giovedì 16 luglio 2026

Era una sera buia e tempestosa


 

Mentre viaggiavo con la mia piccola Up a metano verso Bologna le prime gocce di pioggia cominciavano a bagnare il parabrezza, sapevo che intorno alle 18 si sarebbe scatenato l'inferno e pensavo che avrei dovuto rinviare la presentazione di via Gorki, la penultima della stagione estiva.

Alla fine ho trovato rifugio nel parcheggio della Coop di via Gorki quella del bibliotecario, uno dei miei romanzi della serie dedicata alle indagini di Galeazzo Trebbi.

Alla presentazione poche persone, i superstiti di un uragano spaventoso che a Bologna ha divelto alberi e creato grossi disagi.

Il lettore, Marco Piovella non ce l'ha fatta a raggiungermi.

Però, nonostante tutto, quel momento, all'interno della biblioteca che mi accompagna da quasi vent'anni nella mia storia di scrittore, è stato un momento da ricordare, un dialogo con persone curiose, mentre fuori avveniva il finimondo.

Una metafora dell'attuale momento storico.

Le biblioteche, spesso disertate, come ogni luogo di cultura popolare nel nostro paese, rimangono a difendere un'idea di comunicazione senza filtri e senza intermediari.

Paola Picco ha raccolto i dati dei miei lettori, di coloro che leggono i miei libri in biblioteca e ha detto che sono tanti.

Alla fine ciò che conta è arrivare al lettore, i miei personaggi, le mie storie, il mio modo di raccontare e insieme la mia essenza.

Alla fine, per sottrazione, rimarrà solo lei a dare significato alla mia vita, e le mie parole arriveranno a tanta gente che in futuro magari potrà trovare conforto o divertimento nei miei scritti.

Rischiare di essere travolti da un uragano tropicale forse diventa accettabile.





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