domenica 30 ottobre 2011

Baricco e la magia dello scrittore

Ho un ricordo sfumato di Baricco: presentava una trasmissione dedicata ai libri e non era ancora Baricco, quello famoso, possibile? A me piaceva quel Baricco lì, ma forse l'ho solo sognato.
L'ho visto a Che tempo etc. e alla fine ha parlato dello scrivere e di un libro sull'arte del tiro con l'arco.
Mi è piaciuto tutto, forse perché io a differenza di lui ho fatto arti marziali e ho letto altre cose di cinesi e giapponesi.
Ma la cosa che mi è piaciuta di più è il suo tentativo di descrivere il perché dello scrivere.
Perché scriviamo? Per chi?
Ha recitato la sua motivazione e per quanto leggera mi è piaciuta.
Io scrivo perché voglio disperatamente raccontare una cosa, una importante che non può attendere.
E' una spinta forte, tanto che faccio fatica a trattenere l'impulso di urlarla.
Di solito parlo e racconto agli altri, quelli che hanno la sfortuna di lavorare con me, le cose che poi magari devo scrivere.
Forse è per questo che faccio ancora sindacato,  che non mi arrendo di fronte ai paradossi della nostra comunicazione.
Poi soprattutto scrivo ... per la magia.
La magia di inventare storie, personaggi, creature tanto verosimili da sembrare vere nella mia testa.
Baricco ha reso l'idea, lo ha fatto per un pubblico massificato e assemblato, ma in quel momento io che non sono nessuno ho ricevuto il messaggio, io e lui e tutti gli scrittori del mondo insieme nell'idea.
Scrivere è magia e quella rimane, non esiste null'altro.
I soldi, le vendite, la fama, certo, ma la magia quella è assolutamente gratis e la vivo ogni giorno.
Tu no?

sabato 29 ottobre 2011

pulismani sul sentiero di guerra


Non è carino?

Pensate che per un attimo ha spaventato un venditore abusivo che da dietro ha pensato non fosse un manichino ma un agente in carne e ossa e lo ha messo in fuga.

Questo signore di plastica era pochi giorni fa in centro a Bologna a protestare insieme agli amici del SULPM (Sindacato unitario lavoratori della Polizia Municipale e Locale) per il mancato riconoscimento di alcuni diritti: produttività e  straordinari.
Il Sindaco ha già dichiarato che il problema sarà  presto risolto, ma al di là della protesta la sorpresa interessante è stata la reazione dei cittadini che curiosi si fermavano presso il gazebo per informarsi.
Non è vero che la gente è spenta, che la curiosità è morta e che tutti detestano la nostra divisa.
Ci sono tante persone ancora curiose, ancora disponibili a cercare di capire.
Una lezione per i disillusi e una speranza per gli altri.
Non tutti i sindacati sono uguali, non tutti i sindacalisti sono uguali, quelli del Sulpm lavorano per strada in divisa e spesso fuori servizio fanno sindacato.



Articolo del corriere


sabato 22 ottobre 2011

Indiana Jones compie trent'anni

il 22 ottobre di trent'anni fa usciva nelle sale cinematografiche il primo capitolo di Indiana Jones, ero giovane , non avevo ancora fatto il servizio militare e andavo spesso al cinema. Per me e per molti della mia generazione Indiana Jones fu l'inizio di un amore viscerale per Spielberg e per Harrison Ford uno degli attori che meglio ha incarnato il connubio avventura, fascino e capacità di interpretare ruoli sempre dinamici in contesti dal punto di vista cinematografico, nuovi ed entusiasmanti. Penso  alla prima Saga di Guerre stellari, penso  al mitico Blade Runner.
Spielberg continua a sperimentare,  continua a sfornare prodotti che io continuo a seguire, ma il fascino del primo Indiana Jones, che  ricordava, a un salgariano come me, avventure impossibili in luoghi immaginari e immaginati, quel tipo di magia non può essere ricreata, è la magia del cinema, dei vent'anni e della condivisione dell'avventura con gli amici del tempo.
Buon compleanno Indiana Jones, tu sicuramente non invecchierai mai.

venerdì 21 ottobre 2011

L'ultima notte

Ho letto L'ultima notte di Giacomo Battara scrittore ferrarese che ho avuto modo di conoscere per motivi letterari e mi sono trovato di fronte a un prodotto nuovo, inconsueto per le mie abitudini di lettore.

La vicenda, si svolge in una New York surreale, ipotetica, rarefatta ed è sostanzialemente la storia raccontata in prima persona dal protagonista, con pochissime concessioni al dialogo diretto che assume soprattutto le dimensioni del racconto, formalmente ineccepibile.
Non entro nel merito della trama perché in un certo senso e inaspettatamente diventa un giallo a incastro dove il racconto al quale il lettore si abitua cambia aspetto  svelando progressivamente i personaggi.

E' sicuramente un esperimento interessante, un viaggio nella vita di un uomo qualunque che riesce, nonostante un quotidiano appiattito dal suo lavoro (ascensorista in un grattacielo), a dare un senso di completezza al suo divenire.
A tratti sembra un romanzo sull'inutilità del vivere, sulla fatica del trovare un senso, sulla difficoltà estrema della comunicazione, sulla solitudine, ma la sua evoluzione rimette in parte a posto le proporzioni creando una trama invischiante che costringe il lettore a non staccarsi dal libro per svelare la conclusione della vicenda.
L'ultima notte è edito dalla Casa Editrice Minerva

giovedì 20 ottobre 2011

i piccioni ... questi sconosciuti

Ricordo che ero bambino, lo sono stato anch'io. Mio padre mi portava in Piazza Maggiore e c'era un uomo che vendeva becchime per piccioni, c'erano meno auto, meno piccioni, meno inquinamento, meno informazione.
Oggi sappiamo che le sigarette fanno venire il cancro, le auto inquinano e i piccioni rovinano le nostre città con il loro guano, portano malattie pericolosissime  e trasmettono zecche e pidocchi anche agli uomini, anche ai bambini.
Oggi lo sappiamo, è anacronistico dare da mangiare ai piccioni e diseducativo per i nostri figli. Non ci credete?
Leggete qui:


Chissà che qualcuno non ci pensi domani prima di dare da mangiare a questi pennuti.

mercoledì 19 ottobre 2011

distretto di polizia 11 ... la fiacca delle fiction italiane


Distretto di Polizia. E' iniziata la undicesima stagione e  ho cominciato a guardare il nuovo gruppo di attori cimentarsi con una delle serie poliziesche televisive più amate dal grande pubblico.
Ripenso con una certa nostalgia ai gruppi precedenti, al rimpianto Ricky Menphis, al grande Tirabassi, alla bellissima Pandolfi e di quel glorioso gruppo ormai, dopo la prematura dipartita del vice questore Luca Benvenuto (Simone Corrente), è rimasto solo il simpatico Marzocca.
Evidentemente il pubblico italiano è di bocca buona, si accontenta del pressapochismo, della sfilacciatura delle sceneggiature, dell'inconsistenza della trama, perché Distretto di Polizia 11 è un pò tutte queste cose, insieme ad alcune imprecisioni che la caratterizzano da sempre, come l'abitudine di questi poliziotti di estrarre la pistola con grande disinvoltura, anche quando non avrebbe nessun senso impugnarla.
Imprecisioni a parte che rendono la fiction poco realistica, il vero problema di questa serie è la scarsa vitalità e la perdita di ritmo che caratterizzava le serie precedenti.
Non c'è niente da fare, in questo paese difficilmente le cose migliorano, e mentre dall'estero arrivano telefilm sempre migliori (Luther, Loro uccidono, Prime Suspect, Genesis etc etc) noi arranchiamo e utilizziamo sempre gli stessi attori, prendendoli in prestito, per delle comparsate, alla Squadra: Federico Tocci (l'ispettore Battiston) che fa una piccolissima parte nella seconda puntata e il mitico Commissario Guerra (Massimo Bonetti) che in Distretto fa la parte del cattivo recluso.

Come mai negli ultimi anni gli attori che girano sono sempre gli stessi?
Forse perché sono quelli che piacciono di più al grande pubblico?
Non so, sinceramente qualcosa mi sfugge, accendo la televisione e mi guardo la prima puntata di Walking Dead 2,  e trovo quegli zombe  molto più realistici.

lunedì 17 ottobre 2011

falling skies fine prima serie


Sono riuscito a vedere tutte le puntate della prima serie di Falling Skies mega produzione americana, dove un pugno di patrioti americani difende la Terra dall'invasione aliena.
L'ultima puntata fa da preludio al seguito che probabilmente in America sarà già stato programmato.
Ho notato una certa fretta nel concludere le prima serie, con una infilata di idee risolutive un pò approssimative.
Gli alieni vengono spiazzati da una vecchia radio a transistor è sufficiente trovare la sintonia giusta e i cattivi entrano nel pallone.
Con un solo missile ben piazzato i partigiani mandano in crisi il mostro nemico.
A volte penso ci sia una stanchezza anche negli sceneggiatori americani e non bastano sempre gli effetti speciali a riempire i vuoti.
Comunque sempre più gradevole di qualsiasi fiction italica, e questo dà la misura della nostra arretratezza.
Vedremo se il seguito sarà migliore, intanto mi guardo Terra Nova.


sabato 15 ottobre 2011

Lezioni americane


Google mi ricorda l'88 esimo compleanno di Italo Calvino.
Mi ha accompagnato per molti anni della mia giovinezza, prima con Marcovaldo e le stagioni in città, la sua capacità di fare avvicinare un ragazzino alla realtà metropolitana, malinconicamente divertente con quella leggerezza che lo ha sempre contraddistinto,  l'eleganza dello stile, il linguaggio asciutto e moderno.
Nel tempo quando vendevo libri per la rateale Einaudi a Bologna vendevo i suoi romanzi nelle belle edizioni della famosa casa editrice e li leggevo, imparando ad amare il suo approccio al surreale che comunque  ti riportava sempe all'analisi della realtà.
Da quando ho cominciato a scrivere ho riscoperto una raccolta dei suoi saggi nel datato "Una pietra sopra" che consiglio a chiunque ami scrivere e che mi ha dato diverse chiavi di lettura rispetto a questa  insana passione.
Chissà cosa troverebbe di interessante Calvino in questo nostro tempo sfilacciato, probabilmente nulla.
Buon compleanno dovunque tu sia

martedì 11 ottobre 2011

Terra nova

Ho appena cominciato a guardare Terra Nova la nuova mega produzione di Spielberg e soci e intanto benedico la sua prolificità, la sua testa perennemente in ebollizione e i suoi soldi, poi non entro per ora nel merito della trama, probabilmente già sfruttata di un mondo alla fine del mondo e del buco spazio temporale che permette a frotte di fortunati di ricominciare in un mondo preistorico.
A me bastano le immagini, la bambina che allunga un ramo di foglie verso l'enorme dinosauro che lo prende dalle sue mani e scatta di nuovo la magia dell' alta definizione, della ricostruzione fantastica, della preistoria che si confronta con l'umanità sopravissuta e io ancora mi diverto quasi disturbato dalla trama di complotti e di ribelli che si danno da fare (i sixers) per questioni umane di potere che dovrò per forza imparare, ma il fascino della serie è fatto davvero di immagini, effetti speciali e tutto un intero mondo preistorico con cui giocare e il desiderio pazzo di ricominciare in una terra finalmente pulita.
Un desiderio di resettare tutto lo schifo che noi soli esseri umani siamo riusciti ad accumulare da quando esistiamo.
Per ora mi diverto con il nuovo giochino visionario, vi saprò dire alla fine come si sviluppa il tutto

domenica 9 ottobre 2011

Sunset limited ... il non senso della vita

Questo film ha tre ingredienti eccezionali per me:
l'autore del testo dal quale è tratto C. McCarthy, il regista e attore Tommy Lee Jones, il cooprotagonista
Samuel  L. Jackson.
i due attori sono fra i miei preferiti in assoluto nel desolato panorama cinematografico.
Lo scrittore forse è l'autore americano che io prediligo fra i contemporanei viventi.
L'argomento del libro/film è affascinante: un ateo e un cattolico che si confrontano sul senso della vita, la fede, il suicidio.
Nonostante tutti questi ingredienti incredibili il film non si stacca da terra, troppo legato a filo doppio al testo, troppo difficile da trasformare in immagine e suono, troppo pesante da rendere digeribile.
I due mostri sacri ce la mettono tutta ma non riescono a sollevare il macigno dal suolo, se non in rari momenti drammatici verso la fine.
Comunque consiglio la visione a tutti voi del film che è in giro su Cult, il tema è per me di interesse quotidiano.
Cosa ci stiamo a fare su questa terra, chi ce lo fa fare di sopportare tutti i giorni la follia del vivere, esiste Dio e temi del genere.
Sull'argomento i tre mostri non si sbilanciano, secondo me, e la partita finisce quasi in parità con uno sbilanciamento verso il nulla cosmico.
Io personalmente corro sul filo tutti i giorni e rimando la risposta alla vita.
Come cantava Jannacci :
Mario lascia fare alla vita la sua vecchia fatica, siamo feriti quanto basta 



sabato 8 ottobre 2011

un esercito di 5 milioni di televisionari


Premetto, nessuno dei miei post è pagato da aziende o altro ... magari.
Detto ciò, ho appreso ieri con un messaggio video che Sky ha raggiunto quota 5 milioni di abbonati e io sono uno di questi.
Nessun senso di appartenenza, nessuna sponsorizzazione banale, solo la constatazione che ormai Sky è la mia televisione di riferimento se si esclude il notiziario serale di rai 3 e Che tempo che fa di Fazio.
Perché guardo solo Sky?
Ha il miglior notiziario nazionale e internazionale, è veloce, dinamico ed essenziale.
Ha il canale di cinema che offre il giusto ma questo dipende molto dal fatto che il cinema è morto.
Ha un ottimo canale di intrattenimento e per me le fiction americane e inglesi sono le migliori.
Dall'altra parte (Fininvest e Rai) deserto, totale e irreversibile, quindi fino a quando avrò 29 euro al mese da investire in Sky, continuerò a parlare bene di questa realtà e al Diavolo ogni considerazione etica, la televisione fa parte della mia parte visionaria, insieme ai giochi della xbox e ai romanzi, guai rinnegarla.

venerdì 7 ottobre 2011

la mela del futuro



L'unico prodotto della famosa Mela in mio possesso è un piccolo mp3 che utilizzo quando vado a correre, l'ho comprato usato da un amico che non sopportava di dovere utilizzare iTunes per potere caricare i brani sul lettore.
Io mi sono adattato, invece, e trovo il lettore geniale nella sua semplicità.
Detto ciò, non conoscevo Steve Jobbs. Sapevo solo che era il genio della Apple e l'ho intravisto qualche volta alle presentazioni degli ultimi prodotti della grande azienda americana, si intuiva la malattia pur non sapendo cosa avesse.
Mi dispiace che se ne sia andato, anche se non conosco bene tutta la sua storia.
Per me il computer è magia, ho cominciato a conoscerlo negli anni 90, e il mio primo computer era un 386 con microprocessaore matematico, la mia compagna di allora era un'analista e utilizzava il computer quotidianamente, forse anche per questo la trovavo affascinante, per me invece era come una scatola magica, un mondo tutto da scoprire, non c'era ancora Windows c'era il Dos nero e complicato e non conoscevo il Mac.
Da allora il computer è entrato nella mia vita e adesso lo uso sempre, per scrivere, comunicare, giocare.
Ha cambiato la mia vita, certamente, non so se in meglio o peggio, ma ormai non è più importante.

Credo che Steve Jobbs sia uno degli stregoni che ha reso tutto ciò possibile, quindi anche se è scomparso rimarrà nel mio immaginario l'artefice del grande cambiamento del mondo della comunicazione, quindi in un certo senso ha conquistato l'eternità, grazie di cuore.



mercoledì 5 ottobre 2011

per i coetanei cinquantenni



La foto è di un'icona dei nostri tempi, oggettivamente bello secondo me.
è nato nel 61 quindi ha 50 anni, non lo vogliamo buttare via vero?
Credo che le signore non sarebbero d'accordo.
Io,  fra poco, di anni ne compirò 52, non sono altrettanto bello ma non mi butto via uguale.
Mi piace correre, mangiare bene, bere bene, amare  e vivere.
Per tutti i cinquantenni motivati un messaggio promozionale, fate come me, vincete pudori, paure e pigrizia, andate dal vostro medico di base e fatevi prescrivere le analisi del sangue, in codice psa, che prevede un prelievo di sangue per individuare i livelli di antigene prostatico specifico, una glicoproteina prodotta dalla prostata.
Dopo, con l'esito, anche se positivo, in senso buono, andate da un urologo, che a Bologna vi può visitare con un pagamento di tiket accettabile (23 euro) e fatevi visitare.
Io sono stato fortunato ho incontrato un urologo giovane, sufficientemente colto e con un buon senso dell' umorismo.
Lui, chiunque sia, se è un buon professionista, vi spiegherà qualcosa relativamente al passare del tempo e ai problemi collaterali.
Si chiama prevenzione, le donne la praticano da anni.
Impariamo da loro.


martedì 4 ottobre 2011

L'assoluzione


In un mio racconto La ragazza del fiume, scritto in tempi non sospetti, la protagonista femminile è una giovane e avvenente insegnante americana che vive a Cento (Fe), non so se già allora fossi influenzato da questa vicenda processuale che ormai va avanti da diversi anni, o se è casuale, non ricordo più.

In questi giorni è inevitabile imbattersi nelle notizie relative alla liberazione dei due giovani che hanno trascorso 4 anni nelle patrie galere accusati dell'efferato omicidio della povera Meredith.
Come consuetudine non entrerò nel merito della nutrita schiera di colpevolisti o innocentisti.
Scrivo romanzi, genere nero, e anche nei miei scritti cerco sempre di non prendere una posizione perché chi davvero innocente parli e l'innocenza non è di questa terra.

Quindi solo poche considerazioni come al solito inattuali:

Dall'omicidio di Cogne ad oggi se mi metto ad analizzare la capacità investigativa italiana non posso che chiedermi cosa stia accadendo, a volte mi viene da pensare che i moderni metodi investigativi stile CSI abbiano contribuito a rendere le indagini ancora più complicate, a volte irrisolvibili.

Altra considerazione ... oggi dicevano in televisone che anche il Dipartimento di Stato americano apprezza l'operato della giustizia italiana.
Che dire,  noi piccoli italiani non possiamo che arrossire davanti a tanto apprezzamento degli States.
Il Dipartimento di Stato che ha tempo da perdere in un caso di cronaca nera ... mah!

Concludo, c'è già un film che si aggira non so dove con la storia di Amanda, si parla già di interviste alla seducente americana, ci sono migliaia di persone che non pensano ad altro, e una macchina trita tutto che si sta muovendo intorno ad un nuovo affare mediatico.

Manca solo il pudore, quello è definitivamente tramontato.

lunedì 3 ottobre 2011

Fossati ci saluta con la sua decadancing

Durante la trasmissione Che tempo che fa, Ivano Fossati annuncia il suo addio al mondo discografico.
Lo dichiara serenamente e per la prima volta mi sento affine a Fazio nello sconforto.
Ascolto Fossati da sempre, con discontinuità, ma negli ultimi anni con attenzione.
Mi accompagna nel mio piccolo mp3 quando vado a correre, quando scrivo.
I suoi ultimi album fanno parte della mia colonna sonora.
Scopro che dopo questo ultimo album, che esce oggi, Decadancing, vuole salutare e girare il mondo o fare ciò che preferisce, beato lui.
Mi dispiace, perdo con Fossati davvero un compagno di viaggio, un interprete tanto vicino ai miei gusti musicali, che unisce per me così bene le parole dei miei pensieri alla musica di questo strano tempo.
Del resto tutto ha una fine e davanti a tanti proclami di cantanti più o meno discutibili che annunciano e poi non spariscono mai, la sua decisione probabilmente sarà rispettata.
Un artista serio, un intellettuale vero in un Italia così poco attendibile.
Fai buon viaggio Ivano, goditi il tuo tempo e grazie da uno che continuerà ad ascoltarti.

martedì 27 settembre 2011

è morto Sergio Bonelli

Il nome di Bonelli ho imparato a conoscerlo solo per un motivo, io leggevo Tex e nel mio piccolo bugigattolo dove talvolta scrivo mi fanno compagnia un centinaio di Tex a colori che ho acquistato insieme a Repubblica.


Bonelli era il figlio di Gian Luigi Bonelli che aveva inventato Tex.

Non lo conoscevo ma conosco alcune delle sue creature e immagino quanto deve essere stato difficile, faticoso e costoso affermare nel nostro paese la cultura del fumetto, conquistando così tanto consenso.

Grazie a lui e a suo padre ho potuto sognare e viaggiare insieme a Tex, suo figlio Kit e Carson e tutto quel West zeppo di bistecche e patatine, avventure salgariane, e sfide all'ultimo sangue, in un mondo tanto immaginario quanto concreto perché era il mondo nel quale mi rifugiavo durante un'infanzia complicata e povera.

Non esistono parole giuste quando un maestro se ne va, spero solo che la sua vita sia stata tanto piena quanto ciò che è riuscito a regalare ai tanti amanti dei fumetti come me.

Non ti ho mai conosciuto, ma chissà magari ci incontreremo in una delle avventure di Tex e nessuno dei due avrà più fretta di andare da nessuna parte.

lunedì 26 settembre 2011

masterchef Italia

Non c'è niente da fare,  una delle cose che funziona di più in questo momento, dopo il sesso chiaramente, è la cucina insieme a tutto ciò che comporta.
Il buon cibo mette d'accordo tutti, tutti devono nutrirsi e molti, soprattutto noi italiani, amiamo particolarmente mangiare bene.
In televisione  molti programmi parlano di cucina,  sono quasi sempre di buona qualità, divertenti, utili e rilassanti.
Qualche titolo? Cortesie per gli ospiti, Cuochi e fiamme, e la lista sarebbe lunga.

Pochi giorni fa ho visto le prime due puntate di Masterchef Italia un programma che all'estero ha già un grande seguito.
In Italia è condotta da tre guru della cucina internazionale, uomini brillanti che hanno realizzato la propria esistenza nel mondo della ristorazione.

Per la prima volta mi sono trovato a invidiare uomini lontanissimi da ciò che io sono.

Sono  creativi, sono imprenditori, e sono vincenti, come non invidiarli.

Dall'altra parte un esercito di italiani e non solo tutti alle prese con i fornelli per realizzare un sogno analogo, 100000 euri e un libro di ricette da pubblicare e forse una realizzazione esistenziale.
Al di là delle invenzioni e dello spettacolo, il programma mi piace, emerge un' Italia che ci crede ancora nel sogno, belle facce (e non solo) di italiani/e che sperano in un riscatto, s'inventano ricette, s'improvvisano cuochi, creano e copiano ricette e cercano di vendere al meglio la propria immagine.

Devo ammetterlo in questa desolata Italia intrisa di pessimismo e miseria questa piccola folla di italiani che cerca di sfangarla con una ricetta interessante mi fa quasi tenerezza, e vero o falso che sia il programma per me funziona, e finalmente mi rilassa.
Almeno imparo qualcosa di davvero utilizzabile.







sabato 24 settembre 2011

divorzio all'italiana


Ricordate il laureato?
La corsa disperata di Dustin Hoffman per  salvare dal matrimonio la bella Katharine Ross?
La storia che raccontano sia accaduta a Monopoli è diversa, forse vera, sicuramente moderna.
Si narra che un giovane sull'altare davanti al prete che gli chiedeva se volesse sposare la sua fidanzata abbia detto no!
Il sacerdote gli avrebbe chiesto il perché e lui in risposta avrebbe detto "chiedete alla sposa e al testimone".

Dopo il mancato matrimonio si narra che il giovane abbia festeggiato lo scampato pericolo insieme alla sua famiglia e agli amici.

Sarà  vera la storia?
Non importa, importa il messaggio.
In un Italia densa di omicidi passionali, stragi familiari, drammi che  finiscono con omicidi/suicidi, dove spesso le vittime sono minori, fa sorridere un giovane pugliese che reagisce alla malasorte delle corna italiche svergognando la futura sposa davanti a tutti.

Com'è la pubblicità della famosa carta di credito?
Dire a tutti in chiesa che la propria fidanzata è una zoccola è una soddisfazione incomparabile per tutto il resto c'é master card.
Impariamo dalla parabola, a volte i nostri ridicoli drammi esistenzial/sentimentali possiamo risolverli senza spargimento di sangue e magari con una bella festa già pagata.






mercoledì 21 settembre 2011

in fondo alla palude


In Sicilia ho terminato velocemente In fondo alla palude del bravo Lansdale.
Questo autore americano poco più vecchio di me continua a stupirmi.
Il romanzo è piacevole, anche se non è uno di quelli che mi ha colpito di più, continuo a preferire la serie di Hap e Leonard fra tutti i suoi lavori.
In questo caso affronta alcuni temi caldi, razzismo in primis, e lo fa senza troppa retorica, ma con la ruvidezza che gli è congeniale.
In questo romanzo alcuni passaggi sulle abitudini alimentari e sullo stile di vita degli americani anni 30 mi ricordano molto lo stile superiore e ineguagliabile del più grande McCarthy, magari è solo una personalissima impressione, ma va bene lo stesso, perché mi piacciono talmente tanto le descrizioni di certi momenti di vita quotidiana che quasi mi sembra di essere lì mentre il agazzo protagonista estrae una tazza di panna dal pozzo.
E' un libro paludoso, sentimentale, nostalgico, rabbioso, caldo e povero di quella povertà dignitosa della generazione di americani che vivevano con poco in una remota America di confine.
Ho trovato appena artificiosi alcuni passaggi nei quali il vecchio/ ragazzo protagonista deve per forza essere testimone di fatti e momenti cruciali nel giallo.
Consigliato a chi ama l'autore


martedì 20 settembre 2011

l'uomo insonne


Ho visto poche sere fa L'uomo senza sonno del  regista inglese Brad Anderson.
La cosa che più mi ha colpito di questo film visionario ma non particolarmente riuscito, è la trasformazione di Christian Bale che avevo avuto modo di apprezzare in American Psyco e in Batman.
Non so se il suo obiettivo era l' Oscar, ma  il film  non regge nonostante l'idea originale.
Però il suo corpo, la sua oggettiva trasformazione, il fatto che per interpretare il ruolo dell'operaio allucinato e insonne sia dimagrito 26 chili in due mesi mangiando solo una scatoletta di tonno al giorno, colloca questo attore in una sfera superiore.
Gli stessi produttori gli impedirono di dimagrire ulteriormente temendo per la sua salute.
Solo De Niro mi torna in mente con la sua incredibile interpretazione in Toro Scatenato.
La mia rilfessione è semplice, quanto siamo disposti a modificare noi stessi per riuscire nel lavoro, per realizzarci?
Non so se sarei capace di trasformarmi fino a tal punto solo per dimostrare le mie qualità.
Guardatevi il film e la riflessione sorgerà spontanea.
 


domenica 18 settembre 2011

Sicilia ... una possibile patria

Sono tornato a casa, dopo una vacanza in Sicilia.
Mi rendo conto, come in una sorta di lucida allucinazione, che vorrei vivere in Sicilia.
Mollare tutto e trasferirmi in una delle nostre isole più belle e dense di tutto ciò che più mi piace.
I colori, i sapori, la gente,  quel caldo che non si appiccica alla pelle e che permette comunque di pensare.
Per l'amico Pier, si prepari ad una serie di articoli che potrà pubblicare su Mignon Network.
Ho scoperto una valida alternativa al lavoro, allo scrivere e alla nevrosi, la vacanza e spero sinceramente di poterne organizzare un'altra solo più lunga per il prossimo anno.
Adesso ho un obiettivo condiviso e forse realizzabile e attenzione ho speso meno in Sicilia che a casa mia per mangiare è già un buon motivo per  migrare in quel paradiso di contraddizioni e ... al diavolo la crisi  e chi ce la fa scontare ogni giorno.

lunedì 5 settembre 2011

vado in vacanza ...

Vi saluto, me ne vado.
Mi piacerebbe dirvi per sempre, scomparire in un' isola lontana, lontana da tutto ciò che non mi piace e l'elenco sarebbe troppo lungo, in testa ci metterei sempre la mia facciona.
Ma è la stanchezzache mi fa scrivere così,  di un' estate trascorsa a lavorare per strada aspettando i tagli, i tagli allo stipendio, al futuro, alla speranza.
Quindi io parto, una settimana sola, come si addice a un dipendente pubblico piccolo piccolo, ma per me è come salire sopra uno shuttle e sparire verso il buio profondo dell'universo.
Torno fra una settimana e spero di trovare un buon motivo per smettere di apparire.
ciao


mercoledì 31 agosto 2011

tiket sanità, istruzioni per l'uso

Eccomi nel girone dantesco di un qualsiasi CUP emiliano, centro unitario prenotazioni.
Intanto per chi  avesse necessità di capire cosa cambierà nel suo rapporto con la sanità, spiego subito.
Recatevi presso un centro unitario prenotazioni (CUP) prendete una copia della nuova autocertificazione per componente familiare ( 4 persone, 4 copie) compilate e riconsegnate. Il modello è facile e le fasce di reddito facilmente riconoscibili, sono 3 e la maggiore parte di noi ricade nella seconda, quella dei cittadini che stanno pagando il prezzo più doloroso di questa crisi senza via d'uscita apparente.
Dopo avere consegnato il modello sarete di nuovo schedati e inseriti in un data base che comporterà per voi un esborso di circa 5 euri in più a prestazione, più o meno tutto qui.
Ma l'atmosfera di questi luoghi, quella vale molto di più di 5 euri.
Confusione, ansia, paura, ridondanza.
Anziani spaesati e impacciati, adulti seccati e sudati in fila, per ripagare una gabella già pagata.
E' tempo buttato, il nostro tempo, quello della nostra vita, nella quale devi prendere un permesso, un giorno di ferie, rubandolo ancora una volta al lavoro, che dovrebbe essere il motore della ripresa.

E se avessimo sbagliato tutto?
E se fosse vero che ormai il debito è andato oltre e faremo la fine della Grecia?
Ma la Grecia che fine ha fatto? Mi sembra che sia ancora lì.
A chi giova tutta questa confusione?
Forse si sono accorti che non è più necessario ammazzarci nelle piazze, è sufficiente instillare in ognuno di noi il dubbio di essere la causa prima della nostra rovina economica.
Fate un giro in un CUP emiliano una di queste mattine, poi ne riparliamo.

lunedì 29 agosto 2011

La frenesia dello scrivere

Poi accade.
Non sarò mai un grande scrittore, lo so.
Perché tutto è già stato scritto, tutto il migliore cinema è già stato prodotto e siamo nella più grande crisi economica del mondo, eccetera eccetera.

Poi accade lo stesso.
Oggi è meno caldo.

Finalmente il caldo agostano molla la presa, è sempre presente,  lo senti appiccicato alla maglietta sotto la divisa, ma la notte si dorme.

E' una determinazione, nasce da un'idea, un'idea che mescolo e rimescolo da mesi.
Ho rimandato all'autunno, perché è la mia stagione e dopo una breve   vacanza ricomincerò a scrivere.

Un'altra volta ancora, inciampando sulle consonanti, maledicendo la mia congenita incapacità di scrivere veloce, aggrovigliandomi nei concetti, tornando indietro a controllare le vocali dimenticate, correggendo gli errori più evidenti sempre inseguendo una storia.

Perché lo faccio?
Perché è come correre nel vento con una moto veloce lasciando entrare l'aria calda nella feritoia del casco.
Sullo sfondo il sole al tramonto e la riviera che aspetta quieta.

E' come quando vedi una bella donna che scivola accanto e senti un fremito che tieni per te.

Scrivere è inventarsi ogni volta un mondo fuori di te con dentro tutti gli ingredienti giusti, è il mio film.

Ho, come al solito, un' idea meravigliosa in testa ed è inutile raccontarvela, perché è meravigliosa solo per me.
Dentro c'è il noir, l'avventura, la tragedia e l'attualità e soprattutto la folle idea che sarà il mio migliore romanzo mai scritto.
Sono un arrogante presuntuoso?
Forse, però mentre scrivo sono altrove e non ci sono mutui da pagare, scioperi da organizzare e bilanci  da fare quadrare.
Non è già un buon motivo per lasciarsi prendere dalla frenesia?

sabato 27 agosto 2011

Lo stadio vuoto

E se da domani gli stadi rimanessero vuoti? Calcio ... fine. Calciatori pagati come grandi imprenditori di sé stessi ... finiti, calcio scommesse, totocalcio, e tutto il circo mediatico che segue, disciolto come neve al sole.
Ci ritroveremmo con tutti questi enormi spazi verdi, curati come giardini americani, e con tutti quei palloni di cuoio abbandonati ... che fare?
Quanto della nostra economia ne risentirebbe?
Quante vite cambierebbero?
Magari i milioni di tifosi dovrebbero cominciare a riflettere sulla propria vita. Prima un bel programma di disintossicazione, perché non è solo la partita allo stadio, sono le chiacchiere al bar, o nello spogliatoio di un qualsiasi luogo di lavoro o di una  palestra, o un qualsiasi corridoio di una scuola, davanti alla macchinetta del caffé,  chiedersi con voci accalorate perché la partita è andata bene, o male, perché quella scelta dell'arbitro o dell'allenatore.
E sempre quell' intercalare : quest'anno lo vinciamo noi il campionato, o la Champions, o la Coppa Italia ... noi ... e noi è spesso un  napoletano che tifa Milan ... sì quel Milan lì quello di Berlusca, ma chi se ne frega, io tifo Milan da sempre, anche se sono di Napoli e vivo sommerso nella spazzatura, il mio cuore è rossonero.
La domenica è  solo calcio ma alla fine anche il lunedì e tutto il maledetto anno calcistico.

Stessa cosa per il siciliano che vive a Venaria, perché è nato lì, e quindi tifa Juve, quella che un tempo era di Agnelli.

Al calciocuore non si comanda.

E se domani non ci fosse più il calcio dei grandi stadi e quel napoletano, siciliano, bolognese, torinese, dovesse cominciare a fare i conti con la realtà?
Che palle la realtà ... almeno la domenica vogliamo rilassarci.
Qui a forza di rilassarci stiamo per retrocedere, o non ve ne siete accorti?
e se finiamo in serie C non sono mica sicuro che poi riusciamo a risalire.
Se domani il calcio facesse uno stop, chissà magari il cervello ricomincerebbe a funzionare.

giovedì 25 agosto 2011

Che bella giornata


Con la modica cifra di 2 euri e mezzo pagati a Sky come abbonato cinema, mi sono guardato Che bella giornata, ultima fatica interpretata da Checco Zalone nella realtà  Luca Medici.
Ho pensato che per questa cifra potevo permettermi  un' eventuale delusione ma in realtà speravo in un film superficiale e comico che seguisse le orme del primo Cado dalle nubi.
Come già avevo scritto in un precedente post, Luca Medici /Zalone rappresenta un nuovo modello comico, in  realtà segue la gloriosa scuola di più illustri comici italiani del passato da Sordi a Villaggio, il comico che attraverso il personaggio di tipico italiano infingardo e sempliciotto naviga a vista in un paese alla deriva.
Speravo di farmi qualche sana risata, in attesa della fine del grande caldo bolognese, ma mi sono divertito il giusto. Il film ha alcuni bravi attori come Solenghi, Papaleo e Marescotti (che già erano comparsi nel primo) ma non decolla da nessuna parte.
Vuole essere leggero e ci riesce, poi però ha la pretesa di farci riflettere su temi alti come il razzismo, l'accettazione dell'altro e addirittura il terrorismo internazionale.
Piacevole la partecipazione di una bella attrice tunisina  Nabiha Akkari, ma poco convincente la giovane terrorista islamica che rimane sedotta dall'umanità approssimativa del personaggio interpretato da Zalone.
Insomma, rimane il dubbio dell'altra volta:
E' questo il nuovo cinema comico italiano?
E' cinema di successo?
Complimenti a Medici ha trovato una strada per il successo e per la carriera, ma non credo che questa sia la nuova commedia italiana. Il film è tanto leggero da scomparire dalla memoria subito dopo averlo visto, però i suoi 2 euro e mezzo li valeva tutti. 


venerdì 19 agosto 2011

l'uomo che uccise Liberty Valance ...


Sky ripropone uno dei capolavori di John Ford.
C'è l'uomo di legge giusto, coraggioso, incorruttibile James Stuart, che diventato senatore degli Stati Uniti torna al paesello a seppellire il suo grande amico, coraggioso, individualista, onesto, puro, John Wayne che gli ha salvato la pelle e ha rinunciato al suo grande amore che ha deciso di diventare  moglie del senatore,  Vera Miles.
Poi c'è il cattivo, Liberty Valance un grande Lee Marvin con tanto di frustino d'argento e cuoio che usa alla bisogna.
Ci sono tutti gli ingredeinti della tragedia e del western: amore, desiderio di giustizia, coraggio e altruismo, mescolati insieme in un mix perfetto sottolineato da un bianco e nero pulito e depurato dalla patina del tempo.
A volte mi arrendo davanti alla purezza di certo cinema e alla grandezza di certi attori.
Non è più possibile creare l'identica magia, inventare storie altrettanto seducenti, riuscire ad avere nello stesso film fantastici ingredienti senza una briciola di effetti speciali.
Poi, come al solito, mi arrendo all'ottimismo e continuo a cercare il miracolo nel grande schermo del più bello spettacolo del mondo, ma da vecchio quale sono, sento sempre più forte il richiamo di  quella magia antica ... quanta nostalgia.

giovedì 18 agosto 2011

il dottor Carter fra IR e Falling Skies

Estate, ha un sapore particolare per un televisionomane come me.
Ho cominciato, scrupolosamente, a rivedere IR la serie ospedaliera che ho seguito fedelmente dalla prima all'ultima serie.
Stanno replicando su Diva, mi pare, la prima serie e la rivedo scoprendo di ricordami molte cose.
C'è Ciccio, che poi morirà con grande lutto di noi  fedelissimi, c'è un George Clooney decisamente giovane e poi c'è lui Carter, l'attore Noah Wyle, che rimarrà per me sempre quel personaggio perfetto con i pregi e i difetti di un medico come forse non ne esistono o forse sì, chi può dirlo.
Mentre mi guardo IR finisco anche di guardarmi le puntate di Falling Skies, produzione americana dove ci sono i soliti invasori alieni e ancora Noah Wyle, nella parte del professore di storia che combatte la sua guerra per difendere i figli dai cattivissimi marziani.
Il passato e il presente.
Mi piace questo attore, è così televisivo, e bravo e perfetto nei suoi ruoli di buono, riesce a umanizzare anche un telefilm improbabile come questo.
Consiglio Falling Skies per chi come me ama il fantascientifico, Spielberg, e gli alieni in genere.

domenica 14 agosto 2011

L'evasore in uno spot

Ma l'avete visto l'ultimo spot anti evasione? E' utile quanto l'odierna manovra economica e altrettanto convincente, fa quasi tenerezza.
Non sono un esperto di pubblicità mediatica altrimenti, forse, riuscirei a vendere i miei libri, però se avessi davvero voluto mandare un segnale non avrei utilizzato un viso, piuttosto una divisa.
Intanto l'avrei vestito con un bel completo scuro o grigio, di marca possibilmente, una bella cravatta, i denti da squalo bene in vista, un sorriso pulito e lucidato di persona che non conosce coscienza, che non sa cosa significa solidarietà sociale, che guadagna e nasconde.
Chi sono gli evasori italiani?
Avete bisogno che ve lo dica io?
Non certo la persona della foto credo e comunque non quel modello lì.
Sono liberi professionisti, perché noi lavoratori dipendenti non possiamo oggettivamente evadere.
Sono imprenditori, gente da partita iva o come si chiama.
Lo sapete che con un adeguato recupero dei denari evasi potremmo probabilmente risanare i conti dello Stato?
No, giammai, meglio minacciare noi poveri dipendenti pubblici: andremo in pensione, se ci andremo e la liquidazione ce la daranno due anni dopo.
La tredicesima? "adesso vediamo come vi comportate se siete stati bravi ve la diamo alrimenti niente pacco dono sotto l'albero di Natale" ma stiamo scherzando?
Mi sembra veramente di sognare.
La tracciabilità dei conti solo per spese superiori a 2500 euro, perché non la vogliono abbassare ulteriormente?
Per quanto tempo ancora gli evasori saranno la causa principale della nostra incombente rovina?
Mediate gente e votate bene alle prossime elezioni.

mercoledì 10 agosto 2011

Calciatori in agitazione






Il nuovo campionato dovrebbe cominciare il 27 agosto. Dovrebbe, appunto, perché non è sicuro. Damiano Tommasi, il neopresidente dell’Associazione Calciatori succeduto a Sergio Campana, ieri ha riproposto il dilemma con cui il suo predecessore aveva lasciato la sua carica: cosa fare se non si trova l’accordo sul contratto nazionale di categoria?
Intervistato su SkySport, l’ex centrocampista della Roma ha fatto sapere di aver girato quasi tutti i ritiri della Serie A ed aver trovato tutti d’accordo: bisogna convergere tutti su un testo unico o è meglio dar vita al tanto temuto sciopero dei calciatori. Il problema è sempre lo stesso, come ha confermato anche Beretta, presidente della Lega Calcio: il famoso articolo 7  
(Tratto da calcio pro)

Ho letto questo articolo 7 e mi stupisco davanti alle giuste  rivendicazioni dei compagni calciatori che chiedono più libertà alle società calcistiche e più rispetto della loro personale professionalità.
Cosa rimane da aggiungere? leggetevi le loro giuste richieste e fate come me siate solidali ... scioperate disertando gli stadi fatelo per tutta la stagione e sicuramente i calciatori ve ne saranno grati.



martedì 2 agosto 2011

Due agosto ... ogni anno


Un minuto del tuo tempo a ricordare quei visi cancellati da mandanti impuniti.
Fermati  alle 10 e 25 oggi e dona un pensiero.
Non dimenticare.

domenica 31 luglio 2011

le poste kafkiane












Entro in un ufficio postale, purtroppo a volte mi capita, non si può pagare tutto on line, o dal tabaccaio o in banca, a volte mi capita di dovere entrare per pagare un qualsiasi bollettino in Posta.
Ci sono due solerti impiegate che ce la mettono tutta, ma la volontà non è sempre sufficiente.
Davanti a loro ci sono due belle ragazze di origine nord africana, sono eleganti, sorridenti e devono fare qualcosa di misterioso e remoto, non pagare semplicemente una bolletta, ma spedire cose o denari lontano, immagino, occupano gli sportelli per circa venti minuti e intanto la fila paziente dietro di me si gonfia.

Un altro cliente, un giovane italiano ottimista subentra alla simpatica cittadina nord africana e vuole sapere se gli conviene aprire un conto in Posta, perché le poste sono anche banche ormai, peccato che funzionino come i treni all'inizio del 900.
La solerte impiegata, che non è una bancaria, cerca di illustrare a sportello le caratteristiche del conto che anche lei non conosce bene e trascorrono in questo modo altri dieci minuti buoni.
Finalmente tocca a me, dopo 30 minuti di fila calda e paziente, si inceppa anche la macchina mangia bollettini e il mio modesto bollettino ne esce alquanto stropicciato, per un attimo penso che potrei anche non pagarlo, magari nessuno se ne accorge.
Finalmente dopo 40 minuti esco nel sole di un sabato mattino di luglio, ma chi se ne frega oggi sono in ferie ...

venerdì 29 luglio 2011

Se il lusso è un diritto la miseria è un dovere?













Sta passando questa estate uno spot pubblicitario divertente e anche intelligentemente provocatorio, avete presente? Il bel Cassel, attore in Italia famoso soprattutto per essere il compagno della più famosa Bellucci, che ti guarda con la faccia da pugile francese e ti mormora che il lusso è un diritto.
Mi guardo intorno e scherzi a parte a Bologna il lusso sale in superficie come il grasso del brodo, lo annusi nei suv neri davanti alle scuole in seconda fila che guai a fargli la multa, lo intravedi nelle vetrine di Galleria Cavour, nelle belle signore sedute a bere un aperitivo nei bar del centro.
Il lusso è ostentato qui come altrove, vero o presunto che sia.
Poi ci siamo noi quelli normali che fanno fatica ad arrivare al mese successivo e un nuovo passaporola che anche i sindacati stanno facendo proprio, la miseria è un dovere.
Non ci sono i danari per gli straordinari, gli aumenti saranno congelati fino al 2014 e forse anche dopo, la pensione rimandata in data da definirsi.
Tu provi ad aprire la bocca e cerchi di indicare quelli che ostentano auto che costano come il tuo mutuo, ma la società fa spallucce:
Non c'è più denaro, ora ti tocca diventare ancora più povero.
Quindi il quesito che pongo a voi è questo e neanche tanto retorico:
La miseria è un dovere?

martedì 26 luglio 2011

libero arbitrio

Leggo dall'editoriale di Repubblica del 26 luglio 2011 il sempre lucido Michele Serra scrivere del labile confine che intercorre fra terrorismo criminale e malattia mentale, e chiaramente discrimina il comportamento del terrorista norvegese asserendo che non è sensato farlo rientrare nella categoria dei malati di mente perché in questo caso come definire tutti quelli prima di lui che hanno compiuto gesti altrettanto efferati?
E' una riflessione che in passato spesso mi è capitato di fare, quando riflettevo sul terrorismo, sulle Brigate Rosse, più ancora che sul terrorismo stragista rispetto al quale ho sempre pensato a una matrice legata a trame più o meno nere.
Non sono ancora arrivato a una conclusione.
Dove finisce l'ideologia e inizia la follia?
Allo stesso modo la strage norvegese mi ricorda altri eccidi simili anche se più piccoli numericamente come la strage scolastica del liceo Columbine in America.
In quel caso cosa abbiamo davanti, non potendo parlare di terrorismo,  dei pazzi o semplicemente dei criminali? Eppure anche dietro a quella strage di studenti c'era una pianificazione, una premeditazione.
Cosa scatena la bestia dentro di noi trasformando gli individui in spietati assassini?
Qualsiasi considerazione o qualsiasi condanna non risolverà questi dubbi, e rimanendo al di sopra del dibattito sulla giusta pena da determinare per l'ennesimo mostro, rimane in me il dubbio.
Perché?

mercoledì 20 luglio 2011

Grazie Sindaco Renzi


Sono per strada, sto andando al lavoro, e lo ammetto non ne ho voglia, voi si? Beati voi.
La settimana scorsa ho rischiato di farmi pestare per ricondurre alla ragione un cittadino senegalese fuori di testa, eravamo in sei vicini a lui per convincerlo con le buone a salire sull'ambulanza.
E' andata bene , nessuno si è fatto male e nessuno dei miei colleghi si è tirato indietro, nessuno ci ha pensato, ma tutti avevamo paura del senegalese fuori di testa.
Si chiama senso del dovere, spirito di servizio, o come volete definirla voi.
Quanti episodi potrei raccontarvi per cercare di spiegare a voi cosa significa essere lavoratori onesti che non rubano un salario, ma stanno sorreggendo questo miserabile paese e i suoi politici? Tanti.
Il mio problema è che se parlo io che sono solo un umile pulismano bolognese mi leggono in dieci, se un sindaco apparentemente di sinistra invece decide di fare una bella sparata contro i "fannulloni" della pubblica amministrazione subito scattano gli applausi.
Cosa cercava Renzi pubblico consenso? Non ne ho idea.
Io vado al lavoro, la rata del mutuo in aumento, le spese in aumento, ma lo stipendio congelato, gli straordinari congelati, le progressioni? Congelate.
Ci mancava solo il sindaco brunettiano per farmi girare le palle in questa bella giornata di luglio e allora che dire:
GRAZIE SINDACO RENZI!

martedì 19 luglio 2011

un successo inaspettato













Lunedì 18 luglio 2011, un ora e mezza da casa mia a Monghidoro, un viaggio.
Appena scesi dall'auto ci siamo resi conto di essere in alto, 840 metri freschi che mi sono pentito di non avere ai piedi un bel paio di Clark che peraltro non indosso più da almeno venticinque anni.
Siamo arrivati alle 20 e trenta e ho conosciuto la persona che mi avrebbe intervitato , niente di meno che Fazio ... non quello di Rai tre ... meglio, un giovane consigliere comunale Lorenzo Fazio che si è letto il mio romanzo, ha consultato il mio blog ed era molto preparato.
La piazzetta Leone X alle nove meno cinque era deserta e già pregustavo una presentazione disertata e a buon diritto c'erano non più di diciotto gradi e la gente girava con i piumini come in alta montagna.
Poi ... il miracolo. La piazza si è riempita, uomini, donne, giovani e anche un paio di cani.
Fazio è stato bravissimo, conosceva la mia biografia meglio di me, Marco Piovella era in gran forma anche se mentre leggeva i brani gli battevano i denti e la gente applaudiva alla fine della lettura.
Un bolognese doc mi ha anche chiesto se davvero penso che Bologna sia nella morsa del degrado.
Alla fine tutti a mangiare il pesce alla Petroniana che pazientemente ci ha accolti fuori tempo massimo.
Una serata riuscita, un vero successo e bello perché inaspettato.
Bravo Fazio chissà che non ci si incontri un giorno su Rai  ... 3.


sabato 16 luglio 2011

il mistero dei numeri primi











Ieri sera ho cercato di guardare il film La solitudine dei numeri primi tratto dall'omonimo romanzo vincitore di uno Strega e di un Campiello.
Romanzo efficace, opera prima di un giovane, Paolo Giordano.
I due protagonisti perfetti nelle loro solitudini deviate e contorte si sfiorano e s'incontrano in una realtà parallela ostile e spietata che a sua volta appare come distorta e malvagia.

Il libro ha avuto un enorme successo,  è piaciuto anche ai miei amici e a chi mi sta vicino e mi sopporta.
Devo essere sincero ho letto solo i primi due capitoli prima di decidere  che potevo leggere altro.

Ieri sera ho cercato di affrontare il film che utilizzando una tecnica un pò confusiva, anche se originale, si muove fra balzi cronologici avanti e indietro nel tessuto della trama reggendo solo a tratti e grazie ai due bravi protagonisti.
La parte che prediligo è quella dell'esplosione del trauma iniziale, l'incidente sciistico e la scomparsa della gemella ritardata. Nel film la tensione è palpabile, il regista riesce a creare un suggestivo clima di attesa che per me è efficace e angosciante quanto necessario.

Detto ciò, anche nel caso del film ho cambiato canale sulla scena nella quale la protagonista chiede al protagonista di toglierle il tatuaggio della viola che ha sul fianco con un coccio di vetro.
Perché non mi è piaciuto?
Perché non mi ha convinto del tutto?
Mistero.
Il Mistero dei numeri primi.
Forse perché è e rimane un dramma borghese tanto lontano dalla realtà, forse perché per me la narrativa deve toccare altre corde per essere davvero seducente, chi può dirlo, forse per invidia e gelosia? Non lo so dovrei chiederlo al mio psichiatra, ma non ne possiedo uno personale.
Cosa fa di un romanzo come questo un caso letterario,  un milione di copie vendute, diventando un film?
Altromistero.
Si accettano chiarimenti e delucidazioni.

venerdì 15 luglio 2011

editoria: promozione, distribuzione ... dissoluzione


Serata d'estate, grigliata di carne e chiacchiere in libertà nel giardino di casa di un collega.
Il collega mi presenta un suo amico di liceo, e brindando con un bicchiere di Pignoletto scopro che il suo ex compagno di classe lavora per una grande azienda che si occupa di promozione e distribuzione editoriale.

In vino veritas e lui mi racconta la sua verità o la sua opinione. Mi parla di una crisi strutturale dell'editoria italiana causata da troppi emergenti come me, troppi esordienti allo sbaraglio che con i loro risparmi arricchiscono case editrici che pubblicano a pagamento saturando un mercato editoriale che a fatica pubblica i grandi nomi.

Mi confida che oggi si vendono bene solo i libri di ricette di cucina, quelli che compri al supermercato davanti al banco dei salumi o i libri per bambini quelli con i quadretti da colorare.
Io rimango indeciso se ubriacarmi subito o dopo a casa e annuisco come un deficente davanti alla sua disarmante demolizione di sogni di gloria.

E' talmente diretto e tranquillo, come tutti gli uomini d'esperienza che quasi quasi gli credo.
Smaltita la sbornia da sabato sera in campagna mi siedo davanti al mio personal e penso che scrivere è e rimane attività individuale, si scrive per un bisogno, per un piacere, per una ricerca e per tutti i motivi che ognuno può decidere di abbracciare.

Ho in mente un progetto interessante per l'autunno e non rinuncerò perché il mercato è saturo.
Non ho mai pagato per pubblicare nulla tranne la tesi di laurea, per quella ho dovuto pagare il rilegatore.
Sono contro l'editoria a pagamento, ma detto fra noi ... credo che come al solito la causa dei nostri mali non sia da ricercare nei piccoli scrittori ma nella grande editoria, ma forse come al solito le mie sono considerazioni inattuali.

domenica 10 luglio 2011

Saldi di stagione: ultima presentazione per Belva di città


Tutte le cose belle hanno una fine e anche il ciclo di presentazioni del mio ultimo romanzo volge al termine.
Su gentile invito del Comune di Monghidoro potrete assistere alla presentazione di Belva di città

lunedì 18 luglio
ore 21,00
in Piazzetta Leone X
nel cuore di Monghidoro

Non credo ci sarà Gianni Morandi, ma sicuramente ci sarò io, l'autore.
A condurrel'evento il Consigliere Comunale Lorenzo Fazio
e l'amico Marco Piovella che leggerà alcune pagine del romanzo
Vi aspetto.
E' l'ultima presentazione, un peccato non esserci.

giovedì 7 luglio 2011

cavalli selvaggi








Ho appena terminato di leggere Cavalli selvaggi  dello scrittore americano Cormac McCarthy l'ho letto in vacanza in Toscana che bene si adatta a paesaggi western e cavalli in libertà.
E' il primo della trilogia della frontiera e appena tornato a Bologna andrò a recuperare gli altri due nella bella biblioteca di Casalecchio.
Al momento è per me lo scrittore che maggiormente incarna la mia idea di romanzo, lo stile asciutto che solo in parte rimanda al grande Hemingway,  la profonda immersione delle sue storie nella carne e nel sangue dei protagonisti fanno di questo scrittore ciò che mi piacerebbe realizzare nella mia carriera di inventore di novelle.
Non è solo una storia americana, non ci sono solo cavalli e grandi spazi, è un'esperienza diretta, cinematografica, sensoriale e profondamente emozionante.
La vita esce prepotente e reale dalle pagine e questi giovanissimi cowboys diventano piccoli eroi del nulla, eroi nell'arte della sopravvivenza nell' immenso di una natura a tratti ostile a tratti generosa.
Un romanzo che consiglierei a tutti, e che mi fa tornare forte il desiderio di scrivere, non per imitarlo ma per cercare uno stile mio che rispettosamente possa prendere anche il suo come modello.