lunedì 2 dicembre 2019

A proposito di Burnout




Il burnout è generalmente definito come una sindrome di esaurimento emotivo, di depersonalizzazione e derealizzazione personale, che può manifestarsi in tutte quelle professioni con implicazioni relazionali molto accentuate (possiamo considerarlo come un tipo di stress lavorativo).

Vi incollo sopra una delle tante definizioni.
Quando scrissi il romanzo, nel 2009, avevo in testa due cose, raccontare del mio precedente lavoro di educatore professionale nel sociale, e togliermi qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di un ambiente lavorativo che avevo lasciato sbattendo la porta e lasciandomi alle spalle un bel pezzo di vita, quasi vent'anni.

Oggi a 17 anni di distanza scopro che un'educatrice ha letto e apprezzato quel romanzo riconoscendosi in situazioni e analisi, una giovane educatrice che ha un marito educatore e che ha apprezzato Burnout a tal punto da scriverlo sul mio profilo facebook.

Sinceramente, non credevo possibile un tale miracolo.
Giovani educatori che si riconoscono e che condividono analisi, vissuto, aneddoti e vita.

Due considerazioni.

1. Il lavoro educativo è bellissimo, crudele, ti prende tutto e ti lascia spesso esausto e svuotato.
Dovrebbe essere pagato di più, supportato psicologicamente, valorizzato dallo Stato in un paese davvero Europeo, ma a distanza di 17 anni nulla è cambiato, il personale è pagato poco, sfruttato molto,  spesso mandato allo sbaraglio.

2: Scrivere mi ha permesso di riconciliarmi con quel passato, con quella esperienza e mi ha permesso di comunicare, per un attimo, con giovani professionisti, forse perché i vecchi come me  hanno rinunciato a crederci e a lottare per il cambiamento o semplicemente non hanno letto Burnout perché gli stavo troppo sulle palle.

Forse ha avuto un senso scrivere quel romanzo, forse scrivere è davvero il modo migliore per riconciliarsi con il passato e dare un senso al presente.
Comunque sia grazie ancora a chi si è riconosciuto nella mia storia, non smettete di lottare come ho fatto io, forse un giorno, in un italia diversa, davvero europea, qualcuno saprà riconoscere il valore del vostro lavoro.


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