lunedì 14 agosto 2017

Tredici ... Netflix




Ho guardato con attenzione le tredici puntate di Tredici e nonostante l'istintiva avversione che ho per l'adolescenza sotto tutti i suoi aspetti e in qualsiasi periodo storico, devo ammettere che la prima stagione mi è piaciuta, la serie è tratta da un romanzo e la seconda stagione  dovrà avere un altro percorso perché la prima stagione si ferma dove finisce il romanzo.
Tredici è un giallo, un nero, sicuramente una vicenda interessante, e posso dirlo senza timore di svelare nulla, alla base della storia ci sono tredici audiocassette prodotte da una diciasettenne che spiega in 13 puntate il motivo del proprio suicidio.
Il suicidio non è un'opzione nel mio modo di pensare e sentire, soprattutto se una persona gode di buona salute e dietro alla scelta estrema solitamente si celano  storie di depressione e solitudine.
Ma dietro a questa fiction si cela invece il mondo misteriosamente superficiale dell'adolescenza, con i primi turbamenti, le contraddizioni culturali di una società che sta andando alla deriva e la difficoltà sempre maggiore di comunicazione fra le diverse generazioni.
Tredici vi piacerà, vi farà arrabbiare, vi commuoverà, e troverete la vicenda meno crudele in realtà di tanta cronaca.
Il personaggio nel quale mi sono immedesimato è chiaramente il nerd Clay, l'imbranato con le ragazze, il puro, giusto e teneramente imperfetto che cassetta dopo cassetta vi condurrà verso un finale decisamente aperto. Gli altri due personaggi che ho amato di più sono il suo amico gay Tony Padilla e la barista Skye Miller  del caffè Monet's.
La protagonista femminile, la suicida, non mi fa impazzire, la trovo irritante e vittimista, come molti suicidi.
Ma a voi il personalissimo e soggettivo giudizio.
Su Netflix piattaforma interessante e molto più economica di Sky.

sabato 12 agosto 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 9







"Vecchi evoca lontanamente a Veronesi la sua immagine
mentale di Don Chisciotte presa da illustrazioni
giovanili, film più o meno famosi e tanti
fumetti. Vecchi è alto quasi un metro e novanta,
magrissimo, con baffi dritti e secchi come spaghetti.
Ha mani lunghe, nervose quando parla, eleganti,
scientifiche e armoniose quando esamina un cadavere.
Ha una incipiente calvizie sopra il cranio e capelli
grigi, lunghi e stopposi che ricoprono la nuca arrivando
a lambire le spalle. Veste un camice solitamente
immacolato e in questo caso sopra indossa
un grembiule di gomma dura imbrattato di sangue.
Sotto al camice spunta il solito papillon colorato
che cambia ogni giorno, a casa deve averne
una collezione numerosa. Veronesi lo conosce da
sempre, conosce i suoi tempi, i silenzi. Sa quando
deve intervenire, quando è consigliabile restare in
religioso silenzio e quando è meglio rimanere fuori
dall'antro gelido e disperato dove tutti i giorni
transitano ospiti per il loro ultimo esame. Vecchi
interroga i corpi muti, li apre, li scompone come
giocattoli rotti, toglie organi, li appoggia in bacinelle
d’acciaio che riflettono le immagini e le luci
delle alogene, un posto per ogni organo, una collocazione
per ogni pezzo. Fra le sue mani la morte
assume un senso. E in tutto questo lavoro non c’è
spazio per gesti fuori posto, per indelicatezze o indecisioni.
Sembra amare quei corpi, non come furono
amati in vita, con le loro belle anime appese
da qualche parte, ma come pezzi di un insieme magico
che Vecchi rispetta, donando loro una nuova
ragion d’essere."

venerdì 11 agosto 2017

mercoledì 9 agosto 2017

Polizia Municipale ... morsicati e disprezzati.




Lido Adriano venditore abusivo morde gli agenti che lo controllano.

Estate è anche questa, e per noi della Municipale le spiagge possono diventare campo di battaglia contro la vendita di marchi contraffatti, contro l'abusivismo commerciale, spesso alimentato dalla criminalità organizzata che utilizza i senegalesi sulle spiagge per un mercato dell'illegalità che vive e prospera nell'indifferenza generale.
Fino a qui la cronaca.
E la gente come si comporta?
Quelli che in spiaggia prendono il sole, mangiano il cocco, fanno il bagno nell'acqua  così così dell'adriatico, quella gente lì, i nostri concittadini.
Ebbene sembra che come al solito gli astanti abbiano scelto da che parte stare facendo il tifo per il senegalese morsicatore, in seguito arrestato.
C'è una morale?
Non esiste una morale e nemmeno un lieto fine, esiste solo un problema culturale, quello che differenzia il nostro paese, che si spaccia per europeo, da un qualsiasi paese decisamente civile.
Nel nostro paese l'illegalità è la norma, il mancato rispetto delle regole è l'unico credo possibile, e chi deve farle rispettare è il nemico.
Non esistono altre verità, siamo ancora lontani dalla civiltà, lontanissimi dall'Europa, figli poveri e ignoranti della peggiore scuola del mondo, quella che si nutre di luoghi comuni e pregiudizi.
Fino a quando l'uomo della strada non comprenderà che le divise esistono per proteggere le regole della civile convivenza il nostro paese non potrà fare altro che galleggiare trasportato da una melmosa deriva, e in questo universo garantista a prescindere scelgo la legalità, scelgo chi ha deciso di servire e proteggere.


lunedì 7 agosto 2017

Uno di noi






Era uno di noi, è una cosa banale da dire, lo so, ma io lo conoscevo, ho avuto il privilegio e la fortuna di condividere parte del mio quotidiano con lui e mi ritengo fortunato perché Matteo aveva il dono della leggerezza e non è cosa scontata, riempiva gli spazi del reparto con la sua fisicità, con la simpatia. Lui aveva l’armadietto in ufficio vicino alla mia postazione, quindi lo vedevo arrivare o a inizio turno o alla fine di una giornata in pattuglia e aveva sempre un sorriso, una battuta, una parola gentile, era sempre disponibile, generoso, allegro, era impossibile non volergli bene, non trovarlo simpatico. Era amico di alcuni vecchi colleghi di reparto, amico fraterno, e un poco invidiavo la loro amicizia, perché Matteo era una persona che vorresti avere fra i tuoi amici, ricordo che quando ancora non faceva parte del reparto Sicurezza mi capitava di incontrarlo quando ero in giro in pattuglia e gli dicevo che mi sarebbe piaciuto averlo fra i miei colleghi di reparto, perché era una persona sulla quale non ci sono dubbi o incertezze, lo sai che sarà un ottimo compagno di pattuglia, equilibrato, esperto, attento, intelligente.

Per fare il nostro lavoro, spesso denigrato e bistrattato, è necessario avere alcune caratteristiche per essere i migliori. Il pulismano deve conoscere la città, la sua storia, o almeno averla interiorizzata, deve sapere trattare con il petroniano, ma anche con lo studente universitario che arriva da luoghi lontani, con l’extracomunitario, con il malato di mente, con l’automobilista, e pochi uomini hanno tutte queste capacità o conoscenze, non è un fatto di preparazione, ma di umanità.

Matteo incarnava tutte le qualità per essere un vero pulismano bolognese.

Ti porterò con me Matteo tutti i giorni e tu per me sarai un esempio da seguire quando mi rapporterò con gli altri, tu mi hai insegnato come il rispetto per gli altri e la disponibilità paghino sempre.

Ci sarà sempre un posto per te nei miei ricordi e non smetterò di sperare di vederti rientrare dopo un servizio di pattuglia con la tua risata contagiosa, il tuo sorriso indimenticabile.




Elisa - "L'Anima Vola" - (official video - 2013)







Non so se l'anima vola, non so nemmeno se esiste, l'anima, quella cosa incastrata a livello del cuore, così vicino alla pancia, così tenacemente connessa  alla carne e al sangue.

Non so se si perde e nemmeno se si ritrova.

Non so, questa sera, che senso ci sia nel parlare di anime. Io che solitamente scrivo storie più o meno nere, più o meno probabili, sono in difficoltà, perché come cantava Vasco voglio cercare un senso a questa vita ma faccio sempre più fatica a trovarlo.

E in questo mi sento molto in sintonia con Galeazzo Trebbi, chissà come mai.

Ma se l'anima vola, se per caso dovesse davvero essere in grado di spiccare il volo, in questo caso gli auguro di volare ma di non perdersi, di volare ma di rimanere viva, almeno nel ricordo, almeno dentro di noi.




sabato 5 agosto 2017

2023 i sopravvissuti





A proposito di questa estate apocalittica vi segnalo una pellicola del 1973 che potrete trovare interamente su youtube, e il film è interessante sotto diversi aspetti, intanto la prospettiva ecologista con la visione di un mondo alla fine del mondo, surriscaldamento globale,  esaurimento delle risorse alimentari e conseguente caos. Ci sono alcuni personaggi molto bene caratterizzati. Questa fu l'ultima interpretazione di un grande Edward G. Robinson che vale da solo la visione del film. Attendendo che la morsa di caldo africano molli la presa vi consiglio 2023 i sopravvissuti, claustrofobico, visionario, pessimista e purtroppo sempre più vicino allo stato delle cose.

venerdì 4 agosto 2017

Odio l'estate





Adatta a questo agosto innaturale, una canzone sempre verde, di un cantante d'altri tempi


giovedì 3 agosto 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 8






Ho aspettato a lungo qualcosa che non c’è,
Invece di guardare il sole sorgere
E miracolosamente non ho smesso di sognare
E miracolosamente non riesco a non sperare.
E se c’è un segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole


Matteo sta fumando appoggiato alla ringhiera del
terrazzo della casa di montagna, sotto di lui una
strada sterrata che in discesa termina nei pressi di
un vecchio mulino.
Il paesaggio è immobile come in una vecchia fotografia,
si sente il cinguettio di passerotti, si sente
appena il rumore del ruscello che scorre sotto il
mulino. Matteo è in pace come non gli capitava da
tanto tempo, è in un luogo della memoria, uno dei
posti che ha deciso di dimenticare, uno dei luoghi
del suo passato e del passato dei suoi genitori, dei
nonni e della sua razza bastarda.
Si chiede perché ha atteso tanto a tornare in quel
posto nel quale vide la luce suo padre e perché ha
atteso tanto cose che non si sono realizzate. In
quel pensiero compare all’orizzonte, come in un
miraggio di un giorno d’estate, Federico.
È lui, la camminata lunga da montanaro di città, la
barba scura, da alpinista, lo stesso piumino rosso
senza maniche, lo stesso maglione nero a collo alto
da marinaio, i suoi occhiali da sole.
Matteo spegne la sigaretta chiedendosi quando ha
deciso di ricominciare a fumare e comincia a camminare
incontro all’amico, come quando lui tornava
da una corsa lungo le strade dei suoi monti.


mercoledì 2 agosto 2017

Polizia Municipale ... la pistola strappata




Ci vuole coraggio per rimettersi dietro a una tastiera e scrivere senza rabbia, ricordandosi che oggi come oggi qualsiasi avvenimento viene recepito dai nuovi media, i social, e masticato, rielaborato, rivisitato dai peggiori avvoltoi in circolazione, da coloro che nascondendosi dietro l’anonimato si divertono a dileggiare, infamare, calunniare, schernire chi ogni giorno fa semplicemente il proprio dovere.  Veniamo ai fatti, a Firenze pochi giorni fa un africano ha strappato la pistola a un collega della Municipale esplodendo alcuni colpi di pistola a terra, probabilmente grazie al fatto che il collega è riuscito durante la colluttazione a dirigere l’arma verso il suolo.
Questo fatto di cronaca su facebook è diventato il pretesto per un attacco violento nei confronti del collega prima e della categoria poi, molti degli interventi erano di presunti membri delle forze dell’ordine che hanno manifestato il reale sentire nei confronti della nostra categoria con una creatività davvero interessante, fra chi ci vuole disarmati, chi voleva il licenziamento immediato del  collega, chi lo accusava di non utilizzare la corretta fondina, chi lo accusava di impreparazione e inesperienza, e tutti i commenti erano caratterizzati da tracotanza, baldanza guerriera, e tanta virilità.
I social sono davvero lo specchio del comune sentire o sono la palestra degli ignoranti e dei diffamatori? Chi può dirlo?
Non entro nel merito della disputa, non esprimo pareri sulla professionalità delle altre forze dell’ordine, ricordo solo, citando un collega più documentato di me, come negli Stati Uniti sia una delle prima cause di morte di poliziotti, la sottrazione dell’arma dell’agente da parte di un malvivente.
Chi straparla, chi si diverte a calunniare la nostra categoria, si dimentica di un dato importante, noi siamo sul territorio, in prima linea con tutti gli altri, i poliziotti di serie A, noi presidiamo il territorio, interveniamo, ci occupiamo di trattamenti sanitari obbligatori, infortunistica stradale, abusivismo commerciale, qualsiasi tipo di reato e il numero di infortuni è un dato oggettivo e documentato.
Se non si entra nell’ordine di idee che nel nostro paese mai come in questo momento deve crearsi una reale collaborazione fra polizia locale e forze dell’ordine, abbiamo già perso la guerra.
Arginare i problemi creati dai flussi  migratori è impresa disperata che diventa impossibile senza una reale collaborazione, ma sembra che nel nostro paese l’importante sia essere tutti contro tutti in una lotta al massacro, dove i social diventano l’arena ideale per sciacalli e ignoranti.
Noi continueremo a fare il nostro dovere, e continueremo a descrivere la realtà, lasciando ai professionisti dello sfascio quotidiano il compito di correre allegramente verso il primo abisso disponibile.


Massimo Fagnoni Delegato SULPL Bologna

martedì 1 agosto 2017

io prima di te




Strano ritrovare la madre dei draghi Emilia Clarke(Il trono di spade) in una commedia romantica e commovente, una di quelle dove si piange e si riflette, in questo caso sul fine vita.
Del trono di spade c'è anche Charles Dance , il papà del nano per intenderci.
Il film, tratto da una storia vera, sembra, narra la triste vicenda di un giovane e bello rampollo di ricca famiglia inglese costretto a una vita da disabile grave a causa di un incidente.
Lei, la bella Emilia, sarà l'unica assistente in grado di fare sorridere nuovamente il giovane.
Nonostante l'idea sdolcinata e strappalacrime, il film segue un suo percorso di coerenza. Morale: non sempre è sufficiente l'amore per dare un senso alla vita, importante, più importante di tutto, rimane la qualità della vita stessa e su quella non ci sono amori o sentimenti che reggano.
Credo sia importantissimo il dato conclusivo, quello dell'autodeterminazione, che deve essere assolutamente libera.
Se non è giusto decidere il destino degli altri è fondamentale potere disporre del proprio, e questa per me è l'unica verità possibile.
Film carino per una serata estiva, magari climatizzata.

lunedì 31 luglio 2017

Friends



Ce l'ho fatta ho visto le dieci stagioni di Friends.
Le ho centellinate nei momenti del mio quotidiano quello meno assediato dal lavoro, o dalla scrittura, nei momenti della cena o del pranzo domenicale, come un rito buono, uno di quelli che servono a non pensare troppo o a non pensare nero.
Friends è una favola per adulti non troppo cresciuti, è un sogno a occhi socchiusi, è un presepe di situazioni, tutte talmente strutturate da diventare architettura dell'immaginario collettivo, quella finestra affacciata su New York, una mela che non fa cenno all'11 settembre, nonostante l'ultima stagione sia terminata nel 2004, perché Friends doveva essere tutto ciò che di leggero e spensierato può offrire un'amicizia fra esseri umani.
Può esistere una tale amicizia?
Forse sì, a patto che finisca prima o poi e la conclusione nonostante l'intento degli sceneggiatori è di una tristezza struggente, perché neanche Friends riesce a esorcizzare la fine del suo senso di esistere, dovuto al naturale invecchiamento dei protagonisti con la gravidanza celata di Courteney Bass Cox, proprio mentre si porta a casa i due gemelli adottati.
Mi mancheranno i personaggi, e forse quello che mi mancherà di più è  Joey Tribbiani il ragazzone bello e leggermente ritardato, con un'ingenuità infantile che lo rende irresistibile.
Perché  questi bravi attori non hanno avuto un grande successo dopo la fine della serie?
Probabilmente hanno scontato il legame troppo stretto a personaggi entrati nel cuore del pubblico di tutto il mondo, o forse non sono stati abbastanza bravi da riciclarsi.
Chissà, ma io che vivo una realtà a metà fra le mie fantasie di scrittore e la mia video dipendenza, oggi sono triste, perché saluto i miei amici americani, mi hanno fatto ridere, emozionare, commuovere, mi hanno fatto compagnia e se è vero che potrei un giorno decidere di rivedere qualche puntata è vero che probabilmente non lo farò. Una bella serie quando termina deve lasciare un vuoto difficilmente colmabile, come un amico che non potrai rivedere, solo in questo caso saprai che valeva la pena vederla.

sabato 29 luglio 2017

Raccontino per l'estate ... gratis



Si parla tanto di rispetto delle regole di convivenza civile, e mi scappa da ridere, per noi italiani il diritto degli altri spesso termina dove inizia la nostra soggettiva idea di diritto, lasciatevelo dire da uno che per quasi 15 anni ha lavorato per strada cercando di fare del rispetto delle regole la propria missione.
L'idea di rispetto di tanti concittadini si esplicitava nel triste momento della mia contestazione con le loro motivazioni: il mio cane è buono non necessita di guinzaglio, ho sostato nello stallo disabile solo per un minuto, sì è vero ho bevuto, ma conosco il mio corpo e alla guida sono ugualmente attento, andavo contromano ma è una strada dove non passa mai nessuno, no non spacciavo agente è solo per uso personale.
Noi italiani creativi, santi, poeti e navigatori, me compreso.
Vi lascio quindi con un  raccontino estivo che potrete gustare nel bel sito dell'amica Elisabetta Miari, cliccando qui.
Poi un giorno forse in una mia antologia.
Forse.
Buona estate e date retta a un vecchio pulismano, rispettare le regole a volte salva la vita.

giovedì 27 luglio 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 7








Federico lo immagina in un futuro indefinito con il camice bianco di medico, aggirarsi per un qualsiasi reparto ospedaliero fra infermiere disponibili e sale operatorie. Riesce a sorridere pur nel gelo della notte di quella figurazione, Riccardo sarà un ottimo medico. Ma, le proiezioni dei nostri desideri non sempre sono sintonizzate con la realtà. Possiamo chiedere al destino di essere clemente o generoso, ci possiamo impegnare ma non dobbiamo aspettarci sconti solo perché a venticinque anni crediamo di essere invulnerabili. Riccardo si volta di nuovo e scompare, semplicemente, senza un grido, senza salutare, come dissolto nel buio, come una allucinazione da psilocybe, o un miraggio nel deserto.

Takagi & Ketra - L'esercito del selfie ft. Lorenzo Fragola, Arisa







Ormai è il prodotto che conta, non importa che Arisa mi sia poco simpatica, che Fragola sia per me sconosciuto, che l'attore di fianco ad Arisa solitamente sia impegnato in spettacoli cinematografici scadenti.

Il video buca, la musica entra e il messaggio è tanto semplice quanto preciso.

Eccoci qui a ogni età a irradiarci con i nostri cellulari, a intossicarci di like falsi come una dentiera, a cercare consensi in un qualsiasi social, a fare sesso da soli spiando, come i peggiori guardoni, le vite degli altri.

E infine appare nel video Pippo Baudo che fa ancora la sua figura quasi a ricordarci la sua generazione televisiva osteggiata, derisa e oggi quasi compianta in un mondo sempre più remoto tranne quando ti scoppia una bomba sotto i piedi quando meno te l'aspetti.

Siamo davvero l'esercito dei selfie.

mercoledì 26 luglio 2017

Dove si vendono i libri?



Come scrivevo in un post su facebook, anche io entro poco in libreria, ormai solitamente presento alla libreria Il secondo Rinascimento a Bologna, piccola realtà che prediligo, legata a un'associazione culturale, perché alla fine la narrativa è  questione inerente alla cultura, poco ha o dovrebbe avere a che fare con consumismo o moda.
Ma le grandi catene sembrano sempre più fabbriche di gadget, promozione per cantanti rapper o giovani youtuber, perché i giovani si muovono in massa dietro ai loro idoli e i loro idoli sono quella roba lì.
Io comunque entro ancora nelle librerie, chiedo dei miei libri, quando non li vedo chiedo al libraio, quando mi sembra in grado di capire, di ordinarlo al distributore, sposto i romanzi, per mostrare all'eventuale avventore le mie copertine, mi sbatto insomma, non lo faccio in maniera sistematica, ma a volte quando sono in un centro commerciale a caccia di un video gioco o solo per fare la spesa, un salto lo faccio in libreria. Ma detto fra noi, dove si vendono i libri?
Partiamo da un dato, i libri si vendono poco, si vendono meno di un tempo.
Anche quelli dei colossi dell'editoria.
La gente compra meno libri, e noi italiani leggiamo poco.
I libri secondo me si vendono in rete, io stesso li compro su Amazon perché risparmio, mi arrivano a casa o meglio all'ufficio postale, e spesso sono scontati.
Come si vendono i libri, o meglio come si pubblicizzano?
Con la rete, ormai è dato certo, se non esisti in rete difficilmente venderai un libro, a meno che non ti chiami Camilleri.
Il passa parola inizia in rete, le presentazioni sono residuali, poi è vero, ci sono presentazioni evento, alle quali partecipano centinaia di persone, ma quelle sono manifestazioni di altro tipo.
Una presentazione media conta su una partecipazione dalle 10 alle 50 persone, ma spesso sono eventi disertati, a quale scrittore non è mai capitata una presentazione con due persone, compresi i parenti?
A me è capitato.
Poi ci sono gli e-book, vanno o non vanno, io li compro, costano meno, me li porto in valigia, bagaglio a mano e credo che abbiamo un loro mercato ormai consolidato.
Io mi trovo nelle classifiche di vendita e-book quando il cartaceo non so nemmeno dove andarlo a verificare. Poi ci sono le biblioteche.
La gente che fatica ad arrivare alla fine del mese ha ricominciato a spendere il proprio tempo per recarsi in biblioteca, dove ordina il romanzo che magari arriverà con il prestito inter bibliotecario che da noi a Bologna va alla grande e mi leggono in biblioteca, è cosa certa e verificabile.
Quindi che dire?
Questa è la mia veloce e sicuramente imprecisa analisi, della quale vi lascio la mia personale morale.
Se il vostro libro non si vende non è colpa dell'editore, non è colpa della qualità del libro, non è colpa di nessuno, avete deciso di entrare in un gioco di  ruolo complicato e articolato e avete scommesso su un vostro talento, probabilmente nel paese più creativo e meno organizzato dell'intera Europa.
Ma dovrete sbattervi per fare in modo che il vostro libro esista, si diffonda e abbia una platea, non aspettatevi che qualcuno debba farlo meglio o più di voi.
Detto ciò non chiedetemi, quando mi incontrate, come vanno le vendite?
Ho smesso di chiedermelo da un sacco di tempo.

martedì 25 luglio 2017

#ilghiaccioelamemoria intervista di QUIBOLOGNA.TV



Stefano Zanerini giornalista e Direttore responsabile di Quibologna.tv è un amico nella accezione che  intendo di amicizia legata al mio tempo. Oggi per me è un amico non chi condivide il quotidiano, come accadeva quando ero un adolescente, ma chi condivide una parte del mio tempo e arriva quando tu lo chiami.
Stefano è uno dei testimoni più attenti a Bologna dei diversi avvenimenti, sociali, culturali, sportivi e quando lo invito alla prima presentazione di un mio romanzo lui arriva e riesce in pochi minuti di intervista a dare un'idea del tema del romanzo.
Quindi vi consiglio di guardare questi pochi minuti di intervista, capirete in poche battute il fulcro del romanzo e questa abilità non si insegna a scuola, è sintomo di grande professionalità.
Grazie Stefano.
Alla prossima

domenica 23 luglio 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 6















Veronesi si ferma a contemplare alcuni enormi murales dipinti
nelle pareti interne del primo stabile. Cesi e Fanti li
fotografano da tutte le posizioni. Veronesi osserva
il disegno più grande e sperimenta una sorta di
vertigine. Il disegno è difficilmente descrivibile a
parole, una specie di animale, un miscuglio fra una
pecora e un coleottero a otto zampe, nero con il
muso bianco e le zampe a forma di becco, anch'esse
bianche, è intento a succhiare qualcosa, o almeno
così sembra, attraverso una specie di cordone
ombelicale da un altro mostro che ricorda una sfinge
sformata. Veronesi si chiede quale mente malata
può avere partorito un simile capolavoro, e considera
che solo per terminarlo deve avere impiegato
molto tempo.
Ore? Giorni? Settimane? Era da solo l’artista visionario
o faceva parte di una squadra?
Oltre tutto ha lavorato in un luogo tutt'altro che
rassicurante, invaso la notte da ogni tipo di disperati.
Perché? Si chiede Veronesi. Quale passione
può spingere un giovane a trascorrere ore e giorni
dipingendo una parete con tale impegno, usando
sicuramente scale per arrivare tanto in alto.
Un altro murales pochi metri dopo deve essere dello
stesso artista o squadra. Da due piedi bianchi si
dipartono due mani aperte a palmo, bianche, sopra
le quali è appoggiato un libro, bianco, aperto.
Dal libro si innalza quello che sembrerebbe la
trasfigurazione del suo contenuto, una specie di
guazzabuglio di teste di uomo, bocche di animali,
una casupola, braccia e chele.


venerdì 21 luglio 2017

Ligabue - E' venerdì, non mi rompete i coglioni (Official Video)





Ispirato dal video ho scritto un racconto nero e l'ho inviato a un premio letterario vediamo come andrà a finire, se non dovessi vincere, e in ogni caso poi lo invierò alla mia amica di penna Elisabetta Miari, per condividerlo con voi e intanto vi lascio al video

giovedì 20 luglio 2017

Il ghiaccio e la memoria al parco dei giardini



Terza apparizione del mio ultimo romanzo sempre in zona Navile al Parco dei Giardini dove si svolgeranno molte iniziative interessanti fra il 15 e il 31 luglio.
Io sarò presente con IL GHIACCIO E LA MEMORIA insieme all'amica scrittrice Lorena Lusetti e al suo ultimo romanzo, RICOMINCIO DALL'INFERNO.
Stefano Baratti, il padrone di casa, ci accompagnerà e chiacchiererà con noi.
Dalle 19 è in funzione lo stand gastronomico per chi decidesse di cenare prima di venire ad ascoltarci alle 21 e 15 circa.
Il parco è in via dell'Arcoveggio 59/8 a Bologna

martedì 18 luglio 2017

i miei racconti



Ho cominciato quasi per gioco a partecipare alla costruzione di collane di racconti bolognesi, un buon esercizio di stile che ormai è diventato un appuntamento fisso con una, due o  tre pubblicazioni l'anno e fino a quando troverò il tempo e la voglia di inventare storie, perché no?
I racconti non si vendono nel nostro buffo paese.
Buona grazia che si vendano i romanzi.
Ma i racconti sono perfette istantanee del nostro quotidiano, fermano attimi, contraddizioni sociali, drammi esistenziali e si sposano bene con il nero perché possono averne la stessa consistenza condensata in poche pagine.
Vi lascio alle collane alle quali ho dato il mio piccolo contributo con il titolo dei miei racconti







Il mio racconto di questa raccolta si intitola COMPAGNI DI VIAGGIO



Io e il calcio non ci prendiamo, ma il mio racconto propone la mia visione del calcio, quella di quando ero bambino e giocava ancora Pascutti, Savoldi, Perani,
Il mio racconto si intitola 



La mia porta era quella che non c'è venite a trovarla il mio racconto si intitola
prima stella a destra



In questa raccolta c'è un pezzetto della mia infanzia, si parla di funghi e della sopraffina arte del fungaiolo, il mio racconto si intitola ROGO PROPIZIATORIO


Ho appena concluso il racconto per la raccolta invernale e ne sto scrivendo uno per l'amica 
Elisabetta Miari di Racconti scontati
nel suo sito potrete trovare alcuni miei racconti

Perché scrivere racconti? Soprattutto perché me li chiedono e non si rifiuta mai un pensiero per un amico, in un periodo dove solo l'apparenza conta e il denaro meglio se frutto di ladrocini e corruzione credo che la creatività sia l'unica possibilità di salvezza, scrivere per sopravvivere e per raccontare una versione diversa della realtà.





domenica 16 luglio 2017

il ghiaccio e la memoria in biblioteca


#ilghiaccioelamemoria è da pochi giorni anche nella biblioteca del mio ameno paese Comune di Bentivoglio alla quale dono sempre volentieri copia autografata, le biblioteche sono un grande veicolo di comunicazione e di pubblicità buona, chi legge senza acquistare è vero non spende un soldo ma si impegna con lo scrittore e con se stesso alla scoperta del testo, e questa è una sfida ad armi pari, se il romanzo piace hai conquistato un nuovo lettore senza costringerlo a pagarti, magari sarà più incentivato a parlare bene di te.

sabato 15 luglio 2017

Fabri Fibra - Pamplona ft. Thegiornalisti







Fabri Fibra invecchiando migliora, come il vino e forse piacerà meno alle nuove generazioni, ma chi se ne frega, i nostri rapper nostrani sono interessanti, perché toccano nervi scoperti, moderni sociologi che bucano lo schermo e mi piace il connubio con il barbuto dei thegiornalisti.

Siamo come i tori a Pamplona e quindi attenti alle curve e agli altri umani.

mercoledì 12 luglio 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 5








"Ettore Bertasi lega il suo Liberty Piaggio con una
catena robusta al palo indicante il divieto di fermata
piantato a dieci metri del grande cancello
che conduce fino all’Extragon, locale bolognese
frequentato da una parte della gioventù bolognese,
quella marginale e insofferente, composta da
studenti universitari fuori sede, sottoproletari in
cerca di prima occupazione, giovani interinali che
si sbattono fra un lavoro di tre mesi in un call center
e un altro di sei mesi in un fast food, sempre
alla ricerca del posto fisso, senza illusioni, senza
aspettative, poi ci sono i quarantenni che arriva

no all’Extragon per respirare atmosfere rarefatte,
trascorrere una serata nostalgica in uno dei pochi
luoghi di aggregazione della sinistra antagonista
bolognese, cercando una ventenne con piercing
sulla lingua e tatuaggi nei punti giusti, o solo l’ebbrezza
della giovinezza, quella che puzza di sudore
e trasgressione. C’è anche qualche cinquantenne
con orecchino e codino ingrigito, capitato qui solo
per il concerto del gruppo californiano di turno, i
Black Heart Procession".

domenica 9 luglio 2017

Damage




Ho visto la prima delle 5 stagioni di Damage, che per certi versi ricalca il ritmo delle regole del delitto perfetto, superando la serie però con la bravura degli attori e l'originalità della vicenda che appare più realistica, e meglio congeniata.
Glenn Close svetta su tutti, con la consueta bravura correlata a quel viso così impegnativo e definitivamente e lombrosamente legato a un personaggio inevitabilmente crudele.
Inutile e faticoso spiegarvi la trama, fidatevi del sottoscritto e se avete Sky andate a cercare la serie in box set che sembra diventerà accessorio gratuito per tutti gli skyisti italiani.

sabato 8 luglio 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 4





"Lui è riuscito a fare più turni in polveriera di qualunque
altro ufficiale, quando si sono conosciuti
Ballarin, occhi di ghiaccio e capelli biondo cenere,
lo ha accompagnato lungo i camminamenti, imbracciando
il FAL, fucile automatico leggero, arma
in dotazione agli alpini dagli anni sessanta, calibro
7,62 per 51 mm, splendido attrezzo. Matteo non
capiva la necessità del suo collega di portarsi appresso
cinque chili di fucile per illustrargli il percorso
che correva intorno alla base, poi improvvisamente
Ballarin senza dare spiegazioni imbracciò
l’arma e con calma cominciò ad esplodere colpi
verso alcuni corvi che stavano volando intorno alla
base.
«Bestiacce», l’unica cosa che disse, facendo una
smorfia disgustata verso i propri bersagli.
Matteo si immobilizzò immediatamente e guardò
il caporale che li stava accompagnando intento a
ridere di gusto.
«Ballarin, non pensi sia un po’ azzardato sparare
in questa vallata? Se qualcuno dovesse sentirti? ».
Intanto l’eco delle detonazioni riverberava ancora
dentro la testa di Matteo.
«Ma che cazzo dici Veronesi? Hai presente il Deserto
dei Tartari di Buzzati? Qui... uguale»."

martedì 4 luglio 2017

#ilghiaccioelamemoria ... frammenti 3






"Matteo accende il piccolo Brionvega Algol
11 rosso e nero incastonato in un anfratto del pianale
della cucina.
Superstite degli anni ’70 ha esplorato tutta la casa,
occupando con discrezione qualsiasi anfratto. Nonostante
la sua antenna che permette di captare
qualsiasi tipo di segnale è retrocesso dalla camera
dei genitori per approdare in cucina, dove Matteo
immagina che rimanga spesso spento. Nato per essere
trasportato durante le villeggiature della famiglia
Veronesi adesso si gode una gloriosa pensione
fra le mura domestiche.
Matteo è affezionato a quel piccolo elettrodomestico
che lo ha accompagnato per gran parte
della giovinezza, la sua posizione più bassa di un
televisore normale è dovuta alla conformazione
dell’apparecchio, obliquamente rivolto verso l’alto
ricorda un cucciolo di robot che ti guarda come a
chiedere una carezza, e Matteo schiaccia il pulsante
magico, vuole verificare se anche in cucina si riesce
a vedere Video Music".

domenica 2 luglio 2017

Wallander



Ho visto le 4 stagioni dedicate al commissario Wallander, nato dalla penna del compianto Henning Mankell.
Una visione televisiva adatta all'estate, dove le immagini sfumano nel calore del giorno, specialmente quando non possiedi un qualsiasi impianto di climatizzazione.
Non vi svelerò il finale, la fine di Wallander, perché ogni eroe da Achille a Ettore, a Ulisse è destinato a perire, però vi racconto che mi sono sentito spesso in sintonia con questo strano poliziotto sensibile, europeo, delicato, estremamente umano, intrepretato dal grande attore irlandese Kenneth Branagh per una produzione inglese con ambientazione svedese.
Vi confesso che i paesi del nord Europa, insieme a Canada e Australia, mi sembrano i luoghi dove forse mi piacerebbe invecchiare, in un mondo che ammettiamolo, sta implodendo grazie alle proprie contraddizioni.
Vi consiglio questo compassato poliziotto per la vostra estate televisiva, ma non aspettatevi un lieto fine, solo una fine dignitosa, quella che spesso manca nella vita reale.

sabato 1 luglio 2017

Il ghiaccio e la memoria ... frammenti 2








"Le luci natalizie illuminano una delle principali strade
del centro della città, sotto i portici ci sono
famigliole allegre che stanno rientrando dopo la
consueta passeggiata di Santo Stefano fra film da
dimenticare che avranno ingurgitato e digerito insieme
al loro cibo spazzatura. Al cinema saranno
andati a vedere Fracchia contro Dracula con l’inattaccabile
Villaggio.
Villaggio rimane un mistero per Matteo, lui trova
ridicoli, patetici e irritanti i suoi personaggi, triste
insulsa e insopportabile la sua comicità. Legge la
critica che lo osanna come un moderno modello
di grottesca satira di usi e costumi italici, i nostri
difetti, le nostre mediocrità, abbiamo bisogno di
sottolinearle ulteriormente? Matteo preferisce i
mostri sacri della vecchia scuola, quelli li riconosce
come attori e vere maschere, Sordi, Tognazzi, Gassman,
Mastroianni. Villaggio per lui rimane ciò
che era nella realtà, un impiegato che ha trovato
un buon modo per sfuggire a un lavoro mediocre".




venerdì 30 giugno 2017

Il ghiaccio e la memoria ... frammenti










Vorrei incontrarti fuori i cancelli di una fabbrica,
vorrei incontrarti lungo le strade che portano in India,
vorrei incontrarti ma non so cosa farei:
forse di gioia io di colpo piangerei.
Vorrei trovarti mentre tu dormi in un mare d’erba
e poi portarti nella mia casa sulla scogliera, mostrarti i
ricordi di quello che io sono stato, mostrarti la statua di
quello che io sono adesso.


"Una musicassetta Philips da 120 minuti può compiere
il miracolo di cancellare il tempo, lo spazio e
chiudendo gli occhi Matteo riesce quasi a rivedere
luoghi, situazioni, ricostruendo odori fino quasi a
diventare niente, condizione ottimale dell’anima.
Alan Sorrenti appartiene ai ricordi di un tempo in
cui voleva disperatamente incontrare il primo amore.
Quanti anni aveva?
Sedici, forse diciassette, Bologna era un brulicare
confuso e pulsante di indiani metropolitani dipinti
e irriverenti che entravano nei ristoranti e pagavano
5000 lire per una cena, prezzo politico lo avevano
definito. Lui era troppo giovane per entrare nel
movimento di allora, troppo comunista, figlio di
borghesi comunisti, in una Bologna Zangheriana
che inseguiva il mito del compromesso storico e
aveva la sua roccaforte nelle fabbriche, nei circoli
di partito."


venerdì 23 giugno 2017

i miei romanzi



E così sono arrivato al mio dodicesimo libro, e non c'è niente di più concreto del collage che espongo nel mio blog stasera. Ogni libro, ogni copertina, ogni riga ha comportato molto lavoro, spesso con editor, grafici, disegnatori, correttori di bozze, amici, attori, relatori e anche questa uscita imminente non è stata priva di patemi, stress, insicurezze e dubbi, come tutte le uscite.
Perché sia chiaro, se è vero che di scrittura non si campa, è anche vero che dietro ogni scrittore c'è una casa editrice che invece investe sull'autore, scommette, crede, spera e soprattutto lavora.
Scrivere è fatica e arrivato oggi al mio dodicesimo lavoro pubblicato in solitaria, mi rendo conto che
l'attività di scrittore creativo  è un lavoro, non solo una passione, un lavoro faticoso che restituisce magari poco argent, ma molte soddisfazioni, e fra tutte l'orgoglio di mostrare le copertine delle mie prime dodici creature e come dice W.Allen, se è vero che il senso dell'esistenza è difficilmente recuperabile è pure vero che scrivendo e creando si riesce a colmare il vuoto, specialmente quando uno sconosciuto qualsiasi mi avvicina e mi confessa di avere gradito una cosa scritta da me.
Scrivere può essere condivisione, soprattutto per un orso come me.

giovedì 22 giugno 2017

I miei vinili




Per caso, caracollando per my sky mi sono imbattuto nella nuova trasmissione condotta da Riccardo Rossi intitolata appunto I miei vinili e detto fra noi, ci sono molti giovani che non sanno nemmeno cosa siano i vinili, provate per credere.
Mi piace la trasmissione perché è semplice e fresca, veloce e coinvolgente, chiaramente per gente come me. Ricordo che per il diciottesimo compleanno i miei genitori mi regalarono un giradischi, con le casse, il lettore di musicassette che credo fosse addirittura doppio per consentire la registrazione e credo che per loro sia stato un piccolo sacrificio economico, per me una gioia, mi ha accompagnato per quel periodo della giovinezza colmo di sogni a occhi aperti, amori impossibili e pochissimo sesso condiviso. La musica della mia giovinezza è ancora in quei vinili conservati insieme a quel giradischi nella casa di montagna della mia famiglia, e sono un certo numero, e ognuno ha una sua storia, un suo spessore fisico e affettivo, ve ne cito qualcuno a memoria e farebbero la loro figura nella trasmissione del simpatico Riccardo Rossi, comico e occasionalmente regista.
Rimini di De André, Tea for the Tillerman Cat Stevens, Sotto il segno dei pesci, Venditti, Chicago dei mitici Crosby, Still, Nash and Young, e ricordo ancora quel brano che nella notte di guerriglia in piazza Verdi nel 77 veniva suonato da un pianoforte parcheggiato in zona universitaria.

La musica dei vinili si ascoltava nelle nostre camerette, fumando ms alla finestra, programmando vacanze, parlando dei nostri amori impossibili, occupando il tanto tempo libero soprattutto con progetti irrealizzabili. La trasmissione non è semplicemente e banalmente nostalgica, ma una miniera di memoria condivisa che si rinnova in quelle copertine colorate, nei testi delle canzoni trascritti nelle custodie interne e in quei solchi a volte rovinati dai troppi ascolti.
Il vinile non si può scaricare da internet e occupa spazio fisico, lo puoi toccare, annusare come un libro, ci puoi piangere sopra e anche mangiare, e può davvero rimanere nella memoria sottolineando il tempo perduto, e ogni disco rimarrà a rammentarti un periodo, un amore, un motivo che ti spinse ad acquistarlo e pazienza se pochi apprezzeranno questo post, io l'ho scritto soprattutto per me e per chi ha vissuto in un periodo nel quale non era necessario avere un qualsiasi profilo in un qualsiasi social per legittimare la tua esistenza.

mercoledì 21 giugno 2017

Il ghiaccio e la memoria




il 29 giugno 2017 ci sarà la prima presentazione in anteprima assoluta del nuovo romanzo del sottoscritto. Perché anteprima? Perché la vera e propria distribuzione a livello nazionale avverrà nei giorni successivi.
Il libro si potrà trovare in rete e nelle librerie bolognesi dai primi giorni di luglio.
Per me questa uscita estiva è importante soprattutto dal punto di vista interiore.
La storia parte da lontano, dal 1985 che nel decennio 80 fu fondamentale per la mia vita e non potevo non infilarlo in uno dei miei romanzi.
Attenzione, non è un romanzo di formazione e non è nemmeno autobiografico, è un giallo e vi farà compagnia con le sue 400 paginette sotto un qualsiasi ombrellone, e poco importa che dentro ci siano pezzi di me, noi scrittori bravi o meno bravi sappiamo che parte della nostra vita è in vetrina, fa parte del gioco.

domenica 18 giugno 2017

Il giallo di Caserme Rosse ... ultima presentazione


Ultima apparizione prima della pausa estiva del Il giallo di Caserme Rosse e nel corso della serata avrete qualche breve anticipazione del nuovo romanzo in uscita nelle prossime settimane con Minerva, per i curiosi e gli amanti del buon vin sotto trovate le indicazioni






LIBRESCHI @ AI VINI SCELTI – degustazioni letterarie – 26 giugno 2017

Imperdibile ULTIMO appuntamento con le degustazioni ENO-LETTERARIE di Canto 31 all’enoteca “AI VINI SCELTI”, poi ci fermiamo per una meritata pausa estiva!

Lunedì 26 giugno – ore 19.45 – c/o enoteca Ai Vini Scelti, via Andrea Costa 36B, Bologna.

- LA PRENOTAZIONE E’ NECESSARIA -

LIBRESCHI è un esperimento che unisce il gusto del buon vino al piacere della narrativa.

Attraverso un percorso di accostamenti eno-letterari, i nostri ospiti scopriranno come vini e romanzi si esaltino a vicenda, fondendosi in un’esperienza sensoriale unica.
...
Ospitati dall’enoteca “Ai vini scelti”, Canto 31 presenta una serata dove potrete divertirvi a degustare quattro diversi abbinamenti tra i vini proposti da Alessandro, uno dei padroni di casa, e le incursioni letterarie di vari autori contemporanei italiani, ascoltando brevi letture dai libri proposti.

Per questo LIBRESCHI “tutto in bianco” abbiamo abbinato ai quattro vini proposti in degustazione i romanzi di Massimo Fagnoni, Silvia Lodini, Leonarda Morsi e l’antologia curata da Fabio Mundadori.

- COSTO DELLA SERATA CON 4 DEGUSTAZIONI: 15€ -


GLI ABBINAMENTI DELLA SERATA

“CUSTODI DEL PASSATO”

“Terrebianche Zero” metodo ancestrale di Az. Agr. Terraquilia & Il giallo di Caserme Rosse di Massimo Fagnoni (F.lli Frilli editori)



“GIOVENTU’”

Inzolia Terre Siciliane IGT 2016 di Cantine Barbera & L’alfabeto della mente di Silvia Lodini (Booktribù)



“INTENSA ED AROMATICA LIBERTA’”

“Albarara” Albana di Romagna cru DOCG di Tenuta Santa Lucia & 2031. Amore peccaminoso di Leonarda Morsi (Pizzo Nero Editore)



“ANTOLOGICO #8″

“Signore” Ravenna Famoso IGT di Az Agr. Ancarani & Le 13 porte (Damster – comma#21)



Degustazioni letterarie a cura degli autori ed incursioni enologiche a cura dello staff.

*Al termine dell’evento sarà possibile acquistare i romanzi autografati dagli autori presenti in un apposito bookcorner ed i vini degustati al banco dell’enoteca.

Costo della serata con quattro degustazioni 15 €

Lunedì 26 giugno – ore 19.45 – c/o enoteca Ai Vini Scelti, via Andrea Costa 36B, Bologna.

info e prenotazioni: 051/6142396 – 339/3170728 –338/1431367 –info@canto31.it

venerdì 16 giugno 2017

tra le granite e le granate



Ci sono tre canzoni che mi piacciono per ora di Gabbani, le ascolto quando faccio ginnastica in palestra, mi danno la carica, Amen, occidentali's karma e questa molto estiva adatta al caldo tropicale di questi giorni.
C'è un filo rosso che collega i tre brani, un'analisi allegra e dissacrante del nostro quotidiano e le parole rimbalzano bene con la musica di questo autore davvero ingiustamente non valorizzato fino al San Remo 2017.
Gabbani ha una marcia in più e se fossi un suo amico gli consiglierei di coltivare questo filone di analisi divertita e irriverente e di condirlo con un bel ritmo, scalda l'anima, e fa venire voglia di non spegnere il cervello.

giovedì 15 giugno 2017

misteri e manicaretti dell'Appennino bolognese



L'amica Katia Brentani mi ha coinvolto in questa nuova avventura insieme a tanti scrittori chiedendomi un racconto che ho ambientato a Ronchidoso.
L'appennino ha avuto un ruolo formativo nella mia vita.
Mio padre di Granaglione, mia madre di Gaggio Montano, le prime estati della mia vita trascorse soprattutto a Gaggio nella grande casa di famiglia poi sede del Partito Comunista locale.
Ho amato quei luoghi e li ho odiati da bravo adolescente in crescita, vivendo quelle estati come un villeggiante mai totalmente integrato nelle tradizioni locali, diventando nel tempo un bolognese per caso o un cittadino della Bassa che più si addice al mio carattere schivo e invecchiando sempre più lontano dal convivio sociale, preferendo la solitudine del mio antro e relegando le mie uscite a  momenti legati allo scrivere mio e di altri, infatti sarò presente il 19 giugno all'Ambasciatori di Bologna per la prima presentazione dell'antologia.



Troverete questa raccolta, sicuramente interessante, da domani 16 giugno 17, insieme al Carlino, a soli 7 euro e 90, e all'interno ci sarà anche il mio racconto ROGO PROPIZIATORIO dedicato Ronchidoso, a Gaggio Montano e perché no all'amore o al desiderio che spesso sono la stessa cosa, non trovate?

mercoledì 14 giugno 2017

nuovi scrittori crescono 2



Seconda e ultima puntata dedicata a giovanissime scrittrici, in questo caso una ragazzina di dodici anni,  Camilla Merli.
Cosa contraddistingue uno scrittore? Una delle caratteristiche è la sua capacità di raccontare la realtà reinventandola e allora anche una dodicenne può costruire una storia, creare un personaggio, raccontare un'intera vicenda familiare, in poche battute.
Chi scrive inventa mondi, racconta favole,  spesso indovina il futuro.
Il racconto lo travate qui nel blog di Elisabetta Miari Racconti Scontati

martedì 6 giugno 2017

nuovi scrittori crescono



Sollecitato dall'amica di penna Elisabetta Miari ho cercato giovanissimi scrittori e ne ho individuate due, giovanissime e davvero interessanti.
Sono convinto che tutti possono scrivere, ma non tutti sono in grado di analizzare la realtà e trasporla emozionando il lettore.
Il primo racconto che presento è di una adolescente davvero di talento Marianna Badiali.
Il racconto lo trovate cliccando sul blog Raccontiscontati che ha raggiunto proprio in questi giorni quota 200000 visitatori.

lunedì 5 giugno 2017

Twin peaks




Ho iniziato a vedere la terza stagione di Twin Peaks e visto che non ci capivo nulla ho deciso di riguardarmi prima le stagioni precedenti, e so già che non mi servirà per affrontare quella attuale, ma avevo voglia di quella atmosfera.
Rivedere Twin Peaks dopo 25 anni è come rileggere un romanzo molto amato in gioventù.
Comprendi meglio i dettagli estetici, la scelta stilistica e intuisci che dietro a Twin Peaks si cela un artista quale si è rivelato David Lynch, visionario, allucinato, onirico, chiamatelo come volete.
Riguardando la prima stagione ho trovato affinità anche con Kubrick di Shining e non ho ritrovato pezzi di me stesso, ma ho gustato maggiormente le frittelle e i lunghi caffè americani, che solo il protagonista riesce a valorizzare.
Morale, consiglio a tutti la visone in ordine cronologico rigoroso delle prime due stagioni, chi come me vide la serie quando uscì ritroverà piaceri che credeva perduti, e non cercate un senso, non cercate un assassino, lasciatevi contaminare dall'atmosfera e dai personaggi, è il modo migliore per godersi Twin Peaks

domenica 4 giugno 2017

la perdita



Lo so, sto scrivendo poco in rete, alcuni banali accadimenti hanno rinforzato il mio desiderio di scomparire, di evitare il confronto, come se la rete, invischiante e invadente fosse ciò che in realtà è, un palcoscenico dove devi per forza esserci per sancire la tua esistenza.
Io scrivo, ormai è quasi scientificamente dimostrato anche se Wikipedia non ammette la mia esistenza e questo è ciò che mi spinge a premere i tasti del mio pc per regalarvi un mio racconto che potete  trovare qui nel sito della amica di penna Elisabetta Miari che oggi festeggia 200000 visitatori per un blog dove scrittori regalano i propri racconti ha chi ha voglia di leggerli.
A me l'onore di festeggiare le 200000 visite e lunga vita al suo blog, alla voglia di raccontare e a chi vive questa avventura della mente e dell'anima, perché no.

sabato 13 maggio 2017

Il trono di spade



E alla fine ho preso il coraggio a piene mani e ho iniziato a guardare Il trono di spade, il mio primo fantasy e devo dire che mi piace, la ricchezza dei personaggi, l'ambientazione fantastica e i consueti ingredienti che puoi trovare in qualsiasi drammatizzazione teatrale e leggendo in questo periodo Shakespeare trovo affinità nelle dinamiche.
Alla fine quali sono gli ingredienti di queste vicende?
Amore, passione, potere, denaro, sesso, sopraffazione, sopravvivenza, insomma i consueti ingredienti che farciscono la storia dell'umanità, la differenza sostanziale nel fantasy è la commistione di tutti i generi possibili, l'inserimento di elementi fantastici e onirici, la vastità della trama e queste caratteristiche servono a chi guarda e a chi legge per compenetrarsi senza inquinarsi.
La potenza della favola, con dentro tutti i personaggi del nostro immaginario, Re, regine, cavalieri e draghi.
Una splendida nuova avventura.
Magari averla scritta io.

giovedì 11 maggio 2017

Nurse Jackie




Che spettacolo.
Adesso con box set di sky posso vedere cose nuove che avevo perso, ma non voglio fare pubblicità a sky non ne ha bisogno, io faccio il tipo per lei, la bravissima Edie Falco, un'infermiera tossica, ma con una umanità tanto concreta da fare dimenticare i suoi difetti imperdonabili.
Con un approccio diverso dai soliti stereotipi si entra in un pronto soccorso dove convivono diversi personaggi tutti davvero interessanti, ma lei è sicuramente la leonessa.
La commedia dura venti minuti a puntata e dà dipendenza.
Da non perdere

giovedì 4 maggio 2017

Polizia Municipale ... i nuovi assunti



E un giorno arrivano i neo assunti, attraverso un espediente, contratto formazione lavoro, non importa, ma arrivano, te li ritrovi in ufficio, potrebbero essere figli tuoi, quei figli che magari hai in giro per il mondo e che mai e poi mai vorrebbero indossare una divisa.
Sono laureati, spesso, in legge, in scienze motorie, in  agraria, in criminologia e sono così ... giovani, come non amarli? Senza secondi fini, senza condizionamenti, se non quelli dettati dalla tua esperienza e dal desiderio di trasmettere le giuste informazioni, le giuste indicazioni.
Si chiama formazione, quella che non imparerai mai in nessun corso di formazione, quella che hai imparato sulla tua pelle.
Sono il futuro e tu che sei  un vecchio bastardo irriducibile sai già che prima o poi andrai in pensione o magari te ne andrai prima per una delle malattie maledette che hai assorbito in vent'anni di incroci inquinati e blocchi stradali.
Tu li guardi i tuoi giovani colleghi e vorresti prenderli, uno per uno e dire loro attenti ragazzi dovete fare così, non fate come me, fatevi furbi ... ma poi già non sai cosa voglia dire, leggi nei loro occhi l'entusiasmo, lo stesso che avevi tu quando hai iniziato e loro hanno una marcia in più perché sono realmente giovani e alla fine decidi che devono vivere la loro esperienza sperando che lo Stato, quello che non c'è mai quando importa, faccia il suo dovere e non dimentichi ancora una volta i figli migliori, quelli che la divisa hanno scelto di portarla addosso, tutto l'anno, tutta la vita.

mercoledì 3 maggio 2017

Caro Marziano




Ho visto per caso la prima puntata di Caro Marziano trasmissione realizzata da Pif, Pierfrancesco Diliberto.

Nella prima puntata, in pochi minuti tiratissimi c'è la ricostruzione impietosa e durissima della strage di Pizzolungo nella quale morirono una madre e due bambini salvando in questo modo il giudice Carlo Palermo e la sua scorta.

Pif ha la capacità di calarsi nella realtà storica della sua terra e riportarla allo spettatore senza retorica ma con lucida determinazione.

Cosa rimane allo spettatore impreparato come me?
La consapevolezza della distanza fra la conoscenza della verità e gli innumerevoli episodi di criminalità ed disumanità che compongono la storia del nostro paese.
Dicono che oggi a differenza di quel 1985 le cose sono cambiate, oggi si può parlare di mafia, si scende in piazza, il paese fa sentire la sua voce, ma siamo davvero cambiati?
Il nostro paese davvero è cambiato?
Vi lascio con questa riflessione e vi consiglio di guardare queste pillole siciliane, aiutano a non addormentare la coscienza a costo di una piccola sofferenza.
Su rai tre alle 20 e trenta circa prima di un posto al sole

domenica 23 aprile 2017

youtuber italiani




Fra i miei progetti c'è anche un giallo per ragazzi fascia 11-14 anni, un esperimento del quale parlerò solo se andrà in porto.
Fra le idee e gli spunti decido di creare la trama intorno  a uno degli eroi del nostro tempo sconclusionato, un giovane youtuber, non so se si scrive così, ma avete capito.
Non vi svelo nulla della trama, ma volevo solo fare una brevissima riflessione sul fenomeno.
In realtà io conoscevo già alcuni youtuber italiani per un semplice motivo, quando affronto un gioco particolarmente difficile o spaventoso, come ad esempio Resident Evil 7 e necessito di condividere la situazione o capire alcuni meccanismi per superare un ostacolo, ultimamente vado a cercare i video su you tube e così ho conosciuto alcuni di questi  giovani eroi solitari che mi fanno compagnia, e spesso un gran ridere.
Lasciando da parte le considerazioni sul linguaggio spesso approssimativo, con utilizzo di molte parolacce, devo ammettere che mi diverto spesso a seguire questi adolescenti, che sperimentano giochi e situazioni in una condizione di solitudine apparente ma con una moltitudine di fans.
Sto parlando di youtuber con un seguito di un milione di persone e con video visti da 300/400 mila persone.
Mi piacerebbe dire che li trovo banali, vuoti, ignoranti, distruttivi, ma in realtà li trovo simpatici, divertenti, accattivanti e professionali, perché dietro allo spettacolo traspare una regia, un lavoro, una passione e una dedizione, c'è un motivo che spinge frotte di giovanissimi a seguirli, non sottovalutateli, loro sono il futuro della comunicazione e bella o brutta che sia, è sempre futuro.

mercoledì 19 aprile 2017

Gianni Boncompagni




Gianni Boncompagni per me è e rimane Alto Gradimento che fu la mia colonna sonora degli anni 70.
Dal 70 al 76 mi accompagnò nei difficili anni delle medie fino ai primi e traumatizzanti anni del liceo, la prima uscita dal mio quartiere per spostarmi in centro alle Zanotti, le scuole medie di allora di fianco al palazzo dello sport, poi al Righi.
Ai miei ritorni, dopo sudate giornate scolastiche, Alto gradimento era un appuntamento fisso, quotidiano, credo che parte del mio senso dell'umorismo, e della disincantata osservazione della realtà, nasca da quel tipo di comicità, di leggerezza.
Una carrellata di personaggi, di invenzioni linguistiche, di trovate, una rivoluzione per un quasi adolescente che doveva fare i conti con la crisi economica e i problemi dei miei genitori per arrivare alla fine del mese.
Boncompagni e Arbore mi hanno insegnato l'arte della leggerezza, mi hanno avvicinato ai loro modelli musicali, mi hanno fatto compagnia e arrivavano a tutti, giovani e meno giovani, intellettuali e non, la trasmissione piaceva a me come a mia madre ricordo e ridevamo della loro travolgente carica vitale, un virus buono, che ancora sento in circolo.
Tanta radio, tanta comicità è partita da lì, penso ai modelli attuali, come 610, o la Giallappa s e non posso non trovare delle affinità.
Alto Gradimento rimane un modello.
Boncompagni è un pezzetto di quel ricordo, un pezzo della mia vita giovanile quando il mondo era lì, poco ospitale, tutto in salita ma alleggerito da personaggi come lui.
Non so se qualcuno ha condiviso come me quel periodo e quella trasmissione, e alla fine non è importante, alla fine credo che la cosa più importante sia portarsi appresso le cose buone e non dimenticarcele, per dare un senso e per sottolineare un valore.