domenica 21 ottobre 2012

sono stato ad Auschwitz



Perché qualcuno mi ha chiesto?
Mi sono semplicemente aggregato a un mini gruppo di studenti interessati a quel pezzetto di storia.
L'orrore, che tanto bene viene citato da Brando in Apocalipse now, che non è altro se non la trasposizione  e rielaborazione   del romanzo di Conrad, Cuore di tenebra, fatta da un magistrale Coppola, dicevo l'orrore privo di retorica e  luoghi comuni è tutto concentrato in quel pezzo di terra polacca.
Forse è per questo che molti non ci andrebbero mai.
Forse è per questo che molti hanno provato addirittura a negarne l'esistenza.
Ma la pietra rossa che vedete, i binari del treno che portava fino a Birkenau i deportati e condannati a una vita brevissima e piena di sofferenze e umiliazioni indicibili, dicevo la pietra rossa è ancora là, come anche i blocchi che potrete trovare trasformati in museo all'interno di Auschwitz.

Ho cercato di guardare solo alcuni particolari di quel luogo dove è facilissimo perdersi nel generico pietismo collettivo davanti alle migliaia di scarpe, valige e pennelli da barba esposti in grandi teche.

Ho cercato alcune di quelle immagini, di quelle foto segnaletiche, centinaia, che sancivano la trasformazione di uomini, donne e bambini liberi,  in schiavi.

Ho letto alcune biografie, a caso, cercando di tradurle dall'inglese, e con fatica ho cercato di sentire una compartecipazione con quegli sguardi, quei visi scavati, tutti uguali nella disperazione e nella assoluta consapevolezza della fine imminente.
Morte intellettuale, prima che fisica.

Chiaramente mi sono fatto distrarre dalle classi in gita da diversi luoghi della Polonia e dell'Europa, alla fine mi facevano male i piedi e avevo fame.

Non ce l'ho fatta a sentire ciò che cercavo, come al solito assuefatto come tanti alle mie nevrosi, non ho sentito fluire nulla oltre alla consapevolezza che in quel luogo è avvenuto uno dei più grandi misfatti della nostra storia recente, non unico, ma sicuramente il più ufficializzato.

E' un viaggio che mi sento di consigliare a persone che non hanno paura di guardare in faccia la realtà e che non stiano attraversando un periodo di depressione.

Le valutazioni, le emozioni, e tutto il resto rimane materia assolutamente soggettiva.

Cracovia, città che dista circa un' ora di autobus, è bellissima, e si mangia davvero abbastanza male.

3 commenti:

Nadia ha detto...

gli adolescenti ed i giovani di oggi ne hanno memoria? Sanno di cosa si sta parlando? Ho parecchi dubbi in merito.

massimo fagnoni ha detto...

chiedigli chi erano i Beatles? Ricordi la canzone degli Stadio?
Il problema è che il tempo cancella tutto, anche i mattoni e i forni, nasconde le tracce, spetta a noi ogni tanto farci violenza e voltarci indietro, credo sia giusto, o doveroso, credo

Nadia ha detto...

I Beatles non li conosco
e neanche il mondo conosco

Purtroppo questa è la realtà.
Sempre più spesso sento dire che il nozionismo che la scuola propina è solo buono per risolvere i cruciverba, ma la storia e non solo recente, ci insegna chi siamo, da dove veniamo, e in teoria dovrebbe aiutarci ad evitare errori già commessi in passato…. i ricorsi storici….. “L’uomo è dunque il creatore, attraverso la storia, della civiltà umana. Nella storia l’uomo verifica il principio del verum ipsum factum creando così una scienza nuova che avrà un valore di verità come la matematica. Una scienza che ha per oggetto una realtà creata dall’uomo e quindi più vera e, rispetto alle astrazioni matematiche, concreta. La storia rappresenta la scienza delle cose fatte dall’uomo e, allo stesso tempo, la storia della stessa mente umana che ha fatto quelle cose.” Vico non è solo inutile nozionismo.Gli eventi del recente passato non devono più ripertersi, mai più. Alle mamifestazioni in memoria dell'Olocausto non vedo mai bambini, ma solo anziani....