mercoledì 1 agosto 2018

la consistenza del sangue ... recensione di Lucidamente




Recensione lucida e puntuale del mio ultimo romanzo a firma di Alessia Ruggieri, se avete 5 minuti da perdere la trovate qui

lunedì 30 luglio 2018

Bordertown e La tregua quando la fiction ti porta in Europa




Niente di nuovo sotto il sole, sto parlando di due crime europei che non cambieranno il modo di concepire il nero televisivo, non sono rivoluzionari, anzi a tratti ripropongono personaggi noti.
In Bordertown, città di confine fra Finlandia e Russia, arriva un poliziotto che ha una marcia in più, merito della sua formazione e inclinazione, per risolvere casi complicati.
Nella tregua c'è un altro detective che torna nel paesello belga della sua giovinezza dopo la morte prematura della consorte per imbattersi nell'omicidio di un giovane calciatore senegalese.

Due serie dignitose, a tratti inquietanti, che però mi hanno sedotto dal punto di vista antropologico.
Mi hanno permesso di sbirciare dal buco della serratura di due paesi per me sconosciuti.
La Finlandia e il Belgio.
Qualcosa passa attraverso la finzione televisiva, cibi nei piatti, abbigliamenti, pettinature, estetiche, natura, molta natura, verdi foreste,  paesaggi sconosciuti e remoti e per quanto riguarda la Finlandia anche una diversa alternanza giorno e notte.
Insomma, Netflix ha questa cosa che mi piace, fra le altre, diffonde insieme alla fiction anche culture e paesi altrimenti irraggiungibili che mi fanno pensare a quanto siamo diversi nella stessa Europa e a quanto mangiamo meglio noi italiani.

giovedì 19 luglio 2018

Dark Souls



C'è qualcosa di perverso in alcuni giochi e solo chi ha provato Dark Souls può comprendere.
Ho riscoperto questo splendido gioco datato adatto per le notti estive, è uno dei giochi che prediligo proprio per la sua difficoltà.
Armatevi di santa pazienza, chiedete aiuto ai santi e ai demoni e cercate di non imprecare troppo.
Solo la pazienza e la cura dei particolari vi permetterà di leggere sullo schermo Vittoria e sarà sempre meritata.

domenica 15 luglio 2018

Vasco Rossi - Un Senso




Sai cosa penso? Se non ha un senso domani comunque arriverà.

Chi vive la realtà, quella vera, non edulcorata da filtri mediatici, è cosciente di quanto possa essere di una brutalità essenziale. Pensate alla strage di ieri in Pakistan,  132 morti tanto remoti da diventare inconsistenti, eppure per ognuno dei testimoni, scampati, vittime, quel momento ha celebrato un momento sostanziale della loro esistenza.
La realtà alla fine è ciò che ci capita personalmente, non ne esiste un'altra, per quanto si cerchi di immedesimarsi, di condividere, di empatizzare, alla fine se non ci sei sul barcone non puoi capire cosa significa naufragare.
Per tornare al senso.
Non ne trovo alcuno, siamo soli, come canta Vasco, ognuno con le proprie angosce, gioie, orgasmi, soddisfazioni, delusioni e motivi per farla finita o continuare.
Il senso lo dobbiamo trovare ogni giorno in ogni attimo, come equilibristi ubriachi e grazie a Vasco che ce lo ricorda in ogni sua canzone.

venerdì 13 luglio 2018

Luca Carboni - Una grande festa (Official Video)





Tutti vogliono una grande festa e noi che ce ne andiamo al mare.
Buona estate gente da una Bologna quanto mai estiva

giovedì 12 luglio 2018

Safe



La migliore interpretazione televisiva di Michael C. Hall rimane quella magistrale del "becchino" gay in Sex feet under, anche se io l'ho scoperto e amato nel ruolo di Dexter che mi deluse solo nel finale.

Safe è un thriller nero inglese che si svolge in un quartiere inglese dove alcune famiglie borghesi vivono all'interno di un recinto di quelli da ricchi con cancelli, telecamere e l'errata convinzione di essere al sicuro.

Ma come ci insegna il genere nero non c'è luogo ove nascondersi dai propri peccati e anche qui come in Segreti e bugie il più pulito ha l'animaccia nera.

La serie funziona, anche se ha evidenti forzature davvero poco realistiche.

Bravi tutti, soprattutto lui.
Otto puntate da bersi nelle vostre serate estive, con ghiaccio e buon rum stagionato.

lunedì 9 luglio 2018

Steve Ditko



Riguardando la tavola sopra mi è tornato in mente il personaggio, l'uomo ragno ha rappresentato per molti della mia generazione l'anti eroe per eccellenza, meschino nella vita quotidiana, avversato dalle forze dell'ordine, condannato a difendere e servire, grandi responsabilità mai premiate.
Il suo primo autore che creò il personaggio insieme a Stan Lee è un artista del fumetto creatore del dottor Strange che confesso mi piaceva meno, troppo astratto per i miei gusti.
Ditko ha rappresentato e incarnato la figura del vero creativo, puro, coerente, schivo, ciò che vorrei essere senza riuscirci, ma che cercherò di perseguire nel prossimo futuro.
Un pensiero a un grande artista scomparso recentemente.

sabato 7 luglio 2018

Lo Stato Sociale - Facile (Regaz Version)




E in questo sabato di inizio estate vi regalo un pezzo della mia città, nel video dello Stato Sociale c'è Bologna, il centro, alcune immagini tanto nitide da sembrare alla portata di tutti.
Il brano è leggero come la giovinezza, come un modello di estate che mi riporta ai miei vent'anni.
E bravi i monelli dello Stato Sociale, fortuna a loro che almeno sono simpatici e non ancora abbastanza famosi da avere puzza sotto il naso, a differenza di altri bolognesi come Cremonini che dicono le leggende sia assai meno simpatico dal vivo.

venerdì 6 luglio 2018

the circle


Occasione mancata in questo che poteva essere un interessante approfondimento sul tema ormai banalizzato del grande fratello.
Il primo che affrontò l'argomento quando era solo una fantasia fantascientifica fu Orwell con 1984 e stiamo parlando del 1949.
Oggi siamo quasi a livello di guardia, probabilmente la rete entra nelle nostre vite molto di più di quanto ne siamo consapevoli, condizionando le nostre scelte in merito ad acquisti, piuttosto che ascolti musicali, basti pensare al funzionamento di Spotify che ti crea vere e proprie compilation in base ai tuoi ascolti precedenti.
Il film è tratto da un romanzo che immagino molto più intenso di Dave Egger, caso editoriale del 2013, beato lui.
Il film invece è banale, affrettato, semplicistico e superficiale.
I due mostri sacri che vedete in fotografia non cambiano il destino di un prodotto smaccatamente commerciale, ed è un peccato soprattutto per lei che trovo brava e adorabile da tutti i punti di vista.
Tom Hanks ci ha abituato a prodotti scadenti  e rimane un mistero come un grande attore come lui abbia ogni tanto bisogno di apparire in lavori mediocri solo per aggiungere denaro a un patrimonio che immagino consistente.


lunedì 2 luglio 2018

La consistenza del sangue e Miles Davis



Ci sono alcune serate d'estate che rimangono nella memoria, buon cibo, buon vino, buona musica e buone letture.
La serata del 30 giugno 2018 rimarrà nel mio cuore perché ho incontrato un gruppo di bravi jazzisti emiliani, il Valsamoggia Jazz Club che con la loro musica, ispirandosi a Miles Davis, ha accompagnato ottime letture dell'amico Piovella tratte dal mio ultimo romanzo.
Molta gente ad ascoltare musica e parole, serata calda, soddisfazione.
Cosa soddisfa uno scrittore?
Sicuramente la fama, le vendite, le buone recensioni, ma anche alcune serate come quella presso il circolo Arci di Bazzano, dove scrittura si coniuga con la musica di un grande maestro interpretata alla grande da appassionati musicisti.
Scrivere per me e coltivare questa passione è faticoso, a volte sinceramente mi chiedo quale sia il senso.
Serate come quella del 30 servono a darmi la spinta nella giusta direzione o almeno a non farmi definitivamente naufragare.

sabato 30 giugno 2018

Devil




Noi italiani che abbiamo iniziato a leggere i super eroi Marvel negli anni settanta lo chiamavamo semplicemente Devil.
Devil è un super eroe super sfigato, cieco, figlio di un pugile riscattatosi solo facendosi ammazzare dalla malavita, avvocato povero delle cause perse, bello e maledetto, era il mio preferito dopo l'uomo ragno in assoluto il top dei miei super eroi.
Lo sto guardando su Netflix che concorre a erodere il mio tempo libero alla xbox one e alla scrittura creativa che in questo momento è all'ultimo posto nelle mie attività ludiche.
Che vi devo dire invecchiando ringiovanisco, riscopro le mie passioni adolescenziali amplificate e semplificate dalla tecnologia e servite su tre piattaforme digitali sempre a disposizione, è sufficiente una connessione wireless decente e tempo da buttare.
Mi piacciono i super eroi e i super poteri, del resto a chi non piacerebbe nella sfiga potere togliersi qualche sassolino dalla scarpa e picchiare di santa ragione i cattivi?

giovedì 28 giugno 2018

Dune




Sto rileggendo Dune, mi è capitato alcune volte nella vita, non saprei dire quante, sicuramente ho visto molte più volte The blues brothers o Frankenstein junior.
Ma Dune ha un valore diverso, per me è e rimane il libro, ognuno ha un suo libro e per me quello rappresenta uno dei pochi romanzi che non riesco a mettere in discussione, un po' come la bibbia o il corano per chi ci crede.
Dune è la perfetta coniugazione di diversi generi dal fantastico avventuroso al filosofico spirituale, dentro c'è la tragedia shakespeariana, ma anche il romanzo d'azione, e perché no il nero.
Il primo romanzo rimane in assoluto il migliore e io li possiedo tutti in prima edizione originale.
A Dune è stato dedicato un brutto, bruttissimo film di David Lynch, una miniserie televisiva del 2003 che neppure ricordo e il prossimo anno Denis Villeneuve, il regista di Blade Runner 2049, si cimenterà nella nuova impresa, le chiacchiere parlano di un film in due parti, vedremo.
Di Villeneuve  mi piace questa  passione nella realizzazione di sogni giovanili è davvero invidiabile.
Di Lynch apprezzo solo i segreti di Twin Peaks, la prima stagione.
La seconda la trovo incomprensibile e inguardabile e infatti ho smesso di guardarla dopo la prima puntata e trovo in generale tutta la sua produzione lontana anni luce dai miei gusti, so di scrivere qualcosa di scandaloso per molti puristi che lo vedono come un genio ma chi se  frega.

Ma il post partiva dalla mia rilettura di Dune che ho ripreso in mano in un momento di crisi, mi capita sempre così, Dune è per me un riferimento affettivo, un luogo dove ricollocare i pezzi e una fonte di riconciliazione con il nulla che sono e l'immensità dell'universo, un luogo dove ci sono innumerevoli mondi e possibilità che grazie a dio o anche senza di lui continueranno a esserci dopo di me.


lunedì 25 giugno 2018

Titoli Frilli a metà prezzo



Due miei romanzi li trovate a un ottimo prezzo in cartaceo

Oggi vi propongo 36 titoli in cartaceo della Frilli nella Promo "TAGLIATI PER IL GIALLO" a metà prezzo! Li trovate comodamente nel nostro Shop Frilli (http://shop.frillieditori.com/index.php) oppure nelle librerie anche ordinandoli!  — con Massimo Fagnoni,

Bologna non c'è più e Il giallo di caserme rosse a 6,90 euro

domenica 24 giugno 2018

La consistenza del sangue incontra Miles Davis



Incontro insperato per un piccolo scrittore della Bassa, avrò l'onere e l'onore di chiudere una serie di serate all'insegna di jazz and crime.
Prima di me Patrick Fogli l'8 giugno e il grande Macchiavelli il 22 giugno.
Credo che il nero si addica molto al jazz e viceversa, la musica di Miles Davis è una perfetta colonna sonora per alcuni brani del mio ultimo romanzo.
Ogni romanzo ha una sua ipotetica colonna sonora e  un suo ritmo musicale, sicuramente il mio ultimo romanzo è il più vicino alle atmosfere del grande Davis,  molto metropolitano, si svolge nell'ultimo mese di lavoro di un anziano commissario che condiziona i ritmi della narrazione con i suoi tempi esistenziali e si nutre molto di atmosfere e riflessioni dei diversi personaggi.
Stiamo preparando alcuni brani che saranno letti dal bravo Marco Piovella, un amico che generosamente  mi segue fin dal primo romanzo.
Serata organizzata dal Circolo Arci di Bazzano in collaborazione con la Libreria Carta Bianca e il Valsamoggia Jazz Club
Vi aspetto sabato 30 giugno alle 20,30 a Bazzano in via IV novembre 2, in caso di pioggia l'evento si svolgerà nei locali climatizzati del circolo e troverete oltre alla musica e alle letture cibo e bevande.

sabato 23 giugno 2018

IL CAINITA



Luca Occhi è un vero scrittore, uno che con entusiasmo si occupa di scrittura e scrittori, uno che ci crede, uno dei fondatori di Officine Wort.
Per capire quale sia il suo livello di motivazione basta dare un'occhiata a TURNO DI NOTTE che anche quest'anno prenderà vita il 7 luglio con l'incipit del grande Lucarelli, i particolari li trovate sul loro sito.

Il Cainita è il suo primo romanzo e all'interno ho trovato diverse anime e diversi riferimenti, per un amante, come ero da ragazzo dei libri di avventura, sono rimasto piacevolmente sorpreso dalle digressioni temporali che compongono la parte finale dei diversi capitoli.

Una scia di delitti attraversa il tempo sull'onda di un lucido delirio, questa è l'unica indicazione che mi sento di potere dare per non svelare troppi elementi di un thriller costruito con attenzione ai diversi meccanismi del genere che vanno a combaciare al momento giusto per permettere al lettore di dare un senso all'intera vicenda.

Ma il vero protagonista del romanzo è lui, l'investigatore, il dolente e insofferente commissario Rinaldi che deve fare i conti prima di tutto con i suoi fallimenti esistenziali, sentimentali, professionali e Occhi è bravo a costruire un ambiente poliziesco credibile, con le dinamiche nevrotiche e ciniche istigate dai media, che  sovente caratterizzano i diversi commissariati.

Rinaldi ci conduce per mano attraverso tentativi ed errori,  e una  insofferenza dirompente che finisce per esplodere in una sana aggressività liberatoria, fino alla risoluzione del giallo, e tutte le sue disavventure fanno di lui un personaggio credibile, al quale è difficile non affezionarsi.

Alla fine il vero protagonista del nero finisce sempre per essere l'eroe, specialmente quando di eroico non ha nulla.


Editore: Damster
Collana: Comma21
Pagine: 160
Genere: Thriller
Anno di pubblicazione: 2017

venerdì 22 giugno 2018

Quando è moda è moda




2018 forse dovrei cancellare il mio profilo facebook, lo so che dovrei farlo.
Non ci riesco e me ne vergogno.
Piccolo scrittore di periferia.
Non conto nulla, eppure non mollo, rimango attaccato alle peggio cose solo per avere una parvenza di concretezza.
In questa fogna di social l'importante è vomitare sentenze, sparlare di tutto, basta affermare la propria piccola inconsistente essenza.
Facebook è una disgustosa piazza dove le persone  possono esprime il peggio con la sicurezza di rimanere  impuniti e immagino che gli altri social siano uguali.
Perché non me ne libero?
Probabilmente per una sorta di dipendenza patologica che ha a che fare con la mia patetica idea di essere uno scrittore.
Ma stiamo raggiungendo un limite di indecenza e sto davvero valutando diverse opzioni.
Quando è moda è moda.
Ascoltate un grande che non ha potuto scegliere e non si è trovato come me davanti al bivio fra una solitudine dignitosa e una dipendenza virtuale vergognosa.




intervista di Cristiana Facchini sulla mia insana passione


Sono passato per Cento amena città della Bassa più vicina a casa mia di Bologna e nella bella libreria Albatros ho incontrato Cristiana Facchini una libraia coraggiosa, perché ci vuole coraggio a portare avanti una simile attività nell'era dei Pokemon virtuali e del dileggio quotidiano su facebook.

Chi vuole leggere l'intervista al sottoscritto la trova 
qui

martedì 19 giugno 2018

13 seconda stagione



Tredici seconda stagione.
La prima cosa che colpisce sono le avvertenze per l'uso.
I produttori, il cast e Netflix a dire che bisogna guardare la serie con attenzione perché tratta temi scabrosi e forti: bullismo scolastico, violenza sessuale, disagio giovanile, dipendenza dalle sostanze.
In realtà io che sono fuori dall'età a rischio per un pelo, guardo 13 perché mi interessano gli aspetti narrativi ma intanto rifletto sul pianeta adolescenza.
Per fortuna le figlie sono grandi ormai e spero fuori da quel puzzolente insieme di pulsioni che compone l'universo adolescenziale odierno un pullulare di esseri incompleti che hanno da una parte lo smartphone come prolungamento del corpo dall'altra lo spessore culturale di un ologramma giapponese.
I giovani non sono tutti uguali e alcuni meravigliosi cerco di raccontarli nei miei scritti, gente che si rimbocca le maniche e lavora, studia, cercando di costruirsi un futuro e un senso in un Italia che, passano gli anni, ma rimane ai confini di qualsiasi impero o possibilità rubando le speranze di godersi il meritato riposo a noi vecchi e la speranza di costruire un futuro ai giovani.
L'universo giovanile è complesso, confuso e intossicato da tanta cattiva informazione, dall'utilizzo schizofrenico dei social e spesso dalle stesse famiglie che hanno perso il senso della comunità vivendo i figli come prolungamento delle proprie misere individualità e quindi intoccabili e non sanzionabili, una bocciatura diventa un' onta lavabile solo con il sangue di qualche professore reo di avere fatto il proprio lavoro.
Cari polli d'allevamento, cantava Gaber.
Tra un'allegria così forte e un bel senso di morte ci siete voi.

venerdì 15 giugno 2018

Polizia Locale ... eppur si muove




Non sono nessuno, solo un ragazzo del 59, agente della Municipale bolognese e delegato SULPL.
In questi giorni della nuova legislatura nei quali tutti si sentono in dovere di esprimere giudizi e fare pronostici sul nuovo governo, soprattutto nei social, ne approfitto per scrivere due cose sulla nostra situazione alla luce delle diverse proposte di legge.
Abbiamo un nuovo contratto dopo quasi un decennio di attesa, non voluto dal mio sindacato, sottoscritto dai sindacati confederali in tutta fretta poco prima delle elezioni che hanno sancito il crollo del Partito Democratico e della sua idea di paese.
Il contratto privatistico in questione coinvolge noi insieme ai tanti dipendenti degli enti locali e ci permetterà questo mese di giugno 2018 di avere in busta paga un aumento talmente risibile da muovere più pena che ilarità e un gruzzoletto di arretrati che trovo offensivo e umiliante.
La parte inerente la Polizia Locale invece l’ho trovata poco chiara e in linea di massima irrilevante se non per ciò che riguarda le indennità che forse troveranno una loro nuova identità, inoltre emerge tutta la parte riguardante il famoso fondo Perseo Sirio che ha suscitato dubbi e preoccupazione, soprattutto fra le nostre fila, non spiegando chiaramente che ne sarà del cosiddetto 208.
Insomma nel complesso un contratto avvilente e degradante in sintonia con gli ultimi governi che avevano come parola d’ordine sacrifici da una parte e fannulloni dall’altra riferita ai dipendenti pubblici.
Ieri ho letto la proposta di legge quadro sull’ordinamento della polizia locale n. 318 a firma di molti deputati penta stellati che ha visto il nostro contributo sindacale di idee, e finalmente ho intravisto un reale cambio di direzione.
Alla pagina 4 leggo “l’accesso al comparto sicurezza con contestuale integrazione delle norme della legge n.121 del 1981 concernenti l’individuazione dei corpi di polizia che sono sottoposti alla disciplina unitaria della medesima legge”.
all’art 19 (trattamento economico etc) leggo:
1. Al personale della polizia locale compete il trattamento economico spettante agli appartenenti alla Polizia di Stato e organi equiparati.
2. Al personale della polizia locale è altresì corrisposta l’indennità di pubblica sicurezza etc.
6. In materia previdenziale e assicurativa, al personale della polizia locale si applica la legislazione statale vigente per i corpi di polizia ad ordinamento civile etc”.
La legge è chiara, comprensibile.
Parallelamente è stata presentata un’altra proposta di legge leghista diversa ma sempre nella direzione di un reale cambiamento del nostro ruolo che fu inquadrato nell' ultima legge quadro del  1986.
Non so se una di queste proposte diventerà legge, non so nemmeno quanto questo governo riuscirà a lavorare, però una cosa la so, i precedenti governi di centro destra prima e centro sinistra poi hanno continuato a ignorarci con un’arroganza e una determinazione inossidabile, quasi non esistessimo, il governo Monti addirittura decise di toglierci uno dei pochi diritti che avevamo inerenti la causa di servizio e all’ equo indennizzo nell’ottica di non so quale risparmio.
Finalmente oggi qualcuno si è accorto di noi, riconosce il nostro ruolo sancito quotidianamente da un duro lavoro nelle strade delle nostre città, da risultati concreti verificabili nelle statistiche, finalmente qualcuno ha sottolineato nero su bianco cosa davvero facciamo.
Forse i poteri forti ancora una volta impediranno il cambiamento, ma almeno questi signori ci stanno provando....
Fra governi che ci hanno umiliato e offeso, non riconoscendo il nostro valore, ed un governo che almeno prova a darci una speranza di cambiamento, la scelta è obbligata, a mio avviso!
Sulla strada ci siamo noi, se dobbiamo rischiare la salute e la pelle credo sia meglio farlo con tutte le tutele del caso.
Rimane un dubbio: in Regione Emilia Romagna la maggioranza vota contro un invito a stipulare una polizza infortuni per la Polizia Locale (101 sono i poliziotti locali emilianoromagnoli feriti dal 2015 ad oggi, e solo per aggressioni)... perché la sinistra continua a snobbarci? 
Cosa davvero ha fatto in questi anni per fare crescere le tutele del nostro lavoro? Attendo risposte da chi non ha neanche una volta preso in considerazione le nostre domande.

Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

giovedì 14 giugno 2018

La consistenza del sangue a Cento







Per gli amici che abitano come me nella Bassa vi aspetto il 20 giugno 2018 alla libreria Albatros di Cento.
Corso Guercino 59/a
 firmacopie e intervista dalle 17 e 30 in poi.