento, loro sono  vere sportive comunque vada a finire, lo erano prima di questo mondiale, lo saranno dopo.

Ma il pubblico italico se ne accorge solo ora, per caso, per astinenza, si commuove dell'addio di Totti, di un ambiente tanto maschile quanto ridicolo, con la sua ostentazione, la sua arroganza.

Spero che queste ragazze vadano avanti, spero che mantengano la loro forza e che non vengano fagocitate dal solito universo fatto di calcio mercato e interessi milionari.

In un' italia che non ce la fa a ripartire fra crisi di governo e promesse mai mantenute, un italia tutto calcio niente cultura io tifo per loro, per le azzurre, dimostrazione di vero spirito sportivo.

giovedì 20 giugno 2019

Philip Roth perché scrivere?



Non poteva mancare nella mia libreria un saggio dedicato al grande Philip Roth e lo sto leggendo, quasi centellinando, anche se vi confesso che speravo, senza nessuna anticipazione,  che fosse maggiormente dedicato alle motivazioni che spingono un individuo alla scrittura, invece la prima parte è diffusamente dedicata al suo ruolo di scrittore ebreo nei confronti della comunità ebraica americana, un po' noioso l'argomento per un "gentile" come me, però ci sono alcune chicche che valgono la spesa, come un racconto su un Kafka redivivo che diventa maestro di un Philip Roth bambino e muore anziano e un'intervista al grande Primo Levi con il quale aveva un rapporto di amicizia come si addice a due grandi della letteratura moderna, pochi incontri ma fondamentali.
L'intervista del 1986 o giù di lì è fantastica, sembra di avere Levi nel salotto di casa propria che racconta la sua carriera parallela come dirigente di una fabbrica di vernici, la difficoltà di conciliare le due vite, quella di dirigente di una piccola azienda e quella di scrittore, il sollievo quando finalmente in pensione si ritrovò a coltivare solo la passione creativa, l'importanza che ebbe nella sua vita l'esperienza lavorativa come aggancio alla realtà, e alcuni accenni al suo capolavoro, Se questo è un uomo, con la leggerezza che può emergere solo in un dialogo fra amici.
Sapevo di avere fatto un grande acquisto.
In due incomparabili testimoni del nostro tempo riesco a ritrovare rinnovato il senso di essere qui ora magari coltivando la solitaria passione della scrittura rincorrendo la realtà come se fosse sempre un passo innanzi a me.

lunedì 17 giugno 2019

the wife



Dietro ogni grande uomo c'è sempre una grande donna.
Cosa significa vivere nell'ombra di un grande romanziere che viene convocato a Stoccolma per ritirare il Nobel per la letteratura?
The wife in realtà è un film sui tormenti della scrittura, sullo struggente tema del talento, della creatività, è un film sull'amore per la scrittura creativa e sulla relatività dei ruoli nella vita di ognuno di noi.
Ci sono persone che nascono con un talento, altre che diventano brave in una qualsiasi arte o attività con spirito di sacrificio e dedizione.
Ci sono persone che per quanto impegnate o risolute non diventeranno mai bravi scrittori o autori di successo perché non hanno il sacro fuoco dentro e non creano strutture degne di emozionare i lettori.
Ci sono anche tanti talenti nascosti che per una serie di motivi difficili da decifrare non diventeranno mai autori di successo.
The wife scava a fondo e in un' ora e mezza di buon cinema racconta una favola, che potrebbe essere un brutto incubo o l'inizio di un sogno.
Guardandolo era inevitabile chiedersi dove mi colloco io nel vasto esercito di scrittori?
Preferisco lasciare a voi miei intrepidi lettori l'ardua sentenza.

sabato 15 giugno 2019

Chernobyl



Ho iniziato a vedere Chernobyl, un pugno allo stomaco.
Una riflessione sulla nostra storia, nostra di stupidi esseri umani votati all'autodistruzione, dedicata alla incapacità di prevenire i disastri, all'arroganza del potere in qualsiasi forma venga esercitato, alla capacità tutta politica e totalitaria di controllare le informazioni, nascondendo, occultando, omettendo e chi se ne frega della verità, chi se ne frega di salvare vite, l'importante è il controllo delle informazioni ... potere assoluto.
La ricostruzione è realisticamente agghiacciante, i protagonisti autentici, sembra quasi un documentario, non lascia spazio alla fantasia, rimane solo la speranza che errori simili non si ripetano.
Su Sky

venerdì 14 giugno 2019

fallout 76



Ho giocato a Fallout da quando uscì per la prima volta, casa seria la Bethesda non a caso ho amato Oblivion, Skyrim Fallout 3, ero quasi convinto che Bethesda facesse davvero la differenza perseguendo non solo la qualità ma anche e soprattutto i contenuti.
Ma gli amori spesso finiscono e quando ho deciso, nonostante i dubbi, di acquistare Fallout 76 ero ancora in lutto per la conclusione della saga Dark Souls e cercavo un gdr che potesse almeno avere un senso, ma mi rendo conto di avere riposto troppe speranze in un gioco nato vecchio.
mi sono ritrovato nel consueto vastissimo universo di fallout ma con qualche giocatore online in linea di massima spaesato come me, con una macchina grafica lenta e molte frustrazioni ludiche.
Quindi per farla breve oggi ho venduto il gioco e ho comprato Red Read Redemption 2.
Gioco nuovo, aria nuova e sicuramente alta qualità a al diavolo i gdr ne riparliamo nel 2020 con Elden Ring, spero

giovedì 13 giugno 2019

Happy



Non so se avete presente Christopher Meloni uno dei più carismatici interpreti di Law & Order, vestitelo come un barbone, trasformatelo in un ex poliziotto alcolista e tossico dipendente e avrete uno dei due principali protagonisti di Happy, l'altro non lo conoscete di sicuro perché è un piccolo unicorno blu.

Ho impiegato un po' di tempo per decidermi a vedere questa serie poi senza informarmi ho cominciato e so già che me la gusterò fino alla fine.
Tratta da un fumetto di Grant Morrison del 2012, è una delle serie più liberatorie assaggiate dal sottoscritto in rete, non aspettatevi buoni sentimenti ma ultra violenza e sangue e linguaggio esplicito inframmezzati da svolazzi disneyani dell'unicorno Happy.

In Happy il mondo è brutto, maleodorante e cattivo quasi come nella realtà ma per fortuna esiste un anti eroe come Nick Sax che non ha rispetto per nessuno ... o quasi, irresistibile carogna provato dalla vita ma alla fine con un cuore d'oro.

L'idea dell'anti eroe liberatorio appartiene anche a uno dei personaggi dei miei romanzi quel Massimiliano Re di Lupi neri su Bologna, un personaggio che potrei anche un giorno fare tornare perché cosa c'è di più bello che liberare gli istinti almeno sulla carta?

Su Netflix

martedì 11 giugno 2019

the sinner


The Sinner/ Il peccatore

Al di là della bellezza della protagonista che contrasta, probabilmente in maniera voluta, con la bruttezza di tutte o quasi le altre figure femminili della serie, è indiscutibile anche la sua bravura, insieme alla bravura di uno stropicciato Bill Pulman nei panni di un tormentato detective con una vita sentimentale/matrimoniale al capolinea e alcune brutte frequentazioni extra matrimoniali.

Alla fine la trama si gioca tutta sul rapporto fra il detective tenace e la giovane madre accusata di un efferato e inspiegabile omicidio e come al solito, come nei neri eccellenti, la storia non sarà né scontata né intuibile, perché la buona fiction come la cronaca nera si muovono sui binari delle consuetudini umane composte da orrori familiari, storie pregresse, fantasmi irrisolti e drammi interiori.

Una serie da servire fredda accompagnata magari da uno spritz Campari per facilitarne la visione in quella che si preannuncia un'estate umida e soffocante.

Su Netflix che continua a proporre prodotti davvero interessanti

lunedì 10 giugno 2019

il bibliotecario di via Gorki ... recensione



Ci sono recensioni casuali, alcune tirate via, altre per obbligo, per piacere, per amicizia, per sdebitarsi.
Poi ci sono recensioni come quella che segue fatta dall'associazione L'isola del tesoro e nemmeno firmata, ma tanto puntuale e analitica da non potere passare inosservata.
Quindi vi passo il link e chi non ha letto il romanzo forse troverà un buon invito ala lettura.
Recensione

domenica 9 giugno 2019

la nostra storia ...L' EREDITÀ DI CARLO CONTI







Scopro per caso questo video che vi passo con i commenti del caso.

Premetto, non conosco la persona che ha commentato il video  esternando alcune considerazioni che condivido.

Le persone, i concorrenti che vedrete, sembrano persone normali, ma non appartengono alla mia parte di universo, non conoscono  pezzi fondamentali della nostra storia, come alieni atterrati ieri sul pianeta

Non hanno idea del passato, sono talmente sprovveduti da non sapere del secondo conflitto mondiale, non conoscono neanche approssimativamente le date, non sanno che iniziò nel 39 e terminò nel 45, e davanti ad alcune ipotetiche date, impossibili da sbagliare per un qualsiasi essere umano non solo italiano ma di qualsiasi nazionalità, riescono in 3 a dire la cosa sbagliata e la quarta non sbaglia per pura esclusione.

Il video che suppongo autentico, vista la presenza del Conti nazionale, non ha bisogno di altre considerazioni, merita di essere guardato e assimilato come certe medicine amare ma necessarie alla nostra consapevolezza.



Tutti coloro che dimenticano il loro passato sono condannati a riviverlo.

Primo Levi



Aggiungo io tutti coloro che non conoscono il proprio passato sono destinati a non avere un futuro, condannati per il loro pezzetto di esistenza a un presente pieno solo di like e di selfie conditi da sorrisi idioti e smorfie ridicole.

giovedì 6 giugno 2019

BURNOUT frammenti 3





Ciao ragazzi 

un nuovo brano dal mio ultimo romanzo.

Vi ricordo che domani 7 giugno sarò alle librerie Coop di Borgo Panigale per il mio secondo firmacopie dalle 14 alle 18, vi aspetto

mercoledì 5 giugno 2019

Highwaymen l'ultima imboscata



Leggendo solo il titolo di una recensione di MYmovies  mi scopro reazionario, solo perché il film viene considerato reazionario da Andrea Fornasiero che sicuramente è un giovane e valente esperto di cinema.
Sono vecchio e perché no mi piace comunque stare dalla parte della legge per quanto spietata e reazionaria in questo film d'azione.
Non conosco la vicenda di Bonnie e Clyde e mi andrò a documentare, ma non è importante ai fini della realizzazione di una fiction, l'importante è la tenuta della storia narrata imperniata soprattutto sui due cacciatori, due vecchi e malandati ranger interpretati magistralmente da Kevin Costner e Woody Harrelson ingaggiati ufficiosamente per catturare i due criminali.

Bello il rapporto fra i due, intenso lo scambio verbale fra Kevin Costner e il padre di Clyde, intensa anche l'America della depressione dove due criminali da strapazzo diventano due eroi leggendari e la vicenda ricorda per certi versi quella più vicina a noi anche geograficamente di Igor, dove un qualsiasi delinquente può diventare famoso solo con il passaparola e qualche efferato omicidio sulle spalle.
Il film mi è piaciuto perché non è retorico, non indulge a inutili sentimentalismi, è uno spaccato di storia di un periodo feroce e drammatico per l'America ha anche una atmosfera western e crepuscolare che lo rende sapientemente malinconico e struggente.

Quindi mi perdoni Andrea Fornasiero se fra tutte queste caratteristiche non riesco a trovarlo reazionario, ma come scrivevo all'inizio la causa è forse la mia stessa natura lontana da inutili considerazioni garantiste anche quando si tratta di raccontare una storia per il grande pubblico.

lunedì 3 giugno 2019

ciao Luca



Mi chiama questa mattina un amico e mi comunica che uno dei miei lettori abitante a Corticella non è più fra noi.
Una riflessione è d'obbligo per alcuni motivi.
Questa persona partecipava regolarmente alle presentazioni dei miei romanzi da alcuni anni, le ricordo quasi tutte, la prima volta mi avvicinò a una presentazione alla biblioteca di Casa khaoula in via Di Corticella.

Gli piaceva Greco, amava il fatto che Trebbi fumasse il sigaro e anche Greco in alcune situazioni, era persona colta e gentile e mi ricordo alcune chiacchierate in coda alle presentazioni fino all'ultima il 24 maggio scorso al Blues Cafè dove mi aggiornava sui suoi scritti, un romanzo storico che aveva spedito ad alcune case editrici locali che gli avevo precedentemente suggerito.

Giunto a questo punto del mio percorso non parlo tanto di amici che sono pochissimi, selezionati e spesso dispersi nei loro guai, parlo di incontri e nel mio peregrinare fra presentazioni e firma copie mi sono costruito una rete di contatti e consuetudini che ormai compongono il mio percorso di scrittore.

Alla fine le persone che mi seguono, mi leggono, mi raccontano loro esperienze e condividono un'analoga passione sono parte del mio attuale modo di vivere il presente.

In buona sostanza mi mancherà Luca anche se lo conoscevo appena.

Spero solo che il suo romanzo possa piacere a uno degli editori ai quali è stato inviato, sarebbe bello potere vedere un suo scritto in una qualsiasi libreria, un bel modo di perpetuare la sua essenza nel mondo,  sicuramente lui ne sarebbe felice.

Come mi disse un tempo un collega poliziotto con un grande senso pratico, io ho già raggiunto la mia fetta di immortalità perché i miei romanzi, belli o brutti, continueranno a vivere negli occhi di chi vorrà leggerli anche dopo di me.
Invecchiando questa considerazione mi dà sollievo.

Buon viaggio Luca ovunque tu sia diretto.

sabato 1 giugno 2019

after life



C'è questa sensazione di liberazione guardando After Life, dopo la vita.
L'attore inglese, bravissimo, affronta un tema tanto tragico quanto senza tempo, come quello della morte di una persona cara, la morte della propria compagna.
La morte in realtà è il tema dominante della serie ed è trattata con una tale leggerezza da diventare quasi innocua.
Il protagonista che vedete in foto, non rinuncia alla vita a suo dire soprattutto per non lasciare il cane della coppia, ma in questo modo affronta il quotidiano con  totale libertà d'azione, non ha remore, né preoccupazioni legate all'apparire, non ha scrupoli, neanche la necessità di mentire, non ha desideri, non ha cupidigia, non deve mentire, e le situazioni che scaturiscono dalla sua totale disperazione e disinteresse per gli affari umani è di una comicità irresistibile, con alcuni inevitabili momenti di struggente malinconia.
Su netflix