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domenica 17 luglio 2011
sabato 16 luglio 2011
il mistero dei numeri primi
Ieri sera ho cercato di guardare il film La solitudine dei numeri primi tratto dall'omonimo romanzo vincitore di uno Strega e di un Campiello.
Romanzo efficace, opera prima di un giovane, Paolo Giordano.
I due protagonisti perfetti nelle loro solitudini deviate e contorte si sfiorano e s'incontrano in una realtà parallela ostile e spietata che a sua volta appare come distorta e malvagia.
Il libro ha avuto un enorme successo, è piaciuto anche ai miei amici e a chi mi sta vicino e mi sopporta.
Devo essere sincero ho letto solo i primi due capitoli prima di decidere che potevo leggere altro.
Ieri sera ho cercato di affrontare il film che utilizzando una tecnica un pò confusiva, anche se originale, si muove fra balzi cronologici avanti e indietro nel tessuto della trama reggendo solo a tratti e grazie ai due bravi protagonisti.
La parte che prediligo è quella dell'esplosione del trauma iniziale, l'incidente sciistico e la scomparsa della gemella ritardata. Nel film la tensione è palpabile, il regista riesce a creare un suggestivo clima di attesa che per me è efficace e angosciante quanto necessario.
Detto ciò, anche nel caso del film ho cambiato canale sulla scena nella quale la protagonista chiede al protagonista di toglierle il tatuaggio della viola che ha sul fianco con un coccio di vetro.
Perché non mi è piaciuto?
Perché non mi ha convinto del tutto?
Mistero.
Il Mistero dei numeri primi.
Forse perché è e rimane un dramma borghese tanto lontano dalla realtà, forse perché per me la narrativa deve toccare altre corde per essere davvero seducente, chi può dirlo, forse per invidia e gelosia? Non lo so dovrei chiederlo al mio psichiatra, ma non ne possiedo uno personale.
Cosa fa di un romanzo come questo un caso letterario, un milione di copie vendute, diventando un film?
Altromistero.
Si accettano chiarimenti e delucidazioni.
venerdì 15 luglio 2011
editoria: promozione, distribuzione ... dissoluzione
Serata d'estate, grigliata di carne e chiacchiere in libertà nel giardino di casa di un collega.
Il collega mi presenta un suo amico di liceo, e brindando con un bicchiere di Pignoletto scopro che il suo ex compagno di classe lavora per una grande azienda che si occupa di promozione e distribuzione editoriale.
In vino veritas e lui mi racconta la sua verità o la sua opinione. Mi parla di una crisi strutturale dell'editoria italiana causata da troppi emergenti come me, troppi esordienti allo sbaraglio che con i loro risparmi arricchiscono case editrici che pubblicano a pagamento saturando un mercato editoriale che a fatica pubblica i grandi nomi.
Mi confida che oggi si vendono bene solo i libri di ricette di cucina, quelli che compri al supermercato davanti al banco dei salumi o i libri per bambini quelli con i quadretti da colorare.
Io rimango indeciso se ubriacarmi subito o dopo a casa e annuisco come un deficente davanti alla sua disarmante demolizione di sogni di gloria.
E' talmente diretto e tranquillo, come tutti gli uomini d'esperienza che quasi quasi gli credo.
Smaltita la sbornia da sabato sera in campagna mi siedo davanti al mio personal e penso che scrivere è e rimane attività individuale, si scrive per un bisogno, per un piacere, per una ricerca e per tutti i motivi che ognuno può decidere di abbracciare.
Ho in mente un progetto interessante per l'autunno e non rinuncerò perché il mercato è saturo.
Non ho mai pagato per pubblicare nulla tranne la tesi di laurea, per quella ho dovuto pagare il rilegatore.
Sono contro l'editoria a pagamento, ma detto fra noi ... credo che come al solito la causa dei nostri mali non sia da ricercare nei piccoli scrittori ma nella grande editoria, ma forse come al solito le mie sono considerazioni inattuali.
domenica 10 luglio 2011
Saldi di stagione: ultima presentazione per Belva di città
Tutte le cose belle hanno una fine e anche il ciclo di presentazioni del mio ultimo romanzo volge al termine.
Su gentile invito del Comune di Monghidoro potrete assistere alla presentazione di Belva di città
lunedì 18 luglio
ore 21,00
in Piazzetta Leone X
nel cuore di Monghidoro
Non credo ci sarà Gianni Morandi, ma sicuramente ci sarò io, l'autore.
A condurrel'evento il Consigliere Comunale Lorenzo Fazio
e l'amico Marco Piovella che leggerà alcune pagine del romanzo
Vi aspetto.
E' l'ultima presentazione, un peccato non esserci.
giovedì 7 luglio 2011
cavalli selvaggi
Ho appena terminato di leggere Cavalli selvaggi dello scrittore americano Cormac McCarthy l'ho letto in vacanza in Toscana che bene si adatta a paesaggi western e cavalli in libertà.
E' il primo della trilogia della frontiera e appena tornato a Bologna andrò a recuperare gli altri due nella bella biblioteca di Casalecchio.
Al momento è per me lo scrittore che maggiormente incarna la mia idea di romanzo, lo stile asciutto che solo in parte rimanda al grande Hemingway, la profonda immersione delle sue storie nella carne e nel sangue dei protagonisti fanno di questo scrittore ciò che mi piacerebbe realizzare nella mia carriera di inventore di novelle.
Non è solo una storia americana, non ci sono solo cavalli e grandi spazi, è un'esperienza diretta, cinematografica, sensoriale e profondamente emozionante.
La vita esce prepotente e reale dalle pagine e questi giovanissimi cowboys diventano piccoli eroi del nulla, eroi nell'arte della sopravvivenza nell' immenso di una natura a tratti ostile a tratti generosa.
Un romanzo che consiglierei a tutti, e che mi fa tornare forte il desiderio di scrivere, non per imitarlo ma per cercare uno stile mio che rispettosamente possa prendere anche il suo come modello.
giovedì 30 giugno 2011
ciao Gabriele
ciao volevo farti i complimenti per il libro belva di citta' mi ha rapito e in 2 giorni finito di leggere. i personaggi e gli avvenimenti sono unicamente frutto della fantasia, per me sembra una storia vera, troppe coincidenze con fatti e luoghi dove sono accadute cose simili .......ciao in bocca al lupo ps:chi ha disegnato la copertina del libro?
Gabriele
Ciao Gabriele sconosciuto.
è un'estate complicata e faticosa e i complimenti aiutano sempre a superarla se possibile in piedi.
Ti ringrazio per la tua e-mail, un solo problema non potevo risponderti perché nella tua e-mail che hai mandfato tramite il blog non c'era il tuo indirizzo quindi ti rispondo pubblicamente che non fa mai male.
Fatti inventati luoghi reali, e vita di strada di quella autentica che ogni giorno non concede sconti.
è uno dei vantaggi di fare il mio mestiere, un bel bagno di realtà quotidiana, e forse è l'unica cosa certa.
la copertina è del grande Claudio Trabucchi, collega, amico e pazzo amante dei fumetti come me.
Ti ricordo che belva di città è solo il primo di una saga di 5 romanzi dedicati a Greco e ai suoi carabinieri atipici.
Il prossimo forse uscirà sempre con Eclissi inverno 2011/2012.
Continua a seguirmi, non ti deluderò.
a proposito tu chi sei?
puoi rispondermi in e-mail ma questa volta lascia l'indirizzo.
ciao massimo
martedì 28 giugno 2011
Quel treno per Yuma
Serata estiva, libera e solitaria, decido di non scrivere, ho appena finito un romanzo e dovrei terminare una serie di racconti ma non mi decido a farlo (non amo i racconti).
In tv c'è quel treno per Yuma, Glenn Ford e un contadino onesto che sa usare la pistola e che ostinatamente lo vuole caricare su quel treno.
Un capolavoro.
C'è quasi tutto in questo piccolo cammeo del western d'annata, anno 1957, io sarei nato due anni dopo.
C'è il coraggio, quello vero, che non ostenta, non urla, non si vende, mi fa venire in mente il coraggio di certi nostri giudici uccisi dalla mafia, di certi poliziotti uccisi per averli difesi.
Non è vero che tutto è marcio.
Non è vero che adesso è peggio.
La vigliaccheria fa parte del nostro essere uomini.
Il coraggio, il senso del giusto o del dovere capitano ancora, capitano tutti i giorni.
Basta lavorare per strada e lo incontri.
Grande film, ti ordina di non mollare.
Lo consiglierei a tanti.
Regalatevelo in una serata estiva, magari vi ricorderà qualcosa di voi che pensavate di avere perduto.
venerdì 24 giugno 2011
Ciao ... Tenente Colombo
E' morto Peter Falk.
Era da tempo malato, paradossalmente l'aveva colpito l'Alzheimer, una malattia che aveva poco a che fare con il genio di quel trasandato tenente.
Perché per me Peter Falk era soprattutto il Tenente Colombo.
Una formula intelligente e rivoluzionaria nei gialli televisivi e non, il telefilm iniziava con l'assassino svelato agli spettatori, solitamente un freddo e astuto calcolatore che veniva regolarmente scoperto e inchiodato dallo sdrucito detective.
Colombo era, oltre ad un intelligente poliziotto, anche una sorta di riscatto marxista nel nostro arido quotidiano, perché solitamente con la sua vita approssimativa, una moglie misteriosa a casa, un cane e una povertà congenita, entrava, con il suo spolverino sgualcito, nelle ville dei ricconi e regolarmente riusciva a sbugiardarli, senza CSI, senza tracce ematiche o metodi fantascientifici solo con la logica e la psicologia dettata dal buon senso.
Solo un telefilm che rimane un pezzo di vita per un televisionamane come me.
Peter era morto da tempo, bravo attore, grande amico del più grande Cassavetes, inghiottito da una brutale malattia. Continuerà a farci compagnia nelle tristi serate estive, quando il palinsesto langue mentre i grandi della televisione sono altrove, lui sarà ancora lì a ripetere all'infinito il gioco del poliziotto buono, intelligente e scaltro che mangia chili e inchioda i cattivi ricconi di turno.
Una promessa di riscatto sociale, come al solito solo una favola.
Buon riposo Tenente Colombo.
mercoledì 22 giugno 2011
hotel patria di Mario Calabresi
il 20 giugno sera per caso ho visto l'inizio di Hotel Patria la nuova trasmissione condotta da Mario Calabresi. Non conosco questo giornalista anche se mi ricordo bene di suo padre, della sua storia.
Mi sono sintonizzato su Rai tre mentre andava in onda una bella canzone di Jovanotti tratta dal suo ultimo album che a me piace molto e poi un bel pugno nello stomaco, la testimonianza di una madre che ha perso la figlia e quasi tutta la famiglia a causa dell' amianto in una fabbrica di eternit di Casale Monferrato che ha contato 2000 vittime e 800 persone malate in uno dei processi più affollati della storia dell'amianto nel nostro paese.
La storia di una città sotto l'assedio spietato del terribile materiale che ancora oggi a distanza di 25 anni dalla chiusura della fabbrica continua a mietere vittime.
Ci vuole coraggio a sbattere certe verità in prima serata, ci vuole determinazione e lucidità.
Calabresi non lo conosco, l'ho già detto ma mi è piaciuta l'intervista asciutta alla madre coraggio e quel modo di condurre non retorico o ammiccante ma serio e preciso del giornalista capace.
Mi sbaglierò, ma Calabresi mi piace.
In mezzo a tanti giornalisti spaventosi è bello trovarne uno che non ha dimenticato cosa significa fare informazione.
sabato 18 giugno 2011
Santoro, Bologna, La Fiom
Santoro alla festa per i 110 anni della FIOM
Ne aveva bisogno la FIOM di Santoro, di Benigni, di Travaglio eccetera e eccetera?
Santoro in televisione ha ricordato al suo pubblico che suo padre era ferroviere.
Mio padre invece era operaio, una vita per la Weber, e non è un caso se ogni tanto la Weber torna nei miei romanzi, chi ha i genitori operai è un pò operaio tutta la vita, soprattutto quando la tua vita è condizionata dal loro stipendio.
Non era facile essere operai negli anni 60/70/80 e non lo è neanche adesso.
Tante volte sono sceso in piazza per loro e con loro, perché scendere in piazza per gli operai era scendere in piazza per i miei stessi interessi e perché allora ci credevo.
Adesso non scendo in piazza, non ne ho voglia e non ci sarei andato a Villa Angeletti per ascoltare i 45 minuti del bravo Travaglio o le solite battute di Benigni su Berlusconi o il breve ma significativo passaggio di Santoro.
L'unico motivo che poteva spingermi ad andare alla festa della FIOM poteva essere il forte legame che sento e che sentirò sempre per quella che un tempo era definita la classe operaia e che adesso forse è in un purgatorio molto lontano dal paradiso del bel film del 72 di Elio Petri con il grandissimo Volonté.
Non potevo esserci ieri sera perché ero ad un'altra festa dell'Unità per un mio romanzo.
Nonostante la mia latitanza, buona festa ai tanti operai che giustamente festeggiano la festa della FIOM.
Ai tempi nei quali mio padre faceva l'operaio, per me esisteva un solo sindacato la Federazione Impiegati Operai Metallurgici della CGIL e nel mio immaginario è ancora così.
giovedì 16 giugno 2011
Crozza e i referendum
Avete visto Ballarò il 14 giugno? Confesso che solitamente ascolto solo Crozza poi cambio canale, ieri sera ho rispettato il programma, ho ascoltato Crozza ho riso molto e l'ho anche invidiato.
Lui prende davvero a sberle i nostri politici, tutti senza eccezione poi torna dietro le quinte.
Ieri sera c'erano D'Alema e Di Pietro. Crozza è stato grande, come al solito.
Non credo riuscirei a sopportarlo in un intero spettacolo a teatro ma i cinque minuti di Ballarò sono fondamentali, un blob della satira politica, un bello scapaccione in diretta, l'intelligenza lucida per dire tutto ciò che noi italiani abbiamo nello stomaco e non possiamo mai dire ai nostri politici.
Per chi non l'ha visto eccolo di seguito:
Il resto della trasmissione non mi interessa, a un certo punto è spuntata anche la Polverini, la faccia pulita del Pdl, e ho cambiato definitivamente canale.
Lei ha detto che la politica è una cosa bellissima, certo per chi la fa e ci campa alla grande, per noi è bella quanto può esserlo un mal di pancia.
mercoledì 15 giugno 2011
Il caimano di Moretti
Roma è una grande città. ci sono stato in diverse occasioni, mi piace passeggiare per il centro storico, mi sarebbe piaciuto essere all'Auditorium di Roma per ascoltare Moretti che in maniera profetica si trasforma nel caimano del famoso film.
Moretti fa parte della mia vita come Gaber, due personaggi che mi hanno accompagnato fin dalla giovinezza.
Il regista ha fatto scelte di campo precise, ha preso una posizione ferma nei confronti dell'attuale regime politico e per molti versi mi sento vicino a lui, alle sue posizioni.
E' necessario parlare, dichiarare il proprio sconcerto di fronte a questa Italia, soprattutto ora che il paese sembra ridestarsi dopo un lungo periodo di letargo.
Ho riascoltato e rivisto l'ultima scena del Caimano e Moretti è talmente calato nel suo ruolo che si trasfigura.
Riesce davvero a compenetrarsi in quel personaggio che comunque rimarrà nella nostra storia politica come una delle tante contraddizioni irrisolte.
Per chi vuole rivedere la scena finale eccola di seguito : ultima scena
Ma la sinistra come ne esce da tutto questo pasticcio?
La sinistra non ha mai abbandonato le aule del potere e oggi sembra volersi prendere il merito del risultato referendario.
Sbaglia, molti hanno votato sì come il sottoscritto solo per urlare la propria stanchezza di fronte a chi ha abusato fin troppo del proprio potere e per chi come la sinistra ha continuato a permetterglielo.
In questa storia non ci sono vincitori, solo vinti e il dopo Caimano è tutto da inventare.
martedì 14 giugno 2011
Lady Gaga la nuova regina del business
Mi ricordo la prima volta che vidi Madonna, in un brutto video su Videomusic, avevo 24 anni e pensai che quella pischella avrebbe fatto strada, non mi è mai piaciuta, ho sempre pensato che fosse un bluff ma qualche sogno erotico almeno nel periodo del militare devo averlo fatto su di lei.
E Lady Gaga?
L'ho vista al telegiornale nella sua esibizione gratutita all'EuroPride sul quale mi astengo da qualsiasi commento.
Lei è andata lì per solidarietà ... certo ...
Lei è una guerriera dei diritti civili ... sicuro...
Si muove come uno spot pubblicitario incarnando un'idea plastificata di tragressione che a me fa solo sbadigliare, è meno erotica di un calzino bucato e forse saprà anche cantare ma per il resto che dire, l'ho notata ieri per caso e domani non ne parlerò più.
Lei non lascerà tracce, non segnerà il destino dell'umanità, resterà come una delle tante icone pubblicitarie, prodotto dei nostri tempi malati, costruita a tavolino da un vero e proprio esercito di professionisti.
La cantante può contare su un team di creativi, riuniti nella casa di produzione Haus of Gaga, che studia passo per passo tutte le mosse di marketing che stanno dietro ad ogni apparizione di Gaga: dai costumi, eccentrici, eccessivi e capaci di fare moda, fino alle acconciature e agli accessori.
Chi la utilizza per scopi propagandistici come è avvenuto qualche giorno fa a Roma fa bene, lei attira masse.
Ma passerà come tutte le cose effimere, non credo che fra quarant'anni si sentirà ancora una sua canzone per radio come accade invece con gli immortali Beatles, ma forse, come capita spesso, mi sbaglio ... e chi se ne frega, fra 40 anni non ci sarò per scoprirlo.
lunedì 13 giugno 2011
il mio nome era Dora Suarez
Ho terminato il mio terzo e ultimo libro di Derek Raymond, pseudonimo di Robert William Arthur Cook che a me piace di più ma non importa.
Ho letto la sua autobiografia che mi ha moderatamente entusiasmato.
Mi ha colpito molto la sua analisi del noir e il fatto che l'autore lo colleghi strettamente al tessuto sociale nel quale si sviluppa e il messaggio politico che emerge dal romanzo di genere.
Meno interessante la sua vita raccontata, la guerra e tutto il resto.
Come ho già scritto non mi è piaciuto per niente Incubo di strada, l'ho trovato stucchevole, ridondante, quasi poetico, e molto poco noir.
Dora Suarez, considerato il suo capolavoro, l'ho trovato interessante, mi sono piaciuti due momenti, la parte iniziale, dove si decrive il luogo del delitto e compare subito l'assassino e la parte finale, dove ( non svelo la trama) riemerge la figura dell'assassino e il confronto con colui che lo sta cacciando.
Interessante il personaggio di Dora Suarez, e la cura con la quale l'autore ha immerso occhi, mani e stomaco nell'orrore.
Detto ciò, non leggerò altri romanzi di questo autore, perché lo trovo lontano anni luce dalla mia idea di noir, e quindi o sono io che ho sbagliato tutto, o intendo questo genere letterario diverso, trovando nei suoi romanzi una sfumatura di nero, ma non la più interessante.
Lui persegue le profondità quelle senza speranza, ci mette l'anima e forse come dice ha rischiato in parte la sanità mentale nel tentativo, ma non mi entra dentro, non come altri autori lontanissimi da lui.
Consiglio questo Dora Suarez se non altro per avere un secondo e terzo parere, ma abbandono Derek ai suoi estimatori e torno a letture più vicine al mio modo di sentire.
domenica 12 giugno 2011
il Papa, i Rom e ... noi
Leggo dalla Stampa il Papa incontra i Rom mai più vessazioni nei loro confronti.
La Chiesa fa il suo dovere, e come cantava Gaber si rinnova per la nuova società, si rinnova per salvar l'umanità.
Non entro nel merito della sua secolare saggezza ma mi permetto di dire la mia.
Io li conosco i Rom, non tutti, non uno per uno, non ci mangio insieme, ma vi assicuro ne ho conosciuti molti.
Sono entrato di notte nei loro accampamenti prima di una piena per aiutarli a non farsi travolgere dal fiume insieme ad altri come me che erano lì per dovere e non per piacere, li incontro tutti i giorni per le strade di Bologna e ci parlo mentre mi tocca di identificarli , in Piazzola dove è altissimo il numero di borseggi.
Non mi è mai capitato di sentire uno di loro dire: voglio integrarmi ditemi dove firmare, voglio un appartamento e un lavoro e una scuola per i miei figli.
Forse a Bologna però passano solo i Rom più indipendenti e meno integrati ... forse.
sabato 11 giugno 2011
Aniene Guzzanti
Ho visto su Sky on demand la prima puntata di Aniene la nuova trasmissione di Corrado Guzzanti.
Si ride poco con Guzzanti , ma del resto chi ha voglia di ridere.
Meglio riflettere con un mezzo sorriso sulle nostre terrene sventure e Guzzanti ci riesce a farti riflettere con la leggerezza che lo contraddistingue dietro la quale si cela grande professionalità e un' impareggiabile arte del travestimento.
Guardando Guzzanti mi torna alla memoria il mitico Noschese.
Travestirsi, diventare un altro, calarsi in un personaggio fino a farti dimenticare chi lo sta interpretando, è arte difficile sia da realizzare che da coltivare.
Guzzanti ci riesce magistralmente ed ecco che dietro i microfoni della scena internazionale compare un ministro Frattini che non comprendendo l'inglese dei suoi interlocutori continua a rispondere yes a tutte le accuse dei giornalisti stranieri rivolte al governo italiano, fino a quando questi accorgendosi della sua ignoranza linguistica cominciano a prenderlo in giro.
Quel personaggio è davvero significativo.
In Europa ci vedono davvero così: ignoranti, sottomessi ad un regime politico dispotico e corrotto, ridicoli con i nostri limiti oggettivi e hanno ragione.
I personaggi sono tanti, tutti interessanti: il Papa che per disperazione si rivolge agli Dei, una Loggia massonica in disarmo, la festa per i 150 anni della mafia, etc.
Unica spalla di Guzzanti il fedele Marzocca bravo gregario.
In conclusione, identico commento riservato precedentemente alla sorella.
Per fortuna in Italia ci sono i Guzzanti, non saranno indispensabili ma almeno ci aiutano a sorridere delle nostre insormontabili disgrazie.
giovedì 9 giugno 2011
quando una recensione è sincera
Ricevo questa e-mail da un collega e amico e pubblico perché la pubblicità è l'anima del commercio e i complimenti sinceri non vanno sprecati:
Massimo,
E' passato circa un anno da che ti chiesi dove poter acquistare i Tuoi libri. Da quel dì sono rimasti ad impolverarsi sul comodino della mia camera da letto, sovrastati da "è facile smettere di fumare se sai come farlo".
Ieri casualmente, ho iniziato a leggere "La ragazza del fiume". Ti premetto che mi piace molto leggere ma per pigrizia, celata dalla mancanza di tempo, era parecchio tempo che non affrontavo un libro. L'unica cosa che avevo percepito dei Tuoi romanzi erano i brani letti alle presentazioni alle quali ho assistito, narrati da un improbabile Carlo Del Percio e da un professionista come Andrea Piselli.
Leggendo la tua prima opera, mi sono immerso in luoghi che conosco bene, da Te descritti magistralmente e sono stato assorbito dall'avvincente fluidità delle tue parole scritte.
Insomma in circa due ore ho spazzolato "la ragazza del fiume" per poi dedicarmi fino alla mezzanotte di ieri a "Belva di Città" tutto di un fiato..
Oggi si riparte con "Bologna all'inferno" e se l'effetto è quello prodotto dagli altri due libri non credo che mi alzerò dal divano se non per urgenti ed iprocrastinabili esigenze fisiche.
Dato però che questo è l'ultimo che mi rimane da leggere... vedi di sbrigarti con il prossimo lavoro..
Max.. complimenti sinceri. Sono contento di averti conosciuto un pò più da vicino rispetto ai furtivi ciao mentre piantonavamo qualche imbecille in attesa dell'AFIS
Claudio, un tuo Collega della Municipale
mercoledì 8 giugno 2011
presentazione festa dell'unità villa torchi
Penultima presentazione di Belva di città, credo e spero.
Sono parecchi mesi che porto in giro la creatura ed è giusto che ogni cosa finisca.
In teoria dovrei presentare il mio ultimo romanzo anche il prossimo mese, ma come mi ricorda saggiamente un collega dell'infortunistica, se ci arrivo al prossimo mese.
In conclusione se non avete mai assistito ad una presentazione del bravo Piselli criminologo e collega, e se vi piace la buona cucina non potete perdervi questo appuntameto, le coordinate le trovate sulla locandina all'inizio del post.
Per gli altri ... buona estate
lunedì 6 giugno 2011
Vilipendio Guzzanti
Domenica pomeriggio, reduce da un periodo pesante mi rilasso davanti a Comedy Center e mi lascio prendere dallo spettacolo della Guzzanti: Vilipendio.
Premessa la Guzzanti non mi fa ridere, mai accaduto, a differenza del fratello che trovo a tratti irresistibile.
Non condivido neppure la sua risolutezza, la determinazione e tutte le sue idee, ho molti più dubbi di lei sul mondo, la realtà, il cosiddetto sistema.
Quando attacca Pasolini con la famosa citazione sui poliziotti proletari di Valle Giulia dicendo che era meglio essere studenti che poliziotti, come se fosse a volte possibile operare una scelta, davvero la ritrovo ad anni luce.
Però e c'è un però ... averne di Sabina Guzzanti nel nostro povero paesello, con la sua forza, il coraggio delle idee, la sua capacità di trasmetterle, e l'intelligenza lucida, tagliente come un coltello.
Lei affonda dove fa più male e non risparmia nessuno né destra, né sinistra.
Anche se non condivido molte delle cose che pensa, è importante che ci siano intellettuali come lei, con quella energia pulita e lo sguardo fiero e allucinato di chi crede di avere ragione.
Brava, come un Don Chisciotte al femminile, spero riuscirà ad abbatterne almeno uno dei nostri mostruosi mulini a vento, o almeno che non le impediscano mai di parlare.
Democrazia è ammettere nella diversità il pensiero dell'altro, o almeno credo.
giovedì 2 giugno 2011
Dexter fine stagione ... una sottile malinconia mi coglie di sorpresa
E' terminata da poco la quinta stagione di Dexter con il bravo Michael C. Hall a interpretare il ruolo di uno psicotico tecnico della scientifica di Miami con la passione per i serial Killer.
Seguo la serie dal suo esordio su FX piattaforma sky.
E' la mia fiction preferita, perché?
Tanti motivi, il ritmo, l'idea, i personaggi e soprattutto lui, tanto cattivo quanto giusto.
Una sorta di idealizzazione dell'eroe negativo.
Un inno al'individualità, per me stile di vita, nonostante tutto.
Anch'io spesso mi sento solo, quando scrivo, quando corro e quando rifletto sul mondo con pensieri che difficilmente potrei condividere.
Dexter è l' esplicitazione dei pensieri oscuri, un'uscita dallo specchio della nostra coscienza farcita di luoghi comuni, buonismo, ipocrisia.
Mi piace, è terapeutico, difficilmente uccide per sbaglio e le sue vittime sono i carnefici che solitamente rimangono impuniti nella realtà.
Nel frattempo l'attore si è ammalato di cancro.
Spero vinca questa battaglia.
A volte la realtà irrompe brutalmente nella nostra vita entra nei nostri passatempi preferiti, scombina le carte in tavola,in questo caso trasforma l'invulnerabile Dexter Morgan in un normale essere umano.
In bocca al lupo Dexter/Michael, stupiscici, come saprebbe fare il tuo alter ego.
Intanto io rimango in attesa della sesta serie che mi accompagna nei gelidi inverni della bassa.
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