sabato 30 aprile 2011

Primo festival di criminologia di Cento







1 FESTIVAL DELLA CRIMINOLOGIA

CITTA’ DI CENTO

IL FASCINO DEL DELITTO

Cento 6-7-8 maggio 2011

Organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune in collaborazione con varie associazioni del territorio.
Nel link che segue puoi leggere i programma:

http://www.comune.cento.fe.it/binary/comune_cento/primo_piano/A3_criminebassa.1304071589.pdf


I crimini sono oggetto di numerose opere artistiche, ma mai come in questi anni il delitto è stato tanto trattato: i casi più eclatanti sono raccontati da tutti i media e diventano argomento di conversazioni quotidiane, gli omicidi sono ormai protagonisti di numerosi film e fiction.



Il Festival della Criminologia di Cento si pone come strumento per una comprensione più consapevole di queste tematiche. La spettacolarizzazione dei delitti a cui ogni giorno assistiamo nasconde in realtà una serie di complesse sfaccettature. Nelle tre giornate del Festival ne parleranno psicologi, scrittori, uomini di giustizia e storici che sapranno portare, con competenze e interessi diversi, il proprio contributo.
Domenica ci sono anch'io insieme all'amico Piselli:

Domenica 8 maggio
ore 18,00

Palazzo del Governatore, sala Zarri

Il Dott. Andrea Piselli presenta

l’ultimo romanzo di Massimo Fagnoni “Belva di città”

(Eclissi editrice)

Sarà presente l’autore.

A cura di Associazione Eclettica





martedì 26 aprile 2011

I nostri feriti


Conosco molti carabinieri, mi è capitato spesso di lavorare con loro gomito a gomito, in strade poco rassicuranti. I due giovani carabinieri feriti gravemente da quattro delinquenti durante un normale controllo sono l'ennesima dimostrazione del livello di pericolosità nel quale siamo costretti tutti a lavorare oggi.
I due carabinieri non stavano sventando una rapina a mano armata, stavano facendo quello che noi facciamo regolarmente per strada giorno e notte: un controllo con l'alcol test nei confronti di un automobilista.
Capita quasi sempre dopo un incidente stradale, capita nei servizi comandati notturni, è un controllo di routine.
Non è normale questa violenza, i quattro aggressori volevano farla franca, sembra siano scappati con i verbali che i due militari stavano compilando per non lasciare tracce.
Dove sta andando questo paese se tre minorenni, sembra incensurati, e un maggiorenne, gente "normale", decidono lucidamente o meno di aggredire due carabinieri con dei paletti lasciandoli moribondi in mezzo a una strada?
Quale sacrificio ci sta chiedendo questo paese a fronte di mancati riconoscimenti, stipendi bloccati, strumenti di difesa negati?
Un fraterno abbraccio ai due giovani carabinieri.

domenica 24 aprile 2011

Le prime fotografie della Fiera di Bergamo


Grazie Antonio tu sei il primo libraio (si dice così?) che riesce a mettere in vetrina i miei primi tre romanzi. Vorrei ricordare da chi sono pubblicati:

Il primo è Bologna all'inferno della Giraldi di Bologna
In mezzo il più breve al quale sono molto affezionato La ragazza del fiume della 0111 di Varese
Infine Belva di città di Eclissi (Milano) è il primo di una lunga serie spero.

Questi sono i miei primi tre editori: onesti, seri, non mi hanno chiesto denaro per pubblicare e hanno creduto in me.

Grazie a voi tutti e ai miei lettori presenti e futuri e a Bergamo che mi ospiterà il 29 aprile 2011 alla sua bella fiera.

sabato 23 aprile 2011

Fiera dei librai di Bergamo - Il programma

Ci siamo si torna in Lombardia ed esattamente a Bergamo dove presenterò di nuovo la mia ultima creatura

Belva di città

VENERDI'
29 APRILE 2011
Ore 16:00 IL NOIR METROPOLITANO. Massimo Fagnoni presenta "Belva di Città" (Eclissi Editrice).

 Modera Antonio Terzi.
Spazio incontri wi-fi free zone

Mi accompagneranno di nuovo i due bravi attori della Compagnia teatrale Isabelle il capriolo.

Di seguito il programma della Fiera.

Per alcuni amici che si chiedevano di un eventuale seguito di Belva di città volevo dire loro e a tutti i curiosi che entro la fine del 2011 Eclissi dovrebbe uscire con il secondo capitolo e per ora non dico altro, solo che sto faticosamente scrivendo il quinto romanzo della saga del maresciallo Greco che ormai si è installato definitivamente in casa mia .
Tutte le novità le trovate nel mio blog.
ciao ci vediamo a Bergamo, spero

venerdì 22 aprile 2011

La voce della libertà, la prima radio italiana in Afghanistan













Si chiama La voce della libertà nell' Ovest ed è la prima radio italiana in Afghanistan, è gestita da personale dell'esercito italiano appartenente al 28 esimo Reggimento Pavia unità dell'esercito che si occupa di Operazioni Psicologiche (Psy Ops), cioè quelle operazioni tese a influenzare l'opinione pubblica afghana.
Ho visto oggi su Sky alcuni di questi giovani militari e ufficiali che da oggi lavoreranno con personale indigeno alla diffusione della comunicazione nel paese.
Mi sembra una bella cosa al di sopra di guerre, di logiche di potere, di giochi politici.
Professionisti che cercano di entrare in contatto con un popolo tanto diverso dal nostro attraverso informazioni utili, la loro musica la loro lingua.
Non è tutto bianco o tutto nero e non c'è sempre e solo la guerra in un paese dilaniato, ci sono anche le persone, militari e civili che insieme lavorano per un obiettivo di pace.
Non sono un ingenuo, un professionista va in missione anche per lo stipendio, è logico è un mestiere come un altro, ma quanto coraggio e quanto entusiamo è necessario per gestire una radio in una terra così lontana dalla nostra, in un luogo tanto fuori dalle nostre consuete rotte quotidiane?

martedì 19 aprile 2011

Sunshine cleaning

Un film indipendente. Come mi piacerebbe poter dire lo stesso del nostro cinema, e del nostro paese.
E' delizioso e triste con un vecchio ma sempre grande Alan Arkin e due attrici belle e brave che non conosco, Amy Adams ed Emily Blunt.
Cosa mi ha colpito? L'idea un pò americana del riscatto a tutti i costi, del mai arrendersi.
Siamo in un momento in cui non vedo prospettive ma solo un tunnel nero e senza fine, fra recessione, aumento dei  mutui, sbarco di nord africani e disoccupazione.
Questo film tanto leggero quanto malinconico mostra che c'è sempre una via d'uscita e magari nel caso specifico è inventarsi una professione strana come quella di pulire le scene dei crimini.
Le due sorelle si aggirano in un'America distratta e provinciale dove domina l'apparenza, il benessere e la superficialità e riescono ad entrare in contatto con chi la vita l'ha lasciata spiaccicata in qualche appartamento sporco e puzzolente.
La conclusione è densa di promesse e comunque ottimista.
Mai arrendersi.

sabato 16 aprile 2011

La Belva sbarca a Bergamo



Incontro con Massimo Fagnoni

il 29.04.2011 alle ore 16.00

52ª FIERA DEI LIBRAI, il 29.04.2011, a Sentierone di Bergamo

c/o Spazio Incontri

Massimo Fagnoni presenterà il suo nuovo libro

"Belva di città".


Conduce l'evento l'amico Antonio Nani della Cartolibreria Nani di Alzano Lombardo.
Mi accompagneranno i due bravi attori della compagnia teatrale Isabelle  il Capriolo con la loro musica.

Amici lombardi vi aspetto.

venerdì 15 aprile 2011

Iene, Municipale e informazione ...












Le iene film del grande Tarantino, ricordate? Crudo, violento e delirante, bene non c'entra niente con la trasmissione LE IENE che un tempo guardavo ma che da anni non seguo più, perchè i colpi di genio sono tali in quanto estemporanei e anche il dover sempre essere in prima linea logora soprattutto quando devi a tutti costi fare scalpore. Un collega mi mostra il filmato del servizio fatto da un giornalista delle IENE su un presunto episodio di violenze nei confronti di alcuni cittadini senegalesi da parte di alcuni agenti della Municipale di Saronno.
Non entro nel merito dei fatti riportati perché non c'ero, e non trovo il servizio verificabile, si attacca come al solito la nostra divisa, si ascoltano soprattutto alcuni dei protagonisti dei fatti relegando i colleghi al ruolo di carnefici, e soprattutto si parte da un presupposto: noi siamo sempre e comunque colpevoli ed è facile attaccarci, noi agenti della Municipale non siamo certo amati o degni di fiducia, categoria di capri espiatori, sanzionatori per definizione e ora anche picchiatori.
Quanto è facile sparare su di noi, metterci in croce, citare in un brutto servizio di giornalismo televisivo le nostre responsabilità dimenticandosi sempre e comunque del lavoro che ogni giorno e ogni notte svolgiamo per strada in tutto il paese?

Cosa è davvero importante per la televisione, e per una trasmissione come le IENE? Cercare la verità o fare crescere gli indici di ascolto sfruttando i luoghi comuni, e un comune sentimento di odio nei nostri confronti?

giovedì 14 aprile 2011

e mentre scrivo ... cerco di imparare a scrivere



















Ho controllato quanti soldi avevo in tasca e ho cominciato a comprare l'allegato del Corriere " Io scrivo".
Da sempre mi piace leggere saggi sull'argomento e spero che studiando la tecnica possa migliorare il mio stile.
Tutto inutile? Soldi buttati? Chissà ... intanto sto leggendo il primo volumetto, fra le molte cose che sapevo già e quelle scontate ci sono anche sfumature interessanti, aneddoti e informazioni utili spero, poi ci sono le video interviste di gente che ce l'ha fatta: Saviano, Ammaniti, Murgia ( che devo ammettere non conoscevo), un pò li invidio, ascoltandoli, un pò cerco un senso di appartenenza alla categoria anche se immeritatamente, un pò non so cosa cerco e mi rendo conto solo in quel momento che chi scrive, chi dedica il proprio tempo libero o meno alla scrittura creativa, chi ci crede e ci campa e chi non ci crede ma ci prova,  insomma il variegato mondo degli scrittori piccolissimi come me o grandi come i tre che ho citato è composto di tante solitudini, probabilmente inconcialibili, perché scrivere è  davvero qualcosa di indescrivibile.
Non mi riferisco alla scrittura nei blog come questo, a facebook e a tutto quello che si butta in rete, ma al resto, ai momenti individuali nei quali uno scrittore è solo con le sue storie, nei mondi che riesce a creare, nella fatica che inventare richiede e alla fine è forse solo in quella fatica che risiede la magia tutto il resto appartiene al mondo, al fuori ed è meglio non dimenticarlo mai.

martedì 12 aprile 2011

Sidney Lumet il regista che non temeva il potere

Un altro grande ci ha lasciato, Sidney Lumet. Chi lo conosceva, anzi chi conosceva i suoi film perché li ha visti ed è cresciuto con loro come è capitato a me, non può sentire un pezzo della propria storia salutare, come se a morire fosse un vecchio amico, uno di quelli tutti d'un pezzo, legati ai principi, ai valori, al senso dell'onore, e della giustizia.
I suoi film, molti dei suoi film, avevano come tema dominante i rapporti di forza all'interno della nostra società, penso a due film in  particolare : la parola ai giurati del 57 e Quel pomeriggio di un giorno da cani.
Ma la cosa che più mi piaceva di Lumet era la sua capacità di fare risaltare i personaggi, senza trascurarne nessuno, i suoi drammi sono potenti, ricordano la tragedia, riportano i grandi temi che da sempre muovono il mondo, il potere, come affrontarlo, come sopportarlo, quel quinto potere della televisione che come sappiamo può cambiare le sorti di un intero paese.




domenica 10 aprile 2011

Happy Family ... una Milano in bianco e nero






"Preferisco leggere o vedere un film piuttosto che vivere…

nella vita non c’è una trama!”

Groucho Marx


Ieri ho visto Happy Family  di Salvatores. Io amo soprattutto tre film di questo regista: Marrakech Express, Turné e Mediterraneo, forse perché legati a quel periodo della mia vita nel quale uscirono i film, e anche perché Salvatores appartiene a una categoria di registi vicini alla  mia generazione e ad una visione del mondo assimilabile alla mia.
Un uomo di sinistra con un'ottica aperta  alle diverse possibilità che la vita ti offre rimanendo sempre curioso e dubbioso davanti alla realtà, senza dare mai nulla per scontato.
Detto ciò, Happy Family appartiene a un genere diverso, ispirato a uno spettacolo teatrale di Alessandro Genovesi, che sinceramente non conosco. E' una commedia  elegante, quasi inconsistente in realtà con un cast di tutto rispetto, relativamente al panorama italiano, che sfoggia i soliti amici di Salvatores insieme ad un bravo e simpatico Fabio De Luigi.
Dentro al film c'è Milano, che non conosco, ma che mi affascina, capitale del benessere, di un Italia che lavora e produce e sede di tante interessanti realtà culturali.
Dentro c'è una Milano in bianco e nero, in una delle ultime sequenze del film, che sembra una clip e che si incastra bene nella storia.
Dentro c'è una borghesia, quella illuminata, di sinistra,  che non si fa scalfire da nulla, apparentemente, neanche dalla morte.
Un film leggero, dicevo, divertente a tratti, piacevole, che però non riesco a mettere insieme a tutti gli altri lavori di Salvatores, che in questo caso mi sembrava più concentrato su un esercizio di stile che su uno spettacolo di contenuto.
Sarà che io penso sempre alla sostanza delle cose e non solo alla confezione,  ma credo che Happy Family rimarrà come una delle sue opere più trascurabili e velocemente dimenticata, ma magari mi sbaglio.




venerdì 8 aprile 2011

Jovanotti è Ora








Noi siamo l'elemento umano nella macchina e ci facciamo del male per abitudine








Questo è il secondo album di Jovanotti che mi ha convinto completamente.
Non riesco a capire se sono io che sto ringiovanendo o lui che maturando migliora come il buon vino, ma nel panorama italiano, al momento è l'autore che preferisco, cosa che non posso dire di Ligabue, che ho ascoltato per anni e che non mi ha convinto per niente con l'ultimo album e in generale di nessun altro.

So già che Vasco non mi piacerà tutto, non è mai accaduto.

Detto ciò che posso aggiungere... io non sono un esperto di musica, ritmi etc, mescolo la poesia alla musica e se mi piace mi diverto.
Con Jovanotti mi diverto in quasi tutto l'album, fango mi piaceva tanto che ho inserito una frase della canzone in un mio romanzo infilandola nell'ipod del maresciallo Greco.

In ORA c'è il tempo, il nostro tempo tormentato e nevrotico, veloce e pulsante, che sento scivolare inesorabile fra le dita.
Mi muovo, scrivo, corro, e mi stupisco continuamente della realtà circostante, come un bambino in un enorme luna park, curioso di tutto.
Se tornassi indietro cercherei di prenderlo questo tempo maledetto e viverlo meglio.

Questo album ha dentro il tempo, la macchina, il presente, il futuro e come al solito l'amore, ingrediente fondamentale del nostro vivere quando lo incontriamo, quando lo cerchiamo, quando lo rifiutiamo.



martedì 5 aprile 2011

Paranormal Activity









L'ho visto e ho sbadigliato molto, e mi sono chiesto cos'è il genio? Costruire un prodotto brutto, bruttissimo come questo film e poi riuscire a venderlo come un capolavoro del terrore?
Forse il genio è nel marketing, in quei grandi professionisti che sanno come gonfiare un trailer e sbatterlo ovunque fino a convincere migliaia di persone che quel film ti terrà attaccato alla poltrona tutto il tempo.
Io amo il cinema e mi piace immedesimarmi nei film e nei romanzi, ma non c'è stato un solo momento in tutto questo  breve film nel quale non ho pensato che stavo assistendo a una cosa assolutamente e definitivamente inguardabile.
Volete morire di paura? Comprate una console x box, come la mia e infilateci dentro un gioco come Dead Space, e li incontrerete alcuni mostri davvero demoniaci, altro che bufale americane ... provare per credere





domenica 3 aprile 2011

Zelig è finito e per la prima volta ho pensato che era ora ... come mai?













"E sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al Re fa male al ricco e al Cardinale diventan tristi se noi piangiam ...".
Zelig ha concluso il suo ciclo invernale, 12 puntate ricche e lunghe.
Mi fa compagnia da diversi annetti ormai. Bisio è per me come il cugino poco più grande, quello affascinante, di sinistra, che lavora per una rete berlusconiana ma  non ha perso la sua identità, e guadagna un sacco di soldi.
Zelig accompagna i miei inverni televisivi, solitamente lo registro e me lo guardo con comodo tagliando le pubblicità e i pezzi che non mi piacciono.
Quest'anno, per la prima volta, mi sono ritrovato a tagliare più del solito, i balletti, alcune scenette della brava Cortellesi nei panni del Sindaco di Milano, il nano con megafono, le richieste di fondi di solidarietà,gli interventi del maniaco telefonico, i pezzi cantati in duetto, il mimo muto, e altro che ora non ricordo.
Mi sono ritrovato annoiato a tratti, a tratti distratto.
La Cortellesi, brava professionista dello spettacolo,  è stata la conduttrice meno efficace di Zelig, molto meglio, la precedente Incontrada, più in carne, più approssimativa ma anche molto più simpatica e adatta al ruolo di spalla del mattatore Bisio.
Poi ho trovato tiepidi alcuni personaggi storici come Ficarra e Picone impantanati nella satira al Premier che ormai è terreno sfruttato e noioso.
Carine e fresche le apparizioni del duo doppio senso e il duo Idea.
Grande Giacobazzi anche se nelle ultime due puntate era in tono minore e Giole Dix.
Ma nel complesso ho come la percezione di un calo di grinta, troppi intermezzi pubblicitari e poca originalità.
Mi sbaglio?
Spero.
Cala il sipario su Zelig e se la Cortellesi risulterà poco efficace alla produzione troverà altri lidi dove esprimere al meglio la sua bravura e si consolerà con il compenso che dicono sia molto generoso.
Fare ridere è mestiere difficile, soprattutto di questi tempi, pazienza adesso è tempo di spegnere le televisoni e uscire nel mondo, finalmente è arrivata la primavera.

giovedì 31 marzo 2011

Il Commissario Forti un investigatore modello hard boiled


"La notte era il tempo della vita, il tempo dell'azione e della verità. Il cielo, nonostante  l'oscurità, sembrava risplendere e avvampare di calore. Finì di bere la birra, tornò alla macchina e riprese la strada di casa".
Ci sono poche concessioni a riflessioni esistenziali nel primo romanzo di Enrico Carlini.
Il protagonista, Fabio Forti, Commissario della Polizia di Stato è sicuramente colui che accompagna il lettore in tutta l'indagine e mi ha ricordato i ruvidi investigatori del'Hard boiled americana, un uomo, prima di tutto, con le debolezze e gli scheletri nell'armadio, arrivato alla sua posizione non certo e solo per meriti, che però si riscatta nella sua prima vera indagine lasciandosi coinvolgere sempre di più fino alla conclusione che si sviluppa in un crescendo di azione.
Mi piace Forti, perché è consapevole di non essere il cavaliere senza macchia e senza paura, ma ce la mette tutta per seguire la strada della giustizia, o perlomeno una strada che lo conduca alla verità che forse è la cosa che più interessa al protagonista.
Non ci sono personaggi positivi in questo giallo, non mi addentrerò nella trama perché è complessa e deve essere svelata dal lettore, ma devo complimentarmi con Carlini per questa opera prima.
Ha inventato un personaggio credibile, che si aggira e si muove in un ambiente di indagine ostile e che svela  le insidie del Sistema, dove da una parte devi risolvere il caso, e dall'altra non dimenticarti della politica, delle collusioni, delle complicità occulte.
Forti non è un personaggio vincente, e gli capiterà di tutto in questa avventura come nella migliore tradizione Chandleriana, ma alla fine , con tutti i suoi difetti e denti mancanti non può che risultare simpatico.
La morale non c'è, non ci deve essere in un buon noir, c'è solo l'amarezza della solitudine dell'uomo che lotta per arrivare al solito impossibile obiettivo, la ricerca dela verità e della giustizia.



martedì 29 marzo 2011

The Road e l'apocalisse ... ora!


Ho visto The Road tratto dall'omonimo  libro di Cormac McCarthy autore che a me piace molto.
L'ho visto a pezzi per motivi temporali e psicologici. Il film è cupo e buio come il libro, apparentemente senza speranze. Grandi i due protagonisti padre e figlio, pregevole la partecipazione straordinaria del mitico Robert Duvall quasi irriconoscibile nei panni di un vecchio. Se non avete letto il libro ve lo consiglio, mi piace McCarthy scrive come mi piacerebbe scrivere, asciutto essenziale, spietato.
Mi piace anche l'idea del film, il rapporto unico, viscerale, totale, di amore fra un padre e un figlio che va oltre la morte, rimane come essenza della nostra umanità perduta.
Non so cosa meditava McCarthy quando ha immaginato The Road, forse aveva mangiato qualcosa di pesante, ma guardando ai fatti mondiali e mediterranei che coinvolgono tutti noi l'idea di un mondo che va in frantumi mi passa almeno per qualche istante per la testa.
Tutti a dire che è inutile e ridicolo creare allarmismi, sono d'accordo, poi penso che se io fossi uno dei tecnici contaminato nella centrale giapponese magari avrei una percezione diversa.
Tutti a parlare di solidarietà e accoglienza in questi giorni, d'accordo, poi mi metto nei panni di un abitante di Lampedusa e comincio a riconsiderare concetti tanto buonisti quanto ipocriti soprattutto quando in ballo c'è il mio spazio vitale, la mia unica fonte di sostentamento.
E' tutto relativo non credete?
Rimane  facile fare pronostici sulla sorte del pianeta, lui ci sarà dopo di noi, mentre l'uomo riuscirà a trovare il modo di togliere il disturbo prima del suo termine naturale, ma questo è un problema che io non dovrò affrontare quindi... pace.

lunedì 28 marzo 2011

Case 39, che orrore i nostri adolescenti ...


Solitamente gli horror mi fanno scappare da ridere, ma Case 39 mi è piaciuto. Brave le due attrici protagoniste la simpatica e più famosa Renée Zellweger e la giovane attrice canadese Jodell Fernand. La storia non ve la racconto nel caso decideste di guardarlo. Non è nuovissimo è del 2006, merita svelare la trama guardandolo. La morale è la cosa più divertente: non sempre la realtà è quella che si manifesta e vittime e carnefici sono spesso interscambiabili. Inoltre per me che non amo i bambini un'altra riflessione, che ho ricavato da uno degli interessanti dialoghi del film. La simpatica adolescente ricorda alla  tutrice gli obblighi nei suoi confronti.  Mi è venuto in mente un ragazzotto con la sua mamma che all'interno di un Game Stop la istruiva sui giochi da comprare, 200 euro di giochi xbox e play station 3 che io non compro in un anno. Non sembrava contento nonostante tutto, intento com'era a succhiare coca cola dal bicchierone di un fast food,  un ragazzo grasso e annoiato. La mia riflessione è semplice e immediata, ho visto un bel horror ieri sera o siamo già all'interno di una trama orripilante dove gli adolescenti comandano e noi obbediamo inseguendo ansiosi ogni loro desiderio, anche il più superfluo?

mercoledì 23 marzo 2011

Eh già ... è ancora qua ...

Avete visto l'ultimo video di Vasco? Eh già s'intitola e mi fa abbastanza ridere.
Vasco è uno dei pochi artisti che  sta invecchiando alla grande.
Attenzione io non sono mai stato un suo fan, mi piacciono  alcune sue canzoni,  fanno di lui un impareggiabile poeta, alla pari, solo in rari casi, di un De André,  ma in generale ci sono pochi album che mi hanno convinto nella sua discografia, e quando intendo convinto, penso ad album che riesco ad ascoltare molte volte trovandoli piacevoli.
Ho ascoltato molto di più Ligabue nella mia vita anche se Vasco credo sia a un livello superiore per alcuni aspetti, quali? La sua apparente indifferenza nei confronti del destino, la grinta, la faccia di uno che ha fatto a pugni con il mondo riuscendo a rimanere in piedi, una faccia vissuta e scanzonata,  la sua creatività che ne fanno uno dei grandi vecchi della musica italiana.
Mi piace il video,  poco più vecchio di me, con un fisico appesantito a ricordarti che c'è ancora, nonostante tutto  e tutti, nonostante lo stile di vita e il mondo dello spettacolo che tutto macina e distrugge.
Un'unica riflessione, quando gli ultimi dinosauri andranno in pensione, fra molti anni, mi auguro per loro, chi prenderà il loro posto?
Dove sta andando la musica italiana, anzi la musica?
Chi verrà dopo di loro? Mi sono perso qualcosa?
Non credo che i loro eredi usciranno da trasmissioni come x factor o amici, perché la creatività, il talento, il genio non li trovi in quei contenitori, quasi mai.

Eh già - Vasco Rossi

lunedì 21 marzo 2011

Guccini da Fazio con la sua poiana


Ve lo ricordate quando era come nella foto? Io una volta andai ad ascoltarlo a Pavana dove adesso vive stabilmente.
Ero un ragazzino, un adolescente , avrò avuto 14 o 15 anni, non lo conoscevo ancora, erano  gli anni 70 e cominciavo ad avvicinarmi alla politica.
Noi Guccini lo cantavamo molto, ha fatto da sottofondo alla nostra crescita buona o cattiva che sia stata. L'ho sempre ammirato e un pò temuto come si fa con uno zio burbero ma simpatico.
In realtà ho smesso di ascoltarlo presto, gli ultimi suoi album nemmeno li conosco, ma ho letto tutti i gialli scritti con Macchiavelli, dentro c'è un pò del mio appennino perché anch'io sono di quelle parti Pavana, Granaglione, Porretta, Gaggio luoghi  della mia infanzia.
Premessa per dire che vederlo l'altra sera da Fazio, per la sua ennesima uscita pubblicitaria non mi è piaciuto, chissà perché ... forse invecchiando si ridimensionano i miti che svanendo lasciano solo uomini un pò appesantiti che parlano della loro montagna, che è un pò anche la mia e vendono alla grande un nuovo libro che questa volta non leggerò.
Forse le emozioni che trovavo nelle sue canzoni erano grandi perché legate ad un momento della mia vita che era in evoluzione, non so, o forse mi vergogno un poco di avere tanto sopravvalutato un uomo solo perché mi piacevano le sue canzoni.
Non c'è niente da fare per ridimensionare un mito basta farlo invecchiare, se ci pensate i personaggi della musica o della storia scomparsi prematuramente non deludono quasi mai.