Appena tornato da Londra penso come al solito, alla fine di ogni viaggio, che qualsiasi posto è meglio di quello dove vivo. Nel posto dove vivo non basta avere due stipendi ed essere onesti per potere ambire alla serenità di una vita normale, non sto parlando di vacanze a cinque stelle e superfluo, ma di arrivare alla fine del mese.
Sto parlando di normalità.
A Londra l'ho trovata.
A Londra e in Inghilterra sicuramente ci sono grossi problemi, loro guidano nelle strade in direzione opposta alla nostra, hanno le sterline, la regina, e anche quando entrano nella loro underground si muovono in maniera diversa, ma la città funziona, ed è viva in un modo che non incontro da tempo nella nostra città a misura d'uomo.
Ho visto tanti giovani, tanti bambini, pochissimi anziani, e tutta gente pervasa da una sorta di nevrosi, tanto vitale, quanto contagiosa.
Due cose mi hanno colpito, una è banale e sull'argomento mi piacerebbe avere un'opinione dall'amico Roberto Amori.
La mobilità.
Muoversi a Londra costa, ma funziona, è semplice, anche se conosci la lingua come me.
Un'altra cosa mi ha colpito. Tutti pagano il biglietto, l'abbonamento, la corsa, la gabella.
Perché da noi invece quando sali sul bus ti rendi conto di essere l'unico coglione che sta pagando in un universo di persone che non ci pensano neanche lontanamente a pagare?
I marciapiedi non sono tappezzati di feci canine, la gente quando ti urta chiede scusa ed è cortese, Com'è possibile che invece noi, anche nelle piccole città, ci sbraniamo senza fare una piega?
A Londra non sono angeli, ma sembra abbiano acquisito la regola, quella che permette di muoversi in superficie senza urtarsi per ogni bazzecola.
Poi ci sono le coppie miste. Acquisizione socio culturale, interiorizzazione temporale, logica della sopravvivenza, dove non conta il colore della pelle, ma la coesistenza.
Ne ho viste tante di coppie miste, soprattutto uomini/donne di colore con uomini/donne bianchi.
Ed è così naturale vederli insieme nella quotidianità, con o senza cuccioli, in armonia e in conflitto, sobri o ubriachi, poco importa, perché è normale che a Londra ci siano coppie di tutti i tipi che vivono, condividono, si amano, procreano, poi magari si separano, poi magari si scannano, esattamente come le coppie normali.
Poi torno in Italia e mi viene da sbadigliare, tanta arte italiana nei musei inglesi, tanta cucina italiana a Londra, tanti giovani italiani che hanno deciso di lavorare all'ombra del Big ben.
E noi qui, nei secoli dei secoli, sempre indietro, sempre alla rincorsa di altri modelli socio culturali, neanche in grado di fare un adeguato piano di mobilità urbana.
Che cosa direbbero i grandi geni italiani del passato?