domenica 27 settembre 2020

Petra


E dopo la definitiva stroncatura di Candice Renoir posso serenamente tessere le lodi della bravissima Cortellesi, una delle migliori attrici italiane in questi anni di decadenza.

Petra è una serie sky tratta dai romanzi di una scrittrice spagnola che non conosco, Alicia Gimenez Bartlett.

Confesso che non prediligo le poliziotte nei romanzi come nelle fiction, con le debite eccezioni.

Petra è un personaggio originale, una donna libera con la giusta dose di cinismo e la forza di chi non può farsi contaminare da sentimenti o legami.

Lavora in coppia con un poliziotto anziano e disilluso che compensa il cinismo della collega con una sensibilità quasi femminile, interpretato da un bravissimo Andrea Pennacchi.

Sullo sfondo una Genova per me sconosciuta e davvero suggestiva.

Quattro episodi nei quali il nero della vicenda serve a sottolineare la complessità dei due personaggi principali.

giovedì 24 settembre 2020

Candice Renoir


 

Serie francese, la classica commedia giallo rosa, la guardavo nei momenti vuoti, soprattutto per rilassarmi, la bella poliziotta formosa e divertente, con famiglia ingombrante al seguito, le indagini improbabili, i molti amanti e la costa francese.

Poi nell'ultima stagione in corso, anzinella penultima, la sesta, durante una puntata uno psicologo cerca di risolvere i problemi di relazione di Candice con il suo bel commissario con il quale ha un rapporto di odio amore.

I due si risvegliano il giorno dopo dentro il corpo dell'altro, come in un brutto film di fantascienza.

Sono rimasto talmente male che dovevo scriverlo da qualche parte.

Una volta tanto il premio per la peggiore fiction televisiva non lo assegno a un italiano.

Candice Renoir con te ho chiuso.

domenica 20 settembre 2020

Nelle viscere di Bologna


Ci siamo.

Per gli affezionati lettori che hanno saltato il giro primaverile causa covid nessun timore, il romanzo edito da Minerva con il nuovo capitolo delle indagini del maresciallo Greco è solo rimandato e presto vi saprò indicare una data di uscita. 

Intanto però sta arrivando la nuova avventura del buon Galeazzo Trebbi, per ora solo in versione digitale ma entro settembre 2020 anche cartacea.

Per i possessori di kindle potrete acquistarlo qui

Per chi invece preferisce il Kobo qui 

 

 A presto con altre informazioni adesso vado in spiaggia.

venerdì 11 settembre 2020

Quello che non ti ho mai detto


 Di questa autrice ne avevo già parlato nella recensione di una fiction tratta da un suo romanzo, 

little fires everywhere.


Stimolato da quella fiction ho scaricato sul mio kobo "Quello che non ti ho mai detto" e mi è piaciuto.
Ancora una volta il tema è l'integrazione razziale in un'America anni 70, ma non è semplicemente un argomento a sfondo politico, è più sociologico, antropologico.
Attraverso le vite dei componenti di una famiglia mista, madre americana, padre americano di origini cinesi e tre figli, osserviamo, da dentro, le anime dei diversi personaggi alla dissoluzione del sogno americano, alla disperazione dell'incomunicabilità,alla sconfitta dell'amore nei confronti del quieto vivere.
La caratterizzazione dei personaggi è brutalmente perfetta, la storia è di quelle che non puoi mollare fino all'ultima pagina, l'atmosfera cupa, claustrofobica, senza speranze accompagna il lettore fino a una conclusione solo in parte consolatoria.
Leggendo il post finale scopro un lavoro di 6 anni alla base del romanzo e un esercito di collaborazioni.
Forse il successo di un'opera a volte non è casuale ma un vero progetto studiato scientificamente a tavolino.


domenica 6 settembre 2020

la dittatura del gourmet


 

Trebbi e Montalbano la pensano come me, mangiare in un qualsiasi ristorante, trattoria, bettola, bar, osteria, deve assolvere un compito riempirci la pancia nel migliore dei modi.

Invecchiando i miei appetiti sono cambiati, sono meno famelico ma non per questo mi accontento, mi piace decidere quando mi siedo in un qualsiasi locale, cosa mangerò, come dovrà essere condito o scondito, la composizione del piatto.

In linea di massima mi affido al menù, a volte con qualche piccola correzione dovuta alla dieta.

Ieri sera sono entrato, per errore, in una trattoria che un tempo proponeva un menù di pesce normale, come piace a me che sono abbastanza normale.

Nel corso di un anno il ristorante ha cambiato chef e con lui stile, adesso il cliente deve adeguarsi al menù che è uno e non negoziabile.

Ormai ero seduto e ho scelto alcuni piatti.

Erano buoni, ben curati, e potevano sfamare una persona con un appetito davvero piccolo, non me.

Morale, la cucina gourmet non mi piace, non sopporto che anche al ristorante qualcuno ti imponga cosa devi mangiare, è una cucina cara, raffinata, insoddisfacente e non adatta a palati semplici come il mio o quello di Trebbi.

Anni di trasmissioni dedicate alla cucina, anni di chef stellati e televisivi hanno compiuto il disastro, una nuova dittatura, l'ennesima, alle porte, un esercito di cuochi prepotenti e arroganti che vogliono decidere cosa deve piacerci e quanto lo dobbiamo pagare.

Che tristezza.