mercoledì 2 febbraio 2011

Enrico Berlinguer, il sogno di un'altra Italia"

A volte basta una fotografia, accidenti a me, per smuovere ricordi, forse io cinquantenne che ha schivato le guerre, le lotte giuste, e la storia italiana più pulita, quella del grande sogno se mai c'è stata, sono rimasto legato a poche immagini che nei momenti bui, come il nostro, diventano  un faro nella nebbia.  Domani sera alla Feltrinelli di Bologna presentano un libro memoria su Enrico Berlinguer.Non conosco l'autore e non ci andrò, preso come sono dal vortice nevrotico del mio presente non ce la posso fare, e poi che ci vado a fare, lui non ci sarà, ci sarà solo qualcuno che in maniera esemplare e commovente lo ricorderà, ma io il suo ricordo ce l'ho incastonato dentro, come si usa fare con i miti quelli sopravvalutati sempre ma importanti. Il suo sorriso che ho appiccicato in una fotografia in bianco e nero davanti al  computer insieme a tante immagini del mio passato mi ricorda che è possibile una politica diversa, dipende dagli uomini non solo dai tempi, è possibile essere segretari di un grande partito popolare, che faceva paura alla parte conservatrice del mondo, ed essere comunque rispettati da tutti. E' possibile un dibattito politico pulito, e finalmente privo  di urla sovrapposte, insulti, querele e minacce, dove tutti sono contro tutto in una stupida lotta al massacro.
E' possibile un modo diverso di convivere e comunicare.
Lui ce l'ha insegnato, e me lo ricorda con quel sorriso di  piccolo grande uomo.
Non è possibile oggi incontrarne uno minimamente paragonabile in giro per i palazzi della nostra sgangherata politica, quindi  mi tengo il suo ricordo e aspetto, alla finestra, di riconoscere  un giorno un uomo come lui, allora finalmente forse tornerò a votare.

martedì 1 febbraio 2011

Avatar una seconda possibilità

Finalmente ho visto Avatar. Nella mia giornata di ferie pregresse ho trovato il tempo per gustarmi il film, con poche interruzioni e quasi d'un fiato. Mi è piaciuto e non avevo dubbi, avevo anche dato un'occhiata allo speciale  sky cinema che spiegava gli effetti specialissimi che lo hanno tanto premiato. Un amante  di giochi virtuali non può non aprezzare la pellicola, mi sono perso nelle spiegazioni fantascientifiche dei tecnici che hanno ridisegnato i volti degli attori nelle loro espressioni facciali  riprodotte con la  grafica virtuale. Unica citazione al passato l'ho trovata all'inizio dove per qualche strana alchimia ho trovato qualche affinità con l'inizio di Apocalypse now, chissà se ha un senso. Dentro il film ci sono i soliti miti, i buoni (ricordano molto i pellerossa) i cattivi ma seducenti nella loro semplice crudeltà (il colonnello) e la bellezza allo stato puro di un mondo reinventato per noi. Ma la conclusione, prevedibile, è la cosa più bella.
Rinascere in un altro corpo, più bello, più forte, con  gambe funzionanti e una splendida femmina al tuo fianco.
Una vera rinascita.
Una seconda chance, che meraviglia. Solo il grande cinema può regalartela

sabato 29 gennaio 2011

Al di là del bene e del male

Da quando scrivo, circa sei anni, ho cambiato atteggiamento nei confronti della narrativa diventando più selettivo e maniacale.
Inseguo una formazione da autodidatta della scrittura.
Studio saggi di critica letteraria con la speranza di trovare conferme, complicità intellettuali.
Leggo scrittori americani e pochissimi italiani contemporanei.

Detto ciò con l’ultimo romanzo di Roberto Carboni

Per i buoni sentimenti rivolgetevi altrove
Dalila Sottani editrice

mi sono riconciliato temporaneamente con la narrativa contemporanea e conterranea, affrontando di corsa lo scritto, divorandolo.
Non è stato faticoso perché il romanzo scorre veloce come ogni buon noir dovrebbe fare.
Non indugerò sulla trama, quella dovrete svelarla voi.
La magia di questo romanzo, la magia che in ogni romanzo dovrebbe avverarsi per essere dichiarato vincente, avviene appena cominciate a leggerlo, vi prende, vi spinge a sfogliare le pagine ovunque voi siate, per cercare di capire cosa accadrà subito dopo, senza potere assolutamente prevedere come finirà.
La conclusione del giallo diventa quasi irrilevante proprio perché non troverete buoni o cattivi, né l'esigenza di una giustizia risolutrice e salvifica.
La realtà spesso è così, senza pietà, senza ragione, e spesso senza speranza.
Nel romanzo di Carboni invece troverete la leggerezza di alcuni personaggi, una sorta di istintiva e naturale comicità, un amore per il grottesco e per i colpi di scena, tutti elementi che arricchiscono la trama di una freschezza che non lascia ombre e cattivi pensieri alla fine della lettura ma solo il divertimento.

Due associazioni di idee per un cinefilo come me, Brivido Caldo di Kasdan remake del più grande La fiamma del peccato e La casa dei giochi di Mamet.
Aggirandovi in una Bologna sfumata e notturna incontrerete femmine fatali e giocatori disperati ma non date nulla per scontato e aspettatevi di tutto.
Non rimarrete delusi.

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fcarboniroberto.blogspot.com%2F&h=a5ab5

mercoledì 26 gennaio 2011

Posso dire che non mi piace Ruby?

Posso dichiarare che non mi piace Ruby?

Lasciamo stare il cavaliere, un paradosso degli ultimi 15 anni italiani, ma noi ci siamo abituati ai paradossi.
Non scherziamo, abbiamo avuto il fascismo per vent'anni, ci siamo fotturi il futuro di chissà quante generazioni con quel regime da avanspettacolo, perciò, come direbbe Moretti ce lo meritiamo Berlusconi.
Detto ciò a me non piace Ruby, non conosco la sua storia e neanche mi interessa conoscerla.
Però stasera su Rai tre, telegiornale "alternativo", andavano quasi in diretta le sue contraddizioni, i suoi non so, le smentite, le conferme di una ragazzetta poco attraente e da poco maggiorenne che sembra divertirsi un sacco nel suo nuovo ruolo di centro dell'universo.
Del resto basta guardare il Grande Fratello dove le ragazze fanno a gomitate per contendersi una notte con i maschi espulsi dalla casa.
Non importa essere, basta apparire, fare soldi, estorcere denaro, ricattare, speculare , perché di essere non se ne parla più.
E' vero, colpa nostra, colpa delle voglie dei nostri potenti, colpa del mercato, però non è un pò colpa anche loro, di queste Ruby da quattro soldi?
Guardo due splendidi occhi di un viso nascosto da un velo azzurro e improvvisamente penso, non avrà un senso quel velo di fronte a tanta miseria morale?

domenica 23 gennaio 2011

Apologia di Socrate e apoteosi di Berlusconi

 Per motivi familiari ho dovuto riprendere in mano la splendida  apologia di Socrate scritta da Platone in difesa del settantenne filosofo.
l'ho riletta a distanza di tanti, troppi anni perché legata  ai tempi scanditi dagli studi filosofici che ormai sono solo un dolce ricordo.
Ho trovato alcune affinità fra la difesa di uno dei padri della filosofia e la nostra attuale concezione di etica e morale e inauguro oggi le mie considerazioni inattuali con la sorpresa di scoprire che anche Socrate fu accusato di corrompere i giovani con le sue idee, troppo rivoluzionarie e di seguire falsi dei.
La sua difesa davanti ai suoi accusatori rimane un esempio di rettitudine e di coerenza, prima smontò le accuse più antiche e poi affrontò quelle più recenti relative alla corruzione dei giovani, e in prima battuta venne condannato con solo 30 voti di scarto e dinanzi alla proposta dei suoi amici di fuggire per salvarsi da tutte le accuse rispose:

<< Non voglio scappare, non bisogna mai commettere un'ingiustizia nemmeno quando la si riceve>>

Per farla breve, a seguire rifiutò il carcere o in alternativa l'esilio facendo molto arrabbiare chi lo doveva giudicare proponendo come pena di essere eletto e mantenuto a spese dello stato nel pritanèo, onore concesso alle personalità più illustri di Atene.

Evitò di fuggire, accettò la condanna a morte tramite la famosa cicuta, smantellò le accuse con la forza della sua potente dialettica, invitando gli accusatori al confronto che peraltro venne rifiutato, non scelse l'esilio o la fuga perché comunque dichiarò il suo profondo amore per Atene la sua patria.

Un uomo dello Stato, coerente, saggio, considerato da molti il primo martire del pensiero occidentale, di lui si parla ancora, lo si studia, ed è necessario superare una verifica al liceo per sperare di non essere rimandati a settembre in filosofia.

Dall'altra parte mi è apparso Berlusconi che è stato accusato da molti dati oggettivi ( così ci raccontano le fonti d'informazione, quelle ancora libere) di avere a sua volta pagato giovani donne ed in un certo senso a sua volta di credere in Dei molto particolari, il potere a tutti i costi, il denaro, e come ha dichiarato Fini nel diritto all'impunità, costi quel che costi.

Ce la farà a sfangarla anche questa volta?

Per me è poco importante, oggi a distanza di trent'anni ho dovuto rileggere l'Apologia di Socrate che consiglio a tutti voi e mi sono nuovamente commosso  e fra trent'anni qualche altro genitore la leggerà su carta o in un computer poco importa per spiegarla al proprio figlio, ma sono altrettanto convinto che fra trent'anni sui libri di storia non ci sarà che un piccolo trafiletto per ricordare Berlusconi, un dato statistico per sottolinerae uno dei periodi più tristi della nostra storia economica e nonostante il suo impegno in tal senso non sarà ricordato come responsabile delle nostre disgrazie, perché i primi responsabili signori siamo purtroppo sempre noi.

lunedì 17 gennaio 2011

Questa è la cultura alternativa-mente? ma dai!

Premetto ... a me piace Albanese, è uno di quei professionisti che sembra nato per fare il suo mestiere ... la sua fisicità è talmente seducenti che alla fine sembra davvero in grado di trasformarsi, di divenire il personaggio che intrepreta nel bene e nel male.

Detto ciò, venerdì prossimo esce il suo nuovo film Qualunquemente.
Senza essere un genio predico fortuna e successo al bravo Albanese che ieri sera era da Fazio, suo grande amico e sostenitore.

Albanese ha parlato della questione morale, tema diventato un tormentone per noi italiani grazie anche al presidente del consiglio più chiaccherato della comunità europea.
Il film, che guarderò in televisione,  da quel che ho capito è una fotografia impietosa della situazione italiana.

Quindi dopo il grande successo di Zalone

con il suo nuovo film, una commedia sicuramente più leggera che sta portando a casa 14 milioni d'incasso surclassando Avatar ed Harry Potter, ecco una nuova commedia italiana che si propone di fare riflettere gli italiani divertendoli.

Bravo anche Zalone   intervistato su Sky dal grande Gianni Canova che è stato al gioco presentando un attore  molto più furbo di quello che dà da vedere, un giovane pugliese che ce l'ha fatta inventando un personaggio che piace agli italiani, con la sua volgarità leggera, la sua comicità di pancia che arriva a tutti, senza sbagliare un colpo.

Ora le note dolenti, un dubbio.
Questa è l'alternativa futura alla commedia dei cine panettoni natalizi che mi dicono i dati sembra siano in deciso declino?
Questa di Albanese e Luca Pasquale Medici (Checco Zalone) sarà la nuova commedia all'italiana?

Sono convinto della bravura e dell'intelligenza dei due attori, sono anche convinto che la formula inventata da Zalone sia vincente per arrivare al successo, nello stesso tempo sono sempre meno convinto degli italiani che sembra vadano al cinema e si entusiasmino solo davanti al grottesco, alla comicità graffiante, semplice, immediata, che riempie prima la pancia poi arriva al cervello.

Bravi i due attori a trovare nuove formule per il loro personale successo, ma che non venga in mente a nessuno di chiamare questi prodotti cultura perché quella insieme alla bellezza è migrata altrove.

sabato 15 gennaio 2011

La ragazza del fiume in audio book

Sto lavorando nei ritagli di tempo all'audio book della Ragazza del fiume, Perché? Non lo so di preciso, me l'hanno chiesto i ragazzi  collegati alla 0111 e mi sembra un'idea carina, quando avrò terminato l'impresa titanica e quando saprò che esiste anche una versione ebook del libro ve lo dirò, intanto ciao

venerdì 14 gennaio 2011

L'uomo che verrà ... che sia emigrato altrove?

Pensieri "a proposito":  L'uomo che verrà

Nel mio ultimo romanzo Belva di città cito esplicitamente lo splendido film di Giorgio Diritti inventandomi una scena  solo immaginata, una festa conclusiva del cast  del film  ambientata nel paese di Calderino (Bologna).
La citazione ha qualche riferimento alla realtà perché conosco il paese e conosco personalmente una comparsa che ha partecipato alla realizzazione del film.
Per questa banale ragione non ho ancora trovato il coraggio di guardare L'uomo che verrà.
Si svolge nella mia terra, è parlato nel nostro antico dialetto e riapre vecchie ferite mai completamente sanate.
Tutte quelle vite spezzate, quel sacrificio collettivo di un popolo piegato da un regime demenziale.
Nel periodo storico più vuoto che mi sia capitato di vivere, nell'era dei grandi fratelli, dei legittimi impedimenti e dei killer seriali sponsorizzati penso con tenerezza a quell'uomo che è arrivato, ha vissuto ed è sopravvissuto in un'Italia priva di rotta o intenta ancora a cercarla.
Lui ha vissuto e forse vive ancora, ma tutti gli altri morti più o meno inconsapevolemente ... perché?
Forse solo per questo motivo troverò il coraggio di guardare in faccia per l'ennesima volta l'orrore, per cercare di convincermi che quel sacrificio non è stato inutile, rimanendo conficcato come un chiodo nel mio piccolo residuo di coscienza.



18 gennaio 2011

Ieri mi sono deciso e ho guardato L'uomo che verrà.

Mi è piaciuto molto, e non essendo un critico cinematografico la cosa che mi ha colpito di più è chiaramente il contesto e la lingua. Le mie origini si perdono sull'Appennino fra Gaggio Montano e Granaglione e quel dialetto che per molti ha reso necessario i sottotitoli per me era comprensibile.
Ho riconosciuto qualcosa della mia storia, ho ritrovato l'immagine della mia terra d'origine, e dopo tanto tempo mi sono riconosciuto in una situazione a dispetto della mia vita e della mia quotidianità.
Detto ciò un'altra riflessione ha fatto capolino fra le diverse e contrastanti emozioni, i partigiani, i ribelli, ricostruiti con un'oggettività che travalica analisi di destra o di sinistra.
Anche quei partigiani che in maniera approssimativa, disorganizzata e incosciente scelsero la guerriglia ad una disperata accettazione della dominazione nazi fascista mi hanno dato una diversa chiave di lettura degli avvenimenti che portarono alla morte circa 700 persone.
Non sempre e non necessariamente la lotta partigiana è stata eroica o indispensabile.
Non sempre è stata pianificata o costruttiva.
Nel caso di Marzabotto sembra quasi la causa principale dell'eccidio, un gruppo di partigiani che prima compiono alcune azioni abbastanza irrilevanti e poi addirittura decidono di sparire, spaccando il gruppo di combattenti in due piccoli gruppi e lasciando la popolazione, i loro stessi parenti in balia delle bestie naziste.
Ancora una volta l'uomo non ce la fa a  fare la cosa giusta neanche quando la sua sete di libertà è legittima e alla fine nel film sembra che solo le donne conservino fino ala fine la dignità della consapevolezza.
Ci sono voluti cinquant'anni e un bel film per mutare l'idea che avevo in merito alla lotta partigiana tanto idealizzata in gioventù.
Meglio tardi che mai ...

Nell'inverno 1943-1944 sull'appennino emiliano, la piccola Martina, di otto anni, vive con i  genitori e con la numerosa famiglia contadina, che fatica ogni giorno per sopravvivere. Dalla morte del fratello più piccolo Martina ha smesso di parlare e questo la rende oggetto di scherno da parte dei coetanei. Tuttavia il suo sguardo sul mondo che la circonda è molto profondo: la seconda guerra mondiale arriva anche sulle sue colline ricoperte di neve, con la presenza sempre più invadente di soldati tedeschi e squadre di partigiani. Lena, la madre della bambina, resta nuovamente incinta e Martina segue con attenzione i nove mesi della gestazione, mentre le complesse vicende della guerra si intersecano con la quotidianità della vita contadina: il bucato, le ceste intrecciate nella stalla, la macellazione del maiale, gli amoreggiamenti dei giovani, la Prima Comunione. Il fratellino di Martina nasce in casa, a fine settembre del 1944. Allo spuntar del giorno le SS arrivano nelle campagne bolognesi, mettendo in atto un feroce rastrellamento, che verrà ricordato come strage di Marzabotto: vecchi, donne e bambini vengono trucidati, dopo esser stati raccolti nei cimiteri, nelle chiese, nei casolari. Martina, che era riuscita a fuggire, viene scoperta e rinchiusa in una piccola chiesa insieme a decine di altre persone. Dopo aver chiuso le porte, i soldati tedeschi lanciano all'interno, attraverso le finestre, delle bombe a mano che fanno strage. La bambina resta miracolosamente illesa e torna a casa, trovando solo stanze vuote e silenzio: prende la cesta con il fratellino e si rifugia nella canonica di don Fornasini, uno dei parroci della zona. La vicenda si conclude con il ritorno di Martina al casolare di famiglia, dove si prende cura del fratellino e finalmente, cantando per lui una ninna nanna, ritorna a parlare.

Lingua originale: Emiliano, italiano, tedesco
Paese: Italia
Anno: 2009
Durata: 117 min
Genere: Drammatico, storico
Regia: Giorgio Diritti
Sceneggiatura: Giorgio Diritti, Tania Pedroni, Giovanni Galavotti
Produttore: Simone Bachini, Giorgio Diritti
Casa di produzione: Aranciafilm, Rai Cinema
Fotografia: Roberto Cimatti
Musiche: Marco Biscarini, Daniele Furlati

Interpreti e Personaggi
Maya Sansa: Lena
Alba Rohrwacher: Beniamina
Claudio Casadio: Armando
Greta Zuccheri Montanari: Martina
Maria Grazia Naldi: Vittoria
Stefano "Vito" Bicocchi: Signor Buganelli
Eleonora Mazzoni: Signora Buganelli
Orfeo Orlando: Il mercante
Diego Pagotto: Pepe
Bernardo Bolognesi: Il partigiano Gianni
Stefano Croci: Dino
Zoello Gilli: Dante
Timo Jacobs: Ufficiale medico SS
Germano Maccioni: Don Ubaldo Marchioni
Raffaele Zabban: Don Giovanni Fornasini

martedì 11 gennaio 2011

Tanto amabili da bruciarti il cuore ...

Recensione al film Amabili resti

Io non sono quello che la gente definirebbe una persona sensibile, non più di Jack lo squartatore, forse perché a mia volta sono stato sezionato e sbocconcellato qua e là e di me è rimasto ciò che scrivo, ciò che sono e lo sono per pochissime persone, ma ho dei dubbi sulla mia quotidiana ruvidezza quando riesco a commuovermi per un film, un libro, una canzone e penso ... forse c'è ancora qualcosa di buono in me, di salvabile.
Questo ho pensato davanti al  romanzo di Alice Sebold per la quale, pur non sapendo chi sia, provo una forte ammirazione, perché è riuscita a perforare la realtà, a donarmela bella terrificante e a trasfigurarla attraverso gli occhi di una adolescente perfetta che racconta l'orrore della sua prematura dipartita.
Il film non ha deluso le mie aspettative perché mescola l'orrore con il sogno e io che nei miei romanzi spesso sogno o racconto sogni non potevo non apprezzare la visione onirica e incantata che il regista Peter Robert Jackson quello del Signore degli anelli per intenderci, riesce a dare.
Io ero lì al cinema con mia figlia adolescente a spiegarle che là fuori è pieno di stronzi pronti a farle del male, a educarla al male che tutti i giorni mi tocca  affrontare per dovere e non certo per piacere e travolto dal dolore mi sono ritrovato a sognare con la bellissima ( per me) ragazzina del film, un' adolescente che tutti vorrebbero come figlia, una sognatrice, l'essenza stessa dell'innocenza, forse tanto perfetta quanto inesistente.
Come avrete capito il film e il romanzo mi hanno toccato, sono un toccasana per la nostra parte buona e il cattivo del film è talmente bravo nella sua turpitudine Stanley Tucci  che valorizza e impreziosisce il film.
Se non volete ritrovarvi a scrivere post demenziali come questo,un consiglio:
Non guardate Amabili resti e barricatevi in casa.
Il mondo fuori è freddo e ostile.


La trama del film:
Il film ruota intorno a Susie Salmon, brutalmente assassinata a soli 14 anni, mentre torna a casa da scuola un pomeriggio di dicembre, nel 1973. Dopo la morte, Susie continua a vegliare sulla sua famiglia mentre il suo assassino è ancora libero. Intrappolata in una dimensione onirica fra cielo e terra, Susie si ritrova a dover scegliere fra la sete di vendetta e il desiderio di vedere guarire i suoi cari. Uno sconvolgente omicidio diventa un viaggio ricco di suspense e immaginazione nei meandri della memoria, dell’amore e della speranza, fino allo struggente finale.

Il trailer del film sul mio canale Youtube.

Scheda del Film


Titolo originale: The Lovely Bones
Lingua originale: Inglese
Paese: USA, UK, Nuova Zelanda
Anno: 2009
Durata: 136 min
Genere: Drammatico, thriller
Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Peter Jackson, Fran Walsh, Philippa Boyens
Produttore: Marc Ashton, Philippa Boyens, Anne Bruning, Carolynne Cunningham, Peter Jackson, Aimée Peyronnet, Fran Walsh
Produttore esecutivo: Ken Kamins, Tessa Ross, Steven Spielberg, James Wilson
Casa di produzione: WingNut Films, Film4, Key Creatives
Fotografia: Andrew Lesnie
Musiche: Brian Eno

Interpreti e Personaggi
Saoirse Ronan: Susie Salmon
Rachel Weisz: Abigail Salmon
Mark Wahlberg: Jack Salmon
Rose McIver: Lindsey Salmon
Stanley Tucci: George Harvey
Susan Sarandon: Nonna Lynn
Jake Abel: Brian Nelson
Charlie Saxton: Ronald Drake
Michael Imperioli: Len Fenerman
Amanda Michalka: Clarissa
Reece Ritchie: Ray Singh
Thomas McCarthy: Principal Caden
Nikki SooHoo: Holly

Doppia presentazione a Casalecchio di Reno

Anno nuovo,
prima presentazione e un nuovo esperimento
due presentazioni nella stessa serata:

Ci sarò io con l'ultima mia creatura
e uno scrittore bolognese

 con il suo ultimo romanzo
 Per i buoni sentimenti rivolgetevi altrove
Dalila Sottani editrice

Abbiamo pensato di fare ognuno la propria presentazione e alla fine una chiaccherata su Bologna, lo scrivere, e su cosa significa lavorare per strada per un pulismano e un taxista bolognesi.

Alla fine un brindisi al nuovo anno con vini locali

Ecco il trafiletto di presentazione ... linkato nel titolo di questo post.
"Venerdì 21 Gennaio, alle ore 21.00
presso la Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno,
gli autori Roberto Carboni e Massimo Fagnoni presentano i loro romanzi
"Per i buoni sentimenti rivolgetevi altrove" (Dalila Sottani, 2010)
"Belva di città" (Eclissi, 2010):
due sguardi sulla Bologna del passato e del presente attraverso le lenti del giallo e del noir.
Info: 051/598300."

Teatro Casa della Conoscenza  Biblioteca Cesare Pavese
Via Porrettana, 360 - Casalecchio di Reno - Bologna

sabato 25 dicembre 2010

Belva di città - Recensione "Giallo e Dintorni"

Massimo Fagnoni è un agente della Polizia Municipale, laureato in filosofia, che da qualche tempo ha deciso di cimentarsi con la scrittura di romanzi gialli.
Belva di Città è la sua ultima fatica, un noir ricco di suspense e di tensione, scritto in un linguaggio tirato, essenziale e senza fronzoli, che si snoda per i luoghi e le vie di una Bologna prevalentemente notturna, dalle atmosfere cupe e angoscianti, dove il tradizionale senso di accoglienza e di ospitalità della popolazione sembra essersi smarrito.
Secondo Fagnoni, pare che solo le forze dell’ordine, qui personificate magnificamente dalla figura del maresciallo dei carabinieri Greco, siano in grado di porre un argine non solo alla criminalità dilagante, ma anche al degrado del tessuto civile e dei rapporti umani. Greco e i suoi collaboratori, infatti, nella loro opera quotidiana, tentano costantemente di riannodare i fili di un senso di appartenenza alla città e al territorio che appaiono compromessi da una crescita economica che ha inaridito le fonti della convivenza civile.
In questo contesto, i soggetti già marginali, appartenenti a generazioni diverse di immigrati, vengono presi di mira da una banda di nazi skin composta da ragazzi fragili e facilmente manipolabili, e per ciò stesso capaci di sviluppare verso le proprie vittime una violenza bestiale e inarrestabile.
Dopo le prime trenta-quaranta pagine di carattere introduttivo, la narrazione spicca il volo con l’entrata in scena del grande manipolatore, il capo branco, e riesce a tenere il lettore con il fiato sospeso fino all’inquietante finale.

Belva di Città è edito da Eclissi Editrice.

mercoledì 22 dicembre 2010

Maresciallo antispaccio diventa protagonista di un romanzo.

Per comodità di lettura riporto l'articolo apparso su "Il Resto del Carlino" - Martedì 21 dicembre 2010

La storia un carabiniere vero in un libro scritto da un vigile

Mi sono ispirato al nucleo dell'Arma perché mi è capitato dì lavorare con quei ragazzi

L'autore è un vigile urbano, Massimo Fagnoni, e il protagonista del romanzo è un maresciallo dei carabinieri che i frequentatori dei vicoli del centro conoscono bene: quasi ogni notte, infatti, è in strada a caccia di spacciatori, col suo look alla Serpico che ben poco ha di militare. Fagnoni 50 anni, dopo il fortunato volume 'Bologna all'inferno', ha dato alle stampe con la “Eclissi editrice” una nuova storia dal titolo “Belva di città”.
Chi è la belva?
«E' un cattivo per eccellenza, uno psicotico che si aggira per Bologna e che si svelerà solo nel corso del romanzo».
E il cacciatore?
«Il protagonista è il maresciallo Greco del nucleo operativo dei carabinieri di Bologna, che coordina un gruppo di militari in borghese che indaga intorno agli omicidi che avvengono in città. Greco è il personaggio principale ma ogni componente della squadra investigativa ha un ruolo e un carattere precisi che crescono. Questo è il primo di una serie di sei romanzi che hanno come protagonista il nucleo operativo».
Quindi si tratta di personaggi reali.
«Mi sono ispirato al vero nucleo dei carabinieri bolognesi, poiché nel mio lavoro di poliziotto municipale mi è capitato e mi capita di lavorare con loro. Conosco davvero il maresciallo che ha ispirato il personaggio del leader. Le indagini, i nomi e la stessa sede del gruppo sono invece opera di fantasia».
Ma il diretto interessato lo sa?
«Il maresciallo in questione non è contrario ai miei romanzi, sa che si ispirano alla sua squadra, ma sa anche che sono soprattutto frutto dell'immaginazione. Spero solo che un giorno li legga».
Come è nota l'idea?
«Anni fa scrissi un racconto che inviai al “Carabiniere in giallo”, premio letterario organizzato dalla rivista “II carabiniere”. Il racconto s'intitolava “Pioggia sulla città” e, dovendo per forza inventare un investigatore dell'Arma, pensai al maresciallo che coordinava i carabinieri del nucleo operativo, in virtù del suo naturale carisma. Il mio racconto non arrivò neanche fra i primi 10, ma il personaggio mi piaceva e ho deciso di costruire una intera serie su di lui».

Enrico Barbetti

giovedì 16 dicembre 2010

Recensione di "Belva di città" sul sito Giallomania.


Ricevere complimenti fa sempre piacere ......
l'immagine è linkata.

Conoscevo Giallomania solo di fama, tutto ciò che è giallo è per me affascinante, contrasta con il nero della mia anima, illumina le notti grigio asfalto della città.

è la prima recensione, e penso sia sincera. grazie muy obrigado



sabato 4 dicembre 2010

Presentazione a Bentivoglio

Dopo le emozioni della Feltrinelli gioco in casa ... al centro culturale "Il Temporale" di Bentivoglio (Bologna).
I particolari nella locandina.

Si mangia ... dopo.
Offro io.
Vi aspetto

domenica 28 novembre 2010

Presentazione alla Feltrinelli


Finalmente entro alla Feltrinelli, luogo mitico per me,
dove trascorrevo ore durante i miei vagabondaggi
in fuga  dal liceo o dopo una manifestazione
e ogni volta che volevo perdermi nelle copertine dei libri.
Non è proprio la Feltrinelli sotto le due torri
 ma è quella di Via dei Mille
dove la notte escono per primi i nuovi quotidiani del giorno dopo.
Vi aspetto numerosi e speriamo che non nevichi.

martedì 16 novembre 2010

Prima presentazione di Belva di città

Ho sbagliato a segnare l'indirizzo della prima presentazione che si svolgerà
a Funo di Argelato

presso la Biblioteca Centro culturale
In via Don Pasti 80
alle ore 18,00
segue aperitivo con i vini della
cantina di Argelato




L'evento s' intitola aperitivo con l'autore e quindi forse si beve qualcosa in compagnia.
Io sarò accompagnato dal fido Piselli, collega e criminologo che leggerà brani scelti da lui.
Questa presentazione è per gli amici e colleghi che come me vivono nella bassa fra Bologna e Ferrara,  per i bolognesi anticipo che la settimana dopo ci sarà una molto cittadina presentazione alla Feltrinelli  ... segue locandina.


domenica 31 ottobre 2010

La ragazza del fiume

La ragazza del fiume l'ho scritto dopo il primo romanzo Bologna all'Inferno.
Doveva essere un racconto di 90 pagine per potere avere accesso a un premio letterario bolognese, il Premio Navile.
Chiaramente non ho vinto.
Oggi non partecipo più ai premi letterari, sono una perdita di tempo e spesso di denaro.
Questo romanzo breve l'ho spedito alla 0111 edizioni e hanno deciso di pubblicarmelo senza richiesta di contributi da parte mia.
E' un racconto che evoca le atmosfere leggere della campagna dove ho deciso di rifugiarmi.
E' un noir.
Il protagonista è ancora una volta Marco Belli agente della Municipale bolognese.

Il romanzo dovrebbe essere presto disponibile in ebook e sto cercando anche di preparare una versione audio.
Vi segnalo il link dove potrete leggerne uno stralcio e il link dove se volete potete acquistarlo online.

stralcio del romanzo

qui puoi acquistarlo

giovedì 28 ottobre 2010

Bologna all'inferno - Presentazione del libro alla Festa dell'Unità

Dopo lunga e travagliata gestazione
ecco finalmente una sintesi del video
di presentazione di "Bologna all'inferno"
alla Festa dell'Unità.
Per la cronaca l'evento si è svolto
domenica 5 settembre alle ore 18.00
come da programma.

La prima parte del video 
e la seconda parte

domenica 17 ottobre 2010

Bologna all'inferno - recensione del comandante Emiliano Bezzon


Recensione a "Bologna all'inferno ..." di Emiliano Bezzon ex comandante di Milano e direttore della rivista "Il vigile urbano"

Vigili e scrittori

Di Emiliano Bezzon

Chi pensa che i vigili urbani sappiano usare la penna (o il computer) solo per scrivere verbali, magari anche malamente ed in maniera sgrammaticata, deve ricredersi.

Già da qualche tempo alcuni agenti ed ufficiali si sono impegnati nella scrittura di romanzi: Francesco Delvino con "C'è bisogno di un caffè", Ildebrando Volpi con "Le regole d'oro" Fabrizio Candani, forse il più prolifico, con una serie di romanzi che hanno per protagonista il detective Bruno Kernel e, forse, altri ancora, che non ho avuto il piacere di conoscere o di leggere e con i quali mi scuso per questa mia mancanza.

mercoledì 13 ottobre 2010

Notte bianca della Bolognina contro degrado e disfacimento

Ultima presentazione per Bologna all'inferno?
Forse ... chissà.
In novembre arrivano i morti, il mio compleanno, la notte del Grande Cocomero e un  nuovo romanzo.

Io sarò in piazza dell'Unità 3 a Bologna ad attendervi nel freddo umido di Bologna, un pò come Linus nel campo dei cocomeri.
Io e il mio amico e criminologo Piselli vi racconteremo una Bologna diversa, notturna e minacciosa e magari ci avvicineremo pericolosamente alla realtà.
Come al solito vi aspetto.

domenica 26 settembre 2010

Bologna all'inferno. Villa Torchi, 1 ottobre


Mi hanno invitato gli amici e colleghi della Provinciale di Bologna, a uno di loro è piaciuto il romanzo. Non potevo mancare e quindi io e il fido Piselli saremo ancora una volta in pista alla storica festa dell'Unità di Villa Torchi luogo storico della prima periferia bolognese. Che altro dire vi aspetto! I particolari nella locandina.

venerdì 24 settembre 2010

La belva sta arrivando

Finalmente nel sito di Eclissi appare la cover definitiva del mio prossimo romanzo, il primo di una serie di 5 romanzi che hanno come protagonista il maresciallo Greco del nucleo operativo dei carabinieri di Bologna.
Abbiamo pensato alla data più opportuna per l'uscita del primo dei 5 romanzi:

 Novembre 2010.

Novembre è il mio mese preferito perché sono nato in quel mese, e perché è l'esplosione dell'autunno che nelle giornate buone  ha colori bellissimi.
Potete guardare la copertina definitiva e leggere la scheda della casa editrice.
Grazie mille a Eclissi per la fiducia e spero di portare fortuna a loro e a me stesso.

sabato 11 settembre 2010

presentazione a San Pietro In Casale


Dopo la presentazione alla Festa Provinciale dell'Unità di Bologna ho ricevuto l'invito per un'altra presentazione che si svolgerà nei giardini della Biblioteca di San Pietro in Casale, non potevo rifiutare, i miei romanzi si svolgono tutti fraBologna e la campagna che arriva fino a Ferrara da una parte e fino all'appennino tosco emiliano dall'altra, quindi è con entusiasmo che andrò con i miei amici a San Pietro.
Per chi non ha mai partecipato a una presentazione di Bologna all'inferno posso solo invitarvi a farmi compagnia, per gli affezionati mi fa sempre piacere vedervi.
Presto metterò in rete il filmato della presentazione di Bologna con l'aiuto indispensabile dell'amico Pier.




Ciao

domenica 1 agosto 2010

Presentazione di "Bologna all'inferno"

Domenica 5 settembre 2010 alle 18 circa, presenterò Bologna all'inferno alla grande Festa dell'Unità di Bologna, Via Stalingrado, Parco Nord.

Che dire ... è la festa che sancisce la fine dell'estate, in un lontano passato era la festa che annunciava gli impegni autunnali, lo studio, l'arrivo della nebbia, un altro inverno pesante da superare.
Oggi è solo un 'emozione in più, quella legata alla nostalgia che un tempo affogavo in un margarita al bar cubano. Non credo esista ancora quel bar al festival di fine estate,  fine della giovinezza e forse del sogno.
Se siete bolognesi, prima di andare a mangiare al porcino malefico o dove volete, passate dalla libreria Tempi Moderni, mi troverete con gli amici Andrea Piselli e Marco Piovella a raccontarvi il mio primo romanzo.
Vi aspetto

venerdì 23 luglio 2010

Una notte di qualche giorno fa mi sono alzato, ho acceso la televisione, sul canale Cinema Italia di Sky andava in onda Caro Diario, film che conosco bene.  Mi sono accontentato di rivedere l'episodio della passeggiata in Vespa per una Roma semideserta in un'estate del 93 o giù di li.

Ci sono diverse considerazioni che potrei fare sull' episodio dedicato a una Roma leggera, estiva, percorsa da Moretti su quella Vespa che per molti è diventata una icona, un logo da appiccicare sulle magliette, da spedire con le cartoline.
Ma devo accontentarmi di fare una citazione. Nel mio primo romanzo, Bologna all'inferno, cito il pensiero di Moretti relativo alla minoranza e alla maggiornaza delle persone e lo colloco in una delle prime scene drammatiche del romanzo:

Marco sta scendendo la collina che scivolando fra fango e sporcizia giunge fino al luogo dove si deve incontrare con Mohammed e sta pensando che sente scomoda e ingombrante la pistola sotto la maglietta estiva con disegnato sopra un Nanni Moretti che guida una vespa e sotto una delle frasi dei suoi film.
La citazione è famosa e anche senza leggerla è il motivo che gli ha fatto scegliere quella T-shirt: Sa cosa stavo pensando? Io stavo pensando una cosa molto triste, cioè che io, anche in una società più decente di questa, mi troverò sempre con una minoranza di persone. Marco odia le maggioranze, tutte, i popoli bue, le masse in movimento, i movimenti d’opinione e le frasi populiste. Non gli piace il popolo, lo spaventa, il popolo va allo stadio, segue i grandi avvenimenti televisivi, va a votare per persone che come lui odiano le maggioranze.


Quando feci quella scelta, circa 5 anni fa, non fu casuale. Quel film, e tutto ciò che ho sentito guardandolo, insieme a quel periodo della mia vita mi è rimasto attaccato dentro, complice la Vespa che mi ha portato in giro per Bologna dal 79 fino a 10 anni fa, complice la consapevolezza di una solitudine interiore che continua ad accompagnarmi e che accompagna i miei momenti più consapevoli.
Sono riuscito a parlare di un film che ho molto amato, sono riuscito anche a collegarlo a un mio libro e tutto grazie a una calda notte insonne.
Vi lascio infine con un piccolo assaggio di quel film.
Alla prossima


lunedì 12 luglio 2010

due facce, due blog

Da oggi due blog:
Il primo questo dove parlo senza troppi sensi di colpa dei miei scritti.
Il secondo dentro il grande calderone di Hotmag dove grazie a Paolo Roversi potrò parlare di altro.
Ho deciso quindi di continuare in quel blog il mio discorso sulla città che cambia.
Ma cambia davvero la città?

http://hotmag.it/imperfetta/

Il dominio

Ieri consigliato dal mio amico Pierangelo ho acquistato il dominio.
Chi non vorrebbe avere il dominio almeno una volta nella vita su qualcosa?
Io l'ho acquistato in rete e fra non molto il mio blog si chiamerà massimofagnoni.com.
Con la modica spesa di 12 dollari ho fatto il salto di qualità.  Che dire?
Pensavo fosse più caro  ma ormai tutto è deprezzato, oggi il dominio domani la mia anima chissà.

giovedì 8 luglio 2010

Belva di città

Nel sito della casa editrice Eclissi
compare già la scheda del libro
con tanto di cover.

Alla fine sarà diversa.

Pazienza!







Allego il link per i curiosi.
http://www.eclissieditrice.com/autore-massimo-fagnoni-19.html

domenica 4 luglio 2010

La tela nera

Oggi scopro che sono arrivato settimo
a un premio letterario, ma scherziamo?
Incredibile anche perché non mi ricordavo neanche
di avere inviato un racconto.
In realtà il racconto inviato è "pioggia sulla città"
dove per la prima volta in assoluto compare il maresciallo Greco protagonista di una serie di libri il primo dei quali uscirà grazie a Eclissi di Milano il prossimo autunno.
Quindi grazie mille alla Tela Nera
e lunga vita ai suoi premi letterari che sono oltretutto gratuiti.
Se dovessero pubblicare il racconto on line sarà mia cura inserire il link e per ora ecco il link dove si parla del premio ... grande emozione.






venerdì 2 luglio 2010

La città imperfetta


Eccomi a inventarmi un tema.
Oggi comincerò parlando in maniera doverosamente inattuale dell'ambiente nel quale vivo e nel quale si muovono i miei personaggi.
Non è come qualcuno potrebbe pensare una sorta di esplicitazione o spiegazione del perché scrivo o di cosa scrivo, ma semplicemente un cercare di chiarire a me stesso da dove nascono le storie, non solo quelle che riguardano il mio amico Marco Belli agente della municipale di Bologna ma tutte le storie che bene o male ci tocca affrontare ogni santo giorno.
Il primo tema che vorrei lanciare e sul quale mi piacerebbe potere avere uno scambio di idee con voi è l'habitat che ci circonda.
Marco Belli ad esempio lavora a Bologna, e vive in campagna come me e ogni tanto, raramente, va in vacanza.
Lui vorrebbe portare la sua donna in Sicilia sulle tracce di Montalbano, io mi accontento della Val D'Orcia terra meravigliosa e dorata, come potete notare nella foto che ho inserito nel post.
Domani tornerò nel capoluogo emiliano e ritroverò insieme a Belli la quotidianità di un lavoro di strada che concede poco spazio alla fantasia e in mezzo a  piccoli spazi di pensiero  invento storie, che permettono a Belli di vivere e respirare e a me di pensare a mondi diversi, possibili, magari più cupi e pericolosi, ma nei quali mi diverto a creare personaggi.
Ma la città nella quale viviamo, che sia Bologna, MIlano, Modena, Firenze, Napoli, Palermo, quanto è cambiata?
E' questo il tema del giorno.
Non lo chiedo a un sociologo, a un antropologo, a un criminologo, lo chiedo a voi eroi delle considerazioni inattuali come me, che siete costretti a vivere in luoghi inquinati, recintati, controllati da telecamere, affogati nelle zone a traffico limitato, ricattati dale esigenze di mercato,  dalle giornate a traffico alternato, o limitato o vietato.
Città dei grandi centri commerciali che sorgono come funghi o scompaiono come dopo un'implosione, dietro a fallimenti neanche annunciati.
Io partirei da qui dalla città imperfetta e per finire ve ne proporrei una perfetta anche se solo in disegno.
Vi attendo numerosi e curiosi a presto.