venerdì 31 gennaio 2014

Amanda e Sollecito




Nel mio prossimo imminente romanzo, il settimo per l'esattezza, compaiono anche i due giovani bianchissimi protagonisti di questa strana vicenda giudiziaria, sono citati  soprattutto perché in questa storia ci sarà spazio per i media, mia ossessione e mia fonte di ispirazione.
Perché uno come me, che ama scrivere nero e non solo, deve sguazzarci nella cronaca, è quasi scelta obbligata e quindi mi faccio scorpacciate di Chi l'ha visto, Quarto grado, Linea gialla, fox crime ci.
E' una violenza che a volte mi devo infliggere  guardare certe trasmissioni intrise di curiosità morbose, dove il pubblico è indotto a spiare dal buco della serratura le vite degli altri, di quelli che non ce l'hanno fatta a superare le contraddizioni quotidiane, cadendo sul traguardo della coesistenza con l'orrore di oscure dinamiche familiari, sedotti da rapporti di coppia dominati da sopraffazione e violenza, proiettati verso crisi di aggressività omicida dettate da ignoranza, scarso equilibrio, perdita di punti di riferimento morali.
Chissà.
Fatto sta che la cronaca è piena di episodi simili, il femminicidio in Italia ha costretto il governo a prendere provvedimenti.
Io ho impostato il mio prossimo romanzo soprattutto su questa mia ossessione, repulsione sull'utilizzo della cronaca nei media.
Spero vi piacerà.
Tornando alla cronaca, i due giovani bianchi protagonisti di questa triste vicenda sono stati di nuovo condannati, la vittima non lo saprà, i suoi parenti faranno fatica a gioire, però la bella Amanda è oltre oceano e se ne guarda bene dal tornare in Italia dove a questo punto rimane solo la cassazione fra lei e 28 anni di condanna, Sollecito invece è in Italia, gli toglieranno il passaporto, forse, ma intanto è ancora a piede libero.
Due considerazioni veloci.
Amanda ha visto allungarsi la pena perché condannata  per avere calunniato un uomo di colore che inizialmente era stato arrestato, Patrick Lumumba che ha definito la ragazza un lupo travestito da agnello.
L'altro uomo di colore invece è in carcere, Rudy Guede unico condannato a 16 anni per l'omicidio di Meredith Kercher.

Le chiacchiere in rete sono tante, hanno fatto un film sicuramente brutto sulla vicenda, dicono che Amanda si sia arricchita moltissimo con i derivati dalla cronaca, non so se sia vero, ma se così fosse non trovate tutta la storia immorale?
Questi due giovani bianchi e benestanti sembra quasi impossibile possano essere condannati definitivamente, e sarà dura nel caso di condanna fare tornare nella nostra italietta la bella americana.
Perché sembrano così potenti questi due giovani imputati, perché sembra così naturale invece additare solo il cattivo Rudy, "l'uomo nero" dell'omicidio della povera Meredith?

In questa Italia dove ogni giorno ci si impegna per accusare chiunque di razzismo, non suona strano che nel momento più alto della giustizia i due ricchi ragazzi bianchi siano così strenuamente difesi?

Possibile che ancora una volta il popolo deve sempre essere tollerante, antirazzista, e sottomesso, e solo chi detiene il potere può permettersi di essere ciò che preferisce, innocente suo malgrado, divorziare per poi magari risposarsi in chiesa, andare con le minorenni e fare ancora politica.

E l'America?
Sarà da ridere costringere il democratico popolo americano a rispedirci qui una delle sue perle migliori.
Mentre in India invece, dove bruciano le donne dopo averle violentate, i nostri due marò rischiano la pena di morte e da due anni attendono.
Non è un pò tutto orribilmente unilaterale?



1 commento:

Elisabetta Montaguti ha detto...

Credo che "l'essere umano" (virgolettato!) non sia cambiato da milioni di anni. Ha vestito abiti più eleganti, ma "DENTRO" ha lo stesso modo di guardare e vivere il vicino di caverna. Chi ha più aggressività e arroganza arriva alla preda, gli altri prendono legnate. La tristezza dell'insieme è che tutto sia orribilmente cinico. E non se ne esce!!