venerdì 5 ottobre 2012

i barbari?



La domenica sera nelle nostre case di bambini torinesi/cattolici/borghesi era un momento di composta tragedia. In quella lieta cornice, molti di noi, alle sette di sera , accendevano il televisore, perché c'era la partita.

Tratto da I barbari- Baricco- Feltrinelli.

Ho letto questa raccolta di interventi/articoli/ pensieri che Baricco ha scritto per Repubblica e che alla fine sono divenuti piccolo saggio.
L'ho letto in Sicilia, lontano dal computer, da Facebook, dal quotidiano imbarbarimento delle nostre vite e mi è piaciuto.
Non mi è piaciuto tutto, perché ho immaginato Baricco che scriveva gli articoli in momenti diversi  con molteplici concetti che gli giravano in testa.
Ma alcune riflessioni le ho trovate geniali.
Chi sono i nuovi barbari? Ma è davvero importante?
Oggi sono 50 anni trascorsi dal primo disco dei Beatles.
Non saranno stati considerati anche loro barbari nel loro tempo?
Almeno all'inizio.
Credo  non ci siamo regole.
Tutto ciò che stravolge, rivoluziona, cambia sarà sempre male digerito dalla società.
Credo che Internet rappresenti una sorta di barbarie ormai inevitabile all'interno della quale c'è il meglio e il peggio delle nostre menti.
Penso che Facebook sia una nefandezza, ma nonostante tutto mi trovo costretto a utilizzarlo perché è  strumento di comunicazione.
Penso che la televisione pubblica e spesso privata sia abominevole, però all'interno di questa ogni tanto emerge qualcosa di luminoso.
Non ci sono più regole, non ci sono più confini.
Gli uomini si travestono da donne e sono più convincenti di altri uomini che non si travestono ma divorano bambini e sogni.
La morale ... ma esiste ancora una morale?
Per entrare nell'obiettivo di Baricco è necessario leggerlo questo piccolo dispensario di idee, dove si parla di vino costruito dagli americani, di calcio, molto di musica,  per scoprire che Beethoven era considerato un barbaro nel suo tempo.
Si scopre che la stessa democrazia va a braccetto con la barbarie.
Si pensa, si riflette, con leggerezza, e mentre mi muovevo in terra siciliana, dove le regole sono una delle possibilità di espressione, pensavo che possiamo togliere le sentinelle dai confini, i barbari sono già dentro di noi, la magia è imparare a conviverci, inseguendo sempre quel brivido che dicono renda la vita meritevole di essere vissuta.

1 commento:

massimo fagnoni ha detto...

riporto il commento del mio caro amico Ermes copiato dalla sua e-mail pari pari:

Come in effetti dici : ".....i barbari sono già dentro di noi, la magia
>è imparare a conviverci....."
>Certamente tutti gli innovatori furono ritenuti "barbari" dai loro
>contemporanei, ma le loro intuizioni contribuirono a formare il
>grado attuale di sviluppo della Società
>Il mio pensiero è il seguente: poiché in ogni individuo esiste un
>universo di idee e filosofie le più disparate, noi a nostro giudizio
>dobbiamo coglierne solo quelle che più ci soddisfano e riuscire
>ad amalgamarle con le altre precedentemente accettate e fatte
>proprie, affinchè permangano in noi senza stress e senza turbe.