domenica 11 marzo 2012

11 marzo ... 35 anni dopo







Non tutti ricordano quei giorni, forse perché l'Italia, come un puzzle schizofrenico, non ha una sola memoria collettiva, vive la sua storia a compartimenti stagni e un morto, nel periodo greve che precedette il rapimento Moro e la fase più violenta del terrorismo, non rimane nella memoria già piena del paese.
Per Bologna fu il periodo più violento dal dopoguerra, una guerriglia in città, con il movimento da una parte che come un grande contenitore aveva spazio per tutti e le forze dell'ordine dall'altra.
Per un miracolo, o per una scelta consapevole non ci furono altre vittime, ma la città non fu più la stessa.
Non facevo parte del movimento, allora da giovane iscritto alla federazione giovanile comunista ero in federazione, in via Barberia a presidiare la sede del partito.
Mi persi la fase più concitata e lacrimogena degli scontri.
Di quel periodo conservo gelosamente il libro che fu scritto e venduto dopo quei giorni, un'edizione ingiallita che ho ritrovato in cantina e che ho cercato di fare leggere ai figli senza successo.
In quel periodo quando la gente scendeva in piazza le strade si riempivano e avevi netta la percezione dei rapporti di forza.
Da una parte lo Stato, dall'altra una consistente parte del paese.
Oggi di evidente non c'è più nulla solo un'evanescente massa informe in comunicazione frammentaria e concitata nella rete e un ribellismo isterico e teppistico organizzato da poche frange estreme durante alcuni eventi quasi sempre mediatici.
Del resto sono trascorsi 35 anni, io ero giovanissimo allora, oggi sono quasi anziano.
Non mi manca quel periodo, lo ricordo cupo e metallico come un cielo color piombo.
Però almeno nel ricordo ha una consistenza.
Questo periodo come lo ricorderemo?

2 commenti:

Nadia ha detto...

Ripenso a quel periodo e a quel giorno in particolare, tutte le volte che i vari TG ci mostrano gli scontri con i NO GLOBAL. Quel giorno ero in centro dove lavoravo. L'ufficio aveva il balcone su Piazza Maggiore e quando i rumori si fecero forti andammo tutti sul balcone.
Fumogeni.... vetrine infrante, fuggi fuggi generale. Niente a che vedere con le manifestazioni del 68. Di quei giorni ricordo la consa- pevolezza che il mondo stava cambiando, ma grazie a Dio avevamo ancora delle figure di riferimento.
Di questo periodo ricorderò la totale manzanza di ideali e di leader politici... un'anarchia sterile molto qualunquista!
Nadia

massimo fagnoni ha detto...

mancano le figure di riferimento, manca un gesto consapevole, la direzione l'abbiamo perduta, non è solo colpa nostra o della nsotra generazione, a volte penso che sia il prezzo da pagare al progresso, la condivisione è esplosa dalla diffusione del personal computer e della comunicazione virtuale, si è persa completamente la dimensione della strada, del luogo d'incontro, del confronto diretto.
Prevedo un futuro rarefatto, poca comunione nel senso più laico del termine