martedì 1 maggio 2012

limitless

Limitless ovvero illimitato come il nostro potenziale intellettivo, una cosa che ci raccontano da sempre e che è alla base di questo piacevole film con due bravi attori Bradley Cooper e il vecchio De Niro che in realtà è solo comprimario.
E' un viaggio allucinogeno senza particolari effetti collaterali, e finisce anche bene, ma in questo film la parte divertente è proprio il viaggio stesso, le luci, la velocità, i colori, l'utilizzo sapiente degli effetti speciali, e il sogno meraviglioso, di potere fare di sè tutto il meglio solo utilizzando tutto il cervello, come un computer perfetto che riesce a connettere i diversi elementi, incastrando le informazioni che solitamente entrano dagli occhi e si perdono nella memoria, senza purtroppo lasciare tracce utilizzabili.
Mi è piaciuto, ecco cos'è il cinema, quello che amo di più, un sogno ad occhi aperti.
Divertente la parte iniziale che ho riportato in immagine, lui, scrittore fallito e sfigato che dopo avere assunto la nuova droga comincia a scrivere velocissimo e intorno migliaia di lettere che cadono in un effetto pioggia luminoso componendosi perfette sul monitor del pc.
Quanto mi piacerebbe scrivere anche solo un romanzo senza fare fatica, senza dubbi sulla sua qualità e ritrovarmi improvvisamente scrittore, non è forse questo il sogno?

domenica 29 aprile 2012

grazie Stefano








A seguire l'articolo degli amici e fratelli del Sindacato  Unitario Lavoratori Polizia Municipale e Locale (SULPM)
Grazie Stefano
ps. nella foto  schiacciata sembro un terrorista appena uscito dal carcere, ma del resto gli anni passano per tutti.





l'articolo del Sulpm sul mio nuovo romanzo

sabato 28 aprile 2012


Prime presentazioni per Cielo d'agosto, le indicazioni sul nuovo romanzo le trovate sia nel blog che in rete.
Le due date sono nella locandina allegata preparata con la consueta perizia dall'amico Fabio Gualandi di artecopia
Vi tormenterò ancora con le due date  per me molto importanti:
La prima, 11 maggio 2012 è la presentazione consueta al teatro del centro culturale  Tempo Zero di Bentivoglio (Bologna) che mi ospita da anni, e grazie molte a Roberto Lucia Presidente dell'Associazione Il Temporale.
Più che una presentazione è un piccolo evento, organizzato da amici che ormai sono professionisti, Daniele Zaniboni alla regia che cura  immagini e  musiche,  l'attore Marco Piovella che leggerà alcuni brani.
Seguirà un piccolo rinfresco con i vini locali e qualche dolce.

La seconda presentazione è altrettanto importante. Si svolgerà alla Feltrinelli di Via dei Mille, un tempo si chiamava la Sveglia e di notte si passava a comprare la prima edizione del Carlino, oggi è anche una bella libreria, la presentazione sarà più sintetica, Andrea Piselli criminologo conduce l'evento, e Marco Piovella legge alcuni brani.

Date e orari nella locandina allegata.

Vi aspetto.

venerdì 27 aprile 2012

Grillo contro tutti

Nella polemica fra Grillo e Bersani mi astengo, li lascio litigare.
Per la prima volta però sento di potermi sbilanciare.
Io seguivo Grillo al Palasport di Bologna quando faceva i suoi spettacoli con tutto esaurito, mi piaceva, trascinatore, logorroico, divertente, da lui ho appreso che ottima cura preventiva per la prostata è l'attività sessuale e a parte gli scherzi, mi piace il suo acume, l'intelligenza lucida, la capacità travolgente di utilizzare il linguaggio verbale per catturare l'attenzione della folla.
Quando ha smesso di fare il comico ed ha cominciato a fare il  ... come definirlo movimentista, non lo seguo più, forse è in twitter fra coloro che seguo, ma non lo ascolto, anche se penso che abbia un sacco di cose intelligenti da dire, non mi piace il tono, non mi affascina il metodo, non credo che farà meglio degli altri.
Lui dice di essere solo parte di un movimento globale che ormai vive autonomamente, crede nela rete, nella comunicazione che anch'io sto utilizzando ora, ma non credo che né lui né i tanti grillini rappresentino la novità.
Già troppe volte gli italiani hanno creduto nelle novità, scoprendo che nascondevano cose vecchie.
La Lega, Forza Italia, utilizzando linguaggi diversi hanno cercato di catturare i voti degli italiani e ci sono inspiegabilmente riusciti, rivelandosi poi per ciò che davvero rappresentavano, ancora una volta interessi esclusivi.
Chi mi garantisce che questo nuovo movimento una volta acquisito potere non si riveli ancora una volta una macchina per una parte esclusiva di nuovi politici?
A volte credo che sia davvero tempo di chiudere con partiti e movimenti e trovare una nuova strada, ma spero di sbagliarmi, spero che il movimento di Grillo conquisti il 10% dei consensi e cominci a cambiare le cose, lo spero ma per ora non lo voterò, non mi fido più di nessuno.

martedì 24 aprile 2012

Kick ass

I fumetti che grande invenzione, se non ci fossero stati i fumetti in un periodo nel quale la nostra mente non aveva orizzonti colorati ove spaziare, parte della creatività di molti miei coetanei sarebbe stata molto più contratta.
Questo fumetto Kick-Ass della famiglia Icon Comics (Marvel) non lo conoscevo ma una sbirciatina al link che vi passo mi fa desiderare di possedere il primo volume italiano. Ho appena visto il film con Nicolas Cage e devo ammettere che mi sono molto divertito.
Chi non ha mai desiderato di essere un super eroe, in un mondo tanto opprimente e minaccioso?
Chi non ha pensato di esserlo nel buio della propria cameretta, e di spaccare il mondo o almeno la faccia del bulletto che a scuola ti umiliava tutti i giorni?
In questo film contro corrente il nostro eroe è solo un ragazzo, abbastanza sfigato, che passa dal desiderio alla sua realizzazione pensando che indossando un buffo costume la trasformazione sia completata.
La realtà e la fantasia si mescolano insieme in questo film divertente, a tratti violento, sicuramente molto fumettistico.
Consigliato agli amanti del genere

lunedì 23 aprile 2012

walking dead 2 fine stagione

 Fine seconda stagione, per gli amanti del genere e della serie, ricordate la ragazzina trasformata alla fine della prima stagione? La seconda stagione non finisce meglio, se avete intenzione di guardarla cambiate pagina. altrimenti potete leggere la mia condivisione.
In walking dead c'è molto del mio scrivere, molto del mio sentire, soprattutto perché manca la conclusione scontata e l'ottimismo.
Il mondo è finito, siamo già oltre, oltre le regole, oltre la morale, ognuno per sé, ognuno a difendere il proprio territorio, quel metro di spazio necessario per non rimanere senza ossigeno, fuori migliaia di non morti e i nostri eroi sempre in bilico, sempre in equilibrio precario.
In questa seconda stagione ci lascia l'anti eroe, Shane Walsh l'amico del leader che ama la sua donna e desidera la sua famiglia, duro, spietato e alla fine ucciso dal suo amico, dal capo che progressivamente sacrifica il buonismo a favore della sopravvivenza.
E' una serie intensa, per chi riesce ad andare al di là dell'apparenza fumettistica e dell'orrore spettacolare.
Dentro ci sono tutti gli orrori del nostro vivere quotidiano, della crisi morale nella quale viviamo e della prospettiva futura sempre più incerta.
La conclusione della serie è quanto mai simbolica, i superstiti rimangono senza benzina in una foresta minacciosa, un pò come noi, no?

domenica 22 aprile 2012

Cattedrale


Il pavone che con il suo suono sgraziato e spaventoso accoglie la coppia americana in visita al collega di lavoro con moglie e quel calco di denti storti come un soprammobile in bella vista a ricordare eterna gratitudine e il bambino più brutto del mondo, sono solo alcune immagini rimaste nella mia corteccia cerebrale dopo avere letto questa mirabile raccolta di racconti del grande Raymond Carver.
Difficile da raccontare, necessario leggerlo.
Sicuramente nella sua esperienza di scrittore definito superficialmente minimalista, è forte la presenza dell'alcolismo, con i suoi demoni e i suoi rimorsi.
Sicuramente la sua prematura scomparsa è legata ad uno stile di vita strappato e consumato, un buttarsi via in momenti difficili dove lo scrivere non poteva permettergli di campare ma prepotentemente gli chiedeva di diventare parte essenziale della sua vita.
Non amo i racconti, ma cercherò di scriverne qualcuno dopo averlo letto nei suoi migliori libri, bisogna imparare dai grandi e cercare di migliorare, non copiandoli, ma sicuramente prendendoli ad esempio.

venerdì 20 aprile 2012

Habemus Papam


Ho visto Habemus Papam come sa chi mi conosce le mie considerazioni sono quasi sempre inattuali, come in questo caso, parlo di un film del 2011 che scatenò le consuete polemiche per il ruolo del Pontefice nella storia.
Devo essere sincero, a differenza della maggior parte delle persone che conosco a me piace Moretti, la sua filmografia fa parte della mia vita, come Gaber o Woody Allen, però questo film l'ho trovato un pò troppo rarefatto, come un tentativo non del tutto compiuto, come se mancasse qualcosa, al di là della conclusione sospesa e annichilita con questo Papa che rinuncia alla responsabilità e il suo popolo che rimane in un silenzio sperduto e disperato.
Ho trovato alcuni spunti interessanti come il torneo di pallavolo,  grande Michel Piccoli nella parte dell'uomo  di fede in crisi, con un passato tanto reale quanto delicato, il suo amore per il teatro.
Non trovo che sia un film anticlericale, o anti chiesa, anzi, affronta con delicatezza un tema spinoso, quello della fede, della profonda crisi religiosa che affronta la cultura cattolica, con sempre meno sacerdoti in contrapposizione ad altri credo molto più radicati e in crescita nel mondo.
I cardinali descritti da Moretti con le loro nevrosi e le loro insicurezze fanno quasi tenerezza, magari fossero così umani i cardinali di tutto il mondo, così compresi nel film dalla grande responsabilità che ricoprono.
Mi pare un film incompiuto, non credo che rimarrà fra le perle di Moretti, ha voluto affrontare un tema difficile per un laico come lui, credo possa dare il meglio di sé in altri ambiti e lì l'aspetto.
Rimane nella simpatia o antipatia del personaggio uno dei pochi intellettuali in grado di fare pensare la gente, di muovere opinioni, anche questa è una grande responsabilità

giovedì 19 aprile 2012

mercoledì 18 aprile 2012

zelig 2012 ...non ho bisogno di attendere la conclusione


Se l'anno scorso avevo parlato di una Cortellesi non in sintonia con lo spirito di Zelig quest'anno ho dovuto ricredermi, la Cortellesi è brava, ha forse capito che doveva cambiare ritmo, ha fatto pace con la trasmissione, o forse  ho semplicemente imparato ad apprezzarla.
La Cortellesi è una brava professionista, potrebbe fare qualsiasi cosa sul palco e ci riesce con efficacia, con reale freschezza.
Bisio è sempre lui, è  una delle colonne portanti dello spettacolo, fa da spalla quando è indispensabile e nonostante il tempo passato ha sempre una grande energia.
Ma non bastano due grandi conduttori quando manca la squadra.
E la squadra manca.
Pochi mostri sacri, penso a Ale e Franz, a Giacobazzi, a Gioele Dix, Max Pisu che ha cambiato personaggio presentando un cinquantenne credibile, lasciatevelo dire, Enrico Bertolino che gioca in casa poi altre coppie giovani  e geniali, come il senso doppio, Nuzzo & Di Biase, il duo idea, poi ... poi mi fermo qui.
Ci sarebbero altri bravi comici che però hanno fatto apparizioni estemporanee, forse impegnati in altri teatri e poi ci sono comici poco divertenti, intermezzi musicali più da varietà del sabato sera, con balletti troppo lunghi.
Rido meno, rido poco, poco mi diverto e per questo motivo registro regolarmente la lunga trasmissione che poi mi vedo velocemente nei passaggi più interessanti, saltando così la massacrante pubblicità.
Sono invecchiato io?
Sicuro, ma anche la trasmissione segna il passo, risente forse della crisi? Crisi economica, crisi esistenziale, Chissà.
Forse c'è poco da ridere in questo momento, talmente poco che anche i comici entrano in depressione.

lunedì 16 aprile 2012

Dexter ... fine stagione six


Non vi racconterò come si conclude la sesta stagione di Dexter.
Una della fiction che io amo di più.
E' vero il tempo è impietoso e anche gli scrittori e gli sceneggiatori possono arrivare alla fine delle idee, del resto mi sono stancato a suo tempo anche di Montalbano/Camilleri, forse perché il primo a stancarsi del suo eroe è stato proprio lo stesso Camilleri.
Perché mi piace Dexter?
Stravolge le regole, ti costringe ad allearti con il male, un male utilizzato per estirpare un male ancora più grave, contro ogni regola morale e religiosa.
Il perdono cristiano, il porgi l'altra guancia,  tutti i valori con i quali siamo cresciuti vengono ribaltati dal lato oscuro che si aggira dentro di noi.
Dexter è il nostro lato oscuro, è la risposta definitiva al nostro bisogno di riscatto.
I cattivissimi che lui uccide e fa scomparire in mare, sono tutti i cattivi del mondo, quelli che la fanno franca, che uccidono, stuprano, rubano, depredano senza nessuno scrupolo.
Come non amare la parte oscura di noi? In fin dei conti è solo una fiction.

sabato 14 aprile 2012

Cielo d'agosto - il primo capitolo

Il primo capitolo del nuovo romanzo "Cielo d'agosto"

Clicca qui per visualizzare lo sfogliabile.

Puoi ordinare il libro in questo store.  http://goo.gl/fgDHE

martedì 10 aprile 2012

i rimborsi ai partiti più salati del mondo


Stasera Feltri per Rmc sosteneva, con la sua voce pacata e spezzata, che l'Italia è il paese con i rimborsi elettorali più salati d' Europa, ci ho creduto, sulla fiducia e vi lascio con questa scheda di Panorama e per chi non avesse voglia di leggerla vi lascio solo lo stralcio iniziale:

Con 289 milioni di euro incassati nel 2010 grazie ai rimborsi elettorali i partiti politici italiani sono (di gran lunga) i più pagati d’Europa. Non solo: mentre negli altri Paesi europei, i bilanci dei partiti devono essere convalidati dalla Corte dei Conti, in Italia sono i partiti stessi a certificare i loro bilanci, al di fuori di qualsiasi verifica di legge. Come è emerso dai casi Lusi e Belsito, senza nessuna garanzia di imparzialità. Nella più totale segretezza. Senza tetti massimi. E con un’enorme perequazione tra spese sostenute e rimborsi effettivamente percepiti. L’opacità dei conti dei partiti, di cui discettano da giorni i quotidiani, è figlia di questo sistema.

Cosa ci serve ancora per mandarli tutti a casa?
Cosa dobbiamo fare?
Smettere di votarli?
Io non voglio che i miei soldi alimentino nessun partito, perché nessun partito merita il nostro denaro, e non ci vengano a parlare di controlli, ma che controlli? Fatti da chi?
Dobbiamo svegliarci.
Sapete quante cose si possono fare con 289 milioni di euro?

Mandiamoli tutti a lavorare ... politici ... brava gente.


lunedì 9 aprile 2012

Il giovane Montalbano ... fine serie


Ho visto le ultime tre puntate del Giovane Montalbano.
Sicuramente Ibla complice che fa da sfondo alle tre storie, mi sono trovato di fronte a un prodotto televisvo che non solo non mi ha fatto rimpiangere Zingaretti e il suo gruppo di bravi attori, ma forse me l'ha fatto preferire, a dimostrazione del fatto che più delle storie, più della trama, in questo format conta l'intero pacchetto, lo stile impareggiabile di Camilleri, la sua innata capacità di inventare i personaggi e la bravura degli attori nell'interpretarli.
Trovo il segreto di  Camilleri tutto qui, nella cura dei personaggi, nella definizione dei ruoli, nella intelligenza dei dialoghi.
Montalbano giovane o vecchio, Zingaretti o Riondino, buca lo schermo insieme a quella porzione magica della Sicilia, tutta contenuta nello spazio dello sguardo che riesce a evocare un universo pure rimanendo nel ristretto cerchio di un paese incantato e incantevole come Ibla/Vigata.
Riondino è comunque bravo, a mio avviso, espressivo e bravi tutti gli attori di questa serie, non ci avrei scommesso un euro e come al solito avrei fatto male.

venerdì 6 aprile 2012

Bossi e il finanziamento pubblico ai partiti

Perché voi ci avete creduto nella Lega, no ... dico ... una volta .... cinque minuti, un pensiero fuggevole, uno di quelli tipo ... però al nord le cose vanno meglio, lì sì che funzionano, lì dove c'è la Lega che governa.
Ci avete creduto per il contrasto al degrado?
Avete pensato che la Lega avrebbe impedito l'immigrazione clandestina?
Avete davvero pensato che loro fossero esenti dalla corruzione?
Oltre a tutto ciò riuscivate a sopportare la volgarità, il cielodurismo, le dita medie alzate come vessilli, il và pensiero come inno senza neanche sapere da dove nasceva quel pensiero e l'acqua benedetta e i proclami rivoluzionari, le dichiarazioni d'indipendenza e autonomia. Qualcuno scriverà libri di sociologia sul fenomeno Lega e ci farà anche dei soldi.
Io con Mina dico solo che l'importante è finire.
Credo in poche cose, poche persone, gente che mi tocca il gomito al lavoro, mi protegge le spalle e suda la sua giornata per pagare il mutuo, l'affitto, le rate della macchina.
Credo in quelle persone lì.
Vogliamo fare un gesto coraggioso?
Lo dico agli altri partiti, quelli non ancora indagati.
ELIMINIAMO IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AI PARTITI.
Ricominciamo da zero

Qualcuno di voi ci crede che gli altri siano puliti e incorruttibili?
Io non credo più a niente, solo all'uomo, uno alla volta, giocando con lui ogni giorno il faticoso mestiere di arrivare alla fine del mese, a quello credo.

domenica 1 aprile 2012

Splice ... l'uomo che si crede Dio

To splice, innestare, aggiungere.
Interessante questo film di fantascienza , o fanta horror.
Ancora una volta il controverso tema della ricerca scientifica associata a sperimentazione genetica.
Due giovani scienziati  contro ogni regola creano un bel mix genetico mescolando geni umani e animali e vegetali. Con il pretesto della ricerca genetica per curare  malattie creano un essere a loro immagine e somiglianza, con tanto di coda e anima.
Non svelerò altro, il film crea attesa e suspense, chi si lascia sedurre potrà parteggiare  per i due avventati scienziati o per la creatura.
Interessanti gli effetti speciali, brava l'interprete femminile della creatura.
Si mescolano, in una idea già sfruttata, aspetti interessanti. L'osare dei due scienziati va oltre il semplice sperimentare, c'è una confusione di ruoli fra i due scienziati e la loro creatura, un gioco di rimandi e comunicazione fra i tre, un'inversione di caratteristiche sessuali e diversi colpi di scena che nel complesso rendono gradevole il film sensa farlo divenire troppo angosciante o eccessivo.
Quando si parla di utilizzo della genetica per la scoperta di nuove cure per le nostre malattie storiche, ci scappa sempre il peccato originale e la rovina degli sperimentatori.
Un dubbio è legittimo, dietro a questo tabù c'è la fede o l'industria farmaceutica?
Ai posteri l'ardua sentenza

giovedì 29 marzo 2012

Senza Fede



Dando una rapida scorsa a Wikipedia e prendendo per buona la biografia di Fede rimango impressionato dalla mole di cose fatte da questo uomo, uno dei giornalisti più discussi, criticati, giudicati della televisione.
In realtà il ricordo più vivido del suo essere giornalista per me è quella della storica immersione di Enzo Maiorca quando sulla sua strada subacquea ebbe la sventura di collidere con tal Bottesini, inviato Rai.
Memorabile la sequela di imprecazioni, bestemmie e improperi che Maiorca riuscì, comprensibilmente, a esternare in tale occasione, in sottofondo ricordo la voce simpatica di Fede che riuscì comunque a commentare il disgraziato tentativo.
Di Fede diranno di tutto e di più in questi giorni.
Molti diranno che finalmente se n'è andato uno degli ultimi fedelissimi del Berlusconismo quasi a sancire la fine di un impero, altri diranno che finalmente è uscito di scena un pessimo giornalista.
Io non entro nel merito, sicuramente credo che a 81 anni esca di scena un pezzo della nostra storia televisiva.
Fede, che non ho mai seguito molto nel suo lungo sodalizio con Fininvest, è sempre stato molto coerente con il suo personaggio, grande giocatore, dicono le leggende, ha giocato fino in fondo la sua partita ed è arrivato a una veneranda età a dispetto di chi per anni lo ha giustamente o meno attaccato.
Da oggi siamo senza Fede, ma attenzione, lui lo conoscevamo sapevamo chi era.
Sono molto più temibili quelli che si ergono a paladini dell'onestà intellettuale , raccontandoti la loro verità, spacciandola come universale.

mercoledì 28 marzo 2012

thor


Ho visto Thor, regia del grande Kenneth Branagh con un cast di tutto rispetto, fra i quali spicca l'intramontabile Anthony Hopkins uno dei pochi attori che può intepretare qualsiasi ruolo, Odino compreso, e risultare credibile.
In fin dei conti questo Thor di squisita origine Marvelliana, che io ho letto quando ero ventenne o giù di lì, ha molto Shakespeare dentro, intanto Branagh è uno dei più grandi cultori, frequentatori e amanti di Shakespeare, Hopkins ne è grande interprete e il tutto si incastra in una tragedia familiare, con un padre (Odino) in crisi che necessita di un erede al trono, un Thor troppo immaturo e aggressivo e il solito figlio adottivo, geloso e vendicativo.
Al di là della trama a me convince sempre l'idea che arriva dritta dritta da quel fumetto rivoluzionario che fu coniato dalla Marvell, l'invenzione di una generazione di super eroi in difesa della terra.
Rimango legato soprattutto all'Uomo ragno, ma Thor esprime, nella semplicità stilistica, una forza della natura, quel martello benedetto con il quale può vincere quasi tutto con il suo enorme potere distruttivo senza nemmeno sporcarsi le mani.
Quando te la vedi brutta, il mostro ti viene incontro con le fauci spalancate e il futuro è un muro nero d'acciaio, non sarebbe bello scatenare Mjolinir, il martello da guerra di Thor e chiudere vittorioso la partita?
Solo un gioco della fantasia, certo, ma i fumetti non sono forse questo? Un meraviglioso esercizio di fantasia.
Belli come al solito gli effetti speciali.
In programmazione su Sky

lunedì 26 marzo 2012

Touch


Ho visto la prima puntata di Touch mi è piaciuta, lo so, la storia si ripete il bambino autistico con poteri straordinari, in comunicazione con l'universo, le coincidenze, le opportunità.
Quando la farfalla batte le ali in Cina dall'altra parte del mondo scoppia un uragano, la teoria del caos, o della perfezione cosmica, dell'armonia da tradurre e da seguire, per salvare ancora una volta l'uomo.
Così un uomo salverà un autobus con una scolaresca a bordo, e un altro non si farà saltare in aria in un mercato.
La seduzione dei numeri in un mondo alle deriva, perché no?
In fin dei conti ci sono milioni di persone ogni giorno che tentano la sorte fra lotto, totocalcio, lotterie e macchinette mangia soldi, io stesso ho vinto 25 euro con un sogno la settimana scorsa, io che non gioco mai.
La realtà è diversa, nella realtà i pullman si schiantano e muoiono adolescenti innocenti.
Quindi ben vengano  bambini autistici,  bambini fantasmi (Il sesto senso) e i bravi attori come Sutherland   ancora una volta in corsa con il tempo.
Tim Kring il regista ha imparato che per vendere un prodotto televisivo bisogna creare qualcosa che corra sul filo dell'ansia e della speranza.
Bravo,  forse dovrei imparare da lui.
Prima puntata 7+

domenica 25 marzo 2012

braquo saison 2 fine


E' terminata la seconda stagione di Braquo e devo ammettere che mi ha abbastanza deluso.
Il comune denominatore è l'improbabilità.
Da una parte i nostri amici poliziotti radiati e indagati, vite dissipate e disperate, ritratti convincenti di uomini e donne oltre il precipizio con i visi segnati, quasi gonfi.
Dall'altra parte una trama genere "24" con quintali di lingotti che passano di mano, armi fantascientifiche da rubare, vendette africane e onore militare.
La riproduzione della realtà poliziesca è un' altra cosa e francamente fra the Shield e Braquo a questo punto scelgo la serie americana.
La fiction era nata sulla trama della polizia corrotta, al contempo in guerra con sé stessa, con alcuni antieroi coraggiosi e convincenti, qui è saltato lo schema, il poliziotto inquisitore diventa killer psicotico e seriale per vendetta.
La realtà è diversa, basta vedere come la polizia francese ha faticato e sparato (300 colpi) per stanare un singolo terrorista.
Gli sceneggiatori a volte navigano troppo di fantasia e purtroppo sprecano talenti notevoli come quelli dei bravi attori della serie.
Peccato

lunedì 19 marzo 2012

festa del papà


Non mi hanno mai fatto gli auguri per la festa del papà, forse perché non me ne frega niente degli auguri, non ci tengo alle feste, ricorrenze buone per  commercianti di cravatte e cioccolatini.
Ma credo di potere fare io gli auguri a molti papà.
Sono i papà che hanno perduto la strada maestra,  non per un gesto sconsiderato, per immaturità, o cattiva fede, ma per gli accadimenti della vita che portano spesso le coppie con figli davanti a un giudice che sancisce l'affidamento,  nella grande parte dei casi, alle madri.
Neanche l'affidamento lo considero più importante, ormai, anche perché al di là della sentenza del giudice avere l'affidamento di un minore è fatto sostanziale non formale.
L'unica cosa che veramente conta, per me, è il senso di perdita, la sconfitta totale, la miseria cronica, il senso di inutilità e annichilimento e la faccia degli avvocati quando ti chiedono il conto.
Non dimentico nulla, forse è questa la ragione per la quale nei miei romanzi, ogni tanto, gli avvocati muoiono di morte violenta.
Non importa chi ha sbagliato, potevi essere il più bravo padre del mondo, non avere commesso alcun errore morale, né sostanziale, e trovarti all'improvviso a vivere in un monolocale senza riscaldamento, a tribolare per mettere insieme  pranzo e cena piangendo lacrime amare.
Io ce l'ho fatta, mi sono costruito una bella armatura, sono diventato duro come il marmo e vado avanti a testa alta.
Ma il mio pensiero è per quei papà che oggi non hanno nulla da festeggiare, soli, uno stipendio polverizzato dagli alimenti, una casa che era tua e che adesso non hai più, una vita disintegrata e un avvocato che ti chiede il conto, magari in nero.
Il mio augurio è per quei papà lì, che non hanno fatto male mai ai loro figli o alle loro mogli, ma hanno fatto lo sbaglio di  diventare padri in una  società che non è in grado di discriminare fra uomini lupi e uomini normali.
Buona festa del papà.
Qualunque cosa ti abbiano rubato, ricordati, i tuoi figli, se te lo meriri, un giorno ti riconosceranno, ovunque tu sia.

domenica 18 marzo 2012

l'articolo 18









Andiamo con ordine amici o semplici viaggiatori della rete:
Intanto cosa dice l'articolo 18? Sotto potete leggere una sorta di sintesi rubata in un altro sito e se cliccate qui potete leggerlo nella sua interezza.

L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 20 maggio 1970, n. 300) afferma che il licenziamento è valido solo se avviene per giusta causa o giustificato motivo.







In assenza di questi presupposti, il giudice dichiara l'illegittimità dell'atto e ordina la reintegrazione del ricorrente nel posto di lavoro. La reintegrazione deve avvenire riammettendo il dipendente nel medesimo posto che occupava prima del licenziamento, salva la possibilità di procedere al trasferimento in un secondo momento, se ricorrono apprezzabili esigenze tecnico-organizzative o in caso di soppressione dell’unità produttiva cui era addetto il lavoratore licenziato. In alternativa, il dipendente può accettare un'indennità pari a 15 mensilità dell'ultimo stipendio, o un'indennità crescente con l'anzianità di servizio.
Il lavoratore può presentare ricorso d'urgenza e ottenere la sospensione del provvedimento del datore fino alla conclusione del procedimento.
Lo Statuto dei Lavoratori si applica solo alle aziende con almeno 15 dipendenti.







Ciò premesso e sposando le parole della Camusso, che non è il segretario del mio sindacato, perché allargare la possibilità di licenziare in un paese dove si licenzia quotidianamente, si va in cassa integrazione allegramente e le prospettive sono lontanissime da una ripresa?
A chi interessa eliminare uno dei pilastri del nostro stato sociale?
A noi lavoratori?
Ai cassa integrati?
Ai lavoratori in mobilità?
Ai giovani che un lavoro nemmeno ce l'hanno?

Una risposta di destra, sinistra, sopra, sotto, sarebbe gradita.







sabato 17 marzo 2012

i giocatori delle tre campanelle


Marco Belli mi incrocia davanti alla macchina del caffé e sbuffa perplesso.
Oggi in centro a Bologna diversi cittadini lo hanno fermato mentre era di pattuglia per segnalargli i giocatori delle tre campanelle, tutti stupiti dal fatto che ci sono ancora incauti avventori che cascano nella trappola di uno dei giochi più vecchi del mondo.
Mi guarda perplesso e mi chiede, come mai secondo te?
Forse sarebbe necessario un antropologo, un filosofo e uno psichiatra per capirlo.
I giocatori delle tre campanelle sono riconoscibilissimi, solitamente poco rassicuranti, spesso stranieri, vestiti in modo approssimativo, spesso incutono davvero timore.
Una persona normale non si dovrebbe fermare a giocare, nessuno vince, anzi vincono solo loro.
Solitamente fanno vincere una mano al compare di turno che fa parte della sceneggiata ma il malcapitato è destinato a perdere.
Chi non lo sa?
Cosa l'ingenuo passante sta cercando?
L'emozione della scommessa? Pensa di essere più scaltro di loro?
Impossibile perché il gioco non è semplicemente di abilità ma ha sempre un trucco, loro hanno l'asso nella manica, sempre.
Quindi?
Mi torna alla memoria lo spettacolo del 
wrestling,  forma di intrattenimento che combina performance atletiche e teatrali, il pubblico sa che è un gioco, una finzione, paga per vedere omaccioni grandi, grossi, e vestiti in modo buffo che fanno finta di picchiarsi di santa ragione.
Uno spettacolo, una finzione, a volte veramente divertente, a volte no.
Un contratto tacito lega il pubblico agli atleti.
Il gioco delle tre campanelle mi ricorda lo stesso tacito accordo.
Pago per sfidare la sorte sapendo che sicuramente perderò, una sorta di autopunizione, una sfida all'impossibile, non molto dissimile se ci pensate a qualsiasi lotteria nazionale.
Il gioco fa vincere solo chi l'organizza.
Meditate gente ... meditate

venerdì 16 marzo 2012

ti stimo fratello


Ci sono film che non hai bisogno di vedere, scommettiamo?
Mi è simpatico il giovane Giovanni Vernia, ingegnere elettronico, persona intelligente e versatile che ha inventato un personaggio demenziale e simpaticamente ritardato che fa da contraltare alla sua indubbia intelligenza.
Di necessità virtù ha dichiarato una volta a Zelig, a volte si fanno più soldi e si ha più visibilità facendo finta di essere un discotecaro con un solo neurone spaurito piuttosto che vendendo la propria indubbia professionalità.
L'Italia è il paese dell'apparenza, i cervelli scappano all'estero, ovunque sia possibile esercitare la professione costata anni di sacrifici e studio.
Nonostante l' istintiva simpatia per il personaggio e per l'artista, non andrò a vedere questo nuovo esperimento di cinema demenziale per masse di bocca buona.
Lo immagino già, sceneggiatura inesistente, comicità bassina e rarefatta, battute a raffica e situazioni paradossali.
Solo professionisti del nulla possono divertirsi davanti al nulla, quindi, rischio di sbagliare diagnosi e attendo le opinioni della parte adolescenziale della famiglia che sicuramente non perderà uno dei pochi film in uscita in marzo.
Se sbaglio sono pronto a rettificare, chiaramente.

lunedì 12 marzo 2012

Moebius fra sogno e allucinazione


Non tutti lo conoscono, io so di averlo ammirato nel tempo, forse il suo tratto, le sue visioni oniriche, le trovai per la prima volta su alcuni fumetti che leggevo negli anni settanta, addirittura su Linus o su qualche rivista di fumetti più estrema, fatto sta che i suoi disegni, veri e propri capolavori ispirati fanno parte del mistero della bellezza, arte allo stato puro, incarnazione del sogno, del futuro solo immaginato dove tutto è possibile anche vivere in eterno.
In questo post si cita il suo tratto come ispiratore di film come Blade Runner, sicuramente avrebbe mescolato la sua capacità in maniera totale con un'altra meraviglia della letteratura fantascientifica come Dune, ma il progetto non si realizzò.
In un altro post si dice che durante il disegno lui si trasfigurava cadendo quasi in trance.
Credo che il processo creativo a qualsiasi livello e per chiunque abbia dei collegamenti con la totale immedesimazione nel processo stesso. La realtà viene annullata e reinventata.
Per me  Moebius non è morto, è scivolato dentro uno dei suoi mondi impossibili e ci guarda sorridendo del nostro affannoso tentativo di razionalizzare, ridimensionare, ricondurre a ragione ciò che invece è e deve rimanere mistero.

domenica 11 marzo 2012

11 marzo ... 35 anni dopo







Non tutti ricordano quei giorni, forse perché l'Italia, come un puzzle schizofrenico, non ha una sola memoria collettiva, vive la sua storia a compartimenti stagni e un morto, nel periodo greve che precedette il rapimento Moro e la fase più violenta del terrorismo, non rimane nella memoria già piena del paese.
Per Bologna fu il periodo più violento dal dopoguerra, una guerriglia in città, con il movimento da una parte che come un grande contenitore aveva spazio per tutti e le forze dell'ordine dall'altra.
Per un miracolo, o per una scelta consapevole non ci furono altre vittime, ma la città non fu più la stessa.
Non facevo parte del movimento, allora da giovane iscritto alla federazione giovanile comunista ero in federazione, in via Barberia a presidiare la sede del partito.
Mi persi la fase più concitata e lacrimogena degli scontri.
Di quel periodo conservo gelosamente il libro che fu scritto e venduto dopo quei giorni, un'edizione ingiallita che ho ritrovato in cantina e che ho cercato di fare leggere ai figli senza successo.
In quel periodo quando la gente scendeva in piazza le strade si riempivano e avevi netta la percezione dei rapporti di forza.
Da una parte lo Stato, dall'altra una consistente parte del paese.
Oggi di evidente non c'è più nulla solo un'evanescente massa informe in comunicazione frammentaria e concitata nella rete e un ribellismo isterico e teppistico organizzato da poche frange estreme durante alcuni eventi quasi sempre mediatici.
Del resto sono trascorsi 35 anni, io ero giovanissimo allora, oggi sono quasi anziano.
Non mi manca quel periodo, lo ricordo cupo e metallico come un cielo color piombo.
Però almeno nel ricordo ha una consistenza.
Questo periodo come lo ricorderemo?

sabato 10 marzo 2012

fiom a Roma

Migliaia in corteo a Roma, ho ascoltato qualche minuto dell'intervento di Landini all'alba, oggi, prima di andare a lavorare. Credo che la Fiom sia elemento importante all'interno del dibattito politico in questo momento tanto delicato per il paese. Landini è bravo, uno degli ultimi leader riconoscibili in una massa informe di politici improvvisati, leader sindacali sbiaditi, movimentisti sgrammaticati.
Landini mantiene nella semplicità del linguaggio la forza della chiarezza, arrivando diretto al cuore dei problemi.
Lui stesso solleva i dubbi che pochi giorni fa avevo sottolineato  relativamente alle grandi opere, fra le quali la tav, sprona il paese a utilizzare le nostre intelligenze investendo sul'università, sui giovani, affronta la posizione della Fiat che crede di potere tutto in un momento nel quale i diritti fondamentali dei lavoratori sono in pericolo.
Mi piace anche se devo ammettere che non capisco cosa abbia a che fare la Fiom con il movimento no tav.
Ancora una volta si confondono gli ambiti.
I no tav difendono, quelli in buona fede, il loro territorio. Non condivido la loro lotta ma rimane un diritto manifestare, pacificamente, per ciò in cui si crede.
Ma la Fiom dovrebbe, secondo me, occuparsi dei propri operai, del mercato del lavoro, dell'articolo 18 e non fare salire sul proprio carro chiunque.
Detto ciò, le immagini di Roma mi sono piaciute, le felpe rosse, le bandiere nel vento.
Stanno espropriando il nostro potere d'acquisto, ci stanno impedendo, anche a noi dipendenti pubblici, di avere una speranza, quella di arrivare alla fine del mese.
E' importante che qualcuno dica no.
Unico cruccio, pochi Landini nel nostro paese e scommetto che prima o poi anche lui lascerà la lotta nelle piazze per entrare nel mondo politico, magari mi sbaglio ... magari

giovedì 8 marzo 2012

la Cgil perde a Bologna ... come mai?

L'Unione Sindacati di base ha sbancato alle RsU del Comune di Bologna è notizia ufficiale già in e-mail alle otto di sera di un glorioso 8 marzo.
Io appartengo a un piccolo sindacato a livello locale e non è mai stato nostro obiettivo fare gare sui numeri, il mio sindacato è rivolto soprattutto agli agenti della Polizia Locale (Diccap - Sulpm), poi per mentalità non sono mai salito su nessun carro dei vincitori, ma una riflessione è obbligatoria se veri sono i dati sbandierati dai colleghi dei sindacati di base:
La CGIL ha perso a Bologna e in maniera pesante insieme a tutti i sindacati istituzionali.
I sindacati di base hanno vinto ( e già l'avevo pronosticato) avanzando in maniera massiccia.
Una riflessione deve essere fatta dai vertici della CGIL e anche dalla base.
Cosa non funziona in questo momento nella macchina sindacale più potente in Italia?
Perché i lavoratori scelgono il sindacato più agguerrito e arrabbiato?
Sarà perché stiamo perdendo tutto e svendendo i nostri diritti senza nessuna contropartita concreta?
Sarà perché nessuno crede in questo modello sociale e in un contratto che forse potrà essere rinnovato fra quattro anni?
Il voto di oggi è un voto di protesta, forse la fine di un periodo, forse la fine di un modo di fare sindacato.
Non credo che l'alternativa possa essere il sindacato di base, sa di ribellismo e di semplice contrapposizione.
Ma esiste oggi una reale alternativa?
Nel dubbio continuerò a credere nel mio sindacato, lottando per il miglioramento delle condizioni degli agenti della polizia locale, poi si vedrà.
Se fossi un dirigente CGIL stasera rifletterei.
Quella di oggi è una sconfitta, bisogna farci i conti.

mercoledì 7 marzo 2012

8 marzo


Quando le femministe gridavano io sono mia avevo 17 anni, ero comunista e credevo che prima venissero le donne, il loro diritto all'autodeterminazione.
Non ero un grande seduttore, non ero leader di un qualsiasi collettivo, amavo disperatamente da lontano ragazze bruttine che neanche mi filavano e passavo lunghe serate a ciclostilare volantini impregnati e puzzolenti fumando Nazionali senza filtro.
Da allora cosa è cambiato?
La rete non esisteva, allora non avrei potuto mai scrivere un post dedicato all' 8 marzo, perché era festa femminista per eccellenza, gli uomini erano out.
Adesso a distanza di 35 anni azzardo un pensiero all'altra parte del mio essere.
Le donne sono sempre state, nel mio immaginario, la parte buona, più intelligente, più forte, punto di riferimento e consolazione.
Poi  ho scoperto, invecchiando, che non esistono donne e  uomini ma  individui, tutti diversi, tutti vulnerabili; sono stato ferito a morte da donne per le quali avrei messo la mano sul fuoco e salvato da uomini con i quali non avrei bevuto il caffé.
Non sono ancora giunto alla piena consapevolezza.
Oggi mi limito a vivere, cercando di non investire troppo sulle etichette, sui luoghi comuni.
La festa della donna  rimane luogo d' incontro importante, domani comprerò fiori e non  mimose che non amo,  li regalerò a una donna,  dedicherò un pensiero, un gesto di buona volontà a tutte le donne, quelle  offese, rapite, uccise, umiliate, violate da bestie che nulla hanno di umano, e quelle che ogni giorno crescono figli, lavorano a casa e fuori, ancora oggi le meno garantite, ancora oggi  le meno tutelate.
Non amo le feste istituzionali, ma trasformiamo questa festa in un momento di riflessione per donne e uomini di buona volontà, quelli che tutti i giorni mandano avanti il nostro scalcinato paese.

lunedì 5 marzo 2012

the river

Ricordate  The Blair Witch Project ? Lo vidi al cinema, allora non avevo sky, parliamo del 1999. Mi piacque l'originalità delle riprese quasi amatoriali, l'idea della diretta, del documentario che diventa horror. Con due lire i giovani sceneggiatori ebbero un discreto successo, proponendo un prodotto mediocre.
Da allora si sono ripetuti gli esperimenti nel cinema e nella fiction televisiva, soprattutto per film di tensione, azione, horror etc con risultati alterni.
Ieri sera ho visto la prima puntata di The River nuovo prodotto lanciato sul canale sky italiano
the river
Dietro c'è l'inossidabile Spielberg,  sicuramente sarà un prodotto curato.
Come ricorda lo stesso trailer è il nuovo Lost.
Lost ha avuto un grande successo, personalmente l'ho abbandonato dopo la prima serie.
Ho cominciato a pensare a quei poveri sceneggiatori impiccati dall'ansia di creare aspettativa nello spettatore inventando colpi di scena su colpi di scena ... che noia dopo un pò.
The River promette la stessa tensione, magia intorno, magia nera, Rio delle Amazzoni e natura selvaggia.
La prima puntata doveva bucare lo schermo e trafiggermi il cuore.
Mi ha solo provocato uno sbadiglio.
Magari sarà un capolavoro e io lo perderò ... pazienza

sabato 3 marzo 2012

tav mi sorge un dubbio ... a chi serve?


Premetto. L'Italia è il paese del diritto privato, si può fare tutto basta non sia nel cortile di casa mia.
Non provo simpatia per i violenti,  un movimento di opinione è perdente se permette a frange di violenti di utilizzare una legittima protesta trasformandola in un'occasione di scontro e guerriglia.
Ciò premesso.
Questa mattina vedo Monti in televisione che decanta i vantaggi della Tav.
Lavoro per tutti e accorciamento dei tempi di percorrenza di alcune tratte fondamentali.
Utilizzo della tav per il trasporto merci.
Perdonate l'ignoranza:
La tav può essere utilizzata per alleggerire il trasporto su gomma?
I camionisti cosa direbbero se fosse vero?
Ma è vero?
Altro dubbio accorciare tratte ferroviarie, bellissimo ma a che prezzo?
Chi potrà permettersi quei biglietti ferroviari? Non credo saranno i pendolari che mi dicono vedranno ridotti i treni a normale percorrenza.
Morale.
Questa tav si ridurrà a trasportare uomini d'affari danarosi che più velocemente  e con grande comodità potranno continuare a coltivare i propri interessi che non sono mai i nostri? O mi sbaglio e alla fine ci saranno vantaggi per tutto il paese?
Mi piacerebbe che qualcuno informato sui fatti mi rispondesse sinteticamente e chiaramente.
Rimango in attesa.
Mi casa es tu casa

venerdì 2 marzo 2012

com'è profondo il mare



Ci nascondiamo di notte
Per paura degli automobilisti
Degli inotipisti
Siamo i gatti neri
Siamo i pessimisti
Siamo i cattivi pensieri
E non abbiamo da mangiare

Com'è profondo il mare, forse la canzone di Dalla che amo di più.
 
Lucio Dalla per me è la sua musica,  è Bologna, un connubio, una con/fusione indissolubile.
Mi ha accompagnato negli anni di passaggio fra giovinezza e maturità quando scendendo di corsa da San Luca giunto alla curva delle "Orfanelle" mi soffermavo un istante ad ammirare i tetti bolognesi. 
Erano le parole di una sua canzone quelle che si fondevano nella gioia della corsa, nella quasi felicità di vedere Bologna ai miei piedi con un futuro pieno di dubbi e possibilità davanti.

e provo un piacere fisico
come quando ero piccolo e guardavo
dal portico di S. Luca le luci della città
Tempo dall'album Cambio

Sono convinto di avere amato molte sue canzoni, mi hanno accompagnato per anni, rimanendo sempre un'esperienza individuale, e nello stesso tempo l'unico canale di reale comunicazione con l'artista, il genio.
Non è sempre così alla fine?
Rimane dentro quel calore intenso legato ai ricordi, alla vita che ha scelto involontariamente la propria colonna sonora. 
Erano anni che non lo ascoltavo più, ma  oggi mi rendo conto inaspettatamente di avere perso un altro pezzo di me, un altro pezzo della mia città.
La musica invece mi accompagnerà per sempre fino a quando vivranno i ricordi.


giovedì 1 marzo 2012

l'arte del silenzio, l'arte della pazienza


Mi telefona un'amica che non fa il mio lavoro, quello che mi porta il pane.
Ha letto un'intervista al giovane carabiniere, offeso dal giovane no tav,  e che per il suo comportamento ha ricevuto un encomio con grande soddisfazione delle istituzioni.
L'amica descrive il giovane intervistato come persona di grande maturità e consapevolezza, probabilmente preparato da un adeguato percorso formativo alla grande arte della pazienza.
Quel giovane collega dell'Arma meritava certo l'encomio e non solo, non tanto per quello spezzone video rubato durante una manifestazione, ma per tutte le altre manifestazioni, per tutte le angherie, offese, sputi, insulti e aggressioni che ogni santo giorno chi indossa una divisa deve sopportare.
Quel carabiniere è la regola, non l'eccezione.  Questa deve essere una consapevolezza per la mia amica e per tutti quelli che non sanno cosa significa uscire in strada tutti i giorni indossando una divisa.
L'ultima cosa che mi ha detto un cittadino è stato un augurio di potermi comprare molte medicine con i soldi della sanzione che gli stavo elevando.
Il nostro lavoro è un lavoro di nervi, pazienza e passione, guai a cedere alla tentazione della rissa, dello scontro, della violenza verbale o fisica.
Lo scontro non lo trovi solo durante l'ordine pubblico che noi agenti della Polizia Locale non facciamo, lo incontri mentre fai un verbale per il codice della strada, mentre regoli il traffico prima o dopo una partita di calcio, durante un rave, nel normale controllo del territorio.
E' un'arte sapere mantenere la calma, non rispondere alle offese, dimenticarsi l'orgoglio e la propria storia.
E' un'arte che non  insegnano nei corsi.
Si chiama senso del dovere e della responsabilità.
Grazie al giovane carabiniere che ha ricordato al mondo come l'impareggiabile arte della pazienza e il senso del dovere non sono eccezioni ma una faticosa regola quotidiana.

martedì 28 febbraio 2012

l'arte dello scrivere o lo scrivere come arte

Invecchiando mi sono accorto di una verità buffa e inquietante.
Quando ero giovane tutte le persone intorno a me leggevano libri, romanzi, saggi, manuali,  il nostro vivere insieme, comunicare, incontrarci era in parte riservato all scambio di idee legate al piacere, ai tormenti, alle fatiche della lettura.
Oggi ho sicuramente meno amici, e mi scappa da ridere se penso ai miei 1500 contatti facebook.  Fra le mie conoscenze molti non leggono libri, leggono annunci in Rete, prenotano cene a prezzo scontato in luoghi scomodissimi, guardano pezzi di Crozza o dibattiti su you Tube in Rete, ma i libri quelli sono come passati in secondo piano.
Premessa doverosa.
L'altra sera uno dei pochi superstiti che sicuramente legge, mi ha prestato MrGwyn di  Baricco.
Non leggo mai gli italiani, quasi mai se non qualche amico per una recensione.
Baricco non l'avevo mai letto.
Il suo Mr Gwyn l'ho divorato, in alcune ore sparse fra due giorni.
Non accadeva da tempo.
A un certo punto mi sono sentito come la protagonista femminile, dovevo concludere e dare un senso.
Mi è piaciuto questo romanzo breve, 158 pagine.
Sullo scrivere?
Chissà.
Sembra quasi che l'autore cerchi un senso in questa attività, un nuovo linguaggio, strade diverse per dare un senso al proprio divenire.
Il personaggio dello scrittore è geniale anche se mi sono immedesimato di più in quello femminile.
Come in un giallo ho cercato una chiave di lettura, non so se l'ho trovata.
Come in un giallo non vi svelerò nulla.
Sarò cretino?
Sto qui a incensare uno scrittore che ha bisogno di tutto tranne della mia pubblicità.
Del resto lo stile è molto importante in questo romanzo, stile, delicatezza, precisione e ossessione, chissà se è possibile realizzare davvero ciò che l'autore riesce a inventare?
Non credo, credo piuttosto  faccia parte dei trucchi della commedia.
Adesso esco e vado a comprare un set di lampadine Caterina de' Medici  e cerco di illuminarmi la giornata.
Chi ha letto il romanzo capirà.

lunedì 27 febbraio 2012

quarant'anni e non sentirli

Sembra ieri, le prime e-mail sempre con il dubbio, il timore che fossero inaffidabili, messaggi infilati in una bottiglia  colorata  lanciata nello spazio infinito dell'oceano, nell'indefinitezza di una rete sempre a cavallo fra  legalità e  pirateria, altri tempi.
Oggi in Rete si fa quasi tutto, sesso compreso, ci si conosce, ci si sposa, si fanno transazioni internazionali e si affitta la casa al mare.
L'e-mail è il mio primo contatto con le case editrici, che non rispondono quasi mai, forse mi cancellano come spam, ma intanto sono lì in quell'oceano di possibilità.
Per me l'e-mail rimane il rapporto più interessante della Rete.
Da una parte i blog dove appiccico post come questo, più o meno utile.
Dall'altra la comunicazione via e-mail, diretta, concreta, evitabile e per questo non troppo invadente.
Tutto ciò che sta nel mezzo, Facebook, Twitter etc li considero solo strumenti inevitabili ma francamente meno seducenti, troppo invischianti.
In conclusione buon compleanno e-mail, per i tuoi splendidi quarant'anni.

domenica 26 febbraio 2012

il giovane Montalbano


Ho registrato le prime due ore del Giovane Montalbano senza nessuna aspettativa, e poca fiducia.
Sbagliavo.
Mi ero dimenticato che a volte gli ingredienti possono cambiare ma se la ricetta è buona e se la regia è sempre quella il risultato sarà ottimale.
Sceneggiatura di Camilleri e si intuisce,  le storie sono tratte da un libro del 2004, nuovi attori bravi,  sullo sfondo la Sicilia, immutabile, eterna e saporita di colori e sapori.
Bravo Michele Riondino e buona la realizzazione complessiva, al di là delle storie che diventano quasi ininfluenti, l'aspetto importante diventa la confezione, la capacità di proporre personaggi convincenti e la personalità di Montalbano, con la sua umanità completa e romanzesca e la sua originalissima concezione di giustizia.
Programmo la registrazione per la prossima settimana, ho già ho dimenticato il Montalbano di Zingaretti.

sabato 25 febbraio 2012

frammento di città



Questo è un piccolo frammento della cover del mio ultimo romanzo che uscirà in aprile 2012.







Dentro la cover e dentro il romanzo la mia piccola città sotto un cielo d’agosto pieno di fulmini. Le mie storie fra Bologna e Ferrara, in terre un tempo umide di zanzare e pesanti di pioggia devono avere sempre uno sfondo metropolitano.






In fin dei conti L’italia è composta da tante piccole città che non hanno perso del tutto la loro connotazione storica, in questo nuovo medioevo le torri sono ancora in piedi a testimoniare come la storia a volte sia più tenace dei nostri quotidiani sussulti per i titoli di borsa o per governi più o meno tecnici.






Da ieri sul sito di Eclissi, piccola e grandissima Casa Editrice, è possibile visionare la scheda del mio prossimo romanzo Cielo d’agosto, la cover è ancora in divenire ma ci siamo quasi.






Grazie come al solito al mio disegnatore preferito, Claudio Trabucchi, milanese di nascita e bolognese di adozione, che non gli manchino mai matite temperate e pazienza per ascoltare i miei deliri creativi.






Per chi gradisce le mie storie a fra poco, appena prima dell’estate.





lunedì 20 febbraio 2012

intervista Alpunto67


I ragazzi della giovane azienda, Alpunto 67 mi hanno intervistato sui temi legati a scrittura creativa e nuove tecnologie e come non pubblicarla, una mano lava l'altra.
grazie ancora
intervista

venerdì 17 febbraio 2012

vigili di cartone


I bolognesi, soprattutto i colleghi se li ricorderanno i vigili di cartone disseminati per la città, un'idea originale di un'artista bolognese, una performance senza nessuna velleità se non forse pubblicitaria, furono rimossi perché distraevano gli automobilisti.
Ieri sera mi ha telefonato Riccardo un amico lombardo e mi ha chiesto un parere sui fatti di Milano.
Come potrei dare un parere? C'è un'indagine in corso e sono comunque sempre un delegato sindacale.
Penso solo che questa storia non ci fa bene, l'attacco mediatico di questi giorni alla categoria è violento e proviene da molti fronti, non ultimo da alcuni colleghi, un' esigua minoranza, della Polizia di Stato.
Noi non ci permetteremmo mai di attaccare la Polizia o l'Arma quando uno dei loro uomini fa un errore e la storia parla da sola, noi invece siamo stati subito crocifissi, impalati, minacciati.
In questi giorni di neve e ghiaccio in caduta libera dai tetti eravamo tutti in strada al servizio della comunità.
Finita questa emergenza saremo di nuovo in strada a fare il nostro dovere:
Infortunistica, trattamenti sanitari obbligatori, viabilità, controllo del rispetto delle regole di convivenza sociale, come sempre in prima linea ognuno nel proprio territorio di appartenenza.
Come diceva oggi Marco Belli, da una parte il cittadino ti querela, insulta e minaccia se operi come uomo di legge, dall'altra l'autorità giudiziaria ti indaga se non fai il tuo dovere.
Cosa vuole l'opinione pubblica da noi ... dei  vigili di cartone?
Cosa vuole lo Stato da noi?

venerdì 10 febbraio 2012

quando il romanzo finisce

Quasi cinque mesi di lavoro.
Intendiamoci, io un lavoro ufficiale lo faccio tutti i giorni, chi mi conosce lo sa che per vivere indosso una divisa e se non facessi il mio meraviglioso lavoro al servizio della comunità (sviolinata sincera) non potrei permettermi il lusso, nel mio tempo libero, di scrivere romanzi, racconti, articoli, post e sciocchezze varie.
Non rubo tempo al mio lavoro ufficiale,  ho molto tempo libero.
Torniamo al dunque.
Quasi cinque mesi di lavoro.
Da svegliarsi la notte e pensare ai personaggi, alle scene da creare, alla trama, allo sviluppo della situazione.
Poi tutto finisce.
Nella migliore delle ipotesi piacerà ai miei pochi amici, un editore deciderà di pubblicarlo, magari ne faranno un film un giorno, più facilmente finirà in uno dei miei cassetti e buona notte.
Il succo è un altro.
E adesso?
Mi manca quella storia, i personaggi, la trama, il lavoro quotidiano, come un gioco di ruolo, uno di quelli intriganti che non vorresti finire mai.
La cosa magica è che il gioco l'ho inventato io e forse piacerà solo a me, ma alla fine qual'è l'obiettivo?
In questo momento mi interessa il giusto, so solo che mi manca la costruzione quotidiana di una storia,   commuovendomi insieme ai personaggi o stupirmi trovandoli diversi da come li avevo immaginati, con una vita loro indipendente dalla mia volontà.
La magia è tutta lì alla fine.
Perché anche se vi diranno che siete bravi, anche se vi diranno che fate schifo come scrittori, quel tempo dedicato alla vostra magia, quello è solo vostro, nessuno ve lo potrà mai comprare o togliere.
La scrittura creativa permette di inventare mondi, come un Dio onnipotente determinare le situazioni, piegare gli eventi, condizionare addirittura le condizioni meterologiche.
Nella realtà stasera dovrò montare le catene nella mia macchinetta per andare a lavorare.
Nei miei romanzi posso inventarmi un'estate perfetta,  e fare correre i miei eroi lungo il Navile.
E' un bel gioco l'invenzione romanzesca, fino a quando dura il romanzo.
Dopo, mi sento sempre un pò triste, svuotato, fino alla prossima idea.
Forse il gioco è tutto lì, nel viaggio, non nel traguardo.

domenica 5 febbraio 2012

braquo saison 2


E' iniziata la seconda serie di Braquo, dura, senza speranze e molto nera.
Gli stessi personaggi sono anime perdute in movimento all'interno di una ambientazione cupa, schiacciata tutta verso il suolo, violenza, dissoluzione e cattivi propositi.
Devo essere sincero è difficile in alcuni casi ripetere il miracolo, questa mirabile serie francese che tanto ricorda il The shield americano, parte sempre molto dura e ormai ha la denominazione controllata di prodotto estremo, potrebbe diventare un suo limite.
Staremo a vedere.
Bravi i protagonisti, sembrano davvero delinquenti.
Su Fox crime

venerdì 3 febbraio 2012

Savino e la terribile isola dei famosi

Nicola Savino è più giovane di me, ma non è lontanissimo dalla mia generazione, ha fatto la sua bella gavetta e anche se lo intravedo da pochi anni sono arrivato alla conclusione che devo averlo ascoltato molto spesso in radio o ascoltato programmi dove dietro c'era la sua creatività e la sua regia.
Mi è simpatico perchè è simpatico, ha una sorta di sana aggressività intelligente, è autoironico e non credo sia persona abituata a risparmiarsi. Ha accettato la scommessa di presentare una trasmissione faticosa e complicata coma l'Isola dei famosi e secondo me, ieri sera a fine serata si sarà anche chiesto : chi me l'ha fatto fare?
Io me lo sarei chiesto dopo essere stato accusato da Cristiano Malgioglio di scarsa professionalità, dopo essere stato comparato alla grande Ventura, una donna con anni di esperienza e una grinta da veterano televisivo.
Non so che cosa può spingere un bravo professionista come Savino a rischiare tutto e niente in una arena tanto squinternata come l'Isola.
Avrà capito, io l'ho capito ieri sera, che un'isola colma di carriere affaticate, può essere una vera bomba pronta ad esplodere, del resto gli artisti, specie quelli in crisi d'identità possono avere qualche reazione inaspettata.
Comunque vada Savino che tu l'abbia fatto per la fama o per l'argent, complimenti, mi sembrava di essere con te ieri sera sotto il fuoco d'artiglieria di tutti quei personaggi indignati in cerca di una via di fuga.
Io al tuo posto forse avrei finto un infarto, a volte funziona.

mercoledì 1 febbraio 2012

maledetta neve


Rubo queste foto dall'archivio di un amico (Roberto Amori) che le ha mostrate in facebook.
Oggi a Bologna nevica e di brutto.
Le scuole saggiamente rimarranno chiuse fino a sabato e le strade sono ricoperte di neve e ghiaccio.
Sono bloccato a casa dalla mia annuale sinusite e guardo le notizie televisive imperniate sul maltempo.
Tutti a dire cose sagge, è la natura, è un fatto naturale, è sempre stato così, per un pò di neve ...
Ieri sera ho rischiato alcune volte di uscire di strada, perché c'era ghiaccio e le catene che avevo a bordo non potevo montarle con pochi centimetri di neve.
Non trovo naturale la neve, la trovo naturale in montagna dove persone più o meno benestanti si dilettano a sciare e mangiare salsiccia e polenta, ma qui in pianura è una gran schifezza, ci fa uscire di strada e impazzire con le catene che devi montare e smontare.
Forse era naturale un tempo quando non avevi orari rigidi da rispettare, luoghi remoti da raggiungere per lavorare o studiare e i ritmi erano meno nevrotici, ora la trovo solo ansiogena.
Se qualcuno ha aderenze molto in alto lo pregherei di intervenire perché a mio avviso di neve ne è già scesa abbastanza per questo inverno.