venerdì 16 novembre 2018

Maresciallo Greco ... ultimo capitolo





Il tempo è fonte di saggezza, talvolta, e tutte le storie iniziano e in quel momento cominciano a determinare la propria fine.
Ho iniziato nel 2010 a pubblicare e quell'anno uscì, insieme a Bologna all'inferno e La ragazza del fiume, anche la prima indagine del maresciallo Greco, Belva di città, il mio primo premio letterario per un romanzo che mantiene nel tempo una sorta di originalità e freschezza.
Dopo sono arrivati Cielo d'agosto e Vuoti a perdere.

Ho salutato Eclissi, piccola e grande Casa Editrice, una delle prime che ha creduto in me, per cercare un editore locale al fine di continuare con le avventure di Greco, soprattutto per chi spesso alle presentazioni mi chiede notizie del maresciallo in borghese.

Sto scrivendo la sesta indagine di Greco e dei suoi carabinieri e ho deciso di concludere il filone.
Ho la necessità di uscire dalla serialità, almeno per una delle due uscite annuali, e Trebbi ormai fa talmente parte della mia vita da non potere dirgli addio, e poi, detto fuori dai denti, grazie a Frilli il mio investigatore bolognese è diventato nazionale e sta andando benone.
Sto cercando di concludere in maniera adeguata l'avventura di Greco, spero vi piacerà e nessun rimpianto, tutto finisce prima o poi e guardando certe serie televisive meglio sarebbe se si concludessero, ma dove ci sono ascolti e piccioli è difficile scrivere la parola fine.

Intanto vi annuncio che in primavera tornerà Greco con una nuova indagine, la quarta, e quindi se tutto va bene lo potrete leggere ancora per qualche anno.

giovedì 15 novembre 2018

Ombre cinesi su Bologna ... frammenti 3












C’erano i Cof2, Trebbi non ricorda quanto costavano, ma ricorda
bene quella cosa del bastoncino, se sopra al legnetto c’era scritto Cof
vinceva un altro ghiacciolo e non è questione di nostalgia, la nostalgia
è una malattia, ti prende alle gambe e alla fine non riesci più a fare nulla
se non piangerti addosso e biascicare a qualche coetaneo come si stava
meglio quando si stava peggio.
Però quei cof, come li chiamavano ai suoi tempi, avevano un sapore
diverso, lui preferiva quelli alla menta e al limone, e mentre spezza
il ghiaccio con i denti ancora forti e lo succhia, avverte potente la fitta
che dalla lingua arriva fino al cervello, e non c’è niente da fare la fitta
è obbligatoria come se ci fosse qualcuno a punirlo per quel piacere gelido,
questione di terminazioni nervose alcuni le hanno altri evidentemente
no e si preme una mano calda sulla fronte stempiata mentre
Devis lo squadra curioso.



2 Ghiacciolo marca Cof (Cavazzoni Orlando e fratello) prodotto a Bologna
dal 1952 al 1991, fonte Succede solo a Bologna

giovedì 8 novembre 2018

Non ho l'età ... Rai 3



Nella fascia oraria successiva a Blob, una delle trasmissioni culto della televisione, e precedente a Un posto al sole, una delle poche soap opera italiane che resiste inossidabile nel tempo, la Rai inserisce trasmissioni di diverso tipo che durano solitamente alcuni mesi e che tranne poche eccezioni sono solitamente decisamente deprimenti.
La domanda sorge spontanea, perché?
Meglio sarebbero le vecchie comiche,  che ricordo sempre con affetto, venti minuti di vecchi spezzoni con comici del muto, o Stanlio e Ollio, meglio sarebbe prolungare Blob, meglio sarebbero dei cartoni animati, considerando il fatto che in quella fascia oraria le famiglie italiane spesso sono a cena e magari i più piccoli dopo vanno a dormire.
Invece nel palinsesto Rai inseriscono sempre prodotti devastanti per qualsiasi sistema nervoso mediamente in assetto, trasmissioni che spengono sul nascere qualsiasi traccia di ottimismo e allegria, predispongono a un qualsiasi anti depressivo, inducono il sonno e la tristezza, insomma sono davvero incomprensibili.
Potrei citarne davvero innumerevoli, da una striscia che presentava vite di perfetti sconosciuti, a un'altra dove una squadra di attori entrava negli appartamenti di famiglie italiane per incomprensibili performance.
In questo momento sta andando in onda Non ho l'età.
Massimo rispetto per le coppie che raccontano la loro storia, come si sono conosciuti, persone che si sono incontrate in quella fase della vita che volge al tramonto, alcuni con età superiori agli ottant'anni.
Storie fantastiche di amori riscoperti, e gioia di vivere.
Ma se lo scopo degli autori era di raccontare che l'amore non ha età, e che vince su tutto, evidentemente non hanno fatto i conti con la realtà.
I protagonisti, tranne rarissimi casi, non assomigliano a Henry Fonda e Katharine Hepburne del fantastico film Sul lago dorato, sono giustamente persone normali, che raccontano storie normali, di italiani normali, storie spesso zeppe di lutti, difficoltà, miserie, sconfitte e finalmente sullo sfondo la conclusione di una nuova storia di coppia.
Tutto questo realismo è davvero indispensabile?
A chi serve? A cosa serve?
Questo modello di intrattenimento che spia le storie vere cercando di trasformarle in intrattenimento non so se ha un senso, sicuramente alla fine lascia quasi sempre l'amaro in bocca e una gran voglia di cambiare canale, un consiglio ai creativi Rai, meno realismo più ottimismo, ne abbiamo davvero bisogno.

sabato 3 novembre 2018

44 gatti in noir



Ho partecipato a diverse antologie di racconti, i miei racconti sono in giro come pezzi di me regalati a diversi editori per raccontare storie insieme a tanti scrittori italiani.
Se fra tutte le raccolte alle quali ho partecipato dovessi eleggerne una come più importante per me, affettivamente, sceglierei senza dubbio quelle dedicate a Marco Frilli.
Marco è una delle tante persone che hanno attraversato la mia vita e la mia carriera di scrittore illuminando un momento per poi scomparire, non ci siamo mai incontrati, i nostri rapporti si limitano ad alcune mail divertenti e diverse telefonate.
Lui mi suggerì insieme a Carlo di dare spazio al personaggio Trebbi che adesso fa parte delle mie fantasie letterarie e in parte della mia vita parallela.
Per me quindi è un onore e un piacere essere uno dei tanti talentuosi scrittori che hanno contribuito a comporre la seconda antologia dedicata al grande Marco Frilli.
Il libro sta andando a ruba, è in classifica fra i più venduti a Genova e per me è una doppia soddisfazione.
Lunga vita alla Fratelli Frilli Editori e ai suoi gatti in nero.