sabato 19 febbraio 2011

Mi sono perso San Remo ... che peccato!

Ho pensato a lungo nei momenti morti, quelli che si possono sprecare, a cosa dire a proposito di San Remo e alla fine penso che la soluzione adottata sia la più soddisfacente. Il grande e inarrivabile Gaber parlava in un suo monologo della soddisfazione di perdersi alcuni spettacoli, chi lo conosce bene si ricorderà anche il titolo e mi piacerebbe andare a riscoltarlo, lo troverò in uno dei miei cd. Per San Remo è la stessa cosa, con quale soddisfazione sono riuscito a non vederne neanche un minuto, neanche un secondo.
Mi sono perso la bellezza delle due presentatrici, la grandi mani di Gianni Morandi, la comicità scontata dei due istrioni delle iene di cui non ricordo i nomi e neanche voglio ricordare.
Mi sono perso le canzoni ... che peccato.
Mi sono perso Benigni sul cavallo bianco con la bandiera italiana a commuoversi sull'inno nazionale ... che scherziamo?
Abbiamo bisogno di questa gente noi?
Sono uscito una sera con gli amici a cena.
ho guardato alcuni film che avevo  in arretrato.
Ho scritto le mie cose e letto romanzi.
Ho passato le mie serate con le persone che amo.
Non ho dato la possibilità a un qualsiasi comico strapagato di ricordarmi cosa devo sognare e quando.
Non dategliela neanche voi.
Questa sera perdetevi San Remo, domani sarete poveri uguale ma più leggeri.

2 commenti:

Yuri ha detto...

Il sentimento dell'attaccamento alla propria patria ed alle proprie origini,viene da dentro; si ha o non si ha; crearlo è quasi impossibile se si è ricevuta un'educazione di un certo tipo. Ricordarlo tra i mille problemi quotidiani, può servire a farci fernmare un attimo per riflettere,certamente non sarà un comico che con i suoi 45 minuti di tv ed i suoi MOLTI EURO OTTENUTI (quelli che un operaio guadagna in 10 anni di lavoro), riuscirà a convertire il popolo all'amor proprio e della patria!!!

pier ha detto...

Ma meno male che Sanremo esiste. Come esiste Chiambretti, Santoro, Emilio Fede ... Meno male che esistono. Io me li guardo tutti, magari a spezzoni, ma me li guardo, mi viene più facile che leggere. In ognuno si può trovare qualcosa di condivisibile e qualcosa di cui non si sopporta, ma meno male che si sono. Perfino Sanremo mi ha lasciato qualcosa ... un ragazzo che suona il pianoforte "da Dio" e vince la sezione giovani. Un Vecchioni emozionato, un Morandi impacciato, ma naturale, una Belem e una Canalis in gran spolvero non relegate a semplici vallettte. Un Benigni (migggggliardario in euro) che sfoggia la sua cultura, ma che purtroppo fa anche il moralista e il maestro di vita. In tutto c'è un lato positivo ... perfino l'intervista alla Bellucci (l'apoteosi dell'ovvio e del luogo comune) ha un suo perchè ... lo devo ancora trovare, ma lo troverò ... intanto mi ascolto Van de Sfross (http://it.wikipedia.org/wiki/Davide_Van_De_Sfroos)