venerdì 10 aprile 2015

ultimo giro di bozza








E poi alla fine riscopro uno dei momenti più divertenti dello scrivere, quello che precede l'uscita del romanzo.
Mi chiama l'editor della casa editrice che conosco da anni, e la cosa bella è la confidenza che nel tempo si instaura con le persone che collaborano con lo scrittore per la migliore realizzazione possibile del suo lavoro.
Non so se sono io fortunato ad avere sempre collaborato con case editrici serie che amano il proprio mestiere, o se tutte le case editrici sono così, fatto sta che la conversazione telefonica fra me e l'editor dura circa una mezz'ora e per la prima volta una persona mi racconta cosa ne pensa del mio romanzo, mi dice che gli piace, e non è un complimento di convenienza o una concessione che ti può fare un amico per non dispiacerti, il suo è un parere tecnico, mi dice che la storia regge, funziona, buona l'ambientazione, credibili i dialoghi, potrebbe piacere a un pubblico giovanile, scivola bene, mai noioso.
Ringrazio e poi parliamo di alcune cose da mettere a punto, mi dice cosa secondo lui c'è da migliorare, cosa da limare, ridiamo parlando della trama, della mia trama, della mia invenzione e condivido, con questa persona che conosco solo attraverso il nostro comune lavoro, la mia invenzione, mi stupisco come ogni volta della mia creatività, di un mondo inventato che mi è sfuggito di mano diventando autonomo, misterioso, autosufficiente.
Alla fine ci lasciamo con i compiti rispettivi da portare a termine, devo rimmeterci le mani perché ci sono le utlime correzioni da fare, refusi da eliminare, bozze da controllare, copertine da definire e mi rendo conto che non sono solo, non  sono più solo in questa fase, ho trovato dei complici e comunque vada a finire il mio romanzo questo rimarrà probabilmente il momento più divertente, l'approvazione del mio editor, la  certezza di avere scritto un buon lavoro, il prepotente desiderio di vederlo in libreria, e la consapevolezza di essere un privilegiato.
E tutto il resto, il lavoro che mi permette di campare, la paura di invecchiare, gli acciacchi quotidiani, la crisi economica, insomma tutti i pensieri più fastidiosi finiscono all'angolo e per qualche ora sono mi sento quasi appagato, quasi definitivo, come un buon libro di carta in una biblioteca senza tempo.

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