venerdì 2 marzo 2012

com'è profondo il mare



Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti
Degli inotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare

Com'è profondo il mare, forse la canzone di Dalla che amo di più.
 
Lucio Dalla per me è la sua musica,  è Bologna, un connubio, una con/fusione indissolubile.
Mi ha accompagnato negli anni di passaggio fra giovinezza e maturità quando scendendo di corsa da San Luca giunto alla curva delle "Orfanelle" mi soffermavo un istante ad ammirare i tetti bolognesi. 
Erano le parole di una sua canzone quelle che si fondevano nella gioia della corsa, nella quasi felicità di vedere Bologna ai miei piedi con un futuro pieno di dubbi e possibilità davanti.

e provo un piacere fisico
come quando ero piccolo e guardavo
dal portico di S. Luca le luci della città
Tempo dall'album Cambio

Sono convinto di avere amato molte sue canzoni, mi hanno accompagnato per anni, rimanendo sempre un'esperienza individuale, e nello stesso tempo l'unico canale di reale comunicazione con l'artista, il genio.
Non è sempre così alla fine?
Rimane dentro quel calore intenso legato ai ricordi, alla vita che ha scelto involontariamente la propria colonna sonora. 
Erano anni che non lo ascoltavo più, ma  oggi mi rendo conto inaspettatamente di avere perso un altro pezzo di me, un altro pezzo della mia città.
La musica invece mi accompagnerà per sempre fino a quando vivranno i ricordi.


giovedì 1 marzo 2012

l'arte del silenzio, l'arte della pazienza


Mi telefona un'amica che non fa il mio lavoro, quello che mi porta il pane.
Ha letto un'intervista al giovane carabiniere, offeso dal giovane no tav,  e che per il suo comportamento ha ricevuto un encomio con grande soddisfazione delle istituzioni.
L'amica descrive il giovane intervistato come persona di grande maturità e consapevolezza, probabilmente preparato da un adeguato percorso formativo alla grande arte della pazienza.
Quel giovane collega dell'Arma meritava certo l'encomio e non solo, non tanto per quello spezzone video rubato durante una manifestazione, ma per tutte le altre manifestazioni, per tutte le angherie, offese, sputi, insulti e aggressioni che ogni santo giorno chi indossa una divisa deve sopportare.
Quel carabiniere è la regola, non l'eccezione.  Questa deve essere una consapevolezza per la mia amica e per tutti quelli che non sanno cosa significa uscire in strada tutti i giorni indossando una divisa.
L'ultima cosa che mi ha detto un cittadino è stato un augurio di potermi comprare molte medicine con i soldi della sanzione che gli stavo elevando.
Il nostro lavoro è un lavoro di nervi, pazienza e passione, guai a cedere alla tentazione della rissa, dello scontro, della violenza verbale o fisica.
Lo scontro non lo trovi solo durante l'ordine pubblico che noi agenti della Polizia Locale non facciamo, lo incontri mentre fai un verbale per il codice della strada, mentre regoli il traffico prima o dopo una partita di calcio, durante un rave, nel normale controllo del territorio.
E' un'arte sapere mantenere la calma, non rispondere alle offese, dimenticarsi l'orgoglio e la propria storia.
E' un'arte che non  insegnano nei corsi.
Si chiama senso del dovere e della responsabilità.
Grazie al giovane carabiniere che ha ricordato al mondo come l'impareggiabile arte della pazienza e il senso del dovere non sono eccezioni ma una faticosa regola quotidiana.

martedì 28 febbraio 2012

l'arte dello scrivere o lo scrivere come arte

Invecchiando mi sono accorto di una verità buffa e inquietante.
Quando ero giovane tutte le persone intorno a me leggevano libri, romanzi, saggi, manuali,  il nostro vivere insieme, comunicare, incontrarci era in parte riservato all scambio di idee legate al piacere, ai tormenti, alle fatiche della lettura.
Oggi ho sicuramente meno amici, e mi scappa da ridere se penso ai miei 1500 contatti facebook.  Fra le mie conoscenze molti non leggono libri, leggono annunci in Rete, prenotano cene a prezzo scontato in luoghi scomodissimi, guardano pezzi di Crozza o dibattiti su you Tube in Rete, ma i libri quelli sono come passati in secondo piano.
Premessa doverosa.
L'altra sera uno dei pochi superstiti che sicuramente legge, mi ha prestato MrGwyn di  Baricco.
Non leggo mai gli italiani, quasi mai se non qualche amico per una recensione.
Baricco non l'avevo mai letto.
Il suo Mr Gwyn l'ho divorato, in alcune ore sparse fra due giorni.
Non accadeva da tempo.
A un certo punto mi sono sentito come la protagonista femminile, dovevo concludere e dare un senso.
Mi è piaciuto questo romanzo breve, 158 pagine.
Sullo scrivere?
Chissà.
Sembra quasi che l'autore cerchi un senso in questa attività, un nuovo linguaggio, strade diverse per dare un senso al proprio divenire.
Il personaggio dello scrittore è geniale anche se mi sono immedesimato di più in quello femminile.
Come in un giallo ho cercato una chiave di lettura, non so se l'ho trovata.
Come in un giallo non vi svelerò nulla.
Sarò cretino?
Sto qui a incensare uno scrittore che ha bisogno di tutto tranne della mia pubblicità.
Del resto lo stile è molto importante in questo romanzo, stile, delicatezza, precisione e ossessione, chissà se è possibile realizzare davvero ciò che l'autore riesce a inventare?
Non credo, credo piuttosto  faccia parte dei trucchi della commedia.
Adesso esco e vado a comprare un set di lampadine Caterina de' Medici  e cerco di illuminarmi la giornata.
Chi ha letto il romanzo capirà.

lunedì 27 febbraio 2012

quarant'anni e non sentirli

Sembra ieri, le prime e-mail sempre con il dubbio, il timore che fossero inaffidabili, messaggi infilati in una bottiglia  colorata  lanciata nello spazio infinito dell'oceano, nell'indefinitezza di una rete sempre a cavallo fra  legalità e  pirateria, altri tempi.
Oggi in Rete si fa quasi tutto, sesso compreso, ci si conosce, ci si sposa, si fanno transazioni internazionali e si affitta la casa al mare.
L'e-mail è il mio primo contatto con le case editrici, che non rispondono quasi mai, forse mi cancellano come spam, ma intanto sono lì in quell'oceano di possibilità.
Per me l'e-mail rimane il rapporto più interessante della Rete.
Da una parte i blog dove appiccico post come questo, più o meno utile.
Dall'altra la comunicazione via e-mail, diretta, concreta, evitabile e per questo non troppo invadente.
Tutto ciò che sta nel mezzo, Facebook, Twitter etc li considero solo strumenti inevitabili ma francamente meno seducenti, troppo invischianti.
In conclusione buon compleanno e-mail, per i tuoi splendidi quarant'anni.

domenica 26 febbraio 2012

il giovane Montalbano


Ho registrato le prime due ore del Giovane Montalbano senza nessuna aspettativa, e poca fiducia.
Sbagliavo.
Mi ero dimenticato che a volte gli ingredienti possono cambiare ma se la ricetta è buona e se la regia è sempre quella il risultato sarà ottimale.
Sceneggiatura di Camilleri e si intuisce,  le storie sono tratte da un libro del 2004, nuovi attori bravi,  sullo sfondo la Sicilia, immutabile, eterna e saporita di colori e sapori.
Bravo Michele Riondino e buona la realizzazione complessiva, al di là delle storie che diventano quasi ininfluenti, l'aspetto importante diventa la confezione, la capacità di proporre personaggi convincenti e la personalità di Montalbano, con la sua umanità completa e romanzesca e la sua originalissima concezione di giustizia.
Programmo la registrazione per la prossima settimana, ho già ho dimenticato il Montalbano di Zingaretti.

sabato 25 febbraio 2012

frammento di città



Questo è un piccolo frammento della cover del mio ultimo romanzo che uscirà in aprile 2012.







Dentro la cover e dentro il romanzo la mia piccola città sotto un cielo d’agosto pieno di fulmini. Le mie storie fra Bologna e Ferrara, in terre un tempo umide di zanzare e pesanti di pioggia devono avere sempre uno sfondo metropolitano.






In fin dei conti L’italia è composta da tante piccole città che non hanno perso del tutto la loro connotazione storica, in questo nuovo medioevo le torri sono ancora in piedi a testimoniare come la storia a volte sia più tenace dei nostri quotidiani sussulti per i titoli di borsa o per governi più o meno tecnici.






Da ieri sul sito di Eclissi, piccola e grandissima Casa Editrice, è possibile visionare la scheda del mio prossimo romanzo Cielo d’agosto, la cover è ancora in divenire ma ci siamo quasi.






Grazie come al solito al mio disegnatore preferito, Claudio Trabucchi, milanese di nascita e bolognese di adozione, che non gli manchino mai matite temperate e pazienza per ascoltare i miei deliri creativi.






Per chi gradisce le mie storie a fra poco, appena prima dell’estate.





lunedì 20 febbraio 2012

intervista Alpunto67


I ragazzi della giovane azienda, Alpunto 67 mi hanno intervistato sui temi legati a scrittura creativa e nuove tecnologie e come non pubblicarla, una mano lava l'altra.
grazie ancora
intervista

venerdì 17 febbraio 2012

vigili di cartone


I bolognesi, soprattutto i colleghi se li ricorderanno i vigili di cartone disseminati per la città, un'idea originale di un'artista bolognese, una performance senza nessuna velleità se non forse pubblicitaria, furono rimossi perché distraevano gli automobilisti.
Ieri sera mi ha telefonato Riccardo un amico lombardo e mi ha chiesto un parere sui fatti di Milano.
Come potrei dare un parere? C'è un'indagine in corso e sono comunque sempre un delegato sindacale.
Penso solo che questa storia non ci fa bene, l'attacco mediatico di questi giorni alla categoria è violento e proviene da molti fronti, non ultimo da alcuni colleghi, un' esigua minoranza, della Polizia di Stato.
Noi non ci permetteremmo mai di attaccare la Polizia o l'Arma quando uno dei loro uomini fa un errore e la storia parla da sola, noi invece siamo stati subito crocifissi, impalati, minacciati.
In questi giorni di neve e ghiaccio in caduta libera dai tetti eravamo tutti in strada al servizio della comunità.
Finita questa emergenza saremo di nuovo in strada a fare il nostro dovere:
Infortunistica, trattamenti sanitari obbligatori, viabilità, controllo del rispetto delle regole di convivenza sociale, come sempre in prima linea ognuno nel proprio territorio di appartenenza.
Come diceva oggi Marco Belli, da una parte il cittadino ti querela, insulta e minaccia se operi come uomo di legge, dall'altra l'autorità giudiziaria ti indaga se non fai il tuo dovere.
Cosa vuole l'opinione pubblica da noi ... dei  vigili di cartone?
Cosa vuole lo Stato da noi?

venerdì 10 febbraio 2012

quando il romanzo finisce

Quasi cinque mesi di lavoro.
Intendiamoci, io un lavoro ufficiale lo faccio tutti i giorni, chi mi conosce lo sa che per vivere indosso una divisa e se non facessi il mio meraviglioso lavoro al servizio della comunità (sviolinata sincera) non potrei permettermi il lusso, nel mio tempo libero, di scrivere romanzi, racconti, articoli, post e sciocchezze varie.
Non rubo tempo al mio lavoro ufficiale,  ho molto tempo libero.
Torniamo al dunque.
Quasi cinque mesi di lavoro.
Da svegliarsi la notte e pensare ai personaggi, alle scene da creare, alla trama, allo sviluppo della situazione.
Poi tutto finisce.
Nella migliore delle ipotesi piacerà ai miei pochi amici, un editore deciderà di pubblicarlo, magari ne faranno un film un giorno, più facilmente finirà in uno dei miei cassetti e buona notte.
Il succo è un altro.
E adesso?
Mi manca quella storia, i personaggi, la trama, il lavoro quotidiano, come un gioco di ruolo, uno di quelli intriganti che non vorresti finire mai.
La cosa magica è che il gioco l'ho inventato io e forse piacerà solo a me, ma alla fine qual'è l'obiettivo?
In questo momento mi interessa il giusto, so solo che mi manca la costruzione quotidiana di una storia,   commuovendomi insieme ai personaggi o stupirmi trovandoli diversi da come li avevo immaginati, con una vita loro indipendente dalla mia volontà.
La magia è tutta lì alla fine.
Perché anche se vi diranno che siete bravi, anche se vi diranno che fate schifo come scrittori, quel tempo dedicato alla vostra magia, quello è solo vostro, nessuno ve lo potrà mai comprare o togliere.
La scrittura creativa permette di inventare mondi, come un Dio onnipotente determinare le situazioni, piegare gli eventi, condizionare addirittura le condizioni meterologiche.
Nella realtà stasera dovrò montare le catene nella mia macchinetta per andare a lavorare.
Nei miei romanzi posso inventarmi un'estate perfetta,  e fare correre i miei eroi lungo il Navile.
E' un bel gioco l'invenzione romanzesca, fino a quando dura il romanzo.
Dopo, mi sento sempre un pò triste, svuotato, fino alla prossima idea.
Forse il gioco è tutto lì, nel viaggio, non nel traguardo.

domenica 5 febbraio 2012

braquo saison 2


E' iniziata la seconda serie di Braquo, dura, senza speranze e molto nera.
Gli stessi personaggi sono anime perdute in movimento all'interno di una ambientazione cupa, schiacciata tutta verso il suolo, violenza, dissoluzione e cattivi propositi.
Devo essere sincero è difficile in alcuni casi ripetere il miracolo, questa mirabile serie francese che tanto ricorda il The shield americano, parte sempre molto dura e ormai ha la denominazione controllata di prodotto estremo, potrebbe diventare un suo limite.
Staremo a vedere.
Bravi i protagonisti, sembrano davvero delinquenti.
Su Fox crime

venerdì 3 febbraio 2012

Savino e la terribile isola dei famosi

Nicola Savino è più giovane di me, ma non è lontanissimo dalla mia generazione, ha fatto la sua bella gavetta e anche se lo intravedo da pochi anni sono arrivato alla conclusione che devo averlo ascoltato molto spesso in radio o ascoltato programmi dove dietro c'era la sua creatività e la sua regia.
Mi è simpatico perchè è simpatico, ha una sorta di sana aggressività intelligente, è autoironico e non credo sia persona abituata a risparmiarsi. Ha accettato la scommessa di presentare una trasmissione faticosa e complicata coma l'Isola dei famosi e secondo me, ieri sera a fine serata si sarà anche chiesto : chi me l'ha fatto fare?
Io me lo sarei chiesto dopo essere stato accusato da Cristiano Malgioglio di scarsa professionalità, dopo essere stato comparato alla grande Ventura, una donna con anni di esperienza e una grinta da veterano televisivo.
Non so che cosa può spingere un bravo professionista come Savino a rischiare tutto e niente in una arena tanto squinternata come l'Isola.
Avrà capito, io l'ho capito ieri sera, che un'isola colma di carriere affaticate, può essere una vera bomba pronta ad esplodere, del resto gli artisti, specie quelli in crisi d'identità possono avere qualche reazione inaspettata.
Comunque vada Savino che tu l'abbia fatto per la fama o per l'argent, complimenti, mi sembrava di essere con te ieri sera sotto il fuoco d'artiglieria di tutti quei personaggi indignati in cerca di una via di fuga.
Io al tuo posto forse avrei finto un infarto, a volte funziona.

mercoledì 1 febbraio 2012

maledetta neve


Rubo queste foto dall'archivio di un amico (Roberto Amori) che le ha mostrate in facebook.
Oggi a Bologna nevica e di brutto.
Le scuole saggiamente rimarranno chiuse fino a sabato e le strade sono ricoperte di neve e ghiaccio.
Sono bloccato a casa dalla mia annuale sinusite e guardo le notizie televisive imperniate sul maltempo.
Tutti a dire cose sagge, è la natura, è un fatto naturale, è sempre stato così, per un pò di neve ...
Ieri sera ho rischiato alcune volte di uscire di strada, perché c'era ghiaccio e le catene che avevo a bordo non potevo montarle con pochi centimetri di neve.
Non trovo naturale la neve, la trovo naturale in montagna dove persone più o meno benestanti si dilettano a sciare e mangiare salsiccia e polenta, ma qui in pianura è una gran schifezza, ci fa uscire di strada e impazzire con le catene che devi montare e smontare.
Forse era naturale un tempo quando non avevi orari rigidi da rispettare, luoghi remoti da raggiungere per lavorare o studiare e i ritmi erano meno nevrotici, ora la trovo solo ansiogena.
Se qualcuno ha aderenze molto in alto lo pregherei di intervenire perché a mio avviso di neve ne è già scesa abbastanza per questo inverno.

lunedì 30 gennaio 2012

the killing ... fine stagione

Chi ha ucciso Rosie Larsen?

Finale di stagione per questo affascinante giallo ambientato a Seattle.
Il riferimento a Twin Peaks è evidente, ma in realtà l'unica affinità è la storia iniziale, la scomparsa della bella e misteriosa adolescente.
Mi piace l'atmosfera del giallo, la sua strutturazione e soprattutto i due personaggi a capo dell'indagine, la poliziotta che ricorda molto la protagonista del Silenzio degli innocenti e il suo socio ex tossico, e ambiguo.
Bella la caratterrizzazione dei personaggi, bello il dramma familiare, intensi alcuni dialoghi.
L'unica cosa che mi ha spiazzato è la conclusione della prima serie.
Credevo fosse la fine del giallo ma ho scoperto che è solo sospeso in attesa di riprendere in aprile.
Nota curiosa.
Il romanzo che sto concludendo in questi giorni parte dalla stessa vicenda, la scomparsa di un'adolescente, ma non ho copiato, anche perché avevo iniziato a scriverlo prima, esattamente all'inizio di settembre.
Spero solo che un giorno lo leggerete.
Devo prima trovare qualcuno che  lo pubblichi, ma confido di riuscirci.

domenica 29 gennaio 2012

Zelig 2012



La Cortellesi mi piace di più quest'anno, come se si fosse sciolta.
E' una brava professionista, trasformista, attrice, soubrette completa, è quindi riuscita ad adattarsi al palcoscenico complesso di Zelig.
Doppia difficoltà, affiancare il mostro sacro Bisio, adeguarsi ai suoi tempi e al ritmo sfrenato della trasmissione.
Brava c'è riuscita, del resto la pagano bene.
La trasmissione?
Non mi piace più come una volta, la guardo dopo averla registrata su my sky in modo da saltare pubblicità, balletti, canzoncine e comici non interessanti.
Alla fine riesco ancora a gustare alcuni momenti divertenti, rido meno, forse è colpa del momento storico, la comicità arranca come tutto in questo paese, meno motivi per ridere.
Meno comici al potere.

sabato 28 gennaio 2012

l'isola dei famosi

A volte penso che i nostri sceneggiatori, creativi, ideatori di programmi siano in crisi d'identità.
Ieri sera, per caso, ho intercettato alcuni minuti dell'Isola dei famosi 2012.
Interessante, come può esserlo un film comico, una di quelle parodie grottesche sui fenomeni di costume.
Non può essere un caso se la conduzione quest'anno non è affidata  a una conduttrice scafata come la Ventura.
Sicuramente è fortemente voluto il gruppo di personaggi (famosi?) che vivranno mangiando cocco e pesce crudo.
La sensazione è che quest'anno abbiano raschiato il fondo del barile pur di fare partire la trasmissione che probabilmente avrà un suo seguito.
Il risultato è quasi divertente, una carrellata di personaggi in passato molto divertenti, alcune soubrette con chili di troppo, altre con l'oceano nello sguardo, nel senso letterale del termine,  tutti nel complesso ingrassati e invecchiati.
E' la fine di un programma?
L'inizio della fine dei reality?
Non credo, in questo medioevo culturale non c'è fine al peggio.
L'importante è riuscire a scivolare in superficie senza farsi assorbire dai buchi neri della nostra televisione.

venerdì 27 gennaio 2012

c'è un nuovo grattacielo in città

C'è un nuovo grattacielo a Bologna, è alto 126 metri e credo sia la cosa più alta della città.

Già le leggende metropolitane raccontano di due pazzi scatenati  lanciati con un paracadute dalla cima, durante la sua costruzione.
Sono sicuro di avere visto un modello analogo di costruzione in un telefilm canadese, non è originale, ma mi piace.
Sa di futuro, esposizione verticale, capitalizzazione assicurativa, nuovi uffici, espansione degli spazi.
Sotto stanno costruendo altre cose, un progetto faraonico.
Perché l'Unipol stia costruendo così massiccaimente in città rimane per me materia oscura.
Mi interessa anche poco.
Il suo impatto immaginifico invece mi piace, mi proietta avanti in un futuro possibile, proiettato verso il cielo, verso una possibile rinascita ma forse è solo l'ora tarda che mi fa vedere futuri immaginari.
magari uno di questi giorni arrivo fino in cima e guardo Bologna da 126 metri d'altezza..
  A volte cambiare prospettiva può riservare sorprese inaspettate.

martedì 24 gennaio 2012

Grande Fratello ancora ...

Ieri sera ho guardato una parte della settimanale puntata del grande fratello 12.
C'era una Marcuzzi in gran forma,  i soliti drammi nella gabbietta dorata dei giovani concorrenti che nulla sanno della crisi mondiale, europea, italiana, di forconi e camionisti, farmacisti e tassisti, agenti uccisi, navi alla deriva etc etc.
Loro soffrono per piccoli problemi, una lettera dalla fidanzata, una lite per futili motivi, un amore finito,  drammi  individuali.
Li trovate futili? Ingiustificati? Risibili?
Trovate la trasmissione banale, vuota, vergognosa?
Io no.
Trovo questa trasmissione in sintonia con il paese, con il nostro livello culturale, con il nostro sentimento nazionale.
Un paese dove si organizzano pulman per andare a fotografare la nave in riva la mare, le case dei mostri.
Un paese corporativo dove bisogna fare sacrifici, però devono farli gli altri.
Uno dei paesi con il maggiore numero di parlamentari indagati.
Il Grande Fratello è solo un gioco, dove alcuni giovani abbastanza tipici si accapigliano per il loro metro di spazio nel mondo, per i loro cinque minuti di notorietà.
Ogni tanto può essere utile guardarlo, è molto più reale della realtà che crediamo di vivere.

venerdì 20 gennaio 2012

buon compleanno Maestro


E' proprio vero c'era una volta. Ce l'hanno tolto un pò per volta, un pezzo alla volta, come in una tortura, di quelle raffinate.
Oggi il Maestro avrebbe compiuto 92 anni, icona del genio, amato dai grandi del cinema, da Woody Allen, da tutto il mondo,  imitato, mai eguagliato, creatore di sogni ad occhi aperti tanto vicino a noi bolognesi con la sua corpulenta bonarietà tipicamente romagnola.
Sarei ipocrita se scrivessi che mi piace tutto il suo cinema, alcuni suoi film non li ho neanche visti, volutamente, altri li ho amati e ogni tanto li rivedo, I vitelloni, La dolce vita, Amarcord, 8 1/2 mi fermo qui.
Con lui Mastroianni ha probabilmente consacrato la sua naturale grandezza.
Con lui anche personaggi minori non saranno dimenticati.
Simbolo di un periodo nel quale anche il cinema italiano non era secondo a nessuno.

Ma oggi il problema  non è solo culturale, non è solo italiano.
C'era una volta il futuro, poi sono calati lentamente nella nostre civiltà oscuri modelli socio economici, forse peggiori di quelli semplicemente capitalistici e il futuro, come cantava Ruggeri, oggi è solo un'ipotesi.
Buon compleanno Maestro, tu questo strazio non devi sopportarlo.

martedì 17 gennaio 2012

I palombari dela Marina Militare Italiana

Nella confusione di notizie e cronache in diretta, comunicazioni radio, testimonianze di tutti i tipi solo una cosa mi ha veramente colpito del naufragio della nave crociera Costa, i palombari della Marina Militare Italiana.
Chi saranno questi giovani?
Espressione dell'italia migliore e non c'è retorica.
Sono giovani, sicuramente,  addestrati davvero perché quando scendono in acqua se non sono all'altezza rischiano di lasciarla sul fondo la pellaccia.
Quale stoffa serve per decidere di fare il palombaro per carriera?
Che tipo di determinazione è necessaria?
Da quale mondo provengono questi ragazzi?
Non capita mai di chiedersi certe cose fino a quando non le vedi personalmente.

Questi giovani sono espressione di una volontà, di un desiderio e di un coraggio difficilmente pubblicizzabile.
Oggi sono saliti alla ribalta a causa di una tragedia che ha fatto il giro del mondo, già domani torneranno a fare il loro addestramento e la loro vita nel totale anonimato.
Questa è l'Italia che bisogna portare nel mondo, quella per la quale andare fieri, insieme a loro ci sono tutti gli altri che tutti i giorni rischiano la vita per tutelare la comunità.
Polizia, Carabinieri, Polizia Locale e tutti quelli che indossano una divisa nel nostro paese.
Grazie a tutti questi italiani.

venerdì 13 gennaio 2012

quando muore uno di noi


Il 2011 è finito tragicamente con la morte di un amico e collega bolognese, ucciso in un incidente stradale mentre si recava al lavoro.
Il 2012 inizia nel peggiore dei modi con un collega milanese falciato da un assassino per ora ancora impunito.
Milano è una città complicata, come tutto il paese del resto, ma di noi, delle nostre divise non si preoccupa nessuno, è giusto ricordarlo a tutti i colleghi. Noi agenti della Polizia Locale, siamo soli per strada, dimenticati dallo Stato che da anni disattende una riforma che dia nuova dignità e tutele al nostro lavoro.

Noi siamo soli con la nostra divisa a presidiare i nostri territori, le nostre città, dove siamo nati, cresciuti e abbiamo appreso l'amore per le regole, il rispetto dell'altro, il senso del dovere e quei valori che oggi fanno di noi agenti della Polizia Locale.

Non siamo soli, siamo in tanti, colleghi, dobbiamo trovare solo la strada giusta per dimostrare al paese che siamo una risorsa, una garanzia di sicurezza e di rispetto per le regole della convivenza.
Dobbiamo farlo a dispetto dell'odio gridato, delle continue aggressioni, delle speculazioni politiche, come abbiamo sempre fatto.
Dobbiamo farlo per Nicolò, per Gianluca e per tutti i colleghi, amici, fratelli che hanno lasciato il loro sangue sulle strade delle nostre città.

martedì 10 gennaio 2012

lei non ha mai fumato io non ho mai evaso

C'erano manifesti negli ospedali emiliani che invitavano i cittadini a smettere di fumare, ricordate bolognesi?
Era raffigurata la Primavera di Botticelli o qualcosa del genere e la didascalia era semplice recitava:
Lei non ha mai fumato.
Io allora fumavo e fermandomi davanti a quella strana pubblicità progresso pensavo, accidenti è vero, però è morta lo stesso ... mi piaceva quella pubblicità.
Lei o lui non avevavo avuto la possibilità di imparare quel vizio maledetto.
Molti anni dopo ho smesso anch'io ma è un'altra storia.
Oggi mi sento come quel quadro, più brutto ma altrettanto autentico.
Io non ho mai evaso le tasse.
Non ho avuto la possibilità di farlo e quindi sono tecnicamente pulito.
Sono arrivato fino a questa parte della mia vita onesto e non sarà difficile arrivare fino in fondo con la coscienza a posto.
Insieme a me ci sono milioni di italiani che non hanno mai neppure avuto la possibilità di scegliere.
Si vergognano a chiedere gli scontrini a chi non si vergogna affatto di non emetterli.
Cosa dite non è forse ora di dire basta?

il tredicesimo apostolo


Ho appena terminato di guardare i primi due episodi del tredicesimo apostolo produzione Taodue quella di Distretto di Polizia per intenderci e come scrivevo oggi in un commento ad un post di Hotmag, trovo le prime due puntate divertenti,  ho anche  notato un folto numero di telespettatori almeno a credere ai dati d'ascolto.
Forse il fantastico, sempre poco esplorato dalla nostra triste produzione italiana, offre nuove prospettive, forse la gente ha  desiderio di svagarsi.
Non so, vedremo, comunque brava e bella la Pandolfi, bravo il sacerdote d'assalto interpretato da Claudio Gioé e divertententi le situazioni create dalla sceneggiatura.

domenica 8 gennaio 2012

la vita facile





Facile come un film ben fatto, bene interpretato che riesce a coniugare un tema caro a noi occidentali il benessere a tutti costi, con il dramma africano, senza retorica, senza insistere troppo sugli occhioni dei bambini malati di fame ma nello stesso tempo dando modo allo spettatore di riflettere.

Il film lascia spazio anche al suo ruolo principe la fantasia, l'intreccio, l'intrattenimento puro, la passione ed è divertente.

Bravi i tre protagonisti Accorsi, Favino e la bella Vittoria Puccini.
Bella l'Africa come al solito.
In conclusione  un film guardabile in mezzo a tanta roba italiana televisiva e cinematografica veramente da terzo mondo


giovedì 5 gennaio 2012

mercoledì 4 gennaio 2012

Dexter mette le ali

Torna Dexter su sky nel canale dedicato al crimine fox crime, sesta stagione, credo.
Torna a fine gennaio e nel trailer lo si vede circondato da statue di santi all'interno di una chiesa, alla fine dello spot compaiono due candide ali.
Dexter angelo della morte?
Non lo so, intanto lo aspetto con la stessa eccitazione che si prova prima dell'incontro con un vecchio amico.
Visto che di amici non ne ho o quasi, come cantava la Berté, bentornato Dexter.

domenica 1 gennaio 2012

buon 2012


Gianni Rodari


Indovinami, indovino,

tu che leggi nel destino:

l’anno nuovo come sarà?

Bello, brutto o metà e metà?

Trovo stampato nei miei libroni

che avrà di certo quattro stagioni,

dodici mesi, ciascuno al suo posto,

un carnevale e un ferragosto,

e il giorno dopo il lunedì

sarà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo

nel destino dell’anno nuovo:

per il resto anche quest’anno

sarà come gli uomini lo faranno.

giovedì 29 dicembre 2011

il grinta



Ho visto Il grinta remake di un meno fedele adattamento cinematografico di un romanzo di Charles Portes.
Non ricordo la versione con John Wayne anche se l'ho visto di sicuro.
Mi è piaciuta questa nuova versione con uno degli attori americani che prediligo Jeff Bridges.
Il film ha pochi personaggi la quattordicenne scafata e risoluta che vuole vendicare la morte violenta di suo padre, bene interpretata da una giovane attrice che non conosco Hailee Steinfeld, lo sceriffo che l'aiuterà nell'impresa il grinta interpretato dal grande Bridges e un ranger del Texas il bravo Matt Damon.
Al di là della vicenda ho ritrovato la ruvida consistenza del western classico, le armi devastanti e semplici dei fuorilegge, gli inseguimenti e le sparatorie.
E' una storia, una splendida avventura narrata con la consueta maestria dai fratelli Coen.
La vita e la morte, il dolore e la fatica si mescolano nel film, dove la natura prevale come al solito su tutto e dove non c'è una morale unica e definitiva se non quella della precarietà del nostro tempo sulla terra e della difficoltà di una sola etica buona per tutti.
La frase conclusiva della protagonista femminile ormai anziana è esplicativa dell'intera vicenda.
Il tempo ci sfugge.
Non è sempre così per tutti noi?

mercoledì 28 dicembre 2011

terranova finale di stagione

Finale di stagione per Terranova la fiction jurassica firmata Spielberg.
La puntatona finale è stata divertente.
I cattivi terrestri sono molto cattivi e vogliono colonizzare la Terra ancora incontaminata per succhiarne le risorse replicando l'ottimo lavoro di sfruttamento e distruzione che ci ha condotti fino alla nostra attuale situazione.
Terranova è una favola ecologista, ha tutti gli ingredienti della tragedia greca, con tanto di rapporti edipici e scontri fra eroi contrapposti.
Mi piace,  chi mi conosce penserà a un commento scontato, ma in questo momento di vuoto e disgregazione è affascinante immedesimarsi in questi sopravvissuti allo sfacelo.
Immaginate una seconda possibilità in una Terra di nuovo vergine?
Come non desiderarlo un mondo intero con cui giocare?


domenica 25 dicembre 2011

è morto un partigiano

La notizia della sua morte arriva nel giorno di natale 2011. Cerco di dare un signficato a questa coincidenza, ma in realtà non trovo nulla se non un altro pezzo della mia memoria storica e politica che se ne va.
Era un uomo che aveva il coraggio di dire ciò che pensava senza compromessi e buonismi.
Mi mancherà.
Mancherà al paese.
Penso  che lui non si meritasse l'italia di oggi, né lui né tutti quelli che come lui hanno lottato per la democrazia, quella democrazia svuotata ormai di qualsiasi significato.
Da oggi siamo più soli.


venerdì 23 dicembre 2011

walking dead 2 a Natale

Chi sta guardando Walking dead 2 come me non può avere dimenticato la scena congelata nell'immagine conclusiva che dà l'appuntamento a tutti dopo Natale.
C'è qualcosa di pudico nella programmazione televisiva natalizia.
Deve andare in onda il meglio in senso buonistico e allora vai con cine panettoni, cartoni animati, favole natalizie etc.
Devo ammetterlo, a me piacciono tutte queste cose mi ricordano un tempo  nel quale ero fanciullo,   mi accontentavo di molto meno, aspettavo con trepidazione i cartoni animati della Disney,  i soliti film natalizi,  La vita è meravigliosa o Una poltrona per due e la lista sarebbe lunga.
Ma l'ultima puntata di Walking Dead 2 è molto natalizia.
Mi ha ricordato che il mondo, quello vero, non è natalizio, non promette nulla di buono, ci sono esseri famelici là fuori che ci vogliono mangiare e non sono zombee, noooo sono molto peggio.
Rubano, corrompono, evadono le tasse, portano i denari all'estero e uccidono le nostre speranze.
Sono peggio degli zombee di Walking dead due perché quelli almeno li puoi eliminare.
L'ultima scena prima della pausa natalizia è geniale.
Cosa c'è di più doloroso della fine di una speranza?
Rendersi conto che la speranza è diventata un incubo.
Il Natale ritrova la sua giusta connotazione e domani vado a lavorare più tranquillo, la realtà amici miei è molto poco natalizia e il Natale o lo trovate dentro di voi o potete anche fare finta che non esista.
A proposito ... auguri

martedì 20 dicembre 2011

no woman no cry




Una puntata del Grande Fratello è per me meglio di un'antinfluenzale che quest'anno ho deciso di non fare.

Immagino cosa penseranno i puristi : sei scemo, come fai a guardare quella schifezza, cosa ti passa per la testa, etc etc.
Intanto quelli sono giovani e a volte belli, giovani italiani e se ti piace scrivere inventando storie può essere utile avvicinarsi a questi prototipi giovanili, selezionati come polli d'allevamento, vero, ma pur sempre affini a tutti gli altri ventenni allo sbaraglio.
Quest'anno noto come al solito le lacrime che sapientemente il Grande Fratello riesce a provocare.
Ma la nota interessante è la facilità del pianto e le cause.
Queste cavie da laboratorio costrette a convivere per sei mesi basando la quotidianità sulla reciproca capacità di comunicare, amare, scontrarsi, giungere al conflitto e poi riappacificarsi all'infinito, dicevo questi giovani eroi del nulla quotidiano piangono, e lo fanno tutti, indistintamente, uomini e donne.
Cambia la qualità chiaramente.
La giovane Adriana che mi ricorda il famoso film di Stallone, ieri sera ha pianto disperatamente ascoltando la lettera del papà ritrovato, un pianto disperato, aspirato, urlato, esagerato, paragonabile solo al pianto di un sopravvissuto ad una alluvione, o un' operaia appena licenziata, una madre che ha appena perso suo figlio e tutto ciò che di più doloroso vi viene in mente.
Il pianto del Grande Fratello non ha niente di reale, solo la potenza della deflagrazione, come una pistola a salve.
E' un pianto senza pudore, provocato il più delle volte da cause fittizie, inventate ad arte dai geni della produzione.
Cosa si cela dietro alla volontaria autoreclusione di tanti giovani virgulti?
Cosa può provocare una tale reazione emotiva?
Quanto la realtà può cambiare per tanti esseri umani divisi dal mondo cosiddetto reale solo da una serie di specchi?
Rimane materia di analisi interessante non trovate?
Fuori il mondo sta andando a rotoli, ma là dentro si piange a dirotto quasi a comando.
Fuori un Ministro piange sulla manovra.
Dentro un ragazzone piange per un cappello di paglia ritrovato.
Realtà, fantasia o pura follia?


sabato 17 dicembre 2011

casalinghe americane disperate fine corsa

Arrivati all'ottava stagione si chiude una serie fortunata e super sfruttata.
Come tutte le idee geniali si è andati oltre ogni possibile successo, continuando a utilizzare le simpatiche ricche casalinghe insoddisfatte oltre il limite della creatività.
Era tempo che le casalinghe ci salutassero.
Mi mancheranno.
L'ironia, l'intelligenza dei dialoghi, la crudeltà raffinata dei personaggi, un genio molto poco americano che mi fa pensare a come nel tempo gli sceneggiatori americani siano cresciuti.
Queste casalinghe un pò figlie di quella bellissima commedia americana intitolata American Beauty sono il simbolo di qualcosa di inesistente in realtà, una società tanto edulcorata quanto inconsistente.
Ma i loro percorsi mentali, i piccoli grandi drammi familiari, la ricerca sfrenata di tutto ciò che è superfluo, l'ostentata opulenza oltre ogni ragionevole pudore, tutto compone un puzzle grottesco e intrigante che mi ha divertito parecchio.
Le attrici protagoniste della serie hanno trovato fama e ricchezza.
Tutti contenti quindi.
Speriamo in fortunate e geniali serie per il futuro, che ci aiutino a dimenticare i veri drammi quotidiani.
In fin dei conti è questa la funzione più importante della buona fiction televisiva.

martedì 13 dicembre 2011

horror american story


Ho iniziato a vedere horror american story per caso.
L' horror non è il mio genere prediletto se si escludono alcuni romanzi del grande King.
Questa serie televisiva abbastanza lunga, 12 puntate, mi ha conquistato molto lentamente fra scetticismo e ilarità.
All'inizio mi sembrava troppo irreale e poi come nei migliori incubi ho cominciato a dimenticarmi della necessità di ricollegarmi alla realtà e ho iniziato a divertirmi.
La scena si svolge soprattutto in una antica casa vittoriana, bella, cupa, piena di stanze e cantine minacciose.

Nella casa sono morte un sacco di persone e molto male.
Adesso è popolata di fantasmi e una complicata famigliola americana decide di andarci a vivere investendo tutti i risparmi nell'incauto acquisto.
In un momento di grave crisi economica non è saggio acquistare una casa infestata di fantasmi.
Questa è la morale della serie.
Spicca una grande Jessica Lange.
Bravini tutti quanti, compresa un'attrice down mai vista prima.
L'horror è un buon pretesto per parlare di noi, del nostro modello sociale, degli orrori quotidiani quelli che non necessitano di fantasmi.
Per chi ama i fantasmi e le storie piene di sangue e brutti propositi è altamente consigliato.

giovedì 8 dicembre 2011

Monti da Vespa ... perché?


Ce lo stiamo chiedendo a Bologna, fra amici e colleghi, negli spogliatoi, dopo la partita di calcetto, al bar e sull'autobus ... perché?
Era necessario?
Monti ha pensato che gli italiani avevavo bisogno della benedizione di Vespa per potere digerire meglio l'aumento della benzina?
Adesso Vespa penserà, a ragione, che tutti devono passare dal suo salotto.
Non era necessario Presidente, poteva risparmiarsi una serata e dedicarla a un bel film, uno di quelli natalizi tipo La vita è meravigliosa, parla di buoni sentimenti ed equità sociale, ha presente?


mercoledì 7 dicembre 2011

ciao Fiorello


Quanto mai inattuali le mie considerazioni.
Fiorello ci lascia, beato lui, adesso potrà godersi un meritato e glorioso riposo.
Bravo, bravissimo, ultimo vero showman ha detto Benigni soprattutto dopo l'uscita di scena del grande vero comico italiano ... l'ha detto lui e come non essere d'accordo?.
Benigni non mi ha convinto.
Non ha convinto solo me? Probabile.
A volte penso che un mito deve solo dare aria alla bocca per scatenare le folle, con Benigni è così, si presenta magro dentro il suo vestito nero e la gente è in delirio.
Il suo intervento mi è sembrato   preparato poco e male, veloce, confuso, strappato, perché?
Forse anche lui è stanco di parlare di Berlusconi.
Anche Fiorello mi è sembrato per un attimo non convinto, ma forse sono solo mie interpretazioni.
Sono mostri sacri.
Adesso faranno festa.
E' bello vedere un coetaneo avere tanto successo, bravo Fiorello tieni alta la categoria di noi cinquantenni, fai vedere al mondo che possiamo essere splendidi, splendenti, come te.

martedì 6 dicembre 2011

maremoto a Porto Cervo


Tornando da un fine settimana in Val D'Orcia controllando le registrazioni di my sky mi rendo conto di avere erroneamente registrato un pezzo della trasmissione di Checco Zalone pseudonimo di Luca Pasquale Medici.
Lo avrei visto tutto lo spettacolo perché mi fa ridere, meno bravo di Fiorello ma più giovane e più comico, comicità di pancia ma chi se ne frega, solo il Signore sa quanto abbiamo bisogno di ridere.
E cosa ci canta Zalone? La canzone preventiva in caso di disastro, perché giustamente, dice che le canzoni fatte subito dopo un disastro, sull'onda dell'emotività  solitamente fanno schifo.
Parte il motivo ed è Maremoto a Porto cervo  ... geniale, come geniale è l' inserimento in video di Albano che improvvisamente irrompe nel maxi schermo.
Devo ricredermi su Zalone.
E' davvero bravo, forse la sua dimensione vera è, come per Fiorello, la grande platea.
Per il resto che dire, lo immaginate un maremoto a Porto cervo? ... Che tragedia.

giovedì 1 dicembre 2011

Ricevo da un amico e giro questa poesia di Gianni Rodari.

Gianni Rodari


Indovinami, indovino,

tu che leggi nel destino:

l’anno nuovo come sarà?

Bello, brutto o metà e metà?

Trovo stampato nei miei libroni

che avrà di certo quattro stagioni,

dodici mesi, ciascuno al suo posto,

un carnevale e un ferragosto,

e il giorno dopo il lunedì

sarà sempre un martedì.

Di più per ora scritto non trovo

nel destino dell’anno nuovo:

per il resto anche quest’anno

sarà come gli uomini lo faranno.
Come lo condurranno gli uomini che contano il nostro anno?
Cosa cercheranno di portarci via nel 2012?
Qualsiasi cosa decideranno non potranno portarci via né la speranza né le buone letture e questa è già una bella notizia

mercoledì 30 novembre 2011

infezione genomica


Ho letto Infezione genomica del mio conterraneo Giovanni Burgio.
Erano anni che non leggevo fantascienza e premetto : per fantascienza intendo Dune del grande Frank Herbert, al massimo il ciclo dei Principi D'Ambra,  più fantasy.
Infezione genomica invece lo definirei un thriller fantascientifico con diversi agganci alla realtà.
Si svolge fra Bologna e Monaco e devo ammettere la difficoltà oggettiva incontrata nell'entrare in quello che inizialmente sembra un trattato scientifico e che velocemente si tramuta in un giallo incalzante.
Alcuni interrogativi sorgono spontanei leggendo questo romanzo avvincente:
Cosa accade davvero nei laboratori scientifici?
Siamo in grado di controllare la ricerca?
Mi viene in mente il caso siciliano, dove molti studenti e ricercatori morirono di cancro dopo anni di ricerca di laboratorio.
Al di là degli interrogativi consiglio a chi piace la fantascienza e il giallo la lettura di Infezione genomica ,primo romanzo di questo docente universitario bolognese.
Non vi deluderà.

domenica 27 novembre 2011

lunedì 21 novembre 2011

Uno di noi








Lo conoscevo Gianluca, secondo del mio corso concorso, lo ricordo fermo in Falegnami Indipendenza quando c'erano ancora i blocchi nella cosiddetta T bolognese e i blocchi li facevano gli agenti della Municipale.
Io ero arrivato lungo al concorso,  dovevo ancora entrare nel Corpo, lui invece era già in divisa nel novembre del 2002 e quando mi capitava di vederlo mi fermavo a parlare con lui per chiedergli com'era il mestiere del Pulisman.
Dopo, una volta entrato, mi è capitato spesso d' incontrarlo durante il servizio di pronto intervento, perché quando lavori per strada ti capita di incontrare quelli come te, durante una manifestazione a fare viabilità, su un trattamento sanitario obbligatorio, in tribunale.
Gianluca era davvero una persona solare, sempre sorridente, gentile, intelligente, parlavamo dello scrivere, mi chiedeva dei miei romanzi e mi parlava di una analoga passione per la scrittura e la memoria all'interno della sua famiglia.
Parlavamo di lavoro, facevamo parte dello stesso sindacato.
Colleghi,  uno di quei colleghi che incontravi volentieri, perché era una persona gentile.
Ho detto tutto, lo volevo ricordare, perché non mi sembra possibile che la strada, quella maledetta strada dove tutti i giorni lavorava, se lo sia portato via, insieme a tutti gli altri che non dobbiamo e non vogliamo dimenticare.
Nella strada domani ci tocca tornare, è il nostro lavoro, cerchiamo di farlo bene  anche per onorare uno di noi, uno che non c'è più.

domenica 20 novembre 2011

la necessità di non essere invisibile

Chi mi conosce sa che nella vita, quella di tutti i giorni, sono un orso, mi piace stare nella mia tana e in inverno cadere in letargo, poi è avvenuta questa cosa dello scrivere e della promozione a tutti i costi.
Se non sei nessuno devi pure ingegnarti, è solo per questo motivo che frequento facebook.
Non sarò simpatico ma almeno sono onesto.
Tutto ciò per chiedere a chi mi ha letto trovandomi accettabile di farmi una piccola cortesia, andate a visitare la mia paginetta Massimo Fagnonin scrittore noir e cliccate su like.
A voi non costa nulla e mi renderà meno invisibile.
Muy obrigado

sabato 19 novembre 2011

610 mi salva le giornate

C'era una volta Altogradimento ricordate?
Arrivavo a casa da scuola e anche se  avevo preso 4 in matematica accendevo la radio e tutto scompariva con Arbore, Boncompagni e una galleria di personaggi, suoni, paradossi e scenette.
Era uno dei miei motivi per vivere in un periodo, quello dell' adolescenza, che ricordo faticoso assai.

Adesso c'è 610, mi accompagna spesso dalle 17 alle 18 nei miei ritorni a casa dal lavoro o da altri luoghi e riesce a cambiare il senso di una giornata, riesce a farmi sorridere e a volte ridere come un cretino da solo fermo a un semaforo.

Cos'è la comicità? Può essere anche quella demenziale, stravolge il senso della realtà, ti fa entrare in un'altra dimensione dissacrando a volte il senso comune, con il capo indiano che dispensa perle di saggezza affondando i canini nel gossip, quello che piace tanto agli italiani, con Normalman e le sue vicende surreali e la galleria sarebbe lunga, apparentemente inesauribile.

Grazie Lillo, Greg e Alex una medicina perfetta contro la malinconia di   nebbiosi pomeriggi autunnali.

mercoledì 16 novembre 2011

l'amore di Vespa

Mentre sul divano, nella mia giornata di ferie, attendo che nasca il nuovo governo tecnico, ripenso a questa mattina mentre sulla Ferrarese ascoltando una radio di Stato ho ascoltato parte della presentazione dell'ultima fatica di Vespa: Questo amore.

Ci sono alcune cose che mi spiazzano di questa presentazione:
Erano presenti come ospiti Maroni, Alfano e la Bindi, una domanda mi sembra d'obbligo, perché?
Qualcosa mi sfugge, in altri luoghi ben più impregnati di storia sta per nascere un nuovo governo e tre pezzi da 90 della politica italiana trovano il tempo per andare alla presentazione di un saggio di Vespa dedicato ...attenzione agli effetti speciali ... all'amore.
Premetto, non ho mai letto un libro di Vespa, come evito con attenzione le sue trasmissioni, ma detto ciò che c'entra Vespa con l'amore? Sicuramente ha una grande considerazione per sé stesso e fa benissimo.
Lo invidio e quindi gli regalo un pò di pubblicità gratis.
La responsabile Mondadori presente all'evento ha premesso che il saggio, uscito appena una settimana fa ha già venduto 200000 copie.
C'è altro da aggiungere?
E' un grande, un mito e forse è lui il vero vincitore, perché comunque vada tutti passano dal suo salotto e forse presto ci vedremo anche il neo Presidente tecnico.
Come diceva Moretti in Ecce Bombo: Ve lo meritate Alberto Sordi.

Ce lo meritiamo di sicuro.

martedì 15 novembre 2011

Fiorello del lunedì


Fiorello è tornato.
In guerra di dati d'ascolto con una delle più brutte edizioni del Grande Fratello che storia ricordi.
Ha utilizzato poco il momento politico e si è capito che non ne aveva voglia, un merito che gli riconosco.
Ha parlato poco e cantato molto da vero showman.
Mi è piaciuto il pezzo nel quale parla del difficile mestiere del padre e mi è piaciuta la bellissima Unzicher.
Per il resto mi sono annoiato, troppo lungo, e forse un pò vecchio come concezione di spettacolo, siamo nell'era di Zelig, molti personaggi giovani e frenetici, o forse sono io che mi annoio anche davanti alla qualità.
Vedremo la prossima puntata, intanto sospendo il giudizio.
Sotto sotto continuo a pensare che il suo posto più giusto sia la radio, ma difficilmente ci azzecco 

domenica 13 novembre 2011

La resurrezione di Benigni


Benigni era a Bruxelles con un piede ingessato, ha detto che è stato per colpa di uno che ha fatto un passo indietro.
Al di là della sua innata capacità di muovere il riso nella gente mi è piaciuto ciò che ha raccontato di noi, della nostra storia, ricordando all'Europa e ai nostri "politici" presenti che l'Itala ha fatto grandi cose, compiuto, prodigi, inventato scuole di pensiero, movimenti artistici, musica, strumenti musicali e bellezza.
Andate ad ascoltarlo in rete se lo trovate su youtube ne vale la pena.
Oggi si riparte?
Mentre faccio gli scongiuri e guardo fabbriche abbandonate e operai cassaintegrati, lo spero ardentemente. La prossima volta votate bene

giovedì 10 novembre 2011

Coldplay: Mylo Xyloto


E' uscito l'ultimo album dei Cold Play e crisi o non crisi doveva essere mio.
Ho tutti i loro album e non ascolto la critica che trova l'ultimo album fiacco, non c'è niente da fare, la loro musica è diventata la colonna sonora di molti miei momenti ludici, mi accompagna quando scrivo, quando corro, è potente, ariosa, entra in circolo e dà la carica.

Poco importante quanto possa essere commerciale l' importante è che funzioni.

martedì 8 novembre 2011

the killing

La detective corre nel clima uggioso di Seattle, mentre nel buio della notte precedente si vede una adolescente cercare di sfuggire ai suoi assassini.
The Killing inizia in questo modo ed entra subito negli occhi catturando l'attenzione, perché questo è il tema, il giallo, il noir, dove la suspense la fa da padrone insieme al mistero e all'azione.
La detective che corre ricorda molto la bravissima Starling/Foster del Silenzio degli innocenti e sarà un caso che una delle ragazzine amiche dall'adolescente scomparsa si chiama Starling.
Del resto è difficile inventare qualcosa fra orrori reali e fittizi, però è ancora possibile fare buona fiction e quasi sicuramente mi piacerà The Killing ma ci rivedremo alla fine della serie

domenica 6 novembre 2011

walking dead 2


Inoltrandomi nella visione della seconda stagione di Walking dead mi trovo a dovere ammettere una semplice verità: quale deve essere l'obiettivo prefissato per una serie che si prefigge di descrivere la lotta per la sopravvivenza di un piccolo branco di umani alle prese con un mondo invaso da zombie famelici?
Secondo me l'obiettivo è quello di tenerti incollato alla poltrona, come i migliori giochi sparatutto, con l'unica arma efficace paura, angoscia e speranza.
Sono i sentimenti che lo spettatore non scettico può provare guardando questo telefilm, bene realizzato, bene confezionato, efficace.
Fra le righe la difficoltà del vivere in un mondo alla deriva, la perdita di punti di riferimento, la sensazione di fine incombente, dove però trionfa sempre la voglia di sfangarla e di andare avanti.
Accidenti sembra quasi la situazione politico economica italiana.

giovedì 3 novembre 2011

Renzi, Bersani, la comunicazione

Mi capita di ascoltare nella stessa mattina Renzi e Bersani.
Il primo dalla sua Firenze, il secondo da Napoli, piccole frecciate a distanza, differenze di opinione.
Ascolto entrambi, mi piace la comunicazione di Renzi è diretta, non parla il famoso e usurato politichese, arriva diretto e promette il nuovo.
Mi piace Bersani, mi è sempre piaciuto, da quando si mise d'impegno per tutelare i diritti dei consumatori.
Non sto parlando di contenuti quelli ancora non si vedono, nessuno dei due è ancora riuscito a mandare a casa il governo e sicuramente non dipende da loro.

Sto parlando di comunicazione, quella a me piace.
Mi piace Renzi quando dice che non è eliminando i vitalizi dei parlamentari che si risolve il debito pubblico, poi aggiunge che però è giusto farlo per una questione morale ... bello diretto.
Mi piace Bersani quando conclude il suo discorso facendo intervenire un giovane presidente di un'associazione che utilizza i soldi della camorra per usarli  a difesa dei disabili mentali.
La comunicazione è importante, è con quella che la destra sta governando il paese da troppo tempo con quella e con i voti di noi italiani.
Se la sinistra vuole governare deve imparare a sedurre gli italiani, e non avendo i mezzi della destra deve imparare ad andare in mezzo alla gente, come dice Bersani non affidandosi  solo alla rete, effimera e virtuale, ma andando nei posti a comunicare con ogni singola realtà.
Poi e soprattutto deve raccontare una storia credibile, non dico vera, almeno credibile.
Perché di balle ne abbiamo sentite fin troppe e non ci caschiamo più, o almeno spero.