venerdì 9 gennaio 2015

Parigi ... i nostri morti


E’ morta mentre stava imparando il mestiere che sognava di fare.
Clarissa Jean-Philippe aveva 27 anni e stava facendo il tirocinio da vigilessa da 15 giorni. 
Ieri ha perso la vita nella sparatoria di Montrouge, nella periferia sud di Parigi.
L’omicida, descritto come «un uomo con la testa rasata, e con indosso un giubbotto antiproiettile», aveva la pistola, Clarissa no.
A Parigi in poche ore sono esplose numerose contraddizioni, ma io come al solito cercherò di stare al di sopra dei commenti, delle idee geniali per risolvere  i conflitti culturali e religiosi, delle strategie dall'integrazione a tutti i costi alla ghigliottina.

Io oggi sto con lei con Clarissa.
Sto con lui con Ahmed.



Entrambi stranieri entrambi morti sulla strada nella quale lavoravano e morti per permettere a tutti di godere del diritto di avere un'opinione fosse anche diversa dalla loro e non pensate che non pianga per tutti gli altri, vittime innocenti, ma quando uccidono uno di noi, uno che fa il mio mestiere,  che magari anche in Francia è considerato un macina multe, o un agente del traffico, quando uccidono una divisa uguale alla mia  svaniscono le differenze, si sciolgono le ambiguità, oggi, in questo momento,  non siamo più impiegati erroneamente armati, ma professionisti che rischiano la vita per difendere il principio della legalità in Francia come in Italia, come in America.

Questi due eroi della quotidianità falciati come ostacoli sacrificabili siamo noi, e domani potrebbe capitare anche qui, su un incidente stradale che diventa improvvisamente un agguato.
Quando si renderanno conto nel nostro paese che anche noi siamo importanti nel gioco delle parti là fuori dove le contraddizioni sociali stanno esplodendo e se ne fregano se il nostro paese non vuole fare il salto di qualità?

Oggi siamo in lutto, perché uccidendo  Clarissa e Ahmed hanno ucciso due colleghi
e non dobbiamo dimenticarli, non dobbiamo lasciarli indietro.




5 commenti:

Marcello Spisni ha detto...

Anch'io in questi giorni firmo le mie e-mail con Je suis Clarissa, Je suis Ahmed, e quindi non posso che condividere quanto hai scritto. Non approvo però la scelta di mettere la foto di Ahmed quando viene ucciso. L'abbiamo visto tutti questo orrore, e non scomparirà MAI dalla rete, dolore perenne per i suoi cari, ma dobbiamo essere proprio noi a replicarlo?
Marcello

Massimo Fagnoni ha detto...

in realtà la fotografia è estrapolata da un articolo web dove le due immagini erano unite insieme, sono d'accordo però per me la cosa importante era mostrare la sua faccia sorridente non il momento della sua esecuzione

Massimo Fagnoni ha detto...

good morning and thank you for you message which brings warmness in ouir hearts.
Excuse moi, but I don't understand italian,, maybe can we speak, and write in english.
I transmit your words to my colleagues.
Have a good week

Claude CHOPLIN
Secrétaire Général Fédéral
FPIP-Eurocop

Massimo Fagnoni ha detto...

Bonsoir, merci beaucoup pour ce soutien et cet hommage!
Très chaleureusement


CHAMPION Bruno
Secrétaire Général Adjoint National
Suivi des relations avec les Ministères
Responsable de la Commission Nationale Police Municipale

Massimo Fagnoni ha detto...

ho riportato il commento di alcuni colleghi francesi, finalmente usciamo una volta tanto dal nostro recinto provinciale