sabato 18 maggio 2019

Burnout a San Lazzaro con i grandi

Domani pioggia o non pioggia mi trovate a San Lazzaro nel pomeriggio alle 16.15 sopra le coordinate

venerdì 17 maggio 2019

Doppia presentazione a Corticella Burnout e Che fine ha fatto Sandra Poggi




Si torna a Corticella doppia presentazione primaverile con Burnout e Che fine ha fatto Sandra Poggi dell'amico Pappalardo, vi lascio alla clip e vi aspetto il 24 maggio 2019 alle 19

lunedì 13 maggio 2019

Massimo Fagnoni ci parla del suo libro 'Burnout' di Minerva Edizioni







Un piccolo assaggio del nuovo romanzo.
vi ricordo la prima presentazione giovedì 16 maggio 2019 a Bologna.
Libreria Il secondo rinascimento
ore 18

domenica 12 maggio 2019

Un biglietto per il naufragio



Barcellona … Genova, non le conosco, io di Genova conosco Frilli, Lauzi, De André, e alcune canzoni, tipo Genova per noi di Conte, io Genova la immagino attraverso le canzoni, Genova per me è Guido Rossa, e il porto, il pesto, il mare, e da quando leggo Piras, la focaccia.
Un biglietto per il naufragio alla fine è una storia di amore, triste e immortale come la storia d'amore in Casablanca e forse Piras capirà.
In questo romanzo che è jazz e forse anche blues c'è una storia nera, si parla di sfruttamento della prostituzione, ma al di là del tema sociale ci sono le atmosfere, e sono quelle che costituiscono il senso di una storia, ci sono i personaggi, il poliziotto Pagani e la sua insofferenza esistenziale e il suo collaboratore per caso Marino, inseguono fantasmi, ognuno con le sue motivazioni.
Perché sia chiaro, ognuno di noi si muove nel mondo per un motivo, salvare innocenti, togliere prostitute dalla strada, può essere nobile e encomiabile, ma dietro a ogni azione dei nostri eroi c'è un altra molla, imperscrutabile, soggettiva.
Alla fine gli anti eroi di Piras sono reali, perché sono umani.
Non ci sono ideologie nell'azione, ma solo coraggio e sprezzo del pericolo.
Il romanzo funziona, è credibile, smuove sentimenti e ci lega ai protagonisti e a un certo punto compare anche il Burnout, che non è solo una sindrome, ma anche il titolo del mio nuovo romanzo.
Coincidenze?
Forse.
Un biglietto per il naufragio. Fratelli Frilli Editori.

mercoledì 8 maggio 2019

BURNOUT









Alcuni miei lettori degli ultimi cinque anni non conoscono il mio primo personaggio seriale, il maresciallo Greco, responsabile del nucleo operativo dei carabinieri di Bologna.

Ho molto amato questo personaggio perché compare già in Bologna all'inferno, il mio primo romanzo e in realtà fa la sua prima apparizione in un racconto che poi fu di ispirazione futura, Pioggia sulla città.

Le avventure di Greco riprendono da qui, 2019, grazie a Minerva e a Roberto Mugavero che ha accettato la sfida di riportare in vita una serie dedicata ai carabinieri che lui conosce bene.

Dal 10 maggio lo troverete in tutte le librerie, prima presentazione ufficiale 16 maggio 2019 a Bologna

martedì 7 maggio 2019

Il ritorno del maresciallo Greco



Prima presentazione le coordinate sopra vi aspetto e attendo che il libro cominci a circolare nelle librerie, a giorni.

domenica 5 maggio 2019

i ragazzi della via Guardi





Via Guardi è un breve tratto di strada nel quale io e altri cinni come me trascorrevamo ore e intere giornate a giocare in un periodo della mia vita nel quale il tempo non aveva ancora un significato preciso, dal punto di vista esistenziale, andava riempito fra il pranzo e la cena, e spesso il gioco era l'unico scopo dello stare insieme, giocare a calcio, a tennis in strada a ping pong.
L'infanzia è una stagione strana a pensarci bene, dicono sia fondamentale per la vita successiva, peccato non poterla vivere compiutamente, troppo impegnati a crescere, sopravvivendo alle dinamiche di strada.

sabato 4 maggio 2019

moschettieri del Re




Ho visto Moschettieri del Re di Veronesi e l'ho fatto solo per un motivo, anzi due, ho letto tutti i libri dedicati ai moschettieri e li ho amati alla follia, mi sono commosso, ho riso, mi sono emozionato, in un periodo della mia vita, l'infanzia, nel quale l'avventura passava solo e unicamente nei romanzi per ragazzi e nei fumetti.
Ho visto anche diversi film ispirati ai romanzi.

Secondo motivo.
Pensavo che i 4 attori fossero garanzia di un sicuro divertimento.

Mi sbagliavo.
Il film è brutto, nonostante il cast di livello.
La sceneggiatura è scadente e in un certo senso è svilente nei confronti dei 4 attori italiani che sono fra i migliori nel nostro pur misero panorama.

Unico che si distingue per originalità e grinta è Favino, ma questo l'hanno già detto altri.

Avrei dovuto intuirlo perché i film diretti da Veronesi non mi piacciono, appartengono a un filone della cinematografia italiana che copre cronologicamente gli ultimi trent'anni e che pure uscendo da una banale generalizzazione potrei classificare come commedia brillante a un livello superiore rispetto ai classici film commerciali della più bieca commedia italica (cine panettoni per intenderci), ma che comunque non mi piacciono.

In conclusione, un'occasione perduta? Mi è venuto anche un dubbio, forse noi italiani non siamo in grado attualmente di produrre film brillanti e dinamici, penso con malinconia alle scene di azione del film.

Comunque se siete curiosi lo potete vedere su sky.

Se siete come me dei nostalgici dei 4 moschettieri vi consiglio di riguardarvi La maschera di ferro  del 98 che a distanza di 22 anni rimane un capolavoro



giovedì 2 maggio 2019

Bolognesi per caso





Quando mi chiedono quali dei miei scritti io prediliga subito penso ai racconti che sono davvero dei frammenti di vita, riflessioni spesso estemporanee, sogni allucinati, giochi pirotecnici, metafore in corsa.
Dentro i racconti c'è davvero la massima espressione del mio sentire e se faccio fatica a scriverne altri è solo perché sono, a dispetto del mio sentire, quelli meno venduti.
Vi regalo un frammento da Bolognesi per caso.
Tutto artigianale, perdonate il lettore.

mercoledì 1 maggio 2019

1 maggio



La festa dei lavoratori nel paese del lavoro nero.
Retorica? Chi se ne frega, leggo di quei laureati siciliani costretti a lavorare in un call center per 600 euro al mese.
Non è cambiato nulla, nulla potrà mai cambiare.
Penso ai contratti di apprendistato a 5 anni per permettere alle aziende di sfruttare manodopera a prezzi minimi retribuendo una miseria per apprendistati di lavori che si potrebbero imparare in 5 mesi.
Penso ai tanti che fanno lavori indispensabili come gli educatori professionali, gli operatori socio sanitari,  che però sono pagati con stipendi che non permettono loro di comprarsi una casa di costruirsi un futuro.
Il nostro è un paese arretrato e per certi versi sottosviluppato in un contesto europeo dove il lavoro ha un valore non solo quando produce beni di consumo ma anche e soprattutto quando è al servizio della società.
Ma chi se ne frega, l'importante è super pagare i calciatori e il loro mondo fittizio e non perdersi una puntata di Grande Fratello, questo è il nostro modello culturale vincente.
In questa giornata della retorica obbligatoria e delle piazze piene di niente io dedico un pensiero commosso e riconoscente ai tanti colleghi che sono in giro a metterci la faccia e la pelle per permettere a tutti gli altri di festeggiare.
Buon primo maggio colleghi e fratelli e attenzione là fuori è pieno di imbecilli.



martedì 30 aprile 2019

Si ricomincia da Burnout



Io ci sarò domenica alle 15,30 le coordinate le trovate sopra e probabilmente parlerò del mio nuovo romanzo. 
Vi aspetto

lunedì 29 aprile 2019

Tony Esposito - Kalimba De Luna 1984





Notte ore 24,30 mi sposto da un punto all'altro per recarmi al lavoro e come consuetudine ascolto radio due, in onda una replica della trasmisisone serale, i brani ballabili italiani anni ottanta e parte Kalimba de Luna, 1984, Tony Esposito ed esplode fra Ferrara e Bologna dentro la mia macchinetta la stessa atmosfera di un'estate di 35 anni prima.
Appena tornato dal servizio militare, un'estate perfetta come può essere solo nel ricordo, avevo 25 anni e dovevo recuperare 15 mesi buttati a servire la patria e ancora oggi ne porto addosso le conseguenze di quel servizio di prima nomina.
Indossavo giacche troppo grandi sopra t-shirt colorate come vedevo nei telefilm americani come Miami Vice e ballare sotto il cielo di Parco Cavaioni o a Villa Serena era la cosa più vicina alla realizzazione della mia idea di liberazione.
Ero giovane e le ragazze quell'estate non erano più remote e inaccessibili, in un Italia in guerra fra terrorismo e attentati noi giovani italiani riuscivamo comunque a ballare, amare, muovendoci in vespa per le colline bolognesi, cuba libre, notti in bianco e una sensazione ineguagliabile di forza, entusiasmo, voglia di muoversi, ballare, vivere, amare.
Fu un'estate indimenticabile della quale rimane solo un fievole ricordo, e questa canzone con la quale inizio una nuova settimana, ha risvegliato in un attimo quelle sensazioni.
La giovinezza è talmente fugace, ma a volte è possibile ritrovarla nelle pieghe del tempo.
Forse la musica è in grado di fare la differenza, come una magia buona o un profumo familiare, non può restituire il tempo perduto ma forse aiutare a trovarne un senso.
Magari ci scrivo un racconto.
Magari no.

sabato 27 aprile 2019

the game





Ho quasi terminato The game di Baricco, quasi nel senso che mancano circa 5 pagine alla fine e voglio scrivere due cose prima che il cervello resetti la prima impressione che rimane sempre la più importante.
Cercavo una condivisione in questo libro come la trovai nei suoi saggi precedenti "I barbari" e anche se non mi sono entusiasmato come speravo The game mi ha parzialmente convinto.
Cosa mi sconvolge nel presente?
Soprattutto l'accelerazione degli strumenti a nostra disposizione nei riguardi dell'analisi della realtà e l'esplorazione dei contenuti e la possibilità di comunicare.
Se fossi vissuto ai tempi di Hemingway non so quanto sarei riuscito a produrre in termini di scritti, oggi sono quasi a 16 romanzi pubblicati, posso scrivere, correggere, cambiare, eliminare, integrare, consultare, apprendere, scoprire, contattare e tutto nello stesso lasso di tempo.
Ho bisogno di un'informazione? Una qualsiasi? La trovo in rete, In quello che Baricco chiama l'oltremondo.
Lo specchio deformabile della realtà è talmente alla portata da indurmi in confusione.
Significativo l'aneddoto del figlio di Baricco che cerca di allargare un'immagine del giornale appoggiato sul tavolo.
Noi che stiamo diventando vecchi, in un'epoca nella quale anche la vecchiaia sta cambiando i parametri di riferimento, siamo cresciuti con i fumetti, Salgari, Topo gigio, la televisione in bianco e nero e tutte quelle melenserie tanto amate dai nostalgici di un periodo che io ricordo spesso noioso, pieno dei giochi che un bambino solitario e introverso si inventava.
Avevo già allora una nostalgia per le meraviglie del possibile che trovavo nei romanzi di fantascienza o nei racconti di un'antologia curata dai formidabili Fruttero e Lucentini made in Einaudi.
Sognavo quel futuro che ritrovavo nei racconti allucinati di alcuni maestri americani e non sapevo che il nostro futuro sarebbe stato superiore in alcuni aspetti tecnologici e immobile in altri, come l'esplorazione dei mondi che mi sembra molto rallentata dalle emergenze attuali.
Baricco analizza la realtà e l'evoluzione tecnologica con una lucida concretezza, non racconta nulla di nuovo ma mette in fila i dati, li rende leggibili.
E' una sua qualità l'appassionarsi al gioco del riordino della realtà.
Mi fa compagnia, ha solo un anno più di me e per certi versi lo considero un amico anche se non ci incontreremo mai, uno di quei letterati, intellettuali, studiosi che rendono la mia esistenza più sopportabile, permettendomi di capirne alcuni meccanismi.
E adesso inizierò Philip Roth con il suo Perché scrivere.
Ci rivediamo alla fine, leggere può essere un'esperienza entusiasmante, a volte.

martedì 23 aprile 2019

stanno tutti bene



Stanno tutti bene è il remake del 2009 di un film di Tornatore del 1990.
Entrambi capolavori e interpretati il primo del 90 da Mastroianni e il secondo americano del 2009 da De Niro.
Perché ve ne parlo?
Film della mia pasquetta 2019 mi ha commosso riportandomi a una dimensione riflessiva che bene si addice al periodo festivo.
Il tema del padre vedovo, anziano, malato, che parte in treno e pullman alla ricerca dei suoi 4 figli e di un focolare dissolto è uno di quei filoni che permette a un buon sceneggiatore di sfoggiare la capacità di entrare nelle dinamiche dei diversi personaggi donandoci una cosa che si sta sempre più perdendo, la profondità.

De Niro è un maestro nel riuscire a compenetrarsi, con quella faccia da italo americano buono, una fisicità autentica e quell'espressività tanto autentica da sembrare vera riesce a comunicare come pochi attori ormai sono in grado di fare.

Il messaggio del film?
Sono molteplici, la dissoluzione della famiglia tradizionale, il suo funerale ma anche la gioia per nuovi modelli familiari meritevoli di essere vissuti nonostante la diversità, la sottolineatura dell'importanza dei sentimenti, della comunicazione fra esseri umani anche e soprattutto nel dolore.

La speranza, infine, che non deve e non può mai mancare, perché senza di essa nulla ha più davvero importanza.

Su Sky premium cinema

sabato 13 aprile 2019

Ombre cinesi ... frammenti








"Santo sta tornando dal mare e il tramonto è talmente perfetto da sembrare dipinto, a volte capita nella bassa, non ci sono ostacoli fra cielo e terra, solo chilometri di terra e cielo, campi coltivati a mais e girasoli protesi verso il sole a bruciarsi riempiendo il giorno di colori e questi colori entrano senza filtri, gli sembra di sentirne il profumo intenso a mescolarsi con l’aroma dell’aria calda e con quello della crema idratante spalmata generosamente sulla pelle arrossata dal sole. Sul sedile della piccola Porsche dorme Lara, la pelle chiara della ragazza è arrossata, lei non ha la pellaccia dura e meridionale di Santo, ed è bellissima, con le gambe nude allungate sul cruscotto del suo ultimo acquisto. Santo ha comprato la Porsche 997 Carrera cabrio da due commercianti slavi che conosce da anni, sono uomini veloci, affidabili, in continuo movimento lungo la penisola e da un confine all’altro dei diversi paesi dell’Est. Li ha difesi in tribunale per un’accusa di traffico di auto rubate fra Croazia e Italia, e poi esportate nei paesi dell’Est. Lui sa come contattare Anatoliy quando gli serve, sono affidabili i criminali della parte più estrema dell’Europa, soprattutto quando li hai strappati dai guai. La Porsche che gli ha procurato è regolare, l’ha pagata solo trentamila euro, ha centomila chilometri e mentre l’aria calda gli scompiglia i capelli Santo sente la vita, quella vera, scorrere dentro come energia elettrica, sa che questa sensazione non durerà per sempre, si sente come Richard Gere nel film All’ultimo respiro, senza speranza, senza futuro, senza un domani certo e osserva di nuovo Lara accanto a lui. Lei lo dimenticherà, troverà qualcuno meglio di lui. Se lo arresteranno, se lo ammazzeranno, lei troverà un altro studio legale, un altro avvocato, magari un giudice, poi si sposerà, farà dei figli, si troverà un amante più giovane e si abbruttirà in qualche circolo tennis fra gare di burraco, serate alcoliche con altre madri frustrate, mogli di avvocati. La sua bellezza sfiorirà senza di lui, e forse un giorno, per caso, durante una bella crisi depressiva, lei si ricorderà di questa giornata al Lido di Spina, spiaggia enorme della riviera ferrarese. Lara rammenterà la frittura mista, il pignoletto ghiacciato, il sesso sudato nella pensioncina sopra la trattoria e il pomeriggio in spiaggia a sparlare delle famigliole locali, così ordinarie, così tristi, con mamme indaffarate a pulire culetti di mocciosi smoccolanti, a leggere riviste patinate sotto gli ombrelloni con i mariti intenti a sbirciare di sottecchi le sue tette perfette contenute a stento dal costume Perla regalatole per l’occasione, chiedendosi magari chi fosse il ricco terrone con lei, un mafioso, forse, sicuramente un poco di buono, con quei capelli corti e neri e la carnagione da muratore. Hanno riso, fatti di coca, pieni di pesce, sazi di sesso, hanno fatto il bagno nell’acqua torbida dell’Adriatico e adesso Santo potrebbe anche morire, perché non è la morte che lo spaventa ma la possibilità di perdere il denaro, la ricchezza fittizia, l’euforia di potere fare quasi tutto, alla faccia di chi lo ha sempre evitato, schifato, umiliato. Santo accarezza la pistola che nasconde sotto il sedile dell’auto, dovranno stanarlo per sottrargli questa sensazione perfetta, e adesso non ha più paura, almeno fino a quando la coca rimarrà in circolo in totale sintonia con il rumore quasi musicale della piccola Porsche."

lunedì 8 aprile 2019

Ombre cinesi a Bentivoglio




Il mio paese da quasi 15 anni e il tempo diventa relativo, non trovate?
Anche il senso di appartenenza lo è.
Cosa significa risiedere in un luogo?
Basta avere casa in un posto per essere di quel posto?
Non credo.
Credo di non appartenere a niente in realtà.
Ero bolognese solo per essere nato a Bologna e per avervi vissuto fino al 2005?
Non è un caso se uno dei miei libri più significativi per me si intitola :Bolognesi per caso.
Sono racconti bolognesi per caso, soprattutto perché vivo e mi muovo fra Bologna e la bassa, ma non mi sento necessariamente un bolognese doc.
Non faccio il tifo.
Non sono campanilista.
Mi piace molto vivere in campagna, l'atmosfera è diversa, i ritmi, le luci e probabilmente le persone.
Sarò quindi a presentare il mio ultimo romanzo venerdì 12 aprile alle 21 presso la bella biblioteca del paese dove fra parentesi mi sono sposato per la seconda volta.
Vi aspetto ci saranno due giovani lettrici, un amico, Claudio Balboni, a conversare con me e i miei libri.

mercoledì 3 aprile 2019

Ombre cinesi a Pieve di Cento






Una serata da Filizon è un immersione nel passato, quello delle immagini di attori americani disseminate sulle pareti del locale, insieme a scritte, fotografie di motociclette e pezzi di storia locale.
Un luogo diventa magico per l'atmosfera e per ciò che può offrire.
La cucina della Locanda della Tramvia non si può definire sicuramente salutista o vegetariana, è concreta e saporita come il suo titolare Remo Toselli che accoglie i clienti mettendoli subito a loro agio.
Se passate dalle parti di Pieve di Cento, se vivete nella bassa, se avete voglia di trascorrere una serata di puro svago e buona cucina in mia compagnia segnatevi data e indirizzo.
Io ci sarò di sicuro insieme all'amico Trebbi e ai soliti compagni di avventura.

domenica 31 marzo 2019

il mestiere dello scrittore ... vagabondando per l'appennino



Questo post lo leggeranno in pochi, ma chi se ne frega, è il bello di avere un blog, è tuo e puoi scrivere ciò che ti fa stare bene, il tuo messaggio nella bottiglia.
Del resto scrivere è soprattutto questo, un messaggio, un modo di comunicare, il migliore che conosco.
Molti di coloro che mi leggono e gradiscono i miei scritti conoscendomi mi troverebbero faticoso, proprio perché la scrittura ti pone su un piano diverso, alieno, e invecchiando, sempre più congeniale alla mia idea di interazione con il mondo.
Ho ricominciato con molta flemma il mio giro di presentazioni in giro, senza un ordine preciso, come sempre, vado dove mi chiamano, più o meno, come un guitto randagio che non cerca fama o ricchezza ma si muove nei luoghi dove si annida la cultura, soprattutto le biblioteche che stanno diventando i nuovi monasteri in questo secondo medioevo nel quale la gente malvolentieri si sposta da casa per una presentazione e li capisco, perché anch'io sono così.

Sono capitato a San Benedetto Val di Sambro insieme a Guido Mugavero che mi ha gentilmente accompagnato per parlare di nuovo del mio romanzo più sincero Il ghiaccio e la memoria.


A San Benedetto ero atteso alla biblioteca  Gastone Stefanini in una piacevole serata di fine marzo,e ho ritrovato davvero un pezzo di memoria, Marco Tamarri, Responsabile del Settore Cultura e Turismo dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese,  per me soprattutto compagno di classe al Righi fra il 75 e il 77 circa.

Laureato in filosofia, come me,  alpinista e molte altre cose.
Abbiamo parlato del romanzo e di quei due amici che lui conosceva bene, morti sul Bianco, che hanno ispirato l'incipit del romanzo, poi abbiamo mangiato ciccioli e mortadella, bevuto buon vino rosso e chiacchierato, di libri, di cultura, di montagna.

Alla fine il gioco dello scrittore è tutto qui, mi muovo come un guitto fra luoghi e situazioni raccontando storie e rubandone altre, mi commuovo ritrovando pezzi della mia storia e conosco persone nuove quasi sempre interessanti.
Frequento le ultime roccaforti del pensiero dove la gente ha ancora voglia di comunicare verbalmente spegnendo per un attimo i cellulari.

Solo per questi motivi varrebbe la pena il mio viaggio sconclusionato che mi porterà la prossima estate in giro per l'Appennino, incontrare altre menti pensanti che resistono alla deriva dilagante, al nulla che come nella Storia infinta incombe per spazzare via il tutto o ciò che ne rimane.

sabato 23 marzo 2019

the punisher 2




Alla fine se devo scegliere fra Daredevil e the Punisher scelgo il secondo.
Quarant'anni fa avrei detto altre cose forse, andavo ancora in chiesa e credevo nel perdono, nel porgere l'altra guancia e amenità simili.
Oggi credo in pochissime cose e sicuramente il mio concetto di giustizia è più simile a quello dell'amico Trebbi, ma come scribacchino in divisa, si fa per dire, devo rispettarla.
Ma lui, the Punisher, può permettersi di fare diverso, forse perché non ha nulla da perdere, gli hanno portato via tutto, la famiglia, l'onore, la speranza e hanno fatto malissimo.
Anche la seconda stagione inizia all'insegna dei buoni sentimenti e dopo una sequenza iniziale dove il protagonista incontra l'amore fugace e disperato di una notte, si ricomincia con la solita benedetta ultra violenza.
L'attore Jon Bernthal è perfetto nella parte, la sua umanità così intensamente pregna di una nostalgia irriducibile, la sua ruvida concretezza e un'onesta imprescindibile, creano un personaggio più interessante del cieco Daredevil, sempre troppo preoccupato di risparmiare  vite di esseri decisamente sacrificabili.
Se la narrativa di genere deve essere liberatoria  rendiamola liberatoria, nei miei romanzi non troverete necessariamente un lieto fine, ma vi assicuro che almeno nella finzione i miei buoni sanno diventare cattivissimi e che la giustizia, quella vera, soggettiva e definitiva, possa liberarsi almeno nella finzione, altrimenti che scrivo a fare se non posso liberarmi nemmeno quando sogno?
Dimenticavo, su Netflix, seconda e credo ultima stagione, per ora

ps. nei link io non uso più Wikipedia per i riferimenti perché non li sopporto, loro e le loro continue richieste di donazioni.

lunedì 18 marzo 2019

la verità sul caso Harry Quebert





Sky mi costa come un'iscrizione in palestra, una buona di quelle con sauna e piscina, ma talvolta ne vale la pena, mi ha permesso di vedermi nel giro di un paio di giorni tutta la stagione, 10 puntate, della fiction tratta dal romanzo La verità sul caso Harry Quebert.

Il romanzo è del giovane scrittore svizzero Joel Dicher che con questo giallo ha svoltato diventando uno scrittore di best sellers.

La storia è davvero interessante per due aspetti, la trama nera è ricca di colpi di scena e tiene lo spettatore sulle spine fino alla fine.
L'altro aspetto è il ruolo dello scrittore nella vicenda poiché i protagonisti sono scrittori, scrittore è il giovane protagonista che indaga per scagionare il suo mentore dall'infamante accusa di avere ucciso una giovane fanciulla trenta anni prima.

La fiction è pregevole, bravi tutti, perfetta l'atmosfera, una totale immersione in un giallo di successo.
Consigliato
su sky

venerdì 15 marzo 2019

Daredevil terza stagione




E così sembra che Daredevil chiuda i battenti al termine della terza stagione.
Devo dire la verità, Daredevil o Devil come lo chiamavo io da ragazzo, è uno dei super eroi che amavo di più della Marvel, uno dei più sfigati e improbabili, certo, ma non per questo meno affascinante, l'avvocato cieco del cause perse che di notte diventa giustiziere indomito e pietoso.

Mi è piaciuta anche la serie televisiva, bravi gli attori, credibile il protagonista, eccezionale la partecipazione del cattivo di turno Wilson Fisk, un grande Vincent D'Onofrio, imponente e potente.

Credo però fermamente, che pur risultando una delle serie Marvel meglio riuscita possa anche per questo chiudersi qui.

Anche in questa stagione ho avvertito la stanchezza della serie, pur nella velocità e nella originalità della sceneggiatura, un passo avanti ai dimenticabili Iron Fist e Luke Cage.

leggo di tutto e il suo contrario, che non si farà più e che invece stanno già preparando le prossime tre stagioni.

Staremo a vedere, spero solo che nel caso Daredevil possa nuovamente utilizzare il suo costume, perché senza mi faceva abbastanza ridere.

Su Netflix ... per ora

mercoledì 13 marzo 2019

il ghiaccio e la memoria a San Benedetto Val di Sambro





Ero indeciso su questa presentazione perché vi confesso che invecchiando esco mal volentieri dalla mia tana/rifugio, preferisco evitare viaggi anche brevi e il mondo, come racconta Baricco nel suo ultimo libro The game (di cui scriverò presto), dicevo il mondo entra più o meno dolcemente fra le mura del mio castello e tanto mi basta.
Poi Guido Mugavero mi ha detto che alla presentazione ci sarebbe stato Marco Tamarri, che adesso è Responsabile del servizio cultura e turismo dell' unione dei comuni, ma in un tempo remoto e non rimpianto era mio compagno di classe al Righi prima che mi bocciassero in terza all'esame di riparazione.
Marco mi è sempre stato simpatico e a suo tempo era davvero istrionico, quindi ho deciso di salire in auto all'ora nella quale solitamente mi appresto a dormire, o a guardare qualcosa in televisione, o leggere e quindi per gli amici di San Benedetto, spero di incontrarvi numerosi e agguerriti giovedì 28 marzo 2019.


lunedì 11 marzo 2019

true detective 3




Un prodotto che difficilmente delude.
Grandi interpreti partendo dal protagonista assoluto.

Il premio Oscar Mahershala Ali interpreta Wayne Hays, un detective della polizia statale del nord-ovest dell'Arkansas chiamato ad investigare sulla misteriosa scomparsa di due bambini





L'America più depressa fa da sfondo a una truce e triste vicenda che finisce per contaminare definitivamente l'intera vita del detective e della sua compagna che  accompagneremo in 3 momenti diversi della vicenda, anni 80 anni 90 e oggi.

Sembra che al regista importi il giusto della trama concentrandosi invece sui protagonisti e sui diversi effetti che il tempo produce nelle loro esistenze.

Chi mi chiede spesso differenza fra giallo e nero sicuramente guardando le 8 puntate della terza serie non potrà cadere in confusione. la storia è nerissima, triste, a tratti priva di qualsiasi speranza, ma anche malinconica, appassionata, feroce con la giusta dose di rimpianto per il tempo che non può sanare le ferite, e per gli errori fatti e non più rimediabili.
Ritmo lento, un blues da gustarsi da soli o con le persone giuste accanto.





sabato 9 marzo 2019

La consistenza del sangue alla Biblioteca Lame




La consistenza del sangue è ancora in giro, su gentile invito dei bravi bibliotecari della Biblioteca Lame torno a presentare uno dei miei ultimi romanzi edito da Giraldi Editore.
Amo questo romanzo perché è solo, fuori dai miei seriali, quindi deve difendersi da una concorrenza spietata fra Galeazzo Trebbi e il maresciallo Greco, è una storia cupa, dove c'è Bologna, Porta Lame e l'ultimo durissimo mese di lavoro di un anziano commissario di polizia.
Vi piacerà.
Per chi non mi conosce e vuole una copia autografata, mi può trovare sabato 16 marzo, data difficile da dimenticare, alla Biblioteca Lame, alle 16.
Nella locandina tutte le informazioni utili.

giovedì 7 marzo 2019

Tin Star



A me piace Tim Roth due titoli che gli permettono di fare qualsiasi cosa oggi.
Le iene e Pulp fiction.
Era anche l'interprete di una interessante serie tv Lie to me, poco credibile ma efficace.

Tin Star però, nonostante il suo carisma e la sua indiscussa bravura, non sta in piedi.
A fatica sono arrivato alla fine dela prima stagione che per quanto sconclusionata aveva un suo senso.
Ma doveva finire lì, perché non c'era altro da dire, la vendetta era consumata, il resto, vale a dire il futuro precario dei sopravvissuti, doveva rimanere nella fantasia dello spettatore.
Invece hanno voluto proporre una seconda stagione che sembra più il delirio di un alcolista all'ultimo stadio.
Situazioni incomprensibili, dinamiche demenziali, nessuna regola e potrebbe anche andare bene, ma anche in Pulp Fiction, che rimane probabilmente l'unico vero capolavoro di Tarantino, c'è una logica perfetta, le situazioni si innescano una dentro l'altra si inseguono, tornano a incontrarsi.
In Tin star invece non c'è logica, non c'è armonia, i personaggi sono quasi tutti detestabili, compreso lo sceriffo ubriacone e demenziale e in conclusione ho interrotto la visione alla terza o quarta puntata, perché credo di non perdere una pietra miliare della fiction.
Se qualcuno ci trova qualcosa di apprezzabile può scrivere qui e lo pubblicherò.

domenica 3 marzo 2019

Il carnevale ... che palle





Ebbene, il carnevale.
Ha origini antiche probabilmente legate alla fine dei triboli, alla liberazione vera o fittizia degli istinti, alla fine dell'inverno, delle carestie, delle pestilenze, una liberazione temporanea dalla paura di morire.

Oggi è una cosa triste, una ostentazione facoltativa, un pretesto per travestirsi, una festa per bambini spesso e soprattutto.
Poi ci sono i luoghi deputati, c'è la magica Venezia, ma in generale chi non ha bimbi piccoli, chi è animato da un sano scetticismo credo che come me pensi all'inutilità dell'evento, alla generale malinconia che provoca in noi animali delle pianure.
Potrei istituire un referendum per la sua abolizione ma mi limito a sottolinearne la sua annuale capacità di intristirmi.
Il carnevale … che palle

mercoledì 27 febbraio 2019

la tregua




Uno degli aspetti di maggiore fascino di netflix è la sua internazionalità.
Ti porta in paesi che conosci solo di nome e che mai in tutta la vita visiterai.
Il Belgio, per esempio, tristemente famoso per avere ospitato e sfruttato nelle sue miniere migliaia di italiani nel famoso accordo del 46, il cosiddetto protocollo italo belga.
Una storia truce e cupa degna di un noir orchestrato da un fine sceneggiatore che non mi instilla molta simpatia per il popolo belga.
Poi sono incappato nella Tregua due stagioni di un pregevole noir e mi sono ritrovato nelle Ardenne verdissime e tristissime a seguire le strampalate indagini di un poliziotto psicotico e impasticcato che però alla fine è l'unico in grado di risolvere storie tanto truci quanto semplici nella loro drammaticità.
Sono convinto che la bellezza delle storie nere sia proprio nella dinamica delle vicende e nella profondità dei personaggi, senza per forza complicare trame inventandosi trucchi e dietrologie.
La tregua funziona, avvince, e a tratti convince.
I protagonisti sono credibili nelle loro miserie umane e nella frequente bruttezza, mi ha stupito non trovare all'interno della serie  un solo personaggio che spiccasse per un qualsiasi connotato estetico convincente.
Anche senza viaggiare con Netflix riesco a scoprire i paesi del nord, spesso caratterizzati da una popolazione che, almeno nella finzione, non brilla certo dal punto di vista della capacità di entrare in empatia, e forse proprio lì risiede il fascino della diversità dei diversi contesti culturali.
Se vi piace il noir europeo finalmente smarcato dai soliti modelli scandinavi vi consiglio La tregua.



mercoledì 13 febbraio 2019

better call saul 4



Ho appena terminato la visione della quarta stagione.
Ieri dopo avere visto l'ultima puntata ero in giro per i fatti miei e sentivo un disagio interiore come quando hai qualcosa da farti perdonare da qualcuno ma non sai bene cosa.
Poi ho capito, il disagio era legato alla serie televisiva, il racconto, la vicenda mi ha ancora una volta coinvolto e credo che alla fine la magia di una buona sceneggiatura o di un romanzo sia tutta nella capacità di colpire lo spettatore/lettore, coinvolgendolo, rendendolo partecipe della vicenda.
Due personaggi principali della quarta stagione, Jimmy McGill che decide a fine stagione per un nuovo nome e Mike il braccio destro dell'oscuro Fring.

Due diverse umanità, parallele per ora ed entrambe inquietanti.
Jimmy McGill è davvero l'incarnazione dell'imperfezione umana portata alle estreme conseguenze, un vero genio della truffa, un uomo che inseguendo un suo ideale di realizzazione personale perde di vista le vere priorità precipitando in una spirale di errori e soprattutto lasciandosi conquistare dal lato oscuro, quello che nasce dalle frustrazioni, dalle ingiustizie subite.

Mike che nella sua indiscussa capacità di coordinare un progetto criminale si trova a fare i conti con la variabile umana fino a doverne accettare le estreme conseguenze, perché lavorando per Fring non sono ammessi errori o sbavature, un personaggio intenso e malinconico.

I personaggi minori in realtà sono tutti essenziali nel coro complessivo, tutti bravissimi interpreti di questa favola moderna dove rimane pochissimo spazio per umana pietà in un dramma dove la vicenda sfuma sullo sfondo dominata dall'intensità dei protagonisti.

Emozionarsi, commuoversi, sentirsi parte.
La magia della narrazione, alla fine non c'è altro.

martedì 12 febbraio 2019

Dark Souls 2




I giochi per me hanno sancito fasi della vita, da Fallout a Skyrim, da Resident Evil a Medal of honor.
Quanti sono i giochi che ho iniziato? Tanti e quasi tutti terminati, sono anche arrivato un giorno a pensare che era tempo di smettere, perché ero grande per giocare, poi ho iniziato a scrivere, un altro gioco non pensate che sia una cosa diversa.
I romanzi e i racconti sono giochi, costruiti spesso come veri giochi, specialmente i noir, dove inventi dinamiche, personaggi, situazioni, ma sto divagando.

Poi sono incappato in Dark Souls e qualcosa è scattato, ho ritrovato la passione, ho riscoperto il gioco online, ho ritrovato il desiderio di giocare.

Finalmente ho terminato Dark Souls due, con un attivo di qualche centinaio di ore e non ho terminato le missioni accessorie, perché ero stanco, un gioco talmente vasto che alla fine alcuni luoghi visitati all'inizio li avevo quasi rimossi.

Più che un gioco una sorta di viaggio delirante, un sogno in un universo vastissimo.
Dark Souls non è perfetto, è vero, ci sono errori e malfunzionamenti, ma rimane per me il gioco più coinvolgente della mia vita di video giocatore.

Ho iniziato Dark Souls 3 ma devo confessare che non credo mi entusiasmerà come i primi due.
Intanto attendo l'uscita di Sekiro Shadows Die Twice anche se l'assenza di gioco online per me è già una brutta notizia.

In Dark Souls ho riscoperto la cooperazione, per singole avventure, per sconfiggere alcuni stramaledetti boss, fugaci incontri con giocatori sconosciuti, sicuramente più giovani di me, una battaglia insieme e poi ancora avanti in perfetta solitudine.

Perché Dark Souls è un gioco da solitari, è senza speranza, senza consolazione, un po' come la vita e forse è per questo che mi diverte tanto


lunedì 11 febbraio 2019

l'ultimo Greco





 Ho terminato da pochi giorni l'ultimo romanzo dedicato alle indagini del maresciallo Greco. le serie iniziano, le serie finiscono, se tutto filerà liscio l'ultimo romanzo della serie Greco uscirà nel 2021.

Greco appare per la prima volta nel romanzo Bologna all'inferno, un romanzo corale dove erano presenti molti personaggi, poliziotti, carabinieri, agenti della municipale.

Da allora nacque il desiderio di creare una storia dedicata solo a lui e ai suoi carabinieri, prima apparve in un racconto e poi nel primo romanzo Belva di città che vinse anche il primo premio a Lomellina in giallo.

Purtroppo le uscite dei romanzi successivi non sono state regolari, per colpa mia soprattutto, distratto da altri romanzi, da altre vicende.
Si imponeva una scelta e trovandomi di fronte a un bivio ho scelto di concentrami su un unico personaggio seriale Galeazzo Trebbi, due storie seriali parallele sono pericolose, c'è il rischio di confondere ambiti e personaggi e sarebbe un disastro.

Chi ama Greco lo potrà leggere negli ultimi tre capitoli che vorrei fare uscire nel 2019, 2020 e 2021 con una chiusura sensata.
Mi piace l'idea di razionalizzare il mio lavoro per dedicarmi poi ad altro conservando solo Trebbi fra i seriali.

prossima uscita aprile 2019, editore locale e per ora non vi dico altro.

venerdì 8 febbraio 2019

Biblioteche bolognesi ultimo baluardo




La gente mi legge, mi legge in biblioteca, prenota i miei romanzi con i mezzi che la tecnologia informatica mette loro a disposizione, esce di casa e si dirige verso una biblioteca per prendere in prestito un mio romanzo, lo porta a casa e per un mese un pezzo di me e del mio scrivere transita nelle loro vite, sui loro comodini, in bagno , in cucina o dovunque decidono di leggermi.

Trovo tutto ciò fantastico, non per denaro, non per amore, ma per condividere un pezzo della mia esistenza o del mio modo di comunicare.

La vera comunicazione per me avviene ormai attraverso gli scritti, raccontare storie, inventare personaggi, entrare in contatto nelle biblioteche, nei luoghi di altri che non conoscerò mai, come una bottiglia lanciata in mare con un messaggio al suo interno.

Io so che quella bottiglia qualcuno l'ha raccolta e ha trovato un messaggio dentro, qualcuno l'avrà gradito qualcuno avrà riciclato la bottiglia nel vetro e il messaggio nella carta, ma se i numeri possono parlare questo è già un successo, il mio piccolo, grande successo bolognese.

Grazie gente, continuate a cercarmi in biblioteca, e io continuerò a scrivere, per voi, per me.

mercoledì 6 febbraio 2019

Distracted mind. Cervelli antichi in un mondo ipertecnologizzato




Prendi due studiosi americani Adam Gazzaley, Larry D. Rosen e leggi le loro conclusioni sul rapporto fra il nostro cervello (antico) e il mondo super tecnologico nel quale ci muoviamo.
Ne scaturisce un'analisi interessante, sia chiaro cose che sappiamo già ma sulle quali non riflettiamo mai abbastanza.
Siamo vecchi, noi esseri umani, abbiamo un cervello antico, siamo stati tanto bravi a costruire un mondo dove la tecnologia ha fatto passi da gigante, ma il nostro cervello rimane sempre quello di un tempo.
L'innata curiosità umana ci porta a seguire le luci seducenti di un qualsiasi richiamo e così siamo sempre, costantemente, distratti, miliardi di cervelli distratti da 3 entità soprattutto:
i telefoni cellulari, la rete, i social media.
Non è un saggio, non ci salva la vita, ti dà qualche consiglio di buon senso su come non perdere del tutto la lucidità, ma alla fine ti racconta una storia in divenire e ti ricorda che il tuo è un cervello antico che ha bisogno di novità, ma con attenzione, con prudenza.
Il rischio alla fine è sempre lo stesso, ricordate le sirene di Ulisse?
La curiosità di Ulisse lo spinse ad ascoltarle, la sua intelligenza gli permise di non soccombere al loro richiamo.
Noi non siamo altrettanto saggi, meglio non dimenticarlo mai.

martedì 5 febbraio 2019

Lessico amoroso




Vi consiglio la trasmissione Lessico amoroso condotta da Massimo Recalcati su RAI 3, potete rivedere le prime due puntate (saranno 7) su raiplay.
Non conoscevo Recalcati e non frequento molti psicanalisti, non per spregio, ma perché nella mia vita non ho mai considerato la possibilità di farne ricorso.
Recalcati è bravo, affronta un tema tanto importante quanto universale come il lessico amoroso con tutte le sue implicazioni e parte dalle fondamenta, l'incontro.
Il suo è un linguaggio comprensibile, le citazioni sono talmente riconoscibili dal sottoscritto da sembrare scritte per me e per quelli della mia generazione, sarà un caso che io e lui siamo coetanei?
Chissà.
Sembra che l'amore sia davvero un algoritmo misterioso con variabili di calcolo imprevedibili. Rimane un dato tanto semplice quanto sorprendente la rappresentazione dell'amore che racconta Recalcati, la bellezza dei sentimenti, la scoperta dell'istinto, la rivelazione dei gesti, la sorpresa e meraviglia dell'incontro di esseri umani desiderosi e curiosi l'uno dell'altro.
La scena tratta dal film Romeo + Giulietta del 1996 dove i due giovani incrociano i loro sguardi attraverso un acquario è tanto magica quanto dirompente e illustra meglio di qualsiasi spiegazione la magia del primo incontro.  Chi ha  provato una cosa analoga sa cosa significa innamorarsi. E' stata una piacevole riscoperta per me la consapevolezza di avere avuto la fortuna di incappare in quella emozione tanto totalizzante quanto definitiva in grado di cambiare prospettive e motivazioni rendendo la nostra vita meritevole di essere vissuta, fosse anche solo per quel magico momento.

venerdì 1 febbraio 2019

Luke Cage e Iron Fist




Nonostante gli anni che avanzano e forse anche per quelli continuo ad amare i super eroi Marvel e ringrazio Netflix di esistere per questo motivo.
Oggi però devo stroncare due serie che faticosamente ho visto fino alla fine Iron Fist e Luke Cage.

Non ho mai letto i fumetti dei due eroi Marvel, ma ho trovato la serie tv insipida e poco appassionante, la sceneggiatura banale e troppi momenti musicali (Luke cage) ho trovato entrambe le serie lente, poco dinamiche e anche gli approfondimenti dei personaggi poco interessanti.

Insomma se dovete decidere cosa guardare fra gli eroi Marvel di Netflix non partite da questi due vi annoiereste a morte.

domenica 20 gennaio 2019

Split


I fumetti … o li hai annusati o letti o chiamale emozioni, come cantava Battisti, forse se fossi nato dopo sarei stato un nerd, forse sono nato nel periodo sbagliato, ma diciamolo esiste periodo giusto?
Oggi nella giornata dedicata alla gastroenterite familiare, mi sono guardato Unbreakable per l'ennesima volta e il suo seguito Split.
La vita è meravigliosa, l'avevo già scritto?
Perché esistono registi come Shyamalan, un indiano  fortunato, probabilmente.
Anche io sono fortunato, ascolto musica da spotify, gioco con l'xbox one, ho un lavoro che mi piace, e scrivo e qualcuno addirittura mi legge e mi vuole bene, anzi, vuole bene ai  miei eroi, che conta molto di più.
Split ha un senso per chi, come me, ama fumetti e possibilità.
Split parla di schizofrenia trasformandola in un super potere, ma tanto per essere chiari, la follia non è affascinante, la schizofrenia è una brutta bestia morde e distrugge malati di mente e familiari inclusi.
In questo film diventa un super potere nato dagli abusi quasi per riscattare chi degli abusi è sempre stato vittima.
Non vi piacerà il film se non siete, come me, amante di super eroi, super poteri, fumetti, e creatività americana, con retrogusto indiano.
I fumetti, Bruce Willis, Unbreakable, Tex Willer, e l'xbox one.
Le prime 5 cose per le quali vale la pena vivere, sempre se hai la fortuna di avere una donna che ti sopporta.




sabato 19 gennaio 2019

Ligabue - Luci d'America (Official Video)




Musica e scrittura, ieri alla mia prima presentazione del 2019 un lettore affezionato mi ha sussurrato, prima di salutarmi, non smettere di scrivere mai, io leggo solo te e un altro giallista.
Sai e speri che non sia così perché io non sono che uno dei tanti e sicuramente non ho diritto a nessuna esclusiva, ma che piacere un complimento, che incoraggiamento un invito a non mollare e guardando il nuovo video di Ligabue mi rendo conto che la creatività non si ferma a 60 anni, e lui che quest'anno ne compirà 59 ha una forza e un'energia che scalda il cuore a uno come me che a fine anno entrerà nel tempo della vecchiaia.
Vero, il tempo sfugge dalle mani come sabbia in riva al mare, è vero non ho più la stessa energia e i lutti, gli acciacchi, le sconfitte, fiaccano l'anima, ma fino a quando avrò qualcosa da buttare lì, fino a quando qualcuno mi avvicinerà chiedendomi di osare ancora, fino a quando mi emozionerò ascoltando l'amico Piovella leggere un brano di un mio libro, fino a quel giorno, dovrete sopportarmi o supportarmi a piacer vostro, e le luci d'America, quelle danzano davanti ai miei occhi, tanto lontane quanto dentro la mia vita.
Grazie Liga, buon compagno di viaggio

mercoledì 9 gennaio 2019

Ricominciamo da Corticella


Anno nuovo nuove presentazioni, consueti luoghi di aggregazione, incontrerò vecchi amici, i compagni di tante avventure, di tante presentazioni, più passa il tempo più uscire di casa diventa un pretesto per incontrare fisicamente gente. La rete è ingannevole, e la trovo sempre meno attraente, non esiste un solo luogo davvero interessante in rete perché nulla è come dovrebbe essere, la vita reale è nei luoghi dove ci si incontra.
L'unico luogo che trovo divertente in rete è l'universo di Dark Souls dove incontro pazzi come me, probabilmente più giovani, con i quali sconfiggo boss giganteschi.
Il resto lo trovo spesso stucchevole e noioso.
Quindi eccomi qui a invitarvi attraverso il mio blog a una presentazione in carne, ossa, e aperitivo,
I particolari nella locandina sopra.
Poca spesa, molta resa.
A presto