venerdì 7 maggio 2021

tik tok


 Chi mi legge da anni si chiederà, perplesso, perché Fagnoni ha cominciato a postare su TikTok come se piovesse?

I motivi sono diversi:

Ho notato che pubblicando video su Tik Tok e condividendo il mio blog molti dopo avere guardato il video passano da queste parti a curiosare, e io non sono abile come Fedez a crearmi adepti, sono solo un anziano scrittore della bassa emiliana, senza sponsor, quindi perché non sfruttare le potenzialità dell'applicazione?

L'altro motivo è che Tik Tok è divertente, mi piace creare video sfruttando la mia memoria storica che attinge a tanto cinema, molta musica, molta televisione, alla fine un modo per condividere con il mondo ciò che ho sempre amato attraverso pillole.

Infine la potenza dell'impatto, in un minuto puoi raccontare una storia, puoi comporre un video, e in meno di 60 secondi fermare un ricordo per sempre e riuscire a entrare in comunicazione con i tanti che come me si divertono a perdere tempo su Tik Tok.

Mi sto adeguando ai ritmi del mondo perché loro non si adegueranno mai ai miei,  nonostante tutto, ricordando l'ultima battuta di La meglio gioventù, tutto è veramente bello, nonostante noi, aggiungo io.

lunedì 3 maggio 2021

la meglio gioventù



E dopo un primo maggio durante il quale in Italia l'avvenimento più rilevante dal punto di vista politico sembra l'intervento di Fedez, per rifarmi la bocca, o per cercare di non dimenticare la mia maledetta storia ho ripreso la visione del film del 2003 La meglio gioventù regia di Marco Tullio Giordana, un film datato ma a me caro, all'interno la vita di due fratelli dagli anni sessanta in poi che attraversano la storia del paese come protagonisti qualsiasi di un processo di evoluzione storica agendo attivamente sulla realtà, una realtà dura e complicata, fra lotta di classe, deistituzionalizzazione dei  manicomi e terrorismo.
Italiani come lo sono stato io, magari sbagliando ma sempre interrogandosi sul senso del proprio vivere.
Il primo maggio 2021 invece è un'accozzaglia di post più o meno indecenti dove vince chi ha più like, più followers e davanti alla potenza di fuoco di un qualsiasi Fedez perdono tutti, la Rai, i partiti, il paese.

Che tristezza questo nostro tempo.

 

sabato 1 maggio 2021

intervista radiofonica Nelle viscere di bologna




L'intervista dura 23 minuti, ho cercato di farcirla con immagini ma lo so è lunghetta, se non avete niente di meglio da fare al suo interno si parla del mio scrivere.

giovedì 29 aprile 2021

la messa è finita, un brano dal racconto tratto dalla raccolta "Solitario bolognese"




Alcuni libri sono più amati di altri nonostante non abbiano avuto un particolare seguito, uno di questi è "Solitario bolognese" composto da una novella e una manciata di racconti, amari, metropolitani, universali.
Vi lascio con un brano tratto dal racconto "La messa è finita"

lunedì 26 aprile 2021

Pausini, Pinocchio e l'oscar perduto


 

Ma davvero pensavate che la Pausini o Pinocchio potessero vincere qualcosa agli Oscar 2021?

Alcune considerazioni, sicuramente inattuali e impopolari.

Non riusciamo a fidarci dei nostri premi dallo Strega a Venezia, figurarsi se possiamo fidarci dell'Oscar americano.

Ha vinto, come spesso accade, un film, Nomadland, che sicuramente eviterò di guardare a meno che qualcuno non mi costringa, armi spianate.

Ma indipendentemente da ciò la canzone della Pausini, colonna sonora di un altro film che eviterò di vedere, La vita davanti a sé, regia di un giovane Ponti, figlio dell'anziana Loren, dicevo quella canzone, non credo meritasse un Oscar, ipotizzando che i premi vadano davvero a chi se li merita.

Altro discorso per Pinocchio.

Ancora Pinocchio? Ancora Benigni? Che altro dire, ma non siete stufi anche voi dell'ennesima versione della fiaba più triste della nostra letteratura? Non siete stufi dell'ennesima celebrazione di Benigni (Geppetto)? Uno dei tanti sopravvalutati del nostro panorama artistico nazionale?

L'Italia torna a casa con le pive nel sacco, giusto così, chi semina male non merita un buon raccolto.

sabato 24 aprile 2021

l'isola dei famosi 2021


 

In epoca di pandemia può capitare di rimanere reclusi per giorni e mesi e la televisione diventa l'elettrodomestico eletto a una nuova forma di compagnia, serve a distrarti, come un buon anestetico riesce a volte a farti dimenticare le statistiche, i morti, i contagi etc etc.

Dopo l'indigestione di GF con il Signorini nazionale è iniziata l'ennesima edizione dell'isola dei famosi, che come si intuisce è luogo dove un vero VIP non andrebbe mai, e questo non lo affermo io, ma lo stesso Signorini durante un'intervista.

Ho seguito alcuni spezzoni delle serate dell'isola più per noia che per altro motivo e anche per cercare di capire il movente che spinge una persona qualsiasi a sottoporsi a tale supplizio.

Vi lascio con alcuni interrogativi, da me non risolti compiutamente:

Cosa spinge una persona mediamente benestante, non abituata alla vita selvaggia e spericolata, incapace di accendere un fuoco, pescare, procurarsi cibo, a mettersi in una situazione così disagevole?

Quanto il nostro modello sociale può condizionare persone normali fino al punto di spingerle ad affrontare situazioni per loro estreme?

Io sono una persona sicuramente meno abbiente della maggior parte dei partecipanti a tale esperienza, ma mai e poi mai affronterei tale situazione, la fame, gli stenti, le notti all'addiaccio, gli insetti, la mancanza dei comfort abituali.

Inoltre non mi esporrei mai al giudizio di milioni di telespettatori pronti a denigrare e deridere i poveri naufraghi, senza dimenticare gli opinionisti e tutto il circo televisivo.

Rimane per me un mistero davvero irrisolvibile, il reality sta trasformando il nostro modo di interpretare la realtà o si sta preparando a diventare una nuova arena di gladiatori?

Lo scopriremo anche troppo presto ... temo.

mercoledì 21 aprile 2021

I predatori


 

I predatori è un film diverso.
Fin dalle prime battute, dalle prime scene, si respira un'aria diversa, per la prima volta da molto tempo mi sono sentito preso dal film, dai personaggi, dalla trama, dal protagonista.
Alcuni attori li conoscevo come comici del panorama stand up italiano, altri li avevo già visti in varie produzioni.
La novità sostanziale è lui il regista/attore, Pietro Castellitto, figlio d'arte del grande Sergio, uno degli attori italiani da me preferito.
Al di là della sua interpretazione, del giovane borghese frustrato e folle che compie un atto irrazionale ed esplosivo e convince come attore ma non buca necessariamente lo schermo, al di là di questo personaggio c'è Roma, con alcune delle sue contraddizioni, mondi in antitesi che si incontrano, sfiorano, scontrano in un mondo paradossale, grottesco, improbabile nel quale la tomba di Nietzsche diventa simulacro di un simbolo da distruggere.
Da una parte una famiglia proletaria, fascista, marginale, ma piena di passione e vita, dall'altra una famiglia borghese desolatamente scollata, irrimediabilmente sconfitta e all'inizio e alla fine un truffatore esemplificativo del nostro tristo periodo nel quale c'è tanta feccia che specula sulla tragedia.
Un piccolo cammeo questo film, fa bene sperare su questo giovane autore.

giovedì 15 aprile 2021

l'eremita cieco



Quando il cinema incontra il genio e la comicità.
Frankenstein Junior rimane il capolavoro del grande Mel Brooks

mercoledì 14 aprile 2021

vicini di casa





In questo periodo di forzata reclusione chissà cosa direbbe il grande Belushi, vi lascio con un minuto del suo "Vicini di casa" uno degli ultimi film della coppia Belushi Aykroyd. 1981, grande annata.

domenica 11 aprile 2021

rumble fish



La percezione della realtà è molto soggettiva, altrimenti come faremmo a sopravvivere a tanta follia?

Un minuto da un grande film da tanti dimenticato.

Rumble Fish 1983, Coppola.

sabato 10 aprile 2021

new amsterdam


 C'era una volta IR serie per me indimenticabile, ricordate Ciccio? il medico amico di George Clooney (Doug Ross) che tanto deve del suo successo alla serie.

La serie leggendaria prendeva spunto dalla reale esperienza di Michael Crichton e del suo apprendistato dopo la laurea in medicina, la serie attingeva a piene mani dalla realtà e si sentiva  il peso dei ritmi frenetici di un pronto soccorso americano.

Poi sono arrivati Grey's Anatomy, Il Dottor House fino a  The resident.

Salvando House per la sua originalità, praticamente un format imperniato sulle indagini di un medico che sembra un vero e proprio investigatore, carismatico e istrionico, arriviamo a Grey's Anatomy grande successo di pubblico ma che non mi ha mai convinto, troppo patinato, pieno di luoghi comuni, radical chic, un ospedale per ricconi tanto umani quanto improbabili.

Poi è arrivato The resident un formato sotto tono rispetto a Grey's Anatomy ma con analogo stile e sempre molto improbabile.

Invece in New Amsterdam ho incontrato nuovamente la commozione, anche in questo caso la storia (in parte vera) del direttore sanitario puro di cuore  e generoso fino al sacrificio, la sua frase tipica è come posso aiutare, risulta a tratti favolesca, ma si intuisce che oltre la fiaba ci sono tracce di realtà, sofferenza vera, la lotta di un grande ospedale pubblico nell'America delle contraddizioni, che cerca di fare la differenza.

Mi piace, spero che Netflix proponga nel 2022 la seconda stagione.


venerdì 9 aprile 2021

Il silenzio della Bassa ... il Frullo


 Un minuto dal mio primo "Trebbi" un pensiero affettuoso al Frullo mostro buono della bassa fra Bologna e Ferrara

mercoledì 7 aprile 2021

zack snyder's justice league


  Quasi quattro ore e non sentirle, ho deciso di dedicare una mattinata della mia vita reclusa ai super eroi dei fumetti Dc Comics e ho fatto bene perché all'interno del film ci sono tanti ingredienti a me graditi fra i quali un' esaltazione dell'epicità con battaglie di interi eserciti di amazzoni per arginare la consueta minaccia cosmica destinata a portare la terra alla sua definitiva conclusione.

Questa edizione extra large è quanto di più ottimistico in epoca di  pandemia, parla di super eroi uniti con un solo obiettivo, salvare la terra in un universo sempre più allo sbando e minacciato dal perfido Steppenwolf.

Solo l'unità degli eroi e lo spirito di gruppo permetterà di arginare l'ennesima minaccia e sarà necessario anche resuscitare un Superman assai confuso che alla fine farà la differenza.

In un periodo oscuro cosa di meglio di tanta creativa fuga dalla realtà?

martedì 6 aprile 2021

makari


  Makari è l'ennesima vetrina pubblicitaria e turistica che mamma Rai sfoggia per ricordare a noi piccoli italiani  quanto sia bello il nostro paese anche se non raggiungibile, per ora, causa covid.

Detto ciò, la fiction è tratta dai racconti di uno scrittore e giornalista a me sconosciuto, Gaetano Savatteri, come sconosciuta era la località che dà il titolo alla serie, Makari.

Il luogo nel quale si svolge l'azione è incantevole e confesso la mia pigrizia di viaggiatore confidandovi che nonostante la mia decennale frequentazione siciliana  non mi sono mai spostato dalla costa orientale, riproponendomi sempre di farlo e chissà forse un giorno in pensione deciderò di visitare tutta l'isola.

Al di là della bellezza indiscussa dei luoghi e della proposizione di cibarie tipiche che conosco bene ormai, la trama è davvero poca cosa.

Improbabile il protagonista, per quanto attore noto e bravo, ma il personaggio, questo ex dipendente di un ministero licenziato per un suo errore professionale che decide di tornare nella sua terra, senza mezzi, con pochi denari e che si riscopre scrittore e investigatore improvvisato è davvero inconsistente.

Non regge, credo che nella scrittura nera o gialla deve esserci il principio del realismo minimo delle situazioni e non esiste che chicchessia possa entrare nelle vite altrui senza titolo.

I personaggi per quanto simpatici sono altrettanto fragili nella loro consistenza compreso l'amico del protagonista che non si capisce di cosa campi.

Le vicende sono leggere, banali, la consueta commedia italiana giallorosa che può allietare una serata ma nulla di più.

Siamo alle solite, perché le produzioni di fiction in Italia spesso passano attraverso sceneggiature così piatte?

Chissà.

mercoledì 31 marzo 2021

Greenland


 Qualcuno dirà che è una follia guardare un filmone catastrofista in tempi di pandemia, ma in realtà è decisamente liberatorio, il classico meteorite che cade sulla terra scombinando le sorti del pianeta ti pone di fronte a una vera ipotesi di apocalisse, una di quelle che fece estinguere i dinosauri.

Il film è fedele a tutti i cliché del genere, da una parte la catastrofe mondiale senza speranza, dall'altra un uomo che vuole a tutti i costi salvare la sua famiglia, la moglie tradita, il figlioletto diabetico, e la cosa piacevole di questi filmoni è che non c'è tempo per retorica e buoni sentimenti, ma c'è spazio solo per l'azione, e le due orette di visione alla fine sono terapeutiche, quasi come un buon video game.

Su Sky

sabato 13 marzo 2021

l'11 marzo di un giovane comunista


Dalla raccolta del 2018 "Bolognesi per sempre" vi regalo un brano del mio racconto:
 L'11 marzo di un giovane comunista.
Leggendo una chat di compagni di classe del liceo di allora ho pensato di postare quel racconto, un pezzo di vita, un ricordo indelebile, niente nostalgia, niente ipocrisia, solo vita vissuta.

lunedì 8 marzo 2021

your honor


 Eccolo, la faccia solcata da rughe profonde e sofferte,  ancora una volta un ruolo scomodo, un giudice (your honor) integerrimo fino all'eccesso che deve fare i conti con il dramma peggiore per un padre scegliere fra il trionfo della giustizia e la vita del proprio figlio.

In un mondo dove le regole sono come le ciambelle, piene di buchi, un uomo onesto si ritroverà in un piccolo inferno in terra creato solo per salvare il figlio.

Lui è l'attore della serie che ho più amato negli ultimi dieci anni Breaking Bad, Bryan Cranston, chimico micidiale nella prima serie, giudice onesto nella seconda con un denominatore comune, entrambi i personaggi antepongono  la propria famiglia a qualsiasi cosa.

Due personaggi contraddittori, geniali, scomodi, difficile amarli o odiarli semplicemente, difficile schierarsi.

Una serie che davvero vi terrà incollati alla poltrona facendovi dimenticare per un'oretta anche il covid.

Dieci puntate, grandi interpreti, grande regia, splendida sceneggiatura, bella fotografia, tutto quello che non troverete nelle nostre misere fiction lo troverete in Your Honor.

Del resto se le nostre fiction fanno pena non sarà anche per  lo scarso investimento riposto nella cultura? Ambito che può contribuire a fare crescere il pil di un paese, basta volerlo

su sky

domenica 7 marzo 2021

Sanremo 2021


 Sanremo della pandemia è concluso, la canzone che mi è piaciuta di più è mai dire mai di Willie  peyote.

Una delle cose che invece non ho capito è la necessità, come in questo caso, di non usare un nome vero per il cantante, ma un titolo, tipo La rappresentante di lista.

L'altra cosa che ho gradito e mi ha commosso è stata la Vanoni che è riuscita a cantare alcune delle più belle canzoni della mia vita.

Perché Sanremo non è altro che la colonna sonora del nostro tempo terreno, la musica italiana, quella che bene o male ascoltiamo per radio per poi dimenticarla, tranne nel caso di quei brani che rimangono impressi nella memoria collettiva, come Domani è un altro giorno, ad esempio.

E Mai dire mai perché mi piace? Guardatevi il video e capirete, la musica deve anche servire per fermare la testa sul nostro presente ricordandoci come il baratro possa davvero essere senza fine.

domenica 28 febbraio 2021

le indagini di Lolita Lobosco


  E come in un'agenzia turistica ecco la nuova fiction dedicata a una delle bellezze italiane, Bari.

Ultimamente la Rai propone eroine nostrane che in maniera decisamente improbabile indagano per il trionfo della giustizia e della verità.

Alcuni personaggi: Imma Tataranni, Mina Settembre, Luisa Ferrari (Il silenzio dell'acqua)  e adesso Lolita Lobosco (Luisa Ranieri) bella attrice campana.

Che dire, più che indagini nere o gialle sembrano dépliant turistici nei quali viene decantata la bellezza dei luoghi e le culinarie.

la trama è spesso inconsistente o poco originale, come nel caso della prima puntata, consueta la caratterizzazione dei personaggi con la protagonista, carismatica, sensuale, passionale, sensibile, con una storia dolorosa alle spalle e uno stuolo di uomini innamorati di lei.

Che palle.

Rimane il mistero, non c'era sul mercato una brava e bella attrice pugliese per rendere più verosimile il personaggio'

A volte sembra quasi che l'universo professionale italiano in ambito attoriale sia ristretto ai soliti noti, ma questo l'ho già scritto.

Rimane la curiosità di visitare Bari, che causa covid dovrò gustare in televisione e il desiderio di mangiare alcune delle prelibatezze pugliesi, per ora mi accontento di un buon Primitivo.

Lolita Lobosco la potete vedere su Rai play

martedì 23 febbraio 2021

tabula rasa


 Ecco una bella fiction belga, anche i belgi riescono a proporre prodotti più interessanti dei nostri.

In questa serie ci sono tutti gli ingredienti giusti per creare ansia, tensione, pathos, e farti desiderare di vedere come andrà a finire.

Non delude le aspettative, ti lascia in sospeso fino all'ultimo minuto e lo svelamento della verità regalerà più di un colpo di scena.

Brava la protagonista e buono il cast nel complesso, interessante l'ambientazione un po' survival horror, con alcune trovate poco credibili, ma alla fine ciò che conta è l'emozione che lascia.

Su Netflix

sabato 20 febbraio 2021

nelle viscere di Bologna ... recensione di GIALLOECUCINA


 Nuova recensione di Gialloecucina relativa al mio ultimo romanzo, la trovate qui

Le recensioni ai miei romanzi non sono pagate o richieste dal sottoscritto, che ci crediate o meno, le pubblico perché sono autentiche e per coccolare il mio ego.


venerdì 19 febbraio 2021

Richard Jewell


 Clint Eastwood mi è sempre piaciuto, l'attore preferito da Coliandro per il suo machismo ha dimostrato, nel tempo, di avere grande talento anche come regista.

Richard Jewell è un atto d'amore nei confronti dell'uomo comune, spesso ottuso, spesso conservatore, fondamentalmente onesto che stupidamente crede ancora nelle istituzioni, ama la mamma e come in questo caso l'FBI.

L'America che Eastwood descrive con il suo stile asciutto e realistico, soffre del male del secolo, cattiva informazione, spesso condizionata dalle esigenze del mercato usa e getta, dove ogni notizia deve girare in fretta e colpire al centro per attirare un'opinione pubblica sempre più robotizzata e golosa di sangue e orrore.

Richard era un americano, magari reazionario, ma fondamentalmente puro e onesto, un cittadino modello che salvò con il suo eroismo decine di persone durante un attentato dinamitardo ad Atlanta durante le olimpiadi del 1996.

La sua storia è la storia di un eroe, calpestato dall'FBI che aveva fretta di trovare un capro espiatorio, e dai media che avevano bisogno di sbattere il mostro in prima pagina.

Grande regia, grande interpretazione di Sam Rokwell nel ruolo dell'avvocato duro e puro in bermuda e di Paul Walter Hauser nel ruolo del protagonista, sua madre, nel film è la grande Kathy Bates.

Su Sky

venerdì 12 febbraio 2021

war of the worlds


 Serie statunitense e francese che vede la partecipazione del bravo Gabriel Byrne,  ennesimo adattamento dell'omonimo romanzo di Wells,  ha attratto la mia attenzione, nel marasma di proposte televisive, forse perché tratta il tema dell'apocalisse, della fine del mondo o più semplicemente della fine degli umani, situazione affine alla nostra attuale, anche se non ne siamo del tutto consapevoli.

La qualità maggiore di questa serie è il realismo, rendere realistica la fantascienza è un valore aggiunto, i protagonisti sono alcune persone costrette a fare fronte all'attacco spietato di extraterrestri crudeli.

Ogni personaggio ha un passato, spesso tormentato, che va a innestarsi nel nuovo presente caratterizzato da una strenua lotta per la sopravvivenza.

Può ricordare  The walking dead per certi versi, ma è, in realtà, abbastanza in sintonia con la nostra attualità, non dimentichiamoci che mentre va in scena l'ennesimo teatrino della politica italiana dobbiamo continuare a indossare mascherine e ogni giorno muoiono centinaia di persone, mancano solo gli extraterrestri cattivi, ma di quelli non abbiamo bisogno per distruggerci.

Su sky

mercoledì 10 febbraio 2021

Raised by wolves


 

Ridley Scott mi accompagna da tutta la vita, ricordo ancora la prima volta di Blade Runner avevo 24 anni e stavo frequentando il corso ufficiali a Bracciano, vidi il film in prima visione da solo a Roma, come spesso capitava allora, uno dei capolavori del mio immaginario.

In Raised by wolves tornano le suggestioni del grande stregone che a 81 anni ha ancora energia e creatività da vendere unita a una professionalità irraggiungibile.

Ci sarà qualche giovane regista, autore, in grado di prendere il suo testimone?

La sua fantascienza attinge a piene mani alle nostre paure, desideri, speranze di un futuro nel quale l'uomo potrà avere ancora qualche possibilità.

I suoi androidi con sentimenti, bellezza e potenza sono di nuovo protagonisti di una novella che già conquista e avvince.

Bella sorpresa, fra i protagonisti anche il Ragnarr di vikings, in un ruolo controverso e affascinante.

Lunga vita a Ridley Scott quindi e alla sua capacità di farci ancora sognare.

Su sky

martedì 9 febbraio 2021

Lei mi parla ancora


  "L'uomo mortale non ha che questo di immortale, il ricordo che porta e il ricordo che lascia"

Forse è per questo che si scrive, sicuramente è uno dei motivi che mi ha spinto a scrivere alcuni dei miei romanzi, Pavese forse sapeva che i suoi ricordi avrebbero continuato a vivere dopo il suo suicidio.

Pupi Avati non mi ha sempre convinto, ho trovato alcuni dei suoi film troppo nostalgici, densi di  malinconica e spesso eccessiva ricerca del passato come stagione naufragata di fronte a un presente squallido.

Ma anch'io come lui sto invecchiando e uno dei mali della vecchiaia è la sensibilità eccessiva che ci porta a diventare sentimentali.

Il film che ho appena terminato di vedere in uno dei periodi più lunghi di convalescenza della mia vita, e uno dei più piacevoli, ha toccato le corde del mio presente.

L'amore alla fine, quando dura tanto, quando è alla base di una storia di coppia, è denso di ricordi che invecchiando tendono a dissolversi, svaniscono come la nebbia di certe albe emiliane.

Alla fine la storia è tutta qui, sia quella del film che delle nostre vite.

Si scrive per cercare, inutilmente, di fermare ricordi,  sensazioni,  sentimenti, si scrive per diventare immortali, se non per gli altri almeno per coloro che abbiamo profondamente amato.

Pupi Avati è l'unico grande autore che ha risposto con una lettera a un mio scritto, come probabilmente fa con tanti piccoli scrittori come me, una lettera standard cortese e proprio per  questo spietata.

Dopo la sua lettera ho smesso di spedire i miei libri a chicchessia, ma ho apprezzato la sua eleganza e gentilezza.

Grazie Pupi Avati per il tuo cinema.

lunedì 8 febbraio 2021

il commissario Ricciardi


 Ho visto le prime due puntate del Commissario Ricciardi e mi piace, come al solito premetto che non ho mai letto De Giovanni e chi mi segue comincerà a chiedersi se leggo scrittori italiani e devo ammettere che negli ultimi anni preferisco leggere autori stranieri, o forse è semplicemente casuale, ma dopo Camilleri non ho più letto giallisti nostrani se non per motivi professionali.

La fiction è convincente, una Napoli anni trenta, si percepisce la pesantezza del regime nella quotidianità di un onesto commissario che cerca di fare il proprio dovere, si intuisce l'intento dell'autore di raccontare una vicenda e al contempo di attaccare il regime, ma con leggerezza, attraverso le vite dei personaggi.

Ricciardi vede i morti ammazzati che gli sussurrano le ultime parole pronunciate prima di morire.

Devo ammettere che questa "moda" di fare parlare i vari investigatori con i morti comincia a essere un po' inflazionata: Schiavone che parla con la moglie defunta, Balthazar che parla con la fidanzata ammazzata, ma la scelta di De Giovanni è diversa, è una vera e propria condanna a vita per il protagonista un serio e malinconico Lino Guanciale, bello affascinante e diverso da tanti investigatori che la narrativa di genere ha sfornato.

La ricostruzione del periodo è ben fatta, Napoli ultimamente fa da sfondo a molte realizzazioni  televisive, splendida cornice.

Compaiono alcuni attori già conosciuti per Un posto al sole, e a volte mi chiedo se siano così pochi gli attori sul mercato da dovere riproporre sempre gli stessi.

Morale, il commissario Ricciardi convince, emoziona, racconta un'Italia povera, soggiogata, con le solite differenze sociali, da una parte la borghesia fascista, dall'altra parte il popolo alla fame.

Su Rai uno. e raiplay

venerdì 5 febbraio 2021

domenica 24 gennaio 2021

i delitti del bar Lume


 In piena pandemia, ai domiciliari determinati da una convalescenza lunga e nel complesso piacevole, ho deciso di guardare tutte le stagioni dei Delitti del bar Lume.

Come si cambia, cantava la Mannoia,  ultimamente ho più voglia di ridere e sorridere, più si avvicina la pensione più mi sento leggero, poca voglia di pesantezze, molta voglia di rilassarmi osservando la vita per ciò che davvero è, tempo che scivola via.

Non possiamo fare rientrare i delitti del bar Lume nella categoria giallo o nero.

E' una commedia molto toscana, una dark comedy, divertente, leggermente sboccata, improbabile, grottesca e bene interpretata da un grande Filippo Timi, attore magistrale e secondo me poco valorizzato.

Il cast si avvale di outsider sempre diversi almeno nelle prime stagioni e di un gruppo di attori che invece rappresenta lo zoccolo duro della serie, spiccano i quattro anziani, il gruppo uretra, motore della fiction, giusto menzionare Carlo Monni, scomparso prematuramente dopo la prima stagione e sostituito da un grande Benvenuti.

Non ho mai letto e mai leggerò i romanzi di Marco Malvaldi, un altro che a quanto pare ha trovato il successo presso la casa editrice siciliana famosa per Camilleri, ma devo ammettere che la serie funziona, come funziona, non per tutti, Coliandro, che nel tempo si è conquistato un suo pubblico.

Non aspettatevi indagini o temi sociali, o introspezione in questa fiction, ma se siete nello stato d'nimo giusto potrete rilassarvi e fare qualche sana risata, dicono faccia molto bene.

su sky

giovedì 21 gennaio 2021

Il mistero Henri Pick


 Chi è Henri Pick? Molti risponderebbero che è l'autore di un romanzo eccezionale, scoperto per caso in una misteriosa biblioteca nel cuore della Bretagna e diventato in brevissimo tempo un bestseller.

Mi ha incuriosito l'incipit di questo gradevole film francese, guardandolo ho scoperto, se è vero, che in Francia un terzo della popolazione scrive.

La trama è intrigante soprattutto per uno scrittore, in un piccolo paese della Bretagna esiste una biblioteca dei romanzi rifiutati dagli editori e in quel luogo una giovane cacciatrice di best sellers scopre un manoscritto che colpisce la sua attenzione e che diventerà un romanzo di successo l'autore è un pizzaiolo passato a miglior vita che aveva nascosto alla famiglia il suo talento.

Ma è davvero lui l'autore del romanzo?

Un piccolo giallo letterario che vede come protagonista Fabrice Luchini famoso attore francese che porta alla grande i suoi settant'anni.

Dietro la trama scritta con leggera eleganza ci sono alcuni temi cari a chi scrive, il fallimento dietro l'angolo, le speranze spesso disattese per chi si cimenta con la scrittura creativa, il grande numero di scrittori di fronte a un esiguo e sempre più distratto numero di lettori e l'importanza determinante del marketing e infine la più grande verità, non tutti i buoni libri avranno successo e saranno pubblicati, non tutti i cattivi libri vengono scartati, la narrativa soggiace a un mercato schizofrenico e alla fine considerato superfluo dai più, come del resto altre forme di creatività, basti pensare a come il teatro sia stato annullato senza scrupoli durante l'attuale pandemia.

Mi fermo qui, chi scrive e chi ama i libri ritroverà alcuni temi interessanti un questa amara favoletta.

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domenica 17 gennaio 2021

padrenostro


 

La prima considerazione è che ultimamente incontro tanti bambini, attori davvero bravi, e quando si parla di bambini non c'è accademia che tenga, se sono bravi evidentemente possiedono il talento, ingrediente sconosciuto ma indispensabile per quasìasi arte.

Il film mi è entrato nel profondo, si parla del delicato e soggettivo rapporto padre figlio, si parla di famiglia, degli anni di piombo e in questo caso 1976, si parla di amore, amicizia e solitudine.

Favino, pur non essendo il protagonista, che rimane il bambino, eccelle come sempre.

L'ambientazione, la musica, i personaggi, la sceneggiatura, tutto mi ha riportato a quegli anni terribili e disperati della mia adolescenza, fra occupazioni scolastiche, terrorismo e ideologia.

Con gli occhi della mia età ripenso al terrorismo e ai terroristi come uno dei tanti cancri italiani, una sorta di dittatura del terrore che per anni mise all'angolo ragionevolezza e democrazia innescando in noi giovani una pericolosa confusione.

Ma il tema principale rimane il punto di vista del bambino costretto a reinventare un rapporto con il padre, vicequestore, uomo dello Stato, in prima linea, lontanissimo, in pericolo e tanto amato.

Il tema riguarda la capacità di vivere i nostri drammi individuali, le nostre tragedie, sapendo superarle da soli, perché si nasce, si muore e si vive in grande solitudine e la solidarietà è una fandonia cattolica per indorare la pillola.

Cosa rimane? La capacità di raccontare il proprio vissuto personale rendendolo condivisibile.

Come in questo caso.

Su Sky

venerdì 15 gennaio 2021

the undoing


 The Undoing- le verità non dette.

Con la copertina sulle stanche ginocchia, una tisana all'arancia rossa e la compagna di viaggio accanto, mi sono gustato le sei puntate di questa nuova produzione.

E non si sbaglia con il vecchio  Hugh Grant e la sempre splendida, nonostante i ritocchi incomprensibili, Nicole Kidman.

E' un noir patinato e confezionto ad arte, teso, angosciante, sceneggiatura perfetta e attori bravissimi, compreso il piccolo Noah Jupe.

Impossibile non citare l'anziano e sempre carismatico Donald Sutherland e la giovane Matilda De Angelis, attrice emiliana che è riuscita nell'impresa di non sfigurare affatto accanto a tanti vipponi americani.

Non vi racconto nulla, sarei un criminale.

Queste produzioni sono da gustare come una cena nel migliore ristorante della zona.

Ci sono questi ricchissimi e disperati borghesi americani che risvegliano in me il comunista sopito che li manderebbe tutti in qualche gulag se potesse, ma ormai il comunismo è morto e i ricchi sanno benissimo sbranarsi fra loro.

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