sabato 16 dicembre 2017

Trebbi frima copie al Centro Borgo



Ho deciso di sperimentare nuove forme di impatto sul territorio.
Trascorrerò buona parte di una mia giornata di ferie in una bella libreria Coop a Bologna, sarò al Centro Borgo il 20 dicembre dalle 14 in realtà e non dalle 10.30, ma dopo rimarrò tutto il pomeriggio.
Vi aspetto.


giovedì 14 dicembre 2017

Il bibliotecario di via Gorki a San Marino


Settimana di fuoco quella che precede il natale 2017 per il mio bibliotecario.
Vi ricordo che domani sera sarò alla libreria Il Secondo Rinascimento, via Porta Nova 1, Bologna alle 18.
Domenica invece torno dagli amici di San Marino frazione di Bentivoglio, al circolo Arci, alle 18, con presentazione e aperitivo augurale.
Per gli amici della Bassa ... vi aspetto

domenica 10 dicembre 2017

Polizia locale ... festivo infrasettimanale

L'uomo della strada, quello che per intenderci non indossa una divisa, non leggerà l'articolo che ho appiccicato sopra e se lo leggerà non lo capirà, se dovesse capirlo dirà le solite cose: Sti vigili cosa vogliono? Loro ... pieni di privilegi.
Io non conosco i giudici che hanno deciso i nostri diritti, perché fateci caso, nel nostro paese alla fine decidono sempre tutto loro, e non entro nel merito del loro giudizio solo perché sono un vigliacco e non mi metto a sindacare la loro opinione, perché loro sono i giudici.
Io mi rivolgo ai colleghi.
Cosa fa un cristiano l'8 dicembre? il 25 dicembre, il 26 dicembre, la notte dell'ultimo dell'anno? il primo giorno dell'anno?
A seconda del loro stato sociale, dei soldi in tasca e della loro condizione possono festeggiare, stare in casa e barricarsi, dormire tutto il tempo e comunque nessuno chiederà loro di lavorare.
Noi invece siamo costretti a essere in strada o per i vecchi come me in centrale radio a rispondere al telefono.
Si chiama senso del dovere e accordo contrattuale.
Non è una giornata come le altre, se in passato si è stabilito che pagarci la giornata come straordinario infrasettimanale era giusto, non capisco come sia possibile che oggi non lo sia più, in un paese dove, diciamocelo, il confine fra giusto e sbagliato è talmente labile da essere quasi inesistente.
Non facciamoci strappare la pelle fratelli, colleghi, compagni di lavoro.
Stanno cercando di umiliarci e ci riescono alla grande.
Mandiamo loro a lavorare gratis nelle giornate deputate alla famiglia, alla glorificazione delle festività, alla nostra piccola però indispensabile vita.
Attenzione stanno rubandoci il futuro, non permettiamolo.

Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

venerdì 8 dicembre 2017

Il bibliotecario di via Gorki al Secondo Rinascimento



Ci siamo venerdì 15 dicembre alle 18 torno nella mia libreria preferita, Il secondo Rinascimento, a Bologna in via Porta Nova 1 a due passi dal cuore illuminato di Bologna, a due passi da questura, palazzo comunale, prefettura e albero di Natale istituzionale.
Come ogni volta offrirò ai graditi convenuti un aperitivo e anche i migliori auguri per un 2018 sereno.
Il 2017 mi lascia come al solito bei ricordi e anche ricordi dolorosi, amici che non ci sono più, e la consapevolezza della caducità delle cose e delle relazioni.
Il bibliotecario di via Gorki è un nero minimalista ambientato quasi interamente all'interno del quartiere Navile e racconta, fra le altre cose, la vita di un uomo, un uomo davvero normale, un bibliotecario, più giovane di me, ma non più giovanissimo, che per una serie di sfortunati eventi si ritroverà proiettato in una situazione nuova per lui, una situazione difficile da governare dove dovrà decidere da che parte stare, coscienza o ignavia, coraggio o vigliaccheria.
Non vi è mai capitato? Voi con la vostra vita agiata e tranquilla, il conto in banca, mutuo pagato, casa al mare, casa in montagna, tutte le comodità del mondo e poche preoccupazioni tangibili, allenati a commuovervi per il mondo che implode, sempre dal salotto buono di casa vostra, poi vi succede qualcosa, per strada, per caso, e dovete decidere in fretta, rischiare di perdere tutto, anche la vita solo per scegliere se fare la cosa giusta o voltarvi dall'altra parte.
Perché abbiamo sempre una scelta e spesso preferiamo nasconderci piuttosto che affrontare la realtà.
Il bibliotecario di via Gorki potrei essere io, potreste essere voi.
Lui ha una fortuna, incontra Trebbi sulla sua strada e Trebbi fa sempre la differenza, peccato che nel mondo reale di Trebbi io non ne conosca.
Quarta avventura per Galeazzo Trebbi investigatore e visto che un lettore mi ha chiesto la cronologia delle sue avventure sotto vi appiccio le cover dei primi tre romanzi in ordine cronologico.
Vi aspetto venerdì 15 dicembre 17, fatemi un regalo venite a trovarmi, non ve ne pentirete.






martedì 5 dicembre 2017

Il bibliotecario di via Gorki ... si va in scena




La prossima sarà una settimana caliente.

Il 12 dicembre 2017 sarò insieme ad altri scrittori alla prima presentazione della raccolta "Morte a Bologna" in via Nazario Sauro alle 18 e 30

il 13 dicembre sarò alla Confraternita dell'Uva e le coordinate le trovate nella locandina sopra.

 il 15 dicembre ci sarà la mia prima presentazione ufficiale alla Libreria Il secondo rinascimento.

Il 17 dicembre sarò a San Marino di Bentivoglio.

Insomma una vera settimana di corsa. 

lunedì 4 dicembre 2017

Il bibliotecario di via Gorki ... frammenti uno







"L'uomo osserva l'auto dalla quale  due ceffi minacciosi e muti a loro volta lo guardano, la grossa automatica che tiene infilata fra l'elastico della tuta acrilica e la ciccia della pancia non lo rassicura più, e lo sparo arriva come una liberazione, lui si gira voltando le spalle all'auto,  e si ritrova ad osservare prima il buco nella pancia dal quale il sangue comincia a inzuppare la felpa bianca dopo avere trapassato mezzo litro di caffè contenuto nel solito bicchierone di plastica, poi guarda stupito il bambino che solo poco prima gli girava intorno con la bicicletta il quale con occhi spaventati gli punta contro una piccola pistola automatica, forse una Glock, l'uomo grasso lo guarda a bocca aperta, il bambino grasso lo osserva terrorizzato, forse sperava bastasse un proiettile a stenderlo ma dopo un istante di esitazione spara di nuovo e  lo centra, allora lo spacciatore si volta e cerca di fuggire, mentre la fine gli corre incontro, un ultimo proiettile lo colpisce alla schiena e l'uomo cade, il viso paffuto contro il cemento screpolato della strada, mentre il sangue esce copioso dalla bocca semiaperta, sembra un pesce rosso boccheggiante caduto fuori dalla sua boccia di vetro. L'auto parte in una direzione, il cucciolo assassino sulla bicicletta in un'altra e rimane solo una grande macchia bianca e rossa in mezzo alla strada deserta"
.

sabato 2 dicembre 2017

Polizia Locale ... con le spalle al muro




Chi tutela gli agenti della Polizia Locale?

Leggo su Facebook la testimonianza accorata di un collega che ha dovuto vigilare tre ladre bulgare arrestate da alcuni agenti del Reparto Sicurezza Urbana della Polizia Municipale di Bologna e ha assistito incredulo al processo per direttissima che nonostante i numerosi precedenti le ha viste uscire libere dall'aula condannate a un semplice divieto di dimora. Le tre donne potranno tornare a delinquere con la quasi certezza dell’impunità, mentre diverse pattuglie si sono alternate in due giorni per garantire la loro custodia presso le nostre celle e l’accompagnamento presso il tribunale dove è avvenuto il processo con un consistente dispiego di forze, energie e risorse distolte da altri compiti. Il collega era convinto che le tre pregiudicate sarebbero state condannate e recluse nel carcere cittadino e insieme a lui erano convinti tutti i protagonisti della vicenda, e mentre ancora una volta la giustizia si inceppa fra procedure burocratiche borboniche, garantismo a tutti i costi e carceri al limite del collasso, dall'altra parte altri colleghi vengono quotidianamente querelati, indagati, condannati a volte in maniera incomprensibile, come se non esistesse più una regola certa, come se solo il fatto di indossare una divisa sia diventato motivo sufficiente per passare dalla parte del torto, senza tutele, allo sbaraglio.
Come dimenticare l’altro collega aggredito nel 2016 da un ambulante tunisino mentre stava sequestrando la sua merce, l’agente aveva avuto una prognosi di dodici giorni per un trauma alla mano, ma il giudice aveva assolto il venditore asserendo che le condotte illecite avevano comportato un danno esiguo, nonostante la prognosi di quasi due settimane.
Chi determina l’esiguità del danno? Cosa accadrà quando tutti impareranno che possono picchiarci, insultarci, denigrarci, rischiando praticamente nulla?
Il nostro lavoro sta diventando uno slalom fra chi ci riprende, postando video sui social network e ci attacca in ogni modo e chi invece per sfuggire alla giusta condanna per un reato ci aggredisce, e intanto il numero di infortunati cresce ogni anno.
Il nostro lavoro è cambiato, come mutata è la società nella quale dobbiamo operare, ma nonostante i numerosi inviti del Parlamento Europeo al riconoscimento di un uguale ruolo delle diverse forze dell’ordine compresa la Polizia Locale, noi continuiamo a rimanere la Cenerentola delle forze di Polizia, costretti a lavorare fino a sessantasette anni per strada quando per tutti è evidente come possa essere imbarazzante affrontare una strada sempre più violenta e squilibrata dopo i sessant'anni.
L’anno volge al termine, le elezioni si avvicinano, abbiamo poco tempo per chiedere ragione dei nostri diritti, e il mio augurio per il prossimo anno è che tutte le storture che ci impediscono di lavorare serenamente vengano eliminate, e intanto domani saremo di nuovo in prima linea, perché mentre lo Stato si volta dall'altra parte, a noi non è concesso. Abbiamo scelto di servire e proteggere e lo faremo fino alla fine.


Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

mercoledì 29 novembre 2017

Il bibliotecario di via Gorki



Puntuale come le festività  natalizie arriva nelle librerie bolognesi e nazionali il mio quarto romanzo dedicato a Galeazzo Trebbi e alle sue indagini.
Da domani 30 novembre 2017 troverete il romanzo nelle librerie, e a breve in rete e in versione digitale.
Lo potrete acquistare anche nell'edicola del mio ameno paese, Bentivoglio, se vi capiterà di passare dalle mie parti e al Blues Café di Corticella dall'amico Valerio Gardosi.

Torno alle origini con Il bibliotecario di via Gorki e abbandono il filone più socio politico che mi è stato a ragione o torto attribuito trasformandomi in uno scrittore del nero sociale.

In realtà io invento storie in base al sentimento del momento, a una vicenda che mi colpisce, a un desiderio improvviso, punto.
In questo caso sono partito da Breaking Bad, serie televisiva americana che ho molto amato e la trilogia inaugurata dal Bibliotecario di via Gorki racconta tre personaggi maschili che ho creato partendo da tre personaggi fondamentali della fiction americana.
Non ci sono reali somiglianze, ma solo idee.
Il mio primo personaggio è un cane di paglia, un uomo normale come la maggior parte di noi, con una vita ordinaria, un lavoro regolare e l'insoddisfazione congenita tipica della nostra civiltà grassa e annoiata.
Non vi racconto altro, dovrete scoprire da soli, leggendomi, quanto ritrovate di voi nel personaggio, e quanto invece non vi appartiene.
E Trebbi?
Lui fa il suo lavoro, cerca di farlo bene, e anche in questo caso sarà l'ago della bilancia, lui è l'investigatore che io cercherei se avessi davvero bisogno, perché non cerca di sedurvi con delle illusioni, cerca solo di risolvere i problemi.

Tre eventi in dicembre:
13 dicembre con l'amico Davide Pappalardo e il suo Buonasera signorina (Vincitore del primo premio digitale a Garfagnana) faremo due chiacchiere presso La confraternita dell'uva a Bologna.
15 dicembre consueta prima presentazione ufficiale al Secondo Rinascimento con aperitivo, alle 18.
17 dicembre castagnata a San Marino di Bentivoglio con gli amici del circolo Arci.
Poi ci saranno alcuni appuntamenti con firma copie in due librerie a Bologna (Centro Borgo Coop) il 20 dicembre e alla Mondadori di Casalecchio, alla Meridiana, il 23 dicembre.

Troverete inviti e riferimenti qui e su facebook.
A presto

domenica 26 novembre 2017

L'altra Grace




Il male seduce talvolta, è talmente potente e sensuale se ha le sembianze di una giovane donna dai lineamenti angelici e dall'espressione mite.
L'altra Grace è una miniserie canadese basata su un romanzo di una scrittrice canadese.
La storia è vera anche se romanzata e si svolge intorno al 1843, in Canada.
Una giovane domestica e lo stalliere furono arrestati con l'accusa di avere ucciso il loro padrone e un'altra domestica che aveva una relazione con lui.
Una vicenda che farebbe la sua figura in un epoca di trasmissioni sensazionaliste da Quarto Grado a Chi l'ha visto, e in effetti l'aspetto interessante è l'analisi dei personaggi e le diverse prospettive attraverso le quali viene analizzata la figura di Grace che a seconda dell'angolazione può apparire angelica o diabolica.
C'è un'altra parte in ognuno di noi, e spetta a noi mostrarla o meno, celarla o meno, uscire alla scoperto e manifestarsi a volte è un'azione di sola andata, senza possibilità di ritorno.
Io la mia parte oscura la metto nei romanzi, terapeutico, liberatorio, salvifico.
Su netflix

giovedì 23 novembre 2017

Cesare Cremonini - Poetica




Non è perché è di Bologna come me, ma Cremonini mi piace, alcuni suoi brani li ho amati talmente  da utilizzarli per i titoli dei miei romanzi.
Figlio di un re ad esempio mi ispirò Lupi neri su Bologna che inizialmente aveva come titolo provvisorio quello della canzone e ha conservato della canzone il cognome del protagonista Massimiliano Re.
Poetica è una canzone potente, difficile come tante sue canzoni, sicuramente difficile da cantare:

anche quando poi saremo stanchi
troveremo il modo per
navigare nel buio
che tanto è facile
abbandonarsi alle onde 
che si infrangono su di noi

è una superba canzone d'amore, parla di stanchezza, di fatica, e di quanto possa essere difficile amare, e condividere, altro che la celebrazione della vita tanto sdolcinata e retorica di Jovanotti.
Cremonini canta l'amore dei  nostri tempi, o forse la sua idea di amore, parla di solitudine. Il video in bianco e nero, incentrato su di lui, mi piace,  una sottolineatura raffinata del brano.


Anche se penserai che non è poetica
questa vita ci ha sorriso e lo sai
non è mai finita
abbracciami

In conclusione fra il rapper buono con la barba di rivoluzionario che ci tiene tanto a celebrare una vita che spesso è amarezza e miseria e un cantore creativo e potente che celebra l'amore nel tempo della grande solitudine esistenziale, io preferisco il secondo.
Cremonini sta ancora crescendo, Jovanotti è già arrivato a destinazione e non mi stupisce più.


Jovanotti - Oh, Vita!





Autunno tempo di nuove uscite musicali e letterarie.
Vi presento in sequenza due video di due autori dal diverso spessore e direi anche di due diverse generazioni.
Il brano di Jovanotti è l'ennesima celebrazione della vita fatta a suo modo e come ho già scritto in un recente passato, tanto mi piaceva Jovanotti, e ancora è riuscito a stupirmi con Sabato, pur non convincendomi più per il resto della sua produzione.
Jovanotti ha superato i cinquant'anni ed è dura continuare a fare il rapper e il rivoluzionario in ambito musicale, sicuramente deve essere faticoso, perché, e ve lo dice uno che ha qualche primavera più di lui, è una faticaccia ostentare entusiasmo, vitalità e soprattutto proporre novità in ambito creativo.
Il video è bello, in bianco e nero, molto metropolitano, ma la musica, i ritmi e le stesse parole sanno di vecchio, ci sono molte citazioni compreso Futura di Dalla, ma personalmente se devo scegliere fra questo brano e Poetica di Cremonini voto per il cantautore bolognese, più giovane, e sempre in cerca di nuove sonorità, di nuove proposte, un grande autore che ancora sta crescendo.
Prossimo post dedicato alla sua Poetica











martedì 14 novembre 2017

mondiali addio ... la rivincita dei nerds



Ricordo un'estate, non l'anno, ero insieme  alla polizia di stato e la nazionale aveva appena vinto una partita ai mondiali, l'onda lunga dei tifosi festanti arrivò in piazza Verdi dove  eravamo in servizio e per condividere la gioia della vittoria  i tifosi cominciarono allegramente a lanciare bottiglie contro di noi.

Ricordo un'altra estate, non avevo calcolato la partita della nazionale e mi ritrovai in una Feltrinelli a Ferrara io e il giornalista in totale solitudine, a presentare un mio libro.

Il nostro paese  si muove attorno a pochi ma consolidati entusiasmi, uno per tutti il calcio.
Il paese non legge, se non le classifiche calcistiche in schedina.
Arranca in un' Europa che continua a trattarci come  cugini ignoranti e corrotti.
Perde terreno da tutte le parti, nonostante la presunta ripresa, si appresta a diventare uno dei paesi dove si andrà in pensione più tardi, è ferma al palo di un contratto dei dipendenti pubblici datato 2009 e spera in un aumento di 80 euro lordi per il 2018.

Ma l'unico vero motivo di sconforto oggi è l'uscita della nazionale dai mondiali.
Calciatori super pagati, vezzeggiati, coccolati, adorati, hanno deluso il popolino degli stadi gremiti dove continua a imperare la logica razzista di gruppi organizzati che la fanno da padrone dettando le regole di una violenza spesso insensata e omicida nell'indifferenza generale, perché ai tifosi e agli ultras tutto è concesso, come dimenticare l'omicidio dell'Ispettore Filippo Raciti per citare uno dei tanti caduti per mano di frange di tifosi scatenati.

Oggi l'Italia torna a casa, e non assisteremo a caroselli ubriachi nelle città italiane, a strombazzamenti demenziali, a festeggiamenti incomprensibili, le notti di noi italiani non allineati saranno sicuramente più silenziose e piacevoli e magari anche il resto del paese avrà modo di riflettere sui temi davvero importanti e sul fatto che non c'è proprio motivo alcuno di festeggiare, mentre pezzo dopo pezzo continuano a fregarci il futuro.

lunedì 13 novembre 2017

la ragazza del treno



Il film è tratto da un romanzo di Paula Hawkins giornalista e scrittrice inglese più o meno, visto che è nata in Africa e non so voi, ma gli scrittori capiranno, quando ti imbatti in un film tratto da un romanzo quasi di esordio che ha venduto più di 3 milioni di copie prima cosa senti nei confronti di chi ha realizzato il risultato una sorta di invidia e sfido fra gli amici scrittori chi non l'ha provata unitamente a un sentimento non certo amorevole, che ti porta a cercare di capire come lei sia riuscita con un solo romanzo in un'impresa che io non sono riuscito a realizzare con dodici quasi tredici romanzi.
Poi cerchi di analizzare il fenomeno perché dopo l'invidia e le varie imprecazioni subentra il raziocinio e l'umiltà, lei c'è riuscita semplicemente perché è molto più brava di me, scrive meglio, è donna e le lettrici sono soprattutto donne, e la storia è totalmente al femminile.
La minchiata del giallo psicologico che ho letto in giro mi fa scappare da ridere, tutti i gialli sono più o meno psicologici. Capire la ragione del suo successo a me serve solo per capire come scrivere una cosa simile per diventare ricco e famoso, e anche solo ricco basterebbe.
La storia funziona, è quella di una donna, alcolizzata, sola e disperata, che ogni giorno osserva la vita degli altri dal finestrino di un treno,  sopratutto la vita di altre due donne, quella che gli ha rubato il marito e quella della tata del figlio di suo marito.
La vicenda si snocciola angosciante, a tratti claustrofobica, fra le vite disperate di queste tre donne e diventa poi un giallo, ma in realtà il giallo è un accessorio della vicenda che non presenta un solo personaggio positivo o un barlume di speranza eppure avvince e convince.  Il film mi è piaciuto, devo ammetterlo, anche se il libro sarà sicuramente meglio e giuro ... non lo leggerò mai.
Perché alla fine se lo leggessi cercando di rubare alla brava scrittrice la formula magica non potrei mai riprodurla con lo stesso successo, conoscete qualcuno che sia riuscito a copiare la ricetta della Coca Cola?
Secondo punto, non importa quale ricetta serva per vendere tre milioni di copie, io continuerò a scrivere solo ciò che mi va di scrivere, e so già che non venderò mai 3 milioni di copie, ma non potrei mai inseguire qualcosa con regole diverse dalle mie, nemmeno se fossi certo di riuscirci.


sabato 11 novembre 2017

Louis C.K



Siete in aereo e improvvisamente un neonato comincia a frignare, è un pianto continuo, penetrante come il trapano di un dentista, incessante come una grandinata e non c'è nessun posto dove fuggire, bisogna armarsi di santa pazienza maledicendo il neonato e i suoi genitori inefficienti.
Siete il padre del neonato e un americano grasso, single, in carriera si volta verso di voi e prima fissa il neonato urlante con odio poi vi fissa pretendendo un'azione risolutiva, tipo la soppressione di vostro figlio, così per la sua pace interiore.
Questo è un pezzo dell spettacolo di Louis C.K chiaramente raccontato dal sottoscritto.
Ho scoperto questo comico, regista, sceneggiatore americano su Netflix ed è stato amore a prima vista.
Non è bello, non è in forma, non è buono, è semplicemente geniale e anche un po' diabolico perché in puro stile stand up comedy lui entra nel tuo salotto buono o cattivo che sia e ti mostra il suo peggio che poi è spesso anche il tuo, l'animaccia nera che corre sotto pelle, i tuoi terribili difetti quelli che solo tu conosci perfettamente e che cerchi di nascondere al mondo.
Ti coglie con le dita nel naso, ti racconta i desideri più osceni, gli stili di vita più auto distruttivi, non risparmia nulla e nessuno e soprattutto non risparmia se stesso.
I comici italiani tradizionali svaniscono sullo sfondo di fronte alla sua comicità che è corrosiva, spietata, controcorrente.
Adesso lo accusano di avere molestato donne e magari da uno come lui te l'aspetti, ma se non avete paura di fare un viaggio dentro voi stessi guardatevi uno dei suoi spettacoli è adrenalina pura, e autocoscienza gratis, meglio di una seduta psichiatrica.
Su Netflix

mercoledì 1 novembre 2017

walking dead 8



Uno dei fumetti che ha avuto il maggiore successo nella trasposizione televisiva degli ultimi anni.
Torna su sky Walking Dead  con l'ottava stagione e la prima puntata è subito caratterizzata dall'attesa.
Ho cercato di comprendere l'evoluzione e la strategia dei personaggi a me cari, ma già l'ansia serpeggia perché si intuisce che qualcosa non funzionerà come desideri.
Del resto dopo 8 stagioni cruente, dolorose, splatter in alcuni casi, travolgenti, non può capitare di desiderare una qualsiasi conclusione?
Continuo a guardare Walking Dead con la speranza di una improbabile pace e la conseguente ricostruzione del mondo, ma come si può sperare una fine pacifica guardando un horror survival?
La realtà è che mi sono affezionato ai personaggi, che non sono buoni, solo umani e attaccati tenacemente al desiderio di sopravvivere.
Del resto non siamo così anche noi'
Non necessariamente buoni, ma caparbiamente attaccati ai nostri desideri, ai nostri privilegi, al nostro stile di vita, e non ci rendiamo conto che più passa il tempo e più ci dirigiamo verso un futuro che sicuramente sarà dominato da un unico possibile fine, sopravvivere.

domenica 29 ottobre 2017

il grande fratello vip 2017






Si fa presto a dire che è uno spettacolo indecoroso, il peggio che possa offrire la televisione populista che punta alle masse ignoranti, al cosiddetto popolo bue.
L'ultima puntata del 23 ottobre 2017 ha totalizzato circa 4,4 milioni di spettatori rispetto al milioncino abbondante di Fazio che arranca con gli ascolti.
Breve riflessione.
In Italia esiste una platea di esseri umani che non ne vuole sapere di cultura in generale, vuole semplicemente staccare la spina e cosa c'è di meglio del grande fratello?
Puoi trascorrere la tua giornata insieme a loro, vip o presunti, spesso artisti sul viale del tramonto, giovani modelle in cerca di visibilità, giovani uomini in transito da una trasmissione di tronisti della De Filippi alla casa più guardata dagli italiani.
Il grande fratello è la migliore compagnia per le migliaia di disoccupati costretti alla miseria da un un governo che continua a parlare di ripresa in un paese dove la prospettiva più probabile è di andare in pensione a 67 anni per chi ha la fortuna di averlo un lavoro e di non andare nemmeno a lavorare per chi è costretto a rimanere a spasso.
Quindi da una parte vige il nulla del grande fratello dove è rilassante perdersi. Pensate, immedesimarsi in quegli eroi che per   tre mesi sono lontani da tutto, dai libri, dal cinema, dalle bollette, dalle mogli e dalle amanti, dai crucci di un qualsiasi lavoro, dal fallimento della propria vita, insomma da tutti i triboli della quotidianità con la prospettiva di uscire fuori da quella casa e fare serate in giro o comparsate in altre trasmissioni ancora una volta caratterizzate dal nulla cosmico, dalla superficialità più smaccata.
Dall'altra parte c'è Fazio e quelli come lui, che dovrebbero rappresentare la resistenza al nulla dilagante, al buio della ragione che sembra avanzare senza trovare ostacoli su tutto e su tutti e mi torna in mente un film della mia adolescenza, La storia infinita.
Ma Fazio e i suoi ospiti non sono davvero l'alternativa perché ancora una volta rappresentano una televisione generalista e verticistica che decide ospiti e contenuti e allora ecco i soliti noti, Camilleri, Fabio Volo, la Littizzetto e tutti i rappresentanti dell'intellighenzia del nostro paese e allora sapete che vi dico? Se devo scegliere preferisco anestetizzarmi con Signorini e  la leggerezza demenziale della Gialappa's o  la bellezza della Blasi piuttosto che con la stucchevole supposta di pseudo cultura di Fazio, e morir è quasi dolce in quel mare di inutilità.

domenica 22 ottobre 2017

Una finestra sul noir


Non ho mai incontrato Marco Frilli, ho parlato con lui in alcune occasioni per telefono e conservo di lui alcune mail divertenti.
Fra i diversi editori che ho conosciuto in questi sette anni di pubblicazioni Marco è sicuramente uno di quelli che più mi ha colpito per il suo modo ruvido e schietto di comunicare.
Quando mi diceva che gli era piaciuto un mio romanzo sapevo, ne avevo la certezza, che fosse sincero e che quello scritto aveva la carte in regola per il mercato editoriale.
Le sue critiche erano sempre puntuali e precise, senza giri di parole mi diceva cosa secondo lui non funzionava e come rimediare.
Mi ha dato alcuni consigli tecnici e stilistici che ho poi utilizzato con  successo nel romanzo Bologna non c'è più.
Marco incarnava la mia idea di Editore, pragmatico, essenziale, corretto, sincero,  per me era motivo di orgoglio e soddisfazione un suo complimento.
La raccolta Una finestra sul noir è dedicata a lui, più di quaranta scrittori si sono cimentati in un racconto dedicato a lui e al nero italiano.
Uno dei racconti è mio.
Spero che ovunque sia possa leggerlo e magari farmi sapere se gli è piaciuto, perché la vita è sogno alla fine o al massimo un romanzo e quindi tutto è possibile quando si decide di mettere sulla carta i nostri desideri e le nostre speranze.
Grazie a Carlo Frilli per avermi coinvolto in questa iniziativa benefica e lunga vita alla Fratelli Frilli Editori di Genova.

venerdì 20 ottobre 2017

Omicidio in piazza Sant'Elena



"Genova, là in lontananza, nella luce soffusa di una sera autunnale. Lorenzo era ancora in grado di meravigliarsi di fronte a quello spettacolo. Non poteva fare a meno di pensare che dalla nave la città appariva come un tutto omogeneo. Come in un bosco visto dall'alto lo spazio urbano si esauriva nelle facciate dei palazzi di Sottoripa e nella cupola della basilica di Carignano, meraviglia del Rinascimento, a vigilare sulla ormai distrutta via Madre di Dio, dove suo nonno era nato e dove amava pensare, tutto era iniziato".

Il primo romanzo di Alessio Piras è un nero metropolitano essenziale e doloroso dove la possibile realtà si mescola con la trama romanzesca rimanendo comunque legata alle vite dei diversi personaggi in gioco. Frilli, l'editore che ha deciso di dare spazio a storie localizzate su tutto il territorio nazionale deve avere percepito immediatamente, da genovese, la potenza evocativa di Piras.
Questo è soprattutto un romanzo di atmosfere e io da bolognese che non ha mai visto Genova, se non in immagini televisive o dal finestrino di un auto in passaggio veloce sull'autostrada, sono rimasto incantato dalla capacità descrittiva di Piras quando racconta la vita di una mitica città di mare.

Piras, genovese, riesce a raccontare la sua Genova e anche a evocare Barcellona, città nella quale credo trascorra parte dell'anno fra lavoro e studio.
Piras evoca luoghi e abitudini per me sconosciute e parla di cibo, di piatti tipici della tradizione ligure, facendomi desiderare di assaggiarli.

"Andò in cucina e sul piano di marmo davanti al mortaio trovò la focaccia. Fece colazione intingendola in un'enorme tazza di caffelatte, come quando era bambino seduto in sala da pranzo guardando il mare".

In questo romanzo di esordio c'è una morte da svelare, una presunta morte per overdose, e una vicenda familiare dolorosa e oscura, come spesso capita di incontrare nella cronaca nera del nostro paese, ma ci sono anche personaggi atipici, Lorenzo uno studioso, detective per caso, Pagani  poliziotto duro e puro ma che sa ascoltare, e una schiera di personaggi tutti con una propria storia da raccontare, ma soprattutto c'è mare, cielo, atmosfere e profumi in un nero che scivola leggero e intenso fino al suo naturale epilogo, lasciando intendere che questo è solo il primo episodio di una possibile serie.
Chi come me nei neri cerca non solo il dipanarsi dell'indagine  ma le atmosfere, i personaggi e i sapori, non resterà deluso dal romanzo di esordio di Alessio Piras.

Omicidio in Piazza Sant'Elena
Frilli Editore
155 pagine
11 euro
4,99 formato Kindle
lo trovate su amazon



mercoledì 18 ottobre 2017

Better call Saul



Ho impiegato diverso tempo per avvicinarmi a questa serie, prequel di Breaking bad.
Temevo una forzatura, una di quelle serie che nascono dalla nostalgia del capolavoro per fare rinascere alcuni personaggi altrimenti persi per sempre.
Mi sbagliavo.
Saul Goodman è un personaggio favoloso, tanto imperfetto quanto amabile, l'avvocato che vorresti avere, colui che può cavarti dai guai, o rovinarti definitivamente.
Dopo alcune puntate cominciano a comparire anche alcuni dei personaggi importanti di Breaking Bad ed emergono particolari delle loro vicende personali.
La serie è come Breaking Bad costruita magistralmente, la sceneggiatura è un piccolo capolavoro e pure mantenendo un carattere di commedia nera grottesca ha un'eleganza e una profondità inaspettata.
Se confronto questo prodotto con Coliandro, del quale ho visto la prima puntata venerdì 13 ottobre 17, mi chiedo il perché di certe sceneggiature improvvisate, trame sconclusionate, dialoghi impossibili.
Perché va bene proporre una commedia grottesca, va bene farla sostenere tutta dal bravo Morelli, ma è possibile che questo sia il massimo risultato ottenibile?
Sarà anche una scelta stilistica, ma che tristezza.

Approfitto per dirvi che i prossimi tre romanzi Frilli che ho scritto e che spero di pubblicare sono la mia personale dedica a Breaking Bad, solo affettiva chiaramente ma vi dirò di più nel tempo.

Better Call Saul è su Netflix

martedì 17 ottobre 2017

Il ghiaccio e la memoria ... intervista di Alessio Piras








Alessio Piras non l'ho mai incontrato e probabilmente non ci incontreremo mai.
E' merito di Carlo Frilli se ha preso in mano un mio romanzo, il passa parola a volte porta piacevoli conseguenze e fortunati incontri.
Piras è un ricercatore universitario, vive a Barcellona ed è nato a Genova, potrebbe essere mio figlio se a 22 anni mi fosse capitato di diventare padre, eppure abbiamo affinità che vanno al di là delle differenze generazionali e degli slanci ideali.
Abbiamo una passione in comune oltre alla Vespa, la narrativa.
Gli ho spedito o fatto spedire adesso non ricordo, il mio ultimo romanzo, questa volta edito da Minerva ed è nata una corrispondenza che è diventata l'intervista alla quale vi rimando.
Se una parte dell'universo mi urla senza troppi scrupoli che scrivere narrativa di genere è impresa disperata in un mercato saturo, rimane l'altra faccia della luna che invece mi sprona a continuare a inventare storie che abbiano un senso, almeno per me.
Piras è,  insieme ad altri intellettuali, critici, scrittori, editori, una persona che ha letto il mio romanzo con l'onestà e la curiosità necessarie e l'intervista è diventata un confronto fra due scrittori, fra due generazioni, fra due mondi paralleli ma anche convergenti, e la terrò cara per i momenti di vuoto che prima o poi assediano qualsiasi scrittore.
La potete trovare e leggere se avete cinque minuti da perdere.


lunedì 16 ottobre 2017

mindhunter



Nella mente dei serial killer.
Sto guardando le puntate di Mindhunter, mi piace, sarà che in un'altra vita forse avrei voluto essere un agente dell'Fbi, con quella formalità estetica e sostanziale che caratterizza i vari personaggi cinematografici e letterari, con la forza composta di uomini e donne che si muovono in mondi oscuri in una lotta spesso impari con le forze del male, moderni eroi, cavalieri in giacca e cravatta a sfidare menti tanto perverse da sembrare costruite in laboratorio.
Mindhunter è ispirato al romanzo Mind Hunter: Inside FBI’s Elite Serial Crime Unit, scritto da  Mark Olshaker e John E.Douglas che era un agente speciale dell'Fbi e racconta nel libro la nascita dell'unità di scienze comportamentali attraverso un'analisi pragmatica dei diversi casi.
La serie Netflix è chiaramente romanzata ma rappresenta sicuramente un importante punto di partenza per analizzare uno dei fenomeni più sconvolgenti della criminalità principalmente americana , ma ormai non solo.
I seriali inizialmente erano chiamati sequenziali, e affascina il racconto di come anche le resistenze della vecchia scuola investigativa dell'Fbi dovettero cedere di fronte all'orrore da una parte e la spinta al rinnovamento di nuovi agenti dall'altra.
A chi piace il genere è caldamente consigliata.
La serie si svolge alla fine degli anni settanta e impressiona pensare che io c'ero già con la mia adolescenza bolognese e visto da qui sembra davvero un altro mondo, forse migliore chissà.
Su netflix

venerdì 13 ottobre 2017

tin star



Ho appena concluso la visione dell'ultima puntata di Tin star.
Gli ingredienti  sono tanti e tutti avrebbero potuto fare di questa serie qualcosa di davvero interessante però qualcosa non funziona e ve lo dice un divoratore di serie.
Lui, Tim Roth, è grande come sempre, essenziale, brutale, irrazionale, incomprensibile, potente, ma tutta la sua bravura è convogliata in un personaggio poco credibile.
Detto fra noi, se io bevo fino a svenire, svengo, non divento una macchina per uccidere, la famosa favola del dottor Jekyll e mister Hyde aveva più agganci con la realtà di questa fiction.
Nasce tutto da una tragedia familiare che si trasforma in una vendetta tanto personale quanto sconclusionata.
Anche i "cattivi" non sono reali cattivi e non sono credibili e la stessa vicenda che dovrebbe essere l'origine di tutti i guai è poco interessante, poco credibile.
Rimane la bellezza dei luoghi nei quali si svolge la vicenda, Canada, la caratterizzazione di alcuni personaggi, l'ultra violenza che in alcuni momenti ricorda il grande Tarantino, e la dinamicità delle azioni cruente.
Giudizio finale?
Bocciato.
E mi dispiace davvero.

giovedì 12 ottobre 2017

mercoledì 11 ottobre 2017

River




Non è una serie paranormale come qualcuno ha scritto, è piuttosto la storia di un poliziotto con grande intuito e psicosi congenita che si muove in una Londra, credo, periferica e degradata, sulle tracce dell'assassino della sua partner. River è un poliziotto atipico sempre a rischio per i sui metodi non convenzionali, non piace ai superiori e ha una etica professionale e umana al di sopra dell'uomo comune.
River è sicuramente un nero e lo scoprirete con certezza alla fine della stagione.
Il protagonista Stellan Skarsgard è un attore svedese dalla grande intensità espressiva, sicuramente il fulcro della serie, e davvero un personaggio centrato.
Su Netflix

martedì 10 ottobre 2017

Il ghiaccio e la memoria a Pieve di Cento




Ci sono luoghi nella bassa sconosciuti ai bolognesi ma rinomati nei vari paesi, uno di questi è la Locanda della Tramvia, da Felizon, a Pieve di Cento.
Esco poco dalle mura di casa mia, il minimo indispensabile, e solitamente lo faccio per promuovere libri.
La serata da Felizon è un'occasione per bere un buon bicchiere di rosso, solitamente sangiovese, e mangiare qualcosa di semplice e genuino, senza fronzoli o formalità.
Mi ritrovo con amici che mi accompagnano ormai da anni nelle varie presentazioni e sono diventati amici condividendo la mia avventura letteraria.
Se abitate in zona Bologna-Ferrara, se siete curiosi di ascoltare qualcosa suoi miei scritti, se avete voglia di fare due chiacchiere informali, vi aspetto

  IL 24 ottobre 2017 alle 20 o giù di lì.

Prima si mangia, si beve, poi si chiacchiera intorno al mio ultimo romanzo.
Conduce la serata Andrea Piselli.
Letture di Marco Piovella.
Organizzazione di Claudio Balboni.
Se ci sei già stato sai cosa ti aspetta.
Se decidi di cenare ti conviene chiamare prima. tel 051975200

clicca il link del luogo

Via G. Garibaldi, 60, 40066 Pieve di Cento BO




venerdì 6 ottobre 2017

Il giallo di Caserme Rosse ... la vera storia



Quando la narrativa si confronta con la storia a volte la storia torna a riemergere, come certi scheletri sepolti in una qualsiasi palude che fanno capolino per raccontare una nuova versione o semplicemente per non dimenticare.
Sotto se cliccate il link potrete leggere un corposo articolo sulla vera storia del lager di Caserme Rosse, migliaia di vite transitate in quel luogo oggi parco pubblico quasi sempre deserto.
Approfitto per comunicarvi che Il giallo di caserme rosse è stato selezionato dalla Casa Editrice Frilli insieme ad altri bravi scrittori per concorrere al premio Scerbanenco, uno dei premi più prestigiosi per uno scrittore italiano di noir.
Leggetevi il regolamento, in questo premio anche i vostri voti fanno la differenza, quindi votatemi se mi volete bene o anche solo se vi piace come scrivo.

Qui trovate l'articolo degli amici Gufi Narranti sulla vera storia di Caserme Rosse.


giovedì 5 ottobre 2017

Il ghiaccio e la memoria ... recensione di Rino Tripodi


Ormai è una tradizione, quando esce un mio romanzo lo spedisco ad alcuni amici di letture, intellettuali, scrittori, insegnanti e aspetto.
Se il romanzo piace arriverà una recensione e anche questa volta Rino Tripodi mi ha fatto il regalo di un articolo all'interno della sua rivista Lucidamente.
La recensione merita per chi non conosce il romanzo e anche per chi non conosce me.
La trovate qui.
Buona lettura e come al solito grazie Rino.

mercoledì 4 ottobre 2017

Ahmet Altan ... scrittori dentro




A volte penso di dargliela su, come diciamo a Bologna. Questa cosa dello scrivere, e scrivere, e scrivere, come se qualcosa dentro mi spingesse continuamente a sbrodolare al mondo cose, pensieri, congetture, recensioni, idee, che senso ha? Sono sempre meno incline alla socialità, sempre meno desideroso di uscire dai confini del mio sgabuzzino, eppure più restringo la mia rete sociale e più ho voglia di comunicare a senso unico, come se lanciassi bottiglie con messaggi, senza una grande curiosità sul risultato. Leggo di uno scrittore davvero recluso e non per sua volontà, in un carcere turco dal 2016. Lui non può scegliere, non può decidere se andare in giro per premi letterari, convegni culturali, feste di piazza o sagre paesane, non può abbracciare le persone che ama, né andare in palestra, o a mangiare la pizza, lui può solo pensare e costruire storie nella sua testa.
Su Repubblica del 27 settembre 2017 ho trovato un suo articolo, racconto, dalla cella di una prigione turca e in quelle poche righe c'è in parte il mestiere dello scrittore.
Che non è un mestiere, è una condizione esistenziale, si scrive per tanti motivi, ma soprattutto per uscire da noi e andare nel mondo, senza muoverci da una stanza, una cella per lui, uno sgabuzzino per me.
Si scrive per inventarsi un amore, uno di quelli che non hai mai avuto, o che hai avuto e vuoi ricordare, o continui ad avere.
Si scrive per uccidere il tuo peggior nemico, la tua paura di vivere, chi ti ha fatto un torto, chi lo ha fatto a tanti.
Si scrive per inventarsi dei personaggi che davvero dialogheranno per te, con te, fra loro e diventeranno, davvero, parte della tua giornata, delle tue notti, dei tuoi sogni.
E si scrive a volte, perché sempre meglio scrivere che andare in giro nei soliti posti, a incontrare le solite facce, a cercare i soliti svaghi. Scrivere può diventare davvero un progetto di costruzione di un mondo dove sarà dolce naufragare e perdersi definitivamente e vi lascio con un brano di Altan tratto da questo suo racconto:

Sono uno scrittore. Non sono né dove sono, né dove non sono. Ovunque mi rinchiudano, viaggerò per il mondo con le ali della mia mente infinita. Inoltre, ho amici in tutto il mondo che mi aiutano a viaggiare, molti dei quali non ho mai conosciuto. Ogni occhio che legge quello che ho scritto, ogni voce che ripete il mio nome, mi tiene per mano come un piccola nuvola e mi fa volare sulle pianure, le sorgenti, le foreste, i mari, le città e le loro strade.
Mi ospitano silenziosamente nelle loro case, nelle loro sale, nelle loro stanze. Viaggio in tutto il mondo nella cella di una prigione.

Non so quanta voglia mi resterebbe di scrivere da una cella di una prigione, e non so nemmeno quanta disperazione possa in realtà fare compagnia a questo scrittore, ma so che io e lui abbiamo in comune una cosa, la magia della scrittura e questo, ci avvicina.
Io sono uno di quelli che lo sta scrivendo, nominando, citando e un pezzetto della sua anima ora è qui nella mia bassa sconfinata di campi e che gli possa arrivare nella sua cella almeno in sogno un'idea di tutto lo spazio libero e verde che mi circonda.

martedì 3 ottobre 2017

letture estive ... CORRUZIONE



Nel link la scheda completa con prezzi e dettagli.
Chi conosce Don Wislow non ha bisogno di introduzioni, sicuramente uno scrittore muscolare che piace a chi frequenta sbirri buoni o cattivi che siano come il sottoscritto, è l'ennesimo successo di uno scrittore che sicuramente si muove con disinvoltura fra procedure di polizia e indagini.
Ma non vi racconterò la trama, come al solito non mi interessa.
Questa è la storia di un eroe che è anche un antieroe per definizione, soprattutto un uomo con i suoi terribili scheletri nell'armadio e una famiglia da mantenere.
Quante volte l'essere umano si fa corrompere dalla cupidigia e cade nel baratro dei compromessi senza ritorno, diventando un criminale?
L'Italia è una delle più grandi palestre di corruzione.
La corruzione ha dilaniato il nostro paese, affossando ogni partito politico, distruggendo il rapporto fiduciario che legava il popolo alla politica.
La corruzione arriva ovunque come un cancro inarrestabile e la cosa buffa è che nel nostro paese molti corrotti alla fine se la cavano alla grande, quindi non è vero che i cattivi vanno tutti all'inferno e che la giustizia trionfa.
Vi lascio a un romanzo incalzante, ansiogeno, con scene d'azione che vorrei avere scritto io e una tensione che non ti abbandona fino all'ultima pagina.
Se vi piacciono i poliziotti vivi o morti qui ne troverete in abbondanza.
552 pagine
17 euro e sblisga su amazon cartaceo
io l'ho comprato in ebook a 9,99 euro.
e dimenticatevi Serpico, quello era un altro modello di sbirro.

lunedì 2 ottobre 2017

stranger things





Netflix e non dico altro.
la scoperta dell'estate. adesso posso vedere le serie sul telefonino, nel tablet, fra una sessione e l'altra di un furioso combattimento nell'xbox one, e anche in televisione.
Stranger Things l'ho visto quasi tutto sullo schermo del mio Lumia 950 xl, telefono in via d'estinzione ma che funziona ancora alla grande per le mie esigenze.

Che dire, mi sono emozionato, divertito, spaventato, innamorato, come con un romanzo del  migliore King e qui di riferimenti ce ne sono in abbondanza, il gruppo di amici fra l'infanzia e l'adolescenza, il mostro spaventoso, l'ignoto e poi il destino infausto, i crucci dell'adolescenza, l'azione la fantasia, la creatività.
E se  vero che non si riesce a inventare storie nuove è anche vero che si possono raccontare storie guardandole da una nuova prospettiva.
Attendo trepidante la seconda stagione e in questo momento Netflix batte sky, anche perché sky go fa davvero schifo, lento, impreciso, poco fruibile, specialmente in Sicilia.
Netflix invece va sempre sembra animato di vita propria.

domenica 1 ottobre 2017

sono tornato ... letture estive, IL SIMPATIZZANTE



Il romanzo è  di Viet Thanh Nguyen, qui la scheda completa.

Viet Thanh Nguyen insegna English and American Studies and Ethnicity alla University of Southern California. È autore di Race and Resistance: Literature and Politics in Asian America (Oxford University Press, 2002) e di Nothing Ever Dies: Vietnam and the Memory of War, «una potente riflessione su come scegliamo di ricordare e dimenticare» (Kirkus Reviews). Il simpatizzante è il suo primo romanzo.

Grande giornalista, grande scrittore.
Non è solo un romanzo storico che ci riporta al tragico conflitto nel Vietnam con tutte le sue contraddizioni e lacerazioni, è anche un'analisi spietata e oggettiva della schizofrenia esistenziale di un individuo costretto per motivi ideologici a vivere due vite parallele e inevitabilmente in collisione.

Non esiste conclusione positiva, non esiste salvezza possibile, la storia quando raccontata così magistralmente non concede sconti, non racconta frottole.

512 pagine che scorrono lente e impetuose come un fiume in piena.
18 euro spesi bene ed esiste anche la versione digitale.




mercoledì 6 settembre 2017

Polizia Municipale ... ennesima aggressione


Permangono gravissime le condizioni dell’ispettore della Polizia Municipale Luigi Licari aggredito sabato sera in via del Rotolo a Catania da un gruppo di giovani; a uno di essi, l’ispettore della polizia locale, aveva vietato di accedere con lo scooter poiché la strada era momentaneamente chiusa al traffico.
Non era lì a fare il ‘’poliziotto‘’, non stava svolgendo compiti considerati da molti estranei al nostro mandato, stava espletando una delle funzioni tipiche e storiche della Polizia Municipale, si chiama viabilità.
La violenza nei confronti delle forze dell'ordine e della polizia locale in Italia è cosa nota, ci sono dati e statistiche allarmanti (la polizia locale è al terzo posto per aggressioni, dopo carabinieri e polizia - dati ASAPS).
Il fatto che sia accaduto a Catania è relativo, l'epidemia di violenza e mancanza di rispetto per le divise ormai ha raggiunto tutto il paese, è diventata questione culturale e sociale.
Il cittadino medio ha considerazione per le divise per rispetto delle stesse o per timore delle conseguenze, accetta e condivide un contratto di tipo sociale.
Una fascia di popolazione invece se ne frega, perché sa che le conseguenze di un'aggressione selvaggia come quella occorsa al collega siciliano sono risibili, niente galera, al massimo una denuncia a piede libero, viene addirittura assolto ‘’per tenuità del fatto‘’ come successe a Bologna… se poi l'aggressore è minorenne non rischia praticamente nulla.
La situazione sta precipitando con una velocità inquietante, ed il governo non ce la fa a prendere i giusti provvedimenti, incapace e troppo incartato su se stesso, preoccupato per le prossime elezioni, per qualsiasi tema che non sia la tutela delle divise, preoccupato più a tutelare Caino che a salvare Abele.
E nel frattempo noi (insieme ai colleghi delle FFOO statali) continuiamo a farci male, a cadere, a rischiare la pelle, tutti i santi giorni (e con minori tutele delle FFOO statali).
Non è più tempo di vittimismo, è necessario trovare un terreno di confronto collettivo fra tutti i lavoratori della polizia locale, i sindacati devono dialogare fra loro, tutti i sindacati, mettendo da parte divisioni e antichi dissapori.
Solo uniti potremo portare a casa un risultato.
Uniti si vince.
Nessuno deve restare indietro.
Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

mercoledì 30 agosto 2017

Ed Sheeran - Shape of You [Official Video]





I’m in love with the shape of you
We push and pull like a magnet do
Although my heart is falling too
I’m in love with your body



Io sono innamorato della tua forma
noi ci attraiamo e respingiamo come fanno i magneti
sebbene anche il mio cuore si stia innamorando
io sono innamorato del tuo corpo



Canzone dell'estate che lentamente volge al termine, delle mie corse furibonde sul tapis roulant cercando di non morire, delle giornate vuote nelle quali rimane solo la radio al ritorno dal lavoro, la musica a riempire gli spazi, e le immagini dei video che mi fanno ormai compagnia dagli anni 80, da quando inventarono video music.

Vi lascio con una dichiarazione d'amore che vale più di qualsiasi minchiata esistenziale

Baby sono innamorato del tuo corpo, delle tue forme e alla fine il segreto dell'amore è tutto lì in quella attrazione animale che non lascia spazi a inutili dichiarazioni d'intenti.


martedì 29 agosto 2017

Polizia Municipale ... bersagli mobili








Il decreto e la direttiva del Ministro dell’interno sullo svolgimento dei compiti istituzionali delle Forze di Polizia e sulla razionalizzazione dell’impiego delle stesse sul territorio. Alla Polizia Locale la competenza “preminente” in materia di sicurezza stradale in ambito urbano.
Proprio nella prima parte della direttiva, dove si tratta della sicurezza stradale, il Ministero affida alla specialità della Polizia Stradale in via principale i servizi elencati nell’articolo 11 del codice della strada e in via esclusiva quelli svolti in ambito autostradale. Sulla viabilità ordinaria concorrono con la Polizia Stradale, la Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri e, nei limiti del territorio di appartenenza anche la Polizia Locale che, nell’arco delle 24 ore (se ovviamente i turni e il personale lo consentono), svolgerà i servizi di polizia stradale in via preminente, così da consentire alle Forze di Polizia di dedicarsi alle loro competenze principali, secondo quanto previsto dalla direttiva. Ovviamente tale impegno sarà assicurato secondo le disponibilità e le risorse delle Città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia e, progressivamente, sino a quelli più piccoli. Tale ripartizione di competenze in capo alla Polizia Locale avverrà tramite il coordinamento dei prefetti in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, come peraltro già da tempo accade, soprattutto nei comuni medio grandi.

 
Tempo di terrorismo islamico, ognuno deve fare la sua parte e noi, la Cenerentola di questo paese che tanti politici cercano di rendere ridicolo, dovremo occuparci in maniera preminente dell'infortunistica stradale.
Cosa che facciamo già nelle grandi città, quindi come spesso accade, stanno parlando di nulla, perché tutti gli addetti ai lavori sanno che noi siamo e saremo sempre lì in strada a rilevare incidenti... come staremo davanti alle fioriere e alle transenne delle feste grandi o piccole di mille comuni, a garantire tranquillità e sicurezza come le forze dell'ordine statali.
 
Come potete notare nell'immagine sopra (che ritrae un collega milanese), noi siamo e saremo agli imbocchi delle aree pedonalizzate, a controllare i varchi, così come siamo nelle zone dove ferve la movida, in prima linea durante feste, sagre paesane e manifestazioni...
 
ma il legislatore ha sancito e vergato un messaggio chiaro per noi della polizia locale, noi che non contiamo nulla e nulla pesiamo nel campo della sicurezza delle grandi e medie città, dobbiamo occuparci di tutto ciò che non potrà più seguire la polizia di serie A, viabilità, infortunistica, perché loro saranno impegnati a debellare il terrorismo e noi a fare ciò che ci viene meglio, i vigili urbani.
Gli agenti delle forze dell'ordine statali devono portare l'arma anche a letto, riporla sotto il cuscino, in attesa dell'isis, mentre noi non dobbiamo avanzare sacrosante rivendicazioni e dobbiamo fare ciò che lo Stato ordina.
Peccato però che a cadere sotto al fuoco degli assassini di Charlie Hebdo sia stata anche una collega della municipale parigina, accorsa proprio per un incidente stradale...caduta come, ad esempio, i due coraggiosi agenti napoletani che sacrificarono la proprio vita per proteggere i concittadini da un folle armato di fucile.
 
Il Governo e molte Regioni non riconoscono il nostro ruolo, ignorano i rischi che corriamo insieme ai colleghi statali, o fanno finta di ignorarli, e ancora una volta si burlano di noi.
Se il Governo vuole avere vigili urbani, che sia coerente e ci faccia essere in tutto e per tutto impiegati comunali!!
 
 
 
Massimo Fagnoni delegato SULPL Bologna

Il giallo di caserme rosse a Langhirano




l'anno scorso (2016) ho vinto il primo premio, una duplice soddisfazione, da una parte la soddisfazione di uno scrittore che vede premiato il proprio lavoro, in questo caso Bologna non c'è più, l'altra soddisfazione è quella di un pulismano che vince un premio dedicato ai poliziotti che scrivono. Dove non arriva la legge ad assimilare i ruoli arriva la narrativa di genere, e spero sia un segnale positivo. grazie a Luigi Notari e a Langhirano

domenica 27 agosto 2017

broadchurc



Premesso che da oggi in poi mai più linkerò qualcosa con riferimento a Wikipedia che con me ha chiuso, vi consiglio caldamente la visione di Broadchurc fiction inglese di grande fattura e davvero impressionante, bellissima l'ambientazione marittima, storia molto coinvolgente, un vero noir da non perdere. lo trovate in rete, come ho fatto io, e dentro il dolore, la passione, la sofferenza, il disagio, la perversione e gli errori, quegli errori che determinano esistenze e che lasciano annichiliti.
Nella realtà a volt accade diversamente, i peggiori mostri la sfangano anche quando ammazzano figli, mogli, suocere, ma chissà quali segni rimangono nei mostri, dentro, in quelli veri.

sabato 26 agosto 2017

J-AX & Fedez - Senza Pagare VS T-Pain




Fedez non mi fa impazzire ma il video è divertente e lui è solo uno dei personaggi di questo video che ha un suo senso nel paese dove non paga  chi solitamente ha già tutto e quindi ha anche l'arroganza di non pagare più nulla e il passaggio che cita i calciatori di serie A è significativo, conta solamente chi appare, e i calciatori sono la massima espressione della nostra superficialità culturale, loro possono tutto, moderni gladiatori invincibili, e allora gustatevi questo video estivo nato anche con un intento benefico.
L'estate non è ancora finita 

venerdì 25 agosto 2017

wikipedia ... grande fratello scortese



Chi non ha mai consultato Wikipedia?
Io la consulto ma non capisco tutto, leggo che ogni tanto chiedono una sovvenzione, ho anche provato a iscrivermi, e un amico mi ha anche dedicato alcuni anni fa una paginetta che è stata poi brutalmente cancellata dagli amici dell'enciclopedia più libera del mondo e visto che la consulto ma non capisco alcune cose del loro agire ho scritto loro un mio parere e ve lo regalo, anche se potete leggerlo da qualche parte in Wikipedia, perché io non sono nessuno e lo dico con la consapevolezza di questo dato oggettivo, però anche nessuno può stancarsi di prendere delle pietre in faccia da chicchessia, soprattutto quando si chiamano Burgundo e Phantomas:

Vi lascio con il mio pensierino dedicato a loro:

Gentilissimi, non essendoci un indirizzo al quale scrivere sono costretto a esprimere qui il mio parere. Mi chiamo massimo fagnoni, e oltre a lavorare per vivere sono uno scrittore di genere, ho al mio attivo 12 libri tutti pubblicati con case editrici serie e non a pagamento. Ciò premesso, un mio affezionato lettore decise qualche anno fa di aprire una pagina dedicata a me, come scrittore, iniziativa incauta sicuramente, ma legittima. Non conosco la vostra piattaforma e ho anche provato a iscrivermi ma la trovo complicata e difficilmente utilizzabile dal punto di vista del contributo nozionistico, la trovo utile come luogo virtuale dove attingere informazioni sempre con il beneficio del dubbio. La mia paginetta è stata cancellata, probabilmente perché l'incauto lettore non ha saputo utilizzare gli strumenti opportuni per darle dignità di esistere. Mi piacerebbe però ora capire perché io, un piccolo giallista della bassa emiliana con al mio attivo diversi scritti, qualche premio e qualche riconoscimento non ho diritto di avere uno spazio nella vostra bellissima enciclopedia, questo è il primo quesito che pongo anche se non credo che qualcuno risponderà. L'altra cosa, sempre segnalata dall'affezionato lettore è più sgradevole.
Non solo mi avete cancellato ma due collaboratori della storica enciclopedia hanno anche scritto alcune cose in calce alla cancellazione: BURGUNDO ha scritto, nella pagina dedicata alla cancellazione che mi ha eliminato che il contenuto era palesemente non enciclopedico o promozionale (12 nov 2013), due anni dopo Phantomas ha cancellato definitivamente la pagina con la procedura semplificata. Non capisco, uno scrittore bravo o meschino che sia, certamente crea una pagina per farsi conoscere, come chiunque svolga un'attività creativa, Wikipedia ne è piena, per questo motivo non ha diritto a esserci? Bene allora vi chiedo un'ultima cortesia cancellatemi completamente, perché l'idea che due anonimi individui mi abbiano cancellato liquidandomi come un qualsiasi venditore di pentole mi infastidisce non poco. Grazie dell'attenzione e tranquilli mi accerterò che nessuno fra amici, parenti o lettori faccia più l'errore di dedicare una paginetta al sottoscritto. mi piacerebbe ricevere una risposta diretta ma mi state dicendo che non è prudente usare un indirizzo di posta elettronica, perciò vi saluto ma non vi ringrazio

giovedì 24 agosto 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 10





"Bologna era un brulicare
confuso e pulsante di indiani metropolitani dipinti
e irriverenti che entravano nei ristoranti e pagavano
5000 lire per una cena, prezzo politico lo avevano
definito. Lui era troppo giovane per entrare nel
movimento di allora, troppo comunista, figlio di
borghesi comunisti, in una Bologna Zangheriana
che inseguiva il mito del compromesso storico e
aveva la sua roccaforte nelle fabbriche, nei circoli
di partito.
Poi è arrivato il ’77, la morte di Lorusso, apoteosi
di un periodo quasi perfetto, la rivoluzione pacifica
sfociata in tre anni di presidio semimilitare, nella
fine del sogno, insieme alla chiusura di Radio
Alice, insieme all'esplosione del terrorismo, quel
lo vero, che fu consacrato l’anno successivo con
il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro."

martedì 22 agosto 2017

bloodline




Cos'è il nero? Me lo chiedono spesso alle presentazioni dei miei romanzi, mi chiedono la differenza fra il genere nero e il giallo.
Bloodline è nero come la notte più profonda, è la quintessenza del nero, è inoltre americano, Florida.
Miami sullo sfondo e una striscia di terra in mezzo all'oceano.
Non c'è speranza, non c'è tregua, non c'è lieto fine, il ritmo cresce a ogni puntata, i personaggi sono credibili, realistici, emanano sudore, angoscia, rabbia, e anche amore alla fine, perché cosa conta più della famiglia e cosa non si farebbe per essa?
Del resto la cronaca insegna, i peggiori misfatti avvengono all'interno del nucleo familiare.
Prima stagione di Bloodline (2015), da non perdere su Netflix.
Dimenticavo, probabilmente è l'ultima comparsa in scena di Sam Shepard scomparso pochi giorni fa a causa della Sla, la sua ultima interpretazione televisiva sicuramente merita.

venerdì 18 agosto 2017

Ozark ... Netflix




Se vi è piaciuto Breaking Bad e Fargo, non potrà deludervi Ozark.
Perché?
Non c'è nulla di scontato, la trama si sviluppa inaspettatamente, non c'è nessuna certezza, la tensione cresce puntata dopo puntata e i personaggi sono credibili per quanto difficilmente identificabili.
Il denominatore comune fra le tre serie è sicuramente lo stesso, un uomo apparentemente normale che si trova catapultato, per una serie di scelte poco oculate, in una spirale di violenza e precarietà, dove non c'è spazio per speranza  e salvezza, ma nonostante tutto il protagonista si muove in questo universo oscuro sempre in bilico, sempre sull'orlo del baratro, sempre schivando l'assalto finale per un pelo.
Il protagonista di Breaking Bad era il chimico perfetto.
Il protagonista di Ozark è il commercialista perfetto e cosa può fare un commercialista perfetto se non riciclare denaro sporco?
Su Netflix

lunedì 14 agosto 2017

Tredici ... Netflix




Ho guardato con attenzione le tredici puntate di Tredici e nonostante l'istintiva avversione che ho per l'adolescenza sotto tutti i suoi aspetti e in qualsiasi periodo storico, devo ammettere che la prima stagione mi è piaciuta, la serie è tratta da un romanzo e la seconda stagione  dovrà avere un altro percorso perché la prima stagione si ferma dove finisce il romanzo.
Tredici è un giallo, un nero, sicuramente una vicenda interessante, e posso dirlo senza timore di svelare nulla, alla base della storia ci sono tredici audiocassette prodotte da una diciasettenne che spiega in 13 puntate il motivo del proprio suicidio.
Il suicidio non è un'opzione nel mio modo di pensare e sentire, soprattutto se una persona gode di buona salute e dietro alla scelta estrema solitamente si celano  storie di depressione e solitudine.
Ma dietro a questa fiction si cela invece il mondo misteriosamente superficiale dell'adolescenza, con i primi turbamenti, le contraddizioni culturali di una società che sta andando alla deriva e la difficoltà sempre maggiore di comunicazione fra le diverse generazioni.
Tredici vi piacerà, vi farà arrabbiare, vi commuoverà, e troverete la vicenda meno crudele in realtà di tanta cronaca.
Il personaggio nel quale mi sono immedesimato è chiaramente il nerd Clay, l'imbranato con le ragazze, il puro, giusto e teneramente imperfetto che cassetta dopo cassetta vi condurrà verso un finale decisamente aperto. Gli altri due personaggi che ho amato di più sono il suo amico gay Tony Padilla e la barista Skye Miller  del caffè Monet's.
La protagonista femminile, la suicida, non mi fa impazzire, la trovo irritante e vittimista, come molti suicidi.
Ma a voi il personalissimo e soggettivo giudizio.
Su Netflix piattaforma interessante e molto più economica di Sky.

sabato 12 agosto 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 9







"Vecchi evoca lontanamente a Veronesi la sua immagine
mentale di Don Chisciotte presa da illustrazioni
giovanili, film più o meno famosi e tanti
fumetti. Vecchi è alto quasi un metro e novanta,
magrissimo, con baffi dritti e secchi come spaghetti.
Ha mani lunghe, nervose quando parla, eleganti,
scientifiche e armoniose quando esamina un cadavere.
Ha una incipiente calvizie sopra il cranio e capelli
grigi, lunghi e stopposi che ricoprono la nuca arrivando
a lambire le spalle. Veste un camice solitamente
immacolato e in questo caso sopra indossa
un grembiule di gomma dura imbrattato di sangue.
Sotto al camice spunta il solito papillon colorato
che cambia ogni giorno, a casa deve averne
una collezione numerosa. Veronesi lo conosce da
sempre, conosce i suoi tempi, i silenzi. Sa quando
deve intervenire, quando è consigliabile restare in
religioso silenzio e quando è meglio rimanere fuori
dall'antro gelido e disperato dove tutti i giorni
transitano ospiti per il loro ultimo esame. Vecchi
interroga i corpi muti, li apre, li scompone come
giocattoli rotti, toglie organi, li appoggia in bacinelle
d’acciaio che riflettono le immagini e le luci
delle alogene, un posto per ogni organo, una collocazione
per ogni pezzo. Fra le sue mani la morte
assume un senso. E in tutto questo lavoro non c’è
spazio per gesti fuori posto, per indelicatezze o indecisioni.
Sembra amare quei corpi, non come furono
amati in vita, con le loro belle anime appese
da qualche parte, ma come pezzi di un insieme magico
che Vecchi rispetta, donando loro una nuova
ragion d’essere."