domenica 30 settembre 2012

la ricetta montalbano



Chi mi conosce dice che parlo così perché sono invidioso del suo successo.
Come si fa ad essere invidioso di un maestro?
Non posso che inchinarmi come un umile stalliere davanti a lui e al massimo strigliargli il cavallo, se me lo permetterà.
Camilleri non ha età, ha un cervello che funziona e funziona bene.
Ha inventato un genere, ha conosciuto Simenon e ha saputo apprendere ciò che era essenziale, è riuscito a carpire la genialità se mi permettete il termine.
Io da piccolo leggevo Maigret e amavo quello italiano con il grande Cervi, guardavo stupito quelle puntate così dense di professionalità, così umanizzate dall'interpretazione di Cervi con quella colonna sonora finale di Tenco con Maigret che si allontanava camminando lungo la sponda di un fiume (forse).
Io guardavo rapito, ma Camilleri era lo sceneggiatore (credo), due modi diversi di vivere un fenomeno.

Premesso ciò:
In vacanza ho letto in tre giorni tre Montalbano:
L'età del dubbio
La danza del gabbiano
La caccia al tesoro.

Avevo visto le tre riduzioni televisive molto aderenti al testo e questo è stato un errore, ma leggerli è stato un nuovo piacere, soprattutto perché mentre leggevo di arancini ero in Sicilia, proprio nel catanese e vicinissimo a Ibla.

I libri di Montalbano si leggono velocemente, più leggeri di una granita con la panna, ma avete mai analizzato il contenuto? Qualcuno ha mai scritto una tesi sulla ricetta geniale?  Misteriosa come quella della coca cola.

Lasciamo da parte la trama, e il giallo per un momento.
Parliamo dei personaggi, sono sempre uguali, coerenti, inossidabili, ti aspettano al varco come vecchi amici:
Catarella che non azzecca mai un nome, fedele e servizievole, una macchietta nella migliore tradizione italiana.
Augello, in eterno conflitto con Montalbano, sciupa femmine, poco professionale, simpatico.
Fazio, il braccio destro di Montalbano, onesto, intelligente, coraggioso, umano.
Gallo che guida come un pazzo.
il patologo sempre arrabbiato e scontroso, specie quando perde a carte al circolo.
Lattes che  non ha ancora capito la composizione familiare di Montalbano.
Il questore sempre contro il commissario.
etc etc etc

I personaggi si ripetono, cambiano le storie, le battute, i drammi, le femmine ( a proposito Livia, che non si riesce proprio a eliminare dalla serie), ma chi legge Montalbano continua a comprarlo e a leggerlo, come in una compulsione inevitabile.

Tutti i protagonisti e le comparse compongono la vera ricetta dei romanzi di Montalbano così intensamente da rendere la trama stessa quasi un accessorio e quelli come me che amano i protagonisti e i dialoghi e la composizione del cast, possono anche avere già visto la riduzione televisiva ma godranno ugualmente del dialetto italianizzato,  dei pranzi da Enzo, dei frigoriferi colmi delle prelibatezze di Adelina.
Cos'è il genio?

Guardavo il servizio sulla  Rowling e sui due milioni di copie vendute del suo nuovo romanzo, criticato e mortificato da molti, e ho pensato:
il genio è vendere due milioni di copie appena aprono le librerie, è inventare una ricetta come quella di Montalbano e saperla ripetere sempre uguale e sempre diversa, e divertire il pubblico.

Il genio è essere uno su mille, tutto il resto è invidia, come la mia.

sabato 29 settembre 2012

i libri delle vacanze



Sono partito per la magica Sicilia con tre Camilleri che non avevo letto:

L'età del dubbio
La danza del gabbiano
La caccia al tesoro.

Un romanzo di Philip K. Dick:

Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Un romanzo di Lansdale:

Sotto un cielo Cremisi

Un saggio di Baricco:

I barbari

Ero convinto di avere infilato nella mia piccola valigia / bagaglio a mano, anche
La svastica sul sole sempre del grande Dick.

Mi sbagliavo.

Ho letto tutto col pane, anzi in realtà fra una granita alle mandorle e un cannolo con la ricotta, fra una cena a base di arrosto di pesce (grigliata si dice da noi) o carne di cavallo, molto amata ad Avola e mi perdonino gli amanti di cavalli e animali in genere, molto buona.

Nei prossimi post parlerò delle mie letture, di Sicilia e di quello che mi verrà in mente, come al solito disponibile al confronto.
Se leggessi tanto quanto ho letto nelle ultime due settimane forse sarei uno scrittore migliore, o forse sarei solo più rilassato e gratificato.
Vacanza, vuoto, pulizia della mente, armonia fra il corpo e l'ambiente circostante, benessere e l'idea sempre più attraente di vivere in un qualsiasi sud del mondo, dove il sole scalda le giornate e i pensieri.

Ci si vede presto, qui come al solito.

Io quest'anno sono stato fortunato ho potuto godere di due settimane di paradiso, non posso lamentarmi.
sarebbe un vero delitto, tipicamente italiano.

mercoledì 12 settembre 2012

cieli di Sicilia




Ho aspettato tutta l'estate, ho  razionalizzato  meglio di Monti, ho promesso più di Passera, ho pianto più della Fornero e imprecato più di Grillo e di tutti i grillini, specialmente quando ho scoperto che il mio biglietto aereo era carta straccia, ho lavorato nel caldo umido e soffocante di una Bologna a metà strada fra la via Emilia e il West, ho presenziato a presentazioni disertate e ad altre entusiasmanti, ho iniziato un nuovo romanzo e forse in Sicilia continuerò a scriverne, carta e penna, alcune scene.
Ho letto libri belli e altri noiosi e adesso saluto l'allegra compagnia e vado via.
Porto con me il caldo soffocante di un'estate bolognese e una idea di mare come quella che vedete nella fotografia.
Lascio il blog in eredità al mio unico coautore, l'amico Pier, che se vorrà potrà fare incursioni almeno fino alla fine di settembre.
Un saluto all'amica Nadia e ai miei misteriosi e sporadici frequentatori.
Buon inizio scolastico a tutti i giovani virgulti.
Che bello, io la scuola l'ho finita da un pezzo e solo questo pensiero sa di vacanza, una di quelle senza fine.

domenica 9 settembre 2012

il commissario Nardone



Ieri sera ho visto la prima puntata della fiction made RAI1 Il commissario Nardone se cliccate sul link avrete qualche indiscrezione in più relativamente al personaggio che non conoscevo.
Questo commissario campano è esistito davvero e arrivato a Milano dopo un trasferimento creò la Squadra Mobile.
C'è la ricostruzione di una Milano 1946 e io amo particolarmente le ricostruzioni del passato prossimo perché viste da qui hanno un sapore buono come ricette perdute e ritrovate di un vivere che non esiste più.
C'erano i poliziotti con quelle divise ancora da esercito e tutti comandi, attenti e riposo, e se penso a certi poliziotti adesso mi scappa da ridere.
C'è il potere e quello è sempre lo stesso e questo Nardone, personaggio umano e intelligente, si scontra con i poteri forti, quelli di una Milano dopoguerra dove già la corruzione serpeggia e chi ha potere e denari può procurare la penicillina chi non può muore.
C'è la bella Giorgia Surina che ho avuto modo di apprezzare nella fiction con l'attore pugliese che lei chiama naso, Solfrizzi.
Lei mi piace da tutti i punti di vista e capisco di non essere obiettivo ma chi se ne frega.
Mi  piace Nardone perché è bello e bravo l'attore, perché è esistito davvero e la sua vita sarà stata sicuramente dura in un Italia del dopo guerra dove era da pazzi inventarsi una Squadra Mobile e cercare di migliorare la qualità delle indagini poliziesche.
Oggi c'è la scientifica, il Ris, le impronte digitali, le tracce ematiche, i riscontri genetici e una demotivazione da paura.
Allora c'era il dopo guerra, la voglia di ricominciare e lui era un poliziotto, uno vero, con cuore e attributi.
Sicuramente anche adesso ci sono in giro poliziotti, carabinieri e poliziotti locali coraggiosi e desiderosi del cambiamento, ma l'Italia dov'è andata a finire?
Ieri sera guardando quella Milano anni quaranta pensavo, forse sarebbe valsa la pena nascere vivere e morire in un periodo diverso.
Allora non c'era Facebook, internet, i telefonini, e questo blog ridicolo dove scrivo soprattutto per me.
Che peccato.
Però c'era una diversa aspettativa, e un Italia da ricostruire.
A volte la qualità della tua vita non dipende dal livello di progresso, ma semplicemente dal momento preciso che stai vivendo.
Io se non avessi tutto ciò che ho, forse sarei migliore e probabilmente più libero.
e voi?


sabato 8 settembre 2012

star trek 46 anni



Non ricordo quando io e i miei amici di allora cominciammo a guardare Star Trek, la serie molto classica con i personaggi mitici che potete ammirare in fotografia.
Doveva essere trasmessa su qualche canale trasversale come Montecarlo o forse era trasmessa dalla Rai non ricordo.
Ricordo che ci piaceva, era bellissima nella sua finzione di cartapesta, con i pianeti improbabili e il teletrasporto che permetteva ai nostri eroi di spostarsi dall'astronave per scendere sul pianeta di turno da salvare.


Il capitano dell'Enterprise era James T. Kirk (interpretato da William Shatner), coadiuvato dall'ufficiale scientifico Spock, un extraterrestre proveniente dal pianeta Vulcano (interpretato da Leonard Nimoy) e dall'ufficiale medico, il dottor Leonard McCoy detto "Bones" (interpretato da DeForest Kelley).


Di Kirk ricordo lo stomaco leggermente prominente dentro la tutina aderente che non sminuiva minimamnete il carisma, la generosità e il coraggio.
Di Spock, uno degli Spock meglio interpretati, ricordo la gelida intelligenza, le capacità matematiche, la razionalità esasperata.

Erano telefilm affascinanti, hanno creato un mito,  diventato un culto per milioni di persone.
Per me, che di miti non ne ho più da un pezzo, rappresenta un aggancio con la giovinezza quella della televisione in bianco e nero, della fantascienza priva di effetti speciali, degli amici con i quali commentare le puntate, come se fossero il prodotto culturale di una nuova filosofia di vita.

Buon compleanno Star Trek in volo con te nello spazio profondo, quello che un tempo, subito dopo il primo atterraggio sulla Luna, sembrava a un passo e che oggi invece, nonostante la televisone in 3D sembra davvero lontanissimo.

lunedì 3 settembre 2012

carnage



Carnage ,  

Tratto dall'opera teatrale Il dio del massacro, è un bel tentativo di Polanski di riproporre cinematograficamente la commedia in un contesto cinematografico.
Il cast è notevole, la brava Jodie Foster decisamente invecchiata e indurita, Kate Winslet famosa per Titanic e due pregevoli attori noti caratteristi americani.
Il problema di questo lavoro è che manca di vero pathos, le due coppie americane, una della piccola borghesia, l'altra più aggressiva e rampante, si trovano per cercare di dirimere un litigio fra i due figli adolescenti, e alla fine si lasciano andare a una sorta di terapia di gruppo corroborata da super alcolici e libero sfogo ai peggiori pensieri.
E' realistica la situazione?
Mi sarei trovato con i genitori del bambino che ha rotto due denti a mio figlio?
O mi sarei limitato a denunciarlo?
Il meglio e il peggio di due frustrate coppie americane di mezza età in questo film, dove la coppia viene definitivamante affossata, non c'è speranza all'interno del matrimonio, i figli sono solo piccole schegge impazzite e la vita è complicata e nevrotizzata dagli stessi strumenti che noi abbiamo inventato per facilitarla, come il cellulare per esempio.
Non c'è scampo in questo dramma  scritto da una francese, ma il vero dramma non scoppia davvero, si limita a quattro borghesi frustrati che si ubriacano in modo professionale vomitandosi addosso il reciproco disgusto.
Mi aspettavo di più dal vecchio Polanski.
Purtroppo non sempre i registi invecchiando danno il meglio e si vede.
Su Sky

domenica 2 settembre 2012

l'immortale



Un vero film d'azione l'immortale con un imperdibile Jean Reno.
La storia sembra nasca da un vero episodio che colpì l'opinione pubblica francese, il tentato omicidio di un esponente della mafia marsigliese sopravvissuto miracolosamente a 22 pallottole.
Il film è pieno di grandi attori francesi come puoi notare nella scheda linkata.
Lui è sempre il solito Leon, la faccia distrutta e martoriata dalle ferite della vita e causate dalla disumanità della sua carriera criminale.
Il personaggio è sempre in bilico fra l'uomo che ha sbagliato percorso e che fa di tutto per trovare la pace e il  criminale perduto.
Mi ha colpito l'affinità con il mio ultimo romanzo Cielo d'agosto, che nasce da una vicenda analoga e molto comune nella storia dell'uomo, la difficoltà quasi insormontabile di smettere di fare del male quando grande parte della tua vita è stata dedicata a quel tipo di progetto.
Anche il protagonista del mio romanzo cerca a tutti i costi di sfuggire al proprio passato ma ne rimane, nonostante tutti i suoi sforzi, vittima.
La morale?
Ma esiste una morale?
Forse è quella che non possiamo sfuggire al nostro destino, possiamo pentirci, chiedere perdono e sperare in una fine il meno possibile dolorosa.
Alla fine è più spietata la legge della malavita che quella dello Stato.
Lo Stato può perdonare e redimere.
La malavita può solo eliminare chi cerca di uscire dal gioco.
Il film lo trovate su Sky

sabato 1 settembre 2012

D'oro e del rosso



Dei cavalieri e delle armi.
Non so perché ma è il primo pensiero che affiora alla fine della lettura di questo pregevole romanzo storico.
Una delle cose che mi ha insegnato Braudel quando all'università preparavo l'esame di storia moderna è l'importanza della storia vissuta dentro la storia stessa, nei mercati veneziani o genovesi, nelle strade del tempo che fu, ascoltando i rumori, assaporando i sapori e gli odori.
In questo nuovo romanzo di Roberto Colombari, mio conterraneo, ci sono molti combattimenti, battaglie, sangue e odio, rancore e vendetta, una vera faida perpetrata nel tempo e nello spazio fra due famiglie locali.
Famiglie bolognesi di mille anni fa che incarnano sentimenti attuali e spesso condivisi.
L'uomo perpetua sé stesso, e distrugge, crea, ama e odia oggi come mille anni fa.
Il contesto invece è assai diverso e diversi i modi di combattere.
Bellissime le descrizioni delle battaglie, degli assedi, e la rivisitazione di alcuni momenti e personaggi storici conosciuti da tutti, come la grande Matilde di Canossa.
Per chi ama la storia vista da vicino e quasi annusabile nei suoi profumi e nei suoi afrori, per chi ama Bologna e le sue vicende ma non solo, ecco un romanzo da non perdere.

Editore Pendragon

se volete un'idea del romanzo vi lascio un brano su you tube

venerdì 31 agosto 2012

source code



Questa alla fine è la scena che prediligo del film denso di effetti speciali Source Code, interprete principale e davvero bravo Jake Gyllenhaal  che impersonava Donnie Darko, altro film culto, 

indimenticabile per me.

Questo è un film fantastico, nel senso, meglio chiarirlo subito, che

 non ha nulla a che fare con la realtà, se non in forma metaforica.

8 minuti per salvare un treno e una città e per cambiare la realtà.

Filone già sfruttato ma per me sempre seducente.

Perché se è folle piazzare una bomba in una stazione e noi 

bolognesi ne sappiamo qualcosa, è altrettanto folle pensare di 

tornare indietro nel tempo e cercare di scoprire il colpevole per 

evitare un'altra strage.


Quanto piacerebbe a me e a tanti miei concittadini avere avuto 

l'analoga possibilità del protagonista, quella di rivivere gli ultimi otto 

minuti prima dell'esplosione a piacere, per cercare di scoprire il 

vero responsabile.


In otto minuti può accadere di tutto e al protagonista accade di 

tutto, si innamora, muore, rinasce e scopre anche perché è finito in 

questo programma scientifico e altre cosucce che non vi svelo per 

non rovinarvi il finale.

E' abbastanza adrenalinico, è un giallo, è commovente è un gioco,

 uno di quelli che faccio con l'x- box, improbabile, emozionante, 

onirico.


Commovente la telefonata del protagonista con il padre.


su Sky.

domenica 26 agosto 2012

fuori orario



Tutto contento vedo che Sky in programmazione ha Fuori orario del grande Scorsese,  nel film appare un istante, particolare che avevo rimosso.
Convinco mia moglie a guardarlo con me promettendole un divertimento sicuro, fregandomene del fatto che il film nel 1985 mi aveva entusiasmato, solamente 27 anni prima.
Il tempo, amici miei logora quasi tutto, a volte è una grande medicina ma altre volte trasforma il vino in aceto, l'amore in abitudine, i film un tempo innovativi delle vere e proprie riprese al rallentatore.
Il film scorre in effetti con un ritmo che non ricordavo, rarefatto, evanescente, inconcludente e nel complesso poco divertente.
Che cosa è accaduto?
Forse il mio cervello in questi 27 anni non è solo invecchiato ma si è adeguato a ritmi diversi, abituandosi a un modo di fare cinema che poco a che fare con l'esperimento di Scorsese che gli valse il premio alla regia a Cannes.
Non tutti i film sono pietre miliari indimenticabili, come non tutte le canzoni rimangono impresse nella memoria.
Memorabile il pezzo iniziale del taxi, l'unico dove ho riso veramente di gusto.
Comunque da non perdere se non l'avete mai visto.


sabato 25 agosto 2012

the protector


Ecco una nuova eroina, che in realtà non conosco come attrice anche se Sky ne elenca alcune fiction che non ho mai seguito.
 The Protector, in questa nuova serie abbiamo la mamma detective, divorziata, due figli, un fratello dal passato burrascoso e tanti omicidi da risolvere.
Le prime due puntate si insinuano leggere in una fiacca programmazione estiva.
Non è una tipica bellezza o forse non è necessariamente abbastanza giovane per essere esclusivamente seducente.
Mentre la protagonista di Unforgettable era bella ma poco convincente con la sua storia personale e le sue incredibili capacità mnemoniche, l'eroina di questa nuova serie è soprattutto una donna, una brava poliziotta che cerca anche di fare la madre e di mandare avanti la baracca, fra conti da pagare e cattiva alimentazione.
Le prime due puntate sono piacevoli.
Ci vediamo come al solito a fine serie e domani pioverà, spero.

venerdì 24 agosto 2012

quel che resta del giorno



Ho rivisto dopo alcuni anni questo capolavoro del cinema inglese Quel che resta del giorno, rimando al link per i dettagli.
Un magistrale Anthony Hopkins, una grandissima Emma Thompson per un film del 1993.
Non vi parlerò troppo del film che è tanto britannico quanto perfetto nella sua coerenza stilistica.
Se non l'avete mai visto recuperatelo.
Voglio parlare del senso del dovere, di vite perdute e amori sacrificati.
Non vi è mai capitato di avere colto con lucida disperazione la consapevolezza di avere sprecato un'occasione unica che avrebbe cambiato la vostra vita?
Se non vi è mai capitato o siete molto fortunati o siete molto distratti.
Io ho perso molte occasioni e per fortuna mi sono ritrovato per strada ma non voglio parlare di me, argomento noioso, ma del film, e della grande emozione che riesce a donare in due ore e mezza.
Un uomo dalle grandi doti che le dedica con fanatica dedizione a servire qualcuno che non è nemmeno lontanamente alla sua altezza.
Un uomo che sacrifica tutta la  vita al suo lavoro, come ad una missione morale, per poi rendersi conto di avere sbagliato quasi tutto, ma non potendo fare altro che continuare fino alla fine nell'unica cosa veramente riuscita della sua vita. 
Questo personaggio è tanto doloroso e perfetto quanto distante dagli uomini del nostro tempo.
Un maggiordomo che adempie al compito con dedizione dettata da una etica indotta dall'educazione e dalla passione.
Già nel film compaiono i politici, i guerrafondai, gli economisti, uomini con lo spessore morale di una sottiletta e che hanno quasi distrutto l'Europa nel secolo passato.
Quegli uomini non imparano nulla dalla grandezza morale di un maggiordomo, lo chiamano buonuomo e lo sfottono per la sua ignoranza politica ed economica ma non possiedono l'unica vera virtù che farebbe di loro dei veri statisti, l'onestà e il senso del dovere.
Loro sono rimasti gli stessi, governano ancora con una logica tanto soggettiva quanto assolutamente amorale.
Spero solamente che fra noi ci siamo ancora molti Mr Stevens, con una eguale levatura morale e una maggiore capacità rivoluzionaria.

giovedì 23 agosto 2012

this must be the place



Non fatevi trarre in inganno dall'immagine che vi propongo che sicuramente avrà disorientato tanti ingenui come me.
Questo è un piccolo capolavoro di leggerezza e Sean Penn è da Oscar.
Lui è una rock star traumatizzato dalla sua stessa essenza, potrebbe essere un cantante dei Cure, o un qualsiasi uomo di successo anni 80, ma il personaggio è geniale, ebreo quanto basta, con una maschera invadente che lo accompagna per tutto il film, il passo strascicato di colui che ha provato tante cose e ha perso.
Un perdente di successo che si muove fra Europa e America alla ricerca di un senso qualsiasi.
Lui è il film, la fotografia perfetta, nitida , colorata, fa da sfondo, diversi attori, bravi caratteristi americani, fanno da contorno e il film ti entra dentro con  naturalezza.
L'obiettivo finale è solo apparente, trovare il carnefice del padre ebreo in campo di concentramento.
La spensieratezza è il sentimento che precede il supplizio.
Ma la frase geniale del film è l'intercalare del protagonista che è molto disturbato da qualcosa senza capire cosa effettivamente sia.
Un capolavoro.
Se ne sono accorti tutti?
Chi se ne frega.

martedì 21 agosto 2012

Heaven



Film d'estate, quando anche Sky, con quello che mi costa, arranca, fra trasmissioni di cucina, basta vi prego trasmissioni di cucina, non se ne può più ... e repliche di repliche e poca programmazione.
Sulla piattaforma dicono che Sky non ti abbandona d'estate, balle.
Torniamo a Heaven film di un regista che non conosco, Tom Tykwer basato sulla sceneggiatura di un altro regista  polacco, scomparso prematuramente Krzysztof Kieślowski  che non conosco.
Il film, ambientato fra Torino e la val D'Orcia, parte bene poi si spegne, come una candela sulla torta, prima del tempo.
Parte da una tragedia della follia, poco credibile, ma in questa epoca di grandi imbecilli a spasso, plausibile.
Una donna, la bella Cate Blanchett, decide di vendicare la morte del marito mettendo una bomba nell'ufficio del suo assassino, ma per sbaglio uccide 4 innocenti.
Diciamoci la verità, io scrivo noir, magari brutti, ma solitamente hanno una logica anche nella insensatezza dei personaggi, questa partenza di logico non ha nulla, se devo vendicarmi di uno e decido di ucciderlo non utilizzo una bomba, ma al di là della logica, questo regista polacco autore del famoso decalogo, del quale forse in gioventù ho visto, per sbaglio, una puntata, forse voleva andare al di là della semplice trama, scavare nei sentimenti dei personaggi, creare un'atmosfera surreale e a mio avviso non ci è riuscito.
Un ufficiale dei carabinieri, che fa ancora la pipì a letto, si innamora della omicida per caso e l'aiuta a fuggire in Toscana.
Che dire, qualcuno ha pagato per produrre questo film dalla bellissima fotografia, qualcuno avrà dovuto pagare la bellissima Cate Blanchett e lei deve avere trovato un motivo per impersonare la protagonista.
Rimane una Torino squadrata e vista da molto in alto, alcuni frammenti della Val D'Orcia veramente incantevoli e molti dubbi.
Ecco cosa capita quando in TV non c'è nulla ... nemmeno su Sky.

domenica 19 agosto 2012

Monti e le intercettazioni



Mi sfugge qualcosa, ma questo non doveva essere un governo tecnico? Questa mattina mi sono alzato presto per cercare un benzinaio che mi permettesse di pagare la benzina un euro e 69 centesimi, 
Da ottobre i nostri buoni pasto passano da 10 euro e sblisga a 7 euro.
Non ci stanno pagando gli straordinari e ogni giorno qualcuno paventa la possibilità del taglio alle tredicesime.
In questa situazione apocalittica Monti si permette, in un 'intervista a Tempi, di dichiarare che il governo interverrà per fermare gli abusi in tema di intercettazioni.
Ma di che abusi stanno parlando?
Monti pensa che a me e al resto del paese, quello che arranca giorno dopo giorno, interessi l'argomento?
Cosa sono le intercettazioni? Se non è roba per fare funzionare le nostre macchinette o per riempire il frigorifero a noi italiani non interessano.





L'altra dichiarazione che i giornali riportano è quella della Formero che dichiara:
salvato il paese, ora le imprese investano
Ma sta scherzando?
In zona Croce Coperta ( Bologna) le uniche imprese sopravvissute sono i magazzini dei cinesi.
Forse bisogna indicare alle imprese chi investire non cosa investire.
Salvato il paese?
Io non mi sento salvato, mi sento affossato, e voi?

sabato 18 agosto 2012

windjet volete i miei biglietti? Un affarone

Io sono un tipetto previdente, questo tipo di nevrosi tipicamente piccolo borghese l'ho ereditata dai miei genitori,  partivano sempre per tempo quando si trattava di un viaggio importante.
Nel tempo mi sono rilassato su molti fronti, ma visto che mi stanno rosicchiando lo stipendio ogni mese sono tornato ad essere molto previdente.
Prudentemente ho acquistato i miei biglietti aerei per la Sicilia i primi giorni di gennaio, quando il freddo da noi morde e punge.
E' arrivato il terremoto dalle mie parti e sono sopravvissuto, solo una crepa in cantina, e tutti mi hanno detto ti è andata bene, verissimo, sono un tipetto fortunato.
Poi adesso il terremoto siciliano sulle mie uniche stramaledette vacanze, sudate, pagate con la tredicesima, i risparmi  il salvadanaio e la disperazione.
Qui a Bologna si suda, molto, domani arriva Lucifero e mi portasse almeno un pò d'argent il vecchio satanasso.
Ora mi tocca acquistare di nuovo i maledetti biglietti e ringraziare molto Enac, Meridiana e la mia solita fortuna.
Di che ti lamenti almeno tu ci vai in vacanza ... mi dicono i miei colleghi, gente che di vacanze ne fa cinque l'anno magari pagate dai suoceri.
Ma hanno ragione, di che mi lamento.
Sono un tipetto fortunato.

mercoledì 15 agosto 2012

non siamo mica gli americani




Non siamo mica gli Americani 
che loro possono sparare agli Indiani 
VACCA gli Indiani.....


Texas: reagisce allo sfratto e spara su polizia e passanti uccidendo subito un agente.
Penso a quante volte ci è capitato di procedere all'esecuzione di uno sfratto o meglio a fare uscire un abusivo da un appartamento occupato, pensate se ogni volta ci trovassimo di fronte gente armata:

Romney, candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti si schiera, ecco una sua dichiarazione dopo la strage di Aurora:

Norme più rigide sul porto d'armi non avrebbero evitato la strage, secondo Romney, che ha parlato in un'intervista all'emittente Cnbc.
«Credo fermamente nel Secondo emendamento e non ritengo che nuove leggi possano fare la differenza in questo genere di tragedia. Leggi molto severe esistono ad Aurora ma la nostra sfida non sono le leggi ma le persone che commettono cose impensabili, inimmaginabili e inspiegabili».


Gli americani ... basta ascoltare questo esempio limpido di conservatorismo e nazionalismo da quattro soldi per capire che una parte della loro anima è ancora lì ferma sulla frontiera, mano sulla colt e sguardo fiero verso le grandi praterie.

Noi abbiamo leggi rigide nei confronti delle armi e considerando il farwest quotidiano italiano dove ti ammazzano per strada, come in Calabria, provate a immaginare una totale liberalizzazione dell'uso delle armi.
Mi vengono i brividi solo a pensarci.

Non siamo gli americani che loro possono sparare agli indiani ... per fortuna.


lunedì 13 agosto 2012

il fantasma del mio prossimo romanzo



Vagando per la rete in una pigra giornata di agosto trovo il mio prossimo romanzo, che nacque tre anni fa e in un certo senso ha avuto alcune fortunate intuizioni relative ai movimenti sovversivi italiani.
Non vi racconto altro perché il romanzo uscirà prima di Natale.  Dovrete comprarlo, regalarlo, prestarlo, pubblicizzarlo e non rubarlo, dopo mi toccherebbe arrestarvi perché anch'io sono uno sbirro, metropolitano, ma molto convenzionale, ve lo assicuro, tranne quando invento storie come questa.
Intanto nel link cliccabile potrete trovare il fantasma del mio futuro romanzo, un presagio di successo? Chissà. Per me è già miracoloso pubblicarlo, ma sono sicuro che chi mi apprezza come scrittore non potrà non amare il mio Figlio di un re, qualunque titolo avrà alla fine.

unilibro

domenica 12 agosto 2012

prime suspect



Se ho capito bene è finita la mini serie americana della quale avevo scritto con entusiasmo qualche mese fa e mi è piaciuta tutta, Maria Bello è completamente diversa dalla impareggiabile attrice inglese dell'omonima serie, ma proprio per questa differenza totale di stile e di ambientazione viene fuori alla grande, e mi piace da tutti i punti di vista.
La qualità maggiore della serie inglese/americana è sicuramente il realismo della vita di una centrale di polizia, il qutidiano di un distretto o della vita di strada che non si discosta molto dal vissuto degli attuali poliziotti locali italiani soprattutto al nord.
Poi ci sono le indagini concrete, veloci, crude, dove un caso lo risolvi con abilità ed esperienza, ma anche fortuna e coraggio.
Mi piacciono questi detective americani, un pò alcolisti, un pò disperati, ma sempre sul pezzo, perché alla fine la vita degli agenti è tutta racchiusa in questo loro lavoro che lascia poco spazio per la fantasia o voli pindarici.
Le affinità fra  finzione e la realtà sono palpabili, molte emozioni condivisibili, una realizzazione perfetta e una NY spettacolare.
Spero in una nuova serie di puntate e trovo poco nel panorama agostano che regga il confronto.

sabato 11 agosto 2012

Rambaldi la mia generazione ringrazia



L'Italia lo ricorda per i tre Oscar, molti lo collegano al famoso ET, io in realtà quando penso a Rambaldi respiro di nuovo un periodo nel quale esisteva ancora una speranza di crescita ed emersione creativa nel nostro paese, prima del 3d, prima della magia artificiale della computer grafica, prima della follia della speculazione finanziaria.
Rambaldi era un vero artista, un artigiano, sapeva inventare esseri meravigliosi che hanno incantato masse di bambini e adulti,  sapeva creare la magia con la cartapesta, una magia buona che potevi toccare con mano, e il suo lavoro sapeva di fatica, di professionalità vera di genio creativo e di un forte desiderio di farcela con le proprie forze.
In un universo di finzione e apparenza dove i cantanti vengono sfornati da trasmissioni televisive fittizie per poi scomparire in un mercato discografico tutto in rete ormai, fa tenerezza pensare come solo pochi anni fa esistessero personaggi come lui.
Grazie Rambaldi per il tuo stile e per la dimostrazione di come la professionalità quando è genuina paga sempre.