sabato 5 gennaio 2013

Il quinto elemento



Ho rivisto il quinto elemento film del 1997 del regista francese Luc Besson e interpretato oltre che da Bruce Willis, che a me piace molto, anche dalla bellissima Milla Jovovic.
Considerando che è un film del 1997 rimango ancora incantato davanti alla sua realizzazione, forse Besson è uno dei registi francesi più vicini alla capacità tutta americana di creare mondi e portarli al cinema.
Non è un caso se il protagonista maschile si chiama Bruce Willis, che anche in questo caso è uomo d'azione ma con un passo diverso dal solito, un'inaspettata dolcezza, anche perché incontra sul suo cammino un quinto elemento davvero irresistibile.
Non so perché, ma nella mia personale classifica di attrici femminili non avevo mai collocato questa bellissima attrice americana con origini serbe/ucraine.
Definita la perfezione nel film, incarna in quel momento della sua carriera cinematografica un vero gioiello estetico che unito al personaggio puro del film ne esce con una potenza inaspettata.
Non a caso Besson decise di innamorarsi di lei durante le riprese, matrimonio velocissimo naufragato neanche due anni dopo.
Ma al di là del gossip, è un film profetico, altro che Maya.
Il nostro destino è nelle nostre mani, la terra, nel film, deve essere salvata da una minaccia esterna, ma la scena più convincente è quella di Leeloo mentre piange apprendendo la nostra storia relativa alla parola war.
E dentro quei frammenti velocissimi passa tutto, dai lager nazisti alla minaccia nucleare.
Noi esseri umani non siamo pacifici, non è nel nostro DNA,  cerchiamo di raccontarcela la favola dell'amore universale, ma là fuori, nel mondo, continuano ad ammazzarsi allegramente.
Infatti il quinto elemento è indeciso, vale la pena salvarla la terra? E' infestata dall'uomo e dove c'è l'uomo c'è guerra, violenza e sopraffazione.
Alla fine trionfa l'amore, ma è solo un film.

3 commenti:

Lorenzo Fazio ha detto...

Bellissimo post dedicato a un grandissimo film Massimo.
Tra l'altro ci terrei a ricordare anche le splendide interpretazioni di un pazzoide Chris Tucker e dell'immenso Gary Oldman nella parte di Zorg. Uno dei miei film preferiti di sempre.

Massimo Fagnoni ha detto...

Anche Oldman come pazzia non scherza, inoltre è misterioso come rivedendo un film spuntino frammenti sconosciuti come appunto Tucker, incredibile la sua interpretazione, che appare nel film canticchiando all night long, uno schiafffo di nostalgia per uno dei brani più ballati dal sottoscritto nel lontano 1984

Nadia ha detto...

Uno dei miei film preferiti che non mi stanco mai di riguardare. Un vero e proprio tripudio alla stupidità umana che tu hai saputo centrare benissimo: "ma la scena più convincente è quella di Leeloo mentre piange apprendendo la nostra storia relativa alla parola war."
Il concerto della cantante mi ha affascinato.