lunedì 25 giugno 2018

Titoli Frilli a metà prezzo



Due miei romanzi li trovate a un ottimo prezzo in cartaceo

Oggi vi propongo 36 titoli in cartaceo della Frilli nella Promo "TAGLIATI PER IL GIALLO" a metà prezzo! Li trovate comodamente nel nostro Shop Frilli (http://shop.frillieditori.com/index.php) oppure nelle librerie anche ordinandoli!  — con Massimo Fagnoni,

Bologna non c'è più e Il giallo di caserme rosse a 6,90 euro

domenica 24 giugno 2018

La consistenza del sangue incontra Miles Davis



Incontro insperato per un piccolo scrittore della Bassa, avrò l'onere e l'onore di chiudere una serie di serate all'insegna di jazz and crime.
Prima di me Patrick Fogli l'8 giugno e il grande Macchiavelli il 22 giugno.
Credo che il nero si addica molto al jazz e viceversa, la musica di Miles Davis è una perfetta colonna sonora per alcuni brani del mio ultimo romanzo.
Ogni romanzo ha una sua ipotetica colonna sonora e  un suo ritmo musicale, sicuramente il mio ultimo romanzo è il più vicino alle atmosfere del grande Davis,  molto metropolitano, si svolge nell'ultimo mese di lavoro di un anziano commissario che condiziona i ritmi della narrazione con i suoi tempi esistenziali e si nutre molto di atmosfere e riflessioni dei diversi personaggi.
Stiamo preparando alcuni brani che saranno letti dal bravo Marco Piovella, un amico che generosamente  mi segue fin dal primo romanzo.
Serata organizzata dal Circolo Arci di Bazzano in collaborazione con la Libreria Carta Bianca e il Valsamoggia Jazz Club
Vi aspetto sabato 30 giugno alle 20,30 a Bazzano in via IV novembre 2, in caso di pioggia l'evento si svolgerà nei locali climatizzati del circolo e troverete oltre alla musica e alle letture cibo e bevande.

sabato 23 giugno 2018

IL CAINITA



Luca Occhi è un vero scrittore, uno che con entusiasmo si occupa di scrittura e scrittori, uno che ci crede, uno dei fondatori di Officine Wort.
Per capire quale sia il suo livello di motivazione basta dare un'occhiata a TURNO DI NOTTE che anche quest'anno prenderà vita il 7 luglio con l'incipit del grande Lucarelli, i particolari li trovate sul loro sito.

Il Cainita è il suo primo romanzo e all'interno ho trovato diverse anime e diversi riferimenti, per un amante, come ero da ragazzo dei libri di avventura, sono rimasto piacevolmente sorpreso dalle digressioni temporali che compongono la parte finale dei diversi capitoli.

Una scia di delitti attraversa il tempo sull'onda di un lucido delirio, questa è l'unica indicazione che mi sento di potere dare per non svelare troppi elementi di un thriller costruito con attenzione ai diversi meccanismi del genere che vanno a combaciare al momento giusto per permettere al lettore di dare un senso all'intera vicenda.

Ma il vero protagonista del romanzo è lui, l'investigatore, il dolente e insofferente commissario Rinaldi che deve fare i conti prima di tutto con i suoi fallimenti esistenziali, sentimentali, professionali e Occhi è bravo a costruire un ambiente poliziesco credibile, con le dinamiche nevrotiche e ciniche istigate dai media, che  sovente caratterizzano i diversi commissariati.

Rinaldi ci conduce per mano attraverso tentativi ed errori,  e una  insofferenza dirompente che finisce per esplodere in una sana aggressività liberatoria, fino alla risoluzione del giallo, e tutte le sue disavventure fanno di lui un personaggio credibile, al quale è difficile non affezionarsi.

Alla fine il vero protagonista del nero finisce sempre per essere l'eroe, specialmente quando di eroico non ha nulla.


Editore: Damster
Collana: Comma21
Pagine: 160
Genere: Thriller
Anno di pubblicazione: 2017

venerdì 22 giugno 2018

Quando è moda è moda




2018 forse dovrei cancellare il mio profilo facebook, lo so che dovrei farlo.
Non ci riesco e me ne vergogno.
Piccolo scrittore di periferia.
Non conto nulla, eppure non mollo, rimango attaccato alle peggio cose solo per avere una parvenza di concretezza.
In questa fogna di social l'importante è vomitare sentenze, sparlare di tutto, basta affermare la propria piccola inconsistente essenza.
Facebook è una disgustosa piazza dove le persone  possono esprime il peggio con la sicurezza di rimanere  impuniti e immagino che gli altri social siano uguali.
Perché non me ne libero?
Probabilmente per una sorta di dipendenza patologica che ha a che fare con la mia patetica idea di essere uno scrittore.
Ma stiamo raggiungendo un limite di indecenza e sto davvero valutando diverse opzioni.
Quando è moda è moda.
Ascoltate un grande che non ha potuto scegliere e non si è trovato come me davanti al bivio fra una solitudine dignitosa e una dipendenza virtuale vergognosa.




intervista di Cristiana Facchini sulla mia insana passione


Sono passato per Cento amena città della Bassa più vicina a casa mia di Bologna e nella bella libreria Albatros ho incontrato Cristiana Facchini una libraia coraggiosa, perché ci vuole coraggio a portare avanti una simile attività nell'era dei Pokemon virtuali e del dileggio quotidiano su facebook.

Chi vuole leggere l'intervista al sottoscritto la trova 
qui

martedì 19 giugno 2018

13 seconda stagione



Tredici seconda stagione.
La prima cosa che colpisce sono le avvertenze per l'uso.
I produttori, il cast e Netflix a dire che bisogna guardare la serie con attenzione perché tratta temi scabrosi e forti: bullismo scolastico, violenza sessuale, disagio giovanile, dipendenza dalle sostanze.
In realtà io che sono fuori dall'età a rischio per un pelo, guardo 13 perché mi interessano gli aspetti narrativi ma intanto rifletto sul pianeta adolescenza.
Per fortuna le figlie sono grandi ormai e spero fuori da quel puzzolente insieme di pulsioni che compone l'universo adolescenziale odierno un pullulare di esseri incompleti che hanno da una parte lo smartphone come prolungamento del corpo dall'altra lo spessore culturale di un ologramma giapponese.
I giovani non sono tutti uguali e alcuni meravigliosi cerco di raccontarli nei miei scritti, gente che si rimbocca le maniche e lavora, studia, cercando di costruirsi un futuro e un senso in un Italia che, passano gli anni, ma rimane ai confini di qualsiasi impero o possibilità rubando le speranze di godersi il meritato riposo a noi vecchi e la speranza di costruire un futuro ai giovani.
L'universo giovanile è complesso, confuso e intossicato da tanta cattiva informazione, dall'utilizzo schizofrenico dei social e spesso dalle stesse famiglie che hanno perso il senso della comunità vivendo i figli come prolungamento delle proprie misere individualità e quindi intoccabili e non sanzionabili, una bocciatura diventa un' onta lavabile solo con il sangue di qualche professore reo di avere fatto il proprio lavoro.
Cari polli d'allevamento, cantava Gaber.
Tra un'allegria così forte e un bel senso di morte ci siete voi.