sabato 26 maggio 2012

call of duty mw3



L'elicottero è stato colpito e sta precipitando sul tetto del palazzo dove tu stai sparando ai nemici.
Chi sono i nemici?
Non ha importanza, sono russi, chissà.
Ma la tua priorità è fare in modo che l'elicottero non ti schiacci e corri con i tuoi compagni, gente spiccia, e ti lanci dal palazzo aggrappato a una corda e scivoli verso il basso cadendo al suolo quasi indenne.
Che dire di questo nuovo prodigio della simulazione bellica?
Incredibile, specialmente se giocato con l'xbox dentro un televisore grande 32 pollici e soprattutto quando in casa non ci sono mogli e figli a ricordarti che hai più di cinquant'anni e che dovresti essere, secondo le ultime informazioni, pacifista.
Ma esiste davvero un solo uomo, oltre il Papa che sia davvero pacifista?
E poi è solo un gioco, e ve lo prometto sparo solo in casa, no ... volevo dire alla console della mia fidata xbox, e mi diverto come un giovane adolescente e non devo nemmeno fare i compiti, dopo.
Portate pazienza, sempre meglio che andare al bar, direbbe mia madre.
Comunque è incredibile, provare per credere.

martedì 22 maggio 2012

il momento è delicato



E facciamo un pò di pubblicità gratuita ad Ammaniti, ne ha sicuramente bisogno.
Ho preso il libro in biblioteca era appena arrivato e dopo avere letto io e te del quale ho scritto bene, pensavo di affrontare i suoi racconti con un certo ottimismo anche se gli unici racconti che ho veramente apprezzato in vita mia sono quelli di Carver o di Hemingway.
Mi è piaciuta la premessa di Ammaniti spiritosa e intelligente come sempre, poi ho letto Giochiamo, non mi è piaciuto, ne ho letti altri fino alla storia del giovane che trascorre una notte a scappare fra prostitute, trans e zingari mentre l'amico si trastulla guardando la Cuccarini che presenta telethon cercando di battere un suo record personale.
Cosa serve il racconto? Anzi quale la sua funzione, la sua ragione d'essere?
E' questione puramente estetica? è stile?
è esigenza di raccontare una storia, una verità? una bugia?
oppure è solo  desiderio di divertire?
Non so, questi racconti fanno anche ridere, ma sono lontani da qualsiasi realtà, Anche Tarantino (Pulp Fiction) ti stupisce proponendoti una realtà improbabile, ma i suoi personaggi hanno un senso, quelli di Ammaniti sono spesso talmente grotteschi da sembrare protagonisti di una sua personalissima commedia interiore della quale perdo il senso.
Lui li venderà di sicuro questi racconti, ma l'impressione è che sia andati a ripescarli in fondo al barile, poi magari saranno capolavori.
E' l'invidia che parla? Forse, ma ho spesso scritto bene di Ammaniti, questa volta mi fermo qui.

domenica 20 maggio 2012

terremoto


Il terremoto mi mancava come esperienza, qualche scossa remota difficilmente identificabile, ma niente di paragonabile a ciò che ho sentito e vissuto poche ore fa, sono sicuro che non ci fosse solo il movimento che ho percepito svegliandomi di soprassalto alle 4 e sblisga del mattino, ho sentito anche il rumore, come di sassi in caduta libera in un dirupo, o come il rumore di qualcosa che sta per crollare.
Inizialmente ho pensato al vento della campagna che fra Bologna e Ferrara a volte è potente, poi ho capito che mi stavo muovendo insieme al letto e questa sensazione di impotenza totale, unita al buio e alla consapevolezza del fatto che abito all'ultimo piano di un palazzo mi hanno fatto capire che stava avvenendo qualcosa di ineluttabile dall'esito incerto.
Come è possibile constatare dal fatto che mi state leggendo, tutto è finito bene, ho scoperto un lato nuovo del mio paese, ho visitato i nuovissimi locali della Protezione Civile, ho chiacchierato con alcuni abitanti che mai avevo conosciuto prima e solo dopo due ore siamo tornati in casa.
Domani forse mi iscriverò alla Protezione Civile Locale, intanto inserisco un nuovo pezzettino di esperienza  nel mio data base esistenziale.
Il destino ti viene a trovare quando meno te lo aspetti, di notte e senza bussare.
Un abbraccio a chi è stato meno fortunato di noi, la terra fra Bologna e Ferrara questa notte ha tremato davvero di brutto, penso che non lo dimenticheremo.

sabato 19 maggio 2012

Cielo d'agosto alla Feltrinelli



La prima presentazione è obbligatoriamente alla Feltrinelli.
Un giorno se mai dovessi diventare più appetibile forse avrò l'onore di Piazza di Porta Ravegnana o dell'Ambasciatori, ma per me, piccolo sbirro di periferia, la presentazione in via dei Mille è stata grande.
C'era un sacco di gente come si può intuire dalla fotografia generosamente inviata dal mio amico fraterno e illustratore ufficiale Claudio Trabucchi.
Ringrazio Irene della Feltrinelli Eventi e i ragazzi della libreria sempre gentili e disponibili.
Ringrazio l'amico scrittore Roberto Colombari che si è presentato con il suo ultimo lavoro D'oro e del Rosso edito da Pendragon, che leggerò appena riuscirò, gli amici di sempre e quelli nuovi, gente inaspettata e capitata lì per caso.


Il 15 giugno sarò alla festa dellUnità di Villa Torchi alle 21con la stessa squadra, l'amico criminologo Piselli e l'attore Marco Piovella.
Stiamo pensando a nuovi brani.
Il 9 giugno sarò in Lombardia ad Alzano Lombardo presso la libreria Nani.
a breve i dettagli.
Grazie a tutti

giovedì 17 maggio 2012

falsi invalidi


Fa male come quando ti costringono ad abbassare il capo e ti prendono a calci.
Fa male come quando ti dicono che non vedrai un aumento di stipendio fino al 2017 e che andrai in pensione a 66 anni.

Mi è capitato di accompagnare un parente, un cardipatico gravissimo, davanti alla commissione cittadina preposta a decidere sulla richiesta di invalidità, ho preso un giorno di ferie, siamo rimasti in questo corridoio pieno di gente con problemi ad attendere pazientemente il nostro turno.

Lui è entrato da solo, con il suo passo incerto, ma autonomamente.
Gli hanno chiesto se era autonomo nella deambulazione, lui era orgoglioso a fatica ha detto di sì, in realtà ogni pochi passi doveva fermarsi dopo il secondo intervento chirurgico, qualsiasi incombenza era della famiglia giustamente.
Alla famiglia servivano solo quei tre maledetti giorni al mese per poterlo accompagnare alle visite obbligatorie per non dovere sempre prendere permessi, per non aggiungere sacrifici a sofferenza.

Dopo alcuni mesi è arrivata la risposta negativa, non aveva diritto a  nulla, tantomeno alla cosiddetta 104 per potere avere i tre giorni al mese.

Abbiamo fatto ricorso tramite il patronato, siamo tornati nello stesso luogo.

La seconda risposta negativa è puntualmente arrivata dopo qualche mese, ma non serviva più, il mio parente era morto.

Poi leggo di Napoli, e fa male, fa male come quando ti dicono che se sei onesto devi morire, morire e muto.

lunedì 14 maggio 2012

la presentazione a Bentivoglio


Ecco un'immagine della prima presentazione di Cielo d'agosto a Bentivoglio, presso il centro Teze, sede dell'Associazione culturale Il Temporale.
Molta gente, la solita impeccabile regia di Daniele Zaniboni, con il presidente Roberto Lucia al mixer, le belle immagini nello schermo dietro di noi elaborate da Daniele e due attori per leggere alcuni brani del romanzo:
Marco Piovella e Maurizio Grondona.

Ormai è una tradizione, una festa, un' occasione per stare insieme e il rinfresco successivo è forse il momento che tutti attendono speranzosi.

Le presentazioni successive come quella alla Feltrinelli di giovedì prossimo hanno uno stile sicuramente diverso, meno ludico.
A volte mi chiedo se la presentazione  è ancora la forma migliore per conoscere un nuovo romanzo, o se nel futuro fra la rete e internet e gli eBook le cose cambieranno.

in fin dei conti la comunicazione verbale, viso a viso, è talmente rarefatta, la gente a fatica  esce dal guscio per andare nei luoghi della cultura, l'altra sera era sicuramente attirata dal rinfresco successivo, soprattuto chi c'era già stato.

Ricette nuove per promuovere le opere del proprio ingegno?
Si accettano consigli.
Intanto vi invito alla presentazione di giovedì 17 maggio ore 21 presso la Feltrinelli di via dei Mille 12 a Bologna, disarmati se possibile.

domenica 13 maggio 2012

saper scrivere bene ... oggi magari domani


Saper scrivere bene oggi è un libro del 1986 di Antonio Frescaroli, l'ho trovato nella bella biblioteca di San Pietro in Casale.
Sono un assiduo frequentatore di biblioteche, abitudine ritrovata in tarda età, a causa del costo dei libri e dello spazio sempre più angusto rimasto nella mia libreria.
Mi piace questo libro perché a differenza di sproloqui più o meno utili di altri scrittori a proposito di scrittura creativa e metodi per imparare a scrivere che spesso si concludono con consigli per partecipare a un bel corso di scrittura creativa chiaramente a pagamento, questo saggio offre un concreto metodo di confronto metodologico, analizza il linguaggio, scompone la proposizione, sottolinea le diverse peculiarità, l'importanza del verbo, la necessità o meno dell'aggettivo, il ruolo determinante della punteggiatura e cita o riporta brani della grande letteratura dai Promessi Sposi al Deserto dei Tartari.
E' il primo saggio che trovo davvero utile,  non si perde dietro a generiche affermazioni sullo stile o sulle abitudini alimentari da seguire o sugli orari più opportuni nei quali scrivere, ma entra dentro la materia.
Non credo si trovi più in commercio, ma potrete trovarlo nelle biblioteche, nuovi luoghi di rifugio culturale in questo medioevo dilagante.
Luoghi utili per riposare il corpo e la mente, dove nessuno ti vuole estorcere denaro ma dove si possono trovare libri come questo che non ti chiedono nulla, solo di essere letti.

martedì 8 maggio 2012

io e te


C'è un periodo della nostra vita molto lungo nel quale difficilmente abbiamo il controllo  sui nostri desideri, siamo dipendenti dagli altri che sono prima di tutto i genitori,  la scuola, la chiesa, il condominio, i parenti, gli adulti.
Quel disgraziato periodo comprende l'infanzia, e buona parte dell'adolescenza fino al momento nel quale diventiamo autonomi, un lavoro, un mezzo di locomozione, una vita altrove.
Per molti funziona così, la maggior parte direi.
La mia vita non è stata diversa e da bravo italiano mediamente povero sono uscito di casa tardissimo per finire in un'altra casa.
Quel patrimonio di vita relegato alla parte iniziale della nostra esperienza mortale è sicuramente interessante, peccato che a me non piaccia, mi provoca sentimenti alterni fra  noia e  tristezza.
Anni buttati li considero, nei quali ero sopratutto desiderio e frustrazione, evoluzione e regressione.
Ammaniti è bravo ad esplorare un territorio tanto infido, talmente bravo che ha inventato un genere, quasi, e credo ci campi alla grande.
Scrive molto bene, mi piace, le sue storie rimangono dentro come fotografie d'interni o immagini cinematografiche.
Belli i personaggi, claustrofobico l'insieme, nasce un senso di vicinanza fra Lorenzo e il mio ricordo di quel terribile periodo dell'adolescenza.
110 pagine velocissime, consigliato a chi ama l'autore

domenica 6 maggio 2012

another year


Non aspettatevi lezioni di morale da questo piccolo gioiello di cinematografia inglese.
Another year scorre come le stagioni che scandiscono i suoi tempi descrivendo la vita di una famiglia della middle class inglese, una coppia non più giovane che incredibilmente si ama e vive il proprio tempo in armonia fra il lavoro e pochi amici.
Gli attori sono tutti superlativi, e affascinanti nella loro oggettiva bruttezza tutta inglese, perdonatemi la nota estetica.
Londra e L'Inghilterra fanno da sfondo con le piogge frequenti e i cieli plumbei.
Una commedia sullo scorrere del tempo, sulla fragilità delle vite di alcuni personaggi, sulla difficoltà di vivere il proprio tempo e sulla difficoltà dei rapporti umani.
Consigliato a chi ama il buon cinema d'autore.

sabato 5 maggio 2012

missing ...mamme pericolose

Chi mi legge sa che sono onnivoro in fatto di immagini, sempre stato, divoro di tutto e digerisco bene.
Missing con la bella Ashely Judd non mi convince, non mi prende.
Pacchetto ben confezionato, buon cast dove spicca anche il giovane Giannini che mi piace, a pelle, soprattutto perché mi ricorda il padre, grande attore italiano al quale sono affezionato.
Detto ciò detto tutto.

Sparisce il figlioletto, molto effeminato, figlio di una coppia di super agenti segreti, uno dei quali era già morto qualche anno prima durante un attentato,  almeno così pare, e la super mamma, che nel frattempo è diventata fiorista, molla tutto e vola dall'America a Roma per andare a cercare il pischello scomparso.
Fin qui una trama abbastanza convenzionale.
Ma appena la mamma arriva nell'appartamento romano in pieno centro storico, un posticino che nella realtà deve essere inavvicinabile, scatta l'azione.  La non più giovanissima eroina fa fuori un ex agente del Sisde, disarmandolo con una gruccia.
Certo, come no?
Poi ... a seguire ... inseguimenti, sparatorie, in una Roma bellissima che sembra uno spot pubblicitario.
No, non mi convince, a me piacciono le trame che abbiano un senso, gli eroi che si muovono a fatica nel mondo dei grandi.
Questi super agenti segreti vanno bene in 007 e anche lì puzzano di favola.
Mi sbaglierò, ma fra me e Missing la storia termina qui..

giovedì 3 maggio 2012

Fiorentina - Novara. La rissa del calcio



Chi mi conosce sa quanto il calcio sia lontano dai miei interessi, sono per l'abolizione del campionato e per la chiusura degli stadi, detto ciò, oggi a pranzo ho visto alcuni gradevoli frammenti della rissa fra un allenatore che non conosco, Delio Rossi, così si chiama e un calciatore della Fiorentina per motivi calcistici, immagino. L'allenatore lo ha sostituito e il calciatore non l'ha presa bene, prima ha applaudito e questo si vede nelle immagini, poi sembra che gli abbia anche detto qualcosa, e non dovevano essere complimenti.
Io sono contro la violenza, soprattutto quando è esercitata verso di me, ed è uno dei motivi che mi portano a dire che il calcio è un modo alternativo per sfogare, in un luogo più o meno circoscritto, frustrazioni e desideri  guerreschi di persone ... persone insomma, di esseri umani più o meno civilizzati.


Però lo scatto di quell'uomo,  esonerato per tale atto, non mi trova del tutto indifferente, primo perché ha più o meno la mia età e quindi è più vicino alla mia generazione, poi perché questi calciatori, tatuati, griffati, idolatrati insensatamente,  credono di potere dire e fare tutto.
Non lo dico io si vedono le immagini, bestemmiano in diretta, imprecano, picchiano duro, incitano alla violenza, fanno gesti espliciti in campo e anche altrove spesso.


Uno scatto ingiustificato, un pugno in faccia come si deve, una sana ribellione a tanta tracotanza, diciamoci la verità chi non l'ha mai, almeno una volta, pensata, davanti all'arroganza di questi moderni gladiatori della domenica, che per fortuna non devono affrontarsi nell'arena armati ma che esprimono la stessa aggressività.


Quale esempio possono rappresentare per le migliaia di giovani senza punti di riferimento, senza la minima difesa intellettuale di fronte alla potenza dell'immagine vincente di un calciatore milionario?



martedì 1 maggio 2012

limitless

Limitless ovvero illimitato come il nostro potenziale intellettivo, una cosa che ci raccontano da sempre e che è alla base di questo piacevole film con due bravi attori Bradley Cooper e il vecchio De Niro che in realtà è solo comprimario.
E' un viaggio allucinogeno senza particolari effetti collaterali, e finisce anche bene, ma in questo film la parte divertente è proprio il viaggio stesso, le luci, la velocità, i colori, l'utilizzo sapiente degli effetti speciali, e il sogno meraviglioso, di potere fare di sè tutto il meglio solo utilizzando tutto il cervello, come un computer perfetto che riesce a connettere i diversi elementi, incastrando le informazioni che solitamente entrano dagli occhi e si perdono nella memoria, senza purtroppo lasciare tracce utilizzabili.
Mi è piaciuto, ecco cos'è il cinema, quello che amo di più, un sogno ad occhi aperti.
Divertente la parte iniziale che ho riportato in immagine, lui, scrittore fallito e sfigato che dopo avere assunto la nuova droga comincia a scrivere velocissimo e intorno migliaia di lettere che cadono in un effetto pioggia luminoso componendosi perfette sul monitor del pc.
Quanto mi piacerebbe scrivere anche solo un romanzo senza fare fatica, senza dubbi sulla sua qualità e ritrovarmi improvvisamente scrittore, non è forse questo il sogno?

domenica 29 aprile 2012

grazie Stefano








A seguire l'articolo degli amici e fratelli del Sindacato  Unitario Lavoratori Polizia Municipale e Locale (SULPM)
Grazie Stefano
ps. nella foto  schiacciata sembro un terrorista appena uscito dal carcere, ma del resto gli anni passano per tutti.





l'articolo del Sulpm sul mio nuovo romanzo

sabato 28 aprile 2012


Prime presentazioni per Cielo d'agosto, le indicazioni sul nuovo romanzo le trovate sia nel blog che in rete.
Le due date sono nella locandina allegata preparata con la consueta perizia dall'amico Fabio Gualandi di artecopia
Vi tormenterò ancora con le due date  per me molto importanti:
La prima, 11 maggio 2012 è la presentazione consueta al teatro del centro culturale  Tempo Zero di Bentivoglio (Bologna) che mi ospita da anni, e grazie molte a Roberto Lucia Presidente dell'Associazione Il Temporale.
Più che una presentazione è un piccolo evento, organizzato da amici che ormai sono professionisti, Daniele Zaniboni alla regia che cura  immagini e  musiche,  l'attore Marco Piovella che leggerà alcuni brani.
Seguirà un piccolo rinfresco con i vini locali e qualche dolce.

La seconda presentazione è altrettanto importante. Si svolgerà alla Feltrinelli di Via dei Mille, un tempo si chiamava la Sveglia e di notte si passava a comprare la prima edizione del Carlino, oggi è anche una bella libreria, la presentazione sarà più sintetica, Andrea Piselli criminologo conduce l'evento, e Marco Piovella legge alcuni brani.

Date e orari nella locandina allegata.

Vi aspetto.

venerdì 27 aprile 2012

Grillo contro tutti

Nella polemica fra Grillo e Bersani mi astengo, li lascio litigare.
Per la prima volta però sento di potermi sbilanciare.
Io seguivo Grillo al Palasport di Bologna quando faceva i suoi spettacoli con tutto esaurito, mi piaceva, trascinatore, logorroico, divertente, da lui ho appreso che ottima cura preventiva per la prostata è l'attività sessuale e a parte gli scherzi, mi piace il suo acume, l'intelligenza lucida, la capacità travolgente di utilizzare il linguaggio verbale per catturare l'attenzione della folla.
Quando ha smesso di fare il comico ed ha cominciato a fare il  ... come definirlo movimentista, non lo seguo più, forse è in twitter fra coloro che seguo, ma non lo ascolto, anche se penso che abbia un sacco di cose intelligenti da dire, non mi piace il tono, non mi affascina il metodo, non credo che farà meglio degli altri.
Lui dice di essere solo parte di un movimento globale che ormai vive autonomamente, crede nela rete, nella comunicazione che anch'io sto utilizzando ora, ma non credo che né lui né i tanti grillini rappresentino la novità.
Già troppe volte gli italiani hanno creduto nelle novità, scoprendo che nascondevano cose vecchie.
La Lega, Forza Italia, utilizzando linguaggi diversi hanno cercato di catturare i voti degli italiani e ci sono inspiegabilmente riusciti, rivelandosi poi per ciò che davvero rappresentavano, ancora una volta interessi esclusivi.
Chi mi garantisce che questo nuovo movimento una volta acquisito potere non si riveli ancora una volta una macchina per una parte esclusiva di nuovi politici?
A volte credo che sia davvero tempo di chiudere con partiti e movimenti e trovare una nuova strada, ma spero di sbagliarmi, spero che il movimento di Grillo conquisti il 10% dei consensi e cominci a cambiare le cose, lo spero ma per ora non lo voterò, non mi fido più di nessuno.

martedì 24 aprile 2012

Kick ass

I fumetti che grande invenzione, se non ci fossero stati i fumetti in un periodo nel quale la nostra mente non aveva orizzonti colorati ove spaziare, parte della creatività di molti miei coetanei sarebbe stata molto più contratta.
Questo fumetto Kick-Ass della famiglia Icon Comics (Marvel) non lo conoscevo ma una sbirciatina al link che vi passo mi fa desiderare di possedere il primo volume italiano. Ho appena visto il film con Nicolas Cage e devo ammettere che mi sono molto divertito.
Chi non ha mai desiderato di essere un super eroe, in un mondo tanto opprimente e minaccioso?
Chi non ha pensato di esserlo nel buio della propria cameretta, e di spaccare il mondo o almeno la faccia del bulletto che a scuola ti umiliava tutti i giorni?
In questo film contro corrente il nostro eroe è solo un ragazzo, abbastanza sfigato, che passa dal desiderio alla sua realizzazione pensando che indossando un buffo costume la trasformazione sia completata.
La realtà e la fantasia si mescolano insieme in questo film divertente, a tratti violento, sicuramente molto fumettistico.
Consigliato agli amanti del genere

lunedì 23 aprile 2012

walking dead 2 fine stagione

 Fine seconda stagione, per gli amanti del genere e della serie, ricordate la ragazzina trasformata alla fine della prima stagione? La seconda stagione non finisce meglio, se avete intenzione di guardarla cambiate pagina. altrimenti potete leggere la mia condivisione.
In walking dead c'è molto del mio scrivere, molto del mio sentire, soprattutto perché manca la conclusione scontata e l'ottimismo.
Il mondo è finito, siamo già oltre, oltre le regole, oltre la morale, ognuno per sé, ognuno a difendere il proprio territorio, quel metro di spazio necessario per non rimanere senza ossigeno, fuori migliaia di non morti e i nostri eroi sempre in bilico, sempre in equilibrio precario.
In questa seconda stagione ci lascia l'anti eroe, Shane Walsh l'amico del leader che ama la sua donna e desidera la sua famiglia, duro, spietato e alla fine ucciso dal suo amico, dal capo che progressivamente sacrifica il buonismo a favore della sopravvivenza.
E' una serie intensa, per chi riesce ad andare al di là dell'apparenza fumettistica e dell'orrore spettacolare.
Dentro ci sono tutti gli orrori del nostro vivere quotidiano, della crisi morale nella quale viviamo e della prospettiva futura sempre più incerta.
La conclusione della serie è quanto mai simbolica, i superstiti rimangono senza benzina in una foresta minacciosa, un pò come noi, no?

domenica 22 aprile 2012

Cattedrale


Il pavone che con il suo suono sgraziato e spaventoso accoglie la coppia americana in visita al collega di lavoro con moglie e quel calco di denti storti come un soprammobile in bella vista a ricordare eterna gratitudine e il bambino più brutto del mondo, sono solo alcune immagini rimaste nella mia corteccia cerebrale dopo avere letto questa mirabile raccolta di racconti del grande Raymond Carver.
Difficile da raccontare, necessario leggerlo.
Sicuramente nella sua esperienza di scrittore definito superficialmente minimalista, è forte la presenza dell'alcolismo, con i suoi demoni e i suoi rimorsi.
Sicuramente la sua prematura scomparsa è legata ad uno stile di vita strappato e consumato, un buttarsi via in momenti difficili dove lo scrivere non poteva permettergli di campare ma prepotentemente gli chiedeva di diventare parte essenziale della sua vita.
Non amo i racconti, ma cercherò di scriverne qualcuno dopo averlo letto nei suoi migliori libri, bisogna imparare dai grandi e cercare di migliorare, non copiandoli, ma sicuramente prendendoli ad esempio.

venerdì 20 aprile 2012

Habemus Papam


Ho visto Habemus Papam come sa chi mi conosce le mie considerazioni sono quasi sempre inattuali, come in questo caso, parlo di un film del 2011 che scatenò le consuete polemiche per il ruolo del Pontefice nella storia.
Devo essere sincero, a differenza della maggior parte delle persone che conosco a me piace Moretti, la sua filmografia fa parte della mia vita, come Gaber o Woody Allen, però questo film l'ho trovato un pò troppo rarefatto, come un tentativo non del tutto compiuto, come se mancasse qualcosa, al di là della conclusione sospesa e annichilita con questo Papa che rinuncia alla responsabilità e il suo popolo che rimane in un silenzio sperduto e disperato.
Ho trovato alcuni spunti interessanti come il torneo di pallavolo,  grande Michel Piccoli nella parte dell'uomo  di fede in crisi, con un passato tanto reale quanto delicato, il suo amore per il teatro.
Non trovo che sia un film anticlericale, o anti chiesa, anzi, affronta con delicatezza un tema spinoso, quello della fede, della profonda crisi religiosa che affronta la cultura cattolica, con sempre meno sacerdoti in contrapposizione ad altri credo molto più radicati e in crescita nel mondo.
I cardinali descritti da Moretti con le loro nevrosi e le loro insicurezze fanno quasi tenerezza, magari fossero così umani i cardinali di tutto il mondo, così compresi nel film dalla grande responsabilità che ricoprono.
Mi pare un film incompiuto, non credo che rimarrà fra le perle di Moretti, ha voluto affrontare un tema difficile per un laico come lui, credo possa dare il meglio di sé in altri ambiti e lì l'aspetto.
Rimane nella simpatia o antipatia del personaggio uno dei pochi intellettuali in grado di fare pensare la gente, di muovere opinioni, anche questa è una grande responsabilità

giovedì 19 aprile 2012

mercoledì 18 aprile 2012

zelig 2012 ...non ho bisogno di attendere la conclusione


Se l'anno scorso avevo parlato di una Cortellesi non in sintonia con lo spirito di Zelig quest'anno ho dovuto ricredermi, la Cortellesi è brava, ha forse capito che doveva cambiare ritmo, ha fatto pace con la trasmissione, o forse  ho semplicemente imparato ad apprezzarla.
La Cortellesi è una brava professionista, potrebbe fare qualsiasi cosa sul palco e ci riesce con efficacia, con reale freschezza.
Bisio è sempre lui, è  una delle colonne portanti dello spettacolo, fa da spalla quando è indispensabile e nonostante il tempo passato ha sempre una grande energia.
Ma non bastano due grandi conduttori quando manca la squadra.
E la squadra manca.
Pochi mostri sacri, penso a Ale e Franz, a Giacobazzi, a Gioele Dix, Max Pisu che ha cambiato personaggio presentando un cinquantenne credibile, lasciatevelo dire, Enrico Bertolino che gioca in casa poi altre coppie giovani  e geniali, come il senso doppio, Nuzzo & Di Biase, il duo idea, poi ... poi mi fermo qui.
Ci sarebbero altri bravi comici che però hanno fatto apparizioni estemporanee, forse impegnati in altri teatri e poi ci sono comici poco divertenti, intermezzi musicali più da varietà del sabato sera, con balletti troppo lunghi.
Rido meno, rido poco, poco mi diverto e per questo motivo registro regolarmente la lunga trasmissione che poi mi vedo velocemente nei passaggi più interessanti, saltando così la massacrante pubblicità.
Sono invecchiato io?
Sicuro, ma anche la trasmissione segna il passo, risente forse della crisi? Crisi economica, crisi esistenziale, Chissà.
Forse c'è poco da ridere in questo momento, talmente poco che anche i comici entrano in depressione.

lunedì 16 aprile 2012

Dexter ... fine stagione six


Non vi racconterò come si conclude la sesta stagione di Dexter.
Una della fiction che io amo di più.
E' vero il tempo è impietoso e anche gli scrittori e gli sceneggiatori possono arrivare alla fine delle idee, del resto mi sono stancato a suo tempo anche di Montalbano/Camilleri, forse perché il primo a stancarsi del suo eroe è stato proprio lo stesso Camilleri.
Perché mi piace Dexter?
Stravolge le regole, ti costringe ad allearti con il male, un male utilizzato per estirpare un male ancora più grave, contro ogni regola morale e religiosa.
Il perdono cristiano, il porgi l'altra guancia,  tutti i valori con i quali siamo cresciuti vengono ribaltati dal lato oscuro che si aggira dentro di noi.
Dexter è il nostro lato oscuro, è la risposta definitiva al nostro bisogno di riscatto.
I cattivissimi che lui uccide e fa scomparire in mare, sono tutti i cattivi del mondo, quelli che la fanno franca, che uccidono, stuprano, rubano, depredano senza nessuno scrupolo.
Come non amare la parte oscura di noi? In fin dei conti è solo una fiction.

sabato 14 aprile 2012

Cielo d'agosto - il primo capitolo

Il primo capitolo del nuovo romanzo "Cielo d'agosto"

Clicca qui per visualizzare lo sfogliabile.

Puoi ordinare il libro in questo store.  http://goo.gl/fgDHE

martedì 10 aprile 2012

i rimborsi ai partiti più salati del mondo


Stasera Feltri per Rmc sosteneva, con la sua voce pacata e spezzata, che l'Italia è il paese con i rimborsi elettorali più salati d' Europa, ci ho creduto, sulla fiducia e vi lascio con questa scheda di Panorama e per chi non avesse voglia di leggerla vi lascio solo lo stralcio iniziale:

Con 289 milioni di euro incassati nel 2010 grazie ai rimborsi elettorali i partiti politici italiani sono (di gran lunga) i più pagati d’Europa. Non solo: mentre negli altri Paesi europei, i bilanci dei partiti devono essere convalidati dalla Corte dei Conti, in Italia sono i partiti stessi a certificare i loro bilanci, al di fuori di qualsiasi verifica di legge. Come è emerso dai casi Lusi e Belsito, senza nessuna garanzia di imparzialità. Nella più totale segretezza. Senza tetti massimi. E con un’enorme perequazione tra spese sostenute e rimborsi effettivamente percepiti. L’opacità dei conti dei partiti, di cui discettano da giorni i quotidiani, è figlia di questo sistema.

Cosa ci serve ancora per mandarli tutti a casa?
Cosa dobbiamo fare?
Smettere di votarli?
Io non voglio che i miei soldi alimentino nessun partito, perché nessun partito merita il nostro denaro, e non ci vengano a parlare di controlli, ma che controlli? Fatti da chi?
Dobbiamo svegliarci.
Sapete quante cose si possono fare con 289 milioni di euro?

Mandiamoli tutti a lavorare ... politici ... brava gente.


lunedì 9 aprile 2012

Il giovane Montalbano ... fine serie


Ho visto le ultime tre puntate del Giovane Montalbano.
Sicuramente Ibla complice che fa da sfondo alle tre storie, mi sono trovato di fronte a un prodotto televisvo che non solo non mi ha fatto rimpiangere Zingaretti e il suo gruppo di bravi attori, ma forse me l'ha fatto preferire, a dimostrazione del fatto che più delle storie, più della trama, in questo format conta l'intero pacchetto, lo stile impareggiabile di Camilleri, la sua innata capacità di inventare i personaggi e la bravura degli attori nell'interpretarli.
Trovo il segreto di  Camilleri tutto qui, nella cura dei personaggi, nella definizione dei ruoli, nella intelligenza dei dialoghi.
Montalbano giovane o vecchio, Zingaretti o Riondino, buca lo schermo insieme a quella porzione magica della Sicilia, tutta contenuta nello spazio dello sguardo che riesce a evocare un universo pure rimanendo nel ristretto cerchio di un paese incantato e incantevole come Ibla/Vigata.
Riondino è comunque bravo, a mio avviso, espressivo e bravi tutti gli attori di questa serie, non ci avrei scommesso un euro e come al solito avrei fatto male.

venerdì 6 aprile 2012

Bossi e il finanziamento pubblico ai partiti

Perché voi ci avete creduto nella Lega, no ... dico ... una volta .... cinque minuti, un pensiero fuggevole, uno di quelli tipo ... però al nord le cose vanno meglio, lì sì che funzionano, lì dove c'è la Lega che governa.
Ci avete creduto per il contrasto al degrado?
Avete pensato che la Lega avrebbe impedito l'immigrazione clandestina?
Avete davvero pensato che loro fossero esenti dalla corruzione?
Oltre a tutto ciò riuscivate a sopportare la volgarità, il cielodurismo, le dita medie alzate come vessilli, il và pensiero come inno senza neanche sapere da dove nasceva quel pensiero e l'acqua benedetta e i proclami rivoluzionari, le dichiarazioni d'indipendenza e autonomia. Qualcuno scriverà libri di sociologia sul fenomeno Lega e ci farà anche dei soldi.
Io con Mina dico solo che l'importante è finire.
Credo in poche cose, poche persone, gente che mi tocca il gomito al lavoro, mi protegge le spalle e suda la sua giornata per pagare il mutuo, l'affitto, le rate della macchina.
Credo in quelle persone lì.
Vogliamo fare un gesto coraggioso?
Lo dico agli altri partiti, quelli non ancora indagati.
ELIMINIAMO IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI.
Ricominciamo da zero

Qualcuno di voi ci crede che gli altri siano puliti e incorruttibili?
Io non credo più a niente, solo all'uomo, uno alla volta, giocando con lui ogni giorno il faticoso mestiere di arrivare alla fine del mese, a quello credo.

domenica 1 aprile 2012

Splice ... l'uomo che si crede Dio

To splice, innestare, aggiungere.
Interessante questo film di fantascienza , o fanta horror.
Ancora una volta il controverso tema della ricerca scientifica associata a sperimentazione genetica.
Due giovani scienziati  contro ogni regola creano un bel mix genetico mescolando geni umani e animali e vegetali. Con il pretesto della ricerca genetica per curare  malattie creano un essere a loro immagine e somiglianza, con tanto di coda e anima.
Non svelerò altro, il film crea attesa e suspense, chi si lascia sedurre potrà parteggiare  per i due avventati scienziati o per la creatura.
Interessanti gli effetti speciali, brava l'interprete femminile della creatura.
Si mescolano, in una idea già sfruttata, aspetti interessanti. L'osare dei due scienziati va oltre il semplice sperimentare, c'è una confusione di ruoli fra i due scienziati e la loro creatura, un gioco di rimandi e comunicazione fra i tre, un'inversione di caratteristiche sessuali e diversi colpi di scena che nel complesso rendono gradevole il film sensa farlo divenire troppo angosciante o eccessivo.
Quando si parla di utilizzo della genetica per la scoperta di nuove cure per le nostre malattie storiche, ci scappa sempre il peccato originale e la rovina degli sperimentatori.
Un dubbio è legittimo, dietro a questo tabù c'è la fede o l'industria farmaceutica?
Ai posteri l'ardua sentenza

giovedì 29 marzo 2012

Senza Fede



Dando una rapida scorsa a Wikipedia e prendendo per buona la biografia di Fede rimango impressionato dalla mole di cose fatte da questo uomo, uno dei giornalisti più discussi, criticati, giudicati della televisione.
In realtà il ricordo più vivido del suo essere giornalista per me è quella della storica immersione di Enzo Maiorca quando sulla sua strada subacquea ebbe la sventura di collidere con tal Bottesini, inviato Rai.
Memorabile la sequela di imprecazioni, bestemmie e improperi che Maiorca riuscì, comprensibilmente, a esternare in tale occasione, in sottofondo ricordo la voce simpatica di Fede che riuscì comunque a commentare il disgraziato tentativo.
Di Fede diranno di tutto e di più in questi giorni.
Molti diranno che finalmente se n'è andato uno degli ultimi fedelissimi del Berlusconismo quasi a sancire la fine di un impero, altri diranno che finalmente è uscito di scena un pessimo giornalista.
Io non entro nel merito, sicuramente credo che a 81 anni esca di scena un pezzo della nostra storia televisiva.
Fede, che non ho mai seguito molto nel suo lungo sodalizio con Fininvest, è sempre stato molto coerente con il suo personaggio, grande giocatore, dicono le leggende, ha giocato fino in fondo la sua partita ed è arrivato a una veneranda età a dispetto di chi per anni lo ha giustamente o meno attaccato.
Da oggi siamo senza Fede, ma attenzione, lui lo conoscevamo sapevamo chi era.
Sono molto più temibili quelli che si ergono a paladini dell'onestà intellettuale , raccontandoti la loro verità, spacciandola come universale.

mercoledì 28 marzo 2012

thor


Ho visto Thor, regia del grande Kenneth Branagh con un cast di tutto rispetto, fra i quali spicca l'intramontabile Anthony Hopkins uno dei pochi attori che può intepretare qualsiasi ruolo, Odino compreso, e risultare credibile.
In fin dei conti questo Thor di squisita origine Marvelliana, che io ho letto quando ero ventenne o giù di lì, ha molto Shakespeare dentro, intanto Branagh è uno dei più grandi cultori, frequentatori e amanti di Shakespeare, Hopkins ne è grande interprete e il tutto si incastra in una tragedia familiare, con un padre (Odino) in crisi che necessita di un erede al trono, un Thor troppo immaturo e aggressivo e il solito figlio adottivo, geloso e vendicativo.
Al di là della trama a me convince sempre l'idea che arriva dritta dritta da quel fumetto rivoluzionario che fu coniato dalla Marvell, l'invenzione di una generazione di super eroi in difesa della terra.
Rimango legato soprattutto all'Uomo ragno, ma Thor esprime, nella semplicità stilistica, una forza della natura, quel martello benedetto con il quale può vincere quasi tutto con il suo enorme potere distruttivo senza nemmeno sporcarsi le mani.
Quando te la vedi brutta, il mostro ti viene incontro con le fauci spalancate e il futuro è un muro nero d'acciaio, non sarebbe bello scatenare Mjolinir, il martello da guerra di Thor e chiudere vittorioso la partita?
Solo un gioco della fantasia, certo, ma i fumetti non sono forse questo? Un meraviglioso esercizio di fantasia.
Belli come al solito gli effetti speciali.
In programmazione su Sky

lunedì 26 marzo 2012

Touch


Ho visto la prima puntata di Touch mi è piaciuta, lo so, la storia si ripete il bambino autistico con poteri straordinari, in comunicazione con l'universo, le coincidenze, le opportunità.
Quando la farfalla batte le ali in Cina dall'altra parte del mondo scoppia un uragano, la teoria del caos, o della perfezione cosmica, dell'armonia da tradurre e da seguire, per salvare ancora una volta l'uomo.
Così un uomo salverà un autobus con una scolaresca a bordo, e un altro non si farà saltare in aria in un mercato.
La seduzione dei numeri in un mondo alle deriva, perché no?
In fin dei conti ci sono milioni di persone ogni giorno che tentano la sorte fra lotto, totocalcio, lotterie e macchinette mangia soldi, io stesso ho vinto 25 euro con un sogno la settimana scorsa, io che non gioco mai.
La realtà è diversa, nella realtà i pullman si schiantano e muoiono adolescenti innocenti.
Quindi ben vengano  bambini autistici,  bambini fantasmi (Il sesto senso) e i bravi attori come Sutherland   ancora una volta in corsa con il tempo.
Tim Kring il regista ha imparato che per vendere un prodotto televisivo bisogna creare qualcosa che corra sul filo dell'ansia e della speranza.
Bravo,  forse dovrei imparare da lui.
Prima puntata 7+

domenica 25 marzo 2012

braquo saison 2 fine


E' terminata la seconda stagione di Braquo e devo ammettere che mi ha abbastanza deluso.
Il comune denominatore è l'improbabilità.
Da una parte i nostri amici poliziotti radiati e indagati, vite dissipate e disperate, ritratti convincenti di uomini e donne oltre il precipizio con i visi segnati, quasi gonfi.
Dall'altra parte una trama genere "24" con quintali di lingotti che passano di mano, armi fantascientifiche da rubare, vendette africane e onore militare.
La riproduzione della realtà poliziesca è un' altra cosa e francamente fra the Shield e Braquo a questo punto scelgo la serie americana.
La fiction era nata sulla trama della polizia corrotta, al contempo in guerra con sé stessa, con alcuni antieroi coraggiosi e convincenti, qui è saltato lo schema, il poliziotto inquisitore diventa killer psicotico e seriale per vendetta.
La realtà è diversa, basta vedere come la polizia francese ha faticato e sparato (300 colpi) per stanare un singolo terrorista.
Gli sceneggiatori a volte navigano troppo di fantasia e purtroppo sprecano talenti notevoli come quelli dei bravi attori della serie.
Peccato

lunedì 19 marzo 2012

festa del papà


Non mi hanno mai fatto gli auguri per la festa del papà, forse perché non me ne frega niente degli auguri, non ci tengo alle feste, ricorrenze buone per  commercianti di cravatte e cioccolatini.
Ma credo di potere fare io gli auguri a molti papà.
Sono i papà che hanno perduto la strada maestra,  non per un gesto sconsiderato, per immaturità, o cattiva fede, ma per gli accadimenti della vita che portano spesso le coppie con figli davanti a un giudice che sancisce l'affidamento,  nella grande parte dei casi, alle madri.
Neanche l'affidamento lo considero più importante, ormai, anche perché al di là della sentenza del giudice avere l'affidamento di un minore è fatto sostanziale non formale.
L'unica cosa che veramente conta, per me, è il senso di perdita, la sconfitta totale, la miseria cronica, il senso di inutilità e annichilimento e la faccia degli avvocati quando ti chiedono il conto.
Non dimentico nulla, forse è questa la ragione per la quale nei miei romanzi, ogni tanto, gli avvocati muoiono di morte violenta.
Non importa chi ha sbagliato, potevi essere il più bravo padre del mondo, non avere commesso alcun errore morale, né sostanziale, e trovarti all'improvviso a vivere in un monolocale senza riscaldamento, a tribolare per mettere insieme  pranzo e cena piangendo lacrime amare.
Io ce l'ho fatta, mi sono costruito una bella armatura, sono diventato duro come il marmo e vado avanti a testa alta.
Ma il mio pensiero è per quei papà che oggi non hanno nulla da festeggiare, soli, uno stipendio polverizzato dagli alimenti, una casa che era tua e che adesso non hai più, una vita disintegrata e un avvocato che ti chiede il conto, magari in nero.
Il mio augurio è per quei papà lì, che non hanno fatto male mai ai loro figli o alle loro mogli, ma hanno fatto lo sbaglio di  diventare padri in una  società che non è in grado di discriminare fra uomini lupi e uomini normali.
Buona festa del papà.
Qualunque cosa ti abbiano rubato, ricordati, i tuoi figli, se te lo meriri, un giorno ti riconosceranno, ovunque tu sia.

domenica 18 marzo 2012

l'articolo 18









Andiamo con ordine amici o semplici viaggiatori della rete:
Intanto cosa dice l'articolo 18? Sotto potete leggere una sorta di sintesi rubata in un altro sito e se cliccate qui potete leggerlo nella sua interezza.

L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 20 maggio 1970, n. 300) afferma che il licenziamento è valido solo se avviene per giusta causa o giustificato motivo.







In assenza di questi presupposti, il giudice dichiara l'illegittimità dell'atto e ordina la reintegrazione del ricorrente nel posto di lavoro. La reintegrazione deve avvenire riammettendo il dipendente nel medesimo posto che occupava prima del licenziamento, salva la possibilità di procedere al trasferimento in un secondo momento, se ricorrono apprezzabili esigenze tecnico-organizzative o in caso di soppressione dell’unità produttiva cui era addetto il lavoratore licenziato. In alternativa, il dipendente può accettare un'indennità pari a 15 mensilità dell'ultimo stipendio, o un'indennità crescente con l'anzianità di servizio.
Il lavoratore può presentare ricorso d'urgenza e ottenere la sospensione del provvedimento del datore fino alla conclusione del procedimento.
Lo Statuto dei Lavoratori si applica solo alle aziende con almeno 15 dipendenti.







Ciò premesso e sposando le parole della Camusso, che non è il segretario del mio sindacato, perché allargare la possibilità di licenziare in un paese dove si licenzia quotidianamente, si va in cassa integrazione allegramente e le prospettive sono lontanissime da una ripresa?
A chi interessa eliminare uno dei pilastri del nostro stato sociale?
A noi lavoratori?
Ai cassa integrati?
Ai lavoratori in mobilità?
Ai giovani che un lavoro nemmeno ce l'hanno?

Una risposta di destra, sinistra, sopra, sotto, sarebbe gradita.







sabato 17 marzo 2012

i giocatori delle tre campanelle


Marco Belli mi incrocia davanti alla macchina del caffé e sbuffa perplesso.
Oggi in centro a Bologna diversi cittadini lo hanno fermato mentre era di pattuglia per segnalargli i giocatori delle tre campanelle, tutti stupiti dal fatto che ci sono ancora incauti avventori che cascano nella trappola di uno dei giochi più vecchi del mondo.
Mi guarda perplesso e mi chiede, come mai secondo te?
Forse sarebbe necessario un antropologo, un filosofo e uno psichiatra per capirlo.
I giocatori delle tre campanelle sono riconoscibilissimi, solitamente poco rassicuranti, spesso stranieri, vestiti in modo approssimativo, spesso incutono davvero timore.
Una persona normale non si dovrebbe fermare a giocare, nessuno vince, anzi vincono solo loro.
Solitamente fanno vincere una mano al compare di turno che fa parte della sceneggiata ma il malcapitato è destinato a perdere.
Chi non lo sa?
Cosa l'ingenuo passante sta cercando?
L'emozione della scommessa? Pensa di essere più scaltro di loro?
Impossibile perché il gioco non è semplicemente di abilità ma ha sempre un trucco, loro hanno l'asso nella manica, sempre.
Quindi?
Mi torna alla memoria lo spettacolo del 
wrestling,  forma di intrattenimento che combina performance atletiche e teatrali, il pubblico sa che è un gioco, una finzione, paga per vedere omaccioni grandi, grossi, e vestiti in modo buffo che fanno finta di picchiarsi di santa ragione.
Uno spettacolo, una finzione, a volte veramente divertente, a volte no.
Un contratto tacito lega il pubblico agli atleti.
Il gioco delle tre campanelle mi ricorda lo stesso tacito accordo.
Pago per sfidare la sorte sapendo che sicuramente perderò, una sorta di autopunizione, una sfida all'impossibile, non molto dissimile se ci pensate a qualsiasi lotteria nazionale.
Il gioco fa vincere solo chi l'organizza.
Meditate gente ... meditate

venerdì 16 marzo 2012

ti stimo fratello


Ci sono film che non hai bisogno di vedere, scommettiamo?
Mi è simpatico il giovane Giovanni Vernia, ingegnere elettronico, persona intelligente e versatile che ha inventato un personaggio demenziale e simpaticamente ritardato che fa da contraltare alla sua indubbia intelligenza.
Di necessità virtù ha dichiarato una volta a Zelig, a volte si fanno più soldi e si ha più visibilità facendo finta di essere un discotecaro con un solo neurone spaurito piuttosto che vendendo la propria indubbia professionalità.
L'Italia è il paese dell'apparenza, i cervelli scappano all'estero, ovunque sia possibile esercitare la professione costata anni di sacrifici e studio.
Nonostante l' istintiva simpatia per il personaggio e per l'artista, non andrò a vedere questo nuovo esperimento di cinema demenziale per masse di bocca buona.
Lo immagino già, sceneggiatura inesistente, comicità bassina e rarefatta, battute a raffica e situazioni paradossali.
Solo professionisti del nulla possono divertirsi davanti al nulla, quindi, rischio di sbagliare diagnosi e attendo le opinioni della parte adolescenziale della famiglia che sicuramente non perderà uno dei pochi film in uscita in marzo.
Se sbaglio sono pronto a rettificare, chiaramente.

lunedì 12 marzo 2012

Moebius fra sogno e allucinazione


Non tutti lo conoscono, io so di averlo ammirato nel tempo, forse il suo tratto, le sue visioni oniriche, le trovai per la prima volta su alcuni fumetti che leggevo negli anni settanta, addirittura su Linus o su qualche rivista di fumetti più estrema, fatto sta che i suoi disegni, veri e propri capolavori ispirati fanno parte del mistero della bellezza, arte allo stato puro, incarnazione del sogno, del futuro solo immaginato dove tutto è possibile anche vivere in eterno.
In questo post si cita il suo tratto come ispiratore di film come Blade Runner, sicuramente avrebbe mescolato la sua capacità in maniera totale con un'altra meraviglia della letteratura fantascientifica come Dune, ma il progetto non si realizzò.
In un altro post si dice che durante il disegno lui si trasfigurava cadendo quasi in trance.
Credo che il processo creativo a qualsiasi livello e per chiunque abbia dei collegamenti con la totale immedesimazione nel processo stesso. La realtà viene annullata e reinventata.
Per me  Moebius non è morto, è scivolato dentro uno dei suoi mondi impossibili e ci guarda sorridendo del nostro affannoso tentativo di razionalizzare, ridimensionare, ricondurre a ragione ciò che invece è e deve rimanere mistero.

domenica 11 marzo 2012

11 marzo ... 35 anni dopo







Non tutti ricordano quei giorni, forse perché l'Italia, come un puzzle schizofrenico, non ha una sola memoria collettiva, vive la sua storia a compartimenti stagni e un morto, nel periodo greve che precedette il rapimento Moro e la fase più violenta del terrorismo, non rimane nella memoria già piena del paese.
Per Bologna fu il periodo più violento dal dopoguerra, una guerriglia in città, con il movimento da una parte che come un grande contenitore aveva spazio per tutti e le forze dell'ordine dall'altra.
Per un miracolo, o per una scelta consapevole non ci furono altre vittime, ma la città non fu più la stessa.
Non facevo parte del movimento, allora da giovane iscritto alla federazione giovanile comunista ero in federazione, in via Barberia a presidiare la sede del partito.
Mi persi la fase più concitata e lacrimogena degli scontri.
Di quel periodo conservo gelosamente il libro che fu scritto e venduto dopo quei giorni, un'edizione ingiallita che ho ritrovato in cantina e che ho cercato di fare leggere ai figli senza successo.
In quel periodo quando la gente scendeva in piazza le strade si riempivano e avevi netta la percezione dei rapporti di forza.
Da una parte lo Stato, dall'altra una consistente parte del paese.
Oggi di evidente non c'è più nulla solo un'evanescente massa informe in comunicazione frammentaria e concitata nella rete e un ribellismo isterico e teppistico organizzato da poche frange estreme durante alcuni eventi quasi sempre mediatici.
Del resto sono trascorsi 35 anni, io ero giovanissimo allora, oggi sono quasi anziano.
Non mi manca quel periodo, lo ricordo cupo e metallico come un cielo color piombo.
Però almeno nel ricordo ha una consistenza.
Questo periodo come lo ricorderemo?

sabato 10 marzo 2012

fiom a Roma

Migliaia in corteo a Roma, ho ascoltato qualche minuto dell'intervento di Landini all'alba, oggi, prima di andare a lavorare. Credo che la Fiom sia elemento importante all'interno del dibattito politico in questo momento tanto delicato per il paese. Landini è bravo, uno degli ultimi leader riconoscibili in una massa informe di politici improvvisati, leader sindacali sbiaditi, movimentisti sgrammaticati.
Landini mantiene nella semplicità del linguaggio la forza della chiarezza, arrivando diretto al cuore dei problemi.
Lui stesso solleva i dubbi che pochi giorni fa avevo sottolineato  relativamente alle grandi opere, fra le quali la tav, sprona il paese a utilizzare le nostre intelligenze investendo sul'università, sui giovani, affronta la posizione della Fiat che crede di potere tutto in un momento nel quale i diritti fondamentali dei lavoratori sono in pericolo.
Mi piace anche se devo ammettere che non capisco cosa abbia a che fare la Fiom con il movimento no tav.
Ancora una volta si confondono gli ambiti.
I no tav difendono, quelli in buona fede, il loro territorio. Non condivido la loro lotta ma rimane un diritto manifestare, pacificamente, per ciò in cui si crede.
Ma la Fiom dovrebbe, secondo me, occuparsi dei propri operai, del mercato del lavoro, dell'articolo 18 e non fare salire sul proprio carro chiunque.
Detto ciò, le immagini di Roma mi sono piaciute, le felpe rosse, le bandiere nel vento.
Stanno espropriando il nostro potere d'acquisto, ci stanno impedendo, anche a noi dipendenti pubblici, di avere una speranza, quella di arrivare alla fine del mese.
E' importante che qualcuno dica no.
Unico cruccio, pochi Landini nel nostro paese e scommetto che prima o poi anche lui lascerà la lotta nelle piazze per entrare nel mondo politico, magari mi sbaglio ... magari

giovedì 8 marzo 2012

la Cgil perde a Bologna ... come mai?

L'Unione Sindacati di base ha sbancato alle RsU del Comune di Bologna è notizia ufficiale già in e-mail alle otto di sera di un glorioso 8 marzo.
Io appartengo a un piccolo sindacato a livello locale e non è mai stato nostro obiettivo fare gare sui numeri, il mio sindacato è rivolto soprattutto agli agenti della Polizia Locale (Diccap - Sulpm), poi per mentalità non sono mai salito su nessun carro dei vincitori, ma una riflessione è obbligatoria se veri sono i dati sbandierati dai colleghi dei sindacati di base:
La CGIL ha perso a Bologna e in maniera pesante insieme a tutti i sindacati istituzionali.
I sindacati di base hanno vinto ( e già l'avevo pronosticato) avanzando in maniera massiccia.
Una riflessione deve essere fatta dai vertici della CGIL e anche dalla base.
Cosa non funziona in questo momento nella macchina sindacale più potente in Italia?
Perché i lavoratori scelgono il sindacato più agguerrito e arrabbiato?
Sarà perché stiamo perdendo tutto e svendendo i nostri diritti senza nessuna contropartita concreta?
Sarà perché nessuno crede in questo modello sociale e in un contratto che forse potrà essere rinnovato fra quattro anni?
Il voto di oggi è un voto di protesta, forse la fine di un periodo, forse la fine di un modo di fare sindacato.
Non credo che l'alternativa possa essere il sindacato di base, sa di ribellismo e di semplice contrapposizione.
Ma esiste oggi una reale alternativa?
Nel dubbio continuerò a credere nel mio sindacato, lottando per il miglioramento delle condizioni degli agenti della polizia locale, poi si vedrà.
Se fossi un dirigente CGIL stasera rifletterei.
Quella di oggi è una sconfitta, bisogna farci i conti.

mercoledì 7 marzo 2012

8 marzo


Quando le femministe gridavano io sono mia avevo 17 anni, ero comunista e credevo che prima venissero le donne, il loro diritto all'autodeterminazione.
Non ero un grande seduttore, non ero leader di un qualsiasi collettivo, amavo disperatamente da lontano ragazze bruttine che neanche mi filavano e passavo lunghe serate a ciclostilare volantini impregnati e puzzolenti fumando Nazionali senza filtro.
Da allora cosa è cambiato?
La rete non esisteva, allora non avrei potuto mai scrivere un post dedicato all' 8 marzo, perché era festa femminista per eccellenza, gli uomini erano out.
Adesso a distanza di 35 anni azzardo un pensiero all'altra parte del mio essere.
Le donne sono sempre state, nel mio immaginario, la parte buona, più intelligente, più forte, punto di riferimento e consolazione.
Poi  ho scoperto, invecchiando, che non esistono donne e  uomini ma  individui, tutti diversi, tutti vulnerabili; sono stato ferito a morte da donne per le quali avrei messo la mano sul fuoco e salvato da uomini con i quali non avrei bevuto il caffé.
Non sono ancora giunto alla piena consapevolezza.
Oggi mi limito a vivere, cercando di non investire troppo sulle etichette, sui luoghi comuni.
La festa della donna  rimane luogo d' incontro importante, domani comprerò fiori e non  mimose che non amo,  li regalerò a una donna,  dedicherò un pensiero, un gesto di buona volontà a tutte le donne, quelle  offese, rapite, uccise, umiliate, violate da bestie che nulla hanno di umano, e quelle che ogni giorno crescono figli, lavorano a casa e fuori, ancora oggi le meno garantite, ancora oggi  le meno tutelate.
Non amo le feste istituzionali, ma trasformiamo questa festa in un momento di riflessione per donne e uomini di buona volontà, quelli che tutti i giorni mandano avanti il nostro scalcinato paese.

lunedì 5 marzo 2012

the river

Ricordate  The Blair Witch Project ? Lo vidi al cinema, allora non avevo sky, parliamo del 1999. Mi piacque l'originalità delle riprese quasi amatoriali, l'idea della diretta, del documentario che diventa horror. Con due lire i giovani sceneggiatori ebbero un discreto successo, proponendo un prodotto mediocre.
Da allora si sono ripetuti gli esperimenti nel cinema e nella fiction televisiva, soprattutto per film di tensione, azione, horror etc con risultati alterni.
Ieri sera ho visto la prima puntata di The River nuovo prodotto lanciato sul canale sky italiano
the river
Dietro c'è l'inossidabile Spielberg,  sicuramente sarà un prodotto curato.
Come ricorda lo stesso trailer è il nuovo Lost.
Lost ha avuto un grande successo, personalmente l'ho abbandonato dopo la prima serie.
Ho cominciato a pensare a quei poveri sceneggiatori impiccati dall'ansia di creare aspettativa nello spettatore inventando colpi di scena su colpi di scena ... che noia dopo un pò.
The River promette la stessa tensione, magia intorno, magia nera, Rio delle Amazzoni e natura selvaggia.
La prima puntata doveva bucare lo schermo e trafiggermi il cuore.
Mi ha solo provocato uno sbadiglio.
Magari sarà un capolavoro e io lo perderò ... pazienza

sabato 3 marzo 2012

tav mi sorge un dubbio ... a chi serve?


Premetto. L'Italia è il paese del diritto privato, si può fare tutto basta non sia nel cortile di casa mia.
Non provo simpatia per i violenti,  un movimento di opinione è perdente se permette a frange di violenti di utilizzare una legittima protesta trasformandola in un'occasione di scontro e guerriglia.
Ciò premesso.
Questa mattina vedo Monti in televisione che decanta i vantaggi della Tav.
Lavoro per tutti e accorciamento dei tempi di percorrenza di alcune tratte fondamentali.
Utilizzo della tav per il trasporto merci.
Perdonate l'ignoranza:
La tav può essere utilizzata per alleggerire il trasporto su gomma?
I camionisti cosa direbbero se fosse vero?
Ma è vero?
Altro dubbio accorciare tratte ferroviarie, bellissimo ma a che prezzo?
Chi potrà permettersi quei biglietti ferroviari? Non credo saranno i pendolari che mi dicono vedranno ridotti i treni a normale percorrenza.
Morale.
Questa tav si ridurrà a trasportare uomini d'affari danarosi che più velocemente  e con grande comodità potranno continuare a coltivare i propri interessi che non sono mai i nostri? O mi sbaglio e alla fine ci saranno vantaggi per tutto il paese?
Mi piacerebbe che qualcuno informato sui fatti mi rispondesse sinteticamente e chiaramente.
Rimango in attesa.
Mi casa es tu casa