mercoledì 21 settembre 2011

in fondo alla palude


In Sicilia ho terminato velocemente In fondo alla palude del bravo Lansdale.
Questo autore americano poco più vecchio di me continua a stupirmi.
Il romanzo è piacevole, anche se non è uno di quelli che mi ha colpito di più, continuo a preferire la serie di Hap e Leonard fra tutti i suoi lavori.
In questo caso affronta alcuni temi caldi, razzismo in primis, e lo fa senza troppa retorica, ma con la ruvidezza che gli è congeniale.
In questo romanzo alcuni passaggi sulle abitudini alimentari e sullo stile di vita degli americani anni 30 mi ricordano molto lo stile superiore e ineguagliabile del più grande McCarthy, magari è solo una personalissima impressione, ma va bene lo stesso, perché mi piacciono talmente tanto le descrizioni di certi momenti di vita quotidiana che quasi mi sembra di essere lì mentre il agazzo protagonista estrae una tazza di panna dal pozzo.
E' un libro paludoso, sentimentale, nostalgico, rabbioso, caldo e povero di quella povertà dignitosa della generazione di americani che vivevano con poco in una remota America di confine.
Ho trovato appena artificiosi alcuni passaggi nei quali il vecchio/ ragazzo protagonista deve per forza essere testimone di fatti e momenti cruciali nel giallo.
Consigliato a chi ama l'autore


martedì 20 settembre 2011

l'uomo insonne


Ho visto poche sere fa L'uomo senza sonno del  regista inglese Brad Anderson.
La cosa che più mi ha colpito di questo film visionario ma non particolarmente riuscito, è la trasformazione di Christian Bale che avevo avuto modo di apprezzare in American Psyco e in Batman.
Non so se il suo obiettivo era l' Oscar, ma  il film  non regge nonostante l'idea originale.
Però il suo corpo, la sua oggettiva trasformazione, il fatto che per interpretare il ruolo dell'operaio allucinato e insonne sia dimagrito 26 chili in due mesi mangiando solo una scatoletta di tonno al giorno, colloca questo attore in una sfera superiore.
Gli stessi produttori gli impedirono di dimagrire ulteriormente temendo per la sua salute.
Solo De Niro mi torna in mente con la sua incredibile interpretazione in Toro Scatenato.
La mia rilfessione è semplice, quanto siamo disposti a modificare noi stessi per riuscire nel lavoro, per realizzarci?
Non so se sarei capace di trasformarmi fino a tal punto solo per dimostrare le mie qualità.
Guardatevi il film e la riflessione sorgerà spontanea.
 


domenica 18 settembre 2011

Sicilia ... una possibile patria

Sono tornato a casa, dopo una vacanza in Sicilia.
Mi rendo conto, come in una sorta di lucida allucinazione, che vorrei vivere in Sicilia.
Mollare tutto e trasferirmi in una delle nostre isole più belle e dense di tutto ciò che più mi piace.
I colori, i sapori, la gente,  quel caldo che non si appiccica alla pelle e che permette comunque di pensare.
Per l'amico Pier, si prepari ad una serie di articoli che potrà pubblicare su Mignon Network.
Ho scoperto una valida alternativa al lavoro, allo scrivere e alla nevrosi, la vacanza e spero sinceramente di poterne organizzare un'altra solo più lunga per il prossimo anno.
Adesso ho un obiettivo condiviso e forse realizzabile e attenzione ho speso meno in Sicilia che a casa mia per mangiare è già un buon motivo per  migrare in quel paradiso di contraddizioni e ... al diavolo la crisi  e chi ce la fa scontare ogni giorno.

lunedì 5 settembre 2011

vado in vacanza ...

Vi saluto, me ne vado.
Mi piacerebbe dirvi per sempre, scomparire in un' isola lontana, lontana da tutto ciò che non mi piace e l'elenco sarebbe troppo lungo, in testa ci metterei sempre la mia facciona.
Ma è la stanchezzache mi fa scrivere così,  di un' estate trascorsa a lavorare per strada aspettando i tagli, i tagli allo stipendio, al futuro, alla speranza.
Quindi io parto, una settimana sola, come si addice a un dipendente pubblico piccolo piccolo, ma per me è come salire sopra uno shuttle e sparire verso il buio profondo dell'universo.
Torno fra una settimana e spero di trovare un buon motivo per smettere di apparire.
ciao


mercoledì 31 agosto 2011

tiket sanità, istruzioni per l'uso

Eccomi nel girone dantesco di un qualsiasi CUP emiliano, centro unitario prenotazioni.
Intanto per chi  avesse necessità di capire cosa cambierà nel suo rapporto con la sanità, spiego subito.
Recatevi presso un centro unitario prenotazioni (CUP) prendete una copia della nuova autocertificazione per componente familiare ( 4 persone, 4 copie) compilate e riconsegnate. Il modello è facile e le fasce di reddito facilmente riconoscibili, sono 3 e la maggiore parte di noi ricade nella seconda, quella dei cittadini che stanno pagando il prezzo più doloroso di questa crisi senza via d'uscita apparente.
Dopo avere consegnato il modello sarete di nuovo schedati e inseriti in un data base che comporterà per voi un esborso di circa 5 euri in più a prestazione, più o meno tutto qui.
Ma l'atmosfera di questi luoghi, quella vale molto di più di 5 euri.
Confusione, ansia, paura, ridondanza.
Anziani spaesati e impacciati, adulti seccati e sudati in fila, per ripagare una gabella già pagata.
E' tempo buttato, il nostro tempo, quello della nostra vita, nella quale devi prendere un permesso, un giorno di ferie, rubandolo ancora una volta al lavoro, che dovrebbe essere il motore della ripresa.

E se avessimo sbagliato tutto?
E se fosse vero che ormai il debito è andato oltre e faremo la fine della Grecia?
Ma la Grecia che fine ha fatto? Mi sembra che sia ancora lì.
A chi giova tutta questa confusione?
Forse si sono accorti che non è più necessario ammazzarci nelle piazze, è sufficiente instillare in ognuno di noi il dubbio di essere la causa prima della nostra rovina economica.
Fate un giro in un CUP emiliano una di queste mattine, poi ne riparliamo.

lunedì 29 agosto 2011

La frenesia dello scrivere

Poi accade.
Non sarò mai un grande scrittore, lo so.
Perché tutto è già stato scritto, tutto il migliore cinema è già stato prodotto e siamo nella più grande crisi economica del mondo, eccetera eccetera.

Poi accade lo stesso.
Oggi è meno caldo.

Finalmente il caldo agostano molla la presa, è sempre presente,  lo senti appiccicato alla maglietta sotto la divisa, ma la notte si dorme.

E' una determinazione, nasce da un'idea, un'idea che mescolo e rimescolo da mesi.
Ho rimandato all'autunno, perché è la mia stagione e dopo una breve   vacanza ricomincerò a scrivere.

Un'altra volta ancora, inciampando sulle consonanti, maledicendo la mia congenita incapacità di scrivere veloce, aggrovigliandomi nei concetti, tornando indietro a controllare le vocali dimenticate, correggendo gli errori più evidenti sempre inseguendo una storia.

Perché lo faccio?
Perché è come correre nel vento con una moto veloce lasciando entrare l'aria calda nella feritoia del casco.
Sullo sfondo il sole al tramonto e la riviera che aspetta quieta.

E' come quando vedi una bella donna che scivola accanto e senti un fremito che tieni per te.

Scrivere è inventarsi ogni volta un mondo fuori di te con dentro tutti gli ingredienti giusti, è il mio film.

Ho, come al solito, un' idea meravigliosa in testa ed è inutile raccontarvela, perché è meravigliosa solo per me.
Dentro c'è il noir, l'avventura, la tragedia e l'attualità e soprattutto la folle idea che sarà il mio migliore romanzo mai scritto.
Sono un arrogante presuntuoso?
Forse, però mentre scrivo sono altrove e non ci sono mutui da pagare, scioperi da organizzare e bilanci  da fare quadrare.
Non è già un buon motivo per lasciarsi prendere dalla frenesia?

sabato 27 agosto 2011

Lo stadio vuoto

E se da domani gli stadi rimanessero vuoti? Calcio ... fine. Calciatori pagati come grandi imprenditori di sé stessi ... finiti, calcio scommesse, totocalcio, e tutto il circo mediatico che segue, disciolto come neve al sole.
Ci ritroveremmo con tutti questi enormi spazi verdi, curati come giardini americani, e con tutti quei palloni di cuoio abbandonati ... che fare?
Quanto della nostra economia ne risentirebbe?
Quante vite cambierebbero?
Magari i milioni di tifosi dovrebbero cominciare a riflettere sulla propria vita. Prima un bel programma di disintossicazione, perché non è solo la partita allo stadio, sono le chiacchiere al bar, o nello spogliatoio di un qualsiasi luogo di lavoro o di una  palestra, o un qualsiasi corridoio di una scuola, davanti alla macchinetta del caffé,  chiedersi con voci accalorate perché la partita è andata bene, o male, perché quella scelta dell'arbitro o dell'allenatore.
E sempre quell' intercalare : quest'anno lo vinciamo noi il campionato, o la Champions, o la Coppa Italia ... noi ... e noi è spesso un  napoletano che tifa Milan ... sì quel Milan lì quello di Berlusca, ma chi se ne frega, io tifo Milan da sempre, anche se sono di Napoli e vivo sommerso nella spazzatura, il mio cuore è rossonero.
La domenica è  solo calcio ma alla fine anche il lunedì e tutto il maledetto anno calcistico.

Stessa cosa per il siciliano che vive a Venaria, perché è nato lì, e quindi tifa Juve, quella che un tempo era di Agnelli.

Al calciocuore non si comanda.

E se domani non ci fosse più il calcio dei grandi stadi e quel napoletano, siciliano, bolognese, torinese, dovesse cominciare a fare i conti con la realtà?
Che palle la realtà ... almeno la domenica vogliamo rilassarci.
Qui a forza di rilassarci stiamo per retrocedere, o non ve ne siete accorti?
e se finiamo in serie C non sono mica sicuro che poi riusciamo a risalire.
Se domani il calcio facesse uno stop, chissà magari il cervello ricomincerebbe a funzionare.

giovedì 25 agosto 2011

Che bella giornata


Con la modica cifra di 2 euri e mezzo pagati a Sky come abbonato cinema, mi sono guardato Che bella giornata, ultima fatica interpretata da Checco Zalone nella realtà  Luca Medici.
Ho pensato che per questa cifra potevo permettermi  un' eventuale delusione ma in realtà speravo in un film superficiale e comico che seguisse le orme del primo Cado dalle nubi.
Come già avevo scritto in un precedente post, Luca Medici /Zalone rappresenta un nuovo modello comico, in  realtà segue la gloriosa scuola di più illustri comici italiani del passato da Sordi a Villaggio, il comico che attraverso il personaggio di tipico italiano infingardo e sempliciotto naviga a vista in un paese alla deriva.
Speravo di farmi qualche sana risata, in attesa della fine del grande caldo bolognese, ma mi sono divertito il giusto. Il film ha alcuni bravi attori come Solenghi, Papaleo e Marescotti (che già erano comparsi nel primo) ma non decolla da nessuna parte.
Vuole essere leggero e ci riesce, poi però ha la pretesa di farci riflettere su temi alti come il razzismo, l'accettazione dell'altro e addirittura il terrorismo internazionale.
Piacevole la partecipazione di una bella attrice tunisina  Nabiha Akkari, ma poco convincente la giovane terrorista islamica che rimane sedotta dall'umanità approssimativa del personaggio interpretato da Zalone.
Insomma, rimane il dubbio dell'altra volta:
E' questo il nuovo cinema comico italiano?
E' cinema di successo?
Complimenti a Medici ha trovato una strada per il successo e per la carriera, ma non credo che questa sia la nuova commedia italiana. Il film è tanto leggero da scomparire dalla memoria subito dopo averlo visto, però i suoi 2 euro e mezzo li valeva tutti. 


venerdì 19 agosto 2011

l'uomo che uccise Liberty Valance ...


Sky ripropone uno dei capolavori di John Ford.
C'è l'uomo di legge giusto, coraggioso, incorruttibile James Stuart, che diventato senatore degli Stati Uniti torna al paesello a seppellire il suo grande amico, coraggioso, individualista, onesto, puro, John Wayne che gli ha salvato la pelle e ha rinunciato al suo grande amore che ha deciso di diventare  moglie del senatore,  Vera Miles.
Poi c'è il cattivo, Liberty Valance un grande Lee Marvin con tanto di frustino d'argento e cuoio che usa alla bisogna.
Ci sono tutti gli ingredeinti della tragedia e del western: amore, desiderio di giustizia, coraggio e altruismo, mescolati insieme in un mix perfetto sottolineato da un bianco e nero pulito e depurato dalla patina del tempo.
A volte mi arrendo davanti alla purezza di certo cinema e alla grandezza di certi attori.
Non è più possibile creare l'identica magia, inventare storie altrettanto seducenti, riuscire ad avere nello stesso film fantastici ingredienti senza una briciola di effetti speciali.
Poi, come al solito, mi arrendo all'ottimismo e continuo a cercare il miracolo nel grande schermo del più bello spettacolo del mondo, ma da vecchio quale sono, sento sempre più forte il richiamo di  quella magia antica ... quanta nostalgia.

giovedì 18 agosto 2011

il dottor Carter fra IR e Falling Skies

Estate, ha un sapore particolare per un televisionomane come me.
Ho cominciato, scrupolosamente, a rivedere IR la serie ospedaliera che ho seguito fedelmente dalla prima all'ultima serie.
Stanno replicando su Diva, mi pare, la prima serie e la rivedo scoprendo di ricordami molte cose.
C'è Ciccio, che poi morirà con grande lutto di noi  fedelissimi, c'è un George Clooney decisamente giovane e poi c'è lui Carter, l'attore Noah Wyle, che rimarrà per me sempre quel personaggio perfetto con i pregi e i difetti di un medico come forse non ne esistono o forse sì, chi può dirlo.
Mentre mi guardo IR finisco anche di guardarmi le puntate di Falling Skies, produzione americana dove ci sono i soliti invasori alieni e ancora Noah Wyle, nella parte del professore di storia che combatte la sua guerra per difendere i figli dai cattivissimi marziani.
Il passato e il presente.
Mi piace questo attore, è così televisivo, e bravo e perfetto nei suoi ruoli di buono, riesce a umanizzare anche un telefilm improbabile come questo.
Consiglio Falling Skies per chi come me ama il fantascientifico, Spielberg, e gli alieni in genere.

domenica 14 agosto 2011

L'evasore in uno spot

Ma l'avete visto l'ultimo spot anti evasione? E' utile quanto l'odierna manovra economica e altrettanto convincente, fa quasi tenerezza.
Non sono un esperto di pubblicità mediatica altrimenti, forse, riuscirei a vendere i miei libri, però se avessi davvero voluto mandare un segnale non avrei utilizzato un viso, piuttosto una divisa.
Intanto l'avrei vestito con un bel completo scuro o grigio, di marca possibilmente, una bella cravatta, i denti da squalo bene in vista, un sorriso pulito e lucidato di persona che non conosce coscienza, che non sa cosa significa solidarietà sociale, che guadagna e nasconde.
Chi sono gli evasori italiani?
Avete bisogno che ve lo dica io?
Non certo la persona della foto credo e comunque non quel modello lì.
Sono liberi professionisti, perché noi lavoratori dipendenti non possiamo oggettivamente evadere.
Sono imprenditori, gente da partita iva o come si chiama.
Lo sapete che con un adeguato recupero dei denari evasi potremmo probabilmente risanare i conti dello Stato?
No, giammai, meglio minacciare noi poveri dipendenti pubblici: andremo in pensione, se ci andremo e la liquidazione ce la daranno due anni dopo.
La tredicesima? "adesso vediamo come vi comportate se siete stati bravi ve la diamo alrimenti niente pacco dono sotto l'albero di Natale" ma stiamo scherzando?
Mi sembra veramente di sognare.
La tracciabilità dei conti solo per spese superiori a 2500 euro, perché non la vogliono abbassare ulteriormente?
Per quanto tempo ancora gli evasori saranno la causa principale della nostra incombente rovina?
Mediate gente e votate bene alle prossime elezioni.

mercoledì 10 agosto 2011

Calciatori in agitazione






Il nuovo campionato dovrebbe cominciare il 27 agosto. Dovrebbe, appunto, perché non è sicuro. Damiano Tommasi, il neopresidente dell’Associazione Calciatori succeduto a Sergio Campana, ieri ha riproposto il dilemma con cui il suo predecessore aveva lasciato la sua carica: cosa fare se non si trova l’accordo sul contratto nazionale di categoria?
Intervistato su SkySport, l’ex centrocampista della Roma ha fatto sapere di aver girato quasi tutti i ritiri della Serie A ed aver trovato tutti d’accordo: bisogna convergere tutti su un testo unico o è meglio dar vita al tanto temuto sciopero dei calciatori. Il problema è sempre lo stesso, come ha confermato anche Beretta, presidente della Lega Calcio: il famoso articolo 7  
(Tratto da calcio pro)

Ho letto questo articolo 7 e mi stupisco davanti alle giuste  rivendicazioni dei compagni calciatori che chiedono più libertà alle società calcistiche e più rispetto della loro personale professionalità.
Cosa rimane da aggiungere? leggetevi le loro giuste richieste e fate come me siate solidali ... scioperate disertando gli stadi fatelo per tutta la stagione e sicuramente i calciatori ve ne saranno grati.



martedì 2 agosto 2011

Due agosto ... ogni anno


Un minuto del tuo tempo a ricordare quei visi cancellati da mandanti impuniti.
Fermati  alle 10 e 25 oggi e dona un pensiero.
Non dimenticare.

domenica 31 luglio 2011

le poste kafkiane












Entro in un ufficio postale, purtroppo a volte mi capita, non si può pagare tutto on line, o dal tabaccaio o in banca, a volte mi capita di dovere entrare per pagare un qualsiasi bollettino in Posta.
Ci sono due solerti impiegate che ce la mettono tutta, ma la volontà non è sempre sufficiente.
Davanti a loro ci sono due belle ragazze di origine nord africana, sono eleganti, sorridenti e devono fare qualcosa di misterioso e remoto, non pagare semplicemente una bolletta, ma spedire cose o denari lontano, immagino, occupano gli sportelli per circa venti minuti e intanto la fila paziente dietro di me si gonfia.

Un altro cliente, un giovane italiano ottimista subentra alla simpatica cittadina nord africana e vuole sapere se gli conviene aprire un conto in Posta, perché le poste sono anche banche ormai, peccato che funzionino come i treni all'inizio del 900.
La solerte impiegata, che non è una bancaria, cerca di illustrare a sportello le caratteristiche del conto che anche lei non conosce bene e trascorrono in questo modo altri dieci minuti buoni.
Finalmente tocca a me, dopo 30 minuti di fila calda e paziente, si inceppa anche la macchina mangia bollettini e il mio modesto bollettino ne esce alquanto stropicciato, per un attimo penso che potrei anche non pagarlo, magari nessuno se ne accorge.
Finalmente dopo 40 minuti esco nel sole di un sabato mattino di luglio, ma chi se ne frega oggi sono in ferie ...

venerdì 29 luglio 2011

Se il lusso è un diritto la miseria è un dovere?













Sta passando questa estate uno spot pubblicitario divertente e anche intelligentemente provocatorio, avete presente? Il bel Cassel, attore in Italia famoso soprattutto per essere il compagno della più famosa Bellucci, che ti guarda con la faccia da pugile francese e ti mormora che il lusso è un diritto.
Mi guardo intorno e scherzi a parte a Bologna il lusso sale in superficie come il grasso del brodo, lo annusi nei suv neri davanti alle scuole in seconda fila che guai a fargli la multa, lo intravedi nelle vetrine di Galleria Cavour, nelle belle signore sedute a bere un aperitivo nei bar del centro.
Il lusso è ostentato qui come altrove, vero o presunto che sia.
Poi ci siamo noi quelli normali che fanno fatica ad arrivare al mese successivo e un nuovo passaporola che anche i sindacati stanno facendo proprio, la miseria è un dovere.
Non ci sono i danari per gli straordinari, gli aumenti saranno congelati fino al 2014 e forse anche dopo, la pensione rimandata in data da definirsi.
Tu provi ad aprire la bocca e cerchi di indicare quelli che ostentano auto che costano come il tuo mutuo, ma la società fa spallucce:
Non c'è più denaro, ora ti tocca diventare ancora più povero.
Quindi il quesito che pongo a voi è questo e neanche tanto retorico:
La miseria è un dovere?

martedì 26 luglio 2011

libero arbitrio

Leggo dall'editoriale di Repubblica del 26 luglio 2011 il sempre lucido Michele Serra scrivere del labile confine che intercorre fra terrorismo criminale e malattia mentale, e chiaramente discrimina il comportamento del terrorista norvegese asserendo che non è sensato farlo rientrare nella categoria dei malati di mente perché in questo caso come definire tutti quelli prima di lui che hanno compiuto gesti altrettanto efferati?
E' una riflessione che in passato spesso mi è capitato di fare, quando riflettevo sul terrorismo, sulle Brigate Rosse, più ancora che sul terrorismo stragista rispetto al quale ho sempre pensato a una matrice legata a trame più o meno nere.
Non sono ancora arrivato a una conclusione.
Dove finisce l'ideologia e inizia la follia?
Allo stesso modo la strage norvegese mi ricorda altri eccidi simili anche se più piccoli numericamente come la strage scolastica del liceo Columbine in America.
In quel caso cosa abbiamo davanti, non potendo parlare di terrorismo,  dei pazzi o semplicemente dei criminali? Eppure anche dietro a quella strage di studenti c'era una pianificazione, una premeditazione.
Cosa scatena la bestia dentro di noi trasformando gli individui in spietati assassini?
Qualsiasi considerazione o qualsiasi condanna non risolverà questi dubbi, e rimanendo al di sopra del dibattito sulla giusta pena da determinare per l'ennesimo mostro, rimane in me il dubbio.
Perché?

mercoledì 20 luglio 2011

Grazie Sindaco Renzi


Sono per strada, sto andando al lavoro, e lo ammetto non ne ho voglia, voi si? Beati voi.
La settimana scorsa ho rischiato di farmi pestare per ricondurre alla ragione un cittadino senegalese fuori di testa, eravamo in sei vicini a lui per convincerlo con le buone a salire sull'ambulanza.
E' andata bene , nessuno si è fatto male e nessuno dei miei colleghi si è tirato indietro, nessuno ci ha pensato, ma tutti avevamo paura del senegalese fuori di testa.
Si chiama senso del dovere, spirito di servizio, o come volete definirla voi.
Quanti episodi potrei raccontarvi per cercare di spiegare a voi cosa significa essere lavoratori onesti che non rubano un salario, ma stanno sorreggendo questo miserabile paese e i suoi politici? Tanti.
Il mio problema è che se parlo io che sono solo un umile pulismano bolognese mi leggono in dieci, se un sindaco apparentemente di sinistra invece decide di fare una bella sparata contro i "fannulloni" della pubblica amministrazione subito scattano gli applausi.
Cosa cercava Renzi pubblico consenso? Non ne ho idea.
Io vado al lavoro, la rata del mutuo in aumento, le spese in aumento, ma lo stipendio congelato, gli straordinari congelati, le progressioni? Congelate.
Ci mancava solo il sindaco brunettiano per farmi girare le palle in questa bella giornata di luglio e allora che dire:
GRAZIE SINDACO RENZI!

martedì 19 luglio 2011

un successo inaspettato













Lunedì 18 luglio 2011, un ora e mezza da casa mia a Monghidoro, un viaggio.
Appena scesi dall'auto ci siamo resi conto di essere in alto, 840 metri freschi che mi sono pentito di non avere ai piedi un bel paio di Clark che peraltro non indosso più da almeno venticinque anni.
Siamo arrivati alle 20 e trenta e ho conosciuto la persona che mi avrebbe intervitato , niente di meno che Fazio ... non quello di Rai tre ... meglio, un giovane consigliere comunale Lorenzo Fazio che si è letto il mio romanzo, ha consultato il mio blog ed era molto preparato.
La piazzetta Leone X alle nove meno cinque era deserta e già pregustavo una presentazione disertata e a buon diritto c'erano non più di diciotto gradi e la gente girava con i piumini come in alta montagna.
Poi ... il miracolo. La piazza si è riempita, uomini, donne, giovani e anche un paio di cani.
Fazio è stato bravissimo, conosceva la mia biografia meglio di me, Marco Piovella era in gran forma anche se mentre leggeva i brani gli battevano i denti e la gente applaudiva alla fine della lettura.
Un bolognese doc mi ha anche chiesto se davvero penso che Bologna sia nella morsa del degrado.
Alla fine tutti a mangiare il pesce alla Petroniana che pazientemente ci ha accolti fuori tempo massimo.
Una serata riuscita, un vero successo e bello perché inaspettato.
Bravo Fazio chissà che non ci si incontri un giorno su Rai  ... 3.


sabato 16 luglio 2011

il mistero dei numeri primi











Ieri sera ho cercato di guardare il film La solitudine dei numeri primi tratto dall'omonimo romanzo vincitore di uno Strega e di un Campiello.
Romanzo efficace, opera prima di un giovane, Paolo Giordano.
I due protagonisti perfetti nelle loro solitudini deviate e contorte si sfiorano e s'incontrano in una realtà parallela ostile e spietata che a sua volta appare come distorta e malvagia.

Il libro ha avuto un enorme successo,  è piaciuto anche ai miei amici e a chi mi sta vicino e mi sopporta.
Devo essere sincero ho letto solo i primi due capitoli prima di decidere  che potevo leggere altro.

Ieri sera ho cercato di affrontare il film che utilizzando una tecnica un pò confusiva, anche se originale, si muove fra balzi cronologici avanti e indietro nel tessuto della trama reggendo solo a tratti e grazie ai due bravi protagonisti.
La parte che prediligo è quella dell'esplosione del trauma iniziale, l'incidente sciistico e la scomparsa della gemella ritardata. Nel film la tensione è palpabile, il regista riesce a creare un suggestivo clima di attesa che per me è efficace e angosciante quanto necessario.

Detto ciò, anche nel caso del film ho cambiato canale sulla scena nella quale la protagonista chiede al protagonista di toglierle il tatuaggio della viola che ha sul fianco con un coccio di vetro.
Perché non mi è piaciuto?
Perché non mi ha convinto del tutto?
Mistero.
Il Mistero dei numeri primi.
Forse perché è e rimane un dramma borghese tanto lontano dalla realtà, forse perché per me la narrativa deve toccare altre corde per essere davvero seducente, chi può dirlo, forse per invidia e gelosia? Non lo so dovrei chiederlo al mio psichiatra, ma non ne possiedo uno personale.
Cosa fa di un romanzo come questo un caso letterario,  un milione di copie vendute, diventando un film?
Altromistero.
Si accettano chiarimenti e delucidazioni.

venerdì 15 luglio 2011

editoria: promozione, distribuzione ... dissoluzione


Serata d'estate, grigliata di carne e chiacchiere in libertà nel giardino di casa di un collega.
Il collega mi presenta un suo amico di liceo, e brindando con un bicchiere di Pignoletto scopro che il suo ex compagno di classe lavora per una grande azienda che si occupa di promozione e distribuzione editoriale.

In vino veritas e lui mi racconta la sua verità o la sua opinione. Mi parla di una crisi strutturale dell'editoria italiana causata da troppi emergenti come me, troppi esordienti allo sbaraglio che con i loro risparmi arricchiscono case editrici che pubblicano a pagamento saturando un mercato editoriale che a fatica pubblica i grandi nomi.

Mi confida che oggi si vendono bene solo i libri di ricette di cucina, quelli che compri al supermercato davanti al banco dei salumi o i libri per bambini quelli con i quadretti da colorare.
Io rimango indeciso se ubriacarmi subito o dopo a casa e annuisco come un deficente davanti alla sua disarmante demolizione di sogni di gloria.

E' talmente diretto e tranquillo, come tutti gli uomini d'esperienza che quasi quasi gli credo.
Smaltita la sbornia da sabato sera in campagna mi siedo davanti al mio personal e penso che scrivere è e rimane attività individuale, si scrive per un bisogno, per un piacere, per una ricerca e per tutti i motivi che ognuno può decidere di abbracciare.

Ho in mente un progetto interessante per l'autunno e non rinuncerò perché il mercato è saturo.
Non ho mai pagato per pubblicare nulla tranne la tesi di laurea, per quella ho dovuto pagare il rilegatore.
Sono contro l'editoria a pagamento, ma detto fra noi ... credo che come al solito la causa dei nostri mali non sia da ricercare nei piccoli scrittori ma nella grande editoria, ma forse come al solito le mie sono considerazioni inattuali.

domenica 10 luglio 2011

Saldi di stagione: ultima presentazione per Belva di città


Tutte le cose belle hanno una fine e anche il ciclo di presentazioni del mio ultimo romanzo volge al termine.
Su gentile invito del Comune di Monghidoro potrete assistere alla presentazione di Belva di città

lunedì 18 luglio
ore 21,00
in Piazzetta Leone X
nel cuore di Monghidoro

Non credo ci sarà Gianni Morandi, ma sicuramente ci sarò io, l'autore.
A condurrel'evento il Consigliere Comunale Lorenzo Fazio
e l'amico Marco Piovella che leggerà alcune pagine del romanzo
Vi aspetto.
E' l'ultima presentazione, un peccato non esserci.

giovedì 7 luglio 2011

cavalli selvaggi








Ho appena terminato di leggere Cavalli selvaggi  dello scrittore americano Cormac McCarthy l'ho letto in vacanza in Toscana che bene si adatta a paesaggi western e cavalli in libertà.
E' il primo della trilogia della frontiera e appena tornato a Bologna andrò a recuperare gli altri due nella bella biblioteca di Casalecchio.
Al momento è per me lo scrittore che maggiormente incarna la mia idea di romanzo, lo stile asciutto che solo in parte rimanda al grande Hemingway,  la profonda immersione delle sue storie nella carne e nel sangue dei protagonisti fanno di questo scrittore ciò che mi piacerebbe realizzare nella mia carriera di inventore di novelle.
Non è solo una storia americana, non ci sono solo cavalli e grandi spazi, è un'esperienza diretta, cinematografica, sensoriale e profondamente emozionante.
La vita esce prepotente e reale dalle pagine e questi giovanissimi cowboys diventano piccoli eroi del nulla, eroi nell'arte della sopravvivenza nell' immenso di una natura a tratti ostile a tratti generosa.
Un romanzo che consiglierei a tutti, e che mi fa tornare forte il desiderio di scrivere, non per imitarlo ma per cercare uno stile mio che rispettosamente possa prendere anche il suo come modello.

giovedì 30 giugno 2011

ciao Gabriele












ciao volevo farti i complimenti per il libro belva di citta' mi ha rapito e in 2 giorni finito di leggere. i personaggi e gli avvenimenti sono unicamente frutto della fantasia, per me sembra una storia vera, troppe coincidenze con fatti e luoghi dove sono accadute cose simili .......ciao in bocca al lupo ps:chi ha disegnato la copertina del libro?
Gabriele


Ciao Gabriele sconosciuto.
è un'estate complicata e faticosa e i complimenti aiutano sempre a superarla se possibile in piedi.
Ti ringrazio per la tua e-mail, un solo problema non potevo risponderti perché nella tua e-mail che hai mandfato tramite il blog non c'era il tuo indirizzo quindi ti rispondo pubblicamente che non fa mai male.
Fatti inventati luoghi reali, e vita di strada di quella autentica che ogni giorno non concede sconti.
è uno dei vantaggi di fare il mio mestiere, un bel bagno di realtà quotidiana, e forse è l'unica cosa certa.

la copertina è del grande Claudio Trabucchi, collega, amico e pazzo amante dei fumetti come me.

Ti ricordo che belva di città è solo il primo di una saga di 5 romanzi dedicati a Greco e ai suoi carabinieri atipici.

Il prossimo forse uscirà sempre con Eclissi inverno 2011/2012.

Continua a seguirmi, non ti deluderò.

a proposito tu chi sei?
puoi rispondermi in e-mail ma questa volta lascia l'indirizzo.

ciao massimo

martedì 28 giugno 2011

Quel treno per Yuma



Serata estiva, libera e solitaria, decido di non scrivere, ho appena finito un romanzo e dovrei terminare una serie di racconti ma non mi decido a farlo (non amo i racconti).
In tv c'è quel treno per Yuma, Glenn Ford e un contadino onesto che sa usare la pistola e che ostinatamente lo vuole caricare su quel treno.
Un capolavoro.
C'è quasi tutto in questo piccolo cammeo del western d'annata, anno 1957, io sarei nato due anni dopo.
C'è il coraggio, quello vero, che non ostenta, non urla, non si vende, mi fa venire in mente il coraggio di certi nostri giudici uccisi dalla mafia, di certi poliziotti uccisi per averli difesi.
Non è vero che tutto  è marcio.
Non è vero che adesso è peggio.
La vigliaccheria fa parte del nostro essere uomini.
Il coraggio, il senso del giusto o del dovere capitano ancora, capitano tutti i giorni.
Basta lavorare per strada e lo incontri.
Grande film, ti ordina di non mollare.
Lo consiglierei a tanti.
Regalatevelo in una serata estiva, magari vi ricorderà qualcosa di voi che pensavate di avere perduto.


venerdì 24 giugno 2011

Ciao ... Tenente Colombo



















E' morto Peter Falk.
Era da tempo malato, paradossalmente l'aveva colpito l'Alzheimer, una malattia che aveva poco a che fare con il genio di quel trasandato tenente.
Perché per me Peter Falk era soprattutto il Tenente Colombo.
Una formula intelligente e rivoluzionaria nei gialli televisivi e non, il telefilm iniziava con l'assassino svelato agli spettatori, solitamente un freddo e astuto calcolatore che veniva regolarmente scoperto e inchiodato dallo sdrucito detective.
Colombo era, oltre ad un intelligente poliziotto, anche una sorta di riscatto marxista nel nostro arido quotidiano, perché solitamente con la sua vita approssimativa, una moglie misteriosa a casa, un cane e una povertà congenita, entrava, con il suo spolverino sgualcito, nelle ville dei ricconi e regolarmente riusciva a sbugiardarli, senza CSI, senza tracce ematiche o metodi fantascientifici solo con la logica e la psicologia dettata dal buon senso.
Solo un telefilm che rimane un pezzo di vita per un televisionamane come me.
Peter era morto da tempo, bravo attore, grande amico del più grande Cassavetes, inghiottito  da una brutale malattia. Continuerà a farci compagnia nelle tristi serate estive, quando il palinsesto langue mentre i grandi della televisione sono altrove, lui sarà ancora lì a ripetere all'infinito il gioco del poliziotto buono, intelligente  e scaltro che mangia chili e inchioda i cattivi ricconi di turno.
Una promessa di riscatto sociale, come al solito solo una favola.
Buon riposo Tenente Colombo.

mercoledì 22 giugno 2011

hotel patria di Mario Calabresi

















il 20 giugno sera per caso ho visto l'inizio di Hotel Patria la nuova trasmissione condotta da Mario Calabresi. Non conosco questo giornalista anche se mi ricordo bene di suo padre, della sua storia.
Mi sono sintonizzato su Rai tre mentre andava in onda una bella canzone di Jovanotti tratta dal suo ultimo album che a me piace molto e poi un bel pugno nello stomaco, la testimonianza di una madre che ha perso la figlia e quasi tutta la famiglia a causa dell' amianto in una fabbrica di eternit di Casale Monferrato che ha contato 2000 vittime e 800 persone malate in uno dei processi più affollati della storia dell'amianto nel nostro paese.
La storia di una città sotto l'assedio spietato del terribile materiale che ancora oggi a distanza di 25 anni dalla chiusura della fabbrica continua a mietere vittime.

Ci vuole coraggio a sbattere certe verità in prima serata, ci vuole determinazione e lucidità.
Calabresi non lo conosco, l'ho già detto ma mi è piaciuta l'intervista asciutta alla madre coraggio e quel modo di condurre non retorico o ammiccante ma serio e preciso del giornalista capace.

Mi sbaglierò, ma Calabresi mi piace.
In mezzo a tanti giornalisti spaventosi è bello trovarne uno che non ha dimenticato cosa significa fare informazione.

sabato 18 giugno 2011

Santoro, Bologna, La Fiom














Santoro alla festa per i 110 anni della FIOM

Ne aveva bisogno la FIOM di Santoro, di Benigni, di Travaglio eccetera e eccetera?
Santoro in televisione  ha ricordato al suo pubblico che suo padre era ferroviere.
Mio padre invece era operaio, una vita per la Weber, e non è un caso se ogni tanto la Weber torna nei miei romanzi, chi ha i genitori operai è un pò operaio tutta la vita, soprattutto quando la tua vita è condizionata dal loro stipendio.

Non era facile essere operai negli anni 60/70/80 e non lo è neanche adesso.
Tante volte sono sceso in piazza per loro e con loro, perché scendere in piazza per gli operai era scendere in piazza per i miei stessi interessi e perché allora ci credevo.
Adesso non scendo in piazza, non ne ho voglia e non ci sarei andato a Villa Angeletti per ascoltare i 45 minuti del bravo Travaglio o le solite battute di Benigni su Berlusconi o il breve ma significativo passaggio di Santoro.
L'unico motivo che poteva spingermi ad andare alla festa della FIOM poteva essere il forte legame che sento e che sentirò sempre per quella che un tempo era definita la classe operaia e che adesso forse è in un purgatorio molto lontano dal paradiso del bel film del 72 di Elio Petri con il grandissimo Volonté.

Non potevo esserci ieri sera perché ero ad un'altra festa dell'Unità per un mio romanzo.

Nonostante la mia latitanza, buona festa ai tanti operai che giustamente festeggiano la festa della FIOM.
Ai tempi nei quali mio padre faceva l'operaio, per me esisteva un solo sindacato la Federazione Impiegati Operai Metallurgici della CGIL e nel mio immaginario è ancora così.

giovedì 16 giugno 2011

Crozza e i referendum















Avete visto Ballarò il 14 giugno? Confesso che solitamente ascolto solo Crozza poi cambio canale, ieri sera ho rispettato il programma, ho ascoltato Crozza ho riso molto e l'ho anche invidiato.
Lui prende davvero a sberle i nostri politici, tutti senza eccezione poi torna dietro le quinte.

Ieri sera c'erano  D'Alema e Di Pietro.  Crozza è stato grande, come al solito.
Non credo riuscirei a sopportarlo in un intero spettacolo a teatro ma i cinque minuti di Ballarò sono fondamentali, un blob della satira politica, un bello scapaccione in diretta,  l'intelligenza lucida per dire tutto ciò che noi italiani abbiamo nello stomaco e non possiamo mai dire ai nostri politici.
Per chi non l'ha visto eccolo di seguito:

Il resto della trasmissione non mi interessa, a un certo punto è spuntata anche la Polverini, la faccia pulita del Pdl, e ho cambiato definitivamente canale.

Lei ha detto che la  politica è una cosa bellissima, certo per chi la fa e ci campa alla grande, per noi è bella quanto può esserlo un mal di pancia.

mercoledì 15 giugno 2011

Il caimano di Moretti












Roma è una grande città. ci sono stato in diverse occasioni, mi piace passeggiare per il centro storico, mi sarebbe piaciuto  essere all'Auditorium di Roma per ascoltare Moretti che in maniera profetica si trasforma nel caimano del famoso film.
Moretti fa parte della mia vita come Gaber,  due personaggi che mi hanno accompagnato fin dalla giovinezza.
Il regista ha fatto scelte di campo precise, ha preso una posizione ferma nei confronti dell'attuale regime politico e per molti versi mi sento vicino a lui, alle sue posizioni.
E' necessario parlare, dichiarare il proprio sconcerto di fronte a questa Italia, soprattutto ora che il paese sembra ridestarsi dopo un lungo periodo di letargo.
Ho riascoltato e rivisto l'ultima scena del Caimano e Moretti è talmente calato nel suo ruolo che si trasfigura.
Riesce davvero a compenetrarsi in quel personaggio che comunque rimarrà nella nostra storia politica come una delle tante contraddizioni irrisolte.
Per chi vuole rivedere la scena finale eccola di seguito : ultima scena
Ma la sinistra come ne esce da tutto questo pasticcio?
La sinistra non ha mai abbandonato le aule del potere e  oggi sembra volersi prendere il merito del risultato referendario.
Sbaglia, molti hanno votato sì come il sottoscritto solo per urlare la propria stanchezza di fronte a chi ha abusato fin troppo del proprio potere e per chi come la sinistra ha continuato a permetterglielo.
In questa storia non ci sono vincitori, solo vinti e il dopo Caimano è tutto da inventare.

martedì 14 giugno 2011

Lady Gaga la nuova regina del business



















Mi ricordo la prima volta che vidi Madonna, in un brutto video su Videomusic, avevo 24 anni e pensai che quella pischella avrebbe fatto strada, non mi è mai piaciuta, ho sempre pensato che fosse un bluff ma qualche sogno erotico almeno nel periodo del militare devo averlo fatto su di lei.
E Lady Gaga?
L'ho vista al telegiornale nella sua esibizione gratutita all'EuroPride sul quale mi astengo da qualsiasi commento.
Lei è andata lì per solidarietà ... certo ...
Lei è una guerriera dei diritti civili ... sicuro...
Si muove come uno spot pubblicitario incarnando un'idea plastificata di tragressione che a me fa solo sbadigliare, è meno erotica di un calzino bucato e forse saprà anche cantare ma per il resto che dire, l'ho notata ieri per caso e domani non ne parlerò più.
Lei non lascerà tracce, non segnerà il destino dell'umanità, resterà come una delle tante icone pubblicitarie, prodotto dei nostri tempi malati, costruita a tavolino da un vero e proprio esercito di professionisti.

La cantante può contare su un team di creativi, riuniti nella casa di produzione Haus of Gaga, che studia passo per passo tutte le mosse di marketing che stanno dietro ad ogni apparizione di Gaga: dai costumi, eccentrici, eccessivi e capaci di fare moda, fino alle acconciature e agli accessori.

Chi la utilizza per scopi propagandistici come è avvenuto qualche giorno fa a Roma fa bene, lei attira masse.
Ma passerà come tutte le cose effimere, non credo che fra quarant'anni si sentirà ancora una sua canzone per radio come accade invece con gli immortali Beatles, ma forse, come capita spesso, mi sbaglio ... e chi se ne frega, fra 40 anni non ci sarò per scoprirlo.






lunedì 13 giugno 2011

il mio nome era Dora Suarez



Ho terminato il mio terzo e ultimo libro di Derek Raymond, pseudonimo di Robert William Arthur Cook che a me piace di più ma non importa.
Ho letto la sua autobiografia che mi ha moderatamente entusiasmato.
Mi ha colpito molto la sua analisi del noir e il fatto che l'autore lo colleghi strettamente al tessuto sociale nel quale si sviluppa e  il messaggio politico che emerge dal romanzo di genere.
Meno interessante la sua vita raccontata, la guerra e tutto il resto.
Come ho già scritto non mi è piaciuto per niente Incubo di strada, l'ho trovato stucchevole, ridondante, quasi poetico, e molto poco noir.
Dora Suarez, considerato il suo capolavoro, l'ho trovato interessante, mi sono piaciuti due momenti, la parte iniziale, dove si decrive il luogo del delitto e compare subito l'assassino e la parte finale, dove ( non svelo la trama) riemerge la figura dell'assassino e il confronto con colui che lo sta cacciando.
Interessante il personaggio di Dora Suarez, e la cura con la quale l'autore ha immerso occhi, mani e stomaco nell'orrore.
Detto ciò, non leggerò altri romanzi di questo autore, perché lo trovo lontano anni luce dalla mia idea di noir, e quindi o sono io che ho sbagliato tutto, o intendo questo genere letterario diverso, trovando nei suoi romanzi una sfumatura di nero, ma non la più interessante.
Lui persegue le profondità quelle senza speranza, ci mette l'anima e forse come dice ha rischiato in parte la sanità mentale nel tentativo, ma non mi entra dentro, non come altri autori lontanissimi da lui.
Consiglio questo Dora Suarez se non altro per avere un secondo e terzo parere, ma abbandono Derek ai suoi estimatori e torno a letture più vicine al mio modo di sentire.


domenica 12 giugno 2011

il Papa, i Rom e ... noi











Leggo dalla Stampa il Papa incontra i Rom  mai più vessazioni nei loro confronti.
La Chiesa fa il suo dovere, e come cantava Gaber si rinnova per la nuova società, si rinnova per salvar l'umanità.
Non entro nel merito della sua secolare saggezza ma mi permetto di dire la mia.
Io li conosco i Rom, non tutti, non uno per uno, non ci mangio insieme, ma vi assicuro ne ho conosciuti molti.
Sono entrato di notte nei loro accampamenti prima di una piena per aiutarli a non farsi travolgere dal fiume insieme ad altri come me che erano lì per dovere e non per piacere, li incontro tutti i giorni per le strade di Bologna e ci parlo mentre mi tocca di identificarli , in Piazzola dove è altissimo il numero di borseggi.
Non mi è  mai capitato di sentire uno di loro dire: voglio integrarmi ditemi dove firmare, voglio un appartamento e un lavoro e una scuola per i miei figli.
Forse a Bologna però passano solo i Rom più indipendenti e meno integrati ... forse.

sabato 11 giugno 2011

Aniene Guzzanti



















Ho visto su Sky on demand la prima puntata di Aniene la nuova trasmissione di Corrado Guzzanti.
Si ride poco con Guzzanti , ma del resto chi ha voglia di ridere.
Meglio riflettere con un mezzo sorriso sulle nostre terrene sventure e Guzzanti ci riesce a farti riflettere con la leggerezza che lo contraddistingue dietro la quale si cela grande professionalità e un' impareggiabile arte del travestimento.
Guardando Guzzanti mi torna alla memoria  il mitico Noschese.
Travestirsi, diventare un altro, calarsi in un personaggio fino a farti dimenticare chi lo sta interpretando, è arte difficile sia da realizzare che da coltivare.
Guzzanti ci riesce magistralmente ed ecco che dietro i microfoni della scena internazionale compare un ministro Frattini che non comprendendo l'inglese dei suoi interlocutori continua a rispondere yes a tutte le accuse dei giornalisti  stranieri rivolte al governo italiano, fino a quando questi accorgendosi della sua ignoranza linguistica cominciano a  prenderlo in giro.
Quel personaggio è davvero significativo. 
In Europa ci vedono davvero così: ignoranti, sottomessi ad un regime politico dispotico e corrotto, ridicoli con i nostri limiti oggettivi e  hanno ragione.
I personaggi sono tanti, tutti interessanti: il Papa che per disperazione si rivolge agli Dei, una Loggia massonica in disarmo, la festa per i 150 anni della mafia, etc.
Unica spalla di Guzzanti il fedele Marzocca  bravo  gregario.
In conclusione, identico commento riservato precedentemente alla sorella.
Per fortuna in Italia ci sono i Guzzanti, non saranno indispensabili ma almeno ci aiutano a sorridere delle nostre insormontabili disgrazie.

giovedì 9 giugno 2011

quando una recensione è sincera



Ricevo questa e-mail da un collega e amico e pubblico perché la pubblicità è l'anima del commercio e i complimenti sinceri non vanno sprecati:

 Massimo,

E' passato circa un anno da che ti chiesi dove poter acquistare i Tuoi libri. Da quel dì sono rimasti ad impolverarsi sul comodino della mia camera da letto, sovrastati da "è facile smettere di fumare se sai come farlo".
Ieri casualmente, ho iniziato a leggere "La ragazza del fiume". Ti premetto che mi piace molto leggere ma per pigrizia, celata dalla mancanza di tempo, era parecchio tempo che non affrontavo un libro. L'unica cosa che avevo percepito dei Tuoi romanzi erano i brani letti alle presentazioni alle quali ho assistito, narrati da un improbabile Carlo Del Percio e da un professionista come Andrea Piselli.
Leggendo la tua prima opera, mi sono immerso in luoghi che conosco bene, da Te descritti magistralmente e sono stato assorbito dall'avvincente fluidità delle tue parole scritte.
Insomma in circa due ore ho spazzolato "la ragazza del fiume" per poi dedicarmi fino alla mezzanotte di ieri a "Belva di Città" tutto di un fiato..
Oggi si riparte con "Bologna all'inferno" e se l'effetto è quello prodotto dagli altri due libri non credo che mi alzerò dal divano se non per urgenti ed iprocrastinabili esigenze fisiche.
Dato però che questo è l'ultimo che mi rimane da leggere... vedi di sbrigarti con il prossimo lavoro..

Max.. complimenti sinceri. Sono contento di averti conosciuto un pò più da vicino rispetto ai furtivi ciao mentre piantonavamo qualche imbecille in attesa dell'AFIS

Claudio, un tuo Collega della Municipale

mercoledì 8 giugno 2011

presentazione festa dell'unità villa torchi



















Penultima presentazione di Belva di città, credo e spero.
Sono parecchi mesi che porto in giro la creatura ed è giusto che ogni cosa finisca.

In teoria dovrei presentare il mio ultimo romanzo anche il prossimo mese, ma come mi ricorda saggiamente un collega dell'infortunistica, se ci arrivo al prossimo mese.


In conclusione se non avete mai assistito ad una presentazione del bravo Piselli criminologo e collega, e se vi piace la buona cucina non potete perdervi questo appuntameto, le coordinate le trovate sulla locandina all'inizio del post.
Per gli altri ... buona estate


lunedì 6 giugno 2011

Vilipendio Guzzanti















Domenica pomeriggio, reduce da un periodo pesante mi rilasso davanti a Comedy Center e mi lascio prendere dallo spettacolo della Guzzanti: Vilipendio.
Premessa la Guzzanti non mi fa ridere, mai accaduto, a differenza del fratello che trovo a tratti irresistibile.
Non condivido neppure la sua risolutezza, la determinazione e tutte le sue idee, ho molti più dubbi di lei sul mondo, la realtà, il cosiddetto sistema.
Quando attacca Pasolini con la famosa citazione sui poliziotti proletari di Valle Giulia dicendo che era meglio essere studenti che poliziotti, come se fosse a volte possibile operare una scelta, davvero la ritrovo ad anni luce.
Però e c'è un però ... averne di Sabina Guzzanti nel nostro povero paesello, con la sua forza, il coraggio delle idee, la sua capacità di trasmetterle, e l'intelligenza lucida, tagliente come un coltello.
Lei affonda dove fa più male e non risparmia nessuno né destra, né sinistra.
Anche se non condivido molte delle cose che pensa, è importante che ci siano intellettuali come lei, con quella energia pulita e lo sguardo fiero e allucinato di chi crede di avere ragione.
Brava, come un Don Chisciotte al femminile, spero riuscirà ad abbatterne almeno uno dei nostri mostruosi mulini a vento, o almeno che non le impediscano mai di parlare.
Democrazia è ammettere nella diversità il pensiero dell'altro, o almeno credo.

giovedì 2 giugno 2011

Dexter fine stagione ... una sottile malinconia mi coglie di sorpresa



















E' terminata da poco la quinta stagione di Dexter con il bravo   Michael C. Hall    a interpretare il ruolo di uno psicotico tecnico della scientifica di Miami con la passione per i serial Killer.
Seguo la serie dal suo esordio su FX piattaforma sky.
E' la mia fiction preferita, perché?
Tanti motivi, il ritmo, l'idea, i personaggi e soprattutto lui, tanto cattivo quanto giusto.
Una sorta di idealizzazione dell'eroe negativo.
Un inno al'individualità, per me  stile di vita, nonostante tutto.
Anch'io spesso mi sento solo, quando scrivo, quando corro e quando rifletto sul mondo con pensieri che difficilmente potrei condividere.
Dexter è  l' esplicitazione dei pensieri oscuri,  un'uscita dallo specchio della nostra coscienza farcita  di luoghi comuni, buonismo, ipocrisia.
Mi piace, è terapeutico,  difficilmente uccide per sbaglio e le sue vittime sono i carnefici che solitamente rimangono impuniti nella realtà.
Nel frattempo l'attore si è ammalato di cancro.
Spero vinca questa battaglia.
A volte la realtà irrompe brutalmente nella nostra vita entra nei nostri passatempi preferiti, scombina le carte in tavola,in questo caso trasforma l'invulnerabile Dexter Morgan in un normale essere umano.
In bocca al lupo Dexter/Michael, stupiscici,  come saprebbe fare il tuo alter ego.
Intanto io rimango in attesa della sesta serie che mi accompagna nei gelidi inverni della bassa.