mercoledì 19 settembre 2018

Nero Wolfe




Avevo dieci anni quando Nero Wolfe italiano quasi completamente girato in studio approdò in bianco e nero nelle nostre televisioni, ricordo la colonna sonora iniziale come un difficoltoso brano di jazz, inquietante per un cinno di quel periodo, a me piaceva molto Nero Wolfe e credo che solo successivamente mi dedicai alla lettura dei vari romanzi dedicati al personaggio di Rex Stout.

Ricordi vaghi di grossi tomi dei vari romanzi raccolti insieme che prendevo gratuitamente in biblioteca.

Ho riscoperto un Nero Wolfe a Roma interpretato dal bravo Pannofino con Andy Luotto in cucina e Pietro Sermonti nei panni di Archie Goodwin. scuderia romana, consueta ma efficace, a me piace Pannofino come attore e come doppiatore.

Due Nero Wolfe diversi, sicuramente il primo era un prodotto teatrale di grande qualità, questo ha la qualità della ricostruzione del periodo (1959 grande annata) e la bellezza di Roma dalla sua.

Lo trovate su Rai replay, consigliato

mercoledì 12 settembre 2018

Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta



Sembra un'immagine felice, forse lo era anche.
In realtà dietro a quella semplice immagine di un padre e un figlio in sella a una motocicletta c'è una sofferenza infinita e molta solitudine.
Ho ripreso in mano a distanza di 35 anni uno dei libri che ha dato un senso alla mia giovinezza, Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta.
Non è un testo facile, ma chi ha studiato filosofia forse è incappato in questo saggio non saggio, romanzo non romanzo, racconto di un padre e un figlio in un tormentato viaggio in un frammento di America.
Ve lo consiglio, ma attenzione è faticoso, bisogna fermarsi a pensare.

domenica 2 settembre 2018

Langhirano 2018 ... poliziotti che scrivono



Piccolo collage per una mattinata perfetta a Langhirano dove ho ritrovato Luigi Notari patron della XIV edizione della rassegna I sapori del giallo poliziotti che scrivono.
Ho incontrato ispettori superiori, vicequestori, poliziotti, carabinieri accomunati da un'unica passione la scrittura creativa, io ero l'unico agente della municipale una volta tanto fuori dal mio ruolo istituzionale, solo uno scrittore.
Ma incontrare colleghi delle Forze dell'ordine che mi riconoscono come collega scrittore e come uno di loro vale oro in un paese che spesso ignora quanto i nostri mestieri in divisa siano sempre più simili, sempre più onerosi, sempre meno tutelati.
La consistenza del sangue ha avuto un pregevole riconoscimento e sono tornato a casa con la sensazione di essere meno solo come scrittore e come agente di Polizia.
Spero che questo esempio di amicizia e affinità arrivi in alto dove si fanno le leggi e quindi si possono cambiare, si possono migliorare.


sabato 1 settembre 2018

Il bibliotecario di via Gorki e la sua silenziosa rivolta















Noi gli uomini, nel senso di maschi, un tempo, anni 70, mi dichiaravo femminista e le femministe mi urlavano che non potevo essere femminista, perché ero solo un uomo.
Un uomo …
Il bibliotecario di via Gorki è un uomo in crisi, ma detto fra noi, ricchi, poveri, figli di re, figli di puttana, chi non si è mai sentito in crisi come omarino in questo modello sociale?

Mi fermo qui.
Vi invito a leggere questa recensione, che non è una semplice recensione è qualcosa di più, entra nel romanzo e finalmente scava, non si ferma in superficie, come fanno giustamente i più.
Molti hanno letto Il bibliotecario di via Gorki e si sono sentiti in dovere di dirmi la loro:

Non mi è piaciuto, è troppo localizzato.
Ma tu scrivi romanzi che si svolgono solo a Corticella?.
Il personaggio maschile è insopportabile, poco credibile, un frustrato, odia le donne, (critica di una donna).
Poco credibile.
Poco sangue.
Pochi morti.

Leggete questo articolo e la ragazza Chiara Ferrari, che si chiama come mia figlia, ha scritto qualcosa di davvero esaustivo, lei mi ha capito, e sapete cosa? Ne basta uno solo che capisca, il mio scrivere in questo caso ha un suo diritto di esistere.

recensione