lunedì 10 novembre 2014

il silenzio della bassa a 99 centesimi su Amazon






Amazon ha messo in vendita la versione digitale del mio ultimo romanzo Il silenzio della bassa, a 99 centesimi, l'offerta durerà qualche giorno ed è una buona occasione per conoscermi, e per conoscere Galeazzo Trebbi ex sbirro e investigatore privato vecchia maniera.
Potete bere un caffé e con una spesa inferiore leggervi il mio ultimo romanzo.
basta cliccare qui

domenica 9 novembre 2014

Enrico Barbetti, giornalista del Resto del Carlino, aggredito a Bologna



Bologna, 9 novembre 2014 - Un agguato vigliacco,venti contro uno. Il nostro cronista Enrico Barbettiè stato aggredito ieri, al termine della visita (con scontri) di Matteo Salvini al campo nomadi, da un gruppo di antagonisti anarchici che l’hanno insultato e picchiato, rompendogli un gomitoEcco il suo racconto

Copio e incollo dal Carlino online e davvero mi sorprendo, riesco ancora a stupirmi, forse significa che non sono del tutto assuefatto alla quotidiana dose di follia.
Io Barbetti lo conosco personalmente come dirigente sindacale del Sulpm bolognese e come agente della polizia municipale. Barbetti è un vero giornalista di cronaca, uno di quei professionisti seri e mai invadenti che presidia i luoghi della città dove avvengono i fatti e solitamente sono sempre storie dure, pesanti, la cronaca dei nostri tempi costellata di violenza, disperazione, e spesso priva di un senso compiuto.
Ci siamo spesso incrociati nei luoghi ove avvengono i fatti,  io in divisa a fare il mio lavoro e lui in situazione a registrare le storie, in quei casi ci si saluta  con un gesto, perché alla fine ci si riconosce, si riconoscono gli amici, le persone che conoscono il nostro lavoro e lo raccontano oggettivamente senza indulgere in retorica o strumentalizzazioni.
Enrico è un professionista serio e mi fa male pensare che un gruppo di teppisti lo abbia insultato chiamandolo infame, sciacallo, sbirro,  noi  siamo abituati alle offese gratuite, fa parte del gioco, ma non trovo giusto che un giornalista serio e onesto venga offeso e umiliato in questo modo, è un segnale da non sottovalutare, pericoloso, inquietante, come diceva Rousseau:
non sono d'accordo con te ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee.

Quando questo principio di democrazia, illuminismo, libertà viene infranto, ed è ciò che è accaduto con l'aggressione a Barbetti, tutto può accadere.
Ieri è successo a lui domani a chi? Un altro giornalista, un poliziotto, un sindacalista?
E' un attimo alzare il livello dello scontro e noi italiani, noi bolognesi lo sappiamo bene.
Noi cittadini, sindacalisti, professionisti, esseri umani dobbiamo impedire che la violenza sostituisca il confronto, o saremo di nuovo in balia di questi teppisti non importa di destra o di sinistra.
Solidarietà per il giornalista Enrico Barbetti e un abbraccio per chi fa con coscienza e serietà il suo lavoro rischiando in prima persona per fare ciò che ogni giornalista dovrebbe fare raccontare la realtà.


sabato 8 novembre 2014

the evil within



Il male dentro, The evil within ultima fatica della Bethesda, ricorda  Resident Evil della Capcom, e rappresenta il fortunato ritorno al genere survival/horror e funziona alla grande, vi racconto solo l'inizio, vi ritroverete legato per i piedi a testa in giù in una sorta di cantina, mattatoio dove potrete solamente cercare di scappare da una specie di orco intento ad affettare cadaveri.
Il gioco inizia in questo modo e lo sconsiglerei a minori, e potenziali serial killer, ma è davvero divertente, avvincente, spaventoso e difficile, in questo gioco non bisogna avere capacità eccezionali o abilità a digitare tasti, è necessario mantenere il sangue freddo e non farsi troppo suggestionare, ma alla fine è la suggestione che arricchisce il divertimento come quando al luna park ci si addentra nel tunnel degli orrori, sai che è finzione ma ti spaventi uguale.
Musiche, effetti speciali, e grafica sono esaltate da un eventuale schermo in hd e allora lasciatevi prendere per qualche ora da un vero gioco di quelli da non fare di notte con le cuffie se non volete rischiare l'infarto.
  

venerdì 7 novembre 2014

da XFACTOR a Italia's got talent



I nuovi gladiatori sono in rete, da Xfactor, a masterchef, a Italia's got talent ad Amici, centinaia, migliaia di giovani telenti o quasi si cimentano sgomitando per arrivare al successo, effimero, virtuale, momentaneo e meritatissimo, perché le selezioni iniziali sono difficilissime e diciamoci la verità non sono sicuro che siano assolutamente limpide, specialmente quando di mezzo ci sono cantanti e quindi case discografiche e quindi business.
Ma come sono sono, non è importante, però guardando ieri sera l'inizio della terza puntata di xfactor ho avuto una sorta di illuminazione mentre sul palco ballavano i 4 bravi presentatori, Morgan, Fedez, Victoria, Mika e poi mentre sfilavano altri presentatori Bisio, Incontrada, Littizzetto etc che saranno i prossimi conduttori di Italia's Got Talent che quest'anno approda su sky.
L'illuminazione è che in queste competizioni i veri protagonisti sono sempre e solo loro, i conduttori, super pagati, super osannati, super pubblicizzati e spesso riciclati, Bisio e la Littizzetto che intanto reclamizzano l'ultimo film comico, o l'ultimo libro e sono questi i veri vincitori di trasmissioni dove vinci il primo posto, la produzione di un disco, e poi scompari più o meno regolarmente, basta guardare gli ultimi vincitori di xfactor, uno su mille ce la fa, ma davvero.
Invece loro ce la fanno sempre l'allegra schiera di conduttori, attori, comici e ballerini che dirigono le diverse trasmissioni , loro si alternano, si perpetuano, si commuovono, e diventano sempre più ricchi e famosi.
I nuovi gladiatori si battono in loro onore, da loro incoraggiati e inviati al massacro mediatico, e non diventano nemmeno personaggi famosi come i gladiatori dell'epoca imperiale, svaniscono nel limbo dei giovani talenti dimenticati e dimenticabili.
Fra tutti questi l'unico che al momento è degno di nota è Mengoni e tanto basta.
E' cambiato qualcosa nel mondo dello spettacolo, la televisione è sempre più interattiva e noi da casa possiamo gioire, eliminare, osannare i diversi concorrenti ma i veri e unici protagonisti sono loro, i padroni di casa, come se queste trasmissioni fossero nate solo per dare loro una sicura e proficua collocazione professionale ... o no?

lunedì 3 novembre 2014

questo nostro amore 70



C'erano gli anni settanta e c'ero anch'io peccato che a distanza di quarant'anni la memoria non ce la fa a ricordare il quotidiano, perché è il vissuto di tutti i giorni che compone il tempo del nostro vivere, non c'è niente da fare, solo alcuni sentimenti si conservano nonostante la lontananza spaziale e temporale.
Vi dico per esperienza scrivere un romanzo e cercare di storicizzarlo è complicato se vuoi farlo bene, io ho già ambientato alcuni romanzi negli anni ottanta, mi sono calato per un centinaio di pagine in quel periodo relativamente vicino e mi sono regolarmente perso, deve avere a che fare con il fatto che oggi abbiamo tutto a portata di clic e allora invece per telefonare o lo facevi da un telefono fisso o da una cabina telefonica e ci volevano i gettoni ancora prima delle schede. La televisione non aveva il telecomando e le automobili non erano euro 5, e il casco in moto non era obbligatorio etc etc.
Scrivere una storia è complicato, una sceneggiatura probabilmente ancora di più e trasporla in immagini deve essere faticoso, in questa seconda stagione di Questo nostro amore ci addentriamo negli anni70 e la cosa funziona, meno come impatto della prima serie, forse meno intrigante come trama, ma per uno che nel 1970  aveva 11 anni  è quasi magico ritovare alcune immagini di quel periodo, l'abbigliamento, la televisone in bianco e nero, l'America di Nixon e i primi esperimenti di emancipazione.
Il femminsimo, le lotte operaie, i movimenti studenteschi.
La realizzazione è piacevole, c'è una discreta cura per i particolari, gli attori sono accettabili, mi piace molto la coppia Marcoré, Valle, e questo rimane un prodotto gradevole nel triste palinsensto nazionale, leggero, e non è questione di nostalgia. Negli anni 70 esisteva ancora la sinistra, gli operai, le idee, ci si confrontava sui temi importanti, ci si scontrava, ma c'era entusiasmo, voglia di cambiare il mondo.
Poi c'è stato il terrorismo, mani pulite, la seconda repubblica, berlusconi, la crisi delle banche, la crisi mondiale e siamo arrivati fino all'era Renzi.
Nel frattempo molti come me si sono accorti che non è cambiato il mondo, abbiamo tutto a portata di clic, ma è tutto così poco interessante, così privo di significato.
E basta voltarsi indietro un istante per capire che allora c'era davvero una spinta al cambiamento, ma forse è questione di cicli e ricicli.
Chi c'era potrà come me gustare l'illusione di quel periodo, chi non c'era potrà sorridere di come solo quarant'anni fa fossimo semplicemente più umani, nel bene e nel male.   

domenica 2 novembre 2014

aspirante vedovo



Massimo Venier  firma la regia di questo film inguardabile che ha la pretesa di essere il remake di un film del 1959 di Dino Risi con Alberto Sordi e Franca Valeri , Il vedovo.
Non perderò tempo ed energie a raccontarvi la trama, a me non piace la Littizzetto, posso girarla da tutte le possibili angolazioni, ma non trovo nulla di piacevole in lei, non mi piace la sua comicità farcita di luoghi comuni e parolacce, non mi piace il personaggio che incarna ed è uno dei motivi per i quali non guardo la trasmissione di Fazio da anni.
De Luigi è simpatico, è un bravo comico ed è leggero con una faccia perfetta per il suo mestiere e ho cominciato a guardare il film non per compararlo alla commedia italiana anni sessanta,irraggiungibile peraltro, ma per farmi due risate.
Non si ride in questo film, la sceneggiatura è fiacca e acida, e il regista cerca di proporre una commedia velata da una scialba critica al mondo del profitto senza scrupoli, l'effetto è annichilente.
Quale lo scopo di una commedia? In questo caso divertire, obiettivo fallito.
Viene da chiedersi perché produrre certe pellicole? Chi ci guadagna? Certo gli attori ci guadagneranno in denaro e visibilità , però io da domani guarderò De Luigi con minore interesse e continuerò a pensare che il cinema italiano è davvero da buttare.
Siamo fermi alla commedia degli anni sessanta, settanta e da lì non siamo più riusciti a proporre nulla di nuovo o di realmente diverso.
Punto.
su sky

venerdì 31 ottobre 2014

Homeland e House of cards ... vicepresidenti a confronto




Eccoli qui due modelli di vicepresidenza americana,  un sociopatico drogato di potere e pervertito, e un assassino di bambini, spietato e senza scrupoli.
Ieri sera sono giunto alla fine della seconda stagione di Homeland che nella mia classifica personale batte House of cards sulla tensione, sulle emozioni e sui personaggi, e la conclusione di stagione è spettacolare, io chiaramente faccio il tifo per il sergente Brody e la bionda pipolare della Cia.
Perde terreno invece il personaggio interpretato da Kevin Spacey che all'undicesima puntata si esibisce in un menage a tre con la bella e algida moglie davvero disgustoso.
Punto, non vi dico altro per ora, mi diverto, mi piacciono, ma la morale conclusiva delle due serie è che il potere forse  logora chi non ce l'ha, ma quando devi diventare un mostro per conservarlo non so se il gioco vale la candela.

mercoledì 29 ottobre 2014

Massimo Fagnoni scrittore ... bilancio di fine anno




Non sapendo bene quali immagini accompagnare al mio bilancio annuale come scrittore ecco tre vetrine di librerie che hanno ospitato alcuni dei miei romanzi. Solo quattro anni fa una vetrina di Feltrinelli era impensabile, un sogno ad occhi aperti e adesso i miei romanzi circolano per Bologna, per la Bassa, per l'Emilia  e grazie alla rete in tutta Italia, due copie sono arrivate anche a Barcellona, le ho spedite io, e oggi 29 ottobre 2014 mi sono fermato per un bilancio necessario.
Sei romanzi e un libro di racconti pubblicati con cinque diverse case editrici (non a pagamento), e un cassetto virtuale con altri 8 romanzi praticamente pronti.
Avrei bisogno di un agente letterario con tanta buona volontà, ma in sua mancanza devo personalmente decidere le priorità di uscita e oggi dopo avere sentito i diversi editori ho deciso democraticamente che nella primavera 2015 tornerò in libreria con il maresciallo Greco.
Ci sono alcune centinaia di lettori che hanno amato il personaggio del carabiniere in borghese e che spesso mi hanno scritto chiedendomi come mai non era più comparso.
Mercato editoriale in crisi, altre priorità, altre uscite, ma pochi giorni fa l'editore (Eclissi) mi ha proposto aprile 2015 e io ho detto sì.
Terzo capitolo, spero e penso  che non vi deluderà.
Ma Trebbi l'ex poliziotto duro e puro, non può saltare un anno, perché un personaggio seriale in crescita non deve deludere i suoi lettori e quindi con Frilli abbiamo ipotizzato un' uscita nell'autunno inverno del 2015.
C'è anche un secondo libro di racconti nel cassetto che forse slitterà al 2016 e altro ancora.
E' questo un modo bellissimo per incastrare la propria passione con il calendario, e adesso posso andare in letargo, ma chi mi conosce sa che continuerò a lavorare e a scrivere, un modo di amare che non ferisce nessuno.
E se qualcuno si perde, come capita spesso anche a me, può  scrivermi
maxfag@alice.it  e mi spiegherò meglio.
A presto

domenica 26 ottobre 2014

Il silenzio della bassa a 7gold




Domani 27 ottobre 2014 alle 18.30 minuto più minuto meno torno in televisione a Rete 7Gold Emilia Romagna, canale 195 del digitale terrestre, Diretta dalle 18.30 alle 20.00 sul canale 195 dgt ( 7gold musica) e replica dalle 21.00 sul canale 110 dgt (Nuova Rete) Diretta streaming suwww.livestream.com/7goldemilia ..

Dopo avere partecipato ad un incontro di boxeo letterario con Bortolotti posso affrontare uno studio televisivo dove si parla soprattutto di calcio, però mi sento come quando al liceo avevo il giorno dopo l'interrogazione di matematica o fisica, assai impreparato, farò parlare in mia vece Trebbi e spero che  le atmosfere del mio ultimo romanzo Il silenzio della bassa riescano ad avere un po' di spazio, grazie a Enrico Ciaccio che mi ha dato questa nuova opportunità di visibilità e grazie al collega e amico Stefano Arduini. 
A  proposito alè alè forza Bologna!



sabato 25 ottobre 2014

true detective fine stagione




C'è il male e il bene, l'oscurità e la luce, come dice uno dei due protagonisti, in mezzo ci sono gli eroi che non sono senza macchia e nemmeno senza paura, sono di carne e  sangue, possono morire e farsi male, soffrire e cadere, e l'immagine che per me rende meglio i nostri due eroi è quella che ho appiccicato sopra, e non svela nulla perché è collocata circa a metà della prima stagione.
Una delle migliori fiction nere americane degli ultimi tempi, giganteschi i due personaggi che incarnano una legge imperfetta fatta di tentativi, errori, deliri, allucinazioni, micidiali intuizioni e molta follia.
Ma i nostri due poliziotti fanno ciò che possono per difendere le vittime e quando non possono fare altro recuperano i loro corpi per preservare almeno il senso della loro esistenza e sono pietosi, si indignano, si arrabbiano, e anche se sono loro stessi peccatori rimangono di una purezza disarmante di fronte ai mostri, quelli veri, che combattono a dispetto di tutto e di tutti.
C'è molta realtà in questa finzione anche se qui i mostri sono quasi metaforici e nella realtà molto più reali e a volte davvero protetti dalla stessa società che li ha generati.
10 con lode alla prima stagione
su sky atlantic

giovedì 23 ottobre 2014

Les revenants




Ho visto le prime due puntate della serie televisiva francese Les Revenants che in italiano deve essere una cosa tipo i rinvenuti, io direi i ritornati.
Sono otto puntate in tutto e le prime due mi sono piaciute soprattutto per l'atmosfera quasi onirica che si respira in questo villaggio di montagna  francese dove appaiono luoghi difficilmente collocabili in un posto reale, ma che comunque ci stanno benissimo, come la mediateca, un posto modernissimo dove le scolaresche partecipano ad attività creative, e che nella realtà faccio fatica a trovare a Bologna figurarsi in uno sperduto paesino di montagna francese, nello stesso tempo esiste una sola birreria dove i giovani si ritrovano e questo è già più sensato, e dentro pascolano i soliti stereotipi giovanili alcolizzati e consumatori di droghe varie.
Sembra che il paesino scena del ritorno di questi fantasmi in carne ed ossa sia metaforico, e contenga diversi contenuti più estetici che sociali della nostra attuale società.
Ma poco importa il contatto con la realtà in una fiction che ha come personaggi principali dei morti che semplicemente tornano a casa, con i loro corpi fermi al momento della dipartita e così abbiamo la ragazzina che torna a casa identica al giorno dell'incidente e ritrova la gemella che nel frattempo è cresciuta ed è anche ben bene scoppiata.
Cosa mi piace?
L'atmosfera come ho detto all'inizio, un po' Stephen King, un po'  David Lynch, e cosa hanno di affascinante questi due personaggi? Giocano con la realtà e la fantasia mescolandole insieme e anche in Les Revenant, la ragazzina che torna a casa ha subito un grande appetito ed è normale non mangia da alcuni anni, e subito si scontra con la realtà, fa fatica ad accettarla e manda in tilt i già precari equilibri della famiglia di origine.
Les Revenant è in realtà anche consolatorio, io spesso ho ripreso il tema del ritorno dei propri cari dall'aldilà, chi ha letto i miei racconti (Solitario bolognese) se ne sarà accorto.
L'ossessione per la perdita dei propri cari siano essi amici, o parenti o persone amate è un tema caro a letteratura e cinema, e con un trucco ben fatto crea suggestioni anche in questa fiction francese davvero gradevole.
Su Sky Atlantic

mercoledì 22 ottobre 2014

Diablo III Reaper of souls



Ho ritrovato Diablo versione xbox e ho recuperato un po' di giovinezza perché è stato uno dei miei giochi prediletti e non c'è un motivo razionale, ha a che fare con la parte più infantile del mio essere maschile, singolare, come l'articolo il.
Il gioco è  elementare, devi scegliere un eroe, devi farlo crescere come una pianticella, costruendogli addosso la migliore armatura o le migliori magie e poi spedirlo in giro per missioni dove per la maggiore parte del tempo dovrà combattere mostri di ogni tipo, animali, vegetali e magici.
Puoi scegliere fra diversi eroi dal mago, al paladino, al cacciatore, ognuno con caratteristiche diverse e puoi avere diversi alleati, ma diciamoci la verità non ci vuole strategia, né particolari abilità, la cosa divertente è l'esplorazione dell'universo di Diablo, e la crescita del tuo personaggio.
Diablo è giocabile secondo la prospettiva isometrica con la parziale trasparenza delle mura, e la novità è che adesso si può giocare con l'x box con tutta la bellezza che un 46 pollici hd può donare.
Probabilmente la cosa più divertente è giocare in rete, ma a me non piace, il gioco per me rimane cosa solitaria, quasi religiosa, nessuna commistione con ciurme di adolescenti nevroticamente molto più bravi e veloci di me
Mia moglie mi guarda mentre uccido mostri e scuote la testa sconsolata, ma come diceva il grande filosofo Battisti tu chiamale se vuoi emozioni 


martedì 21 ottobre 2014

homeland



Era destino che la fiction giocasse con uno dei casi più complicati e spinosi dei nostri tempi il terrorismo islamico di Al - Qaida e la guerra che da anni insanguina l'Iraq. Ho guardato la prima stagione e mi sono registrato su my sky le altre due, la quarta sta andando in tempo reale in questi giorni e devo dire che mi piace, non tanto per la trama e i temi socio politici che affronta, ma per i colpi di scena e la caratterizzazione dei personaggi.
Come ho già scritto il successo di una fiction è dovuto all'originalità della vicenda, alla bravura degli attori, e alla caratterizzazione dei personaggi.
Qui abbiamo i due protagonisti assoluti, lui un sergente dei marines degli Stati Uniti che viene liberato dopo 8 anni di prigionia in mano ad Al Qaida, un uomo distrutto e confuso che torna in patria con  idee molto particolari sul conflitto e sul terrorismo.
Un' agente della Cia, una giovane donna, che soffre di un disturbo bipolare non molto compensato ma che probabilmente grazie a questo problema ha una capacità di analisi maggiore  degli altri agenti.
Poi c'è la vicenda che si muove veloce,  non dà tregua,  coinvolge,  ho iniziato a vedere la seconda stagione ieri sera vediamo se riuscirà a mantenere gli stessi ritmi.
Godibile, interessante, si parla anche di fede, di coscienza, di morale e di patriottismo, ma non in maniera retorica.
Bel prodotto.
Su Sky atlantic.

lunedì 20 ottobre 2014

primo premio letterario ippodromo arcoveggio 2014




il 19 ottobre 2014 ho ricevuto un premio all'ippodromo di Bologna e c'è qualcosa di magico in tutto ciò come quando bambino aspettavo in dormiveglia babbo natale, in questo caso è arrivato e mi ha premiato ed è davvero come tornare cinni molto gratificante

Poi l'ippodromo è davvero un posto magico
non c'ero mai stato
spero sinceramente in un suo rilancio anche perché ci lavora  un sacco di gente

Il mio racconto lo troverete nella prossima raccolta in uscita su questi schermi insieme a molti altri frammenti bolognesi



lunedì 13 ottobre 2014

Diario di un paraorecchi rosso




Un tempo anch'io sono stato giovane,  periodo magico, non tanto per la mia condizione ma per le idee che pervadono la mente dell'adolescente condizionato dal credo politico, dalla situazione socio ambientale di provenienza e dall'istinto.
A diciotto anni l'individuo maschio è naturalmente un animale in cerca di amore.
E non c'è niente come l'amore in grado di interrompere il flusso di qualsiasi processo evolutivo, e nel mio caso  un modo assolutamente patologico per perdere tempo.
Infatti un'altra cosa che i giovani spesso non colgono è il passare del tempo, io ad esempio non mi rendevo conto di come scorresse veloce mentre rimanevo sempre indietro a rincorrere sogni e progetti giovanili dove al centro c'era sempre una donna, e insieme la mia sconclusionata idea di amore.
Tutta questa premessa per dire che Diario di un paraorecchi rosso di Lisa Frassi mi ha catapultato in quell'idea di donna che avevo nel frustrante e nevrotico periodo dell'adolescenza nel quale la mia idea di donna era decisamente romantica, essere perfetto, icona di bellezza e armonia, e tutte le fantastiche congetture che possono riempire la fantasia di un giovane di sinistra, femminista, e in piena esplosione ormonale.
La protagonista del romanzo autobiografico in questione in realtà è proprio quel modello femminile, una avvenente fanciulla nata nella provinciale Cremona, e cresciuta, nonostante i legacci e le inibizioni di una realtà soffocante come può essere quella della piccola città benestante e nordista, con una idea di libertà, con la voglia di esplorare, di creare e non è un caso se Lisa è non solo una scrittirce ma anche e soprattutto una musicista e cantante e infine  psicologa e psicoterapeuta.
Ma nel romanzo in questione è soprattutto una giovane donna che in maniera libera e svincolata da qualsiasi riferimento temporale, racconta  momenti fondamentali della sua vicenda umana, fra amori finiti male, amicizie femminili indimenticabili, rapporti familiari complicati, e finalmente l'amore quello definitivo e appagante come può esserlo in una favola, ma non per questo meno reale, perché è importante credere nel sogno realizzato, anche per un mostro di scetticismo come me.
E Lisa riesce a farmi credere nella possibilità del lieto fine, nella scommessa della vittoria dei buoni sentimenti, in un paese dove anche un artista possa vivere del suo lavoro, e non esista solo la meschinità dei luoghi comuni e dove anche la provincia quella più gretta e ottusa possa essere trampolino per una carriera esistenziale appagante all'inseguimento della felicità.
Lisa ha avuto coraggio, ha raccontato la sua storia, si è messa in piazza, cosa che io in sette libri non ho mai sognato di fare nemmeno lontanamente, perché una volta esplicitata la propria essenza è  difficile nascondersi dal giudizio terribile del popolino.
Quindi complimenti Lara, sei riuscita a farti leggere da uno che evita come dita negli occhi le biografie in genere, ho ritrovato per alcune ore la parte migliore di me, e ho scoperto che forse la ragazza dolce, sognatrice e sensuale che sognavo da ragazzo e che non incontrai in un periodo cupo e difficile, (anni settanta) magari invece esisteva davvero e meritava di essere cercata, poco importa che le mie coetanee fossero ben diverse, Lisa Frassi rimette in gioco i diversi ruoli, maschili e femminile, esaltando le comuni qualità, quelle che conducono a quello strano miraggio che lei si ostina a chiamare felicità. 









sabato 11 ottobre 2014

house of cards





La polis fu un modello di struttura tipicamente greca che prevedeva l'attiva partecipazione degli abitanti liberi alla vita politica. In contrapposizione alle altre cittàstato   antiche, la peculiarità della polis non era tanto la forma di governo democratica od  oligarchica, ma l'isonomia: il fatto che tutti i cittadini liberi soggiacessero alle stesse norme di diritto, secondo una concezione che identificava l'ordine naturale dell'universo con le leggi della città. Queste erano concepite come un riflesso della Legge universale preposta a governo del mondo. da Wikipedia

La politica, da tempo sono arrivato alla conclusione che l'attiva partecipazione degli abitanti liberi alla vita politica è giusto una definizione lecita per la Grecia del 776 ac e anche in quel periodo era una definizione di cambiamento ma non necessariamente un obiettivo definitivo, anche perché tutti i cittadini avevano il diritto di governare, ma non tutti gli abitanti erano cittadini, in primis le donne.

E questa breve lezione di storia abbastanza raffazzonata per dirvi che la parola politica arriva da quella polis greca ed è fra le altre cose l'arte o la scienza del governo, e dell'amministrazione dello Stato.

In questa finzione americana nata dalle ceneri di una miniserie inglese c'è a mio avviso la vera essenza della politica attuale, un gioco di equilibri socio economici dove non esiste una morale, non esiste bene o male, esistono solo personaggi politici che lottano strenuamente per affermare la loro supremnazia su altri personaggi politici e non è un caso che piaccia (così dicono) a Renzi o ad Obama.
Ma non è neanche un bel segnale, il protagonista della vicenda è un Kevin Spacey in stato di grazia che interpreta un vero mostro della politica una sorta di psicogenio al lavoro per accontentare il proprio smisurato ego e per crescere diventando sempre più potente.
Alla fine della prima stagione sembrava soccombere vittima dei propri terribili complotti, ma abilmente gli sceneggiatori già all'inizio della seconda stagione si sono mossi in maniera opposta e adesso vedrò come si sviluppa la trama.
La politica è una cosa sporca?
Per me è ormai solo davvero un gioco al massacro e in Italia è solo ciò che rimane dell'implosione socio economica in corso, spero solamente che dalla desolazione attuale nasca una nuova classe di politici, giovani, pagati come impiegati ed efficienti come tedeschi.
La speranza è l'ultima a morire.
Su sky Atlantic 

venerdì 10 ottobre 2014

true detective



True Detective.
Chi mi segue sa che se una fiction mi fa schifo non riesco a nasconderlo, così è stato per The leftovers, per Crisis, per Lost, the following e la lista sarebbe lunga, non cito le fiction italiane perché tranne rare eccezioni (Montalbano) non sono nemmeno classificabili. Le serie che definisco inconcludenti  iniziano da un dato di irrazionalità e proseguono avvincendo i telespettatori con effetti speciali e inutile aspettativa di qualcosa che davvero non decolla mai.
Poi l'altra sera ho visto le prime due puntate di True detective e mi sono sentito come vorrei sempre sentirmi  guardando un film o una fiction nera, dentro la storia, insieme ai personaggi, due poliziotti duri, impuri, dannati eppure potenti, scolpiti nella pietra delle loro vite disgraziate ma dentro il loro sporco lavoro che qualcuno deve pure fare.
La storia è abbastanza solita, come solita è la scarsa fantasia dei serial killer che da sempre uccidono, seviziano, ostentano sicurezza, sfidano la fortuna.
Ma i due veri protagonisti sono i due duri che vedete sopra:
Matthew Mc.Conaughey (Killer Joe) uno dei belli del cinema americano attuale e Woody Harrelson (assassini nati).
Se li associo ai miei sbirri stanziali trovo qualche affinità.
Trebbi ha avuto una storia sfortunata,  ha una figlia dal cervello bruciato ed è un antieroe per eccellenza, anche Rustin Chole ha perso una figlia e rovinato un matrimonio, ma i due poliziotti a differenza dei miei personaggi sono condannati dalle loro scelte, dal loro istinto e in una parola dal destino.
La cosa interessante di True Detective è che ogni stagione nasce e muore per lasciare posto alla successiva con nuovi personaggi.
Per ora sono davvero impressionato dal prodotto, e credo  non mi deluderà.

giovedì 9 ottobre 2014

Appunti di viaggio ... Punta Secca



Terzo anno in Sicilia, sta diventando il luogo della vacanza, ipotesi di pensione, ipotesi di vita,  è bello sognare con i luoghi perfetti e Punta Secca è perfetto come luogo, per fortuna non per tutti, sicuramente per me.
In agosto esplode di persone, mi hanno parlato di 5000 turisti che vivono in un piccolo porto a pochi chilometri da Pozzallo, a pochi chilometri dall'Africa.
5000 persone fra le quali sicuramente ci saranno appassionati di Montalbano e Camilleri, turisti europei, molti inglesi, dicono.
Ma la dimensione giusta del piccolo centro siciliano è settembre per chi vuole ancora fare il bagno in mare e respirare il vuoto che per me è il vero senso della vacanza.
A punta Secca c'è la casa di Montalbano (Marinella) davanti alla quale ogni giorno facevo colazione al bar Charlie Brown con granita e cannolo con ricotta, e la granita è quella catenese, cremosa e gelatosa, ottima per chi ama il genere.
Il giorno del mio ritorno a Bologna iniziavano le riprese delle nuove puntate della serie televisiva e sembrava di essere parte della fiction, mi aspettavo di vedere  regista  e  attori, ma nel piccolo paese l'atmosfera era come sempre rarefatta, fra i due bar, il giornalaio, il piccolo market che serve i pochi paesani rimasti, e alcuni ristoranti fra i quali spicca sicuramente



Enzo a mare che potete ammirare sopra.
Sembra che in quella trattoria siano state girate scene della serie tv con il prode Zingaretti.
Si mangia  bene,  non sono  esperto di ristoranti, mi accontento del mio palato e delle atmosfere, e le serate, gustando antipasti di polipo o sarde o tagliolini ai ricci di mare sono difficili da dimenticare mentre il rumore della risacca fa da sottofondo.
Montalbano per saziarsi in questa trattoria dovrebbe mangiare molto più di me, se ricordo bene i suoi pasti sono abbondanti e variegati,  comunque sia, il posto vale davvero la pena di essere sperimentato.

Vi ho detto tutto.
Punta Secca è già finita, Punta Secca siete voi e il vostro obiettivo di vacanza, se amate come me il silenzio, il rumore del mare, il vuoto e il pieno nelle giuste proporzioni e molto spazio intorno Punta Secca è il vostro posto,  da quel luogo popolato da poche ma strategiche persone, potrete in poco tempo arrivare in luoghi magici, come la Valle dei templi, Ragusa, Scicli, Siracusa, Noto, chiaramente necessita una macchina che consiglio di noleggiare in aeroporto.
E se poi non siete interessati al modello di vacanza non so mica se mi dispiace, non c'è nulla di meglio che un' intera spiaggia a disposizione per riscoprire se stessi.

mercoledì 8 ottobre 2014

Colpo di Fulmine



Non sono mai entrato in un ippodromo, neanche a Bologna, mi piacciono i cavalli, mi piace la competizione, ma mi piacciono talmente tante cose che alla fine sono costretto a fare una selezione, poi non mi piace il gioco d'azzardo e quindi sto lontano dalle tentazioni.
Ma il 19 ottobre 2014 entrerò alle 17 circa all'ippodromo di Bologna perché dovrò ritirare un premio come primo classificato a pari merito in un premio letterario dedicato ai cavalli, e al mondo degli ippodromi, un giallo.
Il racconto incriminato si intitola Colpo di Fulmine e lo troverete nella prossima raccolta di racconti attualmente in fase di lettura presso una Casa Editrice bolognese e non vi dico altro.
Sono soddisfatto, emozionato e anche commosso.
Vincere un premio per me è una conferma di qualità, significa che persone a me sconosciute hanno deciso di premiare un mio lavoro, e tutto gratis, non ho dovuto né pagare, né sedurre, solo scrivere.
Sono un ragazzo fortunato, come cantava Jovanotti.

domenica 5 ottobre 2014

a sangue freddo



Nella splendida cornice siciliana ho letto dal mio Kobo preferito A sangue freddo di Truman Capote scrittore controverso che condusse una vita al limite e morì prematuramente e molto male nel 1984 a sessant'anni.
  Malinconie a parte questo romanzo per me è stato fulminante e doloroso come solo la realtà riesce ad essere quando è descritta con precisione oggettiva unita ad una analisi e ricostruzione dei personaggi magistrale.
La storia del romanzo è la storia di cronaca che colpì l'opinione pubblica americana alla fine degli anni 50, esattamente nel novembre del 1959, mio mese di nascita fra le altre cose.
Due giovani uomini massacrarono una facoltosa famiglia americana nella loro casa, e non svelo nulla perché è dalla vicenda che Capote parte entrandoci dentro con una profondità mai sperimentata prima.
Allora fu accusato di voyeurismo e se penso alla cronaca nera oggi mi scappa da ridere.
Capote in realtà è bravissimo a raccontare i singoli personaggi facendoci entrare in contatto con loro e soprattutto con le vittime avvicinandosi a loro con delicatezza e sensibilità. Ci mostra  i due criminali  da tutte le possibili angolazioni senza intenti colpevolisti o innocentisti, non c'è retorica nel racconto, ma la storia nerissima di un'America contadina e benestante con le sue idee e le sue tradizioni e un'altra America di desperados senza coscienza, morale o umana pietà, e in mezzo i poliziotti che per molto tempo si affannarono con passione per scoprire la verità.
E la verità ancora una volta è una sola.
Ci sono crimini senza  motivo logico, o spiegazione possibile, ci sono crudeltà che solo l'essere umano riesce a mettere in atto, e i criminali psicotici o no sono sempre uguali nel tempo e nello spazio. Poca differenza c'è fra due sconosciuti che decidono di scannarti in casa tua, o un figlio che uccide i genitori a padellate, o una figlia che uccide il fratellino affogandolo nella vasca da bagno.
Alla base c'è l'insensatezza della violenza spesso fine a sé stessa, una esplosione di odio nei confronti del mondo e degli altri e sono convinto che la società si debba difendere da tale odio nell'unico modo possibile, impedendo ai criminali di vivere di nuovo in un contesto sociale.
Uno dei tanti cittadini  ai quali un giornalista chiese quale poteva essere la giusta condanna per i due assassini  rispose che la migliore condanna era costringerli a vivere insieme rinchiusi a vita in una cella.
La condanna deve esistere, deve essere definitiva e risolutiva, e non come spesso capita ridursi a pochi anni di carcere per poi accedere a una riabilitazione, ma questa è e rimane la mia personale e granitica idea di giustizia, almeno in reati efferati come quello del romanzo.
Consigliatissimo a chi ha lo stomaco di fare i conti con la realtà della cronaca più nera.

mercoledì 24 settembre 2014

cafè do mar, vizi e delitti di gente per bene








Cafè do mar, vizi e delitti di gente per bene.

La mia prima recensione scritta con un tablet da uno dei posti  più incantevoli del paese quella Punta Secca dove Montalbano nuota fra un delitto e l'altro.

Cafè do mar di Vincenzo Maria Brizio è un romanzo corale, dove le vicende a tratti terribili, dei diversi personaggi si intrecciano e devo ammettere,  nonostante la complessità della trama, in maniera armoniosa e al contempo violenta.
Chi scrive come il sottoscritto riesce più facilmente forse a individuare i sentieri, ma in questo caso è difficile perdersi perché ci sono sempre forti punti di riferimento a indicare la strada.
Il romanzo inizia in maniera violenta con una storia di vendetta e onore, poi si sviluppa attraverso le vite dei diversi protagonisti riuscendo a dare di ognuno una descrizione puntuale e precisa e il comune denominatore di tutti questi attori è la loro colpevolezza.

Non ci sono innocenti, puri d'animo, agnelli sacrificali, nessuno ne esce pulito nemmeno il commissario Elfio Chiaravalle poliziotto duro e puro da una parte con l'anima nera dall'altra.

Il romanzo si dipana come un film d'azione, un giallo nerissimo, in alcuni momenti mi ricordava il Padrino che lessi a 14 anni tremando in alcuni passaggi troppo forti, ma in realtà in questa storia di violenza, depravazione, e cattivi propositi prevale sempre la magia del narratore che ti conduce per mano attraverso storie, anni, vicende personali, in modo attento, quasi a garantirti che alla fine comunque è sempre e solo fiction e tanto bene potrebbe adattarsi a una sceneggiatura la vicenda tragica a tratti grottesca dei diversi personaggi.

Il mio preferito è sicuramente Cernò, un promoter attraente e coglione che per tutto il romanzo  come Willy il coyote sull'orlo del dirupo sembra spacciato ma alla fine però inconsapevolmente sfugge al destino che è il vero protagonista del romanzo.
Il fato alla fine vince su tutto, sulla mafia, sulle femmine fatali, sulla sfiga, sulla giustizia e la conclusione rimane aperta come nella migliore letteratura.

Cafè do mar, vizi e delitti di gente per bene
Vincenzo Maria Brizio
Giovane Holden Edizioni

giovedì 18 settembre 2014

comic movie

 Io non sono un moralista, perché credo fermamente che per esserlo bisogna essere incolpevoli e io non lo sono, come non lo sono i miei personaggi, chi mi legge lo sa, i miei personaggi sono colpevoli  ma chi è innocente scagli la prima pietra e credo che alla fine le donne siano più incolpevoli degli uomini, ma è solo un'idea.
Premesso ciò, questo è un brutto film, un film insensato lo definirei, senza  capo né coda, con attori di quelli pagati milioni di dollari solo per pisciare o respirare, gli dei li chiamavano una volta e questi sono dei, possono interpretare un film orrendo come questo e uscirne incolpevoli.
Credo non sia giusto.
Credo che il regista, gli attori, gli sceneggiatori, e anche i macchinisti dovrebbero rispondere di qualcosa, ma non al pubblico bue che tutto ingurgita e subito evacua, ma al buon gusto.
L'episodio dei testicoli attaccati al collo potrebbe anche avere un senso se lo sceneggiatore avesse deciso di attribuirgliene uno.
C'è molta America nel mio allucinato vissuto televisivo e cinematografico, questa parte dell'america la manderei a spendere perché fa veramente schifo.

mercoledì 17 settembre 2014

house of cards




E' piacevole ritrovare il grande Kevin Spacey che ho trovato invecchiato e solido in questa nuova serie tratta da serie inglese e che tratta di politica nella odierna accezione del termine, politica/intrigo, politica/affari sporchi/potere/sesso/denaro.
L'immagine mentale di questo mostro hollywoodiano era rimasta ferma a American Beauty film che amo sia come sceneggiatura che come protagonisti.
Kevin è invecchiato adesso è un abile politico membro del congresso americano  in grado di muovere persone, interessi, e con loro emozioni, sentimenti.
L'uomo è un lupo sociale, si muove come fra branchi di pecore quando prevarica o soccombe quando è debole.
la sceneggiatura è di quelle da premio ed infatti la serie è pluripremiata.
Su Sky e con questa breve recensione vi saluto e parto per le sospirate ferie, ci si vede a ottobre ... forse

lunedì 8 settembre 2014

Andrea Camilleri ... il maestro senza regole



Ho visto questa intervista, documentario, documento, dedicato al grande Camilleri condotto con intelligenza e sensibilità dalla brava Mannino su rai uno qualche sera fa, chi ha l'accesso in rete potrà vederlo su replay di Tim Vision. Merita questa sorta di passeggiata virtuale insieme a uno dei più grandi scrittori italiani viventi, o almeno uno di quelli più venduti nel mondo con 30 milioni di copie al suo attivo e tradotto in diverse lingue.
Emerge la figura di un grande vecchio, scrittore, ma prima ancora attore di teatro e sceneggiatore e regista e maestro in una scuola teatrale e soprattutto individuo affascinante, lucidissimo e davvero lontano da polemiche, invidie, gelosie, e bisogni materiali, persona squisita, con un' incredibile capacità di raccontare le cose della sua vita e anche della vita degli altri.
Fra uno scambio di battute con la Mannino, che personalmente ritengo una delle comiche più intelligenti sulla piazza, e i diversi interventi di attori, scrittori e nipoti, ci sono pezzi di Sicilia, quella Sicilia che mi appresto a visitare per la terza volta, terra tanto dolce e accogliente quanto complicata e contraddittoria.
Che dire ancora.
Commovente il racconto delle ultime ore di vita di suo padre.
Camilleri in questo documentario si è rivelato senza particolari reticenze dimostrando ancora una volta che la vera essenza degli uomini emerge sempre dal loro svelarsi nella totale pacatezza e semplicità, tipica dei grandi.

domenica 7 settembre 2014

shadowhunters



Che meraviglia giovinezza ... che si fugge tuttavia e questo film che ho guardato prima di andare a lavorare mi ha allietato la mattinata perché contiene tutti gli elementi del fantasy, categoria dell'astrazione che poco frequento ma che apprezzo. Shadowhunters è, come potrete constatare, tratto da una serie di romanzi fantasy scritti da tale Cassandra Clare scrittrice americana e il film fa riferimento al primo romanzo.
Leggendo in rete scopro che il primo film non ha avuto il successo sperato incassando solo 80 milioni di dollari dei 60 spesi per la produzione, però è divertente e interessante il fenomeno del fantasy in narrativa e  cinema.
In questo caso parliamo di cacciatori di demoni che vivono in una realtà parallela e adiacente a quella degli umani e se ci pensate il fantasy usa spesso gli stessi stereotipi, la realtà di noi poveri mortali di fianco a quella eroica e incredibile di ogni tipo di eroe.
Qui abbiamo l'avvenente sedicenne cacciatrice di demoni che scopre solo in corso d'opera i suoi poteri, ma al di là della trama che è poco rilevante la cosa che mi incuriosisce è il prodotto.
Tira il fantasy? Ha ancora un mercato? Chi legge fantasy? Penso sempre al fenomeno Potter e mi chiedo come sia possibile inventarsi una simile gallina dalle uova d'oro e farla diventare fenomeno mondiale film e gadget inclusi.
Mi piacerebbe avere una tale capacità, lo ammetto, ma non so se in Italia ci sono talenti simili che aspettano di rivelarsi, è difficile  ipotizzare un mondo parallelo, costruirlo, farlo pulsare e crederci a mia volta, fuori dalla realtà così concreta dei miei noir.
Mi piacerebbe un giorno sperimentare la sfrenata fantasia che mi sedusse in gioventù con il ciclo bellissimo  dei principi d'ambra. Fantasia, fantasy, fuga dalla realtà, anzi messa in scacco della realtà, che in questi romanzi diventa leggerissima e superflua, cosa di meglio per dimenticarsi anche solo per due ore dei nostri crucci quotidiani.

venerdì 5 settembre 2014

Blocco stipendi statali anche nel 2015.



Blocco stipendi statali anche nel 2015.

Non sono esperto di economia, non sono nemmeno uno che legge i quotidiani, e non credo di essere un tipo venale, però mi capita di intercettare i telegiornali dove spesso passa Renzi, ho anche votato Pd alle europee credo, non certo per fede, solo per disperazione.
Sono un dipendente pubblico e indosso una divisa, ma attenzione non sono nemmeno un poliziotto, anche se faccio il lavoro dei poliziotti e rischio come loro tutti i santi giorni, perché sono un poliziotto locale, per lo Stato né carne né pesce, dipendente comunale quando chiedo più tutele, agente di polizia quando devo risolvere un problema dall'incidente stradale, alla manifestazione politica.
Il mio stipendio è fermo dal 2009, la legge di riforma che ci permetterebbe di avere qualche tutela in più dal 1986.
Adesso mi dicono che anche per il 2015 non ci saranno aumenti e attenzione non si parla solo di aumento dello stipendio, ma anche di mancati scatti di anzianità fermi anch'essi dal 2009, e ritardi nell'erogazione di straordinari.
I colleghi della polizia di Stato non ci stanno e minacciano lo sciopero e questa è la risposta del governo copiata e incollata dal sito dell' ANSA:

Da Newport, dove partecipa al vertice Nato, non si fa attendere la replica del presidente del Consiglio, che si è mantenuto in continuo contatto telefonico con il ministro dell'Interno Angelino Alfano. "Riceverò personalmente gli uomini in divisa - assicura Renzi - ma non accetto ricatti". Per il premier, è ingiusto in un momento di crisi fare sciopero per un mancato aumento quando ci sono milioni di disoccupati. E da Palazzo Chigi fanno notare che il blocco degli stipendi degli statali era già previsto nel Def, non c'è niente di nuovo. Il governo, spiegano, è disposto volentieri ad aprire un tavolo di discussione con le forze di sicurezza, che sono fondamentali per la vita del Paese. "Ma siamo l'unico Paese - osservano nel palazzo del Governo - che ha cinque forze di polizia. Se vogliono discutere siamo pronti a farlo su tutto. Non tocchiamo lo stipendio né il posto di lavoro di nessuno, ma è ingiusto scioperare in un momento di crisi per un mancato aumento".

Le due frasi in rosso mi hanno colpito, siamo l'unico paese con 5 forze di polizia.
Esatto ma di chi è la responsabilità? Dei poliziotti, dei carabinieri, che ogni giorno sono per strada rischiando come noi agenti della Polizia Locale la pelle? O di chi avrebbe la responsabilità di cambiare le leggi di rinnovare, di riformare?

Seconda frase. Il premier non accetta ricatti, ma di quali ricatti sta parlando?
Chi indossa una divisa chi riveste un ruolo di agente o ufficiale di polizia giudiziaria, chi si prende la responsabilità di limitare la libertà altrui per tutelare la collettività, chi rischia per 1400 euro al mese la vita, chi è sempre in prima linea per le strade, non può essere costretto  a fare la fame. Io ricordo a Renzi che siamo noi, tutti noi, quei che indossano le divise, chiamati a difendere i luoghi sacri delle istituzioni dai disoccupati, dagli indignati, dai diseredati e spesso lo facciamo pur comprendendo la disperazione di chi non ha nulla.
Ma se lo Stato non riconosce economicamente ai tutori dell'ordine uno stipendio adeguato al loro sacrificio come può pretendere lo stesso livello di efficienza?
Il nostro è sì un mestiere vocazionale, ma se non arrivi alla fine del mese perdi la fede, l'ho già scritto.
Basta guardare in certi paesi dove la polizia è pagata poco e spesso vive di mazzette e corruzione.
Ciò non avviene in Italia, o almeno non in maniera importante.
Alle forze dell'ordine andrebbe riconosciuta l'importanza che da sempre è riconosciuta alla magistratura pagata profumatamente per il suo ruolo istituzionale.
Svilire le divise è un suicidio istituzionale.
Parlare di troppe divise nel paese e ignorare la nostra richiesta di riforma è davvero una  dimostrazione di ignavia imperdonabile.

giovedì 4 settembre 2014

crisis



Ieri sera ho visto la prima puntata di Crisis  e ho ritrovato la bella protagonista di xfile ricordate? Gillian Anderson una sex simbol nella mia classifica personale di allora. La prima puntata è stata abbastanza divertente anche se la trama ha il sapore del solito polpettone action con risvolti terroristici e sa già di vecchio, effettone iniziale, perché si sa la prima puntata deve bucare lo schermo e poi vedremo cosa inventare, la sensazione è quella.
La fiction inizia con un bel pulman carico di figli dell'America bene fra i quali c'è anche il figlio del presidente degli Stati Uniti e il veicolo infatti è scortato dai servizi segreti, un suv davanti e uno dietro.
E già rimango di stucco.
Il figlio dell'uomo più potente del mondo va in giro in corriera con i compagnuzzi del liceo?
Possibile, ma poco probabile, ma forse sopravvaluto il personaggio.
Si capisce dalla prima scena che accadrà qualcosa e si capiva già dal trailer delle ultime settimane.
Vi dico la verità mi guarderò il seguito ma temo che rimarrò come al solito deluso.
L'action deve avere un senso, deve avere una trama convincente, deve avere un obiettivo o rimane solo un fumettone spara spara ammazza ammazza che sinceramente mi ha definitivamente stancato.
Spero di sbagliarmi.
Su Sky

mercoledì 3 settembre 2014

La macchia umana

 Non mi spingerò fino ad una recensione.
Dopo avere scoperto Celine grazie a Baricco, ecco che scopro Philip Roth grazie ad alcuni amici e colleghi. Ho inaugurato la mia conoscenza di questo scrittore, americano, ebreo classe 1933.
Un vero narratore, che ti accompagna nella vicenda descrivendo i personaggi con una minuziosità maniacale e scientifica, alla fine conosci i protagonisti, quasi ti sembra di poterli annusare, e di entrare in rapporto con loro.
In questo caso il protagonista è un docente universitario ebreo accusato di razzismo nei confronti di due studenti di colore per una sua affermazione strumentalmente utilizzata contro di lui.
Questo è solo l'inizio della vicenda, lunga, articolata e molto coinvolgente che vi trascinerà dentro una scatola dove scoprirerete un segreto e da quella scatola entrerete in un'altra scatola con un altro segreto fino a interagire quasi con il protagonista, condividendo le sue scelte esistenziali, la sua razionalità, la sua capacità o incapacità di consumare un'esistenza senza avere il tempo di viverla autenticamente, accorgendosi solo alla fine di avere perso dei passaggi fondamentali.
Poi c'è un personaggio femminile diversissimo e altrettamto affascinante che entra dentro attraverso lo stomaco saltando a piedi pari il cervello, sensuale, disperato, definitivo.
E questi sono due dei numerosi personaggi che incontrerete.
Molto descrittivo, preciso, tecnico, scrupoloso nel linguaggio, distaccato ma nello stesso tempo perfetto narratore.
Lo trovate sia in cartaceo che in ebook, da un maestro come lui non posso che imparare.

lunedì 1 settembre 2014

Il silenzio della bassa ... recensione da Matte da leggere


Copio la bella recensione dal sito Matte per leggere e incollo sotto


Il silenzio della bassa

il-silenzio-della-bassa_massimofagnoni_frilliIl silenzio della bassaMassimo FagnoniFratelli Frilli Editori, per quanto mi riguarda ha un primato: è il primo libro che ho finito durante i miei giorni di vacanza di questa estate 2014.
Ha visto un po’ di spiagge e ha viaggiato daCatania a Marzamemi e ritorno e da Catania a Marsala, dove sono riuscita a leggere la sua ultima pagina.
Del resto ve lo avevamo detto, le vacanze delle Matte avrebbero portato nuova linfa in questo blog e non avete idea di quante cose vi parleremo nelle prossime settimane.
Torniamo però al libro in oggetto.
E’ uno di quelli che Fratelli Frilli Editori ci ha gentilmente fornito e che noi Matte stiamo leggendo pian pianino.
Si tratta di un giallo, anzi di un noir, come lo definisce la stessa casa editrice.
Prima la trama:
La storia si svolge nei pressi di Bologna dove è scomparsa una ragazzina di 17 anni, Celeste Maccaferri. A mettersi sulle sue tracce non è soltanto la sezione persone scomparse della polizia locale, ma anche un investigatore privato assunto dalla spregiudicatissima presentatrice di un programma di una televisione del posto. Mano a mano che le indagini andranno avanti, sia quelle ufficiali che quelle ufficiose, si delineerà un quadro familiare (quello della famiglia Maccaferri) alquanto complicato, dal quale però non emergerà nulla, almeno fino a quando non salterà fuori il diario segreto della ragazza che finalmente determinerà una svolta. Del resto Celeste era la perfetta figlia maggiore, di un’apparente famiglia medio-borghese, che non aveva dato mai problemi di nessun genere e che era considerata da tutti come una ragazza molto più che assennata.
Passando invece a come ho trovato il libro devo fare una premessa, perché ho avuto qualche difficoltà a leggere con grinta la prima parte de Il silenzio della bassa per due ordini di motivi (ormai il numero due è un must dei miei post):
1) alcune frasi in dialetto bolognese le ho trovate assolutamente incomprensibili, quindi forse per una ristampa io suggerirei di prevedere un bell’asterisco in pagina per chi come me non ha origini bolognesi;
2) quanti personaggi ci sono? troppe persone e la cosa mi hareso complicato capire fin dall’inizio chi facesse cosa e come, visto che non tutti i personaggi sono stati caratterizzati perfettamente.
Superate queste difficoltà e superata la prima parte del libro devo ammettere che il ritmo è cresciuto di pagina in pagina e mano mano ho cominciato a distinguere i ruoli di tutti. Con le indagini che andavano in un senso o in un altro, anche a me, lettore, sono state date le chiavi per arrivare fino alla fine del libro e mi sono sentita accompagnata. Un bene che ha fatto sì che alla fine chiudessi il libro dicendo “bella lettura”.
(Il silenzio della bassa/ Massimo Fagnoni/ Fratelli Frilli Editori/ € 9,90/ pp 256)
aggiungo io 0,99 cent in ebook