sabato 14 marzo 2015

Nardinocchi ... come M.J.



Facebook può anche servire, e mi piace avere contatti giovani, gente che mi contamina con informazioni su quell'universo sempre più remoto per me rappresentato dai tanti giovani artisti che non passano necessariamente per la televisione quella di xfactor, amici, e adesso la nuova idea (già vecchia) di Italia's got talent, dove i soliti noti, Bisio, Littizzetto e compagnia presentano talenti e saltimbanco per proporre una nuova fiera mediatica dove gli unici a guadagnare cifre da capogiro sono loro.
Poi ci sono artisti come Andrea Nardinocchi che conosco solo perché nel mio lettore mp3 ho una sua canzone "un posto per me" che ancora ascolto forse perché anch'io vorrei un posto per me, un posto dove potere sentirmi in armonia, o semplicemente non minacciato, inquinato, violentato, depredato, insultato, ma non credo che ci sia.
Poi ieri sera ho visto il suo nuovissimo video su Facebook passato da un mio giovane contatto, e provo a passarvi il link perché questo giovane di cui non so nulla, arriva, buca lo schermo, ma non quello patinato e plastificato della De Filippi o irraggiungibile e inconcludente di xfactor.
Quanti giovani talenti sono nascosti nella rete, fuori dai circuiti delle televisioni perduti in un universo parallelo, mentre la musica scompare nella rete, diventando sempre più un settore residuale, che arricchisce solo chi la presenta e pochi mostri sacri.
Ecco il nuovo video di Andrea Nardinocchi Come M.J.
 

2 commenti:

Lorenzo Fazio ha detto...

Hai toccato un argomento molto delicato: talent show che fabbricano stelle cadenti che durano una stagione o due e poi finiscono nel nulla.
E' un discorso che ti riguarda anche da vicino, Massimo: c'è chi diventa artista dopo lungo apprendistato e chi viene innalzato a status di artista da produttori (male) o persino dal pubblico che vota da casa (malissimissimo). Nel primo caso il proprio background costituisce un'ossatura forte, cui attorno si può sviluppare il talento. Nel secondo caso il talento appassisce in fretta.

PS: felice di averti fatto conoscere questo pezzone!

Massimo Fagnoni ha detto...

ci vuole lavoro duro per creare una qualsiasi opera dell'ingegno, non ci si improvvisa cantanti, musicisti, pittori, scultori, scrittori, e forse fra queste arti la scrittura è la più immediata, perché la puoi migliorare con l'esercizio, puoi impararla leggendo tanto gli altri, ma comunque devi studiare, applicarti, copiare, rubare, inventare, sognare e pensare molto allo scrivere.
le altre forme d'arte sono ancora più complicate, richiedono studio, dedizione, sacrificio, tempo. Il tempo è un denominatore comune di tutti i lavori, di tutte le passioni, ci vuole tempo per creare qualsiasi cosa, la televisione invece, o meglio lo show business ti racconta un altro messaggio, arricchisce i soliti noti, quelli che presentano san remo e guadagnano probabilmente più di tutti i concorrenti messi insieme, quelli che presentano xfactor, l'isola dei famosi, amici, e chi più ne ha più ne metta. ma gli artisti che spesso sono solo esperimenti di giovani esseri umani, loro superano selezioni misteriose e si scapicollano ad un gioco al massacro non dissimile da quello di hunger games, dove non vince nessuno solo il perpetuarsi di trasmissioni e indici di ascolto, sempre finalizzate all'inserimento di spot pubblicitari. alla fine è la pubblicità che mantiene questa fabbrica di prodotti quasi sempre scadenti e presto dimenticati