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lunedì 28 gennaio 2019
domenica 20 gennaio 2019
Split
I fumetti … o li hai annusati o letti o chiamale emozioni, come cantava Battisti, forse se fossi nato dopo sarei stato un nerd, forse sono nato nel periodo sbagliato, ma diciamolo esiste periodo giusto?
Oggi nella giornata dedicata alla gastroenterite familiare, mi sono guardato Unbreakable per l'ennesima volta e il suo seguito Split.
La vita è meravigliosa, l'avevo già scritto?
Perché esistono registi come Shyamalan, un indiano fortunato, probabilmente.
Anche io sono fortunato, ascolto musica da spotify, gioco con l'xbox one, ho un lavoro che mi piace, e scrivo e qualcuno addirittura mi legge e mi vuole bene, anzi, vuole bene ai miei eroi, che conta molto di più.
Split ha un senso per chi, come me, ama fumetti e possibilità.
Split parla di schizofrenia trasformandola in un super potere, ma tanto per essere chiari, la follia non è affascinante, la schizofrenia è una brutta bestia morde e distrugge malati di mente e familiari inclusi.
In questo film diventa un super potere nato dagli abusi quasi per riscattare chi degli abusi è sempre stato vittima.
Non vi piacerà il film se non siete, come me, amante di super eroi, super poteri, fumetti, e creatività americana, con retrogusto indiano.
I fumetti, Bruce Willis, Unbreakable, Tex Willer, e l'xbox one.
Le prime 5 cose per le quali vale la pena vivere, sempre se hai la fortuna di avere una donna che ti sopporta.
sabato 19 gennaio 2019
Ligabue - Luci d'America (Official Video)
Musica e scrittura, ieri alla mia prima presentazione del 2019 un lettore affezionato mi ha sussurrato, prima di salutarmi, non smettere di scrivere mai, io leggo solo te e un altro giallista.
Sai e speri che non sia così perché io non sono che uno dei tanti e sicuramente non ho diritto a nessuna esclusiva, ma che piacere un complimento, che incoraggiamento un invito a non mollare e guardando il nuovo video di Ligabue mi rendo conto che la creatività non si ferma a 60 anni, e lui che quest'anno ne compirà 59 ha una forza e un'energia che scalda il cuore a uno come me che a fine anno entrerà nel tempo della vecchiaia.
Vero, il tempo sfugge dalle mani come sabbia in riva al mare, è vero non ho più la stessa energia e i lutti, gli acciacchi, le sconfitte, fiaccano l'anima, ma fino a quando avrò qualcosa da buttare lì, fino a quando qualcuno mi avvicinerà chiedendomi di osare ancora, fino a quando mi emozionerò ascoltando l'amico Piovella leggere un brano di un mio libro, fino a quel giorno, dovrete sopportarmi o supportarmi a piacer vostro, e le luci d'America, quelle danzano davanti ai miei occhi, tanto lontane quanto dentro la mia vita.
Grazie Liga, buon compagno di viaggio
mercoledì 9 gennaio 2019
Ricominciamo da Corticella
Anno nuovo nuove presentazioni, consueti luoghi di aggregazione, incontrerò vecchi amici, i compagni di tante avventure, di tante presentazioni, più passa il tempo più uscire di casa diventa un pretesto per incontrare fisicamente gente. La rete è ingannevole, e la trovo sempre meno attraente, non esiste un solo luogo davvero interessante in rete perché nulla è come dovrebbe essere, la vita reale è nei luoghi dove ci si incontra.
L'unico luogo che trovo divertente in rete è l'universo di Dark Souls dove incontro pazzi come me, probabilmente più giovani, con i quali sconfiggo boss giganteschi.
Il resto lo trovo spesso stucchevole e noioso.
Quindi eccomi qui a invitarvi attraverso il mio blog a una presentazione in carne, ossa, e aperitivo,
I particolari nella locandina sopra.
Poca spesa, molta resa.
A presto
,
lunedì 31 dicembre 2018
Gaber fare finta di essere sani
Vivere non riesco a vivere …
Quanti anni sono passati.
Questa sera, ultima del 2018 mi capita di vedere una puntata dedicata al mio maestro … Gaber.
Andavo al Duse per vederlo ed era talmente grande.
Vi voglio lasciare con Far finta di essere sani.
Io questa sera la trascorro con l'unica persona eletta per condividere il mio tempo, domani … 2019 si aprono nuove possibilità, vero, falso, cosa importa.
L'unica cosa che conta è l'amore che cantava Gaber, ma non l'amore quello che possiamo anche fare, ma ...l'amore.
buon 2019 gente.
lunedì 24 dicembre 2018
Intervista di Luca Occhi su Giallo e Cucina
L'amico di penna Luca Occhi mi ha intervistato per Giallo e Cucina, si parla di Ombre cinesi, di scrittura e di tigelle, se hai 5 minuti da perdere vieni a conoscermi qui
venerdì 21 dicembre 2018
l'anno che verrà
Passeggiando per Bologna mi sono imbattuto nelle parole di una delle più evocative canzoni di Dalla, perché parliamoci chiaro, le feste natalizie, incubo di depressi e fragili, sono sicuramente il momento più adatto per fare un bilancio dell'anno che sta per finire.
Siamo sempre di corsa, come cantava spesso Dalla, specialmente in questi convulsi giorni, alla ricerca di regali spesso inutili, di cose da indossare, mangiare, bere. Le musiche natalizie sono ovunque anche sopra la nostra testa, mentre attraversiamo quella via D'Azeglio dove spesso Dalla si affacciava dal suo castello, un fantastico appartamento in una delle vie più esclusive di Bologna.
Dalla era, come ho scritto in qualche romanzo, un frammento della mia città, dove è possibile avere un ruolo e uno spazio, basta valerlo. Bologna è ancora città a misura d'uomo, nel bene e nel male, e noi bolognesi siamo fortunati perché abbiamo avuto la possibilità di crescere, vivere e invecchiare in un luogo dove musica, narrativa e creatività la fanno da padrone.
Ma cosa mi ha spinto stasera a scrivere dell'anno che verrà?
Forse l'eterno connubio della mia vita, musica, sogni, desideri e Bologna.
La canzone con la quale vi saluto augurandovi buone feste racchiude il mio sentire da sempre.
Caro amico perduto ti scrivo, scrivo a te che non mi riconosceresti per strada, scrivo all'amico che ha timbrato il cartellino in forte anticipo sui tempi, a quello che ha deciso di lasciargliela lì la vita schifa mandandoci tutti a quel paese, scrivo all'amico che legge i miei libri e avvicinandosi baldanzoso al mio trespolo in libreria mi saluta, senza nemmeno presentarsi, scrivo all'amico giovane condannato alla precarietà fra redditi di cittadinanza fittizi e promesse da mercante, scrivo all'amico che spera di andare in pensione a 62 anni e non ha capito che cambiano i suonatori ma la musica non sarà mai quella di Dalla.
Rimango ad aspettare alla finestra di un' Europa che continua a prenderci in giro magari a ragione.
Rimango ad aspettare i miei tre natali e spero un giorno di sparire senza grandi disturbi insieme ai troppo furbi e ai cretini invecchiati bene.
Vedi caro amico cosa si deve inventare per continuare a sperare e di una sola cosa sono certo.
L'anno merdoso e luttuoso che sta finendo ne annuncia un altro che in un modo o nell'altro passerà,
spero sarò presente fra un anno per lamentarmi nuovamente del tempo che scorre senza fare sconti, mai.
lunedì 17 dicembre 2018
sabato 15 dicembre 2018
L'amica geniale
"Noi abbiamo un secchio qua, proprio in testa pieno di parole, dove c'è tutto quello che ci serve, tu prima tiri una parola, poi ne tiri un'altra, e così scriviamo un libro".
Non ho letto la trilogia della Ferrante, ma lo sceneggiato è davvero intenso grazie anche alla interpretazione mirabile delle due fanciulle e a una sceneggiatura scolpita con quella lingua napoletana che valorizza l'opera relegando sullo sfondo il romanzo stesso.
Due riflessioni.
Quell'Italia marginale, periferica, malconcia, ignorante, disperata, faceva emergere il genio di persone che nonostante la miseria avevano un talento naturale ereditato da qualche gene casuale o dal destino, e forse il discorso della maestra sulla plebe, oggi assume un valore diverso.
- "Lo sai cos'è la plebe, Greco?" "Sì: la plebe, i tribuni della plebe, i Gracchi". "La plebe è una cosa assai brutta". "Sì". "E se uno vuole restare plebe, lui, i suoi figli, i figli dei suoi figli, non si merita niente. Lascia perdere Cerullo e pensa a te".
In quegli anni la scuola, la cultura, erano parole tanto effimere quanto irrilevanti.
I figli dovevano contribuire da subito al magro bilancio familiare, si parlava di sopravvivenza in famiglie numerose in un'Italia che ancora cercava di risollevarsi dallo strazio della guerra.
Oggi invece non ci sono giustificazioni, siamo nell'era dei rapper che incitano al consumo di stupefacenti, dove anche la musica esprime la pochezza di un universo giovanile obnubilato da una totale assenza di interessi, dove l'unica cosa che conta è la soddisfazione dei bisogni immediati, la realizzazione del tutto subito dove il tutto passa attraverso la rete con i suoi like, la sua pornografia accessibile, l'apparire a tutti i costi.
Nell'amica geniale emerge la vera lotta per fare trionfare il genio sopra la massa nonostante la miseria e l'emarginazione, oggi il genio, che avrebbe tutte le possibilità di emergere, non è più una priorità per nessuno, soprattutto per i giovani.
Seconda riflessione.
La creatività.
Forse anch'io, che provengo da una famiglia operaia che ogni mese doveva fare i conti con stipendi miseri, sono cresciuto nella convinzione che solo un colpo di bacchetta magica poteva cambiare la mia condizione, forse quando ho iniziato a scrivere pensavo, come la protagonista, che era sufficiente infilare le mani in quel secchio ed estrarre parole per poi trasformarle in un libro e diventare così ricchi, ancora prima che famosi.
Oggi so che non è così.
Oggi scrivo per altri motivi, la scrittura creativa non dà la felicità e nemmeno la ricchezza, e la fama o i like servono solo a chi non sa bastare a se stesso.
Rimane quel gioco del secchio, quella strana magia che mi astrae da un quotidiano lavorativo ripetitivo, da un mondo terribile nella sua crudele indifferenza, rimane la possibilità di inventare mondi altrove dove perdersi, meglio dei video games che continuo a fare, perché quei mondi sono io ad inventarli.
Quel secchio diventa una pentola magica piena di monete d'oro zecchino e la gratificazione inizia e finisce nel processo creativo, chissà se la ragazzina alla fine l'avrà capito.
lunedì 10 dicembre 2018
Ombre cinesi ...prossimi firmacopie
Andiamo con ordine venerdì 14 dicembre 2018 intorno alle 13 e 30 sarò alla Mondadori Bookstore presso il grande centro commerciale Il Castello invitato dal bravo Alberto Tonelli.
Potrete acquistare uno dei miei romanzi che vi firmerò o semplicemente fare due chiacchiere fino alle 18,30 circa.
Domenica 16 dicembre 2018 alle 16 sarò alla libreria Il secondo Rinascimento, in via Porta Nova 1 a Bologna, insieme ad altri autori, per un firmacopie e a seguire alle 17 ci sarà un concerto di musica classica.
Vi aspetto
giovedì 6 dicembre 2018
Ombre cinesi ... recensione
Recensione ancora calda di Sara Spimpolo una brava collaboratrice della redazione di Lucidamente dell'amico di penna e di letture Rino Tripodi.
Come ho già scritto le recensioni come questa sono molto gradite perché è evidente che gli l'ha scritto ha davvero letto il romanzo e a quanto pare lo ha anche gustato.
Grazie Sara, non ci conosciamo e questo è un altro motivo di maggiore soddisfazione.
La recensione la trovate qui
mercoledì 5 dicembre 2018
sabato 1 dicembre 2018
nero a metà
Nero a metà era il titolo di un album di Pino Daniele, che mi piaceva.
Nero a metà è il titolo di una fiction targata Rai con il bravo Amendola e che ho iniziato a vedere per poi interromperne la visione.
Perché?
La faziosità.
Dobbiamo decidere da che parte stare, dalla parte della narrazione o dalla parte della propaganda.
Il razzismo esiste, certo, ma credo sia un tema doveroso da affrontare nelle sedi opportune.
Quando la narrazione diventa funzionale al messaggio per quanto giusto e legittimo perde di efficacia.
All'interno della fiction ci sono alcune forzature che non mi garbano, il razzismo viene palesato in maniera semplicistica e il povero poliziotto di colore viene discriminato in modo tanto soft quanto poco credibile.
In ogni caso il risultato è che la trama e i personaggi sfumano in un secondo piano a vantaggio del messaggio culturale che comunque arriva fiacco.
Si possono raccontare temi sociali in un qualsiasi giallo, nero o come vi pare, ma bisogna farlo in maniera realistica e non demagogicamente schierata.
Chi guarda fiction d'azione cerca altre cose.
Peccato, Amendola mi piace, quella faccia ruvida e vissuta da poliziotto di trincea, ma di fronte al commissario Schiavone, con la sua morale decisamente soggettiva, diventa un boy scout, fa quasi tenerezza.
Lo potete vedere su Rai play.
mercoledì 28 novembre 2018
la mafia uccide solo d'estate
La mafia non esiste.
O almeno è silente, noi comuni mortali mica la vediamo, nemmeno la percepiamo, è come una di quelle polveri sottili che le respiri e poi con calma muori, come il nostro paese che non si sforza nemmeno più di contrastarla, non c'è più la guerra di mafia con i suoi martiri e i suoi eroi e quando una guerra finisce è semplicemente perché qualcuno ha perso e qualcuno ha vinto e non mi sembra che in Italia si possa cantare vittoria.
La mafia uccide solo d'estate è una serie di 12 puntate tutte italiane, tutte siciliane, entri in una Palermo dai colori tenui di un tempo remoto, anni 70, il periodo di Boris Giuliano, la salita alle cronache di Bagarella, storie dalle tinte forti e crudeli raccontate con la leggerezza di Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, che è anche la voce fuori campo, l'io narrante, la vicenda di un bambino, pre adolescente alle prese con le prime pene d'amore e la mafia appunto.
Fantasia e cronaca si fondono insieme e il risultato è originale, quasi poetico.
Alla fine rimane in bocca un sapore amaro per tutti quegli uomini uccisi dalla mafia cercando inutilmente di sconfiggerla, ma è impossibile sconfiggere un tumore quando le metastasi si insediano negli organi fondamentali di un qualsiasi organismo.
Su Raiplay e su Prime Amazon
sabato 24 novembre 2018
Il silenzio della bassa ... sold out
Vado a sbattere contro il mio primo Trebbi, Il silenzio della bassa, il romanzo che ha sancito più di tutti la mia presenza sul mercato del nero emiliano. L'ho trovato al centro Lame a Bologna, dentro l'ipercoop, a due passi da addobbi natalizi e mortadelle.
Quella copia che vedete a un prezzo scontatissimo è una delle ultime in circolazione perché il primo romanzo dedicato al buon Trebbi è momentaneamente esaurito.
Se non lo avete mai letto, se volete regalarlo per Natale, se ... quello che vi pare, lo potete trovare a poco più di sei euro al Centro Lame.
Grazie a Trebbi, ai Frilli che hanno, prima di me, creduto in lui, e a tutta la gente che gli vuole bene e continua a leggerlo.
giovedì 22 novembre 2018
Ombre cinesi recensione di Gialloecucina
Il vantaggio di non essere immanicato, protetto, famoso, è quello della sincerità, chi mi schifa solitamente non perde tempo a criticarmi, semplicemente non mi legge, chi mi apprezza continua a leggermi e ogni tanto racconta le sue impressioni.
Questa recensione è bella perché chi parla si intuisce che ha letto il romanzo e lo ha gradito, ha capito le dinamiche, ha intuito lo stile, ha apprezzato i personaggi.
Per chi vuole saperne qualcosa in più prima di sbilanciarsi nella consueta strenna natalizia un consiglio, leggetevi la recensione di giallo e cucina, la trovate qui
mercoledì 21 novembre 2018
Il cacciatore ... di mafiosi
Grazie a Raiplay ho visto le 12 puntate di questa pregevole fiction tutta italiana liberamente tratta dal romanzo autobiografico di un magistrato italiano Alfonso Sabella che negli anni 90 contribuì a mettere dietro le sbarre alcuni dei più feroci mafiosi in circolazione.
La fiction è convincente, i personaggi bene sottolineati, gli attori bravi, l'atmosfera sapientemente incalzante, la rappresentazione della mafia è come sempre terribile.
Al di là della veridicità rimangono alcune brevi considerazioni, per combattere un nemico tanto feroce e privo della minima scintilla di umanità in quel periodo erano indispensabili uomini come quelli rappresentati nella storia, veri e propri cacciatori, e il gioco della caccia doveva diventare quasi passione per portare a un qualsiasi risultato.
E oggi?
Oggi probabilmente la mafia non ha più le stesse caratteristiche è a un livello che per noi umani inimmaginabile e forse non è più l'unico ostacolo al miglioramento delle scalcinate condizioni del nostro paese.
venerdì 16 novembre 2018
Maresciallo Greco ... ultimo capitolo

Il tempo è fonte di saggezza, talvolta, e tutte le storie iniziano e in quel momento cominciano a determinare la propria fine.
Ho iniziato nel 2010 a pubblicare e quell'anno uscì, insieme a Bologna all'inferno e La ragazza del fiume, anche la prima indagine del maresciallo Greco, Belva di città, il mio primo premio letterario per un romanzo che mantiene nel tempo una sorta di originalità e freschezza.
Dopo sono arrivati Cielo d'agosto e Vuoti a perdere.
Ho salutato Eclissi, piccola e grande Casa Editrice, una delle prime che ha creduto in me, per cercare un editore locale al fine di continuare con le avventure di Greco, soprattutto per chi spesso alle presentazioni mi chiede notizie del maresciallo in borghese.
Sto scrivendo la sesta indagine di Greco e dei suoi carabinieri e ho deciso di concludere il filone.
Ho la necessità di uscire dalla serialità, almeno per una delle due uscite annuali, e Trebbi ormai fa talmente parte della mia vita da non potere dirgli addio, e poi, detto fuori dai denti, grazie a Frilli il mio investigatore bolognese è diventato nazionale e sta andando benone.
Sto cercando di concludere in maniera adeguata l'avventura di Greco, spero vi piacerà e nessun rimpianto, tutto finisce prima o poi e guardando certe serie televisive meglio sarebbe se si concludessero, ma dove ci sono ascolti e piccioli è difficile scrivere la parola fine.
Intanto vi annuncio che in primavera tornerà Greco con una nuova indagine, la quarta, e quindi se tutto va bene lo potrete leggere ancora per qualche anno.
giovedì 15 novembre 2018
Ombre cinesi su Bologna ... frammenti 3
C’erano i Cof2, Trebbi non ricorda quanto costavano, ma ricorda
bene quella cosa del bastoncino, se sopra al legnetto c’era scritto Cof
vinceva un altro ghiacciolo e non è questione di nostalgia, la nostalgia
è una malattia, ti prende alle gambe e alla fine non riesci più a fare nulla
se non piangerti addosso e biascicare a qualche coetaneo come si stava
meglio quando si stava peggio.
Però quei cof, come li chiamavano ai suoi tempi, avevano un sapore
diverso, lui preferiva quelli alla menta e al limone, e mentre spezza
il ghiaccio con i denti ancora forti e lo succhia, avverte potente la fitta
che dalla lingua arriva fino al cervello, e non c’è niente da fare la fitta
è obbligatoria come se ci fosse qualcuno a punirlo per quel piacere gelido,
questione di terminazioni nervose alcuni le hanno altri evidentemente
no e si preme una mano calda sulla fronte stempiata mentre
Devis lo squadra curioso.
2 Ghiacciolo marca Cof (Cavazzoni Orlando e fratello) prodotto a Bologna
dal 1952 al 1991, fonte Succede solo a Bologna
giovedì 8 novembre 2018
Non ho l'età ... Rai 3
Nella fascia oraria successiva a Blob, una delle trasmissioni culto della televisione, e precedente a Un posto al sole, una delle poche soap opera italiane che resiste inossidabile nel tempo, la Rai inserisce trasmissioni di diverso tipo che durano solitamente alcuni mesi e che tranne poche eccezioni sono solitamente decisamente deprimenti.
La domanda sorge spontanea, perché?
Meglio sarebbero le vecchie comiche, che ricordo sempre con affetto, venti minuti di vecchi spezzoni con comici del muto, o Stanlio e Ollio, meglio sarebbe prolungare Blob, meglio sarebbero dei cartoni animati, considerando il fatto che in quella fascia oraria le famiglie italiane spesso sono a cena e magari i più piccoli dopo vanno a dormire.
Invece nel palinsesto Rai inseriscono sempre prodotti devastanti per qualsiasi sistema nervoso mediamente in assetto, trasmissioni che spengono sul nascere qualsiasi traccia di ottimismo e allegria, predispongono a un qualsiasi anti depressivo, inducono il sonno e la tristezza, insomma sono davvero incomprensibili.
Potrei citarne davvero innumerevoli, da una striscia che presentava vite di perfetti sconosciuti, a un'altra dove una squadra di attori entrava negli appartamenti di famiglie italiane per incomprensibili performance.
In questo momento sta andando in onda Non ho l'età.
Massimo rispetto per le coppie che raccontano la loro storia, come si sono conosciuti, persone che si sono incontrate in quella fase della vita che volge al tramonto, alcuni con età superiori agli ottant'anni.
Storie fantastiche di amori riscoperti, e gioia di vivere.
Ma se lo scopo degli autori era di raccontare che l'amore non ha età, e che vince su tutto, evidentemente non hanno fatto i conti con la realtà.
I protagonisti, tranne rarissimi casi, non assomigliano a Henry Fonda e Katharine Hepburne del fantastico film Sul lago dorato, sono giustamente persone normali, che raccontano storie normali, di italiani normali, storie spesso zeppe di lutti, difficoltà, miserie, sconfitte e finalmente sullo sfondo la conclusione di una nuova storia di coppia.
Tutto questo realismo è davvero indispensabile?
A chi serve? A cosa serve?
Questo modello di intrattenimento che spia le storie vere cercando di trasformarle in intrattenimento non so se ha un senso, sicuramente alla fine lascia quasi sempre l'amaro in bocca e una gran voglia di cambiare canale, un consiglio ai creativi Rai, meno realismo più ottimismo, ne abbiamo davvero bisogno.
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