domenica 5 maggio 2013

Londra ... l'integrazione naturale




Appena tornato da Londra penso come al solito, alla fine di ogni viaggio, che qualsiasi posto è meglio di quello dove  vivo. Nel posto dove vivo non basta avere due stipendi ed essere onesti per potere ambire alla serenità di una vita normale, non sto parlando di vacanze a cinque stelle e superfluo, ma di arrivare alla fine del mese.
Sto parlando di normalità.
A Londra l'ho trovata.
A Londra e in Inghilterra sicuramente ci sono grossi problemi, loro guidano nelle strade in direzione opposta alla nostra, hanno le sterline, la regina, e anche quando entrano nella loro underground si muovono in maniera diversa, ma la città funziona, ed è viva in un modo che non incontro da tempo nella nostra città a misura d'uomo.
Ho visto tanti giovani, tanti bambini, pochissimi anziani, e tutta gente pervasa da una sorta di nevrosi,  tanto vitale, quanto contagiosa.

Due cose mi hanno colpito, una è banale e sull'argomento mi piacerebbe avere un'opinione dall'amico Roberto Amori.
La  mobilità.
Muoversi a Londra costa, ma funziona, è semplice, anche se conosci la lingua come me.
Un'altra cosa mi ha colpito. Tutti pagano il biglietto, l'abbonamento, la corsa, la gabella.
Perché da noi invece quando sali sul bus ti rendi conto di essere l'unico coglione che sta pagando in un universo di persone che non ci pensano neanche lontanamente a pagare?

I marciapiedi non sono tappezzati di feci canine, la gente quando ti urta chiede scusa ed è cortese, Com'è possibile che invece noi, anche nelle piccole città, ci sbraniamo senza fare una piega?

A Londra non sono angeli, ma sembra abbiano acquisito la regola, quella che permette di muoversi in superficie senza urtarsi per ogni bazzecola.

Poi ci sono le coppie miste. Acquisizione socio culturale, interiorizzazione temporale, logica della sopravvivenza, dove non conta il colore della pelle, ma la coesistenza.
Ne ho viste tante di coppie miste, soprattutto uomini/donne di colore con uomini/donne bianchi.
Ed è così naturale vederli insieme nella quotidianità, con o senza cuccioli, in armonia e in conflitto, sobri o ubriachi, poco importa, perché è normale che a Londra ci siano coppie di tutti i tipi che vivono, condividono, si amano, procreano, poi magari si separano, poi magari si scannano, esattamente come le coppie normali.

Poi torno in Italia e mi viene da sbadigliare, tanta arte italiana nei musei inglesi, tanta cucina italiana a Londra, tanti giovani italiani che hanno deciso di lavorare all'ombra del Big ben.

E noi qui, nei secoli dei secoli, sempre indietro, sempre alla rincorsa di altri modelli socio culturali, neanche in grado di fare un adeguato piano di mobilità urbana.

Che cosa direbbero i grandi geni italiani del passato? 

3 commenti:

nadia ha detto...

Desumo che la vacanza sia andata bene. Concordo sulla "regolarità e legalità" inglese, anche se.... non farei mai e poi mai cambio. Posso non riconoscermi più nella mia città e nei suoi abitanti, ma amo Bologna, di un amore viscerale imprescindibile!
Ammiro le file ordinate senza furbi che vogliono superarti, ammiro come dici tu tutti i bravi inglesi che pagano regolarmente il biglietto per bus e metrò e i loro tutori dell'ordine muniti solo di sfollagente e mi dico che non è la gente ad essere diversa e neppure la mentalità, ma sono le istituzioni e le leggi ad essere diverse.

Massimo Fagnoni ha detto...

i poliziotti adesso sono armati fino ai denti e controllano molto paura di attentati credo, ma la città è favolosa e imparagonabile a Bologna stiamo parlando di una metropoli, però confesso che vorrei amare Bologna come te, forse il mio lavoro di strada alla lunga logora anche i legami più forti

nadia ha detto...

Sicuramente la burocrazia che vi lega le mani impedendovi di lavorare come si deve non aiuta ad amare una città provinciale che si sta scontrando con tutte le problematiche delle grandi metropoli