venerdì 6 marzo 2026

Qualcuno era comunista


 

Da quando il governo attuale si è insediato il linguaggio è mutato.

Da destra i cattivi maestri si dilettano a saltare scandendo chi non salta comunista è, poi è di moda il termine zecche comuniste e tutta una serie di offese indirizzate genericamente alla sinistra, ai comici  che hanno il coraggio di continuare il loro lavoro contro l'attuale potere, come da sempre è stato.

Si attaccano i giornalisti che si occupano di contro informazione in un sistema di comunicazione di massa dominato dall'attuale potere imperante .

Nella massa di leoni da tastiera che su Tik Tok mi offendono per i miei contributi l'offesa più frequente è zecca comunista, o voi comunisti.

Siamo di nuovo di fronte a propaganda.

Io ero comunista, molto tempo fa e le ragioni le lascio recitare a uno che sapeva fare contro informazione vera il grande Gaber.

Il comunismo in Italia non esiste più.

Il Partito Comunista Italiano si è sciolto il 3 febbraio 1991 nella mia città, alla Bolognina, dove ho vissuto e lavorato per molti anni.

Adesso c'è il Partito Democratico che è la cosa più lontana dal comunismo che possa esistere, con all'interno più ex democristiani, probabilmente che ex comunisti.

Il movimento 5 stelle non è sicuramente comunista e neppure  Alleanza verdi e sinistra è comunista.

Perché allora questo odio? Questa continua esigenza di attaccare un nemico inesistente?

Non mi spaventano i politici, loro fanno il mestiere per il quale sono profumatamente pagati.

Mi spaventa la folla ignorante e spesso anonima che affolla la rete e che odia così per frustrazione, non per scelta.

I regimi nascono nell'ignoranza e nella feroce stupidità delle masse.

Spero non sia nuovamente l'inizio di un periodo nefasto  per il nostro sgangherato paese.


venerdì 27 febbraio 2026

Dalle olimpiadi a Sanremo le nostre vetrine più importanti


 


Non ho guardato le olimpiadi sulla neve, se non per caso, di passaggio, per pochi minuti, costretto a volte dagli eventi.

Non sto guardando Sanremo, non dico di non avere mai guardato la famosa kermesse italica, ma quest'anno si annunciava particolarmente cupa e quindi ho deciso di saltarla a piè pari.

Non perderò tempo sottolineando aspetti economici o politici. 

Le olimpiadi tanto propagandate come orgoglio nazionale quanto bene avranno portato nelle tasche della povera gente, quella che paga le tasse intendo?

Sanremo vetrina della sempre più deludente musica italiana quale conforto reca a una popolazione sfiancata da tasse e balzelli?

Io guardo così mi distraggo.

Questa potrebbe essere la risposta dell'italiano medio, quello che ascolta le "verità" dei telegiornali di Stato e ha l'abbonamento fisso allo stadio.

Ma perché è necessario distrarsi.

Credo che mai come ora sia necessario concentrarsi, informarsi, leggere, spalancare gli occhi e imparare a difendersi, con le armi della democrazia, in un uno dei momenti più cupi del secolo appena iniziato, dove vedo solo nuvole nere all'orizzonte.

Al termine di questa settimana anche Conti sarà archiviato con uno spettacolo che , leggo, ha avuto un indice di ascolti in ribasso, ma sempre, a mio avviso, troppo alto.

Spero che dalla prossima settimana si torni alla normalità e  che gli italiani ritrovino la lucidità per concentrarsi sulla realtà vera, quella che ci costringe a fare i salti mortali per arrivare alla fine del mese.

domenica 22 febbraio 2026

nonni ... una nuova frontiera


 


I miei nonni li ho solo intravisti, i due nonni sono morti molto prima che io nascessi, le mie nonne le ricordo appena, vivevano lontano da me, una era sempre malata, la ricordo costantemente allettata.

Mi mancava la cultura dei nonni, la consapevolezza del ruolo, l'importanza della sua partecipazione alla vita di figli e nipoti.

Sono nonno di una bambina fantastica che vedo poco per motivi logistici, ma che amo istintivamente, carne della mia carne, sangue del mio sangue e tutte quelle componenti genetico/affettive che indipendentemente dalla frequentazione mi portano pensare a lei come persona importante del mio presente.

Sono nonno acquisito di un bambino più piccolo che è entrato come un uragano nella nostra vita familiare portandomi una tale ondata di emozioni e incombenze da farmi sentire di nuovo giovane.

Com'ero come padre?

Non lo ricordo più, solo frammenti.

Ero sicuramente attento, cambiavo molti pannolini e vivevo il mio tempo di padre, fino a quando è stato possibile, gattonando e accudendo, amando incondizionatamente e accompagnando.

Fare i genitori di un bambino piccolo è incredibile e faticoso, perché devi incastrare la tua nuova realtà fra lavoro, mutuo, preoccupazioni e notti insonni, in uno stato sociale sempre più disgregato e iniquo.

Essere nonni invece ti lascia parte dell'accudimento togliendoti le notti insonni e tutte le preoccupazioni sociali.

Diventa quasi un gioco, faticoso ed entusiasmante.


I nonni spesso sostituiscono i nidi che non ci sono o che sono troppo cari (900 euro al mese alcune realtà emiliane), i nonni supportano i figli, amano incondizionatamente e quando sono in pensione e in salute possono essere preziosi.

Lo Stato dovrebbe riconoscere la nostra importanza sociale, ma parliamo di niente.

Ho scoperto che invecchiando posso tornare bambino, riscoprendo fino alla nausea le canzoni dello zecchino, imparando di nuovo l'arte dell'intrattenimento fra canzoncine stonate e versi infantili e giochi e scoperte, fra i primi suoni e i sorrisi di un esserino che ti guarda sempre un po' perplesso, indeciso ancora fra l'amore e la diffidenza.

Nonni godiamoci i nostri nipoti, cresceranno in un battito di ciglia e noi saremo altrove, il presente diventa davvero essenziale in questo nuovo gioco.

Un nuovo gioco d'amore senza chiedere nulla in cambio.

lunedì 16 febbraio 2026

Universe ... verso la fine del ciclo vitale delle stelle


 


Ho iniziato a vedere questa serie di documentari targati BBC che raccontano la storia e la vita dell'universo.

Intervengono diversi astrofisici, con i loro corpi e il loro linguaggio così scientifico e distante da qualsiasi rotta.

Sono scienziati, divulgatori, così distanti dagli stereotipi comuni degli umani che ci circondano, vivono in un universo a parte, o almeno mi piace immaginarli così, concentrati sui loro sogni, sui loro studi.

Uno di questi, non giovanissimo, confessa di sperare di scoprire l' esistenza di altre forme di vita, oltre la nostra, prima di andarsene.

Poi ci sono le immagini e le informazioni e un'inconfutabile verità.

In un futuro lontanissimo il nostro Sole si espanderà in maniera smisurata inglobando i suoi pianeti satelliti, compreso il nostro e poi si spegnerà.

Tutte le stelle si spegneranno e l'universo tornerà a essere un freddo enorme nulla, privo di vita.

Noi probabilmente non ci saremo più, intendo come razza umana, quando ciò avverrà, perché probabilmente ci estingueremo prima.

Ci stiamo anche molto impegnando per affrettare i tempi.

Morale, questa serie di documentari mi aiuta a relativizzare il tutto.

Non solo io finirò, non solo voi avete una data di scadenza, ma anche la terra e addirittura il Sole hanno una data di fine giochi.

Non so a voi ma a me tutto ciò dona un grande senso di pace.

Su Sky tutte le puntate.

martedì 10 febbraio 2026

Baricco racconta la nascita dell'iPhone


 

In questo periodo della mia vita sto concentrandomi sul senso.

Sarà la tesi di mia figlia dedicata al rapporto tra  infanzia e supporti audiovisivi, dal televisore allo smartphone, sarà che nostro nipote a pochi mesi di vita dimostra già interesse per cellulari e schermi.

Sarà la nostra dipendenza da queste appendici attraverso le quali comunico con il mondo.

Chissà.

Baricco mi aiuta a capire, a interpretare, come mi capita con chat gpt quando ho un dubbio su qualsiasi argomento.

Vi lascio con un brano dedicato allo storico lancio dell'iPhone inaugurato da Steve Jobs nel 2007.