lunedì 22 aprile 2013

Lucarelli ... noi scrittori nasciamo dal cinema



Nello stesso portale dove vagando ho ascoltato alcune riflessioni di Macchiavelli, ho avuto il piacere di incontrare un altro conterraneo, e anche se non credo riuscirò mai a entrare nel suo nucleo di giallisti bolognesi, ( in realtà non so nemmeno se esiste) devo ammettere che lo sento molto  vicino al mio  modo di concepire il romanzo di genere.

Lucarelli già lo seguo in televisione e credo che la sua attività diversificata in più ambiti gli abbia dato notorietà e nello stesso tempo tutti i problemi connessi all'iper esposizione mediatica, problemi che un piccolo scrittore come me non ha, diviso in precisi vasi, spesso comunicanti, fra il  lavoro in divisa e la passione di inventare storie.
I pochi minuti di video che Lucarelli dedica a descrivere da dove venga lo scrivere sono illuminanti e condivisibili. Io sicuramente nasco insieme alla televisione, ricordo vagamente che da piccolo dividevo il mio tempo fra la televisione in bianco e nero, che chiamavo topo gigio, e le prime letture che poi crescendo non mi hanno mai abbandonato.
La fortuna nostra è di essere cresciuti in un mondo di immagini in movimento e il cinema è un fantastico veicolatore di informazioni, emozioni, stimoli.
Il Marlowe, citato da Lucarelli , è sicuramente in tanto del mio scrivere, ma sbriciolato e riportato in vita attraverso minuscoli segni quasi impercettibili che caratterizzano i personaggi dei diversi romanzi.
La disperazione del vivere, la quieta disperazione dei personaggi di Chandler, ho sempre pensato rispecchiasse  la sua biografia alcolizzata e difficile in un'America sfumata e povera, e mi fa tenerezza pensare che morì di polmonite nell'anno in cui io nascevo.
Lui ha inventato un personaggio talmente fragile ed epico, nella sua eticità, da incarnare  l'archetipo del vero eroe moderno, che cerca di vivere seguendo una morale il più possibile giusta, ma tanto mutevole quanto soggettiva.
Ed è vera un'altra cosa che Lucarelli dice, ogni volta che pensiamo a un personaggio, come ad esempio Marlowe, non pensiamo solo all'invenzione letteraria, ma anche e soprattutto alla sovrapposizione cinematografica, da Bogart a Mitchum che per me rimangono i migliori interpreti del personaggio letterario.
Come secondo me il migliore Maigret fu sicuramente Gino Cervi, nonostante il grande Jean Gabin.

In conclusione, Lucarelli in pochi minuti mi ha fatto sentire uno scrittore, ponendo tutti gli scrittori di genere su un piano unico di condivisione di origini, radici, motivazioni, stile.
In fin dei conti siamo coetanei e per me lui rimane  da una parte un creativo che ce l'ha fatta e dall'altra un possibile modello al quale ispirararmi. Unico neo, nei suoi romanzi noi della municipale o facciamo una brutta fine o siamo descritti come macchiette, chissà che non riesca a fargli cambiare idea.

2 commenti:

nadia ha detto...

Ecco un altro conterraneo che mi piace. Spero di leggere presto commenti positivi anche su Baldini

Massimo Fagnoni ha detto...

Baldini lo conosco solo di nome, ammetto la mia ignoranza, magari lo cerco in biblioteca