martedì 21 ottobre 2014

homeland



Era destino che la fiction giocasse con uno dei casi più complicati e spinosi dei nostri tempi il terrorismo islamico di Al - Qaida e la guerra che da anni insanguina l'Iraq. Ho guardato la prima stagione e mi sono registrato su my sky le altre due, la quarta sta andando in tempo reale in questi giorni e devo dire che mi piace, non tanto per la trama e i temi socio politici che affronta, ma per i colpi di scena e la caratterizzazione dei personaggi.
Come ho già scritto il successo di una fiction è dovuto all'originalità della vicenda, alla bravura degli attori, e alla caratterizzazione dei personaggi.
Qui abbiamo i due protagonisti assoluti, lui un sergente dei marines degli Stati Uniti che viene liberato dopo 8 anni di prigionia in mano ad Al Qaida, un uomo distrutto e confuso che torna in patria con  idee molto particolari sul conflitto e sul terrorismo.
Un' agente della Cia, una giovane donna, che soffre di un disturbo bipolare non molto compensato ma che probabilmente grazie a questo problema ha una capacità di analisi maggiore  degli altri agenti.
Poi c'è la vicenda che si muove veloce,  non dà tregua,  coinvolge,  ho iniziato a vedere la seconda stagione ieri sera vediamo se riuscirà a mantenere gli stessi ritmi.
Godibile, interessante, si parla anche di fede, di coscienza, di morale e di patriottismo, ma non in maniera retorica.
Bel prodotto.
Su Sky atlantic.

2 commenti:

Unknown ha detto...

Concordo... sono a metà della terza, anche se devo dire che certi 'twist' lasciano un po' spiazzati. Alla fine però tutto torna: bisogna avere la forza di imparare a menadito la trama: nessuna distrazione è permessa!

www.massimofagnoni.com ha detto...

ci sono alcuni comportamenti incomprensibili del protagonista maschile dal mio punto di vista, ma credo che oltre ad una necessità legata alla sceneggiatura ci sia la componente irrazionale, la stessa che spinge un uomo dopo 8 anni di prigionia a torture ad abbracciare un'altra fede, poi basta vedere cosa è successo ieri in Canada per trovare fin troppo realistico Homeland