domenica 12 febbraio 2023

la morte nell'era dei social


 

Lo so che pochi apriranno questa porta, ma questa sera non scrivo per voi, solo per me.

Ieri è morta una persona fondamentale negli ultimi diciotto anni della mia vita, e non era di famiglia quindi non conosco i suoi familiari, le volevo bene ma non eravamo abbastanza intimi per poterle dire addio.

Di lei non mi rimarrà nemmeno un'immagine, perché era la meno "social" che conosco, nonostante non fosse anziana.

Era una grande persona, generosa, altruista, amava il suo lavoro e lo faceva in maniera egregia, era la quintessenza della professionalità e adesso è scomparsa, uscita dalla mia vita senza permettermi di dirle addio.

Io se domani dovessi morire lascerei in rete immagini, fotografie, video, tantissimi, ma se dovessi cercare una traccia di me, non la cercherei, perché io valevo meno di un'unghia di quella persona.

Nell'epoca dei social lasciamo tracce ovunque come lumache la loro bava, ma sono quasi sempre tracce di nulla.

Coincidenza vuole che il romanzo in cantiere era ispirato proprio a lei, e le avevo raccontato anche l'idea, lei ne aveva riso e alla fine glielo avrei donato, come tutti gli altri, perché era il minimo per ringraziarla della sua semplice esistenza votata agli altri.

Questa sera scrivo per lei e non la nominerò, scrivo per me, perché il dolore è merce rara nella nostra era e da qualche parte deve uscire per non schiacciarti.

Che la terra ti sia lieve.



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