domenica 17 novembre 2013

la leggenda di Loiano



Sera, sto tornando a casa dopo il lavoro, mi fermo nell'area di servizio che prediligo perché lì risparmio mediamente qualche centesimo ogni litro, faccio 15 euro di benzina, maledico la benzina, chi la produce, chi non ha nessuna intenzione di inventarsi un altro metodo più ecologico e più economico di alimentazione delle auto, e dopo la consueta sequela di imprecazioni interiori sto per salire sulla mia macchinetta, sono in tuta, sono stanco, mancano circa venti chilometri da lì a casa.
Mi affianca una punto nero demolizione e ruggine, al volante un italiano, accento emiliano, potrà avere venticinque, trent'anni, potrebbe essere mio figlio, per fortuna non è così.
Non ha la faccia da tossico, ha una faccia simpatica, un cerotto sul sopracciglio destro, la barba di un paio di giorni e l'abitacolo dell' auto nel complesso fa abbastanza schifo.
"Sono nei guai" esordisce "La ragazza mi ha sbattuto fuori di casa, non ho un soldo, la macchina è in riserva, devo tornare a casa, a Loiano".
Io penso auguri, grazie per la comunicazione, cambia ragazza, non capisco ancora cosa può volere da me, nonostante il mio mestiere, i delinquenti conosciuti, i truffatori, giocatori delle tre campanelle, spacciatori etc etc, non penso, non antepongo pregiudizi o deformazione professionale, nemmeno controllo se l'auto è in riserva:

MI FIDO.

Non capitava forse dal periodo innocente dell'infanzia, quando smisi di fidarmi perché un mio compagno di giochi preferì un altro amico per le battaglie con i soldatini.
Non capitava da quella volta che cercarono di vendermi un cellulare in un'area di servizio dell'autostrada, non capitava da quando Berlusconi è salito al governo.

Mi vuole mostrare la sua patente, faccio di no con la testa e chiedo:

"Cosa vuoi?".
"Mi può dare una mano, per tornare a Loiano?".
Io so dov'è Loiano, in inverno nevica come al Corno, ho amici che abitano lassù, colleghi, gente tosta che scende insieme ai lupi tutti i giorni per rilevare incidenti, penso che potrebbe essere un trucco, l'ennesimo trucco di una guerra fra poveracci e coglioni, accattoni e ingenui.

Io il coglione ingenuo in questo caso, ma fino a cinque euro.
"Per arrivare a Loiano ti bastano cinque euro di benzina" ed estraggo dal mio portafoglio gli ultimi 5 euro sopravvissuti al mio rifornimento precedente, sono stropicciati, umidi e puzzolenti, ma ci fai più di tre litri di benza, bastano per tornare nell'ameno paesino.

Lui li prende, sorride umile, ringrazia molto.
"E ricordati, quando ti chiederanno come hai fatto a tornare a Loiano, puoi dire che un vigile bolognese, uno di quelli che odiate tanto, ti ha dato una mano".
"Lei è un vigile?"
"Un agente della Municipale" rispondo con orgoglio, poi risalgo sulla mia macchinetta e mentre torno a casa ascoltando i Cold Play penso che ho fatto una cosa buona, ho aiutato un giovane italiano in difficoltà, una piccola cosa, ma l'ho aiutato a tornare a casa, penso anche che magari mi ha semplicemnete fregato, ma più mi avvicino  a casa, più mi convinco del contrario, ne parlo con mia moglie, mando anche un paio di sms ad amici che increduli mi rispondono preoccupati, temono una crisi di demenza senile alla base del gesto.

Lo stato di grazia dura fino al giorno dopo, quando racconto con una punta di orgoglio l'episodio ad alcuni colleghi in ufficio, e lì cambia la prospettiva.
Uno mi dice che gli è capitato due volte, con lo stesso, sotto casa sua, stessa storia, doveva andare a Loiano, senza benzina etc.
Un altro se l'è trovato fuori dalla Coop, appena terminata la spesa.
La moglie di un collega fuori dalla chiesa, era insieme al suo bambino, e gli ha creduto a metà, lo ha accompagnato da un benzinaio lì vicino e gli ha pagato 10 euro di benzina.

Se nel mio ufficio ne ho trovati quattro, quanti giovani bolognesi ci sono in giro solo a Bologna che hanno scoperto questo nuovo metodo per fare accattonaggio?
Chi sono questi disperati?
Non credo un'associazione a delinquere, semplicemente giovani che ti raccontano la favola di Loiano, perché Loiano? Perché è lontana e ci vogliono almeno cinque, dieci euro per arrivarci.

Alcune considerazioni finali.
Mi sento un coglione e non me ne vanto.
Non crederò più a nulla e questi sono gli ultimi cinque euro che mi faccio fregare da un altro disgraziato come me.
Se incontrate un giovane simpatico, emiliano che deve tornare a Loiano e ha disperatamente bisogno dei vostri denari, tenetelo fermo un attimo, con un'altra favola e chiamatemi, se sapete come farlo, io arrivo subito. Devo dirgli qualcosa che magari lo aiuterà davvero a cambiare stile di vita.

2 commenti:

nadia ha detto...

questo post potresti tranquillamente inserirlo nel prossimo lihro di racconti,

Massimo Fagnoni ha detto...

già fatto in effetti :-)