lunedì 19 febbraio 2018

il firmacopie ... nuove strategie di comunicazione



Metti una brutta giornata di febbraio, pioggia battente tutto il giorno e una domenica pomeriggio nella quale l'unica cosa davvero desiderabile è rimanere al calduccio nella propria tana.
Io invece su gentile invito di Feltrinelli sono partito dalla bassa e sono arrivato fino a Casalecchio allo Shopville dove in una luminosa libreria Feltrinelli mi hanno allestito una postazione degna di Castle, con tavolino e romanzo bene in mostra, sia in vetrina che all'interno.
Anche in una normale domenica di febbraio sono riuscito a comunicare con nuovi potenziali lettori che non mi conoscevano e che coraggiosamente mi hanno avvicinato.
Alcuni erano curiosi e mi hanno fatto domande varie:
Ma lei è uno scrittore? Uno scrittore vero?
Una bambina carina e simpatica con suo padre mi ha chiesto diverse cose sul mestiere dello scrivere.
Un altro mi ha chiesto il perché del titolo del mio ultimo romanzo e mi ha raccontato che lui c'era in via Gorki quando i banditi della Uno bianca uccisero Adolfino Alessandri.
Un altro cercava l'ultimo di Camilleri e alla fine ha preso anche l'ultimo di Fagnoni.
Potenziali lettori, bolognesi in gita alla ricerca di un luogo di incontro in una brutta domenica di febbraio.
Persone che non mi conoscevano e che da oggi magari cominceranno leggermi.
Una lezione di vita, un bagno di umiltà, perché nel mastodontico mercato editoriale dove le classifiche sono piene dei soliti noti e le scansie sono zeppe di ogni genere di libro, emergere è quasi una chimera, quindi grazie alle grandi librerie bolognesi che mi permettono di sancire la mia esistenza.


sabato 17 febbraio 2018

Il bibliotecario a Pieve di Cento



Due diverse penne per raccontare il lato oscuro, il sottoscritto e l'amico Santo Triolo.
Vi aspettiamo alla Locanda della Tramvia di Pieve di Cento.
Martedì 20 febbraio 2018
Cena e due romanzi:
Il bibliotecario di via Gorki e Una nota stonata.

Vi aspettiamo

venerdì 9 febbraio 2018

Il bibliotecario di via Gorki ... frammenti 3








Davide sorseggia la bevanda, senza perdere di vista Aurora, come animali stanno a distanza di sicurezza, guardinghi, non c’è più spazio per le parole, solo odio puro, tanto potente quanto irragionevole. «I tuoi figli stanno crescendo come te, cinici, cattivi, aridi, quando ti ho sposata non eri così».
Aurora scoppia a ridere, la consueta risata sgraziata e acida, stride nella cucina come il verso di una cornacchia. «Dovevo ascoltare i miei, avevano ragione, io e te non abbiamo nulla in comune, non sai nemmeno fare godere una donna, fai schifo anche a letto». Davide trangugia il resto del Negroni come un soldato prima di uscire dalla trincea con la grappa in dotazione e poi si avventa su Aurora con un solo balzo, la testa è leggera, gli occhi bruciano, ma le mani sono salde mentre afferrano la giacca Armani della moglie e la aprono staccando bottoni. «Adesso ti faccio vedere io come si fa godere una donna» e cerca di baciarle il collo, mentre le mani artigliano il seno, non si riconosce in quei gesti anche se non si è mai sentito così libero. Aurora gli pianta le unghie nel collo e lo colpisce secco con una ginocchiata ai testicoli e Davide scivola a terra senza fiato, mentre lei lo colpisce ancora e ancora con le scarpe appuntite nella schiena, nei fianchi. «Che uomo… ubriaco dopo un Negroni, uno che si fa picchiare da un extracomunitario e chiede aiuto a un investigatore privato per vendicarsi, tu non vuoi giustizia per il tuo amico negro, tu vuoi che prendano quello che ti ha pestato, sei un poveretto, senza coglioni» respira forte, mentre gli urla contro, il viso in fiamme, la giacca strappata, le unghie sporche di sangue, sembra una strega vestita a festa. «Adesso esco, perché altrimenti faccio una sciocchezza, quando torno non voglio più trovarti in questa casa, intanto vado a farmi refertare al pronto soccorso e poi ti denuncio per violenza domestica, perché lo sai… le donne sono sempre vittime». Davide rimane a terra, la testa pesante, un languore intenso parte dai testicoli e si diffonde alla schiena, alle gambe. «Vedi Davide, nel mio mondo, io vinco, tu perdi, è il tuo destino».