giovedì 22 giugno 2017

I miei vinili




Per caso, caracollando per my sky mi sono imbattuto nella nuova trasmissione condotta da Riccardo Rossi intitolata appunto I miei vinili e detto fra noi, ci sono molti giovani che non sanno nemmeno cosa siano i vinili, provate per credere.
Mi piace la trasmissione perché è semplice e fresca, veloce e coinvolgente, chiaramente per gente come me. Ricordo che per il diciottesimo compleanno i miei genitori mi regalarono un giradischi, con le casse, il lettore di musicassette che credo fosse addirittura doppio per consentire la registrazione e credo che per loro sia stato un piccolo sacrificio economico, per me una gioia, mi ha accompagnato per quel periodo della giovinezza colmo di sogni a occhi aperti, amori impossibili e pochissimo sesso condiviso. La musica della mia giovinezza è ancora in quei vinili conservati insieme a quel giradischi nella casa di montagna della mia famiglia, e sono un certo numero, e ognuno ha una sua storia, un suo spessore fisico e affettivo, ve ne cito qualcuno a memoria e farebbero la loro figura nella trasmissione del simpatico Riccardo Rossi, comico e occasionalmente regista.
Rimini di De André, Tea for the Tillerman Cat Stevens, Sotto il segno dei pesci, Venditti, Chicago dei mitici Crosby, Still, Nash and Young, e ricordo ancora quel brano che nella notte di guerriglia in piazza Verdi nel 77 veniva suonato da un pianoforte parcheggiato in zona universitaria.

La musica dei vinili si ascoltava nelle nostre camerette, fumando ms alla finestra, programmando vacanze, parlando dei nostri amori impossibili, occupando il tanto tempo libero soprattutto con progetti irrealizzabili. La trasmissione non è semplicemente e banalmente nostalgica, ma una miniera di memoria condivisa che si rinnova in quelle copertine colorate, nei testi delle canzoni trascritti nelle custodie interne e in quei solchi a volte rovinati dai troppi ascolti.
Il vinile non si può scaricare da internet e occupa spazio fisico, lo puoi toccare, annusare come un libro, ci puoi piangere sopra e anche mangiare, e può davvero rimanere nella memoria sottolineando il tempo perduto, e ogni disco rimarrà a rammentarti un periodo, un amore, un motivo che ti spinse ad acquistarlo e pazienza se pochi apprezzeranno questo post, io l'ho scritto soprattutto per me e per chi ha vissuto in un periodo nel quale non era necessario avere un qualsiasi profilo in un qualsiasi social per legittimare la tua esistenza.

mercoledì 21 giugno 2017

Il ghiaccio e la memoria




il 29 giugno 2017 ci sarà la prima presentazione in anteprima assoluta del nuovo romanzo del sottoscritto. Perché anteprima? Perché la vera e propria distribuzione a livello nazionale avverrà nei giorni successivi.
Il libro si potrà trovare in rete e nelle librerie bolognesi dai primi giorni di luglio.
Per me questa uscita estiva è importante soprattutto dal punto di vista interiore.
La storia parte da lontano, dal 1985 che nel decennio 80 fu fondamentale per la mia vita e non potevo non infilarlo in uno dei miei romanzi.
Attenzione, non è un romanzo di formazione e non è nemmeno autobiografico, è un giallo e vi farà compagnia con le sue 400 paginette sotto un qualsiasi ombrellone, e poco importa che dentro ci siano pezzi di me, noi scrittori bravi o meno bravi sappiamo che parte della nostra vita è in vetrina, fa parte del gioco.

domenica 18 giugno 2017

Il giallo di Caserme Rosse ... ultima presentazione


Ultima apparizione prima della pausa estiva del Il giallo di Caserme Rosse e nel corso della serata avrete qualche breve anticipazione del nuovo romanzo in uscita nelle prossime settimane con Minerva, per i curiosi e gli amanti del buon vin sotto trovate le indicazioni






LIBRESCHI @ AI VINI SCELTI – degustazioni letterarie – 26 giugno 2017

Imperdibile ULTIMO appuntamento con le degustazioni ENO-LETTERARIE di Canto 31 all’enoteca “AI VINI SCELTI”, poi ci fermiamo per una meritata pausa estiva!

Lunedì 26 giugno – ore 19.45 – c/o enoteca Ai Vini Scelti, via Andrea Costa 36B, Bologna.

- LA PRENOTAZIONE E’ NECESSARIA -

LIBRESCHI è un esperimento che unisce il gusto del buon vino al piacere della narrativa.

Attraverso un percorso di accostamenti eno-letterari, i nostri ospiti scopriranno come vini e romanzi si esaltino a vicenda, fondendosi in un’esperienza sensoriale unica.
...
Ospitati dall’enoteca “Ai vini scelti”, Canto 31 presenta una serata dove potrete divertirvi a degustare quattro diversi abbinamenti tra i vini proposti da Alessandro, uno dei padroni di casa, e le incursioni letterarie di vari autori contemporanei italiani, ascoltando brevi letture dai libri proposti.

Per questo LIBRESCHI “tutto in bianco” abbiamo abbinato ai quattro vini proposti in degustazione i romanzi di Massimo Fagnoni, Silvia Lodini, Leonarda Morsi e l’antologia curata da Fabio Mundadori.

- COSTO DELLA SERATA CON 4 DEGUSTAZIONI: 15€ -


GLI ABBINAMENTI DELLA SERATA

“CUSTODI DEL PASSATO”

“Terrebianche Zero” metodo ancestrale di Az. Agr. Terraquilia & Il giallo di Caserme Rosse di Massimo Fagnoni (F.lli Frilli editori)



“GIOVENTU’”

Inzolia Terre Siciliane IGT 2016 di Cantine Barbera & L’alfabeto della mente di Silvia Lodini (Booktribù)



“INTENSA ED AROMATICA LIBERTA’”

“Albarara” Albana di Romagna cru DOCG di Tenuta Santa Lucia & 2031. Amore peccaminoso di Leonarda Morsi (Pizzo Nero Editore)



“ANTOLOGICO #8″

“Signore” Ravenna Famoso IGT di Az Agr. Ancarani & Le 13 porte (Damster – comma#21)



Degustazioni letterarie a cura degli autori ed incursioni enologiche a cura dello staff.

*Al termine dell’evento sarà possibile acquistare i romanzi autografati dagli autori presenti in un apposito bookcorner ed i vini degustati al banco dell’enoteca.

Costo della serata con quattro degustazioni 15 €

Lunedì 26 giugno – ore 19.45 – c/o enoteca Ai Vini Scelti, via Andrea Costa 36B, Bologna.

info e prenotazioni: 051/6142396 – 339/3170728 –338/1431367 –info@canto31.it

venerdì 16 giugno 2017

tra le granite e le granate



Ci sono tre canzoni che mi piacciono per ora di Gabbani, le ascolto quando faccio ginnastica in palestra, mi danno la carica, Amen, occidentali's karma e questa molto estiva adatta al caldo tropicale di questi giorni.
C'è un filo rosso che collega i tre brani, un'analisi allegra e dissacrante del nostro quotidiano e le parole rimbalzano bene con la musica di questo autore davvero ingiustamente non valorizzato fino al San Remo 2017.
Gabbani ha una marcia in più e se fossi un suo amico gli consiglierei di coltivare questo filone di analisi divertita e irriverente e di condirlo con un bel ritmo, scalda l'anima, e fa venire voglia di non spegnere il cervello.

giovedì 15 giugno 2017

misteri e manicaretti dell'Appennino bolognese



L'amica Katia Brentani mi ha coinvolto in questa nuova avventura insieme a tanti scrittori chiedendomi un racconto che ho ambientato a Ronchidoso.
L'appennino ha avuto un ruolo formativo nella mia vita.
Mio padre di Granaglione, mia madre di Gaggio Montano, le prime estati della mia vita trascorse soprattutto a Gaggio nella grande casa di famiglia poi sede del Partito Comunista locale.
Ho amato quei luoghi e li ho odiati da bravo adolescente in crescita, vivendo quelle estati come un villeggiante mai totalmente integrato nelle tradizioni locali, diventando nel tempo un bolognese per caso o un cittadino della Bassa che più si addice al mio carattere schivo e invecchiando sempre più lontano dal convivio sociale, preferendo la solitudine del mio antro e relegando le mie uscite a  momenti legati allo scrivere mio e di altri, infatti sarò presente il 19 giugno all'Ambasciatori di Bologna per la prima presentazione dell'antologia.



Troverete questa raccolta, sicuramente interessante, da domani 16 giugno 17, insieme al Carlino, a soli 7 euro e 90, e all'interno ci sarà anche il mio racconto ROGO PROPIZIATORIO dedicato Ronchidoso, a Gaggio Montano e perché no all'amore o al desiderio che spesso sono la stessa cosa, non trovate?

mercoledì 14 giugno 2017

nuovi scrittori crescono 2



Seconda e ultima puntata dedicata a giovanissime scrittrici, in questo caso una ragazzina di dodici anni,  Camilla Merli.
Cosa contraddistingue uno scrittore? Una delle caratteristiche è la sua capacità di raccontare la realtà reinventandola e allora anche una dodicenne può costruire una storia, creare un personaggio, raccontare un'intera vicenda familiare, in poche battute.
Chi scrive inventa mondi, racconta favole,  spesso indovina il futuro.
Il racconto lo travate qui nel blog di Elisabetta Miari Racconti Scontati

martedì 6 giugno 2017

nuovi scrittori crescono



Sollecitato dall'amica di penna Elisabetta Miari ho cercato giovanissimi scrittori e ne ho individuate due, giovanissime e davvero interessanti.
Sono convinto che tutti possono scrivere, ma non tutti sono in grado di analizzare la realtà e trasporla emozionando il lettore.
Il primo racconto che presento è di una adolescente davvero di talento Marianna Badiali.
Il racconto lo trovate cliccando sul blog Raccontiscontati che ha raggiunto proprio in questi giorni quota 200000 visitatori.

lunedì 5 giugno 2017

Twin peaks




Ho iniziato a vedere la terza stagione di Twin Peaks e visto che non ci capivo nulla ho deciso di riguardarmi prima le stagioni precedenti, e so già che non mi servirà per affrontare quella attuale, ma avevo voglia di quella atmosfera.
Rivedere Twin Peaks dopo 25 anni è come rileggere un romanzo molto amato in gioventù.
Comprendi meglio i dettagli estetici, la scelta stilistica e intuisci che dietro a Twin Peaks si cela un artista quale si è rivelato David Lynch, visionario, allucinato, onirico, chiamatelo come volete.
Riguardando la prima stagione ho trovato affinità anche con Kubrick di Shining e non ho ritrovato pezzi di me stesso, ma ho gustato maggiormente le frittelle e i lunghi caffè americani, che solo il protagonista riesce a valorizzare.
Morale, consiglio a tutti la visone in ordine cronologico rigoroso delle prime due stagioni, chi come me vide la serie quando uscì ritroverà piaceri che credeva perduti, e non cercate un senso, non cercate un assassino, lasciatevi contaminare dall'atmosfera e dai personaggi, è il modo migliore per godersi Twin Peaks

domenica 4 giugno 2017

la perdita



Lo so, sto scrivendo poco in rete, alcuni banali accadimenti hanno rinforzato il mio desiderio di scomparire, di evitare il confronto, come se la rete, invischiante e invadente fosse ciò che in realtà è, un palcoscenico dove devi per forza esserci per sancire la tua esistenza.
Io scrivo, ormai è quasi scientificamente dimostrato anche se Wikipedia non ammette la mia esistenza e questo è ciò che mi spinge a premere i tasti del mio pc per regalarvi un mio racconto che potete  trovare qui nel sito della amica di penna Elisabetta Miari che oggi festeggia 200000 visitatori per un blog dove scrittori regalano i propri racconti ha chi ha voglia di leggerli.
A me l'onore di festeggiare le 200000 visite e lunga vita al suo blog, alla voglia di raccontare e a chi vive questa avventura della mente e dell'anima, perché no.

sabato 13 maggio 2017

Il trono di spade



E alla fine ho preso il coraggio a piene mani e ho iniziato a guardare Il trono di spade, il mio primo fantasy e devo dire che mi piace, la ricchezza dei personaggi, l'ambientazione fantastica e i consueti ingredienti che puoi trovare in qualsiasi drammatizzazione teatrale e leggendo in questo periodo Shakespeare trovo affinità nelle dinamiche.
Alla fine quali sono gli ingredienti di queste vicende?
Amore, passione, potere, denaro, sesso, sopraffazione, sopravvivenza, insomma i consueti ingredienti che farciscono la storia dell'umanità, la differenza sostanziale nel fantasy è la commistione di tutti i generi possibili, l'inserimento di elementi fantastici e onirici, la vastità della trama e queste caratteristiche servono a chi guarda e a chi legge per compenetrarsi senza inquinarsi.
La potenza della favola, con dentro tutti i personaggi del nostro immaginario, Re, regine, cavalieri e draghi.
Una splendida nuova avventura.
Magari averla scritta io.

giovedì 11 maggio 2017

Nurse Jackie




Che spettacolo.
Adesso con box set di sky posso vedere cose nuove che avevo perso, ma non voglio fare pubblicità a sky non ne ha bisogno, io faccio il tipo per lei, la bravissima Edie Falco, un'infermiera tossica, ma con una umanità tanto concreta da fare dimenticare i suoi difetti imperdonabili.
Con un approccio diverso dai soliti stereotipi si entra in un pronto soccorso dove convivono diversi personaggi tutti davvero interessanti, ma lei è sicuramente la leonessa.
La commedia dura venti minuti a puntata e dà dipendenza.
Da non perdere

giovedì 4 maggio 2017

Polizia Municipale ... i nuovi assunti



E un giorno arrivano i neo assunti, attraverso un espediente, contratto formazione lavoro, non importa, ma arrivano, te li ritrovi in ufficio, potrebbero essere figli tuoi, quei figli che magari hai in giro per il mondo e che mai e poi mai vorrebbero indossare una divisa.
Sono laureati, spesso, in legge, in scienze motorie, in  agraria, in criminologia e sono così ... giovani, come non amarli? Senza secondi fini, senza condizionamenti, se non quelli dettati dalla tua esperienza e dal desiderio di trasmettere le giuste informazioni, le giuste indicazioni.
Si chiama formazione, quella che non imparerai mai in nessun corso di formazione, quella che hai imparato sulla tua pelle.
Sono il futuro e tu che sei  un vecchio bastardo irriducibile sai già che prima o poi andrai in pensione o magari te ne andrai prima per una delle malattie maledette che hai assorbito in vent'anni di incroci inquinati e blocchi stradali.
Tu li guardi i tuoi giovani colleghi e vorresti prenderli, uno per uno e dire loro attenti ragazzi dovete fare così, non fate come me, fatevi furbi ... ma poi già non sai cosa voglia dire, leggi nei loro occhi l'entusiasmo, lo stesso che avevi tu quando hai iniziato e loro hanno una marcia in più perché sono realmente giovani e alla fine decidi che devono vivere la loro esperienza sperando che lo Stato, quello che non c'è mai quando importa, faccia il suo dovere e non dimentichi ancora una volta i figli migliori, quelli che la divisa hanno scelto di portarla addosso, tutto l'anno, tutta la vita.

mercoledì 3 maggio 2017

Caro Marziano




Ho visto per caso la prima puntata di Caro Marziano trasmissione realizzata da Pif, Pierfrancesco Diliberto.

Nella prima puntata, in pochi minuti tiratissimi c'è la ricostruzione impietosa e durissima della strage di Pizzolungo nella quale morirono una madre e due bambini salvando in questo modo il giudice Carlo Palermo e la sua scorta.

Pif ha la capacità di calarsi nella realtà storica della sua terra e riportarla allo spettatore senza retorica ma con lucida determinazione.

Cosa rimane allo spettatore impreparato come me?
La consapevolezza della distanza fra la conoscenza della verità e gli innumerevoli episodi di criminalità ed disumanità che compongono la storia del nostro paese.
Dicono che oggi a differenza di quel 1985 le cose sono cambiate, oggi si può parlare di mafia, si scende in piazza, il paese fa sentire la sua voce, ma siamo davvero cambiati?
Il nostro paese davvero è cambiato?
Vi lascio con questa riflessione e vi consiglio di guardare queste pillole siciliane, aiutano a non addormentare la coscienza a costo di una piccola sofferenza.
Su rai tre alle 20 e trenta circa prima di un posto al sole

domenica 23 aprile 2017

youtuber italiani




Fra i miei progetti c'è anche un giallo per ragazzi fascia 11-14 anni, un esperimento del quale parlerò solo se andrà in porto.
Fra le idee e gli spunti decido di creare la trama intorno  a uno degli eroi del nostro tempo sconclusionato, un giovane youtuber, non so se si scrive così, ma avete capito.
Non vi svelo nulla della trama, ma volevo solo fare una brevissima riflessione sul fenomeno.
In realtà io conoscevo già alcuni youtuber italiani per un semplice motivo, quando affronto un gioco particolarmente difficile o spaventoso, come ad esempio Resident Evil 7 e necessito di condividere la situazione o capire alcuni meccanismi per superare un ostacolo, ultimamente vado a cercare i video su you tube e così ho conosciuto alcuni di questi  giovani eroi solitari che mi fanno compagnia, e spesso un gran ridere.
Lasciando da parte le considerazioni sul linguaggio spesso approssimativo, con utilizzo di molte parolacce, devo ammettere che mi diverto spesso a seguire questi adolescenti, che sperimentano giochi e situazioni in una condizione di solitudine apparente ma con una moltitudine di fans.
Sto parlando di youtuber con un seguito di un milione di persone e con video visti da 300/400 mila persone.
Mi piacerebbe dire che li trovo banali, vuoti, ignoranti, distruttivi, ma in realtà li trovo simpatici, divertenti, accattivanti e professionali, perché dietro allo spettacolo traspare una regia, un lavoro, una passione e una dedizione, c'è un motivo che spinge frotte di giovanissimi a seguirli, non sottovalutateli, loro sono il futuro della comunicazione e bella o brutta che sia, è sempre futuro.

mercoledì 19 aprile 2017

Gianni Boncompagni




Gianni Boncompagni per me è e rimane Alto Gradimento che fu la mia colonna sonora degli anni 70.
Dal 70 al 76 mi accompagnò nei difficili anni delle medie fino ai primi e traumatizzanti anni del liceo, la prima uscita dal mio quartiere per spostarmi in centro alle Zanotti, le scuole medie di allora di fianco al palazzo dello sport, poi al Righi.
Ai miei ritorni, dopo sudate giornate scolastiche, Alto gradimento era un appuntamento fisso, quotidiano, credo che parte del mio senso dell'umorismo, e della disincantata osservazione della realtà, nasca da quel tipo di comicità, di leggerezza.
Una carrellata di personaggi, di invenzioni linguistiche, di trovate, una rivoluzione per un quasi adolescente che doveva fare i conti con la crisi economica e i problemi dei miei genitori per arrivare alla fine del mese.
Boncompagni e Arbore mi hanno insegnato l'arte della leggerezza, mi hanno avvicinato ai loro modelli musicali, mi hanno fatto compagnia e arrivavano a tutti, giovani e meno giovani, intellettuali e non, la trasmissione piaceva a me come a mia madre ricordo e ridevamo della loro travolgente carica vitale, un virus buono, che ancora sento in circolo.
Tanta radio, tanta comicità è partita da lì, penso ai modelli attuali, come 610, o la Giallappa s e non posso non trovare delle affinità.
Alto Gradimento rimane un modello.
Boncompagni è un pezzetto di quel ricordo, un pezzo della mia vita giovanile quando il mondo era lì, poco ospitale, tutto in salita ma alleggerito da personaggi come lui.
Non so se qualcuno ha condiviso come me quel periodo e quella trasmissione, e alla fine non è importante, alla fine credo che la cosa più importante sia portarsi appresso le cose buone e non dimenticarcele, per dare un senso e per sottolineare un valore.

lunedì 17 aprile 2017

Pasqua con il virus



Una pasqua strana la mia, direi virulenta, non solo mi sono parzialmente ammalato, causa i primi tepori di aprile, ma sono stato colpito da un terribile virus informatico.
Non è capitato a causa di una frequentazione di siti porno, è bastata una mail.
Avevo appena acquistato un pacchetto da Sky, 2,50 euro al mese per 18 mesi, un affarone.
Non mi sono insospettito, quindi, quando nella mia casella di posta ho trovato una mail di fatturazione Sky, se fossi stato meno stanco, e meno febbricitante, forse avrei dubitato e eliminato, come faccio di solito (sono un grande eliminatore), ma questa volta ci sono cascato come una pera cotta, che detta così non si capisce perché una pera cotta dovrebbe cadere, ma fa lo stesso.
Ho aperto la mail e non contento ho scaricato la presunta fattura che era in un file word.
Altro errore.
La fatture solitamente sono in pdf, ma io sono andato avanti e il file non si è aperto.
Poco male ho pensato e sono andato a dormire contento per la imminente resurrezione di Cristo.
Il giorno dopo aprendo il pc la sorpresa.
Un messaggio faceva da sfondo e mi diceva, in inglese che tutti i miei file erano criptati e che avrei potuto riaverli a mia disposizione solo pagando un riscatto.
Sono stati due gironi di lotta accesa con l'aiuto dei tecnici Microsoft, ma alla fine solo stasera sono riuscito ad averla vinta sui bastardi informatici formattando tutto e installando nuovamente Windows.
Quindi attenzione ragazzi, e fate come me, copiatevi tutto ciò che amate e vi serve altrove, con i file recenti soprattutto.
E' una guerra come direbbe Crozza imitando Grillo.
E noi come al solito perdiamo.
Ma almeno i miei soldi non li avranno i maledetti.

lunedì 10 aprile 2017

remember




Chi ha letto il mio ultimo romanzo Il giallo di Caserme Rosse avrà trovato analogie fra la trama della mia storia e questo film davvero notevole sempre sul tema della memoria perduta e dello sterminio di massa.
Il cast è composto da alcuni anziani leoni del cinema Cristopher Plummer, Martin Landau, Bruno Ganz e un cammeo del grande Dean Norris, poliziotto duro e puro della fantastica serie Breaking Bad.
Non vi svelo nulla di quello che a tutti gli effetti è un vero e proprio thriller, se non che la trama ruota intorno al personaggio principale, la faccia spesso in primo piano del vecchio Plummer che nonostante una demenza senile in atto riesce a suo modo a muoversi lungo un percorso prefissato alla ricerca di un criminale di guerra.
Alla fine ti rendi conto di come la memoria dell'orrore è forse una delle poche circostanze nelle quali l'essere umano riesce ancora a mobilitare  coscienze riuscendo a scandalizzarsi e riflettere.
Ma è la realtà o solo la speranza del regista e degli sceneggiatori?
Non lo so.
Unica certezza è la formula geniale di questo film, affine in molti aspetti alla mia indagine nel passato attraverso le efferatezze della seconda guerra mondiale.
Un omaggio a grandi attori sul viale del tramonto, non per altro se non per l'età, e un omaggio a chi con l'intensità della recitazione riesce ancora a ricamare storie avvincenti.
su sky

mercoledì 5 aprile 2017

the bridge originale terza stagione fine









Alla fine la serie originale è quella più avvincente perché si sviluppa da una parte e dall'altra di un ponte fantascientifico che però esiste davvero, si getta letteralmente nel mare e congiunge due paesi tanto a nord rispetto a noi quanto diversi nell'anima.
Chissà cosa spinge tanti svedesi e non solo a cimentarsi nei gialli in paesi dove probabilmente la criminalità è assai ridotta.
Non proverò a produrmi in analisi sociologiche, posso solo aggiungere che The Bridge propone questo modello femminile un po' replicante, un po' robocop, con una vita interiore dilaniata da un passato familiare oscuro dal quale è rimasta unica superstite, autistica, remota, distaccata, essenziale, un modello femminile originale, in questa terza stagione affiancata a un poliziotto danese che ha visto scomparire da un giorno all'altro la sua famiglia, moglie e due figlie e che continua a vederle in un quotidiano allucinato e intossicato da farmaci.
Sono due modelli di esseri umani, prima che poliziotti, davvero inusuali e il caso che affrontano in  questa terza stagione è tanto improbabile quanto cruento, ma non per questo meno divertente.
Su Sky Atlantic

lunedì 3 aprile 2017

Big little lies



Che cosa hanno gli americani che noi non abbiamo?
Noi abbiamo arte, creatività, ottima cucina, stile di vita invidiato e splendidi stilisti, tutta una schiera di giallisti, cantanti, poeti e navigatori, ma non abbiamo i loro sceneggiatori, evidentemente.
Noi proponiamo La porta rossa sulla quale mi sono speso qualche giorno fa, loro mandano in onda Big little lies.
Da una parte il fantasma di un poliziotto per risolvere un caso, dall'altra parte un realistico spaccato di borghesia americana, con lo sfondo di una selvaggia costa californiana e sicuramente un cast stellare dalla Kidman fino alla giovanissima Shailene Woodley protagonista del ciclo cinematografico Divergent.

Le piccole grandi bugie compongono un affresco grottesco e inquietante, dove i bambini, emanazioni di questi adulti contorti, diventano strumenti per alimentare dissidi e odi che scaturiscono da una percezione deviata della realtà.
Quando una società arriva al totale autocompiacimento e si crogiola nel benessere, nella noia indotta dalla consapevolezza di possedere tutto il necessario e il superfluo, ecco che esplodono le contraddizioni.
Chiaramente questa è una mia interpretazione di un prodotto televisivo basato su un romanzo di Liane Moriarty che confesso di non conoscere.

Intensi i dialoghi, intelligenti, graffianti, taglienti, precisi.
Sette puntate di questa commedia nera che ruota attorno a un omicidio del quale si scopre tutto molto lentamente.
Su sky




venerdì 31 marzo 2017

Il giallo di Caserme Rosse ... frammenti




 All’orizzonte  scorge un gruppo di giovani israeliani, li riconosce perché sulle spalle hanno legate le bandiere azzurre e bianche della loro nazione, ci sono belle facce fra loro, ragazze sorridenti con le bandiere sollevate dal vento leggero; loro danno significato al luogo che è tutto intorno, perché sono la testimonianza che per quanto l’uomo si impegni a sterminare sistematicamente un suo simile, non sempre ci riesce e a volte la vita è più potente di qualsiasi follia

#ilgiallodicasermerosse

mercoledì 29 marzo 2017

narrativa ... i miei progetti 2017-2018



Scrivo due righe su Facebook dove comunico a tutti e nessuno che ho appena firmato un accordo di edizione con Giraldi e inaspettatamente 120 persone cliccano, approvano, commentano.
Solo uno di questi chiede chi sia Giraldi.
Fa la domanda giusta, perché firmare un accordo di edizione è solo un tassello dell'arduo mestiere dello scrittore, sempre che lo si voglia chiamare tale un'attività che non ti permette, in linea di massima, di vivere o sopravvivere se vuoi (Vasco).
Ho risposto al mio contatto spiegandogli che Giraldi è una delle case editrici con le quali pubblico regolarmente da ormai sette anni, dal 2010 per l'esattezza.
Il mio primo romanzo Bologna all'inferno lo pubblicai con Giraldi, quando ancora la Casa Editrice era in via San Felice e a condurla c'era Cristiano Giraldi.
Oggi pure mantenendo il nome Giraldi è cambiata, è una piccola ma coraggiosa realtà bolognese, con sede a San Lazzaro e mi piace pubblicare con loro, mi piace l'editor, il loro responsabile dei rapporti con me, e l'editrice. Alla fine per chi fa questo mestiere, non mestiere, è importante trovarsi bene con l'editore, è fondamentale.

Per tornare agli aggiornamenti editoriali, visto che qualcuno dei miei lettori mi chiede i tempi delle prossime uscite:

A giugno 2017 tornerò in libreria con MINERVA la prestigiosa Casa Editrice con sede in Argelato (Bo) che pubblicò Lupi  neri su Bologna, mio libro unico e amato proprio per la sua unicità.
Per me è un onore pubblicare con la prima Casa Editrice a livello regionale e una grande realtà nazionale. Del romanzo, anche questo unico nel suo genere non vi svelo nulla.

In autunno inverno tornerò con il quarto capitolo delle indagini di Galeazzo Trebbi, Fratelli Frilli  ormai un appuntamento annuale, ho appena concluso il sesto romanzo che dovrebbe quindi uscire nel 2019.


Nella primavera del 2018 uscirò con il nuovo romanzo Giraldi di cui scrivevo sopra, che sarà inserito nella loro nuova collana Crime.

Molta carne al fuoco direi e mi fermo qui, non svelo altri progetti in corso d'opera che ancora non so come finiranno, non vi parlo della mia partecipazione a due collane di racconti diverse ma affini.

Questo è lo stato dell'arte.
Dove trovo tempo e come concilio la mia vita, il lavoro che mi procura il pane e questa attività?
Non lo so, ho smesso di chiedermelo, mi lascio vivere.

E il maresciallo Greco?
Mi hanno chiesto almeno dieci appassionati del personaggio.
Ci sono due romanzi nel cassetto dedicati a lui, ma aspettano di capire con chi li pubblicherò.

Alla prossima e per chi ha curiosità mi trovate nei soliti luoghi virtuali, Facebook compreso.






lunedì 27 marzo 2017

in treatment ultima stagione



Torna per il mio diletto una delle serie più interessanti proposte da sky, remake di una serie americana, liberamente ispirata a un format israeliano.
Nella televisione dell'isola dei famosi, Amici, Il grande fratello, xfactor, e sceneggiati che neanche cito, dove la parola d'ordine è il nulla cosmico, trovare un prodotto basato sulla parola, sulla comunicazione verbale, sulla profondità delle relazioni, sulla fatica del vivere, è come una boccata d'aria fresca, e sentire una nostalgia struggente per un mondo che dimentica sempre più spesso l'importanza della comunicazione vera fatta a quattrocchi sostituendola con i social, le chat, la messaggistica, la spersonalizzazione.
Grande prova d'attore per Castellitto che in questa serie ha dato il meglio della sua professionalità, e una sfida per un piccolo nucleo di bravi attori:Margherita Buy, Brenno Placido, Giovanna Mezzogiorno, Giulia Michelini, Domenico Diele.
Serie da vedere e ascoltare, indipendentemente dalle opinioni sulla bontà dell'analisi.


domenica 26 marzo 2017

la porta rossa



Ambientato a Trieste, produzione Rai, regia Carmine Elia, sceneggiatura Lucarelli, Rigosi, Assirelli, Cogo.
Che dire ... ho guardato la prima puntata, un po' Ghost, un po' il sesto senso, senza il pathos del primo e l'intensità del secondo, probabilmente qualche bravo attore, una sparatoria iniziale di tutto rispetto, ma non ho visto le altre puntate, non l'ho trovato interessante abbastanza, né avvincente, né convincente.
Non comparabile con il notevole Rocco Schiavone interpretato da un grande Giallini, e neppure con i bastardi di Pizzofalcone, più debole come tenuta ma sempre più convincente di un prodotto che deve attingere al paranormale per trovare un senso, ma che un senso non ce l'ha come canta il grande Vasco.
Abbiamo una realtà spaventosa là fuori parola di sbirro comunale con la passione della scrittura creativa, ma quando grandi autori decidono di attingere a piene mani da una storia così debole mi mandano in crisi esistenziale.
Difficile scrivere storie credibili, meno difficile utilizzare stereotipi stilistici, ma è solo l'opinione di uno che non conta, uno che nella realtà ci sguazza ogni giorno, e i fantasmi li trova solo di notte, nei sogni.

martedì 21 marzo 2017

The Walking Dead 7



The Walking dead sette volge al termine, e devo confessare che ho anche pensato di rinunciare alla visione della stagione subito, all'inizio, dopo la morte di due personaggi chiave della serie.
Non racconterò altro, se non che sicuramente questa è la stagione più cupa e dolorosa di tutta la serie fino a ora, quella nella quale la speranza diventa qualcosa di remoto e dove regna un clima di oppressione, repressione, violenza mai sperimentati prima, e i vaganti diventano un accessorio all'orrore quotidiano, quasi sempre affrontabili ed emerge il vero mostro della stagione Negan e il suo sistema dittatoriale, spietato e insensato.
Che dire, mancano solo tre puntate alla conclusione e non so come finirà, so solo che si sta preparando una sorta di riscossa e mi piace il crescendo,  l'evoluzione della trama e il riemergere dei personaggi che tanto mi ha affascinato nell'intera vicenda.
Faccio fatica a definirlo semplicemente un horror, faccio fatica a legarlo solo al fumetto.
TWD è una metafora spaventosa del nostro mondo, e mi viene in mente la canzone di Mengoni, quella che parla di esseri umani e che nel complesso fa quasi tenerezza.
TWD crea emozioni, impressiona e non stanca ma non potrà mai eguagliare l'orrore quotidiano dei nostri tempi, dove i poveri vaganti sarebbero solo una conseguenza dei nostri errori, come nel film, e sicuramente non il male peggiore.


domenica 19 marzo 2017

Lo chiamavano Jeeg Robot



Non mi piaceva il cartone animato io ero più da Altas Ufo Robot Goldrake, e confesso non ricordo più il perché, però parliamo di preistoria televisiva per me , avevo 15 anni e non mi entusiasmava l'animazione giapponese, sono sempre stato più Marvel e lo sono tuttora.
Detto ciò, ho visto finalmente il super premiato Lo chiamavano  Jeeg Robot  e devo ammettere che faccio fatica a capire i sette premi al David di Donatello 2016.
Il film è interessante, originale, bravo il protagonista Santamaria, brava anche Ilenia Pastorelli, e soprattutto Luca Marinelli perfetto cattivo psicopatico, ritengo comunque eccessivi sette premi, e capisco tutto, la metafora della favola dove i super eroi fanno da contraltare a un mondo in disfacimento morale ed economico, con una miseria dilagante e un disagio sociale incombente su tutto e su tutti, dove si sono persi di vista i valori etc etc.
Ma se questo doveva essere il messaggio viene trasmesso al pubblico superficialmente in una Roma periferica, violenta, però comunque appena accennata dove tutto in realtà rimane in superficie soprattutto la trama, questi attentati terroristici della camorra (?) per spaventare e sottomettere lo Stato(?) e questi cattivi che rincorrono non si capisce bene cosa, potere, denaro, controllo del territorio. Sinteticamente la favola del super eroe è bella, convince e avvince, è l'unica vera novità che emerge da questo film dell'esordiente Mainetti, il contorno rimane abbastanza povero, e solo accennato, a mio avviso. Bella la caratterizzazione di tre personaggi quelli che ho citato prima, incomprensibile il premio ad Antonia Truppo, non perché non sia brava ma per il suo ruolo che secondo me nel film è davvero marginale.
Bella l'idea di proporre un super eroe nostrano inserito nel nostro terribile tessuto sociale e forse solo un super eroe potrebbe davvero aiutarci a uscire dalla nostra disastrata situazione ma anche lui farebbe davvero molta fatica

lunedì 13 marzo 2017

Il giallo di Caserme Rosse a Pieve di Cento



Da Filizon ci sono già stato nel marzo del 2016 a presentare Bologna non c'è più, ho mangiato affettati che non conoscevo, una mortadella del contadino che è un prodotto locale buonissimo, e mi è piaciuto il posto, ruvido e accogliente come il proprietario.
Se vivete fra Bologna e Ferrara e volete trascorrere alcune ore in compagni di Trebbi e di un buon bicchiere di vino nostrano vi aspetto la sera del primo giorno di primavera.
La coordinate le trovate nella locandina.

sabato 4 marzo 2017

Il giallo di Caserme Rosse ... frammenti





#ilgiallodicasermerosse : " In un'altra sala ci sono migliaia di scarpe di tutte le misure, scarpe di bambini, di infanti poco più che neonati, sono migliaia, schiacciate, ammuffite, macchiate, sdrucite, e non c'è nulla di più efficace per rendere l'idea della persona di ciò che indossava ai piedi, come raccontava Moretti in Bianca"

giovedì 2 marzo 2017

RESIDENT EVIL VII



Non so se avete mai visto il film non aprite quella porta, io credo di essere arrivato ai primi 5 minuti per poi decidere che davvero non volevo aprirla.
Resident Evil 7 è quella porta che no, non vorresti mai aprire, perché lo sai che oltre troverai orrore, morte e disperazione in abbondanza.
Il gioco non è semplicemente un survival game, è un incubo a occhi aperti e in alta definizione, i mostri non muoiono solo possono essere rallentati ma poi si riformano e ti vengono a cercare, gli obiettivi sembrano quasi delle prese in giro, tu vorresti molto scappare da quella casa fatiscente e appiccicosa di umori, vermi scarafaggi e mostri, ma fuori c'è solo una desolante palude, e un'atmosfera senza speranza.
Resident Evil torna alle origini e si ripropone con la bellezza dell'alta definizione e ogni gradino verso una possibile conclusione è faticoso, frustrante, angosciante.
Gli indovinelli sono abbastanza semplici e i salvataggi come da tradizione potrai farli solo in luoghi precostituiti in un mangiacassette stile anni settanta.
Mi piace il gioco?
Realizza il suo obiettivo, intrattiene, cattura, fa arrabbiare, muove la testa e fa battere il cuore.
Uno dei motivi per i quali mi perdo ancora nei giochi è proprio questo, e un consiglio, se avete il cuore debole, non aprite quella porta

martedì 28 febbraio 2017

Il Grisbì




C'è quell'aereo, anzi il rudere di un aereo trasformato in rifugio per un solitario desperado e i suoi cani da difesa, c'è la desolazione e lo spazio di una pianura senza nome e senza collocazione geografica che potrebbe essere padana, ma anche americana.
Ci sono personaggi, molti personaggi, tutti sottolineati, escono dalla carta del romanzo e prendono vita e rimandano al cinema, a tanta letteratura di genere e ricordano anche certi fumetti, e certa animazione, per chi ha visto Sin City potrà avvicinarsi all'idea di come alcuni personaggi icone possano prendere vita e avere una propria forza, un carattere uno spessore.
Mi sono divertito leggendo Il Grisbì, come mi sono divertito guardando Pulp Fiction, o Le iene, come mi piacciono i romanzi di Dashiell Hammett o Chandler, la differenza fra l'hard boiled americano e questo romanzo è soprattutto cronologica, e forse sociale.
L'hard boiled americano fu scuola di stile in un'America anni venti nella quale la vita aveva connotati diversi da quelli attuali, ma la violenza è sempre la stessa, sempre le stesse le leve che smuovono il mondo, il denaro e il sesso. Questo romanzo ruota tutto intorno al denaro, al bottino, al disperato desiderio di non spartirlo con alcuno e non ci sono messaggi morali, non c'è l'eroe buono, nessuno ne esce indenne dalla vicenda.
Il bello del gioco è proprio qui, e credo che lo scrittore, più giovane di me, si sia divertito in questa scorribanda fra situazioni e personaggi, perché cosa c'è di più liberatorio di una sparatoria e mi torna in mente la scena di Pulp fiction quando il giovane spacciatore scarica contro John Travolta e Samuel L. Jackson senza colpirli tutto il caricatore del suo revolver. Il romanzo provoca emozioni, come un buon film d'azione, crepuscolare, quasi malinconico, mai retorico o ruffiano e alla fine lascia un buon sapore in bocca come un mezzo bicchiere di Four Roses.

Il Grisbì
Autore Giovanni Bertani
editore Forme Libere
pag 265
Euro 15.20
lo trovate qui

giovedì 23 febbraio 2017

Il giallo di Caserme Rosse a LIBRESCHI





Lunedì 27 febbraio – ore 19.45 – c/o enoteca Ai Vini Scelti, via Andrea Costa 36B, Bologna.
- LA PRENOTAZIONE E’ NECESSARIA -
LIBRESCHI è un esperimento che unisce il gusto del buon vino al piacere della narrativa.
Attraverso un percorso di accostamenti eno-letterari, i nostri ospiti scopriranno come vini e romanzi si esaltino a vicenda, fondendosi in un’esperienza sensoriale unica.
Ospitati dall’enoteca “Ai vini scelti”Canto 31 presenta una serata dove potrete divertirvi a degustare quattro diversi abbinamenti tra i vini proposti da Alessandro, uno dei padroni di casa, e le incursioni letterarie di vari autori contemporanei italiani, ascoltando brevi letture dai libri proposti.
Per questo LIBRESCHI abbiamo abbinato ai quattro vini proposti in degustazione i romanzi di Massimo FagnoniCarolina DellonteLuca Occhi e l’antologia curata da Luca Martini e Gianluca Morozzi.
- COSTO DELLA SERATA CON 4 DEGUSTAZIONI: 15€ -



domenica 19 febbraio 2017

Legion



Non sono un esperto di xman ma ho avuto a che fare con la schizofrenia abbastanza per dire che è ormai termine obsoleto per definire ogni condizione di alterazione psichica e conosco abbastanza psichiatri psicotici e caratteriali per potere dire che di fronte alla malattia mentale siamo impotenti quasi come con il cancro, parola tanto semplice quanto spaventosa, non trovate?
Detto ciò, mettetevi comodi sulla poltrona di casa vostra se la possedete e gustatevi le allucinazioni di David Haller un mattacchione con poteri mentali talmente dirompenti da non essere contenibili e non vi piacerebbe scomporre il mondo, il quotidiano mondo monotono solo con il potere della mente?
Se come me pensate che la fantasia non abbia limiti come gli effetti speciali, vi divertirete con questa nuova fiction, su sky chiaramente.

sabato 18 febbraio 2017

Occidentali's karma



Non mi importa che abbia vinto Sanremo, perché la canzone è orecchiabile, ma ciò che conta è il racconto di questo giovane cantante baffuto, lui racconta in 3 minuti o poco più la nostra quotidiana schizofrenia, lo fa con la giusta leggerezza, perché anche lui alla fine è un prodotto del nulla attuale.
Lui ci racconta con un linguaggio comprensibile quasi a chiunque che siamo in un tunnel allegro, colorato, ma l'unica cosa vera che racconta  è che :
"quando la vita si distrae cadono gli uomini" e non c'è altro che conta, e in fin dei conti anche la vita, la nostra porca vita cosa conta ora mai?
Non lo so ho smesso di chiedermelo, vi dico solo che io me lo ascolto in cuffia mentre sudo in palestra alla Prime, fino a quando potrò pagarmela e che nessuno mi disturbi o sfiori mentre ascolto Occidentali's Karma.

sabato 11 febbraio 2017

Frilli raduno a bologna




Ecco due momenti della bella serata condivisa presso la mia libreria preferita, Il secondo Rinascimento in via Porta Nova a Bologna.
Dario Villasanta e Giusy Giulianini hanno condotto e presentato due amici milanesi Gino Marchitelli e Alessandro Bastasi che in comune con me hanno l'appartenenza alla scuderia Frilli, e un passato esistenziale e politico.
Storie diverse che si incrociano e si confrontano a Bologna, piuttosto che a Milano.
E mentre in zona universitaria alcuni studenti si scontravano con la Polizia per i corselli in biblioteca, noi eravamo in libreria a parlare di speculazione edilizia, nero metropolitano, coscienza politica, scontro generazionale.
A volte mi sento come uno di quei monaci che nel profondo medioevo trascorrevano il loro tempo vitale a preservare la memoria e coltivare la cultura residua in attesa di una rinascita.
Poco mi interessa del mondo attuale e tanto mi arricchisce il confronto con amici scrittori, con lettori, con persone che ancora desiderano mettersi in gioco e dialogare.
Grazie a Claudio Guerra per alcune delle immagini della serata, a Dario Villasanta e Giusy Giulianini che tengono la posizione e non si arrendono al nulla dilagante, e agli amici di penna e non solo Gino Marchitelli e Alessandro Bastasi, partigiani di una resistenza che passa attraverso la parola scritta, non gridata, non ostentata nei social, ma diffusa come un virus buono, in mezzo alla gente.

giovedì 9 febbraio 2017

Fiorella Mannoia che sia benedetta



Strana questa vita, maledetta, faticosa, ci fa bestemmiare e a sera a volte ci lascia senza fiato, senza speranza, ma come canta Fiorella Mannoia che sia benedetta e se qualcuno deve vincere il festival quest'anno quel qualcuno si chiama Fiorella.

mercoledì 1 febbraio 2017

Il giallo di Caserme Rosse recensione di Rino Tripodi




Vi passo il link della bella recensione di Rino Tripodi a proposito del mio ultimo romanzo

#ilgiallodicasermerosse nella recensione di Rino Tripodi. La sintonia fra noi è tanto casuale quanto legata a diversi motivi sia anagrafici che culturali. Abbraccio la sua interpretazione attenta e lucida del romanzo. non c'è posto per sdolcinatezze, non è tempo per ipocrisie politically correct, non ci sono i buoni e i cattivi, ma l'umanità in tutte le sue sfaccettature, e il bello della scrittura creativa è proprio questo, potere creare mondi, inventare personaggi e perché no esprimere pensieri e opinioni. Io come Trebbi non cavalco nessun partito politico, non sto con nessuno, se non con l'uomo che avvicinandosi mi trasmette ancora un' idea di umanità.

giovedì 26 gennaio 2017

Baricco Mantova Lectures



Sto guardando le tre puntate di Baricco, Mantova Lectures su Sky Arte, bellissima invenzione.
Che dire?
Baricco mi piace, mi piace il suo prodotto, qualunque sia il suo scopo finale.
Lui racconta cose, sono viaggi della mente, elaborazioni culturali, le ha macinate, digerite, rielaborate, e le propone a una platea attenta in un teatro gremito e devo dire la mia, preferisco godermele dal divano di casa in perfetta solitudine e in realtà non mi sento mai solo quando lui  racconta il suo modo di interpretare la realtà.
Mi sembra che stia parlando a me,  racconta di una piccola libreria francese e di come una storia possa diventare virale pur nascendo da un equivoco,  racconta la vita di Alessandro, il suo viaggio, il suo carisma, descrive un quadro come vorrei sempre fosse descritto, con la passione maniacale di chi non sembra avere fatto altro in vita sua che osservare, studiare, approfondire, con la passione di chi crede davvero nella cultura, nella mente umana.
Associa un quadro a un brano musicale e ne trova un senso, descrive con perfetta sintesi la quinta di Beethoven svelandone la meraviglia e l'intento ultimo dell'autore.
E' l'insegnante che non ho mai avuto, l'amico che non si stanca di accompagnarti nei musei, è soprattutto un momento della mia vita nel quale mi riconcilio con il vuoto assoluto di una quotidianità spesso complicata, soffocante, assediata dalla spietatezza della ripetitività, dalla concretezza della precarietà economica, affettiva, esistenziale.
Baricco mi ricorda che la vita è arte, dovrebbe esserlo, dovrebbe essere un luogo di bellezza e spiritualità.
E chi se ne frega se qualcuno lo trova saccente, o pretestuoso.
Può permetterselo.

domenica 22 gennaio 2017

casa Khaoula doppia presentazione 27 gennaio 17


Il 27 gennaio 2017 alle 18 sarò insieme a un siciliano doc Davide Pappalardo a presentare i nostri due ultimi lavori  alla biblioteca di Corticella Casa Khaoula, diretta dal bravo Michele Righini, uno dei miei bibliotecari preferiti.
Davide è uscito con questo originale e graffiante nero edito da  Eclissi alla quale sono legato affettivamente perché Rosa D'Emidio fu la prima editrice che decise di pubblicarmi e ricordo ancora la sua inaspettata telefonata quando per me era una cosa quasi insperata essere chiamato da un qualsiasi editore per una proposta di pubblicazione.
Eclissi è una bella casa editrice e sono contento di presentare Il giallo di Caserme Rosse insieme a uno dei suoi nuovi scrittori.
Vi aspettiamo quindi il 27 gennaio, e bagneremo l'evento con un bicchiere di vino della bassa.
Presenta l'amica Lorena Lusetti altra scrittrice bolognese.
Che aggiungere ... quando non sei in competizione scopri che a Bologna ci sono teste pensanti, giallisti creativi, e cosa c'è di più divertente che potere con loro condividere momenti ludici?
A presto, vi aspettiamo

sabato 21 gennaio 2017

nella pancia del mostro e nella scuola di Molinella



L'ultimo fine settimana è stato caratterizzato da alcuni importanti appuntamenti per me.
Sabato 14 gennaio ero insieme ad alcuni protagonisti del fermento culturale bolognese a Casalecchio alla casa della Conoscenza a parlare di Ospedali psichiatrici giudiziari, di psichiatria e di misure di sicurezza.
C'era l'amico Roberto Carboni, scrittore come me della grande scuderia Frilli, c'era Dario Villasanta che ha scritto il libro che dava il titolo all'incontro Nella pancia del mostro, Giusy Giulianini e altri professionisti del settore.
Abbiamo sollevato un problema quello degli OPG e abbiamo parlato di psichiatria.
In un momento di vuoto generalizzato e di sgomento politico è importante non fermarsi ai massimi sistemi ma continuare a riflettere.

Lunedì 16 invece sono entrato per la prima volta in un istituto scolastico superiore a Molinella a parlare del mio ultimo romanzo Il giallo di Caserme Rosse, in occasione della giornata della memoria, grazie a Donatella Swift
Devo essere sincero, temevo di trovarmi di fronte 120 studenti annoiati e insofferenti, invece i ragazzi ci hanno lasciato raccontare, hanno anche applaudito in un paio di occasioni, sto parlando di studenti di un istituto tecnico e uno professionale di Molinella  e fra questi una buona percentuale di stranieri, persone che non hanno la nostra memoria storica ma hanno dimostrato rispetto,  mi sembra già un buon risultato

L' avventura dello scrivere mi porta a espormi in alcuni casi anche dal punto di vista civile e culturale, una bella sfida per un orso come me.

Stasera sarò a San Marino di Bentivoglio con Il giallo di Caserme Rosse alle 20.30.
Vi aspetto

sabato 7 gennaio 2017

L'ultima tempesta



Cos'è l'eroismo?
Credo sia rischiare la propria vita per salvare altre persone, per un'idea, per rispettare un ordine a tutti i costi.
Il film in oggetto racconta una storia vera avvenuta negli anni 50 in New England dove alcuni eroici guardacoste partirono con una piccola imbarcazione per salvare i marinai di una petroliera spezzata a metà a causa di una tempesta.
Mi piace l'ambientazione, mi piacciono i personaggi, forse sono stato in una precedente vita uno di quei personaggi che andavano in giro con la riga a dividere i capelli, brillantina e un'idea di senso del dovere che oggi non ho più, che oggi non abbiamo più in molti.
In un mondo dove prevale individualismo e egocentrismo ben venga un film dal forte impatto morale.
Su Sky

venerdì 6 gennaio 2017

Bolognesi per caso in ebook


#bolognesipercaso finalmente in formato digitale a 3,99 euro, chi non conosce i miei racconti una buona occasione per fare amicizia.
 I racconti per ora pubblicati da Giraldi Editore, sono uno dei lavori dei quali vado più orgoglioso, perché sono brevi,  catturano istanti in stile quasi fotografico e anche dopo una rilettura li trovo sempre efficaci.
Sono davvero l'esplicitazione di pensieri, stati d'animo, idee sulla vita, un esercizio completo di analisi delle nostre idiosincrasie, nevrosi, pulsioni.
I romanzi devono per forza avere una struttura che colpisca il lettore inducendolo a raggiungere la pagina successiva per capire come finirà il gioco.
Il racconto invece è breve e folgorante, facilmente assimilabile e più concreto.
Se dovessi scegliere scriverei solo racconti.
Perché mi costano meno fatica e mi divertono di più.
Ma quasi mai è possibile scegliere, lo sapevate?

per ora lo trovate a 3,99 euro su:

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In Mondori Store (KOBO) qui

In Feltrinelli online qui


martedì 3 gennaio 2017