venerdì 15 giugno 2018

Polizia Locale ... eppur si muove




Non sono nessuno, solo un ragazzo del 59, agente della Municipale bolognese e delegato SULPL.
In questi giorni della nuova legislatura nei quali tutti si sentono in dovere di esprimere giudizi e fare pronostici sul nuovo governo, soprattutto nei social, ne approfitto per scrivere due cose sulla nostra situazione alla luce delle diverse proposte di legge.
Abbiamo un nuovo contratto dopo quasi un decennio di attesa, non voluto dal mio sindacato, sottoscritto dai sindacati confederali in tutta fretta poco prima delle elezioni che hanno sancito il crollo del Partito Democratico e della sua idea di paese.
Il contratto privatistico in questione coinvolge noi insieme ai tanti dipendenti degli enti locali e ci permetterà questo mese di giugno 2018 di avere in busta paga un aumento talmente risibile da muovere più pena che ilarità e un gruzzoletto di arretrati che trovo offensivo e umiliante.
La parte inerente la Polizia Locale invece l’ho trovata poco chiara e in linea di massima irrilevante se non per ciò che riguarda le indennità che forse troveranno una loro nuova identità, inoltre emerge tutta la parte riguardante il famoso fondo Perseo Sirio che ha suscitato dubbi e preoccupazione, soprattutto fra le nostre fila, non spiegando chiaramente che ne sarà del cosiddetto 208.
Insomma nel complesso un contratto avvilente e degradante in sintonia con gli ultimi governi che avevano come parola d’ordine sacrifici da una parte e fannulloni dall’altra riferita ai dipendenti pubblici.
Ieri ho letto la proposta di legge quadro sull’ordinamento della polizia locale n. 318 a firma di molti deputati penta stellati che ha visto il nostro contributo sindacale di idee, e finalmente ho intravisto un reale cambio di direzione.
Alla pagina 4 leggo “l’accesso al comparto sicurezza con contestuale integrazione delle norme della legge n.121 del 1981 concernenti l’individuazione dei corpi di polizia che sono sottoposti alla disciplina unitaria della medesima legge”.
all’art 19 (trattamento economico etc) leggo:
1. Al personale della polizia locale compete il trattamento economico spettante agli appartenenti alla Polizia di Stato e organi equiparati.
2. Al personale della polizia locale è altresì corrisposta l’indennità di pubblica sicurezza etc.
6. In materia previdenziale e assicurativa, al personale della polizia locale si applica la legislazione statale vigente per i corpi di polizia ad ordinamento civile etc”.
La legge è chiara, comprensibile.
Parallelamente è stata presentata un’altra proposta di legge leghista diversa ma sempre nella direzione di un reale cambiamento del nostro ruolo che fu inquadrato nell' ultima legge quadro del  1986.
Non so se una di queste proposte diventerà legge, non so nemmeno quanto questo governo riuscirà a lavorare, però una cosa la so, i precedenti governi di centro destra prima e centro sinistra poi hanno continuato a ignorarci con un’arroganza e una determinazione inossidabile, quasi non esistessimo, il governo Monti addirittura decise di toglierci uno dei pochi diritti che avevamo inerenti la causa di servizio e all’ equo indennizzo nell’ottica di non so quale risparmio.
Finalmente oggi qualcuno si è accorto di noi, riconosce il nostro ruolo sancito quotidianamente da un duro lavoro nelle strade delle nostre città, da risultati concreti verificabili nelle statistiche, finalmente qualcuno ha sottolineato nero su bianco cosa davvero facciamo.
Forse i poteri forti ancora una volta impediranno il cambiamento, ma almeno questi signori ci stanno provando....
Fra governi che ci hanno umiliato e offeso, non riconoscendo il nostro valore, ed un governo che almeno prova a darci una speranza di cambiamento, la scelta è obbligata, a mio avviso!
Sulla strada ci siamo noi, se dobbiamo rischiare la salute e la pelle credo sia meglio farlo con tutte le tutele del caso.
Rimane un dubbio: in Regione Emilia Romagna la maggioranza vota contro un invito a stipulare una polizza infortuni per la Polizia Locale (101 sono i poliziotti locali emilianoromagnoli feriti dal 2015 ad oggi, e solo per aggressioni)... perché la sinistra continua a snobbarci? 
Cosa davvero ha fatto in questi anni per fare crescere le tutele del nostro lavoro? Attendo risposte da chi non ha neanche una volta preso in considerazione le nostre domande.

Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

giovedì 14 giugno 2018

La consistenza del sangue a Cento







Per gli amici che abitano come me nella Bassa vi aspetto il 20 giugno 2018 alla libreria Albatros di Cento.
Corso Guercino 59/a
 firmacopie e intervista dalle 17 e 30 in poi.

mercoledì 13 giugno 2018

La consistenza del sangue ... frammenti 6


Sorride Castaldi nello specchio crepato del bagnetto privato, si spruzza il viso con il dopobarba preferito, Floid After Shave dal tipico colore giallo e quella freschezza alcolica così preziosa per iniziare la giornata.
Guarda la faccia sorridente in etichetta e sorride a sua volta. 
È una vita che si rade con il rasoio di sicurezza. il suo l'ha comprato in un mercatino dell'usato in Toscana. Gli piace il rituale, svitare l'apposita ghiera, inserire la lametta di acciaio nuova, richiudere dopo avere insaponato la faccia con il pennello e la schiuma Proraso.
Abitudini, consuetudini, un modo tutto suo di coccolarsi, guadagnando tempo. Deve avere a che fare con tanto cinema e letteratura, un tempo e un'estetica che da giovane lo suggestionavano, tutto un universo maschile nel quale si è sempre riconosciuto e la convinzione che farsi la barba tutti i giorni prevenga l'infarto, lo ha letto una volta sulla settimana enigmistica, è uno studio americano, non ha mai approfondito le ragioni scientifiche ma crede dipenda dalla sollecitazione quotidiana dei vasi sanguigni del viso. È una convinzione tutta sua, come il santo Graal o Babbo Natale, ma che importa, magari funziona davvero".


sabato 9 giugno 2018

i dubbi dello scrittore



Mi rivolgo agli scrittori amati, odiati, invidiati, sfiorati, ogni giorno in rete, talvolta nei luoghi delle presentazioni, i cosiddetti eventi.
Ascolto Miles Davis e mi chiedo se anche lui avesse i miei stessi dubbi.
Il primo dubbio è il senso, sapete quello della canzone di Vasco.
Che senso ha scrivere narrativa creativa, per chi, per che cosa?
Sapete che in 8 anni di pubblicazioni ho avuto pochissimi detrattori? Ho sempre pensato a un solo motivo, perché io non conto nulla, quindi chi potrebbe perdere tempo a demolirmi?
Può avere senso prendersela con Fabio Volo, ce l'ha fatta e alla grande quindi ha migliaia di tifosi e tanti invidiosi come me che ne parlano male.

Perché si scrive?
Non importa cosa si scrive, io scrivo narrativa di genere ma chi mi conosce sa che dentro i miei libercoli ci sono storie buone per tutte le stagioni, ebbene adesso sto ricominciando a scrivere una storia e sono stanco, fiaccato dalla vita vera, quella che se ne frega del mio scrivere.

La vita delle bollette, degli alimenti, delle tasse, delle rate del mutuo.

La vita di chi mi odia e mi considera solo uno stronzo e la parte creativa non sa neppure che abbia un ruolo.

La vita lavorativa che mi impone ritmi, orari, e non fa sconti.

Insomma la vita vera, quella dalla quale fuggo quando scrivo.

Eccomi al bivio.
Perché scrivo?
Forse perché la vita vera è abbastanza sudata e tanto fastidiosa da essere quasi insopportabile.
Quindi ascolto Miles Davis in cuffia, per non disturbare chi non ama il genere, scrivo storie nere, e spero che semplicemente si dimentichino di me almeno quelli che sembrano nati per rompermi i coglioni.

lunedì 4 giugno 2018

Blade Runner 2049



Non ricordo esattamente se ero con gli amici dell'epoca quando vidi per la prima volta Blade Runner.
Probabilmente ero nei militari, corso ufficiali, artiglieria da montagna, Bracciano, forse lo vidi da solo a Roma.
Rimasi folgorato e mi innamorai di Rachael come tanti coetanei dell' epoca, Harrison Ford divenne uno dei miei attori culto, e il famoso monologo sul tetto, raccontano improvvisato sul momento, di Rutger Hauer divenne una delle poesie della nostra generazione.
Ero giovane, innamorato dell'amore, romantico e pieno di buone intenzioni, il cinema era parte della mia quotidianità, Blade Runner divenne uno dei film della mia vita.
Da allora l'ho rivisto spesso e un giovane oggi lo troverebbe lento e cupo.
Blade Runner 2049 l'ho visto sul 55 pollici di casa mia, non vado più al cinema, l'ho visto a pezzi, è troppo lungo per una visione unica con i miei tempi di vita e mi è piaciuto ... molto.
Chi l'ha diretto seppur giovane, ha amato la prima versione e gli ha reso onore e omaggio.
Le atmosfere sono simili.
Bravi i protagonisti.
Credibile la trama.
Il regista e lo sceneggiatore hanno dato voce a una domanda che era rimasta in sospeso alla fine del primo film, hanno accontentato il me stesso ventenne che si chiedeva come sarebbe finita la loro storia d'amore.
Non racconterò altro perché il film ha una sua storia e una sua giusta conclusione.
Blade Runner appartiene agli anni 80 ed è diventato patrimonio di quella umanità che negli anni 80 ha visto la propria versione della luce, parafrasando John Belushi.
Il romanticismo del film, che nel romanzo non emerge è diventato un manifesto, una profonda e malinconica ansia di vita, un sogno a occhi aperti e forse una possibile proiezione del nostro incerto futuro.
Un solo consiglio.
Se non avete visto il primo è necessario guardare quello prima di affrontare il secondo capitolo.
Grande il mitico Harrison Ford, ha trovato in questo secondo capitolo una dignitosa collocazione, a differenza della sua comparsata in guerre stellari.
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