mercoledì 29 luglio 2015

"Vigili" bolognesi








Ieri 28 luglio 2015 in un’afosa giornata d’estate è scoppiato un incendio in un negozio di via Goito a Bologna, una bigiotteria dove all’interno era chiuso il titolare.
La figlia urla disperata all’esterno ed allora un agente della Polizia Municipale entra, nonostante le fiamme, il calore infernale, il fumo acre che  toglie il respiro. Doma le fiamme con un estintore….
Solo i vigili del fuoco sono riusciti in seguito a estrarre dal negozio il titolare in gravissime condizioni entrando con  maschere e respiratori nel negozio saturo di fumo.
Conosco quell’agente della Municipale, classe 59, è stato il mio istruttore, lui mi ha insegnato le cose importanti, il rispetto per la divisa, l’importanza della forma, il saluto prima di tutto da fare al cittadino con la mano al berretto e la cortesia, la buona educazione.
Un vero “pulismano” bolognese, spesso mi ha ripreso quando all’inizio sbagliavo nell’atteggiamento, lo ricordo severo ma sempre costruttivo e soprattutto un bolognese doc, conoscitore della città, delle tradizioni, del territorio, ma anche un agente che nelle situazioni difficili non si tira mai indietro. Ieri ha fatto ciò che gli riesce meglio, servire e proteggere, lo fa dal primo giorno di lavoro e lo farà fino all’ultimo, fa parte della sua formazione, del suo modo di essere, è parte essenziale della sua professionalità.
Sabato scorso altri agenti della Municipale hanno arrestato due ladri, pregiudicati, che con il trucco della gomma bucata stavano derubando da giorni clienti del Brico Center in zona Roveri.
Si sono appostati fuori servizio sul posto, hanno seguito con i propri mezzi i due malfattori e aiutati da una pattuglia della ‘’Muni’’ (così ci chiamano gli studenti bolognesi) sono riusciti ad arrestarli, adesso i due ladri sono in carcere.
Potrei citare tanti altri esempi di “vigili” bolognesi, professionisti, uomini e donne che indossano una divisa e sono al servizio della collettività, come i colleghi che durante un incidente mortale sanno come porsi nei confronti dei parenti delle vittime, non abbandonandoli al loro dolore ma rimanendo in situazione con le parole, con i gesti, e solo chi ha assistito a certe scene sa quanto possa essere difficile consolare un padre senza scappare davanti alla disperazione, ma rimanendogli vicino.
“Vigili bolognesi” nessuno darà loro una medaglia e nemmeno la chiedono, continueranno a fare il loro dovere, come i due colleghi che a Napoli sono morti per proteggere i concittadini da un pazzo armato di fucile, ed anche in quel caso, lo Stato li ha citati distrattamente, come se il loro sacrificio fosse causale e trascurabile.
La mia speranza rimane che questi eroi della quotidianità un giorno vengano riconosciuti prima di tutto dai loro concittadini per ciò che davvero rappresentano, uomini e donne al servizio della collettività, parte essenziale del tessuto sociale nel quale sono nati, ingranaggio insostituibile nella complessa rete di relazioni che caratterizza la convivenza di tante persone all’interno della stessa città.
Durante un’affollata e sudata assemblea pochi giorni fa un collega e amico ha dichiarato la cosa più importante con voce accorata e la sincerità della indignazione, ha detto che alla fine noi non chiediamo niente altro che fare il nostro lavoro, perché ci piace, e perché è parte della nostra vita, e io aggiungo, per favore non toglieteci il rispetto e la dignità perché fanno parte della nostra essenza, in cambio noi continueremo a fare ciò che ci riesce meglio ventiquattro ore su ventiquattro, tutti i giorni dell’anno.

Massimo Fagnoni
delegato SULPL Bologna

1 commento:

Antonella Novelli ha detto...

Sono queste cose da raccontare e che nessuno dice mai...bravo Fagno e complimenti a tutti i colleghi