venerdì 29 novembre 2013

lupi neri in sala borsa

La cornice è questa.
Il tempio della cultura bolognese
 
la biblioteca della Sala Borsa

 
La presentazione si è svolta in una bella sala al secondo piano, e sotto potete vedere Roberto Carboni, Patrizia Bottura, il sottoscritto e l'amico Andrea Piselli che ha fatto i salti mortali per esserci, ed è stato fondamentale per la presentazione, come al solito.
 
 
 
 

Quello che parla nella foto è lui. Prima della presentazione un mio sconosciuto lettore ha scambiato Andrea per me e poi ha voluto una fotografia insieme, a volte mi stupisco, questa storia dello scrivere è come una sbornia, una di quelle allegre.

Carboni è stato grande come al solito, abbiamo parlato di Bologna, del noir, dello scrivere, insomma di ciò che riempie le nostre vite, in maniera diversa ma sicuramente importante.

Dopo Stefano Zanerini mi ha anche intervistato come accade a quelli importanti, e dietro la magnificenza della Sala Borsa. Stefano è un mio coetaneo in gran forma,  sportivo, giornalista storico, dirige QUIBOLOGNA.TV che consiglio a tutti.
Appena ho il video dell'intervista ve lo faccio sapere.



E adesso prepariamoci alla prossima presentazione il 5 dicembre

mercoledì 27 novembre 2013

solitario bolognese in libreria



Un freddo birichino, una Bologna austera e nervosa, una trattativa con il Comune interrotta e diverse beghe sindacali, ma io non mi fermo, ascolto Nuvolari cantata dal grande Dalla e faccio una presentazione a settimana, fa bene all'umore, alla circolazione, alla cultura forse, al mio ego in cassa integrazione e ai miei nuovi progetti editoriali.

Il 5 dicembre vi aspetto in via Porta Nova 1/a, pieno centro bolognese, il vino e i biscotti li porto io, voi portate voi stessi.

Domani poi vi racconto com'è andata in Sala Borsa con l'amico Carboni.

martedì 19 novembre 2013

Fagnoni e Carboni in sala borsa

GIOVEDÌ 28 NOVEMBRE 2013
ORE 18
SALA BORSA 
BOLOGNA




Doppia presentazione di romanzi nell'ambito della rassegna i giovedì della sala borsa:

 28 novembre (in Sala Atelier dell'Urban Center Bologna all'ultimo piano): Roberto Carboni (Bologna destinazione notteFratelli Frilli Editori, 2013) dialoga con Massimo Fagnoni(Lupi neri su Bologna: gialloMinerva, 2013). Partecipano Patrizia Bottura e Andrea Piselli

>> Bologna destinazione notte: A Borgo Panigale, sui gradini di un negozio di giocattoli, di fronte al centro commerciale, viene rinvenuto il primo piede. Così ha inizio l'odissea di Annibale Dori, tassista notturno appassionato di jazz, in una Bologna piovosa e desolata, terrorizzata da un maniaco che rapisce e tortura a morte le sue vittime. Fanno da cornice una donna misteriosa e affascinante e un locale infilato nello stomaco della città, dove suona Al il pazzo, amico fraterno di Annibale e leggendario pianista jazz. 

>> Lupi neri su Bologna: A Bologna muore un poliziotto. La Digos comincia una serrata indagine mentre un nuovo minaccioso movimento cresce nel paese agitando le piazze delle principali città. Gli scontri di piazza si moltiplicano, il nuovo movimento appare organizzato, armato ed estremamente deciso. L'obiettivo sembrano i poliziotti che continuano a morire in misteriosi omicidi. 

Per non sbagliare ho fatto copia incolla con la presentazione preparata dalla biblioteca.

Due romanzi bolognesi a confronto, due diversi modi di concepire Bologna e il noir.

Vi aspettiamo numerosi nel tempio della cultura bolognese per me un doppio onore incontrare il bravo Roberto Carboni e presentare un mio romanzo nella biblioteca più bella di Bologna.




lunedì 18 novembre 2013

Mika






Si lo ammetto guardo x factor, non guardo ante factor e neppure extra factor, ma quando posso mi guardo lo spettacolo, perché mi piace la musica, elemento imprescindibile del mio quotidiano e mi piace lo spettacolo che con la musica riescono a costruire a x factor.
X factor è  davvero divertente, la competizione, gli artisti, i presentatori, i giudici, i coreografi, il pubblico,è un insieme che fa di questo prodotto uno dei programmi più seguiti nel palinsesto sky, funziona e alla fine sapere chi vincerà la competizione è rilevante solo per il vincitore, basta guardare le precedenti edizioni, non credo che tutti i vincitori siano diventati protagonisti del mercato musicale nazionale o  internazionale, e Chiara, la rivelazione della scorsa edizione è più popolare come testimonial della Tim, al momento, che per le sue canzoni.
Ma secondo me, la vera rivelazione di quest'anno è Mika, non lo conoscevo, o almeno non sapevo di avere ascoltato qualche suo brano musicale intercettandolo dalla radio come faccio spesso, ma al di là del talento artistico, lui è davvero un personaggio geniale, è bello, elegante, pur indossando cose che sono oltre ogni mio immaginabile guardaroba, è  futuribile,  pacifista e solare, difficilmente sbaglia una battuta, una frase, è istintivo senza essere brutale e risoluto e definitivo senza essere spietato.
E' davvero seducente e ve lo dice un eterosessuale a tutto tondo, e secondo me ha contribuito ad armonizzare anche il gruppo di rodati ed efficaci giudici, adesso apprezzo di più l'estrosità un pò folle di Morgan, la determinazione materna della Ventura e il piglio peloso di Elio.
Lui riesce ad armonizzare e questa è la sua principale virtù, l'armonia è presente in ogni casa che intraprende.
E' un giovane di successo, e anche se ha fatto solo tre album, io credo sia già arrivato, perché in Italia ha fatto il botto.
Quindi mi inchino come al solito davanti al genio, alla potenza, e alla bravura, e se penso che l'anno scorso al suo posto c'era Arisa, mi rendo conto di come a volte i particolari creino il successo di uno spettacolo. Alcune voci mi riferiscono che alla prossima edizione non ci sarà, peccato, e complimenti Mika, qualunque cosa farai sarà un successo, te lo meriti.

domenica 17 novembre 2013

la leggenda di Loiano



Sera, sto tornando a casa dopo il lavoro, mi fermo nell'area di servizio che prediligo perché lì risparmio mediamente qualche centesimo ogni litro, faccio 15 euro di benzina, maledico la benzina, chi la produce, chi non ha nessuna intenzione di inventarsi un altro metodo più ecologico e più economico di alimentazione delle auto, e dopo la consueta sequela di imprecazioni interiori sto per salire sulla mia macchinetta, sono in tuta, sono stanco, mancano circa venti chilometri da lì a casa.
Mi affianca una punto nero demolizione e ruggine, al volante un italiano, accento emiliano, potrà avere venticinque, trent'anni, potrebbe essere mio figlio, per fortuna non è così.
Non ha la faccia da tossico, ha una faccia simpatica, un cerotto sul sopracciglio destro, la barba di un paio di giorni e l'abitacolo dell' auto nel complesso fa abbastanza schifo.
"Sono nei guai" esordisce "La ragazza mi ha sbattuto fuori di casa, non ho un soldo, la macchina è in riserva, devo tornare a casa, a Loiano".
Io penso auguri, grazie per la comunicazione, cambia ragazza, non capisco ancora cosa può volere da me, nonostante il mio mestiere, i delinquenti conosciuti, i truffatori, giocatori delle tre campanelle, spacciatori etc etc, non penso, non antepongo pregiudizi o deformazione professionale, nemmeno controllo se l'auto è in riserva:

MI FIDO.

Non capitava forse dal periodo innocente dell'infanzia, quando smisi di fidarmi perché un mio compagno di giochi preferì un altro amico per le battaglie con i soldatini.
Non capitava da quella volta che cercarono di vendermi un cellulare in un'area di servizio dell'autostrada, non capitava da quando Berlusconi è salito al governo.

Mi vuole mostrare la sua patente, faccio di no con la testa e chiedo:

"Cosa vuoi?".
"Mi può dare una mano, per tornare a Loiano?".
Io so dov'è Loiano, in inverno nevica come al Corno, ho amici che abitano lassù, colleghi, gente tosta che scende insieme ai lupi tutti i giorni per rilevare incidenti, penso che potrebbe essere un trucco, l'ennesimo trucco di una guerra fra poveracci e coglioni, accattoni e ingenui.

Io il coglione ingenuo in questo caso, ma fino a cinque euro.
"Per arrivare a Loiano ti bastano cinque euro di benzina" ed estraggo dal mio portafoglio gli ultimi 5 euro sopravvissuti al mio rifornimento precedente, sono stropicciati, umidi e puzzolenti, ma ci fai più di tre litri di benza, bastano per tornare nell'ameno paesino.

Lui li prende, sorride umile, ringrazia molto.
"E ricordati, quando ti chiederanno come hai fatto a tornare a Loiano, puoi dire che un vigile bolognese, uno di quelli che odiate tanto, ti ha dato una mano".
"Lei è un vigile?"
"Un agente della Municipale" rispondo con orgoglio, poi risalgo sulla mia macchinetta e mentre torno a casa ascoltando i Cold Play penso che ho fatto una cosa buona, ho aiutato un giovane italiano in difficoltà, una piccola cosa, ma l'ho aiutato a tornare a casa, penso anche che magari mi ha semplicemnete fregato, ma più mi avvicino  a casa, più mi convinco del contrario, ne parlo con mia moglie, mando anche un paio di sms ad amici che increduli mi rispondono preoccupati, temono una crisi di demenza senile alla base del gesto.

Lo stato di grazia dura fino al giorno dopo, quando racconto con una punta di orgoglio l'episodio ad alcuni colleghi in ufficio, e lì cambia la prospettiva.
Uno mi dice che gli è capitato due volte, con lo stesso, sotto casa sua, stessa storia, doveva andare a Loiano, senza benzina etc.
Un altro se l'è trovato fuori dalla Coop, appena terminata la spesa.
La moglie di un collega fuori dalla chiesa, era insieme al suo bambino, e gli ha creduto a metà, lo ha accompagnato da un benzinaio lì vicino e gli ha pagato 10 euro di benzina.

Se nel mio ufficio ne ho trovati quattro, quanti giovani bolognesi ci sono in giro solo a Bologna che hanno scoperto questo nuovo metodo per fare accattonaggio?
Chi sono questi disperati?
Non credo un'associazione a delinquere, semplicemente giovani che ti raccontano la favola di Loiano, perché Loiano? Perché è lontana e ci vogliono almeno cinque, dieci euro per arrivarci.

Alcune considerazioni finali.
Mi sento un coglione e non me ne vanto.
Non crederò più a nulla e questi sono gli ultimi cinque euro che mi faccio fregare da un altro disgraziato come me.
Se incontrate un giovane simpatico, emiliano che deve tornare a Loiano e ha disperatamente bisogno dei vostri denari, tenetelo fermo un attimo, con un'altra favola e chiamatemi, se sapete come farlo, io arrivo subito. Devo dirgli qualcosa che magari lo aiuterà davvero a cambiare stile di vita.

venerdì 15 novembre 2013

i lupi scendono al Centro Lame











Con Vasco Rialzo (Emanuele Cimatti) io mi diverto molto, e devo ringraziare la scrittura se l'ho conosciuto, ci siamo incontrati due volte in due anni ed è come se fossimo amici dal tempo del liceo, ma lui è troppo giovane per avere fatto il liceo con me, avrei dovuto farmi bocciare  dieci anni di seguito per ritrovarmelo in classe.
Morale abbiamo parlato del romanzo, abbiamo conosciuto alcune nuove lettrici dei miei romanzi, e abbiamo annunciato che il 21 dicembre 2013 salirò sul ring per affrontare l'enfant prodige del noir bolognese, il grande Matteo Bortolotti.
Se cliccate di seguito vedrete gli sfidanti e potrete capire, forse, cosa accadrà, il luogo dell'incontro per ora è  segreto. A presto, ora ingurgito una manciata di proteine, leggo un po' di Chandler ed esco a correre sotto la pioggia.

boxeo

giovedì 14 novembre 2013

metti una sera a Lucidamente








 Non è solo per narcisismo che compaio  io insieme a Tripodi nelle fotografie sopra, il fatto è che non potevo fotografare i trenta partecipanti alla lezione di scrittura creativa alla quale ho partecipato con entusiasmo ieri sera.

Ringrazio l'amico Rino Tripodi Direttore responsabile e fondatore dell'Associazione Lucidamente
che mi ha invitato alla seconda o terza lezione del corso per raccontare la mia esperienza di scrittore.

Ho parlato a braccio come al solito e mi hanno fatto piacere le domande dei partecipanti, mi sono sentito a casa, come quando stai conducendo un gioco che conosci bene e non hai paura di essere colto in fallo.

 Belle facce ieri sera, molte donne, qualche aspirante scrittore uomo e nessun sognatore ma persone con i piedi per terra, grazie anche alla franchezza del conduttore Rino Tripodi che ha premesso quanto sia difficile, aleatorio e pieno di trabocchetti il mondo dell'editoria italiana.

Ha ricordato a tutti che siamo un popolo di navigatori della rete fra facebook, twitter, whatsapp, siamo un popolo di artisti, specializzati soprattutto nell'arte di arrangiarci, non siamo molto santi e soprattutto non leggiamo, al ventitresimo posto nella classifica dei lettori di libri.

Quindi immaginate la mia meraviglia, incontrare trenta aspiranti scrittori che spendono il loro tempo  per frequentare un corso di scrittura creativa.
Esiste ancora la speranza di un mondo diverso, dove la gente si muove dalle proprie case per inseguire un sogno.
Ieri sera ne ho avuto conferma.
Grazie a Tripodi e  alle persone che ieri sera mi hanno accolto, ascoltato e addirittura applaudito.
Quasi quasi adesso mi metto a scrivere, certe esperienze  danno la spinta giusta.
 

lunedì 11 novembre 2013

lupi neri un trafiletto della rivista Il Carabiniere



Ho partecipato a due premi letterari indetti dalla famosa rivista, senza vincerli, ho inventato un maresciallo dei carabinieri contro corrente, poi neanche tanto, ho inserito carabinieri in molti dei miei romanzi, ho anche spiegato a un maresciallo dei carabinieri che i miei romanzi erano puro intrattenimento, niente di più.
Finalmente la rivista il Carabiniere si è accorta di me e io ringrazio con questo piccolo trafiletto che appiccico  nel mio album tanto virtuale quanto incancellabile, incastrato nell'enorme calderone della rete.

mercoledì 6 novembre 2013

lupi neri su Repubblica










Prendi un trafiletto di Repubblica cultura, schiaffalo nel tuo blog, incollalo come  fosse un cimelio prezioso, ringrazia il giornalista che ha avuto il coraggio di citarti e quindi di riconoscere la tua esistenza, e ti ritroverai, come nel mio caso a distanza di anni, il romanzo l'ho scritto 4 anni fa ormai, a riflettere sule motivazioni che ti hanno spinto a scrivere.

Nel mio caso le motivazioni sono diverse e tutte convergenti, era il periodo del sito www.cacciallosbirro, e lì c'erano  fotografie di poliziotti in bella mostra, possibili bersagli.

Ho sommato a quel tipo di propaganda la nostra esposizione mediatica, noi agenti della Polizia Locale spesso fotografati, aggrediti, etichettati, insultati.
Insieme a questi fatti, sicuramente coinvolgenti dal punto di vista emotivo si è intrecciata una riflessione sui poteri forti, sul potere della Rete, sul potere di manipolazione di chi può muovere i fili dell'informazione.
Insieme ho rivisitato i fatti di Genova, città mai visitata ma affascinante.
E' nato questo romanzo,  si intitolava Figlio di un Re ... in quel periodo ascoltavo molto la canzone di Cremonini, ma il titolo non era casuale, perché nel brano, che mi piace tuttora, si parla dell'uomo e di ciò che può pensare di essere solo per la sua definizione di stato, il mio personaggio principale è proprio in sintonia, si chiama Massimiliano Re, ma non è  figlio di  re, in realtà è un gran bastardo.
Mi è piaciuto il brevissimo trafiletto del giornalista, perché ha inquadrato il concetto cardine.
Pasolini difendeva i poliziotti in quanto veri figli del proletariato, contro i rampolli della borghesia.
Io dico solo che non esistono più ruoli definiti, ma solo individui ed è nel singolo che devi cercare il valore o la perdizione, non nel suo apparente ruolo sociale.
Pensa un po' quante scemenze riesco a scrivere con un solo trafiletto.
Grazie Micol Argento di Repubblica

martedì 5 novembre 2013

reduci



Ho visto Reduci su Sky documentario su soldati sopravvissuti in un modo o nell'altro all'inferno afgano.

Mi sono emozionato e non è questione di andropausa, è che in questo documentario, asciutto come un torrente in secca o un qualsiasi maledetto deserto pieno zeppo di ordigni inesplosi, dicevo in questo film per la televisione, c'è un pezzettino del nostro paese, quello nel quale mi riconosco senza fatica.

Io non appartengo all'Italia dei geni in fuga, categoria intellettuale e produttiva che giustamente ha deciso di andare a lavorare all'estero perché qui peggio che nel terzo mondo.

Non appartengo neanche a quella parte di italiani che ogni giorno deruba, corrompe, si fa corrompere, uccide sparando alle spalle, affama, campa sulle ricostruzioni dei terremoti, specula in borsa, inquina etc etc etc.

Io appartengo all'Italia dei reduci di questo documentario e mi sono riconosciuto nei tinelli normali di alcune di queste famiglie, famiglie normali, o normalmente oneste, come poteva essere la mia famiglia di origine, la vostra.

Da quelle famiglie alcuni giovani uomini e donne hanno deciso di entrare nell'esercito e si sono ritrovati in missione in Afghanistan, e non mi interessa fare analisi pacifiste, o demagogiche, sui motivi della nostra presenza in un qualsiasi scenario di guerra, le analisi le lascio a quelli che stanno comodi in luoghi dove non esiste chiedersi come fare a pagare il mutuo, crescere una famiglia, costruirsi un futuro.

Questi giovani reduci hanno scelto la carriera militare per motivi forse ipotizzabili ma sicuramente soggettivi e onorevoli, alcuni perché credono nel loro paese e sono davvero rimasti in pochi, altri perché sognavano fin da piccoli di fare i soldati, altri perché era l'unica scelta onesta per condurre una vita dignitosa, altri appunto per pagarsi il mutuo e potere mettere su famiglia.

E' importante? Non credo.
Loro sono partiti, hanno fatto il loro dovere, hanno messo in gioco le loro  giovani vite, si sono messi in gioco e purtroppo in alcuni casi hanno perso, fa parte delle regole e lo sapevano, ma si sono messi in gioco e continuano a farlo fra traumi fisici e psicologici in alcuni casi irrisolvibili.

Questa è l'Italia della quale andare orgogliosi, senza retorica, senza dietrologie, ed è l'Italia alla quale mi sento di appartenere, quella che mi dà un senso di appartenenza, il resto è soprattutto da cambiare, soprattutto da buttare.
 Su sky

sabato 2 novembre 2013

lupi neri al Centro Lame






Torno al Centro Lame dagli amici della Libreria Coop e incontrerò Vasco Rialzo che ho avuto il piacere di conoscere quando presentai Cielo d'agosto. La cosa piacevole e confusiva di una presentazione al centro Lame è che gioco in casa, anzi in Coop, dove spesso vado a fare la spesa, il centro lame fa parte del mio quotidiano e della mia storia, incastrato in un quartiere, il Navile che quasi per caso mi ha adottato inconsapevolemente. Vasco è un'altra piacevole scoperta nel variegato panorama degli scrittori bolognesi, lui è bolognese e quasi spagnolo per un'altra serie di coincidenze che magari un giorno mi farò spiegare, è anche inventore del Boxeo literario che ha spopolato a Barcellona e che è già approdato anche a Bologna.
Se volete saperne di più accomodatevi nel link sopra, io vi anticipo che sto cercando uno sfidante per un incontro all'ultimo sangue (metaforicamente).
Intanto vi aspetto al Centro Lame con i  miei lupacchiotti anarchici e molto informali, fra un litro di latte e un etto di prosciutto trovate una mezzoretta per una presentazione libresca magari vi distrarrà dalla miseria quotidiana, è gratis.

venerdì 1 novembre 2013

the killing terza stagione




Torna the killing terza e ultima stagione, dodici episodi a caccia di un serial killer.
Mi piace l'ambientazione cupa e depressa di una Seattle molto piovosa, mi piace la poliziotta border line, il collega ex tossico e la durezza degli accadimenti senza indulgenze o spiragli di speranza, alla fine mi piace il realismo in un poliziesco che invece ha sicuramente  tratti favolistici, ma convince senza clamore, avvince senza effetti speciali, vediamo se anche la terza stagione manterrà le aspettative.
dal 5 novembre 2013 su fox crime

giovedì 31 ottobre 2013

w l'Italia




Viva l'Italia  è un film di Massimiliano Bruno che conoscerete se avete visto come me  la serie Boris, lui era il comico popolare diventato famoso perché durante i suoi spettacoli urlava il tormentone che faceva scompisciare il pubblico "bucio de culo", perdonate la volgarità ma era quella che il personaggio proponeva in tutte le salse e la sua era una figura grottesca che sottolineva la comicità greve di certi attori italiani.

Anche in viva l'italia si sottolineano diverse cose: la corruzione, il mal costume, i raccomandati, l'arroganza del potere, e chi più ne ha più ne metta, si propongono anche soluzioni, un sempre bravo Michele Placido propone un nuovo articolo della Costituzione, il diritto dei cittadini a conoscere sempre la verità dei fatti.

Anche i figli del politico Placido, costretto per un attacco di demenza a dire la verità, diventano bravi :
Alessandro Gassman, Roul Bova, Ambra Angiolini da figli senza spina dorsale del politico corrotto diventano bravi cittadini che affrontano con coraggio le sfide della vita.

Insomma una favoletta a metà che non promette mondi migliori ma che invita a una nuova moralizzazione, però il film in realtà non arriva da nessuna parte, ci racconta cosucce già dette, si indigna ma con troppa leggerezza, unico momento drammatico è la visita all'Aquila violata dal terremoto, ma diciamoci la verità, noi italiani non abbiamo bisogno che ci dicano la verità, quella la conosciamo già, abbiamo bisogno che i politici se corrotti e condannati si tolgano di mezzo, che il prezzo di scelte scellerate lo paghino coloro i quali invece continuano allegramente a godere di immunità e corruzione.
etc etc.etc etc.

Il film racconta una storia già scritta senza colpire nessun reale bersaglio e gli attori sono i soliti noti, come se a Roma ci fossero solo quegli attori, ma forse sbaglio è che  sono i più bravi, sicuramente loro non sono, come la protagonista femminile del film, raccomandati.

Comunque Bruno è simpatico.
su sky

martedì 29 ottobre 2013

walking dead 4



E' iniziata la quarta stagione con grande promozione su sky e io che sono un fedelissimo dalla prima puntata ho deciso di farmi del male e ho cominciato a seguire le avventure dei sopravvissuti che al momento se la passano con grande fatica all'interno di un carcere abbandonato trasformato in comunità e rifugio.
Considerando il fatto che quasi in contemporanea sto giocando con l'ultima puntata di Resident Evil  all'xbox il mio momento attuale è zeppo di non morti che si aggirano bramosi di mangiare carne fresca senza la soddisfazione di riempirsi la pancia, ma solo per una compulsione insensata dettata da un virus micidiale che ha contaminato tutta l'umanità.
In effetti i non morti di Resident Evil e quelli di Walking Dead sono molto simili e poco hanno a che fare con gli zombi di tanta cinematografia, sono piuttosto una loro evoluzione e rappresentano la peggiore involuzione che potrebbe capitare all'essere umano, un mondo disumanizzato dove non esistono più regole, umana pietà, misericordia e progresso, ma solo morte e disperazione, solo una lotta al coltello e dove non c'è un luogo dove rifugiarsi, e nessuna certezza per il futuro.
Dove risiede il successo di questa serie? non credo sia nel fatto che nasce da un fumetto che in questi giorni ha compiuto 10 anni di vita, credo piuttosto che la sua forza nasca dal ritmo e dal fatto di  non lasciare scampo neanche allo spettatore che si affeziona ai diversi personaggi, lotta con loro e per loro fa il tifo, senza in realtà sapere chi sarà la prossima vittima. I dialoghi sono efficaci e realistici, pure nella totale follia del prodotto.
Se comincerete a seguirli questi uomini e donne in lotta vi accorgerete che i morsicatori/camminatori sono solo un pretesto per scavare a fondo nelle nostre paure, nelle più profonde convinzioni, e per mettere a nudo ciò che nel bene e nel male un essere umano può esplicitare
nei momenti più estremi.
Su sky

lunedì 28 ottobre 2013

looper in fuga dal passato




Looper in fuga dal passato film del 2012, un fantascienza action non particolarmente interessante non fosse per la presenza di Bruce Willis e di un apprezzabile Joseph Gordon Lewitt.
Il film gioca ancora una volta con i salti temporali, un pò ricorda il primo Terminator : ho attraversato il tempo per te, ricordate ? O qualcosa del genere.
Da una parte un futuro cupo e violento, senza speranze, dall'altra un presente con i looper che altro non sono che killer a pagamento che uccidono persone scomode del futuro per poi farle sparire nel passato.
La storia sarebbe deboluccia, ma i due bravi attori riescono a darle una seppure lieve dignità.
Mi è venuta voglia di scrivere qualcosa sui vuoti di memoria e sul cervello in ammollo, chissà forse è la paura di perdere i pezzi che mi spinge a inventare sempre nuove storie, ma lo so già non è nel romanzo che risiede la verità storica, il romanzo è solo una parte di verità, solitamente quella del sogno.
Il film può piacere a chi ama come me i due attori e a chi non ha paura dei viaggi nel tempo.
Su Sky

sabato 26 ottobre 2013

e l'uomo creò satana



Inherit the Wind titolo originale che meglio si adatta e che fu storpiato con questo bruttissimo titolo italiano, E l'uomo creò satana. E' un piccolo capolavoro di Kramer il regista di Indovina chi viene a cena o la Parete di fango. Allora essere uomini giusti, all'inseguimento di un principio di ragionevolezza era più difficile di adesso, più pericoloso probabilmente. Spencer Tracy incarna l'attore e l'uomo che in un certo periodo storico rappresentò la lotta del progresso intellettuale e culturale per l'affermazione di principi che oggi diamo per scontati, l'evoluzione dell'uomo, come in questo film, l'uguaglianza e la necessità di sancirla e difenderla, come in La parete di fango o Indovina chi viene a Cena.
Adesso ci riempiamo la bocca di luoghi comuni, inorridiamo davanti all'ingiustizia, ci scandalizziamo di fronte al dramma dei profughi, ma solo quando siamo costretti a fare i conti con la cronaca, con i morti annegati, ma ciò che domina su tutto è l'ipocrisia della retorica da bar e della demagogia spicciola. Il dramma vero è altrove e noi possiamo solo immaginarlo, perché se ci sono esseri umani che decidono di spendere cifre anche per me irraggiungibili per affrontare un viaggio allucinante in mare, c'è da chiedersi cosa sta davvero avvenendo in quei paesi, cosa l'occidente ha permesso, in secoli di dominazione economica. Detto ciò mi fermo perché sono parole inutili, i film invece non sono inutili donano ancora forti emozioni, come questo con un Spencer Tracy bellissimo con tutte le sue rughe naturali e il carisma di mostro sacro del cinema, uno dei miei attori preferiti di sempre, perché è facile essere semplicemente raccappriccianti dopo un lavoro chirurgico per farsi tirare la pelle, stringere gli occhi, gonfiare le labbra, impiantare capelli e scoprire di avere speso una fortuna per essere semplicemente gommoso. Spencer Tracy era bellissimo al naturale, e rivederlo mentre interpreta un vecchio avvocato che crede ancora nella giustizia ma non si fa illusioni è un toccasana per il mio spirito, e mi rendo conto che invecchiando amo di più certo cinema, e la semplicità dei messaggi. Nel film una lunga serie di attori incredibili da Gene Kelly, il giornalista cinico, Fredrich March, il cattolico fanatico, Dick York più famoso per la serie televisiva Vita da strega che qui interpreta un insegnante darwinista e altri ancora che fanno capolino fra i numerosi caratteristi.
Dove sono finiti i bravi attori?  E i bravi sceneggiatori? E i bravi registi?
Forse non si fa più grande cinema perché tutto è già stato detto e fatto? E' un capolavoro in bianco e nero ed è talmente fresco nei dialoghi, nelle atmosfere, nella cura dei particolari.
Il film si svolge nel 1925 in una parte remota e oscurantista dell'America e compare per la prima volta la radio nel film ai suoi esordi nelle comunicazioni di massa.
Come facevano a divertirsi gli uomini e le donne di allora senza tutta la spazzatura tecnologica attuale?
Mistero.
Su sky

mercoledì 23 ottobre 2013

Ci sarà pure un giudice a Berlino





Sono uno dei 500 vigili ai quali è stato chiesto di ''fare di più con meno''... e sono anche un delegato sindacale. Noi siamo alle prese con una trattativa sulla quale mi esprimerò più avanti!
Mi sono preso la briga di fare una piccola rassegna stampa di quello che ''i vigili urbani'' di Bologna hanno fatto in quest'ultimo anno, abbiate la pazienza di leggerla è lunga ma sintetica e l’ho rubata dalla cronaca, dai diversi notiziari online che si trovano in rete. Per non annoiarvi troppo ho riportato solo le notizie più eclatanti che ci riguardano.

22 ottobre - Emilia Levante: donna presa a pugni in faccia alla fermata del bus. Secondo i testimoni una donna stava aspettando l'autobus, quando è stata avvicinata da un uomo che l'ha picchiata brutalmente,  l’ uomo è stato fermato poco dopo nei dintorni da agenti della polizia municipale.

2 ottobre - Piazza XX settembre: violento accoltellamento nella notte, due feriti al collo e al viso. Poco dopo mezzanotte, la Municipale è intervenuta nella piazza vicino all'autostazione. Due persone sono rimaste ferite e portate al Maggiore.

14 settembre - Serrande giù al Tony's Bar di via D'Azeglio: risse, coltelli e minacce ai vigili. Il Questore ha disposto la chiusura per dieci giorni, situazione "pericolosa per l'ordine pubblico": da un anno i residenti denunciavano.

11 settembre - Taxi abusivi: 'rastrellamenti' in stazione ed aeroporto, pioggia di denunce. Tassisti senza regolare permesso 'pizzicati' mentre contrattano il prezzo delle corse. Dura repressione della Polizia municipale: multe da 1.700 a 7mila euro, auto confiscate e patenti di guida ritirate

5 settembre - Inseguimento al q.re Navile, piomba con la sua auto dentro al mercato Navile. E' un italiano: senza patente e senza assicurazione, stava scappando da un controllo dei vigili urbani. Arrestato.
5 settembre - Tenta suicidio in via Ugo Bassi: si sdraia sulla carreggiata, salvato da tre vigili in moto. Un ventenne, in cura ai servizi psichiatrici, ha tentato il suicidio, ma tre agenti di polizia municipale hanno bloccato il traffico e sono riusciti a calmarlo

24 agosto - Montagnola: si masturba davanti a due ragazze, denunciato 60enne. Si dirige verso le sfortunate ragazze e si masturba, ma i vigili lo notano e lo fermano in Piazza XX Settembre.

17 luglio, dopo lungo inseguimento, fermati due giovanissimi a bordo di un motorino rubato. Denunciati i due ragazzi, uno era minorenne 

12 luglio - Minacce a Virginio Merola. sotto tutela, indaga la Digos.Telefonate minatorie al sindaco di Bologna che sarà accompagnato per alcuni spostamenti concordati dalla polizia municipale

21 giugno - La polizia municipale arresta 3 pusher per spaccio e detenzione di droga. Continua la lotta allo spaccio di droga nel capoluogo emiliano

20 marzo - Cristoforo Colombo: municipale ferma ricettatore con 100 kg di rame. Una pattuglia della Municipale ha bloccato due persone che trasportavano cavi di rame: il primo è fuggito, bloccato un 40enne bolognese

7 marzo - Tre minori scomparsi da Livorno: trovati a Bologna. Due ragazze di 14 anni accompagnate da un amico di 16 sono scomparsi da Livorno ieri mattina, dopo aver saltato la scuola. Avvistati alla coop di piazza dei Martiri, ora trovati a Bologna.

Ho tralasciato poi gli incidenti rilevati, i controlli sui pubblici esercizi, i pirati della strada individuati, i controlli antiprostituzione e i minori assistiti, gli edifici controllati o i pazienti con problematiche mentali accompagnati in ospedale...insomma tutta quell'infinità di funzioni che svolgiamo quotidianamente.
Come vedete, qualcosina abbiamo fatto anche noi per rendere un po' più sicura questa nostra bella città....
Ma mentre cerchiamo di fare tutto ciò, un giornalista di Repubblica può tranquillamente permettersi di scrivere banali affermazioni insincere, descrivendoci come Rambo di provincia e accusandoci di utilizzare divise che intimoriscono i cittadini....senza sollevare nessuna rimostranza o difesa da parte della cosiddetta opinione pubblica.
Vedete, quel che mi ha ferito non è tanto avere letto certe cose, ma il fatto che dopo questo articolo sia seguito un silenzio tombale, come se fosse normale sparare a zero sulla Polizia Municipale, raccontando magari bugie. Abbiamo sempre creduto e continueremo a credere ed ad operare affinché sia valida quella scritta dietro ai seggi dei giudici "la legge è uguale per tutti".
Continueremo a credere ed ad operare affinché ''la legge non si applichi per i nemici e si interpreti per gli amici'' e quindi continueremo ad lavorare nella piena trasparenza, senza farci intimorire se dall'altra parte troveremo un ex consigliere comunale, un giornalista...o un cittadino come tutti gli altri.

E avremo sempre una speranza, perché ''ci sarà pure un giudice a Berlino!''


 

 

 





domenica 20 ottobre 2013

la scomparsa di Patò



Morì Patò o s'ammucciò?
Geniale il film  del 2010 che traspone un romanzo di Camilleri in questo caso anche sceneggiatore.
Dentro c'è una Sicilia alla fine dell' 800 in un Italia con le identiche contraddizioni di sempre ma senza la devastazione economica e morale conseguente a due guerre mondiali e al fascismo.
Due poteri dello Stato insieme per risolvere il mistero della scomparsa del ragionier Patò interpretato da Neri Marcoré che chiaramente interpreta solo una parte marginale nella vicenda.
Bravi i due protagonisti assoluti il maresciallo dei carabinieri Nino Frassica e il delegato della polizia di Stato Maurizio Casagrande.
Da una parte l'Italia, quella di sempre, un italietta caratterizzata dalla innata capacità di nascondere gli scandali sotto lo zerbino di casa quando riguardano qualcuno vicino ai potenti.
Camilleri è abilissimo a descrivere luoghi a lui familiari e consuetudini borghesi fra donne frustrate circondate da bambole inquietanti e mariti  che non si accorgono di essere raggirati dalla propria moglie e dal suo amante.
Al di là della storia che alla fine è una vicenda di liberazione di due borghesi dai vincoli di una società soffocante e impregnata di ipocrisia, è bella e fantasiosa l'amicizia che nasce giocoforza fra due funzionari appartenenti a due diverse forze di polizia, una storica duplicazione di competenze  che ha caratterizzato tanto cinema italiano, la storica rivalità fra i diversi apparati dello Stato.
In realtà i due personaggi, messa da parte la consueta rivalità, riusciranno a dipanare la matassa e a capire che fine ha fatto Patò, in una ricostruzione e con uno sviluppo affascinante.
Fondamentale la ricostruzione della trasmissione di comunicazioni del periodo, fra uomini a cavallo, lettere sigillate con  ceralacca, treni, navi e giorni di attesa fra un dispaccio e l'altro.
Non era forse più in sintonia con l'armonia del mondo quella lentezza di comunicazione?
Non è forse troppo nevrotica e veloce la nostra attuale possibilità di interazione con il mondo?
Il film è su sky

martedì 15 ottobre 2013

sapessi com'è strano ... ritrovarsi a Milano






L'ultima visita a Milano risale agli anni 70, ero giovane, e partecipai a una manifestazione antifascista, eravamo in tantissimi, non come oggi che alle manifestazioni si vedono poche centinaia di giovani pallidi e confusi che non sanno bene dove collocarsi. Allora avevamo  idee precise, passando per piazza San Babila si urlavano slogans e cosucce tutte dolci, come potete immaginare.
Allora ero un adolescente di sinistra oggi sono un quasi vecchio super partes, con poca nostalgia e un'idea buffa in testa, per rivedere Milano c'è voluto un premio letterario giocoso, e poco impegnativo,  in una bella Feltrinelli di via Manzoni.
Ho preso un treno, la metro e sono sbucato nella piazza del Duomo come una talpa che ritrova la luce dopo lunga immersione e ho trovato il Duomo magnifico, e la piazza pedonalizzata, perché negli anni 70 non credo lo fosse.
Sono arrivato alla conclusione che erano quasi 40 anni che non venivo a Milano e mi mancava, e probabilmente mi mancherà di nuovo da oggi in poi, perché è una città affascinante, a Milano ci sono tante librerie e grandi case editrici, c'è la Mondadori, c'è il fantasma del successo, c'è una strana luce che fa capolino dentro l'imponenente galleria, con i negozi Prada e i poliziotti con la sciabola e la gente, tanta gente che passeggia nel tempio della ricchezza perduta, del successo solo sognato, della produttività e della competitività. La nostra città più europea forse, in placida concorrenza con la più sobria Torino, ricca di contraddizioni, ma sempre molto affascinante.
Ci voleva un gioco di società come il premio al quale ho partecipato per farmi salire sul mio macinino e arrivare fino a Milano, ho perso il premio, ho ricevuto una critica entusiasmante da un linguista che non conoscevo, Claudio Ceriani, che ancora ringrazio e che ha in comune con me la passione per l'hard boiled, ho constatato che alla Feltrinelli di via Manzoni non avevano neanche uno dei miei sei libri pubblicati, neppure un libro di Eclissi e ciò mi ha spiacevolemente sorpreso e mi sono reso conto che fra il mio mestiere di scrittore e il successo c'è sempre di mezzo una capitale dei sogni inarrivabili come Milano che mi ricorda quanto è distante la Mondadori  per un piccolo scrittore della bassa come me.
Ma io ringrazio e sospiro come uno spasimante respinto, perché :

Lassa pur ch'el mond el disa | ma Milan l'è un gran Milan | Pòrta Cicca e la Bovisa | che d'intorni pròpi san | e la nebbia che bellezza, | la va giò per i polmon.Giovanni D'Anzi

sabato 12 ottobre 2013

Lupi neri su Bologna a Orasenzombra

 Vi propongo sotto la recensione integrale dell'amico Emiliano Bezzon, che non ho mai incontrato ma che continua ad onorarmi con le sue splendide e puntuali recensioni se volete scoprire anche il web magazine nel quale scrive cliccate qui


 

 





(di Emiliano Bezzon) Un poliziotto muore e sulla rete compare un sito clandestino e inquietante "www.cacciallosbirro.com", in cui si annunciano i bersagli di una misteriosa organizzazione che sta seminando il panico tra i poliziotti e sta gettando i semi di un inquietudine più ampia e generalizzata. Le indagini, serrate, dure e sempre ai limiti della legalità, sono condotte da due sbirri, legati anche da un particolare rapporto di amicizia. La verità che va via via dipanandosi è allarmante: si torna, ancora una volta, ad una delle pagine più nere della storia recente di questo Paese e cioè ai fatti del G8 di Genova... . tra centri sociali e gruppi antagonisti si sono incuneate organizzazioni particolari e sono sicuramente entrati in gioco anche i servizi segreti di diversi Paesi, in una guerra che è continuata anche negli anni a seguire. È appassionante, a tratti quasi angosciante, leggere di intrecci tra politica, servizi, polizia e gruppi antagonisti, tutti, probabilmente inconsapevoli, pedine nelle mani di un manovratore occulto.
Il romanzo è un crescendo di tensione, che culmina con la scena apocalittica di una città invasa da centinaia di migliaia di manifestanti pronti a sovvertire ogni cosa, mentre la rete ha paralizzato i flussi di informazione e comunicazione, creando una situazione di assoluta fragilità e vulnerabilità delle istituzioni e della stessa democrazia, fino alla soluzione finale, imprevista e imprevedibile.
Il ritmo narrativo è notevole, la descrizione investigativa puntuale e precisa, l'azione incalzante e spietata.
L'epilogo è drammatico, eppure si ha come l'impressione di un dejavù...e la cosa più inquietante è proprio questa, cioè la consapevolezza di vivere in un equilibrio precario, che rimane tale per volontà di occulti poteri, che continuano a giocare un'interminabile partita a scacchi, che lascia cadaveri e disordini sul campo; ma è nel caos, nella violenza e nell'incertezza che i signori del male coltivano al meglio i propri interessi, sopra le teste di intere nazioni, inconsapevoli del loro ruolo di strumenti.
Questo è il quinto romanzo di Massimo Fagnoni, cinquantaduenne bolognese con laurea di filosofia in tasca e la grinta di chi continua a scegliere la vita dello sbirro di strada.

Autore: Massimo Fagnoni
Editore: Minerva Edizioni
Data di Pubblicazione: Aprile 2013
Pagine: 256
Prezzo: € 15.00