giovedì 24 settembre 2020

Candice Renoir


 

Serie francese, la classica commedia giallo rosa, la guardavo nei momenti vuoti, soprattutto per rilassarmi, la bella poliziotta formosa e divertente, con famiglia ingombrante al seguito, le indagini improbabili, i molti amanti e la costa francese.

Poi nell'ultima stagione in corso, anzinella penultima, la sesta, durante una puntata uno psicologo cerca di risolvere i problemi di relazione di Candice con il suo bel commissario con il quale ha un rapporto di odio amore.

I due si risvegliano il giorno dopo dentro il corpo dell'altro, come in un brutto film di fantascienza.

Sono rimasto talmente male che dovevo scriverlo da qualche parte.

Una volta tanto il premio per la peggiore fiction televisiva non lo assegno a un italiano.

Candice Renoir con te ho chiuso.

domenica 20 settembre 2020

Nelle viscere di Bologna


Ci siamo.

Per gli affezionati lettori che hanno saltato il giro primaverile causa covid nessun timore, il romanzo edito da Minerva con il nuovo capitolo delle indagini del maresciallo Greco è solo rimandato e presto vi saprò indicare una data di uscita. 

Intanto però sta arrivando la nuova avventura del buon Galeazzo Trebbi, per ora solo in versione digitale ma entro settembre 2020 anche cartacea.

Per i possessori di kindle potrete acquistarlo qui

Per chi invece preferisce il Kobo qui 

 

 A presto con altre informazioni adesso vado in spiaggia.

venerdì 11 settembre 2020

Quello che non ti ho mai detto


 Di questa autrice ne avevo già parlato nella recensione di una fiction tratta da un suo romanzo, 

little fires everywhere.


Stimolato da quella fiction ho scaricato sul mio kobo "Quello che non ti ho mai detto" e mi è piaciuto.
Ancora una volta il tema è l'integrazione razziale in un'America anni 70, ma non è semplicemente un argomento a sfondo politico, è più sociologico, antropologico.
Attraverso le vite dei componenti di una famiglia mista, madre americana, padre americano di origini cinesi e tre figli, osserviamo, da dentro, le anime dei diversi personaggi alla dissoluzione del sogno americano, alla disperazione dell'incomunicabilità,alla sconfitta dell'amore nei confronti del quieto vivere.
La caratterizzazione dei personaggi è brutalmente perfetta, la storia è di quelle che non puoi mollare fino all'ultima pagina, l'atmosfera cupa, claustrofobica, senza speranze accompagna il lettore fino a una conclusione solo in parte consolatoria.
Leggendo il post finale scopro un lavoro di 6 anni alla base del romanzo e un esercito di collaborazioni.
Forse il successo di un'opera a volte non è casuale ma un vero progetto studiato scientificamente a tavolino.


domenica 6 settembre 2020

la dittatura del gourmet


 

Trebbi e Montalbano la pensano come me, mangiare in un qualsiasi ristorante, trattoria, bettola, bar, osteria, deve assolvere un compito riempirci la pancia nel migliore dei modi.

Invecchiando i miei appetiti sono cambiati, sono meno famelico ma non per questo mi accontento, mi piace decidere quando mi siedo in un qualsiasi locale, cosa mangerò, come dovrà essere condito o scondito, la composizione del piatto.

In linea di massima mi affido al menù, a volte con qualche piccola correzione dovuta alla dieta.

Ieri sera sono entrato, per errore, in una trattoria che un tempo proponeva un menù di pesce normale, come piace a me che sono abbastanza normale.

Nel corso di un anno il ristorante ha cambiato chef e con lui stile, adesso il cliente deve adeguarsi al menù che è uno e non negoziabile.

Ormai ero seduto e ho scelto alcuni piatti.

Erano buoni, ben curati, e potevano sfamare una persona con un appetito davvero piccolo, non me.

Morale, la cucina gourmet non mi piace, non sopporto che anche al ristorante qualcuno ti imponga cosa devi mangiare, è una cucina cara, raffinata, insoddisfacente e non adatta a palati semplici come il mio o quello di Trebbi.

Anni di trasmissioni dedicate alla cucina, anni di chef stellati e televisivi hanno compiuto il disastro, una nuova dittatura, l'ennesima, alle porte, un esercito di cuochi prepotenti e arroganti che vogliono decidere cosa deve piacerci e quanto lo dobbiamo pagare.

Che tristezza.

martedì 1 settembre 2020

Il silenzio della bassa in edicola 5 settembre


 

Il silenzio della bassa è praticamente esaurito e anche il suo autore, infatti se tutto va bene parto a breve per le ferie.

Posso dirlo a cuor leggero tanto casa mia sarà presidiata da giovani speranze tutto il mese.

Chi non ha potuto acquistare, possedere, leggere, amare la prima avventura del prode Trebbi potrà portare a casa il  romanzo con una  modica spesa grazie al quotidiano IL GIORNALE che uscirà in tutte le edicole del paese sabato 5 settembre.

Che altro dire, vi aspetto in edicola, non mancate l'appuntamento con i silenzi della Bassa.

sabato 29 agosto 2020

è per il tuo bene

Remake di un film spagnolo che per fortuna ho perso ed ennesima occasione perduta.

Commedia dal cast a denominazione di origine controllata, fra i quali spicca un Giallini in forma, ma che è talmente banale e politicamente corretto da irritare fuori misura.

I tre protagonisti maschili sono tre cognati, tre omarini omologati e tipici di una cutura piccolo borghese attenta alle cose che contano, le tre madri sono invece donne sensibili, attente ai mutamenti sociali, progressiste.

Le figlie delle tre coppie hanno amori difficii da sopportare,la figlia dell'avvocato fugge dalle nozze, come nel laureato, per il suo vero amore, una ragazza nera, vegana ed esaperatamente ecologista.

Le altre due figlie scelgono, una un uomo attempato, l'altra un rapper.

I tre padri si coalizzano per evitare le tre unioni indesiderate e nota personale, i tre amori controcorrente delle tre ragazze alternative sono di un'antipatia dirompente a prescindere da ogni valutazione sociale.

La commedia scivola via a fatica, i tre padri dovranno passare dalla fase complottista fino alla consapevole realizzazione che le figlie devono fare ciò che preferiscono della loro vita.

Morale i tre padri sono tre coglioni omofobi, maschilisti, razzisti, fascisti ma alla fine si rendono conto delle loro colpe e si sacrificano per la giusta causa, le tre madri sono madri coraggio e le figlie sono emblemi della libertà di pensiero.

Ipocrisia, banalità, falsità, in un paese che ogni giorno si contraddice e dove nessuno ha il coraggio di fare una commedia davvero contro corrente dove le contraddizioni esplodono e fanno male.Questa  è la ennesima dimostrazione di come la nostra italietta sia condizionata dal terrore di ammettere che la realtà  spesso è lontana da ogni possibile ideologia.

Mi viene in mente Crash-contatto fisico un film del 2004 con un magistrale Matt Dillon, dove  le contraddizioni della società americana emergono senza ipocrisie mettendo a nudo i personaggi.

Quello era un film, questa è una brutta commedia italiana.

 

giovedì 27 agosto 2020

il silenzio della bassa









Il  primo romanzo della serie TREBBI il mio primo vero successo editoriale, ormai esaurito e miracolosamente acquistato dal quotidiano IL GIORNALE che allegherà copia del libro  in edicola il 5 settembre 2020.

Il romanzo avrà una diffusione di 30000 copie su tutto il territorio nazionale, un'occasione ghiotta per chi vuole conoscere i miei personaggi con una modesta spesa e per chi non ha potuto portare a casa la prima indagine di Trebbi a causa dell'esaurimento delle copie di magazzino.

Sopra vi lascio un breve video, 4 minuti scarsi, che spero possa incuriosirvi.

Vi aspetto in edicola il 5 settembre.

L'acquisto del quotidiano non è obbligatorio .

😏

domenica 23 agosto 2020

addio dottor House

 

 

 E così finisce un'altra serie terminata in realtà il 21 maggio 2012, otto anni fa.

Io però l'ho vista e in parte rivista in questa estate che rimarrà nella memoria collettiva come l'estate covid, delle mascherine, degli assembramenti e di tutte le altre amenità che compongono al momento il nostro quotidiano. 

Per me è stata invece estate di serie televisive, qualche buona lettura, molto lavoro sia in divisa che dietro il portatile cercando di portare a casa l'ennesimo romanzo di Trebbi.

House mi mancherà, mi mancherà l'atmosfera, l'introspezione psicologica, l'indagine medica, la sua squadra con tutte le diverse mutazioni temporali, mi mancherà terribilmente Wilson (Watson?) e mi mancherà quel grandissimo bastardo di House, mai scontato, mai banale, decisamente cinematorgafico e improbabile ma non per questo meno affascinante e carismatico.

Alla fine come i gatti amano i luoghi ove vivono (così si narra) io amo le fiction che mi accompagnano, perché la vita è sogno o al massimo un romanzo.


martedì 18 agosto 2020

the head

 

 

Produzione di respiro internazionale con molti attori acclamati in netflix e nel complesso un discreto cast, la storia è nota classico caso di survival artico, con molti morti e un mistero, non è casuale che all'inizio della fiction ci sia una citazione al famoso La cosa 

Diciamoci la verità, questa fiction non presenta grandi elementi di originalità, è moderatamente splatter, la trama è abbastanza prevedibile, e le conclusioni decisamente improbabili.

Si consuma facilmente come un ghiacciolo in una giornata agostana.

Niente di più

su Prime Amazon

 

domenica 16 agosto 2020

Cinema italiano a ferragosto


 

 Ieri avevo voglia di relax e dopo una mattinata di sano lavoro in centrale invece di andare a ubriacarmi in una delle tante grigliate sparse per il paese o di infilarmi in una qualsiasi fila verso il mare con i suoi gavettoni distanziati e le mascherine umide di salsedine ho preferito rilassarmi nella mia tana, o castello, e ho deciso di guardare due film italiani rilassanti dei quali vi allego le locandine.

Il primo 7 ore per farti innamorare ha come regista Giampaolo Morelli, bello simpatico, discreto attore, conosciuto ai più nelle vesti di Coliandro. 

La protagonista femminile è Serena Rossi (un posto al sole) bella, sexi, brava cantante, discreta attrice, simpatica, brillante.

Il film si svolge a Napoli, fantastica come sempre.

Mi sono divertito.

E' sufficiente per dire che è buon cinema? Chissà

Il secondo film è Cambio Tutto con Valentina Lodovini.

Lei è brava, bella, divertente, brillante, si parla di donne, della fatica del vivere oggi, della superficialità dominante, dove contano i like e l'apparenza, dove domina ignoranza e pressapochismo, dove una donna anche se di valore deve faticare per imporsi nel nostro modello sociale.

Tutti messaggi sacrosanti raccontati con la leggerezza della commedia brillante.

Mi sono divertito.

E' sufficiente per dire che è buon cinema? Chissà.

 Il cinema italiano continua a essere piccino, la commedia brillante come questa ha il merito di essere di discreta qualità tentando anche di fare riflettere senza ammorbare, è come se gli autori fossero consapevoli che l'italiano medio è talmente ignorante, superficiale e concentrato su se stesso da non riuscire a divertirsi con prodotti più impegnativi, e ci sta, aggiungo che non credo sia problema solo italiano ma mondiale, la civiltà della non comunicazione fra tik tok, instagram, facebook etc etc domina la nostra vita.

Forse anche il cinema sta diventando arte  obsoleta nella civiltà degli spot di 30 secondi.

Forse si investe troppo poco in Italia sul cinema.

Sicuramente il covid non sta aiutando nessuna ripresa.

Però il mio ferragosto è stato divertente e per fortuna è passato

 

martedì 11 agosto 2020

Bordertown

 

 

 

Forse l'ho già scritto, ma una delle idee che rendono Netflix e Amazon Prime tv, rivoluzionarie, è la diffusione della creatività.

Se è vero che l'Italia è piccola e diventa difficile raccontare il crimine rendendolo anche conturbante o western, sicuramente è vero che raccontare il crimine in una terra così definitivamente remota e invernale come la Finlandia è ancora più complicato.

Bordertown è una fiction finlandese e racconta le vicende di una città di confine fra Finlandia e Russia da qui il titolo e pur non brillando per vivacità ha un certo fascino dovuto al protagonista, un investigatore dagli spiccati tratti autistici con un talento particolare per scovare crimini e criminali.

Ma l'altro protagonsta della serie è il paese e la neve e mi capita spesso di chiedermi come sia possibile vivere in un posto dove il freddo e il bianco del ghiaccio la fanno da padrone per gran parte dell'anno.

 La serie mi ispira anche un grande senso di pace, perchè la neve copre tutte le cose e rende più accettabile la solitudine, i silenzi, i personaggi stessi e alla fine vince  donandomi un grande senso di pace, nonostante crimini e delitti.

Su Netflix terza stagione

venerdì 24 luglio 2020

Francesco Gabbani - Il Sudore Ci Appiccica (Official Music Video)




E' arrivata l'estate ma non ce ne siamo accorti, fra disdette di voli aerei, ferie dimenticate, statistiche covid quotidiane e fondi europei tanto gonfi quanto illusori, siamo alle prese con una nuova depressione quella determinata dall'incertezza per il presente, per il futuro, per il lavoro e ... che palle, quindi tra l'altro ti volevo dire che la vita non è male e vi lascio con il nuovo video di Gabbani, che mi piace.
Mi piace lui un maturo musicista italiano che da qualche anno non sbaglia un colpo.
Alla fine ti racconta che non è mai troppo tardi per trovare il successo.
Buona estate e buona vita

mercoledì 22 luglio 2020

Mattia Torre su Sky





Ho guardato, tutto d'un fiato e in  notturna solitudine, il ricordo di Mattia Torre tributatogli al teatro Ambra Jovinelli di Roma dove sul palco si sono succeduti diversi attori, comici, registi, amici di Mattia.
Sarà la vecchiaia incipiente ma mi sono spesso commosso durante la visione, mi sono anche divertito perché alcuni personaggi pure nel dolore sono riusciti a esprimere ciò che Mattia forse avrebbe desiderato, una parte della loro essenza creativa.
Per chi ha amato Boris e negli ultimi anni La linea verticale, Liberi tutti, Figli, insomma chi come me ha riso, pianto, si è appassionato con la sua genialità pur vivendo lontanissimo da quella rutilante realtà romana, non può perdersi l' omaggio a un uomo che davvero ci ha lasciato orfani troppo presto della sua evidente capacità creativa.
L'omaggio a Mattia Torre a un anno dalla sua morte lo trovate in diverse forme su Sky fino alla fine della settimana.

mercoledì 15 luglio 2020

little fires everywhere




Non ho letto il romanzo e non lo leggerò, ma chi lo ha scritto, una donna, e non poteva essere altrimenti, è geniale.
La realizzazione televisiva è spettacolare, con le due attrici protagoniste assolute che potete vedere sopra.
Reese Whiterspoone l'avevo già notata in Big Little Lies ed è perfetta nel ruolo della tipica donna americana borghese, ricca e infelice.
Kerry Washington l'avevo vista  in Scandal dove aveva dimostrato tutta la sua bravura pure in una fiction improbabile e patinata che poi ho abbandonato per noia.
Nella realizzazione televisiva di questo romanzo le due attrici danno il meglio del loro talento in una trama davvero sorprendente.
Finalmente un taglio che esce dai consueti filoni donna eroica, madre coraggio, politicamente corretto.
Nella vicenda non ci sono buoni assoluti, non emerge, con la consueta stucchevole matrice pseudo progressista, una vicenda antirazzista, femminista, anti omofoba.
Protagonista è la vicenda.
I due personaggi femminili sono tanto potenti quanto detestabili.
Due madri arroganti, infelici, in fuga dalla realtà.
Le vere vittime sono i figli plagiati, abusati, costretti a modelli sociali ai quali si ribellano.
Anche tutta la parte inerente all'integrazione razziale è interessante e mai retorica.
Senza entrare nei dettagli una storia nera, avvinvente, incalzante.
Una boccata di ossigeno in un mondo intriso di retorica populista, poco importa se di destra o sinistra.
Su Prime.

sabato 4 luglio 2020

modern family




Solitamente guardo Modern family a pranzo, prima di andare al lavoro, quando il mio turno è pomeridiano.
Questa famiglia allargata, improbabile, solare, progressista, esilarante, antirazzista, ha la capacità di donarmi il buon umore.
A differenza del cinismo del dottor House con il quale mi identifico maggiormente, da questa serie ricevo solo buone vibrazioni.
So che è una favola e che la realtà è altrove, ma chi se ne frega.
Ottimi interpreti, ottima regia e sceneggiatura.
La trovate ovunque, su Sky, ma anche su Netflix e Prime, ma guardatela dalla prima stagione, merita seguire la cronologia.

domenica 21 giugno 2020

l'ospite




Il cinema italiano ...
L'ospite è un film italiano di Duccio Chiarini regista toscano, classe 77.
Finalmente un film leggero che riesce a realizzare l'obiettivo di un film, intrattenere, divertire, stimolare la riflessione.
Personalmente mi sono ritrovato a osservare dal mio scranno privilegiato di sessantenne relativamente appagato, l'universo evanescente, confuso, precario, di tanti quarantenni italiani, incastrati fra lavori effimeri, scarse prospettive esistenziali, un quotidiano rarefatto e nel complesso le dinamiche che io vivevo quando avevo fra i venti e i trent'anni.
La sensazione è che con l'allungamento della vita si siano spostati in avanti i processi di maturazione, ma come qualsiasi sociologo potrebbe spiegare la realtà è più banale.
In un paese arretrato come il nostro non esistono reali certezze quindi non si fanno figli, non si costruiscono rapporti significativi e spesso ci si ritrova a vagare da una situazione all'altra senza rendersi conto che il tempo scorre veloce e non concede deroghe.
Il nostro personaggio passa da un divano all'altro alla ricerca di qualcosa che non tenta di definire, divenendo a sua volta testimone delle miserie altrui.
Leggero, pregevole, bene interpretato, mi ha ricordato in alcuni passaggi le mie serate di ventenne incompiuto quando frequentavo luoghi e vedevo gente.
Nessuna nostalgia per quel tempo.
Su Sky

domenica 14 giugno 2020

diamanti grezzi




Ho fatto fatica ad arrivare fino alla fine di questo film e non perché brutto, anzi, ma se siete sensibili e ansiosi non guardatelo.
Il protagonista è Adam Sandler.
Istrionico attore americano buono per tutte le stagioni, nato da quella fucina che fu il Saturday Night live.
Ma non aspettatevi nulla di comico nella vicenda al cardiopalma di questo gioielliere ebreo senza scrupoli e inibizioni che rincorre vorticosamente, per tutta la vicenda, denaro e forse il prestigio mai davvero riconosciutogli nella sua comunità.
Un variegato carosello di personaggi fa da corollario al suo ruolo da protagonista e non vi svelo la trama perché il film va visto tutto di un fiato come un'immersione in apnea e se siete, come me, suggestionabili, non potrete rimanere indifferenti alle disavventure di questo sfortunato commerciante di diamanti grezzi.
Su Sky

sabato 6 giugno 2020

better call saul




La quinta stagione è finita e rimane l'ansia di sapere cosa accadrà dopo, questa è vera magia.
Parte della mia vita scorre attraverso le immagini e le parole di tanta fiction e tanta narrativa.
Better Call Saul non fa eccezione, rinnova il fascino di Breaking  Bad esaltando alcuni personaggi davvero notevoli, primo fra tutti l'avvocato Jimmi Mc Gill, poi Jonathan Banks, un incredibile Mike, che nonostante l'evidente incedere degli anni acquista in questo prequel il ruolo carismatico che merita, sia per la bravura dell'interpretazione che per la sceneggiatura impeccabile.
Perché diciamolo, ciò che rende questa produzione una delle più interessanti in circolazione è la sceneggiatura, unita a una regia magistrale e infine l'atmosfera drammatica, senza sperazanza, a tratti grottesca che ti coinvolge trascinandoti nell'inferno in terra che pervade le vite dei diversi protagonisti.
Attendiamo l'ultima stagione trepidanti, o come me desiderosi sia di vederla che di porre fine alle angoscianti vicende dell'avvocato più simpatico in circolazione.
Su Netflix

giovedì 4 giugno 2020

il bibliotecario ... nuova recensione





Torna l'amico della porta accanto, quello strano, poi neanche tanto, bibliotecario di via Gorki, l'uomo senza qualità che si trova, suo malgrado, ad attraversare il confine oltre il quale le scelte non sono più modificabili e si è costretti ad affrontare le conseguenze delle nostre decisioni.
Trovate una nuova recensione del romanzo qui.
Il romanzo, invece, in versione caratcea o digitale lo trovate qui.


sabato 23 maggio 2020

La confraternita ... recensione di Milano Nera









L'amico Mirko Giacchetti ha, come al solito, centrato l'obiettivo, regalandomi una recensione della Confraternita dei Sikuri, come al solito approfondita e unica, come lui riesce a fare.
Grazie Mirko, grazie Milano Nera.
Se volete leggerla la trovate qui

martedì 19 maggio 2020

C'era una volta a Hollywood





Credo che Tarantino sia persona fortunata perché nella vita ha realizzato alcuni dei suoi sogni, come fare il cinema che gli piace e celebrare quello più amato, dagli spaghetti western ai film di Bruce Lee.
Credo anche che il suo unico vero capolavoro rimanga Pulp Fiction anche se a me sono piaciuti, per altri motivi, Kill Bill 1 e 2.
C'era una volta Hollywood non mi è piaciuto, l'ho trovato monco, una sorta di storia nella storia, la vicenda di un attore alcolizzato e della sua controfigura/autista abbastanza inconsistente.
Bravini i due protagonisti, niente di più, niente di mitico o memorabile, un omaggio in stile Tarantino a un'Hollywood remota, affascinante, immaginaria e favolesca ma tracciata per sommi capi in pochi giorni di una famosa estate del 69.
Unica perla nel film è la vicenda che coinvolse la sensuale Sahron Tate, l'eccidio di Cielo Drive,  e la rivisitazione di Tarantino. In quella parte del film si percepisce il consueto guizzo di genio, la sua interpretazione salvifica di una brutta storia che sicuramente scosse le coscienze di mezzo mondo.
Forse quei pochi minuti di film lo salvano, sicuramente riconciliano quelli che come me hanno sempre fatto il tifo per la bellezza di Sharon Tate contro l' insensatezza dei proseliti di Manson.
Su Sky

martedì 12 maggio 2020

parasite





Vi confesso che non guardo il cinema orientale, i cinesi mi spiazzano, gli ultimi film che si avvicinano, come idea, e che ho amato, sono giapponesi, del grande Kurosawa, quando li ho visti avevo vent'anni, la testa piena di arti marziali, morti eroiche, cinema d'autore.
Parasite è un film coreano e la Corea già l'avevo sbirciata guardando Pekino express, un mondo remoto e affascinante, proprio perché alieno e lontano da qualsiasi mio riferimento culturale.
Parasite mi è stato suggerito dall'ala giovane della famiglia, che avesse vinto un oscar non era importante, non mi fido di giurie e premi.
Il film mi è piaciuto, una black comedy, grottesca e graffiante, comica e angosciante, contro corrente e deflagrante.
Bella l'idea di inserire la canzone del giovane Morandi, tanto fuori contesto da diventare unificante.
Il mondo è piccolissimo in realtà e siamo tutti o parassiti, o creatori di parassiti, o vittime di parassiti.
E alla fine solo quelli sopravviveranno, loro il covid se lo bevono a colazione.
Su sky.

sabato 9 maggio 2020

Figli





Mattia  Torre brillante sceneggiatore romano prematuramente scomparso e autore di alcune perle della produzione televisiva italiana, fra tutti Boris che potrete vedere, se non l'avete mai fatto, su Netflix, ci ha lasciati in eredità una commedia agrodolce dedicata a uno dei nostri motivi di essere in questo mondo, i figli.
Mattia Torre con intelligenza e ironia, affronta il tema dell'essere genitori oggi, in un'Italia che ha perso le proprie radici, e  la naturale propensione a procreare.
Perché mettere al mondo figli  in un paese che poco o nulla fa per favorire le famiglie?
Quale ragione esistenziale o filosofica sta alla base dell'insano gesto di generare figli?
Mattia, che sicuramente ha molto amato i suoi figli, affronta il tema raccontando nevrosi, angosce, paradossi, contraddizioni del nostro vivere.
Emerge un paese che ha perso, insieme alla voglia di procreare, qualsiasi bussola morale, etica, un paese composto da milioni di individualisti, da milioni di precari, che cercano in qualche modo di rimanere a galla fra rapporti di coppia fragilissmi, lavori male pagati e misteriosi.
Mattia Torre aveva l'indubbio talento di scavare nella società italiana facendo emergere con feroce lucidità le nostre debolezze.
Perdere talenti come il suo non è solo un lutto ma una sconfitta intellettuale.
Figli potete vederlo su Sky

giovedì 7 maggio 2020

On writing







Mi piacciono le biografie dei grandi, di quelli che ce l'hanno fatta, hanno realizzato un sogno, quello di vivere e bene con il loro talento, conquistando fama, denaro e immortalità.
In Sicilia, a Punta Secca, una giovane barista conosceva tutta la produzione letteraria di Stephen King, compreso l'ultimo romanzo che ho letto durante la vacanza, e che mi ha sostanzialmente deluso. l'istituto partito con slancio ha perso mordente nella seconda parte.
On writing invece, pubblicato nel 2000, nonostante sia datato mostra alcuni aspetti fondamentali dello scrivere è interessante per un qualsiasi scrittore e come tutti gli scritti sull'argomento è soggettivo, con l'aggiunta della sua creatività e simpatia.
Racconta della sua infanzia/adolescenza, non so quanto sia vero ciò che scrive ma almeno divertente.
A differenza di altri scritti sul tema King lascia aperti diversi scenari, non celebra i corsi di formazione, anzi li trova inutili e in questo non posso che essere d'accordo.
Alcune sue dritte sono illuminanti nella loro semplice pragmaticità.
Poi alla fine,  amici scrittori, sappiamo che non esistono ricette, solo il lavoro, per ognuno soggettivo, la fatica, il talento, che esiste, è tangibile e non acquistabile, nemmeno su amazon,   la fortuna, e la miseria bastarda che affligge la maggiore parte di noi.
Senza un vero lavoro, diciamolo, saremmo in molti sotto un ponte,  bravi e non.

On wrting lo portate a casa con meno di 10 euro su amazon, cartaceo.
On writing


mercoledì 22 aprile 2020

Preacher




E così sono arrivato a Preacher e chi mi conosce sa che io le serie le divoravo prima del virus e continuerò a guardarle dopo, ho iniziato con Rin tin tin, e Padre Tobia, finirò di guardarle solo quando sarò costretto e non stupitevi quindi se oggi vi accenno a questa fiction giunta alla quarta stagione e ultima, della quale avevo sentito parlare rimandando sempre la visione, preso da mille cose, quasi tutte piacevolmente impegnative.
Preacher è tratto da un fumetto, lo scrittore Garth Ennis, il disegnatore Steve Dillon, purtroppo scomparso quattro anni fa.


Nella mia vita, prima sono arrivati i fumetti, insieme a Salgari e Verne e subito dopo la televisione.
Se fossi nato negli anni 90, forse adesso farei l'analista programmatore, l'inventore di video games, o ancora una volta lo sbirro metropolitano che alla fine è il lavoro che prediligo, però la feroce creatività di certi prodotti mi attira, fiction irriverenti, al limite della blasfemia, contro tutto ciò che c'è di sacro ma nonostante ciò colme di un sacro e furibondo entusiasmo, dove i personaggi sono davvero contro corrente, non super eroi, non buoni, non corretti.
Ma divertenti quanto deve essere la creatività, e allora divertitevi con le avventure del predicatore più cattivo del mondo, su Amazon Prime.

martedì 21 aprile 2020

the widow







 

Sull'onda dell'entusiasmo per le due stagioni di The missing 
Ho deciso di guardare The Widow che trovate sempre su Amazon Prime e devo ammettere che questa serie è stata deludente, comunque non all'altezza delle prime due.
La bella protagonista che parte per il Congo alla ricerca del marito morto presunto in un incidente aereo non convince.
La storia è troppo inverosimile, salgariana direi e il prodotto seppur piacevole non decolla.
Pregevole l'interpretazione di Charles Dance.
 

giovedì 16 aprile 2020

the missing





In questo periodo di arresti domiciliari gli atteggiamenti sono diversificati, ci sono quelli che rimagono incollati ai tanti organi di informazione in attesa del libera tutti, quelli che si angosciano provandosi la febbre più volte al giorno, poi ci sono quelli che cercano programmi per distrarsi.
The missing è uno dei prodotti più distraente in commercio perché ti libera per qualche ora dall'angoscia del virus per catapultarti nel peggiore incubo, quello della scomparsa di una persona cara e chi è più caro di un figlio di 5 anni?
La prima vicenda composta da 8 puntate narra la disavventura di una coppia di inglesi in vacanza in Francia alla quale viene rapito il figlioletto.
Se avete bimbi piccoli sconsiglio la visione.
Trama serrata, senza speranze, interpretazione di alto livello, il poliziotto che indaga sulla vicenda è un noto attore francese Tchéky Karyo (Nikita), la storia si svolge su due livelli temporali 2006 e 2014.
Farete fatica a non distrarvi dai vostri crucci e forse vi dimenticherete di provarvi la febbre, però precipiterete nel loro incubo, quello purtroppo troppo spesso vissuto nella vita reale.
Su Prime Amazon

sabato 4 aprile 2020

It




Ho letto il romanzo, ho guardato tutte le realizzazioni cinematografiche precedenti, compresa una mini serie realizzata per la televisione.

Trasporre un romanzo come It in immagini è davvero un lavoro difficile e devo ammettere che questo ultimo lavoro del 2017, è quello che preferisco.

Meglio gli effetti speciali,  ben calibrati, più interessante la trama che si discosta dall'opera originale introducendo alcuni aspetti sociali e tratti caratteriali dei diversi personaggi molto riusciti.

It, per certi aspetti, si trasforma da icona dell'Horror targato King, con tutti i vari corollari che derivano dal suo innato talento di affabulatore, in una sorta di parabola densa di metafore e richiami al nostro vivere, alle difficoltà della crescita, alla miseria morale di tanti luoghi, alla possibilità sempre presente nella storia di ognuno di noi di risorgere anche quando tutto sembra perduto.

Dovrò guardarmi anche la seconda puntata, ma temo non sarà all'altezza del primo capitolo.

Su Netflix

venerdì 20 marzo 2020

domenica 15 marzo 2020

Le priorità




No, non vi parlerò della bestia che sta divorando i nostri giorni.
Vi parlerò di priorità e se ci pensate esse mutano seguendo i tempi.
Quali saranno state le priorità dei nostri nonni quelli che non avevano da mangiare e si riparavano nei rifugi in attesa della fine del bombardamento?
Impossibile saperlo, noi non c'eravamo e sbadigliamo a tratti quando uno degli ultimi sopravvissuti con gli occhi lucidi ci racconta un frammento di ricordo.
Noi oggi abbiamo diverse opportunità, lo so sembra consolatorio, ma in realtà l'essere umano ha alcune virtù,  imparare dall'esperienza e  adattarsi alle situazioni.
In questo periodo ho iniziato un nuovo romanzo, semplicemente perché ho terminato quello al quale lavoravo da un anno e non lascio passare mai troppo tempo fra un romanzo e l'altro.
Sarà un indagine di Trebbi e si svolgerà in questo infausto periodo, perché la Terra continua a girare intorno al Sole e la gente continua a commettere crimini in qualsiasi condizione, quindi gli scrittori continuano a inventare storie, l'attuale situazione sarà solo lo sfondo di una nuova vicenda nera e umana, come tutti i miei romanzi.
Le mie priorità? Uscirne vivo, proteggere le persone che amo e fare il mio dovere tutti i giorni, non possono essere diverse e immagino siano le vostre.
Infine sperare.
Sperare di potere tornare a Punta Secca e riabbracciare gli amici siciliani, passeggiare sulla spiaggia che potete vedere in fotografia, nuotare e mangiare pesce da Enzo.
Sperare che tutto ricominci a funzionare, magari in maniera migliore.
Questa è l'opportunità di cui parlavo prima.
Impariamo dall'esperienza, non indulgo mai nella retorica o nel buonismo, lungi da me, però in questi giorni, isteria a parte, sta emergendo l'Italia migliore, quella che si rimbocca le maniche e non si piange addosso, cerchiamo di ricordarci di cosa siamo in grado di mettere in campo e facciamone tesoro per quando tutto sarà finito.
In questo modo sarà più facile fare fronte ai danni inevitabili che questa vicenda sta provocando.
Un saluto da Trebbi, molto seccato, non può andare in piscina e non può mangiare tortellini in brodo dalla Gigina, ma sa che passerà e intanto si legge un buon libro.

sabato 7 marzo 2020

giovedì 5 marzo 2020

Hunters



Si parla di cacciatori di nazisti alla fine degli anni 70.
Il tema sarebbe davvero difficile da affrontare in maniera non tragica, ma gli autori ci riescono alla grande, questi cacciatori con a capo un appesantito Al Pacino, sono una via di mezzo fra super eroi e giustizieri, sono imperfetti, eterogenei, simpatici, sempre sull'orlo del fallimento e sempre in caccia.
La ricostruzione e del periodo storico nel quale si svolge è brillante e coloratissima.
Il cast notevole, pregevole il giovane protagonista al centro della vicenda, drammatiche talune ricostruzioni.
Hunters educa senza diventare retorico, diverte senza diventare grottesco, è un action duro e a tratti davvero irresistibile, ricorda lo stile di Tarantino per certi versi almeno al sottoscritto.
Su Prime

mercoledì 19 febbraio 2020

generation kill






Cosa può spingere un giovane americano a fare di tutto per entrare nel Marines degli Stati Uniti e partire volontario per una guerra qualsiasi?
Impossibile saperlo, ricordo però un giorno di quasi 40 anni fa quando all'uscita di un esame universitario  andato male, diritto del lavoro, decisi che era ora di farla finita con le sciocchezze e andai diretto al distretto militare a fare domanda per entrare negli auc (allievi ufficiali di complemento) e la mia scelta segnò parte del mio carattere futuro, parte della mia vita, e forse determinò anche l'inizio di qualche artrosi, in Friuli era molto freddo quell'inverno.
I personaggi di questa fiction guerresca sono realistici, come realistico è lo stile della regia, la sceneggiatura, l'ambientazione.
La guerra è brutta, puzza, fa schifo, uccide innocenti, è una follia, ma continua ad essere di grande moda fra gli esseri umani, quindi tanto vale raccontarla per bene, dalla parte di questi giovani marines matti come erano matti i protagonisti di Apocalypse Now, quando si mostra il lato più oscuro e stravagante dell'essere umano con in mano una qualsiasi arma da fuoco.
Questi ragazzi la guerra ce l'hanno dentro le loro teste, se la portano da casa, è una generazione di killer, frutto di un'educazione o una diseducazione al vivere civile che ormai ha contagiato tutti gli ambiti dei paesi civilizzati.
La serie mi piace, mi piacciono i personaggi, consigliata, cruda, reale per quanto può essere, sconsigliata a pacifisti irriducibili, non ci sono buoni sentimenti dove si vive con un fucile di fianco alla branda.

lunedì 17 febbraio 2020

the stranger e l'amica geniale stili a confronto








Ascolto sempre i consigli di Matteo Bordone su Radio 2 il sabato sera soprattutto, lui è uno dei due, l'altra è Melissa Greta ed è anche bella, anche se non c'entra nulla con il tema di oggi.
Bordone mi ha consigliato la visione di The stranger crime inglese su Netflix in 8 puntate, ma io avevo tutte le intenzioni di iniziare la visione della seconda parte dell'amica geniale, polpettone nazionale, tratto dai romanzi di Elena Ferrante pseudonimo e non chiedetemi il perché di una misteriosa scrittrice italiana.
Premetto, non ho letto i romanzi e non ho intenzione di leggerli, mi era piaciuta la prima stagione e ho inizato a vedere la seconda fermandomi alla prima notte di nozze sulla costiera amalfitana, e lì sono arrivato alla conclusione definitiva che mi stava ammorbando la storia delle due amiche sociopatiche in un italietta anni 60 in crisi di identità.
Lo so vado controcorrente ma chi se ne frega, è il bello di avere un blog.
Quindi ho iniziato a vedere The stranger e mi sono sorbito l'intera stagione in una sola domenica.
The stranger è ciò che cerco oggi  dalla fiction, ritmo, personaggi efficaci, introspezione, analisi, idee nuove, buona sceneggiatura, bravura degli attori.
Non vi svelo nulla perché sarei un criminale a farlo, ma se avete Netflix dovete perderci qualche ora e risultato finale The stranger batte il colossal nazional popolare esportato in tutto il mondo, almeno a casa mia.

giovedì 13 febbraio 2020

Si muore tutti democristiani



Li conoscevo per i numerosi video, spesso irresistibili, di critica politica, loro sono quelli del terzo segreto di Satira e sono usciti allo scoperto con questo film che pure con i limiti dettati dalla difficoltà di affrontare in maniera definitiva un tema tanto delicato esprime con precisione e consonanza gli stessi sentimenti che nutro da anni nei confronti del fare politica nel nostro paesuncolo.
Noi orfani della sinistra, almeno parlo per me, e per quelli come me in crisi definitiva, ci siamo smarriti in un paese dove non è possibile schierarsi senza mal di stomaco e incredulità.
I tre quarantenni in crisi di identità che cercano in maniera creativa di vivere coerentemente in una società alla deriva sono costretti loro malgrado ad arrendersi anche perché non trovano una qualsiasi sponda solida a sinistra che permetta loro di vivere dignitosamente e la proposta del sindacato di turno che li assolda per uno spot irrealizzabile se non infarcendolo di banalità e ambiguità esprime in pieno l'incapacità della sinistra attuale di proporsi come reale alternativa alla cosiddetta onda sovranista che almeno è individuabile dalle masse, mentre la sinistra avanza come un elefante ubriaco in un negozio di cristalli rompendo continuamente equilibri senza nessuna speranza, senza nessun progetto davvero sposabile dalla gente comune che è stufa di tirare la carretta fra corruzione, evasione fiscale e delinquenza.
Il film fotografa esattamente questo sentire, non buca lo schermo, non fa nemmeno ridere, ma almeno regala allo spettatore buoni spunti di riflessione.
Su raiplay credo ancora per pochi giorni.

martedì 11 febbraio 2020

La confraternita ... nuova recensione







Nuova recensione dagli amici di MANGIALIBRI.

la trovate qui, per chi non conosce i miei romanzi o per chi non ha ancora letto l'ultimo Trebbi è una recensione utile e ben fatta, grazie a Mangialibri

lunedì 10 febbraio 2020

Fiorello ... ultimo showman


Sempre a proposito di Sanremo e di raiplay ho visto qualche pillola dello spettacolo e una in particolare mi ha davvero messo di buon umore, un intervento di Fiorello a proposito dei suoi imminenti 60 anni, oltre a trovare una sintonia di acciacchi, direi, ho trovato irresistibile il suo modo di affrontare ogni fase della sua carriera con eleganza, grande ironia e spettacolare capacità di calcare qualsiasi scena con una disinvoltura da grande showman, come chicca finale mi è piaciuto il suo tributo al grande Fred Bongusto.
Fiorello canta, balla, imita, intrattiene, è convincente, sembra il tuo amico che non hai mai avuto ma sempre desiderato, ha una parola giusta per tutti, riconosce il valore e la professionalità degli orchestrali, prende in giro usi e costumi, riesce a sdrammatizzare anche sull'avanzare spietato della vecchiaia.
Se vi capita potete trovare gli spezzoni su raiplay.
Fiorello è l'ultimo showman puro in Italia, credo che dopo di lui ci sia solo vuoto pneumatico, forse non interessa più avere una tale grandezza nel palinsesto di una qualsiasi piattaforma, forse certi talenti sono tanto grandi quanto irripetibili e difficilmente clonabili.
Comunque complimenti Fiore, non so quanti soldi ti hanno dato per questo sanremo, ma per me sono meritati.

sabato 8 febbraio 2020

sanremo-raiplay -cover





Con un buon cellulare e l'app di Raiplay puoi guardare pillole di Sanremo, perché non è tutta da buttare la musica italiana, ci sono le cover dei grandi successi e saltando a piedi pari Benigni che non sopporto, le presentazioni di Amadeus, lo show di Morgan, le pubblicità, mi sono visto e ascoltato alcune pillole emozionanti,  la nevicata del 56, o cuore matto cantato da Pelù, o 24000 baci, e una bellissima "Vacanze romane" cantata da Masini e Arisa.
Qui vi mostro quella originale perché gli "amici" della Rai non mi permettono di condividere le cover.
La tecnologia ti permette di selezionare, saltare, guardare quando ti va, da solo o in compagnia, perché la musica leggera fa parte della nostra vita, può essere arte, emoziona e ci accompagna, e chi vi racconta che la cultura è Benigni vi inganna, quella è la cultura imposta da chi decide per voi, la cultura è ciò che vi emoziona davvero senza ammorbarvi, è quella che vi commuove e vi ricorda chi siete e da dove venite, la cultura è soggettiva e riguarda la vostra carne, la vostra storia, il resto è roba imposta da chi con la cosiddetta cultura ci campa alla grande.

giovedì 6 febbraio 2020

i morti non muoiono



L'ho visto ieri sera sul cellulare, incredibile il progresso, mentre a San remo andava in onda il festival nazionale, espressione alla fine del nostro reale livello culturale e sociale, io mi guardavo questa chicca firmata dal grande Jarmush.
Cast leggendario con Bill Murray, Steve Buscemi, Danny Glover, e altri grandi.
Il film andrebbe visto e rivisto per le molteplici citazioni, i riferimenti circolari, la sottile ironia che spinge al sorriso amaro e ti porta con leggerezza in una sorta di fiaba grottesca americana dove gli zombie continuano a fare da non morti ciò che facevano in vita. Eccezionale la barbona che tornata in vita dice chardonnay.
La trama è semplice, forse perché semplice deve essere il messaggio per arrivare alla gente, l'asse terrestre si è spostato e questo fatto determina alcuni effetti collaterali fra i quali l'uscita dalle tombe dei morti.
I morti che rimangono tenacemente attaccati al loro modello di vita e come racconta il regista, i morti che vogliono continuare a consumare, ad accumulare oggetti, così legati al modello sociale attuale, materialista, senza speranze.
Il messaggio è fin troppo chiaro, chiaro anche il riferimento ai grandi della terra che continuano a negare la vicina catastrofe anche quando ce l'hanno in casa,  il tutto è raccontato con la classica sottile e malinconica ironia di Jarmush supportato da un cast stellare.
Su Sky e ... w San Remo.

mercoledì 5 febbraio 2020

Comma 22




Ho portato a termine, faticando, la lettura di Comma 22 capolavoro di Joseph Heller, giornalista, scrittore che racconta la sua guerra ricollocando l'azione a Pianosa, e raccontando una storia che ho trovato modernissima e a tratti fin troppo rivoluzionaria.
Il linguaggio è originale, l'utilizzo del grottesco, della sdrammatizzazione a tutti i costi e la continua ironia sicuramente da una parte aiutano il lettore a una visione disincantata della terribile guerra mondiale, permettendogli di concentrarsi sul non senso che risiede nelle gerarchie di taluni poteri dove la logica vine soppiantata dalla ragione di stato.
Io però in un romanzo di guerra cerco altro, lo so che la guerra è un'atroce fardello dell'umanità, ma so anche che non siamo ancora riusciti a farne a meno, come del cancro del resto.
Quindi quando leggo un romanzo cerco l'emozione, la tensione dell'azione, la profondità dei personaggi e in questo romanzo devo dire che i personaggi escono spesso penalizzati come macchiette poco credibili vittime tutte del non senso del comma 22.
Questo è uno dei rari casi nei quali mi trovo più a mio agio con la realizzazione televisiva che sto guardando su sky rispetto al testo.

Rimane una riflessione sui controsensi del potere, io che ho fatto il militare come ufficiale di complemento ho sperimentato l'arroganza di ordini insensati ai quali era impossibile opporsi, e tutt'ora mi capita di scontrarmi con l'arroganza dei poteri politici attuali quelli che continuano a dirci che noi popolo che lavora e paga le tasse, dobbiamo rassegnarci a soffrire, a pagare per chi non lo ha mai fatto, ad andare in pensione a 67 anni, a morire in silenzio e mi sembra che il famoso comma 22 valga ancora soprattutto nel nostro ridicolo paese.

sabato 1 febbraio 2020

Polizia Locale ... i dimenticati





- Si è appena spenta l'eco delle elezioni regionali in Emilia Romagna ed ogni schieramento ha
proclamato, come consuetudine, il proprio successo: noi vorremmo che chiunque governi la Regione riconoscesse l'insostituibile ruolo della Polizia Locale nel garantire quotidianamente la sicurezza e il bene delle nostre comunità (ruolo troppe volte misconosciuto). Noi continueremo, negli uffici e sulle strade, a ''servire e proteggere'' e a produrre ''sicurezza''. Ciò che per noi è importante è essere tutelati per poter poi tutelare adeguatamente e senza timore le nostre comunità, ma il lungo ed inattuato percorso della riforma della legge quadro sulla Polizia Locale è la prova che governi e parlamento non hanno a cuore la sicurezza degli agenti di Polizia Locale e, conseguentemente, dei cittadini. Nella nostra Regione, che annovera tante città nei primi posti della triste classifica di reati perpetrati in danno a persone e proprietà, non esiste un assessorato alla sicurezza, mentre la Polizia Locale (su input delle locali amministrazioni civiche) già da tempo si occupa con successo del contrasto alla criminalità, pagandone però le conseguenze con un sempre più alto numero di feriti per violenze ed aggressioni subite (nel solo 2019, almeno 30 agenti feriti):
 nonostante questo, la nostra Regione non prevede (come ad esempio la Lombardia, che ha stanziato una consistente somma per indennizzare i caduti ed i feriti della Polizia Locale) alcuna forma di tutela, così come richiesto insistentemente dal nostro sindacato. Anche nella nostra città dobbiamo purtroppo registrare disinteresse da parte dell' Amministrazione (ad esempio, con un parco auto vecchio e – cosa ancor più grave - con l' assenza già da alcuni mesi dell' autovettura modificata per il trasporto in sicurezza dei fermati che talvolta sono aggressivi e violenti, pregiudicando la sicurezza degli agenti e dei fermati stessi). Tutti i giorni la Polizia Locale di Bologna è in prima linea per garantire la sicurezza della sua comunità (nel 2019 sono stati una decina i feriti per aggressione, e quest'anno sono già 2 i colleghi feriti, uno dei quali con ben 20 giorni di prognosi), pur facendo fronte ad un forte calo numerico del Corpo dovuto non solo a quota 100 ma anche al fisiologico e naturale pensionamento (e l'assunzione prevista dei 70 agenti sarà soltanto una piccola toppa). Ovviamente apprezziamo le Amministrazioni Virtuose, ma chiediamo che siano ''virtuose'' non solo dal punto di vista economico, ma anche per le tutele che devono garantire a chi è in prima linea nel contrasto all'illegalità e al degrado. A tutt'oggi da Governo, Parlamento, Regione Emilia-Romagna non sono pervenuti gesti concreti nei confronti delle donne e degli uomini della Polizia Locale: nei nostri confronti continuano a mostrare l'atteggiamento peggiore da riservare a chicchessia, l'indifferenza. In tutta la penisola continuiamo a fare un lavoro, rischioso, usurante, complesso ma senza le adeguate tutele ed è giunto il tempo di decidere se la sicurezza dei cittadini è prioritaria o meno e se si vuole impiegare la Polizia Locale anche a questo fine. Gli inganni hanno le gambe corte e se i cittadini se ne stanno accorgendo, noi lo sappiamo da sempre.

Bologna, 01 febbraio 2020 La Segreteria SULPL di Bologna

giovedì 30 gennaio 2020

Sekiro: Shadows die twice




Ci sono giochi che forse non tutti possono fare, o meglio io non credo di essere all'altezza, ma nonostante la mia imperizia li amo da impazzire, anzi forse di più, perché hanno dei meccanismi interni semplici e micidiali, hanno i boss, creature quasi invincibili che ti portano via il tempo delle cose importanti, lasciandoti sudato, frustrato, con la pressione a rischio e nello stesso tempo ti riempiono di gioia nel momento della vittoria.
Solo chi ha giocato Sekiro e Dark Souls può capire, il guaio è che qualsiasi altro gioco, anche di ruolo, svanisce sullo sfondo diventando una passeggiata.
In Sekiro non avanzi se non superi l'ostacolo e  il gioco sta mettendo alla prova la mia ostinata pazienza.

A cosa serve il gioco?
Personalmente mi distrae dalla vita, quella fatta di impegni che non mi sono scelto, dal lavoro che dopo 38 anni comincia a starmi stretto, dalle commissioni, dalle fatiche, mi mantiene giovane, quasi in un'altra dimensione, come la scrittura mi fa sperimentare una sorta di invulnerabilità, devo finire il mio gioco, devo terminare il mio romanzo, con una tensione che mi spinge a trovare nuove energie, un entusiasmo che non mi abbandona.

Se qualcuno vuole venire a fare secco il maledetto toro infuocato al mio posto, me lo dica, io sono morto già decine di volte senza riuscirci, lo so sono vecchio, ma non mi arrendo.
Quando cominci a mollare, quando non hai più voglia di giocare, allora cominciano i guai, quelli veri.

sabato 18 gennaio 2020

lo strano mondo dello scrittore



Ieri sera dopo cena sono salito sulla mia up a metano ecologica e risparmiosa e sono partito verso Trebbo di Reno, un paese che dista circa mezz'ora da casa mia.
Era una serata decisamente serena e non troppo fredda considerando che siamo al 18 di gennaio, e non c'era nebbia o altro in agguato.
Sinceramente non credevo di incontrare gente,come spesso mi è capitato mi aspettavo la brava bibliotecaria pronta ad accogliermi due o tre eroi precettati per l'occasione, due chiacchiere sul mio ultimo romanzo e buonanotte.
Sono stato piacevolmente spiazzato da vari aspetti della serata, molta gente,  molti libri venduti, una conduttrice Raffaella Tamba, preparata e intelligente, e alcune lettrici che già mi conoscevano, conoscevano bene alcuni miei vecchi romanzi tanto da ricordare passaggi, citare brani, sottolineare aspetti.
Insomma ho incontrato alcuni miei "fan", che mi hanno davvero emozionato, ho scoperto che c'è gente che mi segue da tempo, mi legge nelle biblioteche, mi compra in libreria, in maniera entusiasta e davvero inaspettata.
Conclusione
La vita e il mondo di uno scrittore della bassa, come me, è come un ottovolante nel quale è bene abituarsi alle picchiate, alle forti emozioni e ai momenti di vuoto.
Ma una cosa me la sono portata a casa ieri sera, la consapevolezza che nel mondo, in giro, ci sono alcuni lettori, soprattutto lettrici, che davvero mi apprezzano, mi leggono, sottolineano passaggi di miei scritti, e certe consapevolezze sono oro per noi scrittori, servono a cercare di fare sempre meglio, per loro e per i lettori che verranno.

mercoledì 15 gennaio 2020

Cormoran Strike




Mi piace Cormoran Strike.
Prodotto dalla prolifica mente della mamma di Harry Potter arriva su sky questo giovane investigatore britannico senza un bel pezzo di gamba esplosa durante il conflitto in Iraq.
Lui è un investigatore spiantato, buon bevitore, tabagista, labbro leporino e anima candida e dura.
Ricco di famiglia ma diseredato, affiancato da una bella e giovane apprendista investigatrice.
Sono storie che si concludono in un paio di puntate e si svolgono fra Londra e campagna inglese, bella fotografia, buona caratterizzazione dei personaggi, molta birra, molti pubs e un nuovo investigatore da amare.
Se è vero che è difficile se non impossibile inventare qualcosa di davvero inedito, è anche vero che si può lavorare sull'esistente migliorandolo, complimenti all'autrice che non ha certo bisogno di pubblicità.
Su Sky

watchmen




Finita adesso la prima stagione di Watchmen e non so se ci sarà un'altra stagione, in realtà non so nemmeno se sia possibile scrivere una qualsiasi recensione, l'unica cosa che so è che ho trovato le nove puntate appassionanti in un crescendo di scoperte che solo nei grandi video giochi o nelle grandi saghe ho incontrato.
Qualcuno potrebbe dire che alla base di Watchmen ci sia una decisa presa di posizione nei confronti del razzismo dei bianchi americani nei confronti degli afroamericani, in un universo parallelo dove un oscuro gruppo di crociati mascherati si batte contro poliziotti a loro volta mascherati per nascondere la propria identità.
Ma sarebbe una banalizzazione della trama, che è più complessa sciogliendosi poi verso la fine con risvolti tipici delle trame di tanti fumetti incentrati sulle vicende di super eroi.
Io vi dirò solo che in questa vicenda c'è un dio che è poi alla fine al centro della trama e la muove creando spettacolari giochi spazio temporali fra i vari protagonisti.
Solo chi ama come me fumetti, super eroi, e scontri titanici, si potrà ritrovare in una vicenda che alla fine non è altro che una tenera storia d'amore impossibile.

lunedì 13 gennaio 2020

una classifica vincente



Bella la mia posizione in classifica nella biblioteca di Bentivoglio, vicino a nomi illustri del romanzo di genere, vale molto per me sia perché arriva dal mio paese sia perché è dimostrazione oggettiva della popolarità del buon Trebbi.
Grazie gente

giovedì 9 gennaio 2020

anno nuovo nuove presentazioni




Ci siamo lasciati alle spalle il 2019, ma non i miei romanzi spero, quindi eccomi di nuovo in pista con due appuntamenti:

17 gennaio 2020.
ore 21
L'isola del tesoro, a Trebbo di Reno

23 gennaio ore 19
Biblioteca Corticella
via Gorki
Presenta lo scrittore Luca Occhi, 
letture di Marco Piovella