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mercoledì 30 ottobre 2019
domenica 27 ottobre 2019
lunedì 21 ottobre 2019
Ray Donovan
Sono wolf risolvo problemi.
Ray Donovan viene pagato e molto, da ricchi danarosi e disperati per risolvere le numerose bassezze delle quali si macchiano quotidianamente nella luccicante Hollywood.
Ma Ray è tanto bravo a risolvere i problemi degli altri quanto in difficoltà nell'affrontare la sua vita, una famiglia di fratelli border line, un padre criminale, appena uscito dopo 20 anni di galera e una moglie e due figli da difendere.
Dinamico, nevrotico, a tratti angosciante, sicuramente esplicito, decisamente intrigante, rientra nei miei canoni e lo consiglio agli amanti del nero metropolitano, dove le regole sono tanto sacre quanto piacevolmente aggirabili pur di raggiungere un qualsiasi obiettivo.
Su netflix
sabato 19 ottobre 2019
quota 100
Diamo qualche numero.
60 anni, 100 donazioni avis, 16 libri pubblicati.
Pensavo sarebbe stato un anno importante, importante per me intendo.
Invece sono qui a riflettere su quota 100 che mi permetterà, forse, di lasciare il lavoro con 62 anni e più di 40 anni di contributi, ma Renzi dice che è un errore e Renzi è un uomo d'onore.
Lui ha parlato con suo zio che si ostina a definire "vigile urbano" che ha solo 64 anni e cosa vuoi che sia un anno in più di lavoro?.
Sono stanco di Renzi, di questo Stato che continua a chiamarci vigili urbani, e ci tratta come gente che può lavorare fino a 67 anni, insieme a tutti gli altri cittadini, quelli che pagano le tasse, sicuramente perché non hanno scelta, magari perché sono gli onesti che reggono il paese.
Dicono, da che ho memoria, che non ci sono soldi, che stiamo rubando il futuro ai giovani, che sarà quota 100 ad affondare la nave, non i miliardi di evasione fiscale, con la quale tutti si riempiono la bocca, ma sulla quale nessuno è in grado di fare davvero qualcosa.
In conclusione, se non la toglieranno questa manovra iniqua per molti, salvifica per me, io la prenderò al volo, rinunciando a un'immediata liquidazione, si dimenticano di dirlo, rinunciando alla pensione piena, perchè io personalmente mi arrendo, non ci credo più e rendo merito al populista Salvini se riuscirò a raggiungere l'unico numero che davvero può cambiare la mia attuale esistenza.
domenica 13 ottobre 2019
El camino
Va dove ti porta l'universo.
Ho iniziato a vedere El camino con scetticismo.
Perché un film per concludere una delle serie più belle degli ultimi anni?
Era necessario?
Alla fine credo di potere dire di sì.
Non vi racconto nulla,ma anche se lo facessi non farebbe differenza.
El camino è probabilmente la giusta conclusione.
Ci sono alcuni dei personaggi iconici della serie, c'è lo stile inconfondibile di Gilligan, poi c'è Jesse Pinkman il personaggio che doveva scomparire quasi subito in Breaking Bad alla fine rappresenta in un certo senso la speranza, la possibilità di riscattarsi, la prosecuzione dell'avventura, e l'unico punto di convergenza fra la potenza della finzione cinematografica e creativa e la vita vera è il fatto che ognuno di noi può avere una seconda possibilità, e che il viaggio non finisce mai di stupire fino a quando il cuore batte.
Buona fortuna Jesse Pinkman e buona fortuna a tutti noi
giovedì 10 ottobre 2019
stranger things 3
Probabilmente è vero ciò che ho letto, sicuramente in questa terza stagione manca l'elemento sorpresa che avevamo gustato nelle precedenti stagioni, ma in ogni caso rimane uno dei progetti più intriganti di Netflix. Questi ragazzini straordinari e in generale il piccolo esercito a difesa del mondo, del nostro mondo con le sue consuetudini, in un'America dove andava in scena Ritorno al futuro, insomma tutta la sceneggiatura e la regia sono davvero evocative di un periodo, i mitici anni 80 direi, nei quali tutto sembrava possibile, tutto sembrava a disposizione.
Allora nascevano i primi video musicali, e si producevano film fantastici, come Ritorno al futuro appunto e la vita di noi giovani sembrava mostrare possibilità, il mondo cominciava a rimpicciolirsi, diventando più fruibile, la creatività era alle stelle.
L'atmosfera di Stranger things mi riporta a quel magico periodo, nel quale ero inconsapevolmente giovane e pieno di inutilizzate energie.
Atmosfera, ritmo, suspense, magia, e tutto il meglio dell'adolescenza in questa produzione Netflix.
sabato 28 settembre 2019
l'istituto
Non c'è niente di più adatto a una qualsiasi vacanza di un romanzo di S.King.
L'istituto è perfetto, tornano i bambini, bambini geniali, torna la claustrofobia dei luoghi e delle situazioni, la sua capacità di creare personaggi credibili e calarli in situazioni impossibili.
Devi amarlo King per sopportare i suoi colpi di scena, le deviazioni repentine, l'improvvisa ma inevitabile intrusione del fantastico.
Dentro c'è tanto, i nostri tempi incomprensibili, la sopraffazione del forte sul più debole, la violenza gratuita, la riscossa dell'innocenza perduta e un carosello di personaggi infantili fragili e potenti.
Ho riscoperto King in vacanza e mi rendo conto che quest'anno tornerò più ossigenato ai consueti crucci quotidiani.
martedì 24 settembre 2019
sostituto procuratore imma tataranni
Non conoscevo Vanessa Scalera ed è stata una bella scoperta, lei è Imma Tataranni sostituto procuratore di Matera che investiga su vari delitti.
Ho visto la prima puntata che si avvale anche di diversi attori brillanti da Morelli a Cesare Bocci.
La trama, l'indagine, la risoluzione del caso è marginale, interessante lo sviluppo dei personaggi, la commedia, l'ironia, i dialoghi e la potenza della protagonista.
Fondamentale lo scenario, dalla Sicilia alla Puglia, dai luoghi di Montalbano ai sassi di Matera, il paesaggio italiano si mostra al meglio facendo da cornice a una gradevole commedia all'italiana.
Non conoscevo nemmeno i gialli dai quali è tratta che continuerò a non leggere, ma complimenti alla scrittrice, quando un romanzo diventa fiction è spesso preludio di un ulteriore successo.
Ma non provo più invidia, quella la lascio ai giovani.
lunedì 23 settembre 2019
unbelievable
Incredibile è la testimonianza di una giovane che dichiara di essere stata stuprata ma poi viene convinta da madre affidataria e polizia a ritrattare.
Finalmente una serie che affronta, partendo da fatti davvero accaduti in america nel 2008, mi pare, il dramma dello stupro vissuto dall'ottica di un team di bravissime detective, quasi tutte donne, che indagano per arrivare a fermare uno stupratore seriale.
In mezzo al pantano di cattiva informazione, retorica buona per tutte le pance, strumentalizzazioni politiche e spettacolaristiche finalmente una storia che convince, avvince, fa riflettere e mostra un dramma visto dalla parte della vittima e non dell'aggressore.
Bravissime le attrici, tutte.
Su netflix
domenica 22 settembre 2019
ma cosa ci dice il cervello
Io per campare indosso una divisa da 17 anni e ci credo ancora nel mio lavoro.
Gli attori per campare a volte mi sembra che debbano fare cose incredibili, nel senso che un film come questo, che ho visto faticando non poco per arrivare alla fine, non è un prodotto credibile, da nessun punto di vista.
Ha solo un punto a suo favore il cast, alcuni fra i migliori attori della commedia italiana oggi:
Paola Cortellesi, attrice talentuosa, Stefano Fresi,Carla Signoris, Paola Minaccioni, la Pandolfi, Morelli etc.
Ma il film rimane brutto, banale, moralmente innocuo.
Un agente segreto che per riscattare le ingiustizie subite da alcuni suoi amici si impegna per insegnare un po' di educazione a un bullo che vessa il suo insegnante, una paziente che aggredisce un medico al pronto soccorso, un papà che aggredisce l'allenatore di suo figlio, uno stronzo che tratta male una hostess in aereo.
Non c'è pathos, non c'è davvero ironia, non c'è nemmeno un po' di sana violenza,i personaggi negativi davvero odiosi non pagano davvero, come del resto accade nella realtà e il film non decolla mai.
Cosa ci tocca fare per campare, rimane solo l'ultima considerazione di fronte all'ennesimo brutto film italiano.
sabato 21 settembre 2019
Future man
Sempre su prime video altra serie interessante per i matti come me che amano video games e super eroi, un giovane video giocatore dopo avere finito un gioco impossibile si trova catapultato in una realtà virtuale nella quale è chiamato a salvare l'umanità.
Un po' ritorno al futuro, un po' terminator, molta ironia, la giusta dose di violenza e insensatezza, la causa della fine dell'umanità è tutta in un herpes.
martedì 17 settembre 2019
Hakan Nesser ... l'uomo che odiava i martedì
Non sono un amante del giallo svedese, scandinavo e in generale nordico.
Mi piacciono in generale le realizzazioni seriali televisive su netflix o sky ma tendo a leggere altro.
Nesser mi ha conquistato invece con Gunnar Barbarotti un poliziotto fuori da ogni rotta possibile, davvero originale, riflessivo, fragile,di un'umanità che trascende il suo ruolo, sicuramente un poliziotto improbabile nella realtà dura delle nostre città, ma interessante in una trasposizione letteraria.
Non vi racconterò la trama del suo penultimo romanzo, forse uno dei più struggenti.
L'indagine è soprattutto funzionale alla creazione dei personaggi, tutti curati, descritti, approfonditi, quindi non poteva non piacermi.
Vi consiglio di iniziare dal primo L'uomo senza un cane e se vi piace il genere dovrete leggerli tutti, perché è un ciclo che inizia e finisce come capita solitamente delle cose della vita.
domenica 15 settembre 2019
the boys
Tratto dall'omonimo fumetto scritto da Garth Ennis e disegnato da Darick Robertson anni 2006, è una realizzazione Prime video e riesce nuovamente a stupirmi dopo l'esperienza con Happy.
Questa volta i cattivi sono i super eroi in un universo dove sono per tutti le star da amare e imitare ma nella realtà sono psicopatici con pieni poteri di fare e disfare a piacimento.
In un certo senso un'anticipazione dei nostri anni dove non conta ciò che vali ma quanto sei bravo a venderti e mostrarti in rete, non si capirebbe altrimenti il successo di alcuni pseudo artisti/cantanti/blogger che non hanno né arte né parte ma spaccano alla grande.
Linguaggio esplicito, ultra violenza, sesso e molta azione.
Su Amazon Prime Video
venerdì 13 settembre 2019
riflessioni siciliane
Oggi 13 settembre 2019, l'acqua è talmente calda che tuffarsi e nuotare avviene senza fatica, senza sforzo anche per un freddoloso come me.
Alle 16 passo dal bar sulla spiaggia, "Anticaglie" per un caffè, domenica prossima ultimo giorno di apertura, lunedì i gestori partono direzione nord, in sottofondo canta Cremonini e scherziamo sul fatto che è un cantautore bolognese, gli racconto delle nostre colline e di come sia davvero divertente percorrerle in vespa.
Mi chiedono da dove possono salire, gli dico da via Saragozza, per via di Casaglia, ma gli dico anche che la Sicilia è più bella.
Mi dicono che hanno mangiato da Vito, una volta, tortellini introvabili, io gli consiglio La Gigina a Corticella, cucina bolognese doc, non ci sono mai stato ma ne parlano assai bene.
Loro ascoltano Cremonini io penso a una canzone di Battiato
Passammo l'estate su una spiaggia solitaria
E ci arrivava l'eco di un cinema all'aperto
E sulla sabbia un caldo tropicale dal mare
che ascoltavo quando avevo la loro età, anzi ero più giovane.
Sicilia, Emilia, terre lontane, diverse suggestioni, paesaggi, cibi, ma unite in un pomeriggio di settembre, perché l'estate qui non è ancora finita e la testa si sblocca davanti al mare, a una spiaggia deserta, e ricomincio a immaginare situazioni, personaggi, storie.
Mi scappa da ridere quando sento miei coetanei mugugnare che la pensione li spaventa, li spaventa il vuoto, la fine dell'età produttiva.
Il vuoto è vacanza, apre la testa a nuove frontiere, ti permette di fare progetti esistenziali
nuovi, ti ricorda che non siamo nati per lavorare, ma per vivere e per perseguire l'irraggiungibile felicità che non esiste, ma affiora in un pomeriggio perfetto a Punta Secca.
Se non sapete cosa fare coetanei in età da pensione, ricominciate a fare una cosa bella, leggete un libro, quello che avete abbandonato su qualche comodino e lasciato lì solitario a prendere polvere.
lunedì 26 agosto 2019
13 ... terza stagione
Ho iniziato a vedere la terza stagione di 13 con il consueto prologo educativo comprensivo di avvertenze per l'uso.
Sicuramente 13 è un prodotto interessante perché entra con uno stile tutto suo nel complicato e per certi versi intraducibile universo adolescenziale americano, che ha un denominatore comune con qualsiasi altro universo analogo, la giovinezza, con tutti gli struggimenti, insicurezze, malesseri e pulsioni del caso.
I temi trattati sono universali, bullismo, droga, sesso, violenza gratuita, solitudine esistenziale, incomunicabilità fra diverse generazioni, diversità e chi più ne ha più ne metta.
l'originalità sta tutta nei personaggi che sono spesso improbabili, ma non meno affascinanti.
I personaggi sono cinematografici e in questo modo rendono però la vicenda, farcita di problematiche reali, più intrigante.
Può servire una serie come 13 a fare riflettere i giovani?
Ne dubito.
I giovani, quelli veri che si muovono nel mondo reale, devono fare i conti con diversi aspetti presenti nella fiction, ma nell'italietta di oggi hanno un problema in più, nessuna prospettiva futura, nessuna speranza di realizzazione, nessun aiuto dallo Stato, entità sempre più effimera e alla deriva, e quando devi sbatterti ogni giorno per capire come costruirti un futuro, 13 può diventare davvero una commedia quasi divertente, non trovate?
venerdì 23 agosto 2019
Mindhunter 2
Fine anni settanta.
Tornano gli agenti speciali dell'FBI che crearono l'unità di analisi comportamentale.
Tornano gli efferati omicidi, i serial killer spietati e folli, in questa realizzazione affascinante di un libro Mindhunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano (Mind Hunter: Inside FBI’s Elite Serial Crime Unit).
Alla base del nero per eccellenza sicuramente c'è l'analisi della follia psicotica che spinge degli individui quasi sempre solitari a trasformarsi in predatori.
Inquietante, ancora più coinvolgente se davvero basato su storie reali, affascinante ricostruzione di un periodo storico che in un certo senso dovrei conoscere bene, mentre in Italia si sparava nelle piazze (1977) in America si cominciava a studiare un fenomeno, quello dei serial killer, tanto cinematografico quanto terribile.
Bravi gli attori, credibili le ricostruzioni, ottima regia.
Su Netflix
lunedì 19 agosto 2019
Sekiro shadows die twice
Alla fine non ce l'ho fatta a resistere, orfano dei Souls ho fatto la follia agostana, non ho fatto cadere governi ma ho acquistato Sekiro shadows die twice, ho impiegato un oretta a superare il primo combattimento con un mini boss e adesso mi accingo a inoltrarmi nel gioco vero e proprio.
Lo so che mi farà soffrire, lo so che metterà alla prova la mia pazienza e mi farà imprecare e maledire l'acquisto, ma che ci posso fare.
Ho provato a farmi piacere giochi spettacolari, bellissimi, come Red dead redemption due, ma al di là della longevità, incredibile, e della bellezza e della poesia, all'ennesima galoppata per raggiungere un qualsiasi luogo ho deciso che mi ero davvero rotto le scatole e allora via al nuovo delirio in attesa del loro prossimo gioco che dicono uscirà nel 2020 Elden Ring annunciato come un'evoluzione dei Souls ideato in collaborazione con quel geniaccio di George R.R Martin (Trono di spade) con la regia del grande Miyazaki, insomma vedremo se davvero risponderà alle aspettative dei tanti intrepidi pazzerelloni, come il sottoscritto, che attendono al varco il nuovo capolavoro.
Vi terrò aggiornato sulle mie peripezie con Sekiro, per scoprire se è davvero impossibile, per ora l'esordio lo trovo bellissimo, ma sono davvero poco obiettivo.
sabato 17 agosto 2019
la scimmia nuda
È stato fatto un serio e coscienzioso tentativo di insegnare a parlare ad un giovane scimpanzé, ma con scarso successo. L’animale venne allevato in casa, in condizioni identiche a quelle di un bambino. Associando le ricompense a base di cibo con i movimenti delle labbra, si tentò ripetutamente di persuaderlo ad articolare qualche parola semplice. A due anni e mezzo, l’animale era in grado di dire "mamma", "papà" e "tazza". Alla fine riusciva a dire queste parole nelle occasioni giuste, ed infatti quando voleva bere sussurrava "tazza". Il difficile compito di insegnargli a parlare venne continuato, ma a sei anni (quando la nostra razza supera le 2000 parole), tutto il suo vocabolario non ne comprendeva più di sette. La ragione di questa differenza sta nel cervello, non nella voce. Lo scimpanzé possiede un apparato vocale che da un punto di vista strutturale è perfettamente in grado di emettere un’ampia gamma di suoni.
Tratto dalla scimmia nuda di Desmond Morris
Ho scoperto La scimmia nuda grazie a Gabbani che vinse mi pare, e convinse, con la famosa canzone di qualche tempo fa, poi mi capitò di imbattermi nel saggio antropologico del noto etologo e decisi di leggerlo. Lo sto ancora leggendo, è uno dei miei compagni di questa estate 2019 e il brano che ho allegato sopra è solo un esempio di quanto questa analisi mostri aspetti decisamente illuminanti sul nostro essere umani, sulle origini, sulla improbabile origine divina e soprattutto sulla nostra evoluzione dovuta in grande parte alle dimensioni del nostro cervello.
Vi consiglio la lettura, per quanto datata (1967), utile per cercare di comprendere chi siamo e le differenze sostanziali con gli altri primati, una per tutte, noi siamo gli unici animali che si dedicano con passione allo sterminio dei nostri simili, uno dei tanti spunti di riflessione. Quando vi troverete a un bivio, spiazzati, indecisi, perplessi di fronte al vostro destino questa lettura forse vi darà qualche utile spunto per ricordarvi che un tempo eravamo solo animali con la coda e poi una scintilla animò il nostro intelletto, che cominciò a lavorare per evolversi e portarci fino a qui, noi siamo il frutto di quella incredibile evoluzione, non lamentiamoci degli effetti collaterali.
venerdì 16 agosto 2019
omicidi a Sandhamn
L'avvenente fanciulla della locandina sopra è una delle protagoniste di questa piacevole fiction svedese ambientata in una amena località turistica, Sandhamn, nell'arcipelago al largo di Stoccolma.
I diversi episodi sono tratti da alcuni romanzi di una scrittrice svedese per me sconosciuta.
La trama segue uno schema sempre uguale, omicidio, indagine condotta dal poliziotto protagonista, l'ispettore Thomas Andreasson spesso coadiuvato dalla bella Nora Linde sua amica d'infanzia, avvocato che trascorre sull'isola parte dell'estate.
Il numero di omicidi perpetrato sull'isola ricorda per certi versi analoga situazione che affligge Cabot Cobe, città fittizia del Maine, dove le persone si ammazzano allegramente ma difficilmente sfuggono al fiuto investigativo della Signora in giallo.
Ecco, Nora Linde è una sorta di avvenente signora in giallo svedese, bella, poco svedese, meno fiuto investigativo ma una innata propensione a trovarsi nel posto giusto al momento giusto per assistere a un omicidio.
La serie è ben scritta, i luoghi piacevoli, i gialli interessanti; l'idea di ambientare storie truci in luoghi incantevoli ricorda un'altro pacchetto altrettanto improbabile ma godevolissimo come Delitti in paradiso.
Per le vostre serate estive quindi vi consiglio i paesaggi svedesi, scoprirete nuovi personaggi con una grande propensione al buon bere e alla compagnia, pesce affumicato e situazioni delittuose senza l'angoscia tipica dei neri metropolitani.
Intrattenimento puro, senza pretese ma dignitoso.
Su prime Amazon
martedì 13 agosto 2019
Polizia Locale ... Il Presidente di tutti noi
Lo Schiaffo alla Polizia Locale
Sappiamo bene tutti delle oramai note e infauste parole spese dal presidente della Repubblica contro la Polizia Locale e tutte quelle figure che, rappresentando le funzioni pubbliche, meritano meno considerazione rispetto alle forze dell' ordine...
Penso così ai tanti poliziotti locali feriti, offesi, aggrediti a morsi, calci, pugni, umiliati, denigrati per strada, in rete, nei social...
Ma penso anche, ad esempio, ai tanti verificatori che si sono fatti spaccare il naso (fino a farsi staccare un braccio con un machete) per pretendere il rispetto di una delle prime e più semplici regole del vivere civile come quello di pagare il biglietto del bus o del treno.
Davvero, presidente Mattarella, ritiene che lo sputo sulla divisa di un vigile o di un controllore sia meno grave di quello sulla divisa di un carabiniere?
Non mi scandalizzo nemmeno più per la definizione di VIGILI URBANI (il mancato riconoscimento del nostro ruolo viene da molto lontano ed ha tanti politici e presidenti colpevoli di questo) ma se il mio attuale presidente afferma che un'offesa, minaccia, oltraggio alla mia divisa non è equiparabile a quella fatta a un poliziotto o carabiniere allora davvero alzo le mani e penso ai miei colleghi là fuori oggi, sotto il sole d'agosto, a metterci la faccia e la pelle e mi chiedo quanto ancora sarà lunga e dura la nostra battaglia!
Finisco questa mia considerazione con una immagine:
La foto (tratta da Il Resto del Carlino on line - ediz. di Reggio Emilia) dei ''vigili urbani'' di Reggio Emilia che stanno cercando senza soste, insieme alle Forze dell'Ordine, l'assassino della barista ventiquattrenne Hui ‘Stefania’ Zhou.
Chissà se la guarderà il nostro presidente...e chissà se riterrà ancora che i 69 poliziotti locali caduti in servizio fino ad oggi non meritino lo stesso rispetto dei caduti delle altre Forze dell'Ordine!
Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna
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