giovedì 1 marzo 2012

l'arte del silenzio, l'arte della pazienza


Mi telefona un'amica che non fa il mio lavoro, quello che mi porta il pane.
Ha letto un'intervista al giovane carabiniere, offeso dal giovane no tav,  e che per il suo comportamento ha ricevuto un encomio con grande soddisfazione delle istituzioni.
L'amica descrive il giovane intervistato come persona di grande maturità e consapevolezza, probabilmente preparato da un adeguato percorso formativo alla grande arte della pazienza.
Quel giovane collega dell'Arma meritava certo l'encomio e non solo, non tanto per quello spezzone video rubato durante una manifestazione, ma per tutte le altre manifestazioni, per tutte le angherie, offese, sputi, insulti e aggressioni che ogni santo giorno chi indossa una divisa deve sopportare.
Quel carabiniere è la regola, non l'eccezione.  Questa deve essere una consapevolezza per la mia amica e per tutti quelli che non sanno cosa significa uscire in strada tutti i giorni indossando una divisa.
L'ultima cosa che mi ha detto un cittadino è stato un augurio di potermi comprare molte medicine con i soldi della sanzione che gli stavo elevando.
Il nostro lavoro è un lavoro di nervi, pazienza e passione, guai a cedere alla tentazione della rissa, dello scontro, della violenza verbale o fisica.
Lo scontro non lo trovi solo durante l'ordine pubblico che noi agenti della Polizia Locale non facciamo, lo incontri mentre fai un verbale per il codice della strada, mentre regoli il traffico prima o dopo una partita di calcio, durante un rave, nel normale controllo del territorio.
E' un'arte sapere mantenere la calma, non rispondere alle offese, dimenticarsi l'orgoglio e la propria storia.
E' un'arte che non  insegnano nei corsi.
Si chiama senso del dovere e della responsabilità.
Grazie al giovane carabiniere che ha ricordato al mondo come l'impareggiabile arte della pazienza e il senso del dovere non sono eccezioni ma una faticosa regola quotidiana.

3 commenti:

Nadia ha detto...

Il giovane carabiniere ce lo ha propinato anche il telegiornale.... un encomio.... e a tutti quelli che si comportano così da anni e anni e che magari per non "uccidere" vengono uccisi????

Non mi è piaciuta molto tutta questa pubblicità per quella che dovrebbe essere la regola.

non sono eccezioni ma una faticosa regola quotidiana.... ecco questo ce lo dimentichiamo spesso!
Nadia

massimo fagnoni ha detto...

oggi i mezzi d'informazione macinano tutto indiscriminatamente, sono loro che dettano le regole del mercato e del gradimento, più che nel passato, solo se appari esisti

Nadia ha detto...

io non appaio ma mi sento di esistere. Esisto per le persone che amo e mi amano, per gli amici e i nemici....