giovedì 10 giugno 2010

La ragazza del fiume

E' il mio secondo romanzo, nacque come racconto per il premio Navile di Bologna e ne rispetta le caratteristiche.
Non ha vinto nulla ma la 0111 edizioni ha deciso di pubblicarlo.
E' un noir.

http://issuu.com/0111edizioni/docs/antelaragazzadelfiume/1

Nel link precedente potrete leggere una parte del romanzo e avere tutte le informazioni utili.

Ecco la recensione del caro Ermes:

Il racconto la ragazza del fiume di Massimo Fagnoni è quasi un romanzo per estensione ed è un noir.
Un pò sconcerta per chi precedentemente ha avvicinato Fagnoni tramite il suo romanzo Bologna all'inferno.
E sconcerta perché le due vicende pur avendo la stessa radice lo stesso fil rouge hanno un linguaggio ben diverso.
Tanto dolce, tranquillo, ammiccante quello di Bologna all'inferno quanto nervoso, aspro, irritato quello della Ragazza del fiume.
In entrambi i lavori però si scorge un abisso di interiorità dei personaggi: soprattutto in quel Marco che sembra una presenza costante nei lavori del Fagnoni.
Le vicende narrate, in fondo, non possono sorprendere noi, smaliziati lettori di un' epoca in cui violenza, ribellione e disordine, la fanno da padroni, però nel loro svolgimento lasciano tantissimo spazio alla riflessione sia soggettiva, che oggettiva per cui alla fine della lettura sentiamo nell'intimo la nostalgia per un vivere più semplice, più sincero, più pulito.
La descrizione dei personaggi è nitida e ben scolpita; vi si scorge il desiderio di fare conoscere il personaggio da ogni faccia di quel poliedro che è il carattere degli individui.
La descrizione dei luoghi, altrettanto nitida e decisa rende edotto il lettore delle bellezze dell'idilliaco paesaggio della campagna bolognese.
In conclusione questo libro è di piacevole lettura e si rimpiange che sia soltanto un racconto.
2.6.2010

1 commento:

andrea ha detto...

Grazie per utilizzare come sfondo dei tuoi romanzi la nostra bella terra.
Forse non più come un tempo ma ancora interessante e poco conosciuta sia da noi bolognesi che da chi bolognese non è