giovedì 16 giugno 2011

Crozza e i referendum















Avete visto Ballarò il 14 giugno? Confesso che solitamente ascolto solo Crozza poi cambio canale, ieri sera ho rispettato il programma, ho ascoltato Crozza ho riso molto e l'ho anche invidiato.
Lui prende davvero a sberle i nostri politici, tutti senza eccezione poi torna dietro le quinte.

Ieri sera c'erano  D'Alema e Di Pietro.  Crozza è stato grande, come al solito.
Non credo riuscirei a sopportarlo in un intero spettacolo a teatro ma i cinque minuti di Ballarò sono fondamentali, un blob della satira politica, un bello scapaccione in diretta,  l'intelligenza lucida per dire tutto ciò che noi italiani abbiamo nello stomaco e non possiamo mai dire ai nostri politici.
Per chi non l'ha visto eccolo di seguito:

Il resto della trasmissione non mi interessa, a un certo punto è spuntata anche la Polverini, la faccia pulita del Pdl, e ho cambiato definitivamente canale.

Lei ha detto che la  politica è una cosa bellissima, certo per chi la fa e ci campa alla grande, per noi è bella quanto può esserlo un mal di pancia.

mercoledì 15 giugno 2011

Il caimano di Moretti












Roma è una grande città. ci sono stato in diverse occasioni, mi piace passeggiare per il centro storico, mi sarebbe piaciuto  essere all'Auditorium di Roma per ascoltare Moretti che in maniera profetica si trasforma nel caimano del famoso film.
Moretti fa parte della mia vita come Gaber,  due personaggi che mi hanno accompagnato fin dalla giovinezza.
Il regista ha fatto scelte di campo precise, ha preso una posizione ferma nei confronti dell'attuale regime politico e per molti versi mi sento vicino a lui, alle sue posizioni.
E' necessario parlare, dichiarare il proprio sconcerto di fronte a questa Italia, soprattutto ora che il paese sembra ridestarsi dopo un lungo periodo di letargo.
Ho riascoltato e rivisto l'ultima scena del Caimano e Moretti è talmente calato nel suo ruolo che si trasfigura.
Riesce davvero a compenetrarsi in quel personaggio che comunque rimarrà nella nostra storia politica come una delle tante contraddizioni irrisolte.
Per chi vuole rivedere la scena finale eccola di seguito : ultima scena
Ma la sinistra come ne esce da tutto questo pasticcio?
La sinistra non ha mai abbandonato le aule del potere e  oggi sembra volersi prendere il merito del risultato referendario.
Sbaglia, molti hanno votato sì come il sottoscritto solo per urlare la propria stanchezza di fronte a chi ha abusato fin troppo del proprio potere e per chi come la sinistra ha continuato a permetterglielo.
In questa storia non ci sono vincitori, solo vinti e il dopo Caimano è tutto da inventare.

martedì 14 giugno 2011

Lady Gaga la nuova regina del business



















Mi ricordo la prima volta che vidi Madonna, in un brutto video su Videomusic, avevo 24 anni e pensai che quella pischella avrebbe fatto strada, non mi è mai piaciuta, ho sempre pensato che fosse un bluff ma qualche sogno erotico almeno nel periodo del militare devo averlo fatto su di lei.
E Lady Gaga?
L'ho vista al telegiornale nella sua esibizione gratutita all'EuroPride sul quale mi astengo da qualsiasi commento.
Lei è andata lì per solidarietà ... certo ...
Lei è una guerriera dei diritti civili ... sicuro...
Si muove come uno spot pubblicitario incarnando un'idea plastificata di tragressione che a me fa solo sbadigliare, è meno erotica di un calzino bucato e forse saprà anche cantare ma per il resto che dire, l'ho notata ieri per caso e domani non ne parlerò più.
Lei non lascerà tracce, non segnerà il destino dell'umanità, resterà come una delle tante icone pubblicitarie, prodotto dei nostri tempi malati, costruita a tavolino da un vero e proprio esercito di professionisti.

La cantante può contare su un team di creativi, riuniti nella casa di produzione Haus of Gaga, che studia passo per passo tutte le mosse di marketing che stanno dietro ad ogni apparizione di Gaga: dai costumi, eccentrici, eccessivi e capaci di fare moda, fino alle acconciature e agli accessori.

Chi la utilizza per scopi propagandistici come è avvenuto qualche giorno fa a Roma fa bene, lei attira masse.
Ma passerà come tutte le cose effimere, non credo che fra quarant'anni si sentirà ancora una sua canzone per radio come accade invece con gli immortali Beatles, ma forse, come capita spesso, mi sbaglio ... e chi se ne frega, fra 40 anni non ci sarò per scoprirlo.






lunedì 13 giugno 2011

il mio nome era Dora Suarez



Ho terminato il mio terzo e ultimo libro di Derek Raymond, pseudonimo di Robert William Arthur Cook che a me piace di più ma non importa.
Ho letto la sua autobiografia che mi ha moderatamente entusiasmato.
Mi ha colpito molto la sua analisi del noir e il fatto che l'autore lo colleghi strettamente al tessuto sociale nel quale si sviluppa e  il messaggio politico che emerge dal romanzo di genere.
Meno interessante la sua vita raccontata, la guerra e tutto il resto.
Come ho già scritto non mi è piaciuto per niente Incubo di strada, l'ho trovato stucchevole, ridondante, quasi poetico, e molto poco noir.
Dora Suarez, considerato il suo capolavoro, l'ho trovato interessante, mi sono piaciuti due momenti, la parte iniziale, dove si decrive il luogo del delitto e compare subito l'assassino e la parte finale, dove ( non svelo la trama) riemerge la figura dell'assassino e il confronto con colui che lo sta cacciando.
Interessante il personaggio di Dora Suarez, e la cura con la quale l'autore ha immerso occhi, mani e stomaco nell'orrore.
Detto ciò, non leggerò altri romanzi di questo autore, perché lo trovo lontano anni luce dalla mia idea di noir, e quindi o sono io che ho sbagliato tutto, o intendo questo genere letterario diverso, trovando nei suoi romanzi una sfumatura di nero, ma non la più interessante.
Lui persegue le profondità quelle senza speranza, ci mette l'anima e forse come dice ha rischiato in parte la sanità mentale nel tentativo, ma non mi entra dentro, non come altri autori lontanissimi da lui.
Consiglio questo Dora Suarez se non altro per avere un secondo e terzo parere, ma abbandono Derek ai suoi estimatori e torno a letture più vicine al mio modo di sentire.


domenica 12 giugno 2011

il Papa, i Rom e ... noi











Leggo dalla Stampa il Papa incontra i Rom  mai più vessazioni nei loro confronti.
La Chiesa fa il suo dovere, e come cantava Gaber si rinnova per la nuova società, si rinnova per salvar l'umanità.
Non entro nel merito della sua secolare saggezza ma mi permetto di dire la mia.
Io li conosco i Rom, non tutti, non uno per uno, non ci mangio insieme, ma vi assicuro ne ho conosciuti molti.
Sono entrato di notte nei loro accampamenti prima di una piena per aiutarli a non farsi travolgere dal fiume insieme ad altri come me che erano lì per dovere e non per piacere, li incontro tutti i giorni per le strade di Bologna e ci parlo mentre mi tocca di identificarli , in Piazzola dove è altissimo il numero di borseggi.
Non mi è  mai capitato di sentire uno di loro dire: voglio integrarmi ditemi dove firmare, voglio un appartamento e un lavoro e una scuola per i miei figli.
Forse a Bologna però passano solo i Rom più indipendenti e meno integrati ... forse.

sabato 11 giugno 2011

Aniene Guzzanti



















Ho visto su Sky on demand la prima puntata di Aniene la nuova trasmissione di Corrado Guzzanti.
Si ride poco con Guzzanti , ma del resto chi ha voglia di ridere.
Meglio riflettere con un mezzo sorriso sulle nostre terrene sventure e Guzzanti ci riesce a farti riflettere con la leggerezza che lo contraddistingue dietro la quale si cela grande professionalità e un' impareggiabile arte del travestimento.
Guardando Guzzanti mi torna alla memoria  il mitico Noschese.
Travestirsi, diventare un altro, calarsi in un personaggio fino a farti dimenticare chi lo sta interpretando, è arte difficile sia da realizzare che da coltivare.
Guzzanti ci riesce magistralmente ed ecco che dietro i microfoni della scena internazionale compare un ministro Frattini che non comprendendo l'inglese dei suoi interlocutori continua a rispondere yes a tutte le accuse dei giornalisti  stranieri rivolte al governo italiano, fino a quando questi accorgendosi della sua ignoranza linguistica cominciano a  prenderlo in giro.
Quel personaggio è davvero significativo. 
In Europa ci vedono davvero così: ignoranti, sottomessi ad un regime politico dispotico e corrotto, ridicoli con i nostri limiti oggettivi e  hanno ragione.
I personaggi sono tanti, tutti interessanti: il Papa che per disperazione si rivolge agli Dei, una Loggia massonica in disarmo, la festa per i 150 anni della mafia, etc.
Unica spalla di Guzzanti il fedele Marzocca  bravo  gregario.
In conclusione, identico commento riservato precedentemente alla sorella.
Per fortuna in Italia ci sono i Guzzanti, non saranno indispensabili ma almeno ci aiutano a sorridere delle nostre insormontabili disgrazie.

giovedì 9 giugno 2011

quando una recensione è sincera



Ricevo questa e-mail da un collega e amico e pubblico perché la pubblicità è l'anima del commercio e i complimenti sinceri non vanno sprecati:

 Massimo,

E' passato circa un anno da che ti chiesi dove poter acquistare i Tuoi libri. Da quel dì sono rimasti ad impolverarsi sul comodino della mia camera da letto, sovrastati da "è facile smettere di fumare se sai come farlo".
Ieri casualmente, ho iniziato a leggere "La ragazza del fiume". Ti premetto che mi piace molto leggere ma per pigrizia, celata dalla mancanza di tempo, era parecchio tempo che non affrontavo un libro. L'unica cosa che avevo percepito dei Tuoi romanzi erano i brani letti alle presentazioni alle quali ho assistito, narrati da un improbabile Carlo Del Percio e da un professionista come Andrea Piselli.
Leggendo la tua prima opera, mi sono immerso in luoghi che conosco bene, da Te descritti magistralmente e sono stato assorbito dall'avvincente fluidità delle tue parole scritte.
Insomma in circa due ore ho spazzolato "la ragazza del fiume" per poi dedicarmi fino alla mezzanotte di ieri a "Belva di Città" tutto di un fiato..
Oggi si riparte con "Bologna all'inferno" e se l'effetto è quello prodotto dagli altri due libri non credo che mi alzerò dal divano se non per urgenti ed iprocrastinabili esigenze fisiche.
Dato però che questo è l'ultimo che mi rimane da leggere... vedi di sbrigarti con il prossimo lavoro..

Max.. complimenti sinceri. Sono contento di averti conosciuto un pò più da vicino rispetto ai furtivi ciao mentre piantonavamo qualche imbecille in attesa dell'AFIS

Claudio, un tuo Collega della Municipale

mercoledì 8 giugno 2011

presentazione festa dell'unità villa torchi



















Penultima presentazione di Belva di città, credo e spero.
Sono parecchi mesi che porto in giro la creatura ed è giusto che ogni cosa finisca.

In teoria dovrei presentare il mio ultimo romanzo anche il prossimo mese, ma come mi ricorda saggiamente un collega dell'infortunistica, se ci arrivo al prossimo mese.


In conclusione se non avete mai assistito ad una presentazione del bravo Piselli criminologo e collega, e se vi piace la buona cucina non potete perdervi questo appuntameto, le coordinate le trovate sulla locandina all'inizio del post.
Per gli altri ... buona estate


lunedì 6 giugno 2011

Vilipendio Guzzanti















Domenica pomeriggio, reduce da un periodo pesante mi rilasso davanti a Comedy Center e mi lascio prendere dallo spettacolo della Guzzanti: Vilipendio.
Premessa la Guzzanti non mi fa ridere, mai accaduto, a differenza del fratello che trovo a tratti irresistibile.
Non condivido neppure la sua risolutezza, la determinazione e tutte le sue idee, ho molti più dubbi di lei sul mondo, la realtà, il cosiddetto sistema.
Quando attacca Pasolini con la famosa citazione sui poliziotti proletari di Valle Giulia dicendo che era meglio essere studenti che poliziotti, come se fosse a volte possibile operare una scelta, davvero la ritrovo ad anni luce.
Però e c'è un però ... averne di Sabina Guzzanti nel nostro povero paesello, con la sua forza, il coraggio delle idee, la sua capacità di trasmetterle, e l'intelligenza lucida, tagliente come un coltello.
Lei affonda dove fa più male e non risparmia nessuno né destra, né sinistra.
Anche se non condivido molte delle cose che pensa, è importante che ci siano intellettuali come lei, con quella energia pulita e lo sguardo fiero e allucinato di chi crede di avere ragione.
Brava, come un Don Chisciotte al femminile, spero riuscirà ad abbatterne almeno uno dei nostri mostruosi mulini a vento, o almeno che non le impediscano mai di parlare.
Democrazia è ammettere nella diversità il pensiero dell'altro, o almeno credo.

giovedì 2 giugno 2011

Dexter fine stagione ... una sottile malinconia mi coglie di sorpresa



















E' terminata da poco la quinta stagione di Dexter con il bravo   Michael C. Hall    a interpretare il ruolo di uno psicotico tecnico della scientifica di Miami con la passione per i serial Killer.
Seguo la serie dal suo esordio su FX piattaforma sky.
E' la mia fiction preferita, perché?
Tanti motivi, il ritmo, l'idea, i personaggi e soprattutto lui, tanto cattivo quanto giusto.
Una sorta di idealizzazione dell'eroe negativo.
Un inno al'individualità, per me  stile di vita, nonostante tutto.
Anch'io spesso mi sento solo, quando scrivo, quando corro e quando rifletto sul mondo con pensieri che difficilmente potrei condividere.
Dexter è  l' esplicitazione dei pensieri oscuri,  un'uscita dallo specchio della nostra coscienza farcita  di luoghi comuni, buonismo, ipocrisia.
Mi piace, è terapeutico,  difficilmente uccide per sbaglio e le sue vittime sono i carnefici che solitamente rimangono impuniti nella realtà.
Nel frattempo l'attore si è ammalato di cancro.
Spero vinca questa battaglia.
A volte la realtà irrompe brutalmente nella nostra vita entra nei nostri passatempi preferiti, scombina le carte in tavola,in questo caso trasforma l'invulnerabile Dexter Morgan in un normale essere umano.
In bocca al lupo Dexter/Michael, stupiscici,  come saprebbe fare il tuo alter ego.
Intanto io rimango in attesa della sesta serie che mi accompagna nei gelidi inverni della bassa.

martedì 31 maggio 2011

ballottaggi



Ci sono stati i Ballottaggi ed io grazie al cielo non dovevo votare.
Berlusconi ha preso una sberla ... dicono.
Io le prendo tutti i giorni da quando mi alzo a quando vado a dormire.
Questo mese non mi hanno pagato la produttività che è un incentivo per noi dipendenti comunali a lavorare di più, ma visto che non ci sono risorse hanno deciso di proporci uno sconto e per ora niente, nulla, zero euro in busta.
Gli straordinari sono una cosa talmente straordinaria che non la vediamo da un anno e poco importa se ti tocca farli, tanto non te li pagano, ma ai vigili tocca spesso farli perché lavorano per strada e capitano eventi straordinari appunto, aggressioni, sequestri, incidenti stradali, che sono talmente frequenti da non essere più straordinari, ma il nostro impegno non può essere retribuito perché non ci sono soldi.
Penso a una possibilità, questo mese dico alla banca, niente rata del mutuo, non mi hanno pagato come dovevano perciò anche tu devi aspettare, chissà cosa mi risponderebbe?

Torniamo a Berlusconi.
Era ora che qualcuno gli facesse capire che aveva superato ogni limite sopportabile.
Ma detto fra noi adesso che accadrà?
Il nuovo sindaco di Napoli risolverà i loro problemi di spazzatura? eliminerà la camorra?
e Pisapia?

Alla fine è solo una soddisfazione da partita a calcetto, abbiamo vinto noi, tu hai perso, non sei il più tosto, anche tu sei mortale e puoi essere sconfitto.

Ma chi se ne frega dei nostri politici, delle loro questioni di orgoglio e potere.
Io ho sempre l'identico problema tutti i giorni, tutti i mesi.
La rata del mutuo.
qualcuno potrebbe pagarla, per favore al posto mio?

domenica 29 maggio 2011

il mio primo premio



Mi telefona l'amico scrittore Roberto Carboni mentre sta rientrando dal Piemonte, esattamente da Pieve Del Cairo  dove ha partecipato al premio letterario Lomellina in Giallo con il suo bel noir "Per i buoni sentimenti rivolgetevi altrove" che vi consiglio e del quale scrissi a suo tempo una recensione.
Roberto mi comunica entusiasta che il mio "Belva di città" ha vinto il primo premio ed il suo romanzo il secondo.
Che dire?
Non ho mai vinto un premio in vita mia neanche ad una campestre.
Non c'ero in Piemonte per gravi motivi familiari, ma sono comunque immensamente contento di questo riconoscimento che idealmente dedico ai miei amici che da sempre mi accompagnano nelle presentazioni: il criminologo Andrea Piselli e l'attore Marco Piovella, un pensiero anche al disegnatore ufficiale delle mie copertine Claudio Trabucchi e chiaramente a Eclissi e a Rosa D'Emidio che ha creduto in me.

Grazie a Riccardo Sedini a Giallomania e un mondo di fortuna alle sue iniziative.

e ora vi tocca leggervi Belva di Città se ancora non lo avete fatto

giovedì 26 maggio 2011

BRAQUO ... lasciate ogni speranza


Appena li vedi entrare in scena ti chiedi dove li avranno reclutati quei poliziotti con le facce da canaglie ed i modi da criminali. La nuova serie tv proposta da FX,  il canale sky da me preferito, esordisce con un interrogatorio brutale nei confronti di un assassino stupratore e da quel momento è un crescendo di violenza feroce, cupa e senza scampo.
Mi piace, è un poliziesco che può ricordare la serie americana The Shield ma riesce ad essere ancora più brutale e senza speranza, con questi visi induriti di uomini che si muovono sul confine fra legge e crimine superandolo con grande disinvoltura.
Serie tv per stomaci forti e amanti del poliziesco d'azione.
Da non perdere

mercoledì 25 maggio 2011

Se ci voltiamo indietro

Il 23 maggio 1992 moriva Giovanni Falcone, 19 anni fa, io non ero ancora sposato, parlo del mio primo matrimonio, non avevo figli e pensavo ancora, per qualche strana ragione, di vivere in un paese normale, che poteva farcela a sconfiggere la mafia,  e diventare un paese europeo, moderno, democratico, in evoluzione.
Se mi volto indietro oggi mi rendo conto di come questo paese nel 1992 fosse migliore rispetto a oggi, se non altro perché c'erano uomini come Falcone e Borsellino, poliziotti pronti a sacrificare la propria vita per loro,   uomini che per lo Stato e per le Istituzioni erano pronti a tutto.
Oggi cosa è rimasto del loro sacrificio? 
Per me la consapevolezza del vuoto istituzionale attuale, un livello di inquinamento e collusione ormai  inarrestabile, un disagio e una crisi economica, sociale, morale che non risparmia nessuno e sta mettendo in ginocchio la gente normale che lavora, che manda avanti il paese.
Non voglio pensare che la vita di uomini come Falcone sia stata spesa invano,  credo che nel nostro impegno quotidiano, di gente che lavora al servizio della comunità si possa trovare un senso al nostro operare, nonostante i tagli degli stipendi, la mancanza di sicurezza, la perdita di punti di riferimento.

Devo ripetermelo tutti i giorni quando inizio a lavorare per strada che lo dedico a loro il mio impegno, è per gente come loro che è giusto ancora credere nello Stato, nelle Istituzioni.
Solo guardando indietro trovo la forza per sperare in un'Italia diversa che ha per ora smarrito la strada.

martedì 17 maggio 2011

Strauss-khan ... istinto ... ragione


Tendo sempre a immedesimarmi con il colpevole, è una sorta di deformazione professionale adottata anche nei miei romanzi. Mi piacciono i cattivi, sono essenziali nello svolgimento di un noir e mi intrigano le loro dinamiche mentali.
Il caso di questo signore che neppure conoscevo mi ha colpito, fino a due giorni fa rischiava di essere il prossimo presidente francese, direttore generale del fondo monetario internazionale dormiva in una suite da 3000 dollari a notte e in una  manciata di minuti ha perso tutto giocando fuori casa, in un paese, gli Stati Uniti dove i reati sessuali sono duramente puniti.
Attendendo il proseguo delle indagini ho avuto modo di pormi alcune domande buffe:
Se fosse accaduto in Italia?

al di là di questo dubbio un altro più interessante:
Perché in un uomo che ha già tutto scatta l'istinto primordiale, il desiderio del possesso, cancellando in un solo istante la propria immagine?
Cosa accade nella testa degli uomini in certi momenti?
Nella nostra testa?
Spaventa e preoccupa che uomini di potere, uomini che decidono il destino di intere nazioni non siano in grado di tenere a freno gli istinti più brutali.
C'è di che meditare, non credete?

venerdì 13 maggio 2011

bandiera bianca

Guardo il desolato spettacolo della chiusura della triste campagna elettorale per le amministrative italiane.
A Bologna per la prima volta nella storia abbiamo avuto bisogno di un Commissario.
Nelle altre città si sono scannati allegramente con maldicenze, sgambetti, false promesse e inchini.
Unica eccezione al disastro d'immagine Torino con due candidati, Fassino e   Coppola,  che hanno usato toni civili, in una città che comunque rimpiangerà il sindaco uscente. 
La desolazione mediatica affiora mentre le notizie economiche arrivano disastrose, con una crescita interna che ci relega dietro a Spagna e Portogallo, con la notizia della Germania in grande crescita economica.
Perché ? ... mi chiedo, tutta la vita dobbiamo scontare la colpa di essere italiani?
                                Un paese che non ce la fa a non evadere il fisco, a non cercare sempre di fregare il prossimo per un posticino al Sole.
Perché?
Ci sarà un motivo se conviviamo simpaticamente con almeno quattro tipi di mafie diverse e feroci.
Come diceva Moretti: Ve lo meritate Alberto Sordi.

Averne di Alberto Sordi in questa italietta sgangherata.

domenica 8 maggio 2011

Ci vediamo alla Cà Bura?

Nuovo appuntamento con una doppia presentazione e con i temi caldi delle nostre città.
Ho accettato volentieri l'invito dei ragazzi dell'associazione Cà Bura per diversi motivi anche affettivi, parte della mia vita è legata al quartiere in oggetto, ho lavorato per anni al centro Caserme Rosse situato all'interno del parco omonimo e spesso andavo a correre al  Parco dei Giardini dove ha sede l'Associazione.
Io e l'amico Piselli parleremo soprattutto di noir e dei miei romanzi ma mi sembra  interessante il dibattito che potrà nascere nel corso della serata.
Ci vediamo là, spero.
A presto.

venerdì 6 maggio 2011

incubo di strada ... posso dire che non mi è piaciuto?

Ho conosciuto Derek Raymond in realtà uno pseudonimo, grazie a Hotmag il portale milanese dove trasloco i miei post con simpatia.
Sedotto da una magistrale recensione ho subito acquistato la sua autobiografia Stanze nascoste libro che ho letto con passione, mi è piaciuto anche se dedicherò a questa lettura un post specifico, perché alcune cose non mi hanno convinto, ma questa è un'altra storia.
Parlerò velocemente di Incubo di strada, descritto dall' editore come l'elegia di Derek Raymond:
Nella letteratura classica, componimento lirico in distici (detti elegiaci) esprimente pensieri e sentimenti personali di tono malinconico.
Ho notato decine di recensioni relative al romanzo che lo descrivono come il dramma esistenziale dell'autore, la sua analisi della società,  il suo canto del cigno, il grido disperato di uno scrittore alla fine di un percorso analitico e sofferto del mondo che lo circonda etc etc.
Io sono una macchina semplice, sono cresciuto in uno di quei quartieri proletari che Derek avrebbe trovato affascinante, conosco la vita di strada e alcune di quelle regole, e leggo letteratura noir da quando ero bambino quasi.
Questo romanzo ha un pregio fondamentale è breve.

La partenza ricorda Chandler, il poliziotto onesto, ma ruvido, preso a calci dalla vita che per le sue idee e la sua purezza viene licenziato, sembra un romanzo davvero datato, e all'inizio l'ho trovato poco credibile ma affrontabile, subito dopo però parte per una tangente delirante e drammatica e triste e deprimente che non ti molla più fino alla fine.
Questo romanzo sarà anche un'elegia ma non azzardatevi a definirlo un noir.

Che dire ancora?

Ho appena iniziato Il mio nome era Dora Suarez e fortunatamente la partenza è completamente diversa e mi fa ben sperare, ma non mi pronuncerò più fino alla fine.













martedì 3 maggio 2011

La nostra vita un bel pugno nello stomaco in stile Kean Loach

Spero che il bravo Luchetti non si offenda ma lo stile di questa sua ultima fatica mi ha riportato al cinema duro e graffiante di Kean Loach grande regista inglese, ma solo per la durezza dei toni, per la concretezza della storia. Mi è piaciuto molto questo film.
Se è vero che le storie nere non sono solo e sempre gialli con assassini e poliziotti, ma soprattutto storie vere che fanno male perché descrivono la realtà, la trasfigurano, la sottolineano, inventando trame convincenti e lasciando un segno, allora La nostra vita è un noir per eccellenza.
Ti entra dentro attraverso l'interpretazione convincente del protagonista Elio Germano e degli ottimi attori che fanno da cornice da Roul Bova ad un inconsueto Zingaretti.
Perché mi ha colpito tanto?
La morte non sempre è una fine, non sempre sancisce la conclusione di un'esistenza e la rovina di una famiglia e anche nell'ambiente marginale e complicato di una periferia romana si possono scoprire solidarietà, complicità, affetti convincenti.
La storia, che si sviluppa in maniera angosciante e avvolgente costringendoti in un'atmosfera quasi soffocante si risolve, quasi inaspettatamente, in un grido di speranza.
La speranza è lecita? E' solo roba da film, da letteratura, da sogni irrealizzabili? Non importa, la storia regge, i personaggi sono perfetti e finalmente un bel film italiano alla faccia della crisi economica e della crisi culturale.
Complimenti Luchetti.