venerdì 20 ottobre 2017

Omicidio in piazza Sant'Elena



"Genova, là in lontananza, nella luce soffusa di una sera autunnale. Lorenzo era ancora in grado di meravigliarsi di fronte a quello spettacolo. Non poteva fare a meno di pensare che dalla nave la città appariva come un tutto omogeneo. Come in un bosco visto dall'alto lo spazio urbano si esauriva nelle facciate dei palazzi di Sottoripa e nella cupola della basilica di Carignano, meraviglia del Rinascimento, a vigilare sulla ormai distrutta via Madre di Dio, dove suo nonno era nato e dove amava pensare, tutto era iniziato".

Il primo romanzo di Alessio Piras è un nero metropolitano essenziale e doloroso dove la possibile realtà si mescola con la trama romanzesca rimanendo comunque legata alle vite dei diversi personaggi in gioco. Frilli, l'editore che ha deciso di dare spazio a storie localizzate su tutto il territorio nazionale deve avere percepito immediatamente, da genovese, la potenza evocativa di Piras.
Questo è soprattutto un romanzo di atmosfere e io da bolognese che non ha mai visto Genova, se non in immagini televisive o dal finestrino di un auto in passaggio veloce sull'autostrada, sono rimasto incantato dalla capacità descrittiva di Piras quando racconta la vita di una mitica città di mare.

Piras, genovese, riesce a raccontare la sua Genova e anche a evocare Barcellona, città nella quale credo trascorra parte dell'anno fra lavoro e studio.
Piras evoca luoghi e abitudini per me sconosciute e parla di cibo, di piatti tipici della tradizione ligure, facendomi desiderare di assaggiarli.

"Andò in cucina e sul piano di marmo davanti al mortaio trovò la focaccia. Fece colazione intingendola in un'enorme tazza di caffelatte, come quando era bambino seduto in sala da pranzo guardando il mare".

In questo romanzo di esordio c'è una morte da svelare, una presunta morte per overdose, e una vicenda familiare dolorosa e oscura, come spesso capita di incontrare nella cronaca nera del nostro paese, ma ci sono anche personaggi atipici, Lorenzo uno studioso, detective per caso, Pagani  poliziotto duro e puro ma che sa ascoltare, e una schiera di personaggi tutti con una propria storia da raccontare, ma soprattutto c'è mare, cielo, atmosfere e profumi in un nero che scivola leggero e intenso fino al suo naturale epilogo, lasciando intendere che questo è solo il primo episodio di una possibile serie.
Chi come me nei neri cerca non solo il dipanarsi dell'indagine  ma le atmosfere, i personaggi e i sapori, non resterà deluso dal romanzo di esordio di Alessio Piras.

Omicidio in Piazza Sant'Elena
Frilli Editore
155 pagine
11 euro
4,99 formato Kindle
lo trovate su amazon



mercoledì 18 ottobre 2017

Better call Saul



Ho impiegato diverso tempo per avvicinarmi a questa serie, prequel di Breaking bad.
Temevo una forzatura, una di quelle serie che nascono dalla nostalgia del capolavoro per fare rinascere alcuni personaggi altrimenti persi per sempre.
Mi sbagliavo.
Saul Goodman è un personaggio favoloso, tanto imperfetto quanto amabile, l'avvocato che vorresti avere, colui che può cavarti dai guai, o rovinarti definitivamente.
Dopo alcune puntate cominciano a comparire anche alcuni dei personaggi importanti di Breaking Bad ed emergono particolari delle loro vicende personali.
La serie è come Breaking Bad costruita magistralmente, la sceneggiatura è un piccolo capolavoro e pure mantenendo un carattere di commedia nera grottesca ha un'eleganza e una profondità inaspettata.
Se confronto questo prodotto con Coliandro, del quale ho visto la prima puntata venerdì 13 ottobre 17, mi chiedo il perché di certe sceneggiature improvvisate, trame sconclusionate, dialoghi impossibili.
Perché va bene proporre una commedia grottesca, va bene farla sostenere tutta dal bravo Morelli, ma è possibile che questo sia il massimo risultato ottenibile?
Sarà anche una scelta stilistica, ma che tristezza.

Approfitto per dirvi che i prossimi tre romanzi Frilli che ho scritto e che spero di pubblicare sono la mia personale dedica a Breaking Bad, solo affettiva chiaramente ma vi dirò di più nel tempo.

Better Call Saul è su Netflix

martedì 17 ottobre 2017

Il ghiaccio e la memoria ... intervista di Alessio Piras








Alessio Piras non l'ho mai incontrato e probabilmente non ci incontreremo mai.
E' merito di Carlo Frilli se ha preso in mano un mio romanzo, il passa parola a volte porta piacevoli conseguenze e fortunati incontri.
Piras è un ricercatore universitario, vive a Barcellona ed è nato a Genova, potrebbe essere mio figlio se a 22 anni mi fosse capitato di diventare padre, eppure abbiamo affinità che vanno al di là delle differenze generazionali e degli slanci ideali.
Abbiamo una passione in comune oltre alla Vespa, la narrativa.
Gli ho spedito o fatto spedire adesso non ricordo, il mio ultimo romanzo, questa volta edito da Minerva ed è nata una corrispondenza che è diventata l'intervista alla quale vi rimando.
Se una parte dell'universo mi urla senza troppi scrupoli che scrivere narrativa di genere è impresa disperata in un mercato saturo, rimane l'altra faccia della luna che invece mi sprona a continuare a inventare storie che abbiano un senso, almeno per me.
Piras è,  insieme ad altri intellettuali, critici, scrittori, editori, una persona che ha letto il mio romanzo con l'onestà e la curiosità necessarie e l'intervista è diventata un confronto fra due scrittori, fra due generazioni, fra due mondi paralleli ma anche convergenti, e la terrò cara per i momenti di vuoto che prima o poi assediano qualsiasi scrittore.
La potete trovare e leggere se avete cinque minuti da perdere.


lunedì 16 ottobre 2017

mindhunter



Nella mente dei serial killer.
Sto guardando le puntate di Mindhunter, mi piace, sarà che in un'altra vita forse avrei voluto essere un agente dell'Fbi, con quella formalità estetica e sostanziale che caratterizza i vari personaggi cinematografici e letterari, con la forza composta di uomini e donne che si muovono in mondi oscuri in una lotta spesso impari con le forze del male, moderni eroi, cavalieri in giacca e cravatta a sfidare menti tanto perverse da sembrare costruite in laboratorio.
Mindhunter è ispirato al romanzo Mind Hunter: Inside FBI’s Elite Serial Crime Unit, scritto da  Mark Olshaker e John E.Douglas che era un agente speciale dell'Fbi e racconta nel libro la nascita dell'unità di scienze comportamentali attraverso un'analisi pragmatica dei diversi casi.
La serie Netflix è chiaramente romanzata ma rappresenta sicuramente un importante punto di partenza per analizzare uno dei fenomeni più sconvolgenti della criminalità principalmente americana , ma ormai non solo.
I seriali inizialmente erano chiamati sequenziali, e affascina il racconto di come anche le resistenze della vecchia scuola investigativa dell'Fbi dovettero cedere di fronte all'orrore da una parte e la spinta al rinnovamento di nuovi agenti dall'altra.
A chi piace il genere è caldamente consigliata.
La serie si svolge alla fine degli anni settanta e impressiona pensare che io c'ero già con la mia adolescenza bolognese e visto da qui sembra davvero un altro mondo, forse migliore chissà.
Su netflix

venerdì 13 ottobre 2017

tin star



Ho appena concluso la visione dell'ultima puntata di Tin star.
Gli ingredienti  sono tanti e tutti avrebbero potuto fare di questa serie qualcosa di davvero interessante però qualcosa non funziona e ve lo dice un divoratore di serie.
Lui, Tim Roth, è grande come sempre, essenziale, brutale, irrazionale, incomprensibile, potente, ma tutta la sua bravura è convogliata in un personaggio poco credibile.
Detto fra noi, se io bevo fino a svenire, svengo, non divento una macchina per uccidere, la famosa favola del dottor Jekyll e mister Hyde aveva più agganci con la realtà di questa fiction.
Nasce tutto da una tragedia familiare che si trasforma in una vendetta tanto personale quanto sconclusionata.
Anche i "cattivi" non sono reali cattivi e non sono credibili e la stessa vicenda che dovrebbe essere l'origine di tutti i guai è poco interessante, poco credibile.
Rimane la bellezza dei luoghi nei quali si svolge la vicenda, Canada, la caratterizzazione di alcuni personaggi, l'ultra violenza che in alcuni momenti ricorda il grande Tarantino, e la dinamicità delle azioni cruente.
Giudizio finale?
Bocciato.
E mi dispiace davvero.

giovedì 12 ottobre 2017

mercoledì 11 ottobre 2017

River




Non è una serie paranormale come qualcuno ha scritto, è piuttosto la storia di un poliziotto con grande intuito e psicosi congenita che si muove in una Londra, credo, periferica e degradata, sulle tracce dell'assassino della sua partner. River è un poliziotto atipico sempre a rischio per i sui metodi non convenzionali, non piace ai superiori e ha una etica professionale e umana al di sopra dell'uomo comune.
River è sicuramente un nero e lo scoprirete con certezza alla fine della stagione.
Il protagonista Stellan Skarsgard è un attore svedese dalla grande intensità espressiva, sicuramente il fulcro della serie, e davvero un personaggio centrato.
Su Netflix

martedì 10 ottobre 2017

Il ghiaccio e la memoria a Pieve di Cento




Ci sono luoghi nella bassa sconosciuti ai bolognesi ma rinomati nei vari paesi, uno di questi è la Locanda della Tramvia, da Felizon, a Pieve di Cento.
Esco poco dalle mura di casa mia, il minimo indispensabile, e solitamente lo faccio per promuovere libri.
La serata da Felizon è un'occasione per bere un buon bicchiere di rosso, solitamente sangiovese, e mangiare qualcosa di semplice e genuino, senza fronzoli o formalità.
Mi ritrovo con amici che mi accompagnano ormai da anni nelle varie presentazioni e sono diventati amici condividendo la mia avventura letteraria.
Se abitate in zona Bologna-Ferrara, se siete curiosi di ascoltare qualcosa suoi miei scritti, se avete voglia di fare due chiacchiere informali, vi aspetto

  IL 24 ottobre 2017 alle 20 o giù di lì.

Prima si mangia, si beve, poi si chiacchiera intorno al mio ultimo romanzo.
Conduce la serata Andrea Piselli.
Letture di Marco Piovella.
Organizzazione di Claudio Balboni.
Se ci sei già stato sai cosa ti aspetta.
Se decidi di cenare ti conviene chiamare prima. tel 051975200

clicca il link del luogo

Via G. Garibaldi, 60, 40066 Pieve di Cento BO




venerdì 6 ottobre 2017

Il giallo di Caserme Rosse ... la vera storia



Quando la narrativa si confronta con la storia a volte la storia torna a riemergere, come certi scheletri sepolti in una qualsiasi palude che fanno capolino per raccontare una nuova versione o semplicemente per non dimenticare.
Sotto se cliccate il link potrete leggere un corposo articolo sulla vera storia del lager di Caserme Rosse, migliaia di vite transitate in quel luogo oggi parco pubblico quasi sempre deserto.
Approfitto per comunicarvi che Il giallo di caserme rosse è stato selezionato dalla Casa Editrice Frilli insieme ad altri bravi scrittori per concorrere al premio Scerbanenco, uno dei premi più prestigiosi per uno scrittore italiano di noir.
Leggetevi il regolamento, in questo premio anche i vostri voti fanno la differenza, quindi votatemi se mi volete bene o anche solo se vi piace come scrivo.

Qui trovate l'articolo degli amici Gufi Narranti sulla vera storia di Caserme Rosse.


giovedì 5 ottobre 2017

Il ghiaccio e la memoria ... recensione di Rino Tripodi


Ormai è una tradizione, quando esce un mio romanzo lo spedisco ad alcuni amici di letture, intellettuali, scrittori, insegnanti e aspetto.
Se il romanzo piace arriverà una recensione e anche questa volta Rino Tripodi mi ha fatto il regalo di un articolo all'interno della sua rivista Lucidamente.
La recensione merita per chi non conosce il romanzo e anche per chi non conosce me.
La trovate qui.
Buona lettura e come al solito grazie Rino.

mercoledì 4 ottobre 2017

Ahmet Altan ... scrittori dentro




A volte penso di dargliela su, come diciamo a Bologna. Questa cosa dello scrivere, e scrivere, e scrivere, come se qualcosa dentro mi spingesse continuamente a sbrodolare al mondo cose, pensieri, congetture, recensioni, idee, che senso ha? Sono sempre meno incline alla socialità, sempre meno desideroso di uscire dai confini del mio sgabuzzino, eppure più restringo la mia rete sociale e più ho voglia di comunicare a senso unico, come se lanciassi bottiglie con messaggi, senza una grande curiosità sul risultato. Leggo di uno scrittore davvero recluso e non per sua volontà, in un carcere turco dal 2016. Lui non può scegliere, non può decidere se andare in giro per premi letterari, convegni culturali, feste di piazza o sagre paesane, non può abbracciare le persone che ama, né andare in palestra, o a mangiare la pizza, lui può solo pensare e costruire storie nella sua testa.
Su Repubblica del 27 settembre 2017 ho trovato un suo articolo, racconto, dalla cella di una prigione turca e in quelle poche righe c'è in parte il mestiere dello scrittore.
Che non è un mestiere, è una condizione esistenziale, si scrive per tanti motivi, ma soprattutto per uscire da noi e andare nel mondo, senza muoverci da una stanza, una cella per lui, uno sgabuzzino per me.
Si scrive per inventarsi un amore, uno di quelli che non hai mai avuto, o che hai avuto e vuoi ricordare, o continui ad avere.
Si scrive per uccidere il tuo peggior nemico, la tua paura di vivere, chi ti ha fatto un torto, chi lo ha fatto a tanti.
Si scrive per inventarsi dei personaggi che davvero dialogheranno per te, con te, fra loro e diventeranno, davvero, parte della tua giornata, delle tue notti, dei tuoi sogni.
E si scrive a volte, perché sempre meglio scrivere che andare in giro nei soliti posti, a incontrare le solite facce, a cercare i soliti svaghi. Scrivere può diventare davvero un progetto di costruzione di un mondo dove sarà dolce naufragare e perdersi definitivamente e vi lascio con un brano di Altan tratto da questo suo racconto:

Sono uno scrittore. Non sono né dove sono, né dove non sono. Ovunque mi rinchiudano, viaggerò per il mondo con le ali della mia mente infinita. Inoltre, ho amici in tutto il mondo che mi aiutano a viaggiare, molti dei quali non ho mai conosciuto. Ogni occhio che legge quello che ho scritto, ogni voce che ripete il mio nome, mi tiene per mano come un piccola nuvola e mi fa volare sulle pianure, le sorgenti, le foreste, i mari, le città e le loro strade.
Mi ospitano silenziosamente nelle loro case, nelle loro sale, nelle loro stanze. Viaggio in tutto il mondo nella cella di una prigione.

Non so quanta voglia mi resterebbe di scrivere da una cella di una prigione, e non so nemmeno quanta disperazione possa in realtà fare compagnia a questo scrittore, ma so che io e lui abbiamo in comune una cosa, la magia della scrittura e questo, ci avvicina.
Io sono uno di quelli che lo sta scrivendo, nominando, citando e un pezzetto della sua anima ora è qui nella mia bassa sconfinata di campi e che gli possa arrivare nella sua cella almeno in sogno un'idea di tutto lo spazio libero e verde che mi circonda.

martedì 3 ottobre 2017

letture estive ... CORRUZIONE



Nel link la scheda completa con prezzi e dettagli.
Chi conosce Don Wislow non ha bisogno di introduzioni, sicuramente uno scrittore muscolare che piace a chi frequenta sbirri buoni o cattivi che siano come il sottoscritto, è l'ennesimo successo di uno scrittore che sicuramente si muove con disinvoltura fra procedure di polizia e indagini.
Ma non vi racconterò la trama, come al solito non mi interessa.
Questa è la storia di un eroe che è anche un antieroe per definizione, soprattutto un uomo con i suoi terribili scheletri nell'armadio e una famiglia da mantenere.
Quante volte l'essere umano si fa corrompere dalla cupidigia e cade nel baratro dei compromessi senza ritorno, diventando un criminale?
L'Italia è una delle più grandi palestre di corruzione.
La corruzione ha dilaniato il nostro paese, affossando ogni partito politico, distruggendo il rapporto fiduciario che legava il popolo alla politica.
La corruzione arriva ovunque come un cancro inarrestabile e la cosa buffa è che nel nostro paese molti corrotti alla fine se la cavano alla grande, quindi non è vero che i cattivi vanno tutti all'inferno e che la giustizia trionfa.
Vi lascio a un romanzo incalzante, ansiogeno, con scene d'azione che vorrei avere scritto io e una tensione che non ti abbandona fino all'ultima pagina.
Se vi piacciono i poliziotti vivi o morti qui ne troverete in abbondanza.
552 pagine
17 euro e sblisga su amazon cartaceo
io l'ho comprato in ebook a 9,99 euro.
e dimenticatevi Serpico, quello era un altro modello di sbirro.

lunedì 2 ottobre 2017

stranger things





Netflix e non dico altro.
la scoperta dell'estate. adesso posso vedere le serie sul telefonino, nel tablet, fra una sessione e l'altra di un furioso combattimento nell'xbox one, e anche in televisione.
Stranger Things l'ho visto quasi tutto sullo schermo del mio Lumia 950 xl, telefono in via d'estinzione ma che funziona ancora alla grande per le mie esigenze.

Che dire, mi sono emozionato, divertito, spaventato, innamorato, come con un romanzo del  migliore King e qui di riferimenti ce ne sono in abbondanza, il gruppo di amici fra l'infanzia e l'adolescenza, il mostro spaventoso, l'ignoto e poi il destino infausto, i crucci dell'adolescenza, l'azione la fantasia, la creatività.
E se  vero che non si riesce a inventare storie nuove è anche vero che si possono raccontare storie guardandole da una nuova prospettiva.
Attendo trepidante la seconda stagione e in questo momento Netflix batte sky, anche perché sky go fa davvero schifo, lento, impreciso, poco fruibile, specialmente in Sicilia.
Netflix invece va sempre sembra animato di vita propria.

domenica 1 ottobre 2017

sono tornato ... letture estive, IL SIMPATIZZANTE



Il romanzo è  di Viet Thanh Nguyen, qui la scheda completa.

Viet Thanh Nguyen insegna English and American Studies and Ethnicity alla University of Southern California. È autore di Race and Resistance: Literature and Politics in Asian America (Oxford University Press, 2002) e di Nothing Ever Dies: Vietnam and the Memory of War, «una potente riflessione su come scegliamo di ricordare e dimenticare» (Kirkus Reviews). Il simpatizzante è il suo primo romanzo.

Grande giornalista, grande scrittore.
Non è solo un romanzo storico che ci riporta al tragico conflitto nel Vietnam con tutte le sue contraddizioni e lacerazioni, è anche un'analisi spietata e oggettiva della schizofrenia esistenziale di un individuo costretto per motivi ideologici a vivere due vite parallele e inevitabilmente in collisione.

Non esiste conclusione positiva, non esiste salvezza possibile, la storia quando raccontata così magistralmente non concede sconti, non racconta frottole.

512 pagine che scorrono lente e impetuose come un fiume in piena.
18 euro spesi bene ed esiste anche la versione digitale.




mercoledì 6 settembre 2017

Polizia Municipale ... ennesima aggressione


Permangono gravissime le condizioni dell’ispettore della Polizia Municipale Luigi Licari aggredito sabato sera in via del Rotolo a Catania da un gruppo di giovani; a uno di essi, l’ispettore della polizia locale, aveva vietato di accedere con lo scooter poiché la strada era momentaneamente chiusa al traffico.
Non era lì a fare il ‘’poliziotto‘’, non stava svolgendo compiti considerati da molti estranei al nostro mandato, stava espletando una delle funzioni tipiche e storiche della Polizia Municipale, si chiama viabilità.
La violenza nei confronti delle forze dell'ordine e della polizia locale in Italia è cosa nota, ci sono dati e statistiche allarmanti (la polizia locale è al terzo posto per aggressioni, dopo carabinieri e polizia - dati ASAPS).
Il fatto che sia accaduto a Catania è relativo, l'epidemia di violenza e mancanza di rispetto per le divise ormai ha raggiunto tutto il paese, è diventata questione culturale e sociale.
Il cittadino medio ha considerazione per le divise per rispetto delle stesse o per timore delle conseguenze, accetta e condivide un contratto di tipo sociale.
Una fascia di popolazione invece se ne frega, perché sa che le conseguenze di un'aggressione selvaggia come quella occorsa al collega siciliano sono risibili, niente galera, al massimo una denuncia a piede libero, viene addirittura assolto ‘’per tenuità del fatto‘’ come successe a Bologna… se poi l'aggressore è minorenne non rischia praticamente nulla.
La situazione sta precipitando con una velocità inquietante, ed il governo non ce la fa a prendere i giusti provvedimenti, incapace e troppo incartato su se stesso, preoccupato per le prossime elezioni, per qualsiasi tema che non sia la tutela delle divise, preoccupato più a tutelare Caino che a salvare Abele.
E nel frattempo noi (insieme ai colleghi delle FFOO statali) continuiamo a farci male, a cadere, a rischiare la pelle, tutti i santi giorni (e con minori tutele delle FFOO statali).
Non è più tempo di vittimismo, è necessario trovare un terreno di confronto collettivo fra tutti i lavoratori della polizia locale, i sindacati devono dialogare fra loro, tutti i sindacati, mettendo da parte divisioni e antichi dissapori.
Solo uniti potremo portare a casa un risultato.
Uniti si vince.
Nessuno deve restare indietro.
Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

mercoledì 30 agosto 2017

Ed Sheeran - Shape of You [Official Video]





I’m in love with the shape of you
We push and pull like a magnet do
Although my heart is falling too
I’m in love with your body



Io sono innamorato della tua forma
noi ci attraiamo e respingiamo come fanno i magneti
sebbene anche il mio cuore si stia innamorando
io sono innamorato del tuo corpo



Canzone dell'estate che lentamente volge al termine, delle mie corse furibonde sul tapis roulant cercando di non morire, delle giornate vuote nelle quali rimane solo la radio al ritorno dal lavoro, la musica a riempire gli spazi, e le immagini dei video che mi fanno ormai compagnia dagli anni 80, da quando inventarono video music.

Vi lascio con una dichiarazione d'amore che vale più di qualsiasi minchiata esistenziale

Baby sono innamorato del tuo corpo, delle tue forme e alla fine il segreto dell'amore è tutto lì in quella attrazione animale che non lascia spazi a inutili dichiarazioni d'intenti.


martedì 29 agosto 2017

Polizia Municipale ... bersagli mobili








Il decreto e la direttiva del Ministro dell’interno sullo svolgimento dei compiti istituzionali delle Forze di Polizia e sulla razionalizzazione dell’impiego delle stesse sul territorio. Alla Polizia Locale la competenza “preminente” in materia di sicurezza stradale in ambito urbano.
Proprio nella prima parte della direttiva, dove si tratta della sicurezza stradale, il Ministero affida alla specialità della Polizia Stradale in via principale i servizi elencati nell’articolo 11 del codice della strada e in via esclusiva quelli svolti in ambito autostradale. Sulla viabilità ordinaria concorrono con la Polizia Stradale, la Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri e, nei limiti del territorio di appartenenza anche la Polizia Locale che, nell’arco delle 24 ore (se ovviamente i turni e il personale lo consentono), svolgerà i servizi di polizia stradale in via preminente, così da consentire alle Forze di Polizia di dedicarsi alle loro competenze principali, secondo quanto previsto dalla direttiva. Ovviamente tale impegno sarà assicurato secondo le disponibilità e le risorse delle Città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia e, progressivamente, sino a quelli più piccoli. Tale ripartizione di competenze in capo alla Polizia Locale avverrà tramite il coordinamento dei prefetti in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, come peraltro già da tempo accade, soprattutto nei comuni medio grandi.

 
Tempo di terrorismo islamico, ognuno deve fare la sua parte e noi, la Cenerentola di questo paese che tanti politici cercano di rendere ridicolo, dovremo occuparci in maniera preminente dell'infortunistica stradale.
Cosa che facciamo già nelle grandi città, quindi come spesso accade, stanno parlando di nulla, perché tutti gli addetti ai lavori sanno che noi siamo e saremo sempre lì in strada a rilevare incidenti... come staremo davanti alle fioriere e alle transenne delle feste grandi o piccole di mille comuni, a garantire tranquillità e sicurezza come le forze dell'ordine statali.
 
Come potete notare nell'immagine sopra (che ritrae un collega milanese), noi siamo e saremo agli imbocchi delle aree pedonalizzate, a controllare i varchi, così come siamo nelle zone dove ferve la movida, in prima linea durante feste, sagre paesane e manifestazioni...
 
ma il legislatore ha sancito e vergato un messaggio chiaro per noi della polizia locale, noi che non contiamo nulla e nulla pesiamo nel campo della sicurezza delle grandi e medie città, dobbiamo occuparci di tutto ciò che non potrà più seguire la polizia di serie A, viabilità, infortunistica, perché loro saranno impegnati a debellare il terrorismo e noi a fare ciò che ci viene meglio, i vigili urbani.
Gli agenti delle forze dell'ordine statali devono portare l'arma anche a letto, riporla sotto il cuscino, in attesa dell'isis, mentre noi non dobbiamo avanzare sacrosante rivendicazioni e dobbiamo fare ciò che lo Stato ordina.
Peccato però che a cadere sotto al fuoco degli assassini di Charlie Hebdo sia stata anche una collega della municipale parigina, accorsa proprio per un incidente stradale...caduta come, ad esempio, i due coraggiosi agenti napoletani che sacrificarono la proprio vita per proteggere i concittadini da un folle armato di fucile.
 
Il Governo e molte Regioni non riconoscono il nostro ruolo, ignorano i rischi che corriamo insieme ai colleghi statali, o fanno finta di ignorarli, e ancora una volta si burlano di noi.
Se il Governo vuole avere vigili urbani, che sia coerente e ci faccia essere in tutto e per tutto impiegati comunali!!
 
 
 
Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

Il giallo di caserme rosse a Langhirano




l'anno scorso (2016) ho vinto il primo premio, una duplice soddisfazione, da una parte la soddisfazione di uno scrittore che vede premiato il proprio lavoro, in questo caso Bologna non c'è più, l'altra soddisfazione è quella di un pulismano che vince un premio dedicato ai poliziotti che scrivono. Dove non arriva la legge ad assimilare i ruoli arriva la narrativa di genere, e spero sia un segnale positivo. grazie a Luigi Notari e a Langhirano

domenica 27 agosto 2017

broadchurc



Premesso che da oggi in poi mai più linkerò qualcosa con riferimento a Wikipedia che con me ha chiuso, vi consiglio caldamente la visione di Broadchurc fiction inglese di grande fattura e davvero impressionante, bellissima l'ambientazione marittima, storia molto coinvolgente, un vero noir da non perdere. lo trovate in rete, come ho fatto io, e dentro il dolore, la passione, la sofferenza, il disagio, la perversione e gli errori, quegli errori che determinano esistenze e che lasciano annichiliti.
Nella realtà a volt accade diversamente, i peggiori mostri la sfangano anche quando ammazzano figli, mogli, suocere, ma chissà quali segni rimangono nei mostri, dentro, in quelli veri.

sabato 26 agosto 2017

J-AX & Fedez - Senza Pagare VS T-Pain




Fedez non mi fa impazzire ma il video è divertente e lui è solo uno dei personaggi di questo video che ha un suo senso nel paese dove non paga  chi solitamente ha già tutto e quindi ha anche l'arroganza di non pagare più nulla e il passaggio che cita i calciatori di serie A è significativo, conta solamente chi appare, e i calciatori sono la massima espressione della nostra superficialità culturale, loro possono tutto, moderni gladiatori invincibili, e allora gustatevi questo video estivo nato anche con un intento benefico.
L'estate non è ancora finita 

venerdì 25 agosto 2017

wikipedia ... grande fratello scortese



Chi non ha mai consultato Wikipedia?
Io la consulto ma non capisco tutto, leggo che ogni tanto chiedono una sovvenzione, ho anche provato a iscrivermi, e un amico mi ha anche dedicato alcuni anni fa una paginetta che è stata poi brutalmente cancellata dagli amici dell'enciclopedia più libera del mondo e visto che la consulto ma non capisco alcune cose del loro agire ho scritto loro un mio parere e ve lo regalo, anche se potete leggerlo da qualche parte in Wikipedia, perché io non sono nessuno e lo dico con la consapevolezza di questo dato oggettivo, però anche nessuno può stancarsi di prendere delle pietre in faccia da chicchessia, soprattutto quando si chiamano Burgundo e Phantomas:

Vi lascio con il mio pensierino dedicato a loro:

Gentilissimi, non essendoci un indirizzo al quale scrivere sono costretto a esprimere qui il mio parere. Mi chiamo massimo fagnoni, e oltre a lavorare per vivere sono uno scrittore di genere, ho al mio attivo 12 libri tutti pubblicati con case editrici serie e non a pagamento. Ciò premesso, un mio affezionato lettore decise qualche anno fa di aprire una pagina dedicata a me, come scrittore, iniziativa incauta sicuramente, ma legittima. Non conosco la vostra piattaforma e ho anche provato a iscrivermi ma la trovo complicata e difficilmente utilizzabile dal punto di vista del contributo nozionistico, la trovo utile come luogo virtuale dove attingere informazioni sempre con il beneficio del dubbio. La mia paginetta è stata cancellata, probabilmente perché l'incauto lettore non ha saputo utilizzare gli strumenti opportuni per darle dignità di esistere. Mi piacerebbe però ora capire perché io, un piccolo giallista della bassa emiliana con al mio attivo diversi scritti, qualche premio e qualche riconoscimento non ho diritto di avere uno spazio nella vostra bellissima enciclopedia, questo è il primo quesito che pongo anche se non credo che qualcuno risponderà. L'altra cosa, sempre segnalata dall'affezionato lettore è più sgradevole.
Non solo mi avete cancellato ma due collaboratori della storica enciclopedia hanno anche scritto alcune cose in calce alla cancellazione: BURGUNDO ha scritto, nella pagina dedicata alla cancellazione che mi ha eliminato che il contenuto era palesemente non enciclopedico o promozionale (12 nov 2013), due anni dopo Phantomas ha cancellato definitivamente la pagina con la procedura semplificata. Non capisco, uno scrittore bravo o meschino che sia, certamente crea una pagina per farsi conoscere, come chiunque svolga un'attività creativa, Wikipedia ne è piena, per questo motivo non ha diritto a esserci? Bene allora vi chiedo un'ultima cortesia cancellatemi completamente, perché l'idea che due anonimi individui mi abbiano cancellato liquidandomi come un qualsiasi venditore di pentole mi infastidisce non poco. Grazie dell'attenzione e tranquilli mi accerterò che nessuno fra amici, parenti o lettori faccia più l'errore di dedicare una paginetta al sottoscritto. mi piacerebbe ricevere una risposta diretta ma mi state dicendo che non è prudente usare un indirizzo di posta elettronica, perciò vi saluto ma non vi ringrazio

giovedì 24 agosto 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 10





"Bologna era un brulicare
confuso e pulsante di indiani metropolitani dipinti
e irriverenti che entravano nei ristoranti e pagavano
5000 lire per una cena, prezzo politico lo avevano
definito. Lui era troppo giovane per entrare nel
movimento di allora, troppo comunista, figlio di
borghesi comunisti, in una Bologna Zangheriana
che inseguiva il mito del compromesso storico e
aveva la sua roccaforte nelle fabbriche, nei circoli
di partito.
Poi è arrivato il ’77, la morte di Lorusso, apoteosi
di un periodo quasi perfetto, la rivoluzione pacifica
sfociata in tre anni di presidio semimilitare, nella
fine del sogno, insieme alla chiusura di Radio
Alice, insieme all'esplosione del terrorismo, quel
lo vero, che fu consacrato l’anno successivo con
il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro."

martedì 22 agosto 2017

bloodline




Cos'è il nero? Me lo chiedono spesso alle presentazioni dei miei romanzi, mi chiedono la differenza fra il genere nero e il giallo.
Bloodline è nero come la notte più profonda, è la quintessenza del nero, è inoltre americano, Florida.
Miami sullo sfondo e una striscia di terra in mezzo all'oceano.
Non c'è speranza, non c'è tregua, non c'è lieto fine, il ritmo cresce a ogni puntata, i personaggi sono credibili, realistici, emanano sudore, angoscia, rabbia, e anche amore alla fine, perché cosa conta più della famiglia e cosa non si farebbe per essa?
Del resto la cronaca insegna, i peggiori misfatti avvengono all'interno del nucleo familiare.
Prima stagione di Bloodline (2015), da non perdere su Netflix.
Dimenticavo, probabilmente è l'ultima comparsa in scena di Sam Shepard scomparso pochi giorni fa a causa della Sla, la sua ultima interpretazione televisiva sicuramente merita.

venerdì 18 agosto 2017

Ozark ... Netflix




Se vi è piaciuto Breaking Bad e Fargo, non potrà deludervi Ozark.
Perché?
Non c'è nulla di scontato, la trama si sviluppa inaspettatamente, non c'è nessuna certezza, la tensione cresce puntata dopo puntata e i personaggi sono credibili per quanto difficilmente identificabili.
Il denominatore comune fra le tre serie è sicuramente lo stesso, un uomo apparentemente normale che si trova catapultato, per una serie di scelte poco oculate, in una spirale di violenza e precarietà, dove non c'è spazio per speranza  e salvezza, ma nonostante tutto il protagonista si muove in questo universo oscuro sempre in bilico, sempre sull'orlo del baratro, sempre schivando l'assalto finale per un pelo.
Il protagonista di Breaking Bad era il chimico perfetto.
Il protagonista di Ozark è il commercialista perfetto e cosa può fare un commercialista perfetto se non riciclare denaro sporco?
Su Netflix

lunedì 14 agosto 2017

Tredici ... Netflix




Ho guardato con attenzione le tredici puntate di Tredici e nonostante l'istintiva avversione che ho per l'adolescenza sotto tutti i suoi aspetti e in qualsiasi periodo storico, devo ammettere che la prima stagione mi è piaciuta, la serie è tratta da un romanzo e la seconda stagione  dovrà avere un altro percorso perché la prima stagione si ferma dove finisce il romanzo.
Tredici è un giallo, un nero, sicuramente una vicenda interessante, e posso dirlo senza timore di svelare nulla, alla base della storia ci sono tredici audiocassette prodotte da una diciasettenne che spiega in 13 puntate il motivo del proprio suicidio.
Il suicidio non è un'opzione nel mio modo di pensare e sentire, soprattutto se una persona gode di buona salute e dietro alla scelta estrema solitamente si celano  storie di depressione e solitudine.
Ma dietro a questa fiction si cela invece il mondo misteriosamente superficiale dell'adolescenza, con i primi turbamenti, le contraddizioni culturali di una società che sta andando alla deriva e la difficoltà sempre maggiore di comunicazione fra le diverse generazioni.
Tredici vi piacerà, vi farà arrabbiare, vi commuoverà, e troverete la vicenda meno crudele in realtà di tanta cronaca.
Il personaggio nel quale mi sono immedesimato è chiaramente il nerd Clay, l'imbranato con le ragazze, il puro, giusto e teneramente imperfetto che cassetta dopo cassetta vi condurrà verso un finale decisamente aperto. Gli altri due personaggi che ho amato di più sono il suo amico gay Tony Padilla e la barista Skye Miller  del caffè Monet's.
La protagonista femminile, la suicida, non mi fa impazzire, la trovo irritante e vittimista, come molti suicidi.
Ma a voi il personalissimo e soggettivo giudizio.
Su Netflix piattaforma interessante e molto più economica di Sky.

sabato 12 agosto 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 9







"Vecchi evoca lontanamente a Veronesi la sua immagine
mentale di Don Chisciotte presa da illustrazioni
giovanili, film più o meno famosi e tanti
fumetti. Vecchi è alto quasi un metro e novanta,
magrissimo, con baffi dritti e secchi come spaghetti.
Ha mani lunghe, nervose quando parla, eleganti,
scientifiche e armoniose quando esamina un cadavere.
Ha una incipiente calvizie sopra il cranio e capelli
grigi, lunghi e stopposi che ricoprono la nuca arrivando
a lambire le spalle. Veste un camice solitamente
immacolato e in questo caso sopra indossa
un grembiule di gomma dura imbrattato di sangue.
Sotto al camice spunta il solito papillon colorato
che cambia ogni giorno, a casa deve averne
una collezione numerosa. Veronesi lo conosce da
sempre, conosce i suoi tempi, i silenzi. Sa quando
deve intervenire, quando è consigliabile restare in
religioso silenzio e quando è meglio rimanere fuori
dall'antro gelido e disperato dove tutti i giorni
transitano ospiti per il loro ultimo esame. Vecchi
interroga i corpi muti, li apre, li scompone come
giocattoli rotti, toglie organi, li appoggia in bacinelle
d’acciaio che riflettono le immagini e le luci
delle alogene, un posto per ogni organo, una collocazione
per ogni pezzo. Fra le sue mani la morte
assume un senso. E in tutto questo lavoro non c’è
spazio per gesti fuori posto, per indelicatezze o indecisioni.
Sembra amare quei corpi, non come furono
amati in vita, con le loro belle anime appese
da qualche parte, ma come pezzi di un insieme magico
che Vecchi rispetta, donando loro una nuova
ragion d’essere."

venerdì 11 agosto 2017

mercoledì 9 agosto 2017

Polizia Municipale ... morsicati e disprezzati.




Lido Adriano venditore abusivo morde gli agenti che lo controllano.

Estate è anche questa, e per noi della Municipale le spiagge possono diventare campo di battaglia contro la vendita di marchi contraffatti, contro l'abusivismo commerciale, spesso alimentato dalla criminalità organizzata che utilizza i senegalesi sulle spiagge per un mercato dell'illegalità che vive e prospera nell'indifferenza generale.
Fino a qui la cronaca.
E la gente come si comporta?
Quelli che in spiaggia prendono il sole, mangiano il cocco, fanno il bagno nell'acqua  così così dell'adriatico, quella gente lì, i nostri concittadini.
Ebbene sembra che come al solito gli astanti abbiano scelto da che parte stare facendo il tifo per il senegalese morsicatore, in seguito arrestato.
C'è una morale?
Non esiste una morale e nemmeno un lieto fine, esiste solo un problema culturale, quello che differenzia il nostro paese, che si spaccia per europeo, da un qualsiasi paese decisamente civile.
Nel nostro paese l'illegalità è la norma, il mancato rispetto delle regole è l'unico credo possibile, e chi deve farle rispettare è il nemico.
Non esistono altre verità, siamo ancora lontani dalla civiltà, lontanissimi dall'Europa, figli poveri e ignoranti della peggiore scuola del mondo, quella che si nutre di luoghi comuni e pregiudizi.
Fino a quando l'uomo della strada non comprenderà che le divise esistono per proteggere le regole della civile convivenza il nostro paese non potrà fare altro che galleggiare trasportato da una melmosa deriva, e in questo universo garantista a prescindere scelgo la legalità, scelgo chi ha deciso di servire e proteggere.


lunedì 7 agosto 2017

Uno di noi






Era uno di noi, è una cosa banale da dire, lo so, ma io lo conoscevo, ho avuto il privilegio e la fortuna di condividere parte del mio quotidiano con lui e mi ritengo fortunato perché Matteo aveva il dono della leggerezza e non è cosa scontata, riempiva gli spazi del reparto con la sua fisicità, con la simpatia. Lui aveva l’armadietto in ufficio vicino alla mia postazione, quindi lo vedevo arrivare o a inizio turno o alla fine di una giornata in pattuglia e aveva sempre un sorriso, una battuta, una parola gentile, era sempre disponibile, generoso, allegro, era impossibile non volergli bene, non trovarlo simpatico. Era amico di alcuni vecchi colleghi di reparto, amico fraterno, e un poco invidiavo la loro amicizia, perché Matteo era una persona che vorresti avere fra i tuoi amici, ricordo che quando ancora non faceva parte del reparto Sicurezza mi capitava di incontrarlo quando ero in giro in pattuglia e gli dicevo che mi sarebbe piaciuto averlo fra i miei colleghi di reparto, perché era una persona sulla quale non ci sono dubbi o incertezze, lo sai che sarà un ottimo compagno di pattuglia, equilibrato, esperto, attento, intelligente.

Per fare il nostro lavoro, spesso denigrato e bistrattato, è necessario avere alcune caratteristiche per essere i migliori. Il pulismano deve conoscere la città, la sua storia, o almeno averla interiorizzata, deve sapere trattare con il petroniano, ma anche con lo studente universitario che arriva da luoghi lontani, con l’extracomunitario, con il malato di mente, con l’automobilista, e pochi uomini hanno tutte queste capacità o conoscenze, non è un fatto di preparazione, ma di umanità.

Matteo incarnava tutte le qualità per essere un vero pulismano bolognese.

Ti porterò con me Matteo tutti i giorni e tu per me sarai un esempio da seguire quando mi rapporterò con gli altri, tu mi hai insegnato come il rispetto per gli altri e la disponibilità paghino sempre.

Ci sarà sempre un posto per te nei miei ricordi e non smetterò di sperare di vederti rientrare dopo un servizio di pattuglia con la tua risata contagiosa, il tuo sorriso indimenticabile.




Elisa - "L'Anima Vola" - (official video - 2013)







Non so se l'anima vola, non so nemmeno se esiste, l'anima, quella cosa incastrata a livello del cuore, così vicino alla pancia, così tenacemente connessa  alla carne e al sangue.

Non so se si perde e nemmeno se si ritrova.

Non so, questa sera, che senso ci sia nel parlare di anime. Io che solitamente scrivo storie più o meno nere, più o meno probabili, sono in difficoltà, perché come cantava Vasco voglio cercare un senso a questa vita ma faccio sempre più fatica a trovarlo.

E in questo mi sento molto in sintonia con Galeazzo Trebbi, chissà come mai.

Ma se l'anima vola, se per caso dovesse davvero essere in grado di spiccare il volo, in questo caso gli auguro di volare ma di non perdersi, di volare ma di rimanere viva, almeno nel ricordo, almeno dentro di noi.




sabato 5 agosto 2017

2023 i sopravvissuti





A proposito di questa estate apocalittica vi segnalo una pellicola del 1973 che potrete trovare interamente su youtube, e il film è interessante sotto diversi aspetti, intanto la prospettiva ecologista con la visione di un mondo alla fine del mondo, surriscaldamento globale,  esaurimento delle risorse alimentari e conseguente caos. Ci sono alcuni personaggi molto bene caratterizzati. Questa fu l'ultima interpretazione di un grande Edward G. Robinson che vale da solo la visione del film. Attendendo che la morsa di caldo africano molli la presa vi consiglio 2023 i sopravvissuti, claustrofobico, visionario, pessimista e purtroppo sempre più vicino allo stato delle cose.

venerdì 4 agosto 2017

Odio l'estate





Adatta a questo agosto innaturale, una canzone sempre verde, di un cantante d'altri tempi


giovedì 3 agosto 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 8






Ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è,
Invece di guardare il sole sorgere
E miracolosamente non ho smesso di sognare
E miracolosamente non riesco a non sperare.
E se c’è un segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole


Matteo sta fumando appoggiato alla ringhiera del
terrazzo della casa di montagna, sotto di lui una
strada sterrata che in discesa termina nei pressi di
un vecchio mulino.
Il paesaggio è immobile come in una vecchia fotografia,
si sente il cinguettio di passerotti, si sente
appena il rumore del ruscello che scorre sotto il
mulino. Matteo è in pace come non gli capitava da
tanto tempo, è in un luogo della memoria, uno dei
posti che ha deciso di dimenticare, uno dei luoghi
del suo passato e del passato dei suoi genitori, dei
nonni e della sua razza bastarda.
Si chiede perché ha atteso tanto a tornare in quel
posto nel quale vide la luce suo padre e perché ha
atteso tanto cose che non si sono realizzate. In
quel pensiero compare all’orizzonte, come in un
miraggio di un giorno d’estate, Federico.
È lui, la camminata lunga da montanaro di città, la
barba scura, da alpinista, lo stesso piumino rosso
senza maniche, lo stesso maglione nero a collo alto
da marinaio, i suoi occhiali da sole.
Matteo spegne la sigaretta chiedendosi quando ha
deciso di ricominciare a fumare e comincia a camminare
incontro all’amico, come quando lui tornava
da una corsa lungo le strade dei suoi monti.


mercoledì 2 agosto 2017

Polizia Municipale ... la pistola strappata




Ci vuole coraggio per rimettersi dietro a una tastiera e scrivere senza rabbia, ricordandosi che oggi come oggi qualsiasi avvenimento viene recepito dai nuovi media, i social, e masticato, rielaborato, rivisitato dai peggiori avvoltoi in circolazione, da coloro che nascondendosi dietro l’anonimato si divertono a dileggiare, infamare, calunniare, schernire chi ogni giorno fa semplicemente il proprio dovere.  Veniamo ai fatti, a Firenze pochi giorni fa un africano ha strappato la pistola a un collega della Municipale esplodendo alcuni colpi di pistola a terra, probabilmente grazie al fatto che il collega è riuscito durante la colluttazione a dirigere l’arma verso il suolo.
Questo fatto di cronaca su facebook è diventato il pretesto per un attacco violento nei confronti del collega prima e della categoria poi, molti degli interventi erano di presunti membri delle forze dell’ordine che hanno manifestato il reale sentire nei confronti della nostra categoria con una creatività davvero interessante, fra chi ci vuole disarmati, chi voleva il licenziamento immediato del  collega, chi lo accusava di non utilizzare la corretta fondina, chi lo accusava di impreparazione e inesperienza, e tutti i commenti erano caratterizzati da tracotanza, baldanza guerriera, e tanta virilità.
I social sono davvero lo specchio del comune sentire o sono la palestra degli ignoranti e dei diffamatori? Chi può dirlo?
Non entro nel merito della disputa, non esprimo pareri sulla professionalità delle altre forze dell’ordine, ricordo solo, citando un collega più documentato di me, come negli Stati Uniti sia una delle prima cause di morte di poliziotti, la sottrazione dell’arma dell’agente da parte di un malvivente.
Chi straparla, chi si diverte a calunniare la nostra categoria, si dimentica di un dato importante, noi siamo sul territorio, in prima linea con tutti gli altri, i poliziotti di serie A, noi presidiamo il territorio, interveniamo, ci occupiamo di trattamenti sanitari obbligatori, infortunistica stradale, abusivismo commerciale, qualsiasi tipo di reato e il numero di infortuni è un dato oggettivo e documentato.
Se non si entra nell’ordine di idee che nel nostro paese mai come in questo momento deve crearsi una reale collaborazione fra polizia locale e forze dell’ordine, abbiamo già perso la guerra.
Arginare i problemi creati dai flussi  migratori è impresa disperata che diventa impossibile senza una reale collaborazione, ma sembra che nel nostro paese l’importante sia essere tutti contro tutti in una lotta al massacro, dove i social diventano l’arena ideale per sciacalli e ignoranti.
Noi continueremo a fare il nostro dovere, e continueremo a descrivere la realtà, lasciando ai professionisti dello sfascio quotidiano il compito di correre allegramente verso il primo abisso disponibile.


Massimo Fagnoni Delegato SULPL Bologna

martedì 1 agosto 2017

io prima di te




Strano ritrovare la madre dei draghi Emilia Clarke(Il trono di spade) in una commedia romantica e commovente, una di quelle dove si piange e si riflette, in questo caso sul fine vita.
Del trono di spade c'è anche Charles Dance , il papà del nano per intenderci.
Il film, tratto da una storia vera, sembra, narra la triste vicenda di un giovane e bello rampollo di ricca famiglia inglese costretto a una vita da disabile grave a causa di un incidente.
Lei, la bella Emilia, sarà l'unica assistente in grado di fare sorridere nuovamente il giovane.
Nonostante l'idea sdolcinata e strappalacrime, il film segue un suo percorso di coerenza. Morale: non sempre è sufficiente l'amore per dare un senso alla vita, importante, più importante di tutto, rimane la qualità della vita stessa e su quella non ci sono amori o sentimenti che reggano.
Credo sia importantissimo il dato conclusivo, quello dell'autodeterminazione, che deve essere assolutamente libera.
Se non è giusto decidere il destino degli altri è fondamentale potere disporre del proprio, e questa per me è l'unica verità possibile.
Film carino per una serata estiva, magari climatizzata.

lunedì 31 luglio 2017

Friends



Ce l'ho fatta ho visto le dieci stagioni di Friends.
Le ho centellinate nei momenti del mio quotidiano quello meno assediato dal lavoro, o dalla scrittura, nei momenti della cena o del pranzo domenicale, come un rito buono, uno di quelli che servono a non pensare troppo o a non pensare nero.
Friends è una favola per adulti non troppo cresciuti, è un sogno a occhi socchiusi, è un presepe di situazioni, tutte talmente strutturate da diventare architettura dell'immaginario collettivo, quella finestra affacciata su New York, una mela che non fa cenno all'11 settembre, nonostante l'ultima stagione sia terminata nel 2004, perché Friends doveva essere tutto ciò che di leggero e spensierato può offrire un'amicizia fra esseri umani.
Può esistere una tale amicizia?
Forse sì, a patto che finisca prima o poi e la conclusione nonostante l'intento degli sceneggiatori è di una tristezza struggente, perché neanche Friends riesce a esorcizzare la fine del suo senso di esistere, dovuto al naturale invecchiamento dei protagonisti con la gravidanza celata di Courteney Bass Cox, proprio mentre si porta a casa i due gemelli adottati.
Mi mancheranno i personaggi, e forse quello che mi mancherà di più è  Joey Tribbiani il ragazzone bello e leggermente ritardato, con un'ingenuità infantile che lo rende irresistibile.
Perché  questi bravi attori non hanno avuto un grande successo dopo la fine della serie?
Probabilmente hanno scontato il legame troppo stretto a personaggi entrati nel cuore del pubblico di tutto il mondo, o forse non sono stati abbastanza bravi da riciclarsi.
Chissà, ma io che vivo una realtà a metà fra le mie fantasie di scrittore e la mia video dipendenza, oggi sono triste, perché saluto i miei amici americani, mi hanno fatto ridere, emozionare, commuovere, mi hanno fatto compagnia e se è vero che potrei un giorno decidere di rivedere qualche puntata è vero che probabilmente non lo farò. Una bella serie quando termina deve lasciare un vuoto difficilmente colmabile, come un amico che non potrai rivedere, solo in questo caso saprai che valeva la pena vederla.

sabato 29 luglio 2017

Raccontino per l'estate ... gratis



Si parla tanto di rispetto delle regole di convivenza civile, e mi scappa da ridere, per noi italiani il diritto degli altri spesso termina dove inizia la nostra soggettiva idea di diritto, lasciatevelo dire da uno che per quasi 15 anni ha lavorato per strada cercando di fare del rispetto delle regole la propria missione.
L'idea di rispetto di tanti concittadini si esplicitava nel triste momento della mia contestazione con le loro motivazioni: il mio cane è buono non necessita di guinzaglio, ho sostato nello stallo disabile solo per un minuto, sì è vero ho bevuto, ma conosco il mio corpo e alla guida sono ugualmente attento, andavo contromano ma è una strada dove non passa mai nessuno, no non spacciavo agente è solo per uso personale.
Noi italiani creativi, santi, poeti e navigatori, me compreso.
Vi lascio quindi con un  raccontino estivo che potrete gustare nel bel sito dell'amica Elisabetta Miari, cliccando qui.
Poi un giorno forse in una mia antologia.
Forse.
Buona estate e date retta a un vecchio pulismano, rispettare le regole a volte salva la vita.

giovedì 27 luglio 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 7








Federico lo immagina in un futuro indefinito con il camice bianco di medico, aggirarsi per un qualsiasi reparto ospedaliero fra infermiere disponibili e sale operatorie. Riesce a sorridere pur nel gelo della notte di quella figurazione, Riccardo sarà un ottimo medico. Ma, le proiezioni dei nostri desideri non sempre sono sintonizzate con la realtà. Possiamo chiedere al destino di essere clemente o generoso, ci possiamo impegnare ma non dobbiamo aspettarci sconti solo perché a venticinque anni crediamo di essere invulnerabili. Riccardo si volta di nuovo e scompare, semplicemente, senza un grido, senza salutare, come dissolto nel buio, come una allucinazione da psilocybe, o un miraggio nel deserto.

Takagi & Ketra - L'esercito del selfie ft. Lorenzo Fragola, Arisa







Ormai è il prodotto che conta, non importa che Arisa mi sia poco simpatica, che Fragola sia per me sconosciuto, che l'attore di fianco ad Arisa solitamente sia impegnato in spettacoli cinematografici scadenti.

Il video buca, la musica entra e il messaggio è tanto semplice quanto preciso.

Eccoci qui a ogni età a irradiarci con i nostri cellulari, a intossicarci di like falsi come una dentiera, a cercare consensi in un qualsiasi social, a fare sesso da soli spiando, come i peggiori guardoni, le vite degli altri.

E infine appare nel video Pippo Baudo che fa ancora la sua figura quasi a ricordarci la sua generazione televisiva osteggiata, derisa e oggi quasi compianta in un mondo sempre più remoto tranne quando ti scoppia una bomba sotto i piedi quando meno te l'aspetti.

Siamo davvero l'esercito dei selfie.

mercoledì 26 luglio 2017

Dove si vendono i libri?



Come scrivevo in un post su facebook, anche io entro poco in libreria, ormai solitamente presento alla libreria Il secondo Rinascimento a Bologna, piccola realtà che prediligo, legata a un'associazione culturale, perché alla fine la narrativa è  questione inerente alla cultura, poco ha o dovrebbe avere a che fare con consumismo o moda.
Ma le grandi catene sembrano sempre più fabbriche di gadget, promozione per cantanti rapper o giovani youtuber, perché i giovani si muovono in massa dietro ai loro idoli e i loro idoli sono quella roba lì.
Io comunque entro ancora nelle librerie, chiedo dei miei libri, quando non li vedo chiedo al libraio, quando mi sembra in grado di capire, di ordinarlo al distributore, sposto i romanzi, per mostrare all'eventuale avventore le mie copertine, mi sbatto insomma, non lo faccio in maniera sistematica, ma a volte quando sono in un centro commerciale a caccia di un video gioco o solo per fare la spesa, un salto lo faccio in libreria. Ma detto fra noi, dove si vendono i libri?
Partiamo da un dato, i libri si vendono poco, si vendono meno di un tempo.
Anche quelli dei colossi dell'editoria.
La gente compra meno libri, e noi italiani leggiamo poco.
I libri secondo me si vendono in rete, io stesso li compro su Amazon perché risparmio, mi arrivano a casa o meglio all'ufficio postale, e spesso sono scontati.
Come si vendono i libri, o meglio come si pubblicizzano?
Con la rete, ormai è dato certo, se non esisti in rete difficilmente venderai un libro, a meno che non ti chiami Camilleri.
Il passa parola inizia in rete, le presentazioni sono residuali, poi è vero, ci sono presentazioni evento, alle quali partecipano centinaia di persone, ma quelle sono manifestazioni di altro tipo.
Una presentazione media conta su una partecipazione dalle 10 alle 50 persone, ma spesso sono eventi disertati, a quale scrittore non è mai capitata una presentazione con due persone, compresi i parenti?
A me è capitato.
Poi ci sono gli e-book, vanno o non vanno, io li compro, costano meno, me li porto in valigia, bagaglio a mano e credo che abbiamo un loro mercato ormai consolidato.
Io mi trovo nelle classifiche di vendita e-book quando il cartaceo non so nemmeno dove andarlo a verificare. Poi ci sono le biblioteche.
La gente che fatica ad arrivare alla fine del mese ha ricominciato a spendere il proprio tempo per recarsi in biblioteca, dove ordina il romanzo che magari arriverà con il prestito inter bibliotecario che da noi a Bologna va alla grande e mi leggono in biblioteca, è cosa certa e verificabile.
Quindi che dire?
Questa è la mia veloce e sicuramente imprecisa analisi, della quale vi lascio la mia personale morale.
Se il vostro libro non si vende non è colpa dell'editore, non è colpa della qualità del libro, non è colpa di nessuno, avete deciso di entrare in un gioco di  ruolo complicato e articolato e avete scommesso su un vostro talento, probabilmente nel paese più creativo e meno organizzato dell'intera Europa.
Ma dovrete sbattervi per fare in modo che il vostro libro esista, si diffonda e abbia una platea, non aspettatevi che qualcuno debba farlo meglio o più di voi.
Detto ciò non chiedetemi, quando mi incontrate, come vanno le vendite?
Ho smesso di chiedermelo da un sacco di tempo.

martedì 25 luglio 2017

#ilghiaccioelamemoria intervista di QUIBOLOGNA.TV



Stefano Zanerini giornalista e Direttore responsabile di Quibologna.tv è un amico nella accezione che  intendo di amicizia legata al mio tempo. Oggi per me è un amico non chi condivide il quotidiano, come accadeva quando ero un adolescente, ma chi condivide una parte del mio tempo e arriva quando tu lo chiami.
Stefano è uno dei testimoni più attenti a Bologna dei diversi avvenimenti, sociali, culturali, sportivi e quando lo invito alla prima presentazione di un mio romanzo lui arriva e riesce in pochi minuti di intervista a dare un'idea del tema del romanzo.
Quindi vi consiglio di guardare questi pochi minuti di intervista, capirete in poche battute il fulcro del romanzo e questa abilità non si insegna a scuola, è sintomo di grande professionalità.
Grazie Stefano.
Alla prossima

domenica 23 luglio 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 6















Veronesi si ferma a contemplare alcuni enormi murales dipinti
nelle pareti interne del primo stabile. Cesi e Fanti li
fotografano da tutte le posizioni. Veronesi osserva
il disegno più grande e sperimenta una sorta di
vertigine. Il disegno è difficilmente descrivibile a
parole, una specie di animale, un miscuglio fra una
pecora e un coleottero a otto zampe, nero con il
muso bianco e le zampe a forma di becco, anch'esse
bianche, è intento a succhiare qualcosa, o almeno
così sembra, attraverso una specie di cordone
ombelicale da un altro mostro che ricorda una sfinge
sformata. Veronesi si chiede quale mente malata
può avere partorito un simile capolavoro, e considera
che solo per terminarlo deve avere impiegato
molto tempo.
Ore? Giorni? Settimane? Era da solo l’artista visionario
o faceva parte di una squadra?
Oltre tutto ha lavorato in un luogo tutt'altro che
rassicurante, invaso la notte da ogni tipo di disperati.
Perché? Si chiede Veronesi. Quale passione
può spingere un giovane a trascorrere ore e giorni
dipingendo una parete con tale impegno, usando
sicuramente scale per arrivare tanto in alto.
Un altro murales pochi metri dopo deve essere dello
stesso artista o squadra. Da due piedi bianchi si
dipartono due mani aperte a palmo, bianche, sopra
le quali è appoggiato un libro, bianco, aperto.
Dal libro si innalza quello che sembrerebbe la
trasfigurazione del suo contenuto, una specie di
guazzabuglio di teste di uomo, bocche di animali,
una casupola, braccia e chele.


venerdì 21 luglio 2017

Ligabue - E' venerdì, non mi rompete i coglioni (Official Video)





Ispirato dal video ho scritto un racconto nero e l'ho inviato a un premio letterario vediamo come andrà a finire, se non dovessi vincere, e in ogni caso poi lo invierò alla mia amica di penna Elisabetta Miari, per condividerlo con voi e intanto vi lascio al video

giovedì 20 luglio 2017

Il ghiaccio e la memoria al parco dei giardini



Terza apparizione del mio ultimo romanzo sempre in zona Navile al Parco dei Giardini dove si svolgeranno molte iniziative interessanti fra il 15 e il 31 luglio.
Io sarò presente con IL GHIACCIO E LA MEMORIA insieme all'amica scrittrice Lorena Lusetti e al suo ultimo romanzo, RICOMINCIO DALL'INFERNO.
Stefano Baratti, il padrone di casa, ci accompagnerà e chiacchiererà con noi.
Dalle 19 è in funzione lo stand gastronomico per chi decidesse di cenare prima di venire ad ascoltarci alle 21 e 15 circa.
Il parco è in via dell'Arcoveggio 59/8 a Bologna

martedì 18 luglio 2017

i miei racconti



Ho cominciato quasi per gioco a partecipare alla costruzione di collane di racconti bolognesi, un buon esercizio di stile che ormai è diventato un appuntamento fisso con una, due o  tre pubblicazioni l'anno e fino a quando troverò il tempo e la voglia di inventare storie, perché no?
I racconti non si vendono nel nostro buffo paese.
Buona grazia che si vendano i romanzi.
Ma i racconti sono perfette istantanee del nostro quotidiano, fermano attimi, contraddizioni sociali, drammi esistenziali e si sposano bene con il nero perché possono averne la stessa consistenza condensata in poche pagine.
Vi lascio alle collane alle quali ho dato il mio piccolo contributo con il titolo dei miei racconti







Il mio racconto di questa raccolta si intitola COMPAGNI DI VIAGGIO



Io e il calcio non ci prendiamo, ma il mio racconto propone la mia visione del calcio, quella di quando ero bambino e giocava ancora Pascutti, Savoldi, Perani,
Il mio racconto si intitola 



La mia porta era quella che non c'è venite a trovarla il mio racconto si intitola
prima stella a destra



In questa raccolta c'è un pezzetto della mia infanzia, si parla di funghi e della sopraffina arte del fungaiolo, il mio racconto si intitola ROGO PROPIZIATORIO


Ho appena concluso il racconto per la raccolta invernale e ne sto scrivendo uno per l'amica 
Elisabetta Miari di Racconti scontati
nel suo sito potrete trovare alcuni miei racconti

Perché scrivere racconti? Soprattutto perché me li chiedono e non si rifiuta mai un pensiero per un amico, in un periodo dove solo l'apparenza conta e il denaro meglio se frutto di ladrocini e corruzione credo che la creatività sia l'unica possibilità di salvezza, scrivere per sopravvivere e per raccontare una versione diversa della realtà.