domenica 28 giugno 2015

8 tappe in cerca d'autore ... un caffé a Imola







Questa mattina ho incontrato Mimmo Ciaccia e altri due coraggiosi ciclisti nel loro giro partito da Milano che si concluderà in Puglia. Otto tappe in cerca d'autore, ieri a Bologna hanno incontrato Varesi e oggi a Imola il sottoscritto.
Mimmo è il coordinatore di questo gruppo di ciclisti solidali che spesso partono per avventure nel cuore del paese alla ricerca di cose, persone, messaggi di vita.
Oggi hanno incontrato me, abbiamo bevuto un caffè in piazza, ho donato i miei ultimi due romanzi che da oggi stanno viaggiando con un corriere a due ruote verso il sud, ed è stato tutto così naturale, come se ci conoscessimo, persone che per motivi diversi sono mosse da passioni buone, quelle che non fanno male e non arrecano danni al prossimo, loro con le biciclette, io con il mio scrivere.
Quando persone appassionate si incontrano per caso o per volontà non potrà che nascere qualcosa di positivo, e la cosa che mi ha sorpreso di più della mia gita a Imola è la città.
Non mi recavo a Imola da  circa 25 anni, Allora lavoravo  all'Osservanza (ospedale psichiatrico) e avevo un ricordo sfumato della città.
Mi è piaciuta subito questa mattina, alle nove non c'era nessuno per strada una cittadina addormentata come dovrebbe essere la domenica mattina, una giornata di sole fresca dopo il nubifragio di ieri sera, poche persone per strada tranquille, come se l'orrore di questi giorni con attentati ovunque nel mondo, appartenesse a un'altra realtà, strade pulite, silenzio.
Ho desiderato di appartenere a un contesto metropolitano come quello, tanto diverso da Bologna e dalle medie e grandi metropoli del nord.
Desiderio illegittimo?
Non credo.
Esistono ancora luoghi ... come si diceva, a dimensione uomo, sì ma uomo normale, uomo pacifico, uomo civile.
Imola mi ha dato questa impressione,
Bologna mi trasmette altre vibrazioni, ma è tutto così soggettivo, non trovate?

venerdì 26 giugno 2015

Otto tappe in cerca d'autore


L'Associazione Bici e Solidarietà questa volta ha deciso di promuovere la narrativa italiana con un percorso a tappe in diverse città italiane dove i ciclisti incontreranno uno scrittore locale in una sorta di ideale e concreto connubio di culture, persone, idee, tutta roba italiana da Milano a Carovigno. Mimmo Ciaccia è il coordinatore del gruppo e lo scrittore Gino Marchitelli della scuderia Frilli, originario di Carovigno, si è occupato di contattare i vari scrittori intenzionati a partecipare all'iniziativa e uno dei fortunati sono io che saluterò il gruppo di generosi ciclisti domenica 28 giugno 2015 in quel di Imola.
Non conosco ancora luogo e ora ma ci sarò con Il silenzio della bassa che donerò insieme a Vuoti a perdere a Mimmo Ciaccia, e c'è qualcosa di fortemente simbolico in questo incontro. Donare un proprio romanzo a qualcuno che percorre l'Italia in bicicletta trasportando pezzi di narrativa dalla Lombardia alla Puglia è il desiderio di ogni scrittore.  L'obiettivo principe rimane quello di potere diffondere il proprio lavoro in tutto il paese e magari nel mondo, oppure semplicemente incontrare qualcuno che ha deciso di esprimere il proprio entusiasmo e il desiderio di esserci pedalando per il bel paese in cerca d'autore. In un paese che arranca ed evita con attenzione qualsiasi percorso culturale un'iniziativa come questa non può che rendermi felice e perché no ottimista.

mercoledì 24 giugno 2015

Castle



E mentre va in onda su sky la settima stagione ho iniziato a guardare Castle una serie televisiva che uno scrittore di gialli dovrebbe avere come percorso obbligatorio nella sua formazione. A parte gli scherzi mi piace perché è davvero rilassante e divertente.
Appartiene al filone giallo commedia che in un certo senso ha  legami con La signora in giallo e ancora prima con Colombo, e con tanta fiction americana che lega da sempre il giallo alla leggerezza della commedia. Realismo e noir svaniscono all'orizzonte, ma chi se ne frega questa è pura televisione di intrattenimento e il protagonista è irresistibile, pacioso, pacifista, logorroico, positivo, ricco ma con leggerezza, arguto ma per caso, innamorato di lei Beckett, poliziotta con i tacchi a spillo, sensuale, con una storia triste alle spalle e il piglio della dura e pura. I personaggi sono bene caratterizzati, tutti stereotipati, i due colleghi di Beckett simpatici, gregari non brillanti ma sempre disponibili e compagnoni, il capo di colore ed elegante e tutta una serie di personaggi laterali ma fondamentali, la figlia di Castle, la figlia perfetta che tutti vorremmo, ma che non credo esista se non lì in quella fiction, la madre ex diva cinematografica nella finzione e dispensatrice di buoni consigli ed eccentricità.
Poi ci sono i delitti che appaiono in inizio puntata e la telefonata di rito di Beckett a Castle che solitamente annuncia un omicidio spesso salutato con gioia dallo scrittore che si immerge nei crimini come  fosse un gioco. Ma la cosa che mi diverte di più è il ruolo di Castle nella fiction,  scrittore  di grande successo, autore di romanzi di carta patinata, avventure improbabili e tirature milionarie.
Ed è tutto così facile in quel mondo luccicante, in una NY sempre in festa, fra le sue strade sempre piene di vita, nelle loro vite sempre sopra le righe, sempre oltre ogni possibile realtà.
Castle è un'immersione pura nell'improbabilità della finzione dove difficilmente troverai momenti di tensione, cardiopalma e angoscia come capita con Criminal Mind ad esempio.
E allora viva la superficialità quando è elegante, viva il giallo quando diventa puro intrattenimento, anche di questo abbiamo bisogno in certe giornate d'estate dimenticandoci  per 45 minuti i crucci quotidiani.

venerdì 19 giugno 2015

vuoti a perdere ... prossime presentazioni



Due presentazioni ravvicinate ai capi opposti della città:
La prima come potete leggere sotto si svolgerà nel mio quartiere di adozione Corticella orari e contenuti nella locandina, in caso di maltempo la presentazione si svolgerà all'interno della Biblioteca Corticella in via Gorki 14. sempre alle 19,30.



La seconda si svolgerà il giorno dopo a San Lazzaro, presso la festa dell'Unità della Cicogna come da volantino allegato




Vi aspetto, tempeste tropicali permettendo, anche nel secondo caso saremo comunque al coperto

mercoledì 17 giugno 2015

La follia di Gregorio






La follia di Gregorio  è l'ultimo romanzo di Giacomo Battara edito da Minerva Edizioni.
E' un romanzo coraggioso perché fregandosene di convenzioni, mode, luoghi comuni l'autore costruisce una storia imperniata sul protagonista Gregorio e sulla sua presunta follia.

Gregorio in uno dei diversi piani della narrazione si trova costretto a subire la violenza degli uomini che devono accudirlo all'interno dell'istituto psichiatrico dove trascorre un breve periodo della sua esistenza, e visto che la narrazione avviene in prima persona, lui racconta le persone che lo circondano, lo lavano, lo maltrattano, lo legano, lo contengono, lo vestono e lo svestono e per tutti ha una sua particolare definizione, e forse l'unico personaggio davvero positivo con il quale instaura un vero rapporto di empatia è Ferruccio che potrebbe essere un operatore socio sanitario più che un infermiere e con la sua umanità riesce a fare breccia nell'animo di Gregorio.
Io mi sono rivisto in quel personaggio ma anche in quelli meno positivi, perché per anni ho lavorato con persone problematiche  in psichiatria  come educatore e  anche adesso come agente della Municipale mi capita di controllare  persone, di limitarne la libertà, e mai prima ad ora mi era capitato di riflettere con intenzione su quanta sofferenza può comportare per un individuo trovarsi dall'altra parte, contenuto, sedato, recluso.

Ma parliamo del romanzo, fino alla fine ho pensato che potesse essere un sogno del protagonista, e come un sogno Gregorio racconta le sue vicende  e i suoi esperimenti esistenziali di potenziale suicida in cerca di risposte e pure nella drammaticità della sua vicenda umana non c'è un solo momento di vera tristezza nella narrazione.

Gregorio spiega la sua vicenda come  logica conseguenza di accadimenti esistenziali, la contestualizza, la rende accettabile al lettore e la narrazione, curata nei minimi dettagli, scorre leggera, quasi comica  a tratti e vai avanti per capire se Gregorio riuscirà a trovare la sua morte perfetta, se riuscirà a conquistare la dottoressa amata contro ogni logica e se alla fine riuscirà davvero a trovare un qualsiasi motivo per vivere o per morire.

E come in un sogno ti ritrovi in quel letto, sporco come lui, affamato, assetato di vita, curioso delle miserie dei diversi personaggi che come comparse o ombre cinesi si muovono sullo sfondo di una narrazione dove il protagonista gestisce per tutto il tempo la regia.
E' un viaggio nella testa di un individuo davvero diverso, uomo atipico,  forse solo inventato ma non per questo meno vivo, è un sogno ad occhi aperti alla ricerca di risposte ad alcuni quesiti fondamentali da sempre, perché vivere, perché morire, perché non potere autodeterminare il proprio tempo di permanenza in questa valle di lacrime, e soprattutto cosa ci aspetta dopo.

Domande che solo una mente lucida e disincantata può affrontare senza sprofondare nella depressione e nell'angoscia, e Battara si muove con  leggerezza impareggiabile nella costruzione di questo dramma interiore, come se conoscesse già le risposte ai quesiti che regala al lettore.
E a me cosa rimane?
Una lezione di grande narrativa e stile impeccabile,  e per quanto riguarda la morte e la vita, giunto alla mia età ho quasi imparato a convivere con  entrambe e mi impongo di pensare a entrambe almeno una volta al giorno, così,  tanto per non prendermi troppo sul serio.

martedì 16 giugno 2015

Brescia ... rissa in piazza e come al solito "vigili" sotto accusa




Leggo su Il Giornale.it e conto fino a dieci.
Un gruppo di giovani  si pesta allegramente sotto gli occhi di gente comune e scopro che una cittadina come Brescia non è immune al degrado, poi leggo il commento del Giornale on line che riporto senza alterazioni:

Un gruppo ragazzi ha iniziato a picchiarsi senza esclusione di colpi. "Gente impazzita picchiava persone ormai indifese e cadute a terra con arnesi di tutti i tipi, sradicando cestini, rubando bicchieri e posaceneri dai tavoli", si legge su YouReporter che ha pubblicato il video del barbaro pestaggio. Immagini che lasciano senza fiato anche per l'allarmante reazione dei vigili che, impotenti davanti a tanta violenza, lasciano i cittadini a difendersi da soli. Non solo non intervengono, ma se vanno addirittura.

Il video è bello nitido e chiaro, una discreta ripresa per essere amatoriale ed è chiarissimo il comportamento dei due agenti, soprattutto l'uomo che immediatamente utilizza la radio di servizio per avvertire suppongo la sua centrale radio operativa.
Il collega cos'altro poteva fare?

NOI AGENTI DELLA  POLIZIA MUNICIPALE NON POSSIAMO FARE ORDINE PUBBLICO, LO DICE LO STATO QUELLO CON LA S MAIUSCOLA, NON ABBIAMO IL RICONOSCIMENTO A RICOPRIRE TALE RUOLO ... E' PIU' CHIARO SE LO SCRIVO IN MAIUSCOLO?

Ci manca inoltre l'addestramento, ci mancano gli strumenti, non quelli musicali, e anche se avessimo distanziatori o come volete chiamarli, cosa possono fare due agenti un uomo e una donna, contro un gruppo di giovani scatenati che si pestano con entusiasmo, magari sotto l'effetto di sostanze?
Il collega poteva farsi picchiare, certo, e i ragazzi lo avrebbero magari picchiato con piacere, poi lo stesso collega magari pestato a sangue non avrebbe avuto il riconoscimento della causa di servizio( equo indennizzo), perché c'è stata tolta dal governo Monti e magari avrebbe dovuto spiegare perchè aveva deciso di intervenire in una situazione di ordine pubblico.
Non sono scappati i due agenti, sono rimasti nella piazza, hanno interagito con alcuni dei feriti e probabilmente identificato i coinvolti, quindi hanno fatto il loro dovere, ma come al solito gli agenti della Polizia Locale sono ostaggio del solito giornalismo non importa di destra o di  sinistra, ma giornalismo scadente, quello che fa leva sulla pancia della gente, sui pregiudizi, sull'ignoranza.

lunedì 15 giugno 2015

Banshee






Ho iniziato a vedere Banshee la città del male e devo dire che nella programmazione preestiva non mi dispiace, ho trovato la serie nelle stagioni complete di sky on demand e devo ammettere che per ora funziona. Ci sono tutti gli ingredienti della fiction d'azione con sfumature noir e una bella carrellata di personaggi efficaci a partire dal protagonista un pregiudicato che dopo 15 anni di galera assume l'identità di uno sceriffo per potere stare vicino alla donna della sua vita in un villaggio dove convivono cittadini vivaci e una comunità Amish. Dentro a questo prodotto confezionato con cura c'è tutto e tutti i possibili personaggi compreso il barista di colore ex pugile, ex galeotto che subito lega con il finto sceriffo e non ci si annoia in questa fiction veloce scene sufficientemente violente, la giusta dose di sesso abbastanza esplicito e un antieroe per eccellenza il bello e maledetto sceriffo interpretato da un attore neo zelandese Antony Starr.
In questa quasi estate dal clima umido e decisamente tropicale vi divertirete senza troppi pensieri seguendo le vicende di questa cittadina della Pennsylvania dove non c'è molto spazio per i buoni sentimenti.

domenica 14 giugno 2015

Grey's Anatomy ... Scandal e Shonda Rhimes


E' scarna la descrizione delle imprese perpretate da questa signora in Wikipedia e ciò non va bene perché Shonda Rhimes  è la mamma di serie che ci hanno fatto piangere e sospirare come Grey's Anatomy o Scandal, ma perché stasera ve la voglio proporre?
Perché secondo me non vale la pena piangere per colpa sua.
Nell'ultima puntata di Grey's Anatomy uno dei capostitipi dell'intera serie muore e sfiga se non lo sapevate ancora adesso lo sapete, ma alla fine pensi perché muore? Probabilmente perché come diciamo noi a Bologna si era rotto i maroni di fare la parte del medico bello, bravo, buono e perfetto e un po' lo capisco, ma solo un po'.
Vogliamo parlare di Scandal? Dove un uomo di colore tiene in scacco Olivia Pope amante del presidente alcolizzato degli  Stati Uniti, lei  che risolve i problemi di tutti che Wolf di Pulp Fiction al confronto è un boy scout.
 Serie che ho amato, che ho seguito, che avrebbero dovuto trovare una degna conclusione, continuano a trascinarsi per questioni come al solito di soldi, immagino, e di ascolti.
Hanno perso spessore, hanno smarrito il senso del pudore, e continuano a riperere ossessivamente il gingle dell'etica del denaro, l'ostentazione del potere, l'estetica degli dei.
Spero che dalle macerie di queste serie zombie nasca qualcosa di nuovo negli States, qualcosa che inizi e finisca come si deve, com'è accaduto a Breaking Bad.

giovedì 11 giugno 2015

vuoti a perdere a Cesena




qui il link di Canto 31 dove potete leggere per benino le loro iniziative

qui il link del luogo dove degusteremo i quattro libri e i quattro vini

mercoledì 10 giugno 2015

cuore rossoblu







Il Bologna calcio torna in serie A. Chi mi conosce sa quanto poco io segua il calcio.
Il mio unico e ultimo abbomanento allo stadio risale al 73 circa, credo ci fosse Savoldi ma non ci giurerei.
Non  mi piace il mondo del calcio, gli ingaggi milionari, la tifoseria teppista e spesso assassina, gli scandali e gran parte dei calciatori.
Però ieri il Bologna è tornato in A e oggi vedo la gioia sulle facce di molti amici, colleghi, concittadini.
E questa gioia è trasversale non ha colore politico, non ha un'identità culturale, chiunque può godere del ritorno del Bologna nella serie più importante del campionato italiano di calcio.
Alla luce di questo fatto sono contento anch'io, gioisco di soddisfazione riflessa e mi sento tifoso per un giorno, magari per un anno o per tutta la vita, perché  non ho mai capito come si possa tifare una squadra di una città che non sia la tua.
Io sono bolognese devo tifare Bologna, mi tocca, troppo facile tifare juventus, è come essere poveri ma fare finta di essere figli di un milionario.
Con il Bologna dobbiamo stare, e con il Bologna bisogna tornare in A.
E in conclusione spero che questo ritorno alzi il morale della città, una piccola città con tanti problemi come tutte le città del nostro paese, ma oggi non voglio parlare di problemi, mi voglio divertire ad ascoltare il bolognese, ironico, pragmatico, diversamente scettico e comunque sempre divertito, oggi un po' più sbilanciato del solito con il cuore in allegra fibrillazione.
Ieri c'erano tutti allo stadio sul carro del vincitore, politici, vip, nostalgici, disillusi, allenatori improvvisati, nani e ballerine, tutti in odore di santità, tutti a metterci la faccia e va bene, va bene così.
Ma per me l'importante è il segnale, ieri il Bologna è tornato in serie A, speriamo che la città lo segua a ruota.

venerdì 5 giugno 2015

vuoti a perdere ... a San Marino di Bentivoglio



Il 12 giugno 2015 alle 21 sarò al circolo Arci di San Marino di Bentivoglio in via Saletto 9/3.

Lo so è un viaggio per un cittadino che raramente supera i confini di Bologna o addirittura la cerchia dei viali, ma non  è un luogo remoto è una amena frazione di Bentivoglio, dove sorge villa Smeraldi :

A 15 km da Bologna, a San Marino di Bentivoglio nel cuore di un parco storico all'inglese, l’ottocentesca Villa Smeraldi è sede dal 1973 del Museo della civiltà contadina: oltre 2000 mq di esposizione e 4 ettari di parco offrono al visitatore una testimonianza unica sul lavoro e sulla vita nelle campagne tra Otto e Novecento: la sezione dedicata alla canapa è la più importante in Italia. Il Museo è gestito, assieme alla villa e al parco, dalla Istituzione Villa Smeraldi costituita nel 1999 dalla Provincia di Bologna e sostenuta dai Comuni di Bologna, Bentivoglio e Castel Maggiore.

Poi ci sono io, almeno per una sera, con l'amico Claudio Balboni, non quello del romanzo e gli amici del circolo Arci locale nell'ambito di una serie di eventi intitolata:
Aspettando il solstizio.
Vi aspetto

giovedì 4 giugno 2015

a Bologna piace giallo ... metti una sera in Piazza





Ieri sera 3 giugno 2015 sono iniziati alle 19 i mercoledì della Torre e  insieme agli scrittori bolognesi    autori dei racconti che compongono l'antologia A Bologna piace giallo, Damster editore mi sono presentato all'appuntamento organizzato dal Forum dei comitati e delle associazioni di Bologna. Il libro è stato scritto da 14 scrittori bolognesi e siamo stati premiati con tanto di diploma e fino a qui le informazioni.
Poi ci sono le emozioni, quella ad esempio di ritrovarsi all'ora dell'aperitivo davanti alla Torinese con altri scrittori, persone che con me condividono la passione della scrittura e della lettura, quella di riprendersi un pezzo di Bologna nonostante i cantieri che invadono via Rizzoli, il degrado dominante, la crisi imperante, quella di staccare dal mio lavoro in divisa che spesso mi costringe a guardare il centro con altri occhi attenti ai misfatti e non ai momenti conviviali. Insomma mi sono sentito uno scrittore insieme ad altri scrittori, un bolognese insieme ai miei concittadini e Giovanni Gotti è stato bravissimo con ognuno di noi valorizzando i singoli racconti, preparato e brillante come sempre. Grazie a Katia Brentani e alla Damster che mi ha chiesto di partecipare a questa avventura collettiva, spero sia la prima di una lunga serie, grazie a Marzia  Zambelli e al Forum dei comitati e delle associazioni, persone per bene in una città che non si vuole arrendere alla decadenza dilagante.


lunedì 1 giugno 2015

la sedia della felicità


Ultimo film di Carlo Mazzacurati  uno dei registi italiani che insieme a Moretti anche se in maniera diversa, a mio avviso, rappresenta il tentativo del cinema italiano di spiccare il volo verso una diversa lettura della realtà nella quale viviamo, un punto di vista diverso sulle nostre contraddizioni e nel suo caso, sulle nostre miserie, malinconie, visto però da una posizione geografica più affine alla mia, perché le nebbie della sua terra, il Veneto e le atmosfere si avvicinano a quella della nostra Emilia, quella periferica, marginale, delle campagne, dei corsi d'acqua, delle giornate uggiose.
Questo ultimo film è diverso dai tanti che compongono la sua carriera, è leggero, all'interno un cast di attori conosciuti ma non come al solito del circuito romano tranne Mastandrea che a  me piace molto, sarà per il suo stile da attore per caso, ma sempre convincente.
Poi ci sono tanti bravi attori italiani ognuno con un piccolo spazio essenziale da Albanese a Balasso, da Bentivoglio a Cremona e due ruoli di spicco per il bravi Battiston e Isabella Ragonese cooprotagonista.
La storia che prende spunto dal romanzo russo Le dodici sedie, è relativamente importante.
La cosa importante è la leggerezza del racconto, lo spessore dei personaggi che come in una favola o in un sogno si muovono in una strana caccia al tesoro all'inseguimento in fondo della felicità nascosta nel telaio di una sedia tanto metaforica quanto concreta.
Il viaggio, l'avventura, la caccia a questa sedia riempie la narrazione e finalmente un film italiano dove lo scopo non è divertire con battutacce e tette al vento, ma con la delicatezza della sceneggiatura, l'efficacia dei personaggi.
Insieme al divertimento forse qualche spunto di riflessione individuale su ciò che davvero merita inseguire per raggiungere non dico la felicità ma sicuramente la serenità.
su sky


domenica 31 maggio 2015

il silenzio della bassa ... alla coop




Sapete quante volte entrando all' Ipercoop di Bologna e noi ne abbiamo almeno tre, o al Carrefour di Casalecchio, o in un qualsiasi luogo della  grande distribuzione, ho pensato, come starebbe bene un mio romanzo insieme agli altri, ai romanzi di Bruno Vespa, della Littizzetto, di Dan Brown, della Parodi e di tutti quelli che in quelle scansie ci sono da sempre.  I libri  negli iper mercati ci arrivano per qualche mistero legato alla distribuzione  che non conosco e nemmeno mi interessa, perché non sono un commerciante, ma al massimo uno scrittore che campa facendo altro, ma che si diverte a scrivere e anche, perché no, a vendere.
Pochi giorni fa ho trovato il mio penultimo romanzo Il silenzio della bassa alla Coop di Corticella che molti di voi non conoscono ma che i bolognesi conoscono bene fosse solo per il fatto che il 26 giugno 1989 un bolognese fu ucciso nei pressi della Coop dalla banda della Uno Bianca, si chiamava Adolfino Alessandri era più giovane di quanto sia adesso io ed ebbe il coraggio di dire ai banditi in dialetto :"delinquenti cosa fate" per questo motivo fu barbaramente ucciso.
Detto ciò quel quartiere, quella strada, via Gorki, quel centro civico con la bella biblioteca Corticella, per me è luogo sacro, quindi quando ho intravisto fra i vari successi patinati il mio romanzo e quello dell'amico Roberto Carboni "Il dentista", ho deciso che dovevo immortalare la cosa, e potete vedere il mio silenzio della bassa vicino al grande Stephen King, spostato dal sottoscritto per motivi scenografici.
Magari per ora sono solo in quel negozio, magari è un inizio, ma intanto ci sono, sono acquistabile come un etto di prosciutto, un litro di Pignoletto, un libro di Fabio Volo e quindi grazie Roberto Carboni, tu fai magie e grazie Frilli, scuderia vincente.

sabato 30 maggio 2015

sotto una buona stella






Film del 2014, Sotto una buona stella passato da poco su sky, mi aveva incuriosito soprattutto perché trovo Paola Cortellesi una delle attrici comiche e non solo più complete nel desolante panorama italiano.
Il suo patrimonio stilistico  con i personaggi tipici verdoniani   e la sua commedia agrodolce con l' italiano medio spesso cialtrone, sempre in salita che forse doveva rappresentare un proseguo della grande commedia italiana,  non mi ha mai appassionato, strappandomi al massimo qualche sorriso ma niente di più.
Ho pensato ... Verdone non mi fa impazzire, mi ha sempre fatto ridere poco, però magari questa si rivelerà la classica commedia per le masse, leggera, superficiale e per questo motivo divertente.
Con questo presupposto  ho iniziato a guardare il film nella speranza di farmi qualche risata ma subito l'ho trovato  noioso,  il personaggio interpretato da Verdone poco credibile, poco interessante, un ricco broker in rovina con la vicina (Cortellesi) tagliatrice di teste aziendale in crisi esistenziale e i figli dell'uomo insopportabili, con la nipotina di colore, il tutto farcito di una comicità buonista, melensa, inconsistente e noiosa, insomma alla fine un film decisamente brutto.

venerdì 29 maggio 2015

Negrita ...La vita è un gioco da eroi



I Negrita per me sono un legame con i miei quarant'anni, quelli di Moretti, ricordate?
Lo splendido quarantenne, ebbene intorno a quell'età la mia vita si è fermata ed è ricominciata e per certi versi in maniera sicuramente migliore.
Ricordo un brano che ascoltavo all'epoca, In ogni atomo, canzone fine anni 90, che aveva in sè tratti di una modernità e di un'essenzialità che cerco ancora di mettere nei miei scritti.
Vi lascio con questo brano dove le sottolineature e le stereotipie fanno parte del fascino musicale di questo gruppo italianissimo che a me continua a piacere

giovedì 28 maggio 2015

wayward pines



wayward pines  Una serie in stile Twin Peaks che nasce da una trilogia di uno scrittore che non conosco ispirato dalla famosa serie televisiva di David Lynch.
Che dire ... Matt Dillon è il protagonista un agente dei servizi segreti alla ricerca di due suoi colleghi scomparsi nel nulla, si ritrova malconcio in un non ospedale della ridente (poco) cittadina di Wayward pines, e fin qui la vicenda della quale ho visto due puntatone.
Non so se vi è capitato nella vostra vita di vedere Il prigioniero del quale ho forse parlato in almeno un mio romanzo. E' una serie tv anni 60 che io associo sempre alla mozzarella in carrozza che mia madre preparava la domenica sera.
Mi piaceva il prigioniero era un fantapolitico intrigante e io ero un bambino affascinato da storie di oppressione e mancanza della libertà.
Questo prigioniero si ritrovava in uno strano villaggio, a suo modo simile a quello di Wayward pines e non c'era verso di riuscire a scappare, quando ci provava appariva una specie di enorme palla bianca che lo rincorreva fino a catturarlo.
Erano gli anni 60, molto prima di the Truman show capolavoro che ha consacrato Jim Carrey e anche lì si parlava di una cittadina fittizia dove il nostro amico è l'unico protagonista di una specie di grande fratello costruito su misura per lui.
Ebbene Wayward pines mi ha sollecitato questi due riferimenti, e Matt Dillon, splendido cinquantenne, mi piaceva di più in Rumble fish capolavoro minore di Coppola dove interpretava il teppista buono ma confuso fratello minore di un magistrale Mickey Rourke, altro film sul rapporto fra libertà e oppressione, bello, la musica e la fotografia in bianco e nero.
Perché ho parlato d'altro?
Perché le prime due puntate di questo prodotto lanciato a livello globale non mi sono piaciute.
Temo un altro Lost, temo la solita sceneggiatura che non para da nessuna parte creando un'aspettativa nello spettatore per poi sgonfiarsi in qualche soluzione sicuramente poco originale o peggio indefinita e indefinibile.
Per uno come me che inventa storie, ormai è facile intuire quando dietro una vicenda non c'è nulla di davvero innovativo, ma solo carta patinata e cast milionari.
C'è anche la  pseudo infermiera che sembra uscita da American Horror Story che fa scappare da ridere, e tutta una serie di personaggi inconsistenti interpretati da big hollywoodiani, la serie non decolla ancora, nonostante uno sgozzamento e un tentativo di alzare la tensione, non mi prende, non mi incuriosisce, e mi rendo sempre più conto che anche in America sono le teste pensanti che producono i prodotti più innovativi da six feet under a Breaking bad.
Serie che rimangono nello stomaco e nella testa perché sono storie scritte bene, con professionalità e coraggio e non i soliti prodotti belli fuori e vuoti dentro.

mercoledì 27 maggio 2015

Vuoti a perdere ... primi commenti




E su Facebook arrivano i primi commenti al mio nuovo romanzo.
Ci sono lettori affezionati ai personaggi della saga, e nuovi lettori che spero arriveranno dopo avere letto il primo romanzo di Trebbi.
Personaggi diversi, identico contesto, Bologna, la provincia, e poco più in là l'Europa che  sempre incombe sulla pianura padana.
Adesso so che chi conosceva i personaggi si è ritrovato e questo è già un successo, per te invece che capiti qui per caso o per curiosità puoi trovare il mio ultimo romanzo a Bologna in tutte le librerie o in rete.
qui



martedì 26 maggio 2015

il silenzio della bassa ... saldi di fine stagione

 
 
 
 
Cominciano ad arrivare i primi commenti sul mio ultimo romanzo:
Intanto vi posto alcune recensioni di lettori Amazon qui sotto.
Il silenzio della bassa lo trovate ancora qui
a 2,99 euro fino a domenica.
 
 
 
 
 
 

lunedì 25 maggio 2015

the fall




The fall - caccia al serial killer è una serie britannica, due stagioni e riga per fortuna e la trama è sempre quella, detective con tacchi a spillo e monoespressione autistica con uno stile di vita discutibile e una predilezione per  avventure sessuali casuali con uomini, donne e chi capita, e serial killer bello  come l' attore protagonista di 100 sfumature di grigio ... o che sciocco è proprio lui, e un contesto quello dell'Irlanda del Nord che forse è davvero l'unica cosa  interessante di tutto l'insieme.
La storia è poco originale, il serial killer sta con un'infermiera brutta e sovrappeso, ha un paio di figli e fa l'assistente sociale, o il consulente psicologico di donne in difficoltà e fa scappare da ridere la banalità del suo approccio professionale, la banalità del suo bisogno compulsivo di uccidere giovani donne in carriera, e si capisce subito che è lui, quindi non vi svelo nulla.
Il gioco non è tanto scoprire chi è l'assassino ma la partita a scacchi psicologica fra la detective patinata e il killer da copertina.
Se penso che l'attice protagonista era per me una sex simbol quando intrepretava xfile, arrivo alla conclusione che o avevo meno pretese in un altro periodo della mia vita o era più interessante il personaggio.
Questa bella quarantasettenne non spicca nella fiction, l'espressione è sempre uguale da bella tenebrosa e sensuale poliziotta con un passato tragico, un presente impreciso e un futuro improbabile, e non è simpatica, neppure particolarmente abile, metre lui il bello e maledetto assassino si muove come un orso in un negozio di cristalli, a casaccio, insegue la conclusione inevitabile fra frasi ad effetto sulla inevitabilità della morte e la seduzione del male.
Insomma in un panorama televisivo dove noi italiani siamo sempre il fanalino di coda ogni tanto non dispiace trovare un prodotto bello e patinato come un giornale pubblicitario di un'agenzia di viaggi ma assolutamente poco avvincente e decisamente noioso.
Su sky e se lo perdete pazienza.

domenica 24 maggio 2015

Boxeo Literario








Ieri sera 23 maggio 2015 sono tornato in via del Pratello a Bologna e chi legge i libri di Carboni saprà già di cosa sto parlando.
Tornare in via del Pratello è come al solito un'immersione nel tempo, il tempo perduto della giovinezza stropicciata quando si trascorreva una serata in un pub al Pratello a bere birra e disquisire sul futuro, ipotetico, sulle donne, improbabili, sulla politica ancora accessibile.
Ieri sera invece ero al Vanilla & Comics, per fare il giudice, per gioco direi, al Boxeo Literario, e i due scrittori boxer erano in realtà due giovani scrittori napoletani in carriera, Marco Marsullo e Paolo Piccirillo, due autori di narrativa che scrivono per case editrici importanti, Einaudi, Laterza, scrivono per quotidiani sportivi, e girano l'Italia.
Li ho invidiati, ma neanche tanto, perché ognuno ha la sua storia, o il proprio destino quello che è riuscito a costruire o si è inventato e io ieri sera mi sono divertito, sono stato invitato dall'amico Vasco Rialzo a un gioco, una festa, ed ero lì con la mia storia, la mia età, il mio essere scrittore insieme ad altri scrittori, e alla fine nel complicato ed effimero mondo dell'editoria italiana conta soprattutto essere nel luogo esatto che si decide di occupare e io rimango defilato, con la mia insana passione e questo scrivere che porta le mie dita sulla tastiera del pc e le mie gambe in un locale giovanile e non posso che ringraziare queste immersioni di vita pura, quindi in bocca al lupo Marco e Paolo, che possiate trovare la strada spianata verso il successo, io rimango a Bologna osservatorio privilegiato di un mondo che a dispetto di ogni crisi continua ad evolversi.

venerdì 22 maggio 2015

Vuoti a perdere ... intervista di Quibolognatv



19 maggio 2015 ore 18 alla Feltrinelli di Pz Ravegnana intervista di Stefano Zanerini di Quibologna tv.
Abbiamo chiacchierato intorno al mio ultimo romanzo Vuoti a perdere, Eclissi Editrice, in vendita in tutte le librerie bolognesi.
Se siete curiosi cliccate sopra.

giovedì 21 maggio 2015

prima presentazione Vuoti a perdere






Ecco alcuni momenti della prima presentazione di Vuoti a perdere  editrice Eclissi Milano.
Alcuni momenti della presentazione prima e durante con gli amici di sempre, Andrea Piselli, Marco Piovella insieme dal primo romanzo, e Stefano Zanerini incontrato lungo il mio percorso di scrittore.
Perché la cosa bella di questa avventura è incontrare persone belle che credono ancora nella narrazione, si emozionano davanti a un romanzo e ti incoraggiano durante il percorso adrenalinico delle uscite.
Sarà un anno di corsa, finita l'ultima presentazione il 4 settembre potrò dedicarmi all'uscita del romanzo autunnale ed è davvero un bel gioco di ruolo non trovate?

Per i bolognesi, il romanzo è sicuramente in vendita alla Feltrinelli di Pz Ravegnana, sotto le due torri e costa 12 euro.




sabato 16 maggio 2015

Napoli ... Il senso del dovere



E nel giorno del dolore e dello sconcerto per una nuova strage della follia non voglio tacere, perché la morte di quelle persone e del collega deve aiutarci a riflettere.
Ieri sera quasi in diretta ho appreso della tragedia napoletana dal mio salotto tranquillo e la cosa che mi ha spiazzato è stata il commento della giornalista televisiva di non so quale canale che per la prima volta da quando faccio il mio mestiere ha parlato di poliziotti municipali e non di vigili, e l'ha detto più volte, ha parlato di un ufficiale della polizia locale di un altro agente ferito insieme a tutti gli altri cittadini che voglio ricordare.

Il criminale ha ucciso 4 persone, tra cui un tenente della polizia municipale di Napoli, suo vicino di casa. Ci sono anche 6 feriti tra cui due poliziotti, un carabiniere, un agente della Polizia Municipale, che versa in gravi condizioni, e un passante che si trovava a bordo di uno scooter proprio in quel momento.

"Sono vicino alle famiglie delle vittime e dei feriti e ai nostri uomini in divisa rimasti coinvolti oggi nella sparatoria a #Napoli" twitta il ministro dell'Interno Angelino Alfano.

E spero che questa volta lo Stato cominci a capire che i suoi uomini in divisa sono anche gli agenti della Polizia Locale ogni giorno in prima linea.

Il collega gravemente ferito era lì non per fare delle multe ma per delimitare l'area pericolosa a salvaguardia della popolazione quindi facile bersaglio del criminale, e il Tenente della Polizia Municipale Francesco Bruner stava soccorrendo il collega quando è stato freddato.

Poliziotti a tutto tondo, in prima linea per senso del dovere, perché il senso del dovere va al di là delle polemiche, della mancanza delle divise, degli stipendi bloccati, dei mancati riconoscimenti dello Stato e soprattutto della sua cronica indifferenza al nostro ruolo di poliziotti locali.

Onore al collega caduto e all'altro ricoverato in gravi condizioni.
Spero che la stampa, quella che ogni giorno ci aggredisce e denigra, questa volta sappia riconoscere il valore degli uomini che ieri sono caduti per difendere i loro concittadini.
Spero che lo Stato sappia essere davvero solidale con le famiglie dei nostri colleghi.
Spero che questo paese cominci ad accorgersi che ci siamo anche noi in trincea.
Spero che il sacrificio di Francesco Bruner serva almeno a questo.
Noi comunque non lo dimenticheremo, ogni collega caduto è un fratello.
Nessuno deve rimanere indietro.

mercoledì 13 maggio 2015

Vuoti a perdere ... prima presentazione




19 maggio 2015
ore 18
Librerie Feltrinelli
Piazza di Porta Ravegnana
Bologna


Prima presentazione di rito per il mio ottavo romanzo.
Terzo pubblicato con Eclissi Editrice Milano.
Terzo della serie dedicata al maresciallo Greco del nucleo operativo dei carabinieri di Bologna.
Vi aspetto numerosi e curiosi, come sempre.


 conduce Andrea Piselli
leggerà alcuni brani 
Marco Piovella




domenica 10 maggio 2015

Breaking Bad ... la magia della narrazione












Ho terminato 3 minuti fa di vedere l'ultima puntata della serie più entusiasmante degli ultimi anni.
Mi rimarrà dentro e difficilmente riuscirò mai anche solo lontanamente ad avvicinarmi a tanta creatività narrativa, ma credo che questa immersione in 5 stagioni furibonde e feroci non potrà che fare bene al mio mestiere di scrittore.
A volte penso che il cinema sia morto e la fiction gravemente malata, ma dopo avere visto questa serie devo ricredermi.
Cosa deve avere una narrazione per piacere a chi guarda o ascolta?
Tanti ingredienti: incuriosire, emozionare, divertire, spaventare, sedurre, e in una parola portare chi ascolta o legge o guarda ad immedesimarsi e questi effetti li proverai tutti in Breaking bad dove ti troverai, tuo malgrado, a fare il tifo, ma che dico ad amare il signor Walter White, professore di chimica e cuoco sopraffino di metanfetamina.
Ti innamorerai di ogni singolo personaggio per questo alla fine soffrirai per dovere rinunciare a loro.
E io piccolo scrittore di neri di provincia non posso che inchinarmi davanti a questa sceneggiatura, alla bravura degli attori, al ritmo narrativo, alla regia.
Spero solo che il mio scrivere trarrà spunto da tale insegnamento e alla mia prima presentazione del nuovo romanzo Vuoti a perdere che si svolgerà il 19 maggio 2015 alle 18 alla Feltrinelli di Pz Ravegnana a Bologna, indosserò la maglietta con la faccia di Walter White, chissà che non mi porti fortuna.
Per chi vuole vedersi le 5 stagioni in streaming, le trova qui:
breaking bad
Ma attenzione la visione di questa fiction può causare effetti collaterali, provare per credere.
 

sabato 9 maggio 2015

Malika Ayane ... senza fare sul serio



C'è chi aspetta un miracolo e chi invece l'amor ...

Mi rendo conto che non parlo tanto di cantanti donne italiane, e mi accorgo che Malika Ayane mi piace, non sempre ma quando accade mi piace molto, come in questa Senza fare sul serio che entra nel mio pomeriggio di un sabato di maggio e già come Figlio di un re di Cremonini, con poche battute descrive varia umanità, e la nostra vita oggi non è che questo, una carrellata continua,  colorata, dove c'è posto per tutti, eroi, insonni, disperati, mostri, tutti insieme a cercare il pulsante della sveglia, a infilarsi in una doccia per lavarsi da brutti sogni e sensi di colpa.
Il tempo entra in questa canzone che già come Il cielo è sempre più blu, gioca sul ritmo e utilizza bene le immagini della cantante in movimenti stereotipati e meccanici e  il video, essenziale,  colori attenuati, arriva, penetra lo schermo e rimane a farmi compagnia.
Brava Malika, cantante italiana, nuova generazione di autrice e interprete, figlia di due mondi diversi, e anche per questo prova vivente di come bellezza e armonia possano nascere dall'incontro di persone appartenenti a paesi tanto vicini geograficamente quanto lontani culturalmente.

martedì 5 maggio 2015

masterchef ... in questo mondo di cuochi






Nell'immagine sopra rubata dalla rete solo alcune delle trasmissioni di punta del palinsesto televisivo dedicato alla cucina, non ci credete? Fate attenzione ai titoli:
Masterchef Italia, Australia, Canada, Stati Uniti, Spagna.
Cucine da incubo America, Italia.
Il boss delle torte che perdonate l'associazione, ma sembra davvero un boss italo americano.
Cortesie per gli ospiti.
Antonella Clerici con La prova del cuoco (Rai1), Benedetta Parodi con I menù di Benedetta (La7), Tessa Gelisio con Cotto e mangiato (Italia 1), Alessandro Borghese con Cucina con Ale (Real Time) e Gianfranco Vissani con Ti ci porto io. . . In cucina con Vissani (La7) insegnano ai telespettatori, passo passo, come preparare pietanze di ogni tipo in poco tempo. 

Potrei proseguire fino in fondo alla pagina e sicuramente dimenticherei qualcuno.
e adesso è iniziato anche l'expo che guarda caso parla di cibo, poi c'è  il Papa che parla di una buona occasione per affrontare il problema della globalizzazione, c'è  Renzi che parla di grande occasione per l'italia, ma mi dicono che alla fine l'Expo sembra destinato a un grande pubblico di gente disposta a pagare 2 euro e mezzo per una bottiglietta di minerale con tutte le proporzioni che seguono.

Perché si parla tanto di cucina? Perché ha  successo.
Ma perché ha tanto successo?
E' una domanda che mi sto ponendo come fruitore del mezzo televisivo  che tanto spazio dà alle ricette e agli chef  i quali  come grandi star dominano la scena,  mentre la cultura è davvero  residuale negli interessi dei telespettatori.

Poi ieri mi è capitato questo video interpretato da Natalino Balasso al cibo e ai ristoranti e mi è venuto in mente un film apocalittico, 2023 i sopravvissuti, che vi consiglio, dove l'unico cibo rimasto era composto da tavolette proteiche in un futuro davvero pessimistico, e sapete cosa? Non siamo molto lontani da un punto di non ritorno, stiamo incollati e sedotti davanti allo schermo ad ammirare ricette che non sapremo mai cucinare, con cibi che contengono sostanze micidiali e rimaniamo incantati dalla magia.
Siamo ipnotizzati da un bel gioco di prestigio e ci dimentichiamo dell'altra parte del mondo quella che nemmeno può scegliere se avvelenarsi o digiunare ... buon appetito




venerdì 1 maggio 2015

Il silenzio della bassa a 2 euro e 99 su Amazon




Il 4 maggio 2015 va in stampa Vuoti a perdere, il mio ottavo romanzo, continua la serie dedicata al maresciallo Greco esattamente il terzo dopo Belva di città e Cielo d'agosto, edito da Eclissi di Milano.
E' una fortunata coincidenza che proprio pochi giorni prima di questa uscita Amazon abbia deciso di ribassare per la seconda volta, cosa più unica che rara, il prezzo del mio ultimo romanzo, Il silenzio della bassa in formato Kindle, a 2 euro e 99.

Il silenzio della bassa è il coronamento di un percorso editoriale iniziato cinque anni fa con Bologna all'inferno che a dispetto delle grandi case editrici, dei grandi distributori, della crisi del settore, mi sta dando grandi soddisfazioni.

I risultati di vendite del 2014 sono davvero entusiasmanti per un piccolo scrittore provinciale come me, e sapete cosa? La mia non è una dichiarazione di umiltà, mi piace la mia dimensione provinciale, mi è congeniale, mi sento bene qui nella bassa immerso in un'atmosfera che in questi anni è stata il carburante della mia creatività narrativa, insieme ad altri ingredienti.

Devo anche ammettere che grazie agli ebook il mio romanzo è entrato nelle case o perlomeno nei Kindle, kobo, tablet e computer di migliaia di persone, un'operazione impensabile da proporre anche con centinaia di presentazioni e quindi non posso che ammettere quanto il progresso e la tecnologia servano, e a me in questa particolare vicenda mi abbiano permesso di diffondere il mio stile narrativo.

Ma devo ringraziare ancora una volta Frilli, Casa editrice genovese coraggiosa e generosa che ha creduto in me, spero che questo sia solo l'inizio di un piccolo successo emiliano e ligure, razze toste le nostre altroché.