venerdì 31 maggio 2013

L'ultima esecuzione




Ho appena terminato la lettura del romanzo L'ultima esecuzione di Roberto Gandus, editore Frilli.
Mi è piaciuto.
Non leggo molti autori italiani, questo romanzo mi ha incuriosito perché sullo stesso tema avevo letto pochi mesi fa un altro libro al quale dedicai un post che potrete leggervi cliccando qui.
In quel libro, che è una sorta di romanzo giornalistico, si ricostruisce una vicenda truce avvenuta nel 1945, l'eccidio di una decina di persone avvenuto in un cascinale di Villarbasse.
Per tale omicidio furono condannatte tre persone e fucilate.
Fu l'ultima esecuzione in Italia.

Il romanzo che prende il via da quel fatto è in realtà un'altra storia, come premette lo stesso autore.

L'unico dato in comune con la verità storica è il luogo, il periodo, e la condanna conclusiva.

Tutto il resto è invenzione romanzesca.
Una storia costruita in uno dei periodi più cupi della nostra storia recente, il dopoguerra.
L'autore, che all'epoca dei fatti romanzati aveva pochi anni, è riuscito a inventare un'atmosfera fosca, crudele, senza speranza, impregnata da una disperazione esistenziale che  doveva essere denominatore comune in molti paesi italiani.

Per certi versi ho letto fra le righe di questo romanzo la stessa tensione violenta e senza speranza che ho trovato spesso nei romanzi del grande Cormac McCarthy  come il buio fuori, che sconsiglio ai depressi, ma che rimane impareggiabile nell'approfondimento dell'animo umano.

L'ultima esecuzione non arriva allo stesso livello di durezza, ma descrive i personaggi di questo dramma familiare con precisione, facendo emergere le pulsioni, la grettezza, la perduta umanità di alcuni protagonisti della vicenda.

Spiccano anche alcuni personaggi  come Smangia che mi ricorda  un altro personaggio prima romanzesco poi cinematografico,  il gigante nero John Coffey del romanzo Il miglio verde di Stephen King.

Anche Smangia, in un certo senso ha qualcosa di magico nel suo rapporto con i vitelli, e un' inconsapevole bontà.

L'ultima esecuzione ci riporta a un periodo nel quale noi italiani non avevamo nulla, un paese da ricostruire, un percorso da ricominciare, sicuramente chi ha vissuto quel periodo ha molto sofferto e molto sperato.

L'atmosfera creata da Gandus è reale, brutale e nello stesso tempo rarefatta e clautrofobica.
Un bel noir,  non vi deluderà.

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